Pensione all’estero: il regime fiscale di tassazione

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Come avviene la tassazione dei redditi di pensione per i soggetti trasferiti all’estero? Quali sono le differenze di tassazione per i pensionati Inps rispetto ai pensionati Inpdap? Come trasferirsi all’estero da pensionati e pianificare al meglio la propria imposizione fiscale. Se pensi di trasferirti all’estero incassando il lordo della tua pensione, leggendo questo articolo scoprirai se e come puoi farlo. Tutte le informazioni nella guida. 

Trasferirsi all’estero è il sogno di molti pensionati italiani. L’idea di cambiare vita e trasferirsi all’estero sfruttando una tassazione più favorevole rispetto a quella italiana è possibile, ma è necessario prestare attenzione alla procedura da seguire per arrivare a questo obbiettivo.

Negli ultimi anni si è sparsa la voce che trasferirsi all’estero, da pensionati permetta di ricevere comunque la pensione di anzianità, senza dover pagare le imposte che vengono applicate in Italia.

Questa informazione, corretta solo in parte, ha provocato la messa in pratica di questo progetto da parte di tantissimi pensionati italiani. Il problema, però è che solo pochi di loro sono stati messi al corrente delle cautele da prendere prima di dedicarsi con serenità a godersi la propria pensione italiana in un Paese estero.

Ci sono pensionati che in Italia stentano ad arrivare a fine mese e che possono vivere con mille euro in maniera agiata alle Canarie e in Thailandia.

State pensando anche voi di fare questo passo? Allora fate attenzione a prestare le dovute cautele alla procedura per evitare poi di incorrere in spiacevoli conseguenze, da un punto di vista fiscale.

In questa guida andremo a vedere qual’è la procedura da seguire quando si vuole trasferire all’estero la propria residenza da pensionati. Questo beneficiando di una serie di vantaggi, come la minor tassazione sulla propria pensione.

pensione

La Residenza Fiscale

Trasferirsi all’estero prima di tutto ha delle conseguenze fiscali importanti. L’articolo 3 del DPR n. 917/86, definisce, infatti, quelle che sono le regole di tassazione dei soggetti residenti e non residenti in Italia.

I soggetti fiscalmente residenti in Italia, sono tenuti a dichiarare in Italia tutti i loro redditi, ovunque prodotti, secondo la c.d. “worldwide taxation“.

Mentre i soggetti non residenti fiscalmente sono tenuti a dichiarare in Italia solo i redditi ivi prodotti (salvo quanto indicato nelle varie Convezioni bilaterali stipulate dall’Italia con i vari Paesi esteri). Capite quindi, che è importante capire come fare ad essere considerati fiscalmente residenti all’estero.

Per essere considerati residenti fiscalmente all’estero, devono sussistere le seguenti condizioni:

  • Non essere stati iscritti nell’anagrafe delle persone residenti in Italia per più della metà dell’anno (e cioè per 183 giorni negli anni normali, 184 in quelli bisestili), con contestuale iscrizione all’A.I.R.E.;
  • Di non avere avuto il domicilio in Italia per più di metà dell’anno;
  • Non aver avuto dimora abituale in Italia per più della metà dell’anno.

Se manca anche una sola di queste condizioni si è considerati residenti fiscalmente in Italia.

Si è, inoltre, considerati residenti in Italia, ai sensi della legislazione italiana, salvo prova contraria, se si è cittadini italiani cancellati dalle anagrafi della popolazione residente ed emigrati in Stati o territori aventi un regime fiscale privilegiato, individuati con decreto del Ministro delle Finanze 4 maggio 1999 e successive modifiche ed integrazioni.

Pensione: tassazione dei residenti all’estero

Trasferirsi all’estero, ed effettuare il corretto trasferimento da un punto di vista fiscale è il punto di partenza per poter godere del beneficio più grande, perfettamente legale, di vedersi tassare la propria pensione esclusivamente all’estero.

