Branch Exemption per l’internazionalizzazione dell’impresa

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In questo contributo ti spiegherò come costituire una sede aziendale all’estero riducendo la pressione fiscale sulla tua azienda. Come sfruttare al meglio il regime della Branch Exemption per ridurre la pressione fiscale e ottimizzare il proprio Tax Planning Internazionale.

La tua azienda iniziare a stare stretta soltanto in Italia? Hai bisogno di nuovi mercati e nuove opportunità economiche da sfruttare?

Se stai leggendo questo articolo probabilmente sei pronto ad internazionalizzare la tua azienda.

Non è una scelta semplice, ma soprattutto non è una scelta da fare di istinto, le variabili sono molte:

Cosa ti costa di meno? E cosa è più efficace? Meglio una Branch o meglio aprire una subsidiary controllata dalla casa madre italiana? O Forse vuoi limitarti ad un ufficio di rappresentanza?

Non esiste una soluzione migliore in assoluto. Molto dipende dalla struttura della tua attività economica e in parte dipende dai mercati ove vorrai arrivare. Ma qualche consiglio utile te lo posso dare comunque.

Sei pronto? Vediamo quali sono gli istituti aventi rilevanza in ambito internazionale.

Forme di investimento imprenditoriale estero

L’attività di delocalizzazione e/o penetrazione nei mercati esteri può avvenire con diversi strumenti giuridici cui corrisponde un diverso grado di impegno economico ed amministrativo da parte dell’imprenditore nazionale.

Le forme giuridiche a disposizione dell’imprenditore che vuole espandersi all’estero possono essere riassunte come di seguito:

  • Ufficio di rappresentanza;
  • Branch o stabile organizzazione;
  • Società di diritto estero.

Ufficio di rappresentanza

Tale forma è la più semplice e generalmente la più economica. Schematicamente possiamo dire che:

  • L’ufficio svolge esclusivamente compiti preparatori dell’attività economica vera e propria, di carattere promozionale oppure informativo;
  • Una struttura del genere non possiede una propria identità giuridica distinta dalla casa madre e nemmeno una propria soggettività tributaria. La stessa rappresenta quindi un mero centro di costo;
  • Attraverso l’ufficio di rappresentanza non può essere esercitata alcuna attività commerciale oppure industriale, pena il rischio dell’acquisto di un’autonoma soggettività tributaria al pari degli altri soggetti di seguito analizzati.

Sicuramente è la soluzione più veloce e meno costosa per stabilire una presenza all’estero. Inoltre, l’ufficio di rappresentazione non sconta alcuna tassazione estera, in quanto con l’ufficio non puoi non puoi esercitare alcuna attività di tipo gestionale, industriale o commerciale.

Al massimo puoi fare un po’ di promozione e mostrare i tuoi prodotti ai potenziali clienti, ma non puoi chiudere contratti. E’ l’ideale per chi vuole guardarsi intorno in un mercato estero, senza concludere accordi.

Branch o stabile organizzazione

Uno strumento maggiormente sofisticato per operare in un paese straniero è l’apertura di una Branch o stabile organizzazione. Schematicamente possiamo dire che:

  • La stabile organizzazione viene definita come “una sede fissa di affari in cui l’impresa esercita in tutto o in parte la sua attività“;
  • Il Commentario al Modello di Convenzione fornisce alcuni importanti chiarimenti:
    • Il termine “sede di affari” va inteso in senso ampio. Esso comprende immobili, attrezzature e installazioni utilizzati – anche non in forma esclusiva – per lo svolgimento dell’attività dell’impresa. Non è necessario che gli immobili siano di proprietà del soggetto estero, per configurare una stabile organizzazione, essendo sufficiente – a tal fine – che lo stesso ne abbia la mera disponibilità;
    • La sede di affari deve essere “fissa“, cioè deve possedere una connessione di carattere permanente con il territorio dove risiede. Secondo il Commentario la permanenza nel territorio straniero può essere anche per breve periodo, ma deve concretizzare un certo grado di permanenza in ragione della specifica attività esercitata.

A titolo esemplificativo, vengono citate quali possibili Branch o stabili organizzazioni: una sede di direzione; una succursale; un ufficio; un’officina; un laboratorio; una miniera o un giacimento petrolifero o di gas naturale, una cava o altro luogo di estrazione di risorse naturali.

