Trasferirsi in Austria: come funziona il sistema fiscale?

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In questa guida ti spiego perché può essere conveniente trasferirsi in Austria se sei un imprenditore o un professionista. Troverai tutte le informazioni che riguardano la normativa fiscale e societaria, per valutare un tuo possibile trasferimento in questo Paese. Tutte le info sulle tasse in Austria.

Trasferirsi all’estero e andare a cercare fortuna in Paese che offra maggiori opportunità è il sogno di molti, per questo motivo abbiamo deciso di dedicare questo report ad un Paese molto gettonato dagli Italiani per un trasferimento, ovvero l’Austria.

Andare a vivere all’estero, lasciando l’Italia, non è una situazione semplice perché se non effettuata correttamente, può comportare delle conseguenze, da un punto di vista fiscale, veramente importanti. Non sono pochi i soggetti che si sono visti recapitare accertamenti volti a riportare in Italia la propria residenza fiscale, anche se magari vivevano serenamente all’estero da anni.

Questo non vuol dire che non sia possibile trasferirsi all’estero e vivere serenamente in un altro Paese senza avere noie fiscali, ma per farlo è necessario conoscere bene quali sono i rischi che si corrono e quali siano le modalità per effettuare un trasferimento all’estero in tutta sicurezza e tranquillità.

Per questo, prima di leggere questo report, ti invito a riflettere bene e non prendere decisioni affrettate in merito ad un tuo possibile trasferimento. Avvalersi di professionisti preparati in questo ambito sarà per te un valore aggiunto e ti consentirà di dedicarti costantemente alla tua attività principale. Vediamo, quindi le info necessarie per trasferirsi in Austria.

Siete pronti a conoscere meglio l’Austria da un punto di vista societario e fiscale? Si comincia!

Trasferirsi in Austria: economia

Amministrativamente, la superficie dell’Austria, è pari a 83.855km quadri, è suddivisa in 9 Länder federali: Vienna (nello stesso tempo capitale dell’Austria), Bassa Austria, Burgenland, Stiria, Carinzia, Tirolo, Salisburgo, Alta Austria e Vorarlberg.

L’Austria conta circa 8,5 milioni di abitanti, per i quali, dall’ingresso nell’UE, il livello del prodotto interno lordo reale (PIL) è salito di 9,7 punti percentuali. La lingua ufficiale dell’Austria è il tedesco, ma gli austriaci hanno un’ottima conoscenza dell’inglese e delle principali lingue est-europee.

L’Austria è una repubblica parlamentare democratica, i cui organi legislativi sono il Consiglio nazionale (Nationalrat), il Consiglio federale (Bundesrat) e i Consigli dei Länder (Landtage).

I 183 deputati del Nationalrat e i rappresentanti dei nuovi Landtage (uno per ciascun Bundesland) sono eletti direttamente dal popolo, mentre i membri del Bundesrat sono eletti dai Landtage.

Sistema economico

Globalmente, per quanto concerne crescita economica, occupazione e prodotto interno lordo pro capite, la repubblica alpina si attesta sopra la media dei Paesi euro, ma l’ampliamento dell’UE ha avuto delle ripercussioni positive sulla crescita economica austriaca.

In particolare, l’Austria è al secondo posto in UE per ricchezza, le infrastrutture sono altamente sviluppate, i consumatori austriaci hanno un potere d’acquisto superiore alla media, vi è una bassa pressione fiscale sulle imprese (nessuna tassa patrimoniale e sulle attività industriali) e, perciò, il Paese, contando circa 8,5
milioni di abitanti, riesce ad ottenere un tasso di occupazione del 78,0%, quindi superiore alla media dei 28 Paesi dell’UE pari al 74,4%.

Principali settori

I settori produttivi principali dell’economia austriaca sono i servizi e l’industria. L’attività industriale si concentra prevalentemente nella parte del Nord, in particolare nel polo di eccellenza dell’economia nazionale rappresentato dal triangolo Linz-Steyr-Wels.

Molto evoluti sono anche il comparto del turismo e dell’agricoltura. Molto rilevante è il comparto degli automezzi, nel quale la produzione di motori ed ingranaggi rappresenta circa il 90% delle esportazioni.

In ogni caso, le risorse principali dell’Austria sono rappresentate tuttora dalla presenza di una forza lavoro ben qualificata e da ottime relazioni sindacali, anche grazie alle quali è stato possibile contenere le pressioni salariali.

L’Austria è un Paese molto industrializzato con un’economia di mercato diversificata e molto evoluta, grazie alla quale presenta standard di vita elevati. Ha, inoltre, stretti rapporti economici commerciali con tutti i Paesi dell’UE, verso i quali sono diretti i 2/3 delle esportazioni austriache, in particolare con la Germania.