Prima di analizzare se e come è possibile ottenere l’esenzione dall’applicazione delle ritenute italiane sulla pensione corrisposta ad un soggetto residente all’estero è opportuno andare a vedere la regola generale che disciplina la tassazione dei redditi da pensione corrisposti da Enti italiani.

Pensione italian di residenti all’estero

La normativa italiana prevede quanto segue:

Le pensioni corrisposte a persone non residenti nello Stato italiano, da enti residenti nel territorio dello Stato o da stabili organizzazioni nel territorio stesso, sono imponibili in linea generale in Italia.

Anche le persone non residenti nel territorio dello Stato italiano sono obbligate al pagamento delle addizionali regionale e comunale all’Irpef se, nell’anno di riferimento, risulta dovuta l’Irpef dopo aver scomputato tutte le detrazioni spettanti e i crediti d’imposta per i redditi prodotti all’estero che hanno subito la ritenuta d’imposta a titolo definitivo.

Quindi, da un punto di vista generale, un soggetto residente all’estero che percepisce un reddito da pensione in Italia dovrebbe scontare in Italia la relativa tassazione sul reddito percepito.

Naturalmente poi lo stesso reddito dovrà essere assoggettato a tassazione anche nello Stato estero di residenza del soggetto che ha percepito il reddito, generando così una doppia imposizione per il soggetto percettore.

Convenzioni internazionali contro la doppia imposizione

Per evitare la doppia tassazione del reddito, con alcuni Paesi esteri sono in vigore Convenzioni per evitare le doppie imposizioni, in base alle quali ciascuno Stato contraente individua i propri residenti fiscali.

Le Convenzioni contro la doppia imposizione fiscale prevedono generalmente che le pensioni corrisposte a cittadini non residenti siano tassate in modo diverso a seconda che si tratti di pensioni delle gestioni previdenziali dei lavoratori pubblici o dei lavoratori privati.

Per verificare qual è il regime fiscale applicabile alla gestione previdenziale d’interesse è disponibile il testo relativo a ciascuna Convenzione in vigore contro le doppie imposizioni.

Pensione dei lavoratori privati

Nelle convenzioni stipulate secondo il modello OCSE all’articolo 18 viene definita la modalità di tassazione della pensione privata percepita da soggetti residenti fiscalmente all’estero.

Sul punto, la Convenzione afferma:

Fatte salve le disposizioni del paragrafo 2 dell’art. 19, le pensioni e le altre remunerazioni analoghe, pagate ad un residente di uno Stato contraente in relazione ad un cessato impiego, sono imponibili soltanto in questo Stato

In pratica, viene sancito il fatto che le pensioni dei lavoratori privati debbano essere assoggettata a tassazione solo nello Stato di residenza fiscale del soggetto percettore (capite quindi perché è fondamentale trasferirsi all’estero in modo conforme?!).

Pensioni dei lavoratori pubblici

A differenza dei pensionati Inps, la possibilità di ottenere una tassazione della pensione esclusivamente nello stato estero di residenza, non vale per i pensionati che sono stati dipendenti della Pubblica Amministrazione (pensionati ex Inpdap) emigrati all’estero.

Questi soggetti, invece, sono obbligati a subire una doppia tassazione (quella del Paese ospitante + le imposte trattenute alla fonte in Italia).

Insomma, uno statale, parastatale, ex militare, finanziere, ex dipendente degli Enti Locali (Comuni, Provincie, Regioni), un vigile del fuoco, poliziotto o forestale non hanno diritto alla defiscalizzazione della loro pensione se risiedono all’estero.

Si tratta di una sperequazione inammissibile, che dovrebbe essere sanata direttamente dal governo, senza costringere gli eventuali interessati a fare ricorso alla Consulta. Questo è quanto previsto dall’articolo 19, paragrafo 2, della Convenzione OCSE.