Da un punto di vista tributario, la stabile organizzazione costituisce un autonomo soggetto d’imposta nel paese dove risiede ed è fiscalmente trasparente nei confronti della casa madre.

In altre parole, la tassazione avrà luogo prima nel paese di residenza della stabile organizzazione e successivamente – per lo stesso reddito – anche in capo alla casa madre (articolo 14 del DPR n. 600/73), generando potenziali fenomeni di doppia imposizione.

Subsidiary all’estero

La terza possibilità risiede nel costituire una società di diritto locale dotata di personalità giuridica controllata dalla casa madre.

Tale società diventerà, anche ai fini tributari, un centro distinto ed autonomo di effetti giuridici rispetto alla casa madre. La tassazione, in questo caso, avverrà esclusivamente in capo alla società estera, fatta salva la distribuzione del risultato economico anche alla controllante nazionale.

Prescindendo da considerazioni tributarie, vale la pena di sottolineare che la società di diritto locale, essendo soggetto diverso dalla società controllante, sarà l’unica chiamata a rispondere di eventuali responsabilità derivanti dalla propria condotta.

Criticità

  • Esterovestizione;
  • Asservimento della società estera alla casa madre italiana;
  • Se la società estera effettua servizi infragruppo e la tassazione è inferiore alla metà, la controllante potrebbe essere tassata per trasparenza (“CFC white list“).
  • Transfer pricing se esiste un rapporto di controllo.

Vantaggi

  • Possibilità di beneficiare della minor tassazione prevista nel paese estero;
  • Si limita la responsabilità.

Rimpatrio alla casa madre delle risorse

Il rimpatrio è possibile mediante:

  • La distribuzione di dividendi. La distribuzione di dividendi tra società di capitali all’interno dell’Unione europea:
    • Non prevede ritenute in uscita;
    • I dividendi percepiti sono tassati sul 5%.
    • Diversamente, in ipotesi di società Extra-UE è necessario analizzare la Convenzione con il paese di riferimento per verificare le ritenute in uscita;
  • Il finanziamento fruttifero del soggetto estero che corrisponde interessi alla casa madre. In tale ipotesi, se la società risiede nell’UE:
    • Non ci sono ritenute in uscita;
    • Gli interessi attivi percepiti concorrono a formare il reddito d’impresa.
    • Diversamente, in ipotesi di società Extra-UE è necessario analizzare la Convenzione con il paese di riferimento per verificare le ritenute in uscita.
  • Il pagamento di royalties al soggetto italiano per l’uso del marchio. In tale ipotesi, se la società risiede nell’UE:
    • Non ci sono ritenute in uscita;
    • Le royalties percepite concorrono a formare il reddito d’impresa.
    • Diversamente, in ipotesi di società Extra-UE è necessario analizzare la Convenzione con il paese di riferimento per verificare le ritenute in uscita.

Scelta della struttura ottimale

I fattori da considerare nella scelta di come operare all’estero sono molteplici, tra cui:

  • Da un punto di vista strettamente tributario, uno dei principali fattori da considerare è l’aspettativa di reddito.
  • La mancata soggettività giuridica – ancorché non tributaria – della Branch o stabile organizzazione comporta che gli utili e le perdite conseguite dalla stessa vengano direttamente imputate alla casa madre amplificandone i risultati.

Tale scelta (Branch) può risultare appropriata, di conseguenza, se si prevede che l’attività all’estero possa generare delle perdite le quali, in questa situazione, verrebbero compensate con gli utili della casa madre.

Diversamente, nel caso di aspettative di reddito positive, l’utilizzo di società di diritto locale può risultare conveniente in quanto i risultati positivi verrebbero tassati:

  • Nello Stato estero con l’aliquota locale, spesso minore rispetto a quella italiana;
  • In Italia solo in caso di distribuzione del dividendo (generalmente limitatamente al 5%).

Questo aspetto va rivisto alla luce del regime di branch exemption articolo 168-ter del DPR n. 917/86 di cui parleremo più avanti.

Tassazioni a confronto

Il reddito della Branch o stabile organizzazione viene ordinariamente tassato in capo alla società italiana che poi concede un credito a fronte delle imposte scontate all’estero. Vediamo cosa succede confrontando la tassazione di una stabile organizzazione e di una società di diritto locale aperte in uno stato estero da una casa madre italiana.

Tassazione in caso di utili esteri 
Stato Estero XStabile OrganizzazioneSocietà
UTILE                           1.000                     1.000
IMPOSTA 16%                              160                        160
UTILE NETTO                              840                        840
Italia
REDDITO                              840                           –
IRES 24%                              202                           –
CREDITO DI IMPOSTA                              160
IRES NETTA                                42
UTILI RIMPATRIATI                              840                        840
IMPONIBILE 5%                          42
IRES                          10
TASSAZIONE COMPLESSIVA                              202                        170

Stesso esempio con una perdita

Tassazione in caso di perdita   
Stato Estero XStabile OrganizzazioneSocietà
PERDITA–                          1.000–                    1.000
IMPOSTA 16%                                 –                           –
UTILE NETTO                                 –                           –
Italia
REDDITO–                          1.000                           –
REDDITO ITALIA                           2.000                     2.000
TOTALE                           1.000                     2.000
IRES 24%                              240                        480
CREDITO DI IMPOSTA                                 –                           –
IRES NETTA                              240                        480
UTILI RIMPATRIATI                                 –                           –
IMPONIBILE 5%                                 –                           –
IRES                                 –                           –
TASSAZIONE COMPLESSIVA                              240                        480

La Branch Exemption

Una importante novità del c.d. decreto internazionalizzazione è stata l’introduzione del regime di “branch_exemption” secondo cui  le imprese italiane avranno la possibilità di optare per l’esenzione dalla base imponibile domestica del reddito derivante dalle stabili organizzazioni estere.

Il regime di Branch Exemption prevede che un’impresa residente nel territorio dello Stato possa optare, a determinate condizioni, per l’esenzione degli utili e delle perdite attribuibili a “tutte le proprie stabili organizzazioni all’estero“, l’opzione è irrevocabile, da esercitare al momento della costituzione della stabile organizzazione.

Il principio “all in all out” è però strettamente collegato al concetto di stabile organizzazione la cui definizione è rintracciabile nelle convenzioni contro le doppie imposizioni ratificate dal nostro Paese e, a livello domestico, nell’articolo 162 del DPR n. 917/86.

Il funzionamento del regime

Il regime di Branch Exemption disciplinato dall’articolo 168-ter del DPR n. 917/86, prevede che un’impresa residente nel territorio dello Stato (di seguito anche “casa madre italiana“) possa optare, a determinate condizioni, per l’esenzione degli utili e delle perdite attribuibili a “tutte le proprie stabili organizzazioni all’estero“.

Non si tratta di un’agevolazione, ma un istituto che ha una ratio, l’eliminazione della doppia imposizione internazionale sui redditi esteri percepiti dalle stabili organizzazioni. In questo modo gli investimenti effettuati all’estero sono tassati soltanto nel Paese della fonte del reddito, favorendo, quindi, l’internazionalizzazione delle imprese all’estero.

L’opzione è irrevocabile, da esercitare al momento della costituzione della stabile organizzazione, con effetto dal medesimo periodo d’imposta, e può essere esercitata entro il secondo periodo d’imposta successivo a quello in corso alla data di entrata in vigore del Decreto, in caso di branches già esistenti, con effetto dal periodo d’imposta in corso a quello di esercizio della stessa.

Ai fini dell’applicazione delle disposizioni di cui all’articolo 165 e 168-ter del DPR n. 917/86, l’impresa residente nel territorio dello Stato può interpellare l’Agenzia delle Entrate, ai sensi dell’articolo 11, comma 1, lettera a), della Legge n. 212/2000, “in merito alla sussistenza di una stabile organizzazione all’estero, da valutarsi anche in base ai criteri previsti da accordi internazionali contro le doppie imposizioni, ove in vigore“.

Elementi essenziali della Branch Exemption

Vediamo, quindi, quali sono le caratteristiche del regime della Branch Exemption.

  • Natura opzionale. Per applicare il regime è necessaria una scelta vincolante da parte del soggetto passivo;
  • Natura generalizzata. Riguarda tutte le stabili organizzazioni che un soggetto italiano possiede all’estero. La generalità dell’opzione deve essere valutata con riferimento alla singola azienda (anche se la stessa fa parte di un gruppo);
  • Immediatezza. L’opzione deve essere esercitata al momento della costituzione della stabile organizzazione estera. Al momento della presentazione della dichiarazione dei redditi. Al momento della costituzione della prima stabile organizzazione, se presento l’opzione, questa è valida anche per tutte le successive stabili organizzazioni. Se al momento della nasciata della stabile organizzazione l’impresa non esercita l’opzione, non potrà farlo successivamente. L’opzione ha effetto dal medesimo regime di imposta;
  • Irrevocabilità della scelta. L’opzione, una volta entrata in vigore, non può essere revocata.

Per le stabili organizzazioni che si trovano in Paesi Black List, opera un regime particolare. Non si applica l’esenzione, ma si applica la disciplina c.d CFC.

Chi Può esercitare l’opzione? Tutti i soggetti passivi di imposta residenti fiscalmente in Italia. Una stabile organizzazione di un soggetto estero in Italia, ad esempio, non può applicare questo regime (in quanto non si tratta di un soggetto passivo di imposta italiano).

Il problema di questo regime fiscale è che la scelta da parte dell’impresa avviene “al buio“, non essendo possibile prevedere cosa succederà quando in futuro verranno costituite successive stabili organizzazioni estere.

Recapture delle perdite fiscali pregresse

Se nei cinque periodi d’imposta antecedenti a quello in cui ha effetto l’opzione, l’impresa ha utilizzato perdite fiscali prodotte dalla sua stabile organizzazione all’estero, i redditi imponibili realizzati dalla medesima branch nei periodi d’imposta successivi sono tassati in capo alla casa madre italiana sino al totale riassorbimento delle medesime perdite (recapture).

Ai fini del punto precedente rileva l’ammontare netto delle perdite fiscali conseguite dalla stabile organizzazione nei cinque periodi d’imposta antecedenti a quello in cui ha effetto l’opzione per la Branch Exemption e tali perdite si considerano utilizzate quando hanno compensato in tutto o in parte il reddito imponibile della casa madre italiana oppure sono state trasferite all’eventuale consolidato nazionale cui la stessa appartiene.

In caso di perdite fiscali pregresse conseguite sia dalla casa madre italiana sia dalla branch esente, quelle di quest’ultima si considerano proporzionalmente utilizzate.

Ai fini del riassorbimento del recapture le perdite fiscali nette pregresse compensano per l’intero importo i redditi imponibili futuri della branch esente. Le eventuali perdite fiscali conseguite dalla medesima branch in vigenza dell’opzione non hanno alcuna rilevanza.

Il recapture va calcolato per singolo Stato o territorio estero.

Branch Exemption: opportunità

  • Eliminazione del problema di esterovestizione;
  • Potere direttivo dall’Italia;
  • Opportunità di attrarre investimenti stranieri.

Esempi con Branch Exemption

Riprendiamo adesso gli esempi di tassazione visti in precedenza con l’applicazione della Branch Exemption.

I nostri consigli

Se hai letto questo articolo probabilmente sei intenzionato ad avviare un processo di internazionalizzazione della tua impresa.

Qui hai trovato alcune informazioni e dati utili per farti un’idea di quello che potrebbe essere lo scenario che potresti trovarti di fronte.

Ogni situazione deve essere analizzata in dettaglio, e soprattutto in relazione alle concrete attività che si vogliono svolgere all’estero.

Sicuramente la Branch Exemption rappresenta un valido strumento che può aiutare gli imprenditori a internazionalizzarsi contando sul fatto che i redditi percepiti dalla stabile organizzazione estera non concorreranno alla formazione di reddito imponibile in Italia. Tuttavia, l’opzione immediata ed irrevocabile, presenta una variabile da tenere in considerazione, considerato il fatto che la scelta è poi non più modificabile.

Per questo motivo, forse, la costituzione di una subsidiary estera può essere una prima scelta utile nella processo di internazionalizzazione, salvo poi verificare la convenienza per il regime della Branch Exemption.

Naturalmente non è detto che questa sia la soluzione migliore per tutti, ma sicuramente è un’opportunità in più da valutare.

2 comments

  1. Salve, la normativa sulla branch exemption è utilizzabile anche nel caso di base fissa d’affari estera di libero professionista?

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