Residente non domiciliato: disciplina fiscale di favore in UK

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Si chiama “resident but non domicilied” (Residente Non Domiciliato) il regime fiscale presente in Inghilterra, a determinate condizioni, di non vedersi tassare redditi esteri, che vengono collocati all’estero e non importati in UK. Il regime sfrutta diverse definizioni di residenza e consente di agevolare soggetti che percepiscono redditi esteri. Tutte le informazioni nella nostra guida.

Trasferirsi in Inghilterra è il sogno di molti. Oltre ad essere un centro economico e finanziario importantissimo è anche il centro più importante per l’attività di pianificazione fiscale a livello internazionale.

Trasferirsi all’estero di per se non è difficile, ma è necessario farlo rispettando alcuni requisiti richiesti dalla normativa fiscale. Per chi volesse approfondire questo argomento vi rimando all’articolo che ho scritto su questo tema “Trasferimento di residenza all’estero: la guida“.

In questo contributo, invece, ci concentreremo sul concetto legato al regime fiscale presente in alcuni Paesi (principalmente Regno Unito, Malta e Irlanda), legato allo status di Residente Non Domiciliato. Vedremo, infine, in quali casi questo regime può essere vantaggioso.

Residente Non Domiciliato

Per comprendere il concetto di Residente Non Domiciliato è necessario premettere che il concetto di domicilio cosi come identificato ai fini civilistici è definito in maniera differente dalla normativa italiana rispetto a quanto accade nelle legislazioni di diritto anglosassone.

La differenza tra le due normative crea una opportunità fiscale che può essere vantaggiosa per alcune categorie di soggetti. Questo significa che trasferirsi in Inghilterra potenzialmente può offrire vantaggi fiscali importanti, ma a patto di rispettare quanto previsto dalla normativa fiscale.

Anche il contribuente medio, che non vuole nascondere i propri redditi e non vuole violare alcuna normativa fiscale, può usufruire di alcuni istituti fiscali creati appositamente per lui dall’ordinamento normativo fiscale dell’Inghilterra.

Per capire da dove deriva questa particolare agevolazione bisogna partire dal fatto che è necessario andare ad analizzare i due concetti base che ci permettono di stabilire dove un individuo paga le tasse. Cerchiamo di capire cosa sono quindi la residenza e il domicilio.

Il concetto di residenza

La residenza, così come la conosciamo da un punto di vista civilistico, rappresenta il luogo fisico ove dove è presente la propria abitazione, ovvero la nostra dimora abituale.

La dimora abituale è il luogo ove noi trascorriamo la maggior parte dell’anno. Per rendere l’idea, il residente è colui che vuole trasferirsi in Inghilterra e lo fa effettivamente, con l’intento di rimanevi in modo stabile nel tempo. Per questo il residente ha acquistato un’immobile in Inghilterra, oppure vi ha stipulato un contratto di affitto, con delle utenze. Oppure ancora frequenta scuole, corsi o ha un lavoro stabile in UK.

La normativa fiscale di qualsiasi Paese prevede che i soggetti residenti in un Paese siano obbligati a ivi pagarci le imposte sul reddito.

Invece, se hai residenza in Italia, ma hai reso l’Inghilterra il centro dei tuoi interessi principali (famiglia, affari, lavoro) ti viene attribuito il domicilio in Inghilterra, ma la tua residenza (anche in ambito fiscale) rimane in Italia.

Se rientri nella categoria del residente ordinario (ordinary residence) non godi di nessun regime fiscale agevolato e paghi le imposte sul reddito personale come qualsiasi altro cittadino inglese, ovvero tra il 20% e il 45%. Inoltre paghi le tasse su tutti i redditi, sia quelli generati in Inghilterra che quelli generati all’estero. Non c’è alcuna differenza tra redditi prodotti all’estero e redditi prodotti in territorio inglese.

In questo caso puoi renderti conto che trasferirsi in Inghilterra non sempre conviene!

Il concetto di domicilio

Il domicilio è un concetto diverso dalla residenza. Ha a che fare con l’insieme degli interessi che hai in uno specifico Paese. Laddove sono situati i tuoi interessi principali è presente anche il tuo domicilio.

Il domicilio in Italia è disciplinato dal Codice Civile e precisamente gli articoli 43 e 44 che riporto di seguito:

Art. 43. Domicilio e residenza.

 Il domicilio di una persona è nel luogo in cui essa ha stabilito la sede principale dei suoi affari e interessi.

 La residenza è nel luogo in cui la persona ha la dimora abituale.