“2. a) Le pensioni corrisposte da uno Stato o da una sua suddivisione politica o amministrativa o da un suo ente locale, (per quanto riguarda l’Italia), o da un suo ente territoriale (per quanto riguarda la Francia)sia direttamente sia mediante prelevamento da fondi da essi costituiti, a una persona fisica in corrispettivo di servizi resi a detto Stato o a detta suddivisione od ente, sono imponibili soltanto in questo Stato.

b) Tuttavia, tali pensioni sono imponibili soltanto nell’altro Stato qualora il beneficiario sia un residente di detto Stato e ne abbia la nazionalità senza avere la nazionalità dello Stato dal quale provengono le pensioni”

Procedura da seguire

Se si è pensionati Inps del settore privato, per ottenere l’esenzione dall’applicazione delle ritenute alla fonte in Italia, percepite sulla pensione, il pensionato che risiede all’estero può chiedere all’Inps l’applicazione delle Convenzioni per evitare le doppie imposizioni fiscali in vigore.

Questo, al fine di ottenere, nei casi espressamente previsti, la detassazione della pensione italiana (con tassazione esclusiva nel Paese di residenza), oppure l’applicazione del trattamento fiscale più favorevole ivi indicato (es. imposizione fiscale in Italia solo in caso di superamento di determinate soglie di esenzione).

A tal fine il pensionato dovrà presentare, alla sede Inps che gestisce la prestazione erogata, l’apposito modulo disponibile nel sito Inps alla sezione Moduli > Convenzioni Internazionali in 4 versioni:

  • Modello CI531-EP-I/1 modulo italiano-inglese;
  • Modello CI532-EP-I/2 modulo italiano-francese;
  • Modelli CI533-EP-I/3 modulo italiano-tedesco;
  • Modello CI534-EP-I/4 modulo italiano-spagnolo.

Si tratta di un modello predisposto unilateralmente dall’Italia ed accettato dalla maggior parte dei Paesi partners dei trattati. Esso costituisce istanza per chiedere la non effettuazione totale o parziale della ritenuta alla fonte dell’imposta italiana da operare sulle pensioni e/o altre remunerazioni analoghe, percepite da soggetti residenti in Stati con i quali l’Italia ha stipulato Convenzioni per evitare le doppie imposizioni in materia di imposte sul reddito, che lo prevedono espressamente.

Il modello deve contenere anche la necessaria attestazione della residenza fiscale estera da parte della competente Autorità straniera e dovrà essere consegnato in modalità cartacea.

Esistono altri modelli riconosciuti come validi da parte dell’Agenzia delle Entrate ai fini dell’attestazione della residenza fiscale estera, come ad esempio il modello 6166 rilasciato dall’IRS statunitense.

Rimborsi imposte anni precedenti

Per il rimborso dell’imposta italiana riferita ad anni precedenti, i soggetti non residenti in Italia che ritengano di potersi avvalere di una Convenzione contro la doppia imposizione fiscale per ottenere la detassazione totale o parziale dei propri redditi, possono presentare la richiesta di rimborso delle tasse già trattenute al:

Centro Operativo dell’Agenzia delle Entrate di Pescara, Via Rio Sparto 21, 65100 Pescara

entro il termine di decadenza di 48 mesi dalla data del prelevamento dell’imposta (articoli 37 e 38 del DPR n. 602/73).

L’istanza deve contenere necessariamente l’attestazione di residenza ai fini tributari nel Paese estero, rilasciata dalla competente Autorità fiscale nonché la dichiarazione di esistenza di eventuali altre specifiche condizioni previste dalla Convenzione.

Particolari convenzioni con Francia Brasile e Canada

In deroga al principio generale della tassazione esclusiva nel paese di residenza previsto dalla maggior parte delle Convenzioni internazionali contro le doppie imposizioni fiscali con riferimento al regime fiscale applicabile alle pensioni della gestione previdenziale dei lavoratori privati.

Alcuni fra questi accordi dettano regole del tutto peculiari, prevedendo specifiche soglie di esenzione o la tassazione concorrente in entrambi i Paesi contraenti.

Francia

In particolare la Francia, con cui è in vigore la Convenzione contro le doppie imposizioni fiscali (Legge n. 7/1/1992, n. 20), per le pensioni delle gestioni previdenziali dei lavoratori privati prevede, all’articolo 18, che:

“1. Fatte salve le disposizioni del paragrafo 2 dell’articolo 19, le pensioni e altre remunerazioni analoghe, pagate ad un residente di uno Stato in relazione ad un cessato impiego, sono imponibili soltanto in questo Stato.

