Rendiconto Finanziario: la dinamica finanziaria di impresa

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Dove finiscono le risorse finanziarie dell’imprenditore e dei finanziatori esterni all’interno dell’impresa? Quali sono le aree che maggiormente hanno bisogno di flussi finanziari costanti? In questo contributo andremo a vedere come il Rendiconto Finanziario possa essere uno strumento valido di aiuto e supporto nelle scelte gestionali e finanziarie di ogni impresa.

Ogni impresa, qualunque sia la sua dimensione e qualunque sia il settore in cui opera, per garantirsi la continuità e l’autonomia gestionale, deve riuscire a mantenere, contemporaneamente, l’equilibrio reddituale, l’equilibrio patrimoniale e quello finanziario.

Il perseguimento del solo equilibrio economico, e quindi la produzione di risultati economici positivi, non è, infatti, condizione sufficiente affinché l’azienda possa mantenersi in vita: è indispensabile che essa operi, costantemente, in condizione di economicità.

Il ruolo principale del management aziendale è quello di decidere in quali attività impiegare le risorse e le energie produttive aziendali, di decidere quante risorse investirvi e di farlo in relazione alle risorse finanziarie presenti in azienda in un dato momento, a quelle che l’attività d’impresa è capace di generare e in base ai fondi che lo stesso è in grado di reperire nel mercato dei capitali.

Il management si trova a dover affrontare contemporaneamente, quindi, due problemi che, sebbene strettamente correlati tra loro, hanno natura diversa: un problema di natura economica ed uno di natura patrimoniale-finanziario. Il quesito di natura economica riguarda le scelte di strategia operativa: il decidere su quali progetti l’impresa deve convogliare le proprie energie.

La soluzione a questo tipo di problema si trova valutando la capacità, almeno teorica, del progetto economico che si intende porre in essere, di generare flussi di risorse sufficienti a remunerare tutti i fattori produttivi che saranno coinvolti nell’attività: i fornitori dei fattori di produzione (di materie prime, sussidiarie e di consumo, di servizi, ma anche di beni durevoli), i lavoratori, i finanziatori di capitale di rischio (la proprietà aziendale), i finanziatori terzi (investitori istituzionali) e di creare un disavanzo di utili destinato all’autofinanziamento.

Il management nel gestire la questione finanziaria deve concentrarsi in primis sulla gestione dei flussi finanziari in entrata ponendo l’attenzione sulle risorse derivanti dalla monetizzazione dell’attività aziendale caratteristica e, in seconda battuta, deve ricercare e reperire fonti di finanziamento nel mercato dei capitali.

Ai responsabili della funzione finanziaria spetta il compito di porre in essere un sistema di gestione capace di garantire la presenza in azienda di risorse finanziarie sufficienti a far fronte alle esigenze di breve periodo e garantire la reperibilità delle risorse necessarie a sostenere lo sviluppo nel medio lungo termine delle attività permettendo, ad esempio, di recuperare i fondi necessari per sostenere gli investimenti che la crescita della struttura aziendale renderà necessaria.

Nel reperire nel mercato fonti finanziarie (capitale di rischio e capitale di debito) è fondamentale che il management si curi di ricercare la tipologia risorsa finanziaria idonea a supportare lo sviluppo economico aziendale, avendo anche l’accettabile certezza di riuscire a far fronte, con i flussi futuri che la gestione economica aziendale sarà in grado di determinare, al rimborso del capitale ottenuto a prestito e alla remunerazione del capitale proprio conferito.

Una gestione finanziaria attenta, allora, dovrà porre estrema attenzione agli andamenti dinamici derivanti dalle entrate e dalle uscite finanziarie, e dovrà essere effettuata utilizzando lo strumento chiave del Rendiconto Finanziario.

Rendiconto Finanziario in ottica dinamica

L’Analisi Finanziaria basa la sua intera operatività sul confronto e sull’analisi dei valori finanziari rilevati (nelle analisi ex-post) o che si prevede di raggiungere (nelle analisi ex-ante) in due momenti temporali successivi.

Il punto di partenza di ogni Analisi Finanziaria Dinamica è, imprescindibilmente, la rilevazione ed il confronto delle risultanze finanziarie rilevate in due istanti successivi. Non è sufficiente, però, il solo confronto dei valori finanziari presi in assoluto; al contrario, solo grazie all’ausilio di precisi ed organizzati schemi d’analisi si possono ricavare informazioni finanziarie davvero significative in ottica dinamica.