 Trasferimento di residenza e domicilio

L’articolo 44 del Codice Civile tratta del trasferimento della residenza e del domicilio.

 Il trasferimento della residenza non può essere opposto ai terzi di buona fede, se non è stato denunciato nei modi prescritti dalla legge.

 Quando una persona ha nel medesimo luogo il domicilio e la residenza e trasferisce questa altrove, di fronte ai terzi di buona fede si considera trasferito pure il domicilio, se non si è fatta una diversa dichiarazione nell’atto in cui è stato denunciato il trasferimento della residenza.

Questa è ad esempio la condizione in cui si trovano i cittadini inglesi che sono nati in Inghilterra, lavorano in Inghilterra e svolgono la loro vita ordinaria in Inghilterra. Costoro hanno la residenza e il domicilio in Inghilterra. Questa condizione nel diritto inglese viene chiamata ordinary residence.

Domicilio in Inghilterra

Prima di affrontare i benefici legati allo status di Residente Non Domiciliato è necessario che ti descriva come è regolata la residenza in Gran Bretagna.

L’anno fiscale inizia il 6 Aprile e termina il 5 Aprile dell’anno successivo.

Una persona è considerata residente per un anno fiscale se supera positivamente uno dei seguenti fattispecie:

  1. E’ effettivamente presente fisicamente in Gran Bretagna per almeno 183 giorni nell’anno fiscale;
  2. Detiene un’abitazione a disposizione, in affitto o come ospite presso amici, per più di 91 giorni consecutivi nell’anno fiscale e vi soggiorna un minimo di 46 giorni anche non consecutivi.

Nel calcolare i giorni trascorsi nello Stato, una persona è considerata presente se è fisicamente in Gran Bretagna alla mezzanotte di ciascun giorno.

In pratica, per il diritto anglosassone il domicilio è l’intenzione di una persona di risiedere stabilmente in un luogo a tempo indeterminato. Ogni individuo acquisisce il domicilio di origine alla nascita e di solito è quello del padre oppure quello della madre quando non è sposata. Il domicilio di origine rimane tale sino a che un individuo non decide volontariamente, ponendo in essere azioni che lo dimostrino, di volerlo spostare. Quindi, prima che il domicilio di origine sia sostituito con il nuovo, ci deve essere una chiara evidenza che la persona ha intenzione di trasferirsi in quel luogo in maniera permanente e che ha piani di non fare mai ritorno nel luogo in cui aveva il domicilio di origine.

Capire questo aspetto, e la differenza con la normativa italiana è fondamentale per capire il vantaggio della disciplina legata al Residente Non Domiciliato.

Status di Residente Non domiciliato

Questa discrepanza tra le due normative riguardanti il concetto di domicilio ti consente di trasferire la residenza in un Paese regolato dal diritto anglosassone senza acquisirne il domicilio automaticamente ed al contempo, in Italia, essere considerato come non più residente né domiciliato.

Un soggetto che ha deciso di trasferirsi in Inghilterra, dopo aver trasferito la propria residenza in Gran Bretagna, in occasione della dichiarazione dei redditi che deve essere presentata entro il 31 Gennaio (in riferimento ai redditi dell’anno procedente), può scegliere l’opzione Residente Non Domiciliato.

Lo status di Residente Non Domiciliato è quindi una scelta del dichiarante che non richiede prerequisiti e viene accordato a chiunque a condizione che non sia cittadino britannico.

Tassazione del Residente Non Domiciliato

Il soggetto che si è trasferito in Gran Bretanga e vuole usufruire dello status di Residente Non Domiciliato può optare tra due diversi regimi di imposizione fiscale:

  1. Arising basis cioè tassazione standard su tutto il reddito ovunque prodotto nel mondo (world wide taxation);
  2. Remittance basis cioè tassazione di quanto guadagnato all’estero e trasferito in UK.

La scelta deve essere fatta annualmente entro il 31 Gennaio in dichiarazione dei redditi, se non viene selezionata l’opzione 2 remittance si considera quella 1 arising come scelta automatica. E’ quindi possibile per un anno scegliere la prima opzione e l’anno seguente la seconda, il dichiarante può scegliere anno per anno, in base alla propria convenienza.

Selezionare l’opzione di essere tassato in base alla remittance basis è gratuita per i primi sei anni di residenza in UK, dal settimo anno in poi ha un costo in base agli anni di permanenza:

  1. 30 mila Sterline, se sei stato residente per 7 degli ultimi 9 anni;
  2. 60 mila Sterline, se sei stato residente per 12 degli ultimi 14 anni;
  3. 90 mila Sterline, se sei stato residente per 17 degli ultimi 20 anni.

