Tecnico della Prevenzione: guida fiscale all’attività

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Come diventare Tecnico della Prevenzione? Quali requisiti sono necessari per l’avvio di questa attività? Nella nostra guida pratica scoprirai come diventare Tecnico della Prevenzione ed iniziare a guadagnare restando in regola con la normativa fiscale. Adempimenti fiscali, contributivi per i professionisti della prevenzione sui luoghi di lavoro.

Vuoi diventare Tecnico della Prevenzione nei luoghi di lavoro? Segui la nostra guida e scoprirai come diventare un professionista in questo settore. Troverai tutte le informazioni utili da un punto di vista fiscale e previdenziale.

I Tecnici della Prevenzione gestiscono le azioni che garantiscono la tutela della salute dell’uomo in rapporto ai luoghi di lavoro e dell’ambiente. Svolgono attività di prevenzione, formazione, verifica e controllo in materia di igiene e sicurezza nei luoghi di lavoro, di tutela ambientale, di igiene e sanità pubblica, veterinaria e degli alimenti.

La professione è stata regolamentata dal D.M. Sanità n. 58/97 e dall’articolo 4 della Legge n. 251/2000. Dalle ispezioni nei cantieri per verificarne lo stato di conformità nel rispetto delle norme vigenti in materia di sicurezza sul lavoro (Legge n. 494/96 e n. 626/94), il Tecnico della Prevenzione passa all’utilizzo di strumenti più propriamente scientifici, ad esempio per la valutazione dei rumori per la prevenzione dell’inquinamento acustico.

In questo contributo andremo ad analizzare quali sono gli adempimenti fiscali legati all’attività di Tecnico della Prevenzione sui luoghi di lavoro, guardando sia agli aspetti fiscali che previdenziali dell’attività.

Tecnico della prevenzione: l’attività

Il Tecnico della Prevenzione nell’ambiente e nei luoghi di lavoro è responsabile di tutte le attività di prevenzione, verifica, controllo in materia di igiene e sicurezza ambientale nei luoghi di vita e di lavoro, di igiene degli alimenti e delle bevande, di igiene e sanità pubblica e veterinaria.

Il Tecnico della Prevenzione nell’ambiente e nei luoghi di lavoro, operante nei servizi con compiti ispettivi e di vigilanza è, nei limiti delle proprie attribuzioni, ufficiale di polizia giudiziaria; svolge attività istruttoria, finalizzata al rilascio di autorizzazioni o di nulla osta tecnico sanitari per attività soggette a controllo.

Nell’ambito dell’esercizio della professione, il Tecnico della Prevenzione nell’ambiente e nei luoghi di lavoro:

  • Istruisce, determina, contesta e notifica le irregolarità rilevate e formula pareri nell’ambito delle proprie competenze;
  • Vigila e controlla gli ambienti di vita e di lavoro e valuta la necessità di effettuare accertamenti ed inchieste per infortuni e malattie professionali;
  • Vigila e controlla la rispondenza delle strutture e degli ambienti in relazione alle attività ad esse connesse;
  • Vigila e controlla le condizioni di sicurezza degli impianti;
  • Vigila e controlla la qualità degli alimenti e bevande destinati all’alimentazione dalla produzione al consumo e valuta la necessità di procedere a successive indagini specialistiche;
  • Vigila e controlla l’igiene e sanità veterinaria, nell’ambito delle proprie competenze, e valuta la necessità di procedere a successive indagini;
  • Vigila e controlla i prodotti cosmetici;
  • Collabora con l’amministrazione giudiziaria per indagini sui reati contro il patrimonio ambientale, sulle condizioni di igiene e sicurezza nei luoghi di lavoro e sugli alimenti;
  • Vigila e controlla quant’altro previsto da leggi e regolamenti in materia di prevenzione sanitaria e ambientale, nell’ambito delle proprie competenze.

Altre attività

Egli svolge con autonomia tecnico professionale le proprie attività e collabora con altre figure professionali all’attività di programmazione e di organizzazione del lavoro della struttura in cui opera. È responsabile dell’organizzazione della pianificazione, dell’esecuzione e della qualità degli atti svolti nell’esercizio della propria attività professionale.

Inoltre, partecipa ad attività di studio, didattica e consulenza professionale nei servizi sanitari è nei luoghi dove è richiesta la sua competenza professionale; contribuisce alla formazione del personale e collabora direttamente all’aggiornamento relativo al proprio profilo e alla ricerca.