2. Nonostante le disposizioni del paragrafo 1, le pensioni ed altre somme pagate in applicazione della legislazione sulla sicurezza sociale di uno Stato, sono imponibili in detto Stato, con applicazione quindi del principio della tassazione concorrente della prestazione in entrambi i Paesi contraenti

Accordo amichevole con la Francia

A tal proposito appare opportuno ricordare che tra le Amministrazioni finanziarie italiane e francesi, in data 20 dicembre 2000, è stato stipulato un Accordo Amichevole. Disponibile sul sito internet del Consolato Generale d’Italia, alla voce “Pensioni – convenzione italo-francese”, in cui si precisa che tutte le pensioni di vecchiaia, anzianità, reversibilità e invalidità erogate dagli enti, tra i quali in primo luogo l’Inps. Rientrano nell’ambito applicativo del paragrafo 2 dell’articolo 18, e devono essere assoggettate ad imposizione sia in Italia sia nel Paese estero (principio della tassazione concorrente) e, per le imposte pagate in quest’ultimo Stato in via definitiva, spetta il credito d’imposta se previsto.

Pertanto, come precisato dal Ministero dell’Economia e Finanze anche in occasione delle interrogazioni parlamentari n. 2-00184 del 22/11/2007 e n. 5-04938 del 22/06/2011, l’Inps risulta obbligato ad applicare alle pensioni di vecchiaia, anzianità, invalidità e reversibilità, corrisposte a beneficiari residenti in Francia, la ritenuta d’imposta, con le modalità previste dall’articolo 23 del DPR n. 600/73.

Le Autorità fiscali francesi sono, a loro volta, tenute ad eliminare la doppia imposizione, per quanto riguarda le imposte pagate a titolo definitivo in Italia sui redditi in questione. Questo applicando le disposizioni contenute nell’articolo 24, paragrafo 2, lettera a), della predetta Convenzione tra l’Italia e la Francia, intitolato “Disposizioni per eliminare le doppie imposizioni”.

Brasile

Ulteriore Convenzione contro le doppie imposizioni con regime impositivo peculiare è quella in vigore con il Brasile, in quanto per le pensioni della gestione previdenziale privata è prevista una soglia di esenzione corrispondente al valore equivalente in euro di 5.000 dollari statunitensi.

Per l’eccedenza la tassazione secondo le regole della legislazione fiscale italiana (tassazione ordinaria Irpef).

Canada

Infine, la Convenzione contro le doppie imposizioni fiscali in vigore con il Canada prevede una soglia di esenzione pari alla somma equivalente in euro di dodicimila dollari canadesi.

Per prestazioni di importo superiore, la tassazione dell’eccedenza con applicazione dell’aliquota più favorevole tra il 15% e quella prevista dalla legislazione fiscale italiana.

Versamento della pensione all’estero

Chi ha intenzione di trasferirsi in uno dei paesi dell’Unione europea (Austria, Belgio, Cipro, Finlandia, Francia, Germania, Grecia, Irlanda, Lussemburgo, Malta, Paesi Bassi, Portogallo, Slovenia, Spagna ecc…) può richiedere che gli venga versata la pensione in una delle seguenti modalità:

  1. Su un conto corrente bancario estero, indicando le coordinate bancarie;
  2. Su un conto corrente postale estero, indicando le coordinate del conto corrente postale;
  3. Tramite l’emissione di un assegno bancario in euro.

Per chi invece decide di stabilire la propria residenza in uno stato al di fuori dell’Unione europea, le condizioni e le modalità di pagamento possono essere varie.

La soluzione migliore (come specificato sul sito dell’Inps), consiste nello scrivere un email all’Ufficio Pensioni Estero (pensionatiestero@inpdap.gov.it) per richiedere tutte le informazioni necessarie.