Trasferirsi in Austria: normativa societaria

La Legge n. 304/1996, entrata in vigore il 1° luglio 1996, ha profondamente modificato il diritto societario austriaco, in attuazione delle Direttive dell’UE in materia.

Si riportano qui di seguito le forme societarie più comuni in Austria:

  • Aktiengesellschaft (AG), società per azioni;
  • Gesellschaft mit beschränkter Haftung (GmbH), società a responsabilità limitata;
  • Kommanditgesellschaft (KG), società in accomandita semplice;
  • Offene Handelsgesellschaft (OHG), società in nome collettivo;
  • Stille Gesellschaft (stGes), associazione in partecipazione;
  • Eingetragene Erwerbsgesellschaft (EEG), società a scopo di lucro registrata;
  • Gesellschaft bürgerlichen Rechts (GesBr) società di diritto privato;
  • Genossenschaft, cooperativa;
  • Stiftung, fondazione;
  • Verein, associazione.

Gli stranieri possono liberamente costituire ditte, ricoprire posizioni dirigenziali e anche acquisire aziende. Il diritto societario austriaco offre l’opportunità di scegliere fra diverse forme costitutive che, grazie alle loro caratteristiche specifiche, sono in grado di rispondere alle esigenze fiscali e di responsabilità giuridica delle singole imprese. In linea di massima, si distingue tra società di capitali e società di persone.

La forma più diffusa nella pratica è la società a responsabilità limitata (GmbH).

Società di capitali

Società per azioni (AG)

La disciplina legale delle società per azioni è contenuta nella legge sulle società per azioni (Aktiengesetz) del 1965 e successivi emendamenti.

La AG (simile ad una S.p.A. italiana) viene costituita con atto notarile da uno o più fondatori. I fondatori, come tutti i futuri azionisti, possono essere austriaci o
stranieri, persone fisiche o giuridiche. Comunque, per la costituzione sono possibili due forme: la costituzione simultanea (Einheitsgründung o Simultangründung) e la costituzione successiva (Stufengründung o Sukzessivgründung).

Nel primo caso i soci fondatori diventano titolari di tutte le azioni, mentre nel secondo caso vengono offerte azioni al pubblico già nella fase costitutiva. Quest’ultima forma di costituzione è comunque molto poco utilizzata.

La società può dirsi costituita a tutti gli effetti con l’avvenuta iscrizione (con atto notarile registrato), a pena di nullità al Registro delle imprese.

Il capitale sociale minimo della AG ammonta a €. 70.000 di cui almeno un quarto deve essere versato all’atto della costituzione.

Società a responsabilità limitata (GmbH)

La GmbH viene costituita da uno o più soci tramite atto notarile e può dirsi validamente costituita con l’iscrizione della stessa nel Registro delle imprese.

Nel caso in cui la società venga costituita da un unico socio, al posto del contratto sociale, di cui sopra, sarà rilasciata (sempre tramite atto notarile) una dichiarazione di costituzione.

All’atto di tale iscrizione anche i soci vengono registrati nel pubblico Registro, soci i quali possono essere anche stranieri, persone fisiche o giuridiche con residenza o sede anche all’estero.

La S.r.l. (GmbH) austriaca può essere definita come una società di capitali con personalità giuridica i cui soci non rispondono degli obblighi della società.

La GmbH è la forma societaria più diffusa in Austria, soprattutto per le piccole e medie imprese.

Trasferirsi in Austria: fiscalità

Dopo aver visto gli aspetti economici legati all’Austria, vediamo adesso quali sono i principali dati relativi al sistema fiscale attualmente vigente, che possono essere utili per trasferirsi in Austria.

Normativa sugli investimenti esteri

Per chi vuole trasferirsi in Austria è interessante conoscere qual’è la normativa fiscale che regola gli investimenti effettuati da soggetti esteri. Infatti, fino a quando non riuscirete ad ottenere il trasferimento di residenza fiscale, i vostri investimenti saranno considerati come effettuati da un soggetto estero.

Attività imprenditoriali svolte da soggetti esteri

In Austria non vi sono leggi particolari per le imprese a totale o parziale compartecipazione straniera.

Queste ultime sono equiparate alle imprese locali e pertanto soggette alla stessa normativa in vigore per le ditte austriache in materia sia di costituzione societaria che di esercizio di attività imprenditoriali.

Per quanto concerne queste ultime giova ricordare la normativa in vigore per l’apertura di un’attività in Austria applicabile pertanto anche nei confronti di privati e/o aziende straniere.