Da Aprile 2017 l’opzione remittance non sarà più disponibile per chi è stato residente per 15 degli ultimi 20 anni.

La tassazione varia, inoltre, a seconda del tipo di reddito e la fonte da cui proviene.

Reddito da lavoro

Il reddito da lavoro svolto alle dipendenze di una società che ha sede in Gran Bretagna viene tassato regolarmente quindi seguendo la arising basis anche se hai scelto l’opzione remittance. Non c’è alcun vantaggio in questo caso se hai scelto il regime Residente Non Domiciliato.

Il reddito da lavoro svolto alle dipendenze di una società che non ha sede in Gran Bretagna non viene tassato se si verificano contestualmente le due seguenti condizioni:

  1. Scegli l’opzione remittance basis;
  2. Non trasferisci il reddito in UK.

Ad esempio, se ti trasferisci in UK per un contratto di lavoro dipendente per un azienda non residente in UK, scegliendo l’opzione remittance, se lavori da remoto e lo stipendio ti viene accreditato su un conto corrente, ad esempio in Italia, il reddito percepito sarà esentasse, fatte salve eventuali tasse o contributi da pagare in Italia ove previsto dalla legge locale. Se invece trasferisci una parte del guadagno in UK, pagherai la tassazione standard sui fondi trasferiti.

Redditi di capitale

Il reddito da capitale è soggetto a tassazione in Gran Bretagna solo se deriva da fonte UK. Ad esempio, se possiedi quote di una società di Londra, i dividendi saranno tassati regolamene secondo la normativa fiscale come avviene per tutti gli altri residenti.

Se, invece, il reddito deriva da investimento di fonte non britannica, non sarà tassato in Gran Bretagna a condizione che non venga trasferito su un conto bancario dello Stato. Ad esempio, possiedi quote di una società francese e percepisci i dividendi, se ti vengono accreditati su un conto in Francia saranno esentasse, se invece li ricevi su un conto corrente in Gran Bretagna saranno tassati regolarmente. Continuando l’esempio, se ricevi i dividendi su un conto in Francia e poi trasferisci solo una parte dei fondi in Gran Bretagna, sarà tassata solo la quota dei fondi trasferita.

Capital gain

Il capital gain viene tassato solo nei casi seguenti:

  • Se il bene che viene venduto si trova in Gran Bretagna al momento della vendita;
  • Se i fondi incassati dalla vendita di un bene che non si trova in Gran Bretagna vengono trasferiti in UK.

Considerazioni finali

Il presupposto di partenza è che, se hai a che fare con il regime fiscale inglese, un consulente fiscale preparato in personal tax planning rappresenta un passaggio obbligato per non sbagliare e rischiare di fallire fin da subito.

Per quanto riguarda la disciplina del Residente Non Domiciliato, come abbiamo visto può essere un valido strumento, da attuare con cautela e con i dovuti accorgimenti per sfruttare alcune possibilità offerte dalla normativa fiscale UK.

Se pensiamo al caso di un soggetto italiano che ha deciso di trasferirsi in Inghilterra e vive materialmente in loco, ma non ha il domicilio in tale paese (perché ancora non ha interesse ha stabilirvisi in modo duraturo), secondo il diritto inglese questo soggetto ha la possibilità di pagare le imposte solo sui redditi generati all’interno del territorio inglese.

Di conseguenza, possiamo riassumere che il “resident but not domiciled” gode di un imposizione fiscale molto agevolata nella misura in cui abbia redditi di fonte non UK che deposita in istituti di credito all’estero. In pratica per avere diritto a questo particolare regime fiscale dovresti avere un conto corrente bancario all’estero, e la residenza fiscale in Inghilterra.

Per fare questo, però è necessario effettuare correttamente il trasferimento di residenza, da un punto di vista fiscale dall’Italia all’UK. Per questo motivo avvalersi di un consulente fiscale preparato è indispensabile.

La ratio di questo regime

Una delle domande che maggiormente mi vengono fatte su questo regime fiscale è il motivo della sua esistenza? Perché dovrebbe esistere un regime fiscale di questo tipo?

Questa norma è stata realizzata proprio per incentivare il trasferimento in UK di persone che volevano godere di un regime fiscale agevolato. Naturalmente l’obiettivo non è quello di portare in UK persone in cerca di fortuna, ma soggetti, per lo più persone fisiche, che percepiscono importanti quote di reddito all’estero e che in questo modo, possono evitare di tassare in UK (a patto di non trasferire in UK questi fondi).

Si trattava di redditi che comunque non sarebbero mai stati tassati dal Regno Unito quindi non è considerata una perdita di gettito erariale per il governo inglese. Il vantaggio, invece, è quello di portare in UK la residenza di personaggi con patrimoni importanti, che comunque potrebbero generare reddito e ricchezza in Inghilterrra.

Gli accertamenti fiscali

Come reagiscono le agenzie fiscali dei vari Paesi a questi particolari regimi fiscali agevolativi?

Le agenzie di riscossione imposte degli altri paesi non restano certamente a guardare i propri contribuenti trasferirsi all’estero in massa per sfruttare questi regimi fiscali agevolati.

Chi lo ha detto che l’agenzia delle entrate italiane non possa continuare a chiederti di pagare le imposte in Italia? A quanto pare non basta trasferirsi in Inghilterra per essere esentato dalle imposte in Italia.

Le agenzie procedono ogni anno a controllare, per liste selettive, migliaia di contribuenti che hanno lasciato l’Italia, per verificare la loro effettiva residenza fiscale all’estero. Per questo motivo, prima di azzardare trasferimenti di residenza freddolosi, vi consiglio di pianificare per tempo e con cura il vostro trasferimento di residenza, in modo tale da poter arrivare preparati nel caso in cui l’Agenzia delle Entrate voglia accertare la vostra posizione.

Non dovete scoraggiarvi, ma solamente fare le cose seguendo la normativa!

Servizio di consulenza

Se volete avere maggiori informazioni sul regime fiscale dei Residenti Non Domiciliati o se volete avere maggiori informazioni su un processo legato al vostro trasferimento di residenza all’estero, contattatemi attraverso l’apposito servizio di consulenza fiscale online.

Vi ricontatterò nel più breve tempo per sciogliere i vostri dubbi.

7 comments

  1. Se una persona in UK “ha una casa a disposizione, in affitto o come ospite presso amici, per più di 91 giorni consecutivi nell’anno fiscale e vi soggiorna un minimo di 46 giorni anche non consecutivi.”

    Ma allo stesso tempo trascorre 183 giorni in italia, dove viene considerato fiscalmente residente?

    • Fiscomania

      Non ci sono dubbi sul fatto che in assenza di iscrizione AIRE, la residenza fiscale sia in Italia.

      • ho dimenticato di specificare, si comuque iscritto aire

        • Vorrei capire se un residente UK al 100%, quindi iscritto aire etc. possa vivere in italia e mantenere la residenza fiscale in UK

          – soggiorna un minimo di 46 giorni anche non consecutivi
          – Tenga l’iscrizione Aire
          – Ma allo stesso tempo trascorre 183+ giorni in italia

          grazie

          • Fiscomania

            A queste condizioni, la residenza fiscale effettiva è in Italia. Poi ogni caso richiede un’attenta valutazione.

  2. Buongiorno,
    mi corregga se sbaglio:

    In pratica ad un italiano con un patrimonio personale di “anche solo” un milione di euro che decidesse di vivere a Londra gli basterebbe trasferire il denaro in una banca svizzera, operare con essa (trading) facendo un -fattibilissimo- 10% annuo ovvero 100k Netti e trasferirsi a Londra.

    Iscriversi all’Aire, farsi un’assicurazione medica privata 3/4K annuali e non pagherà un centesimo di imposte in Italia e UK in quanto il capital gain esentasse è prodotto in un Paese estero.
    Quindi pagare l’affitto ed il resto tramite bonifici e carta di credito della banca svizzera e Nessuno mai gli dirà nulla?!?
    Io non possiedo una milione di euro ma sicuramente ci saranno decine di persone nel mondo che si saranno adoperate in tal modo se così fosse! Chi non lo farebbe?!?!

    Probabilmente ho capito male altrimenti si spiega benissimo il perché si ammazzino tutti per andare a Londra…molto + conveniente (per esperienza personale) e meno cara della Svizzera e del Principato di Monaco.

    Cordiali Saluti
    Francesco Rotolo

    • Fiscomania

      Salve Francesco, le cose non stanno esattamente cosi. Sarebbe troppo facile. Diciamo che è una assimilazione a cui devono essere portati una serie di accorgimenti per poter essere applicata. Se qualcuno effettivamente facesse quello che ha descritto sicuramente dovrebbe pagare le imposte in UK su tutti i redditi percepiti.

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