La periodicità dei pagamenti rispetta le scadenze classiche delle pensioni pagate in Italia, cioè:
  • Mensile, se l’importo della pensione è maggiore di €. 65,00;
  • Semestrale, se l’ammontare della pensione è maggiore di 5 e minore di €. 65,00;
  • Annuale, se l’importo totale è minore di €. 5,00.

Trasferimento all’estero e pensione

Come abbiamo visto godersi la propria pensione all’estero, senza dover pagare le imposte allo Stato italiano è possibile, rispettando la normativa prevista e soltanto in specifiche fattispecie.

Se volete effettuare una pianificazione fiscale mirata e programmare il vostro trasferimento all’estero, fatelo consultandovi con un Commercialista esperto in questo ambito. In quanto, il rischio di incorrere in errore è ampio, e può portarvi a sanzioni che potreste benissimo evitare.

Controlli dell’Agenzia delle Entrate

L’Agenzia delle Entrate italiana negli ultimi anni ha notevolmente aumentato i controlli volti ad individuare i soggetti che non hanno applicato correttamente queste normative. Oppure, ancora peggio, che hanno effettuato il trasferimento all’estero al solo fine di eludere materia imponibile. Magari trasferendo la residenza all’estero, ma mantenendo il proprio domicilio in Italia.

Per questo motivo è importante conoscere la normativa ed affidarsi a consulenti esperti che sappiano indirizzarvi verso le giuste soluzioni da prendere in relazione alla vostra situazione personale.

Ricordate, infine, che in caso di audit dell’Agenzia è necessario farsi trovare preparati con un fascicolo personale che contenga tutte le informazioni utili a dimostrare la bontà della vostra scelta e degli adempimenti fiscali che avete posto in essere.

Per qualsiasi info ulteriore contattami attraverso il servizio di consulenza fiscale online.

14 comments

  1. Sono un pensionato ex INPDAP residente da oltre un anno in Spagna; c’è un modo per chiedere la detassazione della pensione?

  2. Sono un invalido civile al 70% vorrei trasferismi in Portogallo e’ possibile avere losgravio fiscale sulla pensione ?

    • Fiscomania

      Certamente, è possibile. Dovrà seguire le indicazioni presenti nell’articolo. Tra qualche giorno uscirà proprio un articolo sul Portogallo e gli incentivi per i pensionati.

    • Buongiorno, mi intrometto e rispondo che se la pensione ricevuta è per invalidità, questa viene persa e non ellargita in caso di trasferimento con residenza all’estero.

  3. CARMELO SCIGLITANO

    SONO UN PENSIONATO INPS VORREI TRASFERIRMI NEL NEW JERSEY,,USA VISTO CHE HO LA RESIDENZA IN USA SE TRASFERISCO LA MIA PENSIONE INPS IN AMERICA STATI UNITI NEW JERSEY QUANTO SARA LA MIA TASSAZIONE ,,,,VISTO CHE ENTRA NEL ACCORDO UNA SOLA TASSAZIONE QUALCUNO MI PUO DARE NOTIZIA GRAZIE

  4. in caso di pensione anticipata, posso trasferirmi all’estero e ricevere là la pensione detassata?

    • Fiscomania

      La risposta a questa domanda è dipende. Dipende da una serie di variabili. Per saperne di più mi contatti al servizio di consulenza fiscale online.

      • Prossima pensionata ex Inpdap con opzione donna, mio marito da mesi lavora in Francia e probabilmente ci resterà parecchio. Se mi trasferissi in Francia e chiedessi il regime fiscale locale, potrei avere qualche vantaggio rispetto al mantenere la residenza in Italia? Grazie

        • Fiscomania

          La situazione andrebbe analizzata con maggiore dettaglio. Se vuole c’è il nostro servizio di consulenza fiscale online dedicato.

  5. Nell’atto pratico è preferibile incontrarsi o scrivere a Inps – Direzione Centrale Pensioni – Ufficio Residenti Estero – Via Ciro il Grande 2 – Roma. Rispondono rapidamente. Buona sorte a tutti!

  6. Articolo molto esauriente ed esposto in maniera comprensibile anche per chi non e’ addentro alla materia fiscale

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