Spese sanitarie: guida alla detrazione fiscale

Condivisioni

Quali sono le principali tipologie di spese sanitarie detraibili nel modello Redditi e nel modello 730/2017? Quali sono i documenti da conservare e quali sono le modalità operative per effettuare il calcolo della detrazione fiscale del 19%? La detrazione per spese mediche di familiari a carico, per patologie esenti, per persone con disabilità, spese per acquisto di cani guida, e la rateazione della detrazione per spese sanitarie.

In questo contributo andremo ad analizzare una delle detrazioni fiscali maggiormente sfruttate dagli italiani, ovvero la detrazione fiscale del 19% legata al sostenimento di spese sanitarie.

Ai sensi dell’articolo 15, comma 1, lett. c), del DPR n. 917/86, è possibile detrarre dall’imposta lorda (Irpef) un importo pari al 19 per cento delle spese sanitarie per la parte che eccede  €. 129,11. Dette spese sono costituite esclusivamente dalle spese mediche e di assistenza specifica, diverse da quelle indicate nell’articolo 10, comma 1, lettera b), del DPR n. 917/86, e dalle spese chirurgiche, per prestazioni specialistiche e per protesi dentarie e sanitarie in genere.

Tali spese, ai sensi del successivo comma 2, sono detraibili anche se sostenute nell’interesse di familiari fiscalmente a carico. Ai sensi del citato comma 2 sono, inoltre, detraibili le spese sanitarie sostenute nell’interesse di familiari affetti da patologie che danno diritto all’esenzione dal ticket sanitario, anche se non fiscalmente a carico.

Tale beneficio spetta con riferimento alle sole spese correlate alle suddette patologie, limitatamente all’importo massimo annuo di €. 6.197,48 e per la sola parte di spesa che non trova capienza nell’Irpef dovuta dal soggetto malato (Circolare 20.04.2005 n. 15, risposta 5).

Le spese sanitarie danno diritto alla detrazione d’imposta a prescindere dal luogo o dal fine per il quale vengono effettuate (Circolare 03.05.1996, n. 108, risposta 2.4.2). La distinzione tra spese mediche generiche e spese mediche specialistiche rileva al solo fine di stabilire quali spese siano deducibili, ai sensi dell’articolo 10 del DPR n. 917/86, per i portatori di handicap.

Vediamo, di seguito, tutte le informazioni utili per usufruire nel modo corretto della detrazione fiscale per le spese sanitarie.

Spese sanitarie detraibili

Le spese sanitarie per le quali la detrazione d’imposta spetta nella misura del 19 per cento, limitatamente all’ammontare che eccede complessivamente €. 129,11, sono quelle sostenute per:

  • Prestazioni rese da un medico generico (comprese quelle di medicina omeopatica);
  • Acquisto di medicinali da banco e/o con ricetta medica (anche omeopatici);
  • Prestazioni specialistiche;
  • Analisi, indagini radioscopiche, ricerche e applicazioni, terapie;
  • Prestazioni chirurgiche;
  • Ricoveri per degenze o collegati ad interventi chirurgici;
  • Trapianto di organi;
  • Cure termali (escluse le spese di viaggio e soggiorno);
  • Acquisto o affitto di dispositivi medici/attrezzature sanitarie, comprese le protesi sanitarie;
  • Assistenza infermieristica e riabilitativa (es: fisioterapia, kinesiterapia, laserterapia, ecc.);
  • Prestazioni rese da personale in possesso della qualifica professionale di addetto all’assistenza di base o di operatore tecnico assistenziale esclusivamente dedicato all’assistenza diretta della persona;
  • Prestazioni rese da personale di coordinamento delle attività assistenziali di nucleo;
  • Prestazioni rese da personale con la qualifica di educatore professionale;
  • Prestazioni rese da personale qualificato addetto ad attività di animazione e/o di terapia occupazionale.

Requisiti per la detrazione

Affinché una spesa sanitaria sia deducibile dal reddito imponibile Irpef occorre che vengano rispettate alcune condizioni, tra cui è possibile evidenziare le seguenti:

  • La fattispecie deve rientrare tra quelle previste dalla legge; infatti, esiste una elencazione tassativa delle spese detraibili o deducibili;
  • Il contribuente deve avere effettivamente sostenuto la spesa nel corso dell’anno d’imposta, in applicazione del principio di cassa e questa deve essere rimasta a suo carico. Su tale ultimo aspetto, come si dirà meglio in seguito, va ricordato che alcune spese possono essere deducibili anche se sostenute nell’interesse di persone fiscalmente a carico del contribuente;
  • La spesa deve risultare da apposita documentazione (fattura, ricevuta, ecc.).

Se le spese sopraelencate sono state sostenute nell’ambito del Servizio Sanitario Nazionale la detrazione compete per l’importo del ticket pagato.

Le spese mediche intestate al genitore e sostenute per il figlio, che nel corso dell’anno ha percepito redditi superiori al limite previsto per essere considerato a carico, non danno diritto alla detrazione né alla persona che ha sostenuto l’onere, né alla persona che ha beneficiato della prestazione (Circolare 14.06.2001 n. 55, risposta 1.2.4).

Tra le spese sanitarie detraibili rientrano anche quelle relative ad una persona deceduta, se sostenute dagli eredi dopo il suo decesso, anche se non era un familiare fiscalmente a carico. Se le spese sono state sostenute da più eredi, ognuno di essi beneficerà della detrazione sulla quota di spesa effettivamente sostenuta (Circolare 01.06.1999 n.122, risposta 1.1.4).

Detrazione Irpef per spese sanitarie

Nel modello 730 devono essere dichiarate, nei Righi E1 a E3 una serie di spese sanitarie detraibili sostenute dal contribuente, senza alcun abbattimento. Invece, nel Rigo E4 vanno indicate le spese sostenute per l’acquisto di veicoli per disabili.

Le spese detraibili sono molteplici e le regole per la detrazione variano da caso a caso. Volendo sintetizzare, per applicare la detrazione del 19% occorre distinguere tra:

  1. Spese sostenute dal contribuente nell’interesse proprio o dei familiari fiscalmente a carico per: prestazioni chirurgiche; analisi, indagini radioscopiche, ricerche e applicazioni; prestazioni specialistiche; acquisto o affitto di protesi sanitarie; prestazioni rese da un medico generico (comprese le prestazioni rese per visite e cure di medicina omeopatica); ricoveri collegati ad una operazione chirurgica o degenze. In caso di ricovero di un anziano in un istituto di assistenza e ricovero la detrazione non spetta per le spese relative alla retta di ricovero e di assistenza, ma solo per le spese mediche che devono essere separatamente indicate nella documentazione rilasciata dall’Istituto; acquisto di medicinali; spese relative all’acquisto o all’affitto di attrezzature sanitarie (apparecchio per aerosol o per la misurazione della pressione sanguigna); spese relative al trapianto di organi; importi dei ticket pagati se le spese sopraelencate sono state sostenute nell’ambito del Servizio sanitario nazionale; assistenza infermieristica e riabilitativa (es: fisioterapia, kinesiterapia, laserterapia ecc.); prestazioni rese da personale in possesso della qualifica professionale di addetto all’assistenza di base o di operatore tecnico assistenziale esclusivamente dedicato all’assistenza diretta della persona; prestazioni rese da personale di coordinamento delle attività assistenziali di nucleo; prestazioni rese da personale con la qualifica di educatore professionale; prestazioni rese da personale qualificato addetto ad attività di animazione e/o di terapia occupazionale. La detrazione si applica sugli importi eccedenti  €. 129,11.
  2. Spese sanitarie sostenute per familiari non a carico, affetti da patologie esenti dalla partecipazione alla spesa sanitaria pubblica, la cui detrazione non ha trovato capienza nell’imposta lorda da questi dovuta.  L’ammontare massimo delle spese su cui calcolare la detrazione è complessivamente di €. 6.197,48; l’importo di tali spese deve essere ridotto della franchigia di €. 129,11, anche se la stessa è stata già applicata dal familiare.

Documentazione della spesa

Per ogni diversa tipologia di spesa sanitaria vi è una particolare documentazione che deve essere conservata per poter beneficiare della detrazione fiscale. Vediamo quali sono i vari documenti validi fiscalmente.

Acquisto di medicinali

La detrazione spetta se la spesa è certificata da fattura o da scontrino fiscale (c.d. “scontrino parlante”) in cui devono essere specificati la natura, la qualità e la quantità dei prodotti acquistati nonché il codice fiscale del destinatario.

In particolare la “qualità” (denominazione) del farmaco potrà essere indicata con il numero di autorizzazione all’immissione in commercio (Codice AIC) anziché con la denominazione specifica del medicinale. Sempre in tema di certificazione degli acquisti di medicinali, con la Risoluzione n. 10/E/2010 è stato ribadito che:

  • Non è più necessario conservare la prescrizione medica;
  • Per l’indicazione della natura è sufficiente che il documento di spesa rechi la dizione generica di “farmaco” o di “medicinale” oppure la natura del prodotto attraverso sigle, abbreviazioni o terminologie chiaramente riferibili ai farmaci, quali, ad esempio, la dicitura “omeopatico”, “ticket”, ovvero sigle SOP (senza obbligo di prescrizione) e OTC (medicinali da banco);
  • Per le preparazioni galeniche, l’indicazione della natura del prodotto venduto può essere del tipo “farmaco” o di “medicinale” e la qualità dello stesso può essere indicata con la dizione “preparazione galenica”;
  • Le abbreviazioni “med.” o “f.co.” equivalgono alla menzione per esteso dei termini medicinale e farmaco. Inoltre, con la circolare 13 maggio 2011, n. 20/E è stato chiarito che la generica dicitura “dispositivo medico” sullo scontrino fiscale non consente la detrazione della relativa spesa. Comunque, per i dispositivi medici il contribuente ha diritto alla detrazione qualora:
  • Dallo scontrino o dalla fattura appositamente richiesta risulti il soggetto che sostiene la spesa e la descrizione del dispositivo medico;
  • E’ in grado di comprovare per ciascuna tipologia di prodotto per il quale si chiede la detrazione che la spesa sia stata sostenuta per dispositivi medici contrassegnati dalla marcatura CE che ne attesti la conformità alle direttive europee 93/42/CEE, 90/385/CEE e 98/79/CE; per i dispositivi medici compresi nell’elenco, ovviamente, il contribuente non ha necessità di verificare che il dispositivo stesso risulti nella categoria di prodotti che rientrano nella definizione di dispositivi medici detraibili ed è, quindi, sufficiente conservare (per ciascuna tipologia di prodotto) la sola documentazione dalla quale risulti che il prodotto acquistato ha la marcatura CE.

Acquisto di protesi

Oltre alle relative fatture, ricevute o quietanze, è necessaria anche la prescrizione del medico curante, salvo che si tratti di attività svolte, in base alla specifica disciplina, da esercenti arti ausiliarie della professione sanitaria abilitati a intrattenere rapporti diretti con il paziente.

In questo caso, ove la fattura, ricevuta o quietanza non sia rilasciata direttamente dall’esercente l’arte ausiliaria, il medesimo deve attestare sul documento di spesa di aver eseguito la prestazione.

Anche in questa ipotesi, in alternativa alla prescrizione medica, il contribuente può rendere a richiesta degli uffici, un’autocertificazione, la cui sottoscrizione può non essere autenticata se accompagnata da copia fotostatica del documento di identità del sottoscrittore (da conservare unitamente alle predette fatture, ricevute e quietanze e da esibire o trasmettere a richiesta degli uffici dell’Agenzia delle entrate), per attestare la necessità per il contribuente o per i familiari a carico, e la causa per la quale è stata acquistata la protesi.

Sussidi tecnici e informatici

Oltre alle relative fatture, ricevute o quietanze, occorre acquisire e conservare anche una certificazione del medico curante che attesti che quel sussidio tecnico e informatico è volto a facilitare l’autosufficienza e la possibilità di integrazione del soggetto riconosciuto disabile ai sensi dell’art. 3 Legge n. 104/1992.

Spese sanitarie oggetto di rimborso

Per poter esercitare il diritto alla detrazione di spese sanitarie è necessario che le stesse siano state effettivamente sostenute e quindi rimaste a carico del contribuente. Si considerano rimaste a carico anche le spese sanitarie rimborsate:

  • Per effetto di premi di assicurazioni sanitarie versati dal contribuente;
  • A fronte di assicurazioni sanitarie stipulate dal sostituto d’imposta o pagate dallo stesso con o senza trattenuta a carico del dipendente. La presenza di eventuali premi pagati dal sostituto o dal dipendente per tali assicurazioni è segnalata al punto 444 della CU 2017.

In queste ipotesi la detrazione delle spese è comunque riconosciuta, anche a fronte di un rimborso assicurativo, in quanto i premi versati non hanno determinato alcun beneficio fiscale in termini di detrazione d’imposta o di esclusione dal reddito.

Non si considerano invece rimaste a carico del contribuente:

  • Le spese, nel caso di danni arrecati alla persona da terzi, risarcite dal danneggiante o da altri per suo conto;
  • Le spese rimborsate a fronte di contributi per assistenza sanitaria versati dal sostituto d’imposta o dallo stesso contribuente ad enti e casse aventi esclusivamente fine assistenziale in conformità a disposizioni di contratti o di accordi o di regolamenti aziendali che, fino ad un importo di euro 3.615,20, non hanno concorso a formare il reddito imponibile. I contributi sono riportati al punto 441 della CU 2017. In questi casi è comunque ammessa in detrazione la differenza tra la spesa sostenuta e la quota rimborsata.

Nelle ipotesi in cui i contributi versati risultino di ammontare superiore all’importo di euro 3.615,20, è possibile portare in detrazione, oltre alla somma non rimborsata, anche una quota parte di quella rimborsata calcolata sulla base della percentuale risultante dal rapporto tra i contributi versati in eccedenza (rispetto al suddetto limite di euro 3.615,20) e il totale dei contributi versati (Circolare 01.06.1999 n. 122, risposta 1.1.2 e la Circolare 12.06.2002 n. 50, risposta 6.1). La presenza di tali contributi versati in misura eccedente è desumibile dal punto 442 della CU 2017.

Esempio spese sanitarie rimborsate

Importo dei contributi versati € 5.000,00
Spese mediche sostenute € 10.000,00
Spese rimborsate € 8.000,00
Spese ammesse in detrazione:

  • Importo non rimborsato dalla cassa sanitaria € 2.000,00 (10.000,00 – 8.000,00)
  • Quota detraibile spese rimborsate € 2.216,00 (*)

Totale spese ammesse in detrazione € 4.216,00

(*) eccedenza dei contributi versati rispetto al limite massimo (5.000,00 – 3.615,20) = € 1.384,80
1.384,80/5.000,00 (importo complessivo contributi versati)=27,70 %
27,70% x 8.000 = € 2.216,00

Ovviamente in queste ipotesi la detrazione viene riconosciuta, solo nei limiti sopra evidenziati, in quanto i contributi versati hanno già determinato un beneficio fiscale, essendo già stati esclusi dal reddito di lavoro dipendente dal datore di lavoro.

Analogo principio vale anche nel caso di contributi deducibili in quanto versati dal pensionato a Casse di assistenza sanitaria istituite da appositi accordi collettivi, che prevedono la possibilità per gli ex lavoratori di rimanervi iscritti anche dopo la cessazione del rapporto di lavoro, continuando a corrispondere in proprio il contributo previsto, anche per i familiari fiscalmente non a carico, senza alcun onere per il datore di lavoro (Risoluzione 11.07.2008 n. 293; Risoluzione 02.08.2016 n. 65) (cfr. paragrafo Altri oneri deducibili – rigo E 26, codice 13).

Le spese rimborsate dal “Fondo di Previdenza per il personale del Ministero delle Finanze” non sono detraibili in quanto le entrate che alimentano tale fondo derivano da trattenute sulle vincite al gioco del lotto, da donazioni e liberalità, e quindi non concorrono alla formazione del reddito degli iscritti (Risoluzione 8.03.2007 n. 35).

Franchigia di €. 129,11

Le spese sanitarie indicate nei Righi E1 e E2 del Mod. 730 concorrono alla determinazione della detrazione del 19% solo per l’importo che eccede €. 129,11. La franchigia viene applicata dal soggetto che presta assistenza fiscale (quindi il contribuente nei suddetti Righi indica l’importo totale delle spese) che, operativamente, utilizza tale importo nel seguente ordine:

  • Nella Colonna 2