Il Tecnico della Prevenzione può operare sia in aziende private come dipendente che come libero professionista fornendo la propria consulenza, tra l’altro, nella pubblica amministrazione presso i Dipartimenti della Prevenzione delle ASL e nelle ARPA, le agenzie regionali per la protezione dell’ambiente.

Tecnico della prevenzione: i requisiti

Per esercitare questo tipo di attività professionale è necessario il conseguimento di un titolo di studio. Si tratta della Laurea triennale in Tecnico della prevenzione nell’ambiente e nei luoghi di lavoro.

Il titolo di studio abilita alla professione.

Il corso universitario prevede un piano di studi in cui chimica degli alimenti, ispezione, igiene e microbiologia, scienze tecniche, botanica, scienze fisiche applicate all’ambiente, scienze giuridiche, psicologia, ingegneria sanitaria, scienze psicopedagogiche, anatomia, sono le materie principali.

Ciascuno dei tre anni di corso prevede il tirocinio, fondamentale per capire la pratica degli studi e della professione.

Sicurezza sul lavoro

Alle norme sulla sicurezza sul lavoro è tenuto ogni datore di lavoro.

Infatti, il datore di lavoro ha l’obbligo di adottare, nell’esercizio dell’impresa, le misure che, secondo la particolarità del lavoro, l’esperienza e la tecnica, sono necessarie a tutelare l’integrità fisica e la personalità morale dei prestatori di lavoro.

Per datore di lavoro si intende il soggetto titolare del rapporto con il lavoratore, o, comunque, il soggetto che, secondo il tipo e l’organizzazione dell’impresa, ha la responsabilità dell’impresa stessa, ovvero dell’unità produttiva, in quanto titolare dei poteri decisionali e di spesa.

Per lavoratori si intendono i soggetti che prestano la propria attività alle dipendenze di un datore di lavoro, nonché gli altri soggetti equiparati dalla legge ai lavoratori subordinati.

Tecnico della prevenzione: Iter

Per diventare un Tecnico della Prevenzione che opera in forma individuale è necessario seguire una serie di adempimenti richiesti dalla normativa fiscale, previdenziale e amministrativa.

Di seguito vi riportiamo schematicamente l’iter di avvio di questa attività, rimandando maggiori approfondimenti di questi aspetti di seguito.

Iter di avvio dell’attività di Tecnico della Prevenzione nei luoghi di lavoro:

  • Apertura della Partita Iva;
  • Iscrizione alla Gestione separata dell’Inps;
  • Dotarsi di una copertura assicurativa, elemento fondamentale di tutela;
  • Apertura di una casella PEC (Posta Elettronica Certificata);
  • Adempimenti fiscali obbligatori.

Apertura della Partita Iva

L’apertura della Partita Iva è il primo adempimento fiscale da effettuare per diventare Tecnici della prevenzione nei luoghi di lavoro.

Con l’apertura della Partita Iva è necessario anche scegliere il Codice Attività della vostra attività professionale. Per i Tecnici della Prevenzione il codice attività da utilizzare è da scegliere tra uno dei seguenti:

Codice attività “74.90.21 – Consulenza sulla sicurezza ed igiene nei luoghi di lavoro”

Codice attività “74.90.29 – Attività di consulenza in materia di sicurezza”

Codice attività “74.90.93 – Altre attività di consulenza tecnica nca”

La scelta del codice attività dipende dall’attività effettivamente esercitata dal professionista. Ricordiamo che l’apertura della Partita Iva deve essere effettuata entro 30 giorni dalla data di inizio effettivo dell’attività e non ha alcun costo.

Vi consigliamo, in ogni caso di rivolgermi ad un dottore Commercialista per l’avvio della vostra attività, in modo tale sia da evitarvi di commettere spiacevoli errori, sia per demandare a lui l’adempimento di tutte le comunicazioni e dichiarazioni fiscali necessarie per l’attività di Tecnico della Prevenzione, lasciandovi il tempo di dedicarvi serenamente alla vostra attività professionale.

Il regime forfettario

Oltre al Codice Attività deve essere scelto anche il Regime Fiscale da applicare alla vostra attività professionale.

Per i Lavoratori Autonomi, come i Tecnici della Prevenzione può essere vantaggioso, se si possiedono i requisiti (che potete trovare in questo articolo), aderire al c.d. “Regime forfettario“, introdotto dalla Legge n. 190/2014, successivamente modificata dalla Legge n. 208/2015.

Tale regime fiscale prevede una tassazione forfettaria del reddito professionale derivante dall’attività, da calcolare in percentuale rispetto ai ricavi annui. In pratica, significa che il reddito dell’attività è calcolato in base ad una percentuale da applicare sui ricavi generati (che è del 78%).

In pratica nessun costo dell’attività diventa deducibile dal reddito. Non spaventatevi se non riuscite bene a capire cosa significa reddito imponibile o deducibilità dei costi, se avete dubbi contattateci direttamente per avere informazioni più dettagliate.

Quello che vi stiamo indicando in questo momento sono soltanto i punti essenziali, legati a questo particolare regime fiscale agevolativo, che vi consentirà di risparmiare tempo, ma soprattutto denaro.

Nel Regime Forfettario, per i professionisti, i ricavi non possono superare i €. 30.000 annui.

Questo significa, ad esempio, che se i ricavi annui sono stati di €. 10.000 i costi forfettari sono pari a €. 2.200, e il reddito imponibile €. 7.800 (78% di €. 10.000). Su tale reddito deve essere applicata l’imposta sostitutiva del 15%, che per i primi 5 anni di attività, può ridursi sino al 5%.

La contabilità semplificata

In alternativa a questo regime semplificato i soggetti che non vi possono accedere entreranno automaticamente nel regime fiscale della “contabilità semplificata“.

Si tratta del Regime Fiscale naturale dei professionisti, e prevede la tassazione a Irpef del reddito professionale (ricavi meno costi deducibili, ai sensi del DPR n. 917/86), e assoggettamento a Iva e ritenuta di acconto in fattura (maggiori informazioni qui).

Si tratta sicuramente di un regime fiscale più complesso, in quanto è necessaria la tenuta della contabilità e si è soggetti all’applicazione dell’Iva in fattura, liquidata trimestralmente e all’applicazione della ritenuta di acconto in fattura.

Rispetto al Regime Forfettario la determinazione del reddito avviene attraverso la differenza tra ricavi incassati nel periodo di imposta e costi deducibili (secondo il DPR n. 917/86).

Questo significa che in questo regime è possibile dedurre, in interamente o parzialmente (a seconda dei casi), i costi sostenuti legati all’attività. Se volete approfondire quali sono i costi che potete dedurre dal vostro reddito professionale vi indico questo nostro contributo “Scaricare i costi con la Partita Iva: guida al risparmio“.

Per approfondire: “Redditi da contabilità semplificata

Gestione previdenziale

Oltre agli adempimenti fiscali, chi vuole diventare Tecnico della Prevenzione freelance deve fare i conti anche con gli adempimenti legati alla gestione previdenziale.

In particolare, i lavoratori autonomi non dotati di autonoma cassa professionale, come i Tecnici della Prevenzione nei luoghi di lavoro, sono obbligati ad iscriversi alla Gestione separata dell’Inps (Legge n. 335/95).

Si tratta di un regime contributivo che prevede il versamento di contributi calcolati sul reddito imponibile ai fini delle imposte dirette. I contributi si calcolano in percentuale. Ogni anno l’Inps comunica con apposita circolare la percentuale di contribuzione dovuta dai professionisti iscritti a questa gestione.

In pratica si pagano i contributi soltanto se dall’esercizio dell’attività si è conseguito un reddito.

I contributi  alla Gestione separata dell’Inps dovuti devono essere versati alle date di scadenza dei pagamento delle imposte sui redditi, ovvero il 16 giugno e il 30 novembre, mediante modello F24.

I nostri consigli

Se la nostra guida vi è stata di aiuto e finalmente avete deciso di avviare l’attività di Tecnico della Prevenzione, il primo step è sicuramente quello di rivolgervi ad un dottore Commercialista preparato in questo tipo di attività. Questo vi permetterà di evitare errori, di risparmiare tempo, ma soprattutto di potervi dedicare serenamente all’esercizio della vostra attività, lasciando a lui la gestione di tutti quelli che sono gli adempimenti amministrativi e fiscali.

Se non avete un Commercialista di riferimento, contattateci attraverso l’apposito servizio di consulenza online. Riceverete una risposta nel più breve tempo, e sarete contattati da un professionista preparato che analizzerà assieme a voi la vostra situazione personale e vi fornirà i giusti consigli per l’avvio della vostra attività di Tecnico della Prevenzione.

Se pensi che questa attività ti possa interessare, ma hai dei dubbi, magari hai un’idea di una nicchia in cui vorresti offrire le tue competenze, ma non sei sicuro che questa possa essere l’idea giusta, contattaci, potremo consigliarti al meglio!

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