Restrizioni ed incentivi a investimenti esteri

Uno dei principi fondamentali della politica economica austriaca è il mantenimento del massimo livello possibile di occupazione e la creazione di nuovi posti di lavoro.

Per tale motivo le restrizioni all’investimento sono praticamente nulle, le poche esistenti sono del tutto limitate alla condizione di reciprocità tra i singoli stati del mondo e l’Austria, per cui l’eventuale divieto o limitazione di investimento (titolarità di immobili, partecipazione a società e amministrazione di beni o imprese) subito da un operatore austriaco nel dato Paese estero è controbilanciata dal medesimo trattamento in Austria.

Questo è uno dei motivi per cui può essere conveniente trasferirsi in Austria. Allo scopo di incentivare l’investimento estero, il governo federale e le autorità regionali (“Länder“) hanno istituito una serie di incentivi per indurre gli imprenditori esteri ad investire in Austria.

Si tratta per lo più di contributi pubblici che coprono parte dei costi del progetto d’investimento (crediti a tasso agevolato fino al 75% dell’investimento, contributi agli interessi, agevolazioni fiscali con possibilità di ammortamenti straordinari, sovvenzioni per la formazione professionale del personale, ecc.).

Non vi sono invece incentivi sotto forma di differenze nella tassazione tra i vari “Länder” austriaci.

Gli organismi principali per la promozione degli investimenti in Austria sono rappresentati dall’ABA (Austrian Business Agency), agenzia che per conto del governo austriaco fornisce assistenza e consulenza nel campo degli insediamenti industriali e, per quanto concerne l’aspetto finanziario, dall’Austria Wirtschaftsservice GesmbH, ente principale per l’amministrazione a livello centrale dei vari tipi di agevolazioni all’investimento.

Imposta sulle società

Le società di capitali con sede, legale o amministrativa, in Austria sono soggette all’imposta sulle società per i redditi ovunque prodotti (“Körperschaftssteuer“).

Le società non residenti ed in particolare le stabili organizzazioni di società estere sono soggette a tale imposta, con aliquota del 25%, ma solo per il reddito prodotto in Austria.

La base imponibile è costituita da tutti i redditi che consistano in profitti commerciali, dividendi, interessi, canoni ecc., se conseguiti nell’anno solare, con la deduzione di tutti gli oneri e le spese attinenti l’esercizio dell’impresa (stipendi, interessi passivi pagati, diritti di licenza, ammortamenti etc.).

I dividendi provenienti da partecipazioni al capitale di società austriache oppure da partecipazioni al capitale di società estere in misura superiore al 10% non rientrano nel reddito imponibile.

Non rientrano altresì nel reddito imponibile certi redditi di capitale, come depositi bancari presso banche austriache, obbligazioni in scellini posteriori al 1993 etc., che peraltro sono sottoposti alla ritenuta alla fonte del 25%.

Le perdite di un esercizio possono essere portate in deduzione del reddito degli esercizi successivi. L’aliquota d’imposta è unica e ammonta al 25% del reddito imponibile.

Il periodo d’imposta è basato sull’anno solare. La dichiarazione dei redditi va presentata entro il 31 marzo e ad essa vanno allegati il bilancio, la relativa delibera d’approvazione, una copia della certificazione di bilancio e un prospetto di raccordo tra bilancio e dichiarazione.

Dal 1994 è stata introdotta per le società con sede o amministrazione in Austria una minimum tax annuale. La differenza tra minimum tax pagata e l’importo effettivamente dovuto viene trattenuta come acconto d’imposta per gli anni successivi.

Ritenuta sui dividendi

Come regola generale, vi è un’esenzione da ritenute per i dividendi distribuiti da società di capitali austriaca a società di capitali italiana, o europea, se sussistono i seguenti requisiti:

  • Il socio sia una società che possiede una quota partecipativa di almeno il 10%;
  • La partecipazione sia detenuta da almeno un anno.

L’esenzione per i dividendi percepiti da società di capitali austriaca provenienti da società di capitali estere soddisfa invece a requisiti più liberi, perché in tal caso la disciplina fiscale austriaca non fa distinzione tra società estere aventi sede nella UE e al di fuori della UE.

Infatti, le distribuzioni percepite non vengono tassate se la società è austriaca. L’esenzione locale è invece esclusa se la società estera percepisce solo redditi passivi, ossia da interessi o da affitti di beni mobili, e la tassazione che subisce nel Paese di origine sia inferiore al 15%.

Tali elementi debbono sussistere contestualmente per escludere la tassazione.

Se, poi, il percettore dell’utile è una persona fisica, e non una società, l’utile distribuito subisce una ritenuta in Austria del 25% a titolo definitivo.

Nel caso della persona fisica, può, però, trovare applicazione la Convenzione contro le doppie imposizioni tra Austria ed Italia la quale prevede una riduzione della ritenuta al 15%, previa presentazione di un certificato attestante la residenza fiscale in Italia.

Il reddito della persona fisica (socio di società austriaca), una volta assoggettato a ritenuta, è poi inviato, per la tassazione, in Italia.

Imposta sul reddito delle persone fisiche

Soggetti passivi di tale imposta sono i lavoratori, anche esteri, con residenza o domicilio in Austria. Fra i redditi da prendere in considerazione ai fini dell’imposta si segnalano i seguenti tipi: redditi fondiari, da lavoro autonomo, da attività commerciale, da lavoro dipendente, da locazione, da capitale (eccezion fatta per quelli tassati con ritenuta alla fonte nella misura del 25%).

Per periodi di permanenza in Austria inferiori ai 180 giorni all’anno, i lavoratori di cittadinanza non austriaca pagano le rispettive imposte nei loro Paesi di residenza. Il domicilio viene stabilito comunque nel caso in cui una persona rimanga in Austria per più di 180 giorni all’anno.

Vediamo gli scaglioni di reddito nella seguente tabella.

Imposta sul valore aggiunto

L’aliquota normale che si applica per la maggior parte delle prestazioni di beni o servizi è in generale del 20%. Trasferirsi in Austria, solo da questo punto di vista, comporta il pagamento di imposte sui consumi inferiori rispetto all’Italia.

Il sistema austriaco dell’Iva corrisponde, in linea di massima, a quello italiano e sin dal 1° gennaio 1995 per i rapporti bilaterali tra imprenditori italiani e austriaci sono da osservare le regole UE.

La liquidazione delle imposte a saldo avviene per atto dell’Amministrazione finanziaria e sono da corrispondere entro un mese dalla liquidazione.

Per le imposte dirette vengono previsti degli acconti da corrispondersi trimestralmente e si basano sull’ultima liquidazione d’imposta, maggiorati di un 4%.

È possibile richiedere la riduzione degli acconti entro il 30 settembre dell’anno cui gli stessi acconti fanno riferimento.

Le liquidazioni periodiche Iva devono avvenire entro il 15 del secondo mese successivo al periodo cui si riferiscono. Entro tale termine deve essere versata anche l’imposta. In caso di un credito d’Iva il rimborso può essere richiesto subito ed avviene in poche settimane da parte dell’Amministrazione finanziaria.

Imposte immobiliari

Trasferirsi in Austria può essere conveniente anche se si vuole avviare un’attività di locazione o immobiliare. Gli immobili, se non sono locati, non producono reddito, quindi non sono previste imposte dirette da pagare su immobili sfitti.

Per la cessione di un immobile, che non costituisce abitazione principale, vi è sempre una tassazione nella misura del 25% della plusvalenza generata dalla vendita. In sostanza quindi il 25% della differenza tra prezzo di vendita e spese sostenute per l’acquisto dell’immobile costituisce l’imposta da versare.

L’acquisto di immobili è soggetto ad un’imposta fondiaria pari al 3,5% del valore della compravendita. A tale imposta si deve aggiungere un 1,1% di diritti per l’iscrizione della proprietà nel libro fondiario.

Sussiste anche una minima imposta fondiaria calcolata sulla base di un valore (Einheitswert) assimilabile alla rendita catastale italiana.

Tasse di registrazione

Numerose documentazioni e transazioni sono soggette a tassazione.

Le tasse sui documenti vengono pagate mediante l’applicazione di marche da bollo (Stempelmarken).

I negozi giuridici sono di regola soggetti a tassazione solo se è necessaria la forma scritta.

I nostri consigli

Quello che hai letto è un report che può aiutarti a capire come funziona da un punto di vista economico e fiscale l’Austria. Sicuramente, da solo questo report non può farti prendere una decisione.

Sicuramente trasferirsi in Austria è conveniente sia per chi vuole dedicarsi ad un’attività di lavoro dipendente o autonomo, ma anche per chi punta su attività di locazione o immobiliari.

Trasferirsi all’estero, in questo caso trasferirsi in Austria è una procedura che non deve essere sottovalutata. Una volta definito il Paese ove ci si vuole trasferire è necessario prendere in considerazione l’ausilio di un consulente esperto in questo tipo di aspetti.

Ricevere un’accertamento fiscale, se non si effettuano prima i giusti accorgimenti, è quasi inevitabile.

Per questo se hai dubbi e vuoi chiedere la nostra consulenza ed esporci il tuo caso concreto contattaci attraverso l’apposito servizio di consulenza fiscale online.

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