Lo strumento principe, in grado di offrire questo tipo di informativa è il Prospetto dei Flussi dei Fondi che, in ottica di analisi finanziaria ex post, prende il nome di Rendiconto Finanziario.

Il Rendiconto Finanziario è comunemente inteso come un’informativa integrativa ai dati esposti nello Stato Patrimoniale e nel Conto Economico, quale frutto del confronto delle risultanze di due Bilanci successivi, presi in esame per evidenziarne la valenza finanziaria.

Rendiconto Finanziario nel Controllo di Gestione

Ai fini degli obbiettivi impliciti alle attività di controllo di gestione ha maggior senso effettuare analisi dinamiche con orizzonti temporali diversi dall’esercizio contabile: le analisi finanziarie compiute con orizzonte pluriennale hanno, principalmente, lo scopo di analizzare l’andamento delle risorse globali in forza all’impresa; le analisi infrannuali, invece, si rilevano estremamente utili ai fini del governo delle problematiche di tesoreria che devono essere affrontate con tempi di azione quasi istantanei.

Un prospetto dei flussi finanziari si può definire esauriente nel momento in cui si dimostra in grado di evidenziare le variazioni finanziariamente rilevanti in relazione al fondo che l’analista, in base ai propri obbiettivi conoscitivi, decide di prendere a riferimento. Solo un’analisi finanziaria mirata, infatti, permette di disporre di informazioni finanziarie immediate ed esaustive. Dicevamo che, il punto di partenza per la costruzione di qualsiasi Rendiconto Finanziario in ottica consuntiva, è rappresentato dai dati esposti in due Stati Patrimoniali successivi e nel Conto Economico relativo al periodo che intercorre tra le due situazioni patrimoniali prese ad esame.

Per essere utilizzabili, i dati contenuti dei documenti di Bilancio devono essere rielaborati e debitamente integrati con le informazioni extra-contabili rinvenibili negli altri documenti che compongono l’informativa di Bilancio o desumibili dal sistema informativo aziendale (questi dati sono, ovviamente, a disposizione solamente dell’analista interno).

Lettura del rendiconto finanziario

I documenti di Bilancio, alla luce di tutte le informazioni disponibili devono, poi, essere riclassificati in ottica finanziaria. Il Rendiconto Finanziario deve essere visto come il documento che, per eccellenza, è in grado di riassumere i risultati ottenuti dall’analisi dei flussi finanziari e di porre l’accento sulle conseguenze finanziarie derivanti dalle singole operazioni di gestione.

Attraverso la lettura del Rendiconto Finanziario si possono, infatti, mettere in evidenza quali operazioni hanno saputo generare risorse finanziarie e quali, invece, hanno dato luogo a fabbisogni di risorse finanziarie.

Se si considera, poi, che lo Stato Patrimoniale raccoglie i saldi contabili di tutti gli elementi che costituiscono il capitale d’impresa alla fine dell’esercizio contabile, e che il Conto Economico riassume i risultati economici raggiunti nel corso dell’esercizio contabile, porre in essere un’Analisi di Bilancio attraverso il sistema dei flussi finanziari significa superare la staticità che caratterizza questi due documenti di Bilancio.

Come si può osservare l’analisi finanziaria necessaria alla costruzione del Rendiconto Finanziario persegue l’obiettivo di ricostruire il processo di creazione del valore finanziario di fine periodo attraverso il collegamento delle risultanze reddituali gestionali alle conseguenze finanziarie che le stesse hanno determinano.

Ruolo del Rendiconto finanziario

Controllo di gestione
Il ruolo del rendiconto finanziario nel controllo di gestione

Alla luce di quanto appena enunciato, allora, possiamo affermare che la capacità informativa propria del Rendiconto Finanziario non è ascrivibile al solo essere documento di raccordo e collegamento tra due situazioni patrimoniali successive ma, oltre ad essere l’unico mezzo di misurazione delle performance economico-finanziarie di qualsiasi struttura organizzativa aziendale, esso rappresenta l’unico strumento capace di informare i lettori esterni del bilancio circa le cause di variazione dei valori finanziari (intesi, come vedremo, nel senso più o meno lato del termine).

Questa attitudine dell’Analisi Finanziaria Dinamica, peraltro, visto l’attuale periodo economico caratterizzato da un vorticoso dinamismo, si rileva un’importante strumento di monitoraggio costante degli equilibri aziendali: l’Analisi Finanziaria Dinamica si rileva essere lo strumento chiave per il governo delle problematiche tutte finanziarie.

Flussi finanziari nella gestione aziendale

Ai fini della conduzione di un’analisi finanziaria il più possibile esaustiva è necessario porre estrema attenzione ai flussi finanziari generati dalle attività di gestione aziendale.

Tutte le operazioni che il management decide di attuare, infatti, danno luogo ad elementi economici negativi e positivi (costi e ricavi) che, in occasione della loro manifestazione finanziaria e/o monetaria genereranno variazioni finanziarie rilevanti ai fini dell’Analisi Finanziaria Dinamica.

I flussi finanziari di origine reddituale sono rintracciabili nel Conto Economico riclassificato in ottica finanziaria e, avvalendosi della sua riclassificazione, si possono distinguere i flussi finanziari generati dalle diverse aree di gestione:

  • Gestione caratteristica corrente;
  • Gestione non corrente o straordinaria;
  • Gestione non caratteristica, atipica o patrimoniale;
  • Gestione finanziaria;
  • Gestione fiscale.

Avvalendosi di questa struttura riclassificatoria è possibile individuare quali aree della gestione sono state capaci di creare risorse finanziarie e quali, invece, le hanno erose: le prime dovranno essere implementate in modo da riuscire a sfruttare il trend positivo; le secondo dovranno essere oggetto di manovre correttive oppure dovranno essere abbandonate.

Gestioni aziendali che consumano cassa

Ognuna di queste gestioni aziendali è in grado di generare o consumare flussi finanziari dell’impresa. Conoscere le procedure di funzionamento di ognuna di queste gestione è sicuramente un valore aggiunto importante per capire quali fenomeni aziendali più di altri generino consumo di cassa.

  • Gestione Caratteristica – Si tratta del flusso ordinario di liquidità generato/consumato dalle quotidiane operazioni legate al “core business” aziendale. Si tratta dei ricavi di vendita che arrivano dall’attività principale esercitata;
  • Gestione non Corrente (Investimenti) – Si tratta del flusso di liquidità consumata (in uscita) in operazioni effettuate allo scopo di generare utilità a carattere pluriennale;
  • Gestione finanziaria – Si tratta del flusso di liquidità (in ingresso) cui si fa ricorso per poter aggiungere, alla liquidità “generata” in fase operativa, la quota parte aggiuntiva necessaria a copertura delle esigenze di business (ordinarie, cioè di breve periodo, e straordinarie, ovvero di medio/lungo periodo);
  • Gestione tributaria e/o straordinaria: si tratta del flusso di liquidità entrante/uscente derivante da operazioni non strettamente legate al “core business” ma dipendenti da fattori tendenzialmente terzi/estranei (pensiamo, ad esempio, ai flussi di liquidità in uscita per onorare le richieste del fisco così come le eventuali entrate straordinarie relative, sempre a titolo di esempio, ad un rimborso assicurativo, conseguente ad un sinistro occorso e denunciato).

Rendiconto Finanziario: strumento per il Management

Se in passato l’unità di misura con cui veniva valutata l’efficacia delle strategie manageriali era misurata solamente in termini economici attraverso e valutata sulla base di obbiettivi di fatturato e di reddito d’esercizio, negli ultimi decenni è divenuto essenziale che il management punti la sua attenzione alla massimizzazione del rapporto esistente tra la redditività della gestione e alla sua capacità di generare flussi di liquidità.

La creazione di valore costituisce il requisito essenziale per consentire all’impresa di gestire autonomamente e, con capacità di iniziativa, il proprio equilibrio con l’ambiente in cui opera e, nello stesso tempo, testimonia il successo della propria gestione

Oggi, più che mai prima d’ora, la creazione di liquidità è condizione essenziale affinché l’impresa si garantisca la possibilità di accedere ai mercati finanziari.

In qualche modo, possiamo affermare in tal senso che la redditività dell’impresa non è più lo scopo unico ma un mezzo per assicurare la presenza di flussi finanziari, meglio, monetari di autofinanziamento.

Un’impresa capace di creare internamente risorse finanziarie dispone di una maggiore credibilità all’interno mercati finanziari riuscendo di conseguenza ad attrarre e a mantenere più facilmente gli investimenti dei terzi, a titolo di capitale di debito e a titolo di capitale di rischio: un’impresa redditizia e capace di concretizzare i risultati economici in risultati finanziari si garantisce l’appoggio degli istituti di credito che, a fronte dell’attribuzione di un buon indice di rating dato dal basso rischio di default, offriranno il capitale di debito a condizioni economiche non eccessivamente onerose e offre ai portatori di capitale di rischio la prospettiva di ottenere una buona remunerazione dei propri investimenti.

L’esistenza di equilibrio finanziario e l’accesso al mercato delle fonti di finanziamento rappresenta la conditio sine qua non per attuare tutte le politiche di adeguamento, di mantenimento e di sviluppo dell’impresa, in tutte le sue fasi di vita.

Per restare nel mercato, far fronte ai mutamenti negativi di questo e per sfruttare le nuove opportunità l’impresa deve avvalersi, contemporaneamente di due piani d’azione: un piano di sviluppo strategico verso cui devono tendere gli sforzi dell’impresa nel lungo termine e dei piani tattici in grado di gestire nel breve termine gli eventuali imprevisti e sfruttare le nuove opportunità che le si pongono dinnanzi.

L’utilizzo di strumenti di analisi dinamica puntuali ed efficienti costituisce lo strumento chiave per poter valutare costantemente la rispondenza dell’impresa e del mercato alle politiche strategiche avviate negli esercizi precedenti e percepirne gli scostamenti. La cui identificazione tempestiva è essenziale per avviare procedure “tattiche” di correzione dei programmi avviati.

Schema di Rendiconto Finanziario

Lo scopo del presente articolo non è quello di delineare le linee guida relative alla redazione del prospetto di Rendiconto Finanziario, che sono peraltro molto complesse, e a cui si rimanda per eventuali esigenze di approfondimento in tema (IAS 7 [International Accounting Standard 7: Statement of Cash Flows] ed il principio contabile numero 10 dell’organismo nazionale OIC [Organismo Italiano di Contabilità]), ma di fornire elementi validi per gli imprenditori per comprendere l’importanza di un’analisi dinamica della struttura finanziaria dell’impresa.

Per farlo, lo strumento cardine è il Rendiconto Finanziario. Prendiamo dunque, per poter giungere alla nostra elaborazione di esempio, i bilanci relativi agli ultimi due esercizi contabili (ricordiamo il concetto di “flusso”, ovvero la variazione tra un momento iniziale ed un momento finale, ecco il motivo della necessità dei due bilanci) e predisponiamo uno schema come quello sotto riportato (per semplicità consideriamo un caso dove la gestione “straordinaria” non ha impatti e dove la gestione “tributaria” è di fatto inglobata nella sezione primaria, assieme al contesto operativo/reddituale):

rendiconto metodo diretto

Risposte del Rendiconto Finanziario

Come si vede, un prospetto di questo genere, pur nella sua estrema semplificazione, evidenzia chiaramente:

  • Chi genera e chi consuma flussi finanziari;
  • Il peso degli interessi e delle tasse sulla gestione finanziaria ordinaria complessiva;
  • Quanti flussi finanziari siamo costretti a cercare fuori dalla gestione ordinaria per far fronte alle esigenze aziendali;
  • Il peso degli investimenti a carattere pluriennali necessari al sostentamento della gestione operativa;
  • Il valore, in termini di apporto, della proprietà aziendale a cospetto dei capitali ricercati all’esterno;
  • La capacità di distribuire utile (eventualmente generato);
  • La capacità di far fronte a rientri improvvisi di fondi richiesti da terzi finanziatori.

Infine, a titolo di “quadratura”, il prospetto, mediante la banale differenza tra disponibilità liquide ad inizio e fine anno, ci consente in modo semplice ed immediato di quadrare i conteggi effettuati, il tutto garantendo anche una forma di auto-controllo intrinseco sulla bontà del calcolo messo in campo.

Consigli

Molte delle informazioni sopra elencate che emergono dalle “ipotetiche” domande cui si prova a dare una risposta sono normalmente percepite dall’imprenditore attento e presente nella vita dell’azienda anche in assenza di strumenti contabili a supporto: tuttavia, disporre di un documento che dia evidenza dei valori reali consente di trasformare le “percezioni” in “dati oggettivi” a miglior supporto delle decisioni e delle strategie da mettere in campo.

 “… il fatturato è pura vanità, l’utile d’esercizio ragionevolezza, solo la cassa è realtà …”

Se avete bisogno di un modello base per la realizzazione di un Rendiconto Finanziario, lasciate un commento di seguito.

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