Malta: guida ai regimi fiscali di tassazione

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In questa guida ti spiego perché può essere conveniente trasferirsi a Malta se sei un imprenditore o un professionista. Troverai tutte le informazioni che riguardano la normativa fiscale e societaria, per valutare un tuo possibile trasferimento in questo Paese. 

Trasferirsi all’estero e andare a cercare fortuna in Paese che offra maggiori opportunità è il sogno di molti, per questo motivo abbiamo deciso di dedicare questo report ad un Paese molto gettonato dagli Italiani per un trasferimento, ovvero Malta.

Andare a vivere all’estero, lasciando l’Italia, non è una situazione semplice perché se non effettuata correttamente, può comportare delle conseguenze, da un punto di vista fiscale, veramente importanti. Non sono pochi i soggetti che si sono visti recapitare accertamenti volti a riportare in Italia la propria residenza fiscale, anche se magari vivevano serenamente all’estero da anni.

Questo non vuol dire che non sia possibile trasferirsi all’estero e vivere serenamente in un altro Paese senza avere noie fiscali, ma per farlo è necessario conoscere bene quali sono i rischi che si corrono e quali siano le modalità per effettuare un trasferimento all’estero in tutta sicurezza e tranquillità.

Per questo, prima di leggere questo report, ti invito a riflettere bene e non prendere decisioni affrettate in merito ad un tuo possibile trasferimento.

Avvalersi di professionisti preparati in questo ambito sarà per te un valore aggiunto e ti consentirà di dedicarti costantemente alla tua attività principale. Vediamo, quindi le informazioni fiscali necessarie per chi vuole trasferirsi a Malta.

Siete pronti a conoscere meglio Malta da un punto di vista societario e fiscale? Si comincia!


Malta: economia

Malta è un Paese membro dell’Unione Europea dal maggio del 2004, sotto il dominio inglese per più di un secolo a partire dal 1814, ha ottenuto la propria indipendenza il 21 settembre 1964, anno di emanazione della Costituzione. Basata su un sistema parlamentare di stampo britannico, l’isola rappresenta ancora oggi un punto strategico del Mediterraneo.

L’influenza inglese è ben radicata nel Paese ed assume un’importanza di rilievo in ambito linguistico e giuridico: la lingua ufficiale in ambito commerciale è l’inglese anche se l’italiano è conosciuto e parlato dalla gran parte della popolazione.

Diritto societario

Il diritto societario maltese si fonda sul Companies Act, testo che elenca e regola le forme d’esercizio di attività d’impresa e che nel 1995 ha sostituito il Commercial Partnerships Ordinance. A Malta, le principali tipologie di società sono:

  • Società in nome collettivo (partnership en nom collectif): i soci (due o più persone fisiche o giuridiche) rispondono solidalmente ed illimitatamente per le obbligazioni sociali. Non è previsto un capitale sociale minimo.
  • Società in accomandita semplice (partnership en comandite): società di persone in cui la compagine sociale è costituita da almeno un socio dotato di responsabilità illimitata (c.d. “general partner”); mentre gli altri soci sono responsabili solo per il capitale conferito. La gestione della società spetta al socio dotato di responsabilità illimitata. Non è previsto un capitale sociale minimo. Sono anche ammesse le società in accomandita per azioni, in cui il capitale è rappresentato da azioni;
  • Società a responsabilità limitata (private limited liability company, Ltd.): i soci sono responsabili limitatamente al capitale conferito. Il capitale sociale minimo è pari a 500 MTL, di cui almeno il 20% deve essere versato all’atto della costituzione della società. È ammessa la costituzione in forma unipersonale. È richiesto almeno un amministratore. Questa tipologia societaria è caratterizzata dalla presenza di restrizioni al trasferimento delle quote, da limitazioni in merito al numero dei soci (massimo 50) e dal divieto di sollecitazione all’investimento nei confronti del pubblico.
  • Società per azioni (public limited company, Plc.): i soci (minimo due) sono responsabili limitatamente al capitale conferito. Il capitale sociale, rappresentato da azioni, è minimo pari a 20.000 MTL (di cui almeno il 25% deve essere versato alla costituzione). È necessaria la presenza di almeno due amministratori. È ammessa l’offerta al pubblico di azioni.

Per ciascuna delle forme societarie sopra descritte è prescritta l’iscrizione presso il Registro delle Imprese.


Malta: il sistema fiscale

Il sistema fiscale maltese si articola in imposte dirette e indirette (principalmente Iva e accise).

I testi legislativi di riferimento sono l’Income Tax Act del 1948 e l’Income Tax Management Tax Act del 1994.

Il periodo d’imposta ha una durata di 12 mesi, generalmente dal 1 gennaio al 31 dicembre.

In via generale, i soggetti residenti sono assoggettati ad imposta sui redditi ovunque prodotti (worldwide taxation), mentre i non residenti sono tassati esclusivamente sui redditi di fonte maltese (tassazione nello Stato della Fonte).

Peculiarità del sistema fiscale

Non è prevista una specifica disciplina in materia di thin capitalization.

In materia di transfer pricing, non è prevista una specifica disciplina, tuttavia le disposizioni antielusive disciplinano le operazioni concluse tra soggetti residenti e non.

Persone fisiche: tassazione

L’imposta sulle persone fisiche viene prelevata mediante applicazione di aliquote progressive, differenziate per scaglioni di reddito, che variano dal 15% al 35%.

Resident but non domicilied a Malta

A Malta è in vigore un particolare regime fiscale “resident but non domicilied“, applicabile alle persone fisiche residenti a Malta, ma che non hanno ancora i requisiti per ottenere il domicilio Maltese (la volontà di restare a Malta in modo stabile). 

Il residente non domiciliato a Malta paga la tassazione standard su:

  1. I redditi percepiti come dipendente di una società maltese;
  2. I redditi prodotti in loco come lavoratore autonomo o se ha una società a Malta;
  3. I redditi prodotti all’estero successivamente alla data in cui diventa residente e trasferiti a Malta;
  4. Il capital gain ottenuto dalla vendita di beni mobili ed immobili detenuti a Malta;
  5. L’eredità mortis causa dei beni immobili detenuti a Malta.

Il residente non domiciliato a Malta non paga tasse su:

  1. I redditi percepiti come dipendente di una società non maltese se non li trasferisce a Malta;
  2. Il clean capital detenuto prima della data in cui diventa residente anche se li trasferisce a Malta;
  3. Il capital gain ottenuto dalla vendita di beni mobili ed immobili che non sono detenuti a Malta anche se percepiti dopo la data del cambio di residenza trasferimento ed anche se li trasferisce su un conto corrente maltese.
  4. I regali tra vivi o eredità mortis causa esclusi gli immobili detenuti a Malta.
  5. La tassa sugli immobili di proprietà, la tassa sui rifiuti e non esiste il canone TV.

Società: tassazione

In generale, l’aliquota dell’imposta sul reddito delle società è pari al 35%.

Il reddito d’impresa è determinato muovendo dalle risultanze contabili, apportando le rettifiche prescritte ai fini fiscali. In generale, sono deducibili tutti i costi direttamente collegati con l’attività che produce il reddito imponibile.

Le perdite possono essere riportate a nuovo senza limiti di tempo.

I piani di ammortamento seguono, in genere, il metodo dell’ammortamento a quote costanti e variano a seconda dei beni a cui si riferiscono.

Ad esempio i software, i computer e le componenti elettroniche possono essere ammortizzate in quattro anni; i veicoli in cinque; i macchinari da impiegare in scavi e costruzioni e gli impianti di comunicazione e trasmissione in sei; le barche in dieci; gli aerei in dodici; le grandi infrastrutture in venti mentre le costruzioni e gli edifici industriali sono ammortizzabili con un’aliquota del 2% (a cui, nel primo anno, si aggiunge un’ulteriore deduzione del 10%).

Dividendi

In via generale, sui dividendi (distribuiti sia a società residenti che non) non viene applicata alcuna ritenuta, salvo alcune eccezioni. Le società maltesi devono prelevare una ritenuta d’imposta del 15% qualora distribuiscano dividendi relativi ad utili non tassati, a presone fisiche residenti, società o persone fisiche non residenti e trustee.

Inoltre, nell’ipotesi di distribuzione (a persone fisiche o società residenti) di dividendi relativi a riserve soggette ad imposizione con un’aliquota inferiore rispetto a quella applicabile al momento della relativa distribuzione, le società maltesi devono applicare una ritenuta (c.d. “topping-up tax”) pari alla differenza tra le suddette aliquote.

Interessi

In via generale, sugli interessi non viene applicata alcuna ritenuta, salvo l’ipotesi in cui si tratti di redditi da investimenti, vale a dire interessi pagati dalle banche maltesi, dallo Stato o da enti pubblici maltesi (sui quali viene prelevata una ritenuta d’imposta del 15%).

Anche sugli interessi corrisposti a società non residenti non viene applicata alcuna ritenuta (salvo l’ipotesi in cui detti interessi si riferiscano ad un debito relativo ad una stabile organizzazione in Malta del soggetto non residente).

Royalties

Le royalties e i compensi per servizi tecnici, corrisposti sia a soggetti residenti che non residenti, non sono soggetti a ritenuta (salvo l’ipotesi in cui si riferiscano ad una stabile organizzazione che un soggetto non residente possiede a Malta).

Capital Gain

I capital gains realizzati dalle società residenti a Malta, in seguito al trasferimento di beni immobili, di attività patrimoniali, di marchi, brevetti e partecipazioni sono considerati come normale fonte di reddito quindi inclusi nella base imponibile e tassati all’aliquota standard del 35%.

Imposta sul valore aggiunto

L’imposta sul valore aggiunto a Malta è stata introdotta nel 1999.

L’aliquota ordinaria, che colpisce in generale tutte le cessioni di beni e prestazioni di servizi, è stabilita nella misura del 18%. Quella ridotta, del 5%, si applica invece sui servizi relativi al turismo compresi gli alloggi per vacanze, elettricità, medicinali, opere d’arte e oggetti da collezionismo.

In sede di adesione, Malta ha negoziato alcune deroghe; in particolare:

  • Fino al 1º gennaio 2010, Malta può mantenere un’esenzione (con rimborso delle imposte pagate allo stadio anteriore) sulla fornitura di prodotti destinati all’alimentazione umana e di prodotti farmaceutici;
  • Fino a quando non sarà soddisfatta la condizione di cui all’articolo 28, par. 4 della direttiva 77/ 388/CEE ovvero (se di data anteriore) fino al momento in cui la stessa esenzione sarà applicata da uno (o più) degli attuali Stati membri, è consentita l’esenzione IVA sui trasporti interni di persone, sui trasporti internazionali di persone e sui trasporti marittimi interinsulari interni di persone; sull’acqua erogata da un organismo di diritto pubblico; sulle cessioni di edifici e terreni edificabili.

Con la firma del Trattato di adesione, inoltre, è stata modificata la sesta direttiva IVA 77/388/CEE, con l’inserimento dell’art. 24-bis, che consente ad alcuni Stati di prevedere una franchigia per i soggetti passivi con un limitato volume d’affari annuo. Malta ha riservato tale franchigia Iva ai soggetti passivi con una cifra d’affari annua inferiore a:

  • €. 37.000 quando l’attività economica consiste principalmente nella fornitura di merci;
  • €. 24.300 quando l’attività economica consiste principalmente nella fornitura di servizi a basso valore aggiunto (alto valore a monte); e
  • €. 14.600 negli altri casi, vale a dire fornitori di servizi ad alto valore aggiunto (basso valore a monte).

Convenzione Italia-Malta

La Convenzione contro le doppie imposizioni tra Italia e Malta è stata firmata il 16 luglio 1981 e successivamente ratificata in Italia con la Legge n. 304/83.

Il testo della Convenzione riproduce in ampia misura, salvo alcuni scostamenti, il Modello OCSE, sebbene Malta non sia un membro di tale organizzazione.

Imposte

L’articolo 2 della Convenzione, nel definire le imposte considerate contiene una precisazione ulteriore rispetto al Modello OCSE, secondo la quale:

quando l’Accordo stabilisce che il reddito proveniente da uno Stato contraente è, in tutto o in parte, esente da imposta in tale Stato e, in base alla legislazione in vigore nell’altro Stato contraente, detto reddito è tassabile con riguardo all’ammontare ivi rimesso o ricevuto e non con riguardo all’intero suo ammontare, l’esenzione da accordare nel detto primo Stato è limitata alla sola parte del reddito rimessa o ricevuta nell’altro Stato

Stabile organizzazione

Nel definire il concetto di stabile organizzazione, il Protocollo della Convenzione, al punto II, precisa che le miniere e le cave (citate all’art. 5, par. 2, lett. f della Convenzione) comprendono anche i luoghi di perforazione lontani dalla costa. Inoltre, nell’elencazione delle c.d. “ipotesi negative”, l’art. 5, par. 3 della Convenzione non esclude l’esistenza di una stabile organizzazione se la sede fissa d’affari è utilizzata unicamente per una “combinazione” delle attività elencate come non caratterizzanti una stabile organizzazione (fattispecie espressamente prevista dal Modello OCSE).

Potestà impositiva

Nelle Convenzioni stipulate dall’Italia (in deroga rispetto a quanto previsto dal Modello OCSE) viene di solito fatta salva la facoltà impositiva (seppur in forma limitata) dello Stato della fonte con riferimento a dividendi, interessi e royalties.

Anche in questo caso, la Convenzione in vigore con Malta ammette la tassazione alla fonte su dividendi (art. 10), interessi (art. 11) e royalties (art. 12) entro il limite del 15% per i primi e del 10% per interessi e canoni (a condizione che il percipiente sia l’effettivo beneficiario).


I nostri consigli

Quello che hai letto è un report che può aiutarti a capire come funziona da un punto di vista economico e fiscale Malta. Sicuramente, da solo questo report non può farti prendere una decisione.

Sicuramente trasferirsi a Malta è conveniente sia per chi vuole dedicarsi ad un’attività di lavoro dipendente o autonomo, ma anche per chi punta su attività di locazione o immobiliari.

Trasferirsi all’estero, in questo caso trasferirsi a Malta è una procedura che non deve essere sottovalutata. Una volta definito il Paese ove ci si vuole trasferire è necessario prendere in considerazione l’ausilio di un consulente esperto in questo tipo di aspetti.

Ricevere un’accertamento fiscale, se non si effettuano prima i giusti accorgimenti, è quasi inevitabile.

Per questo se hai dubbi e vuoi chiedere la nostra consulenza ed esporci il tuo caso concreto contattaci attraverso l’apposito servizio di consulenza fiscale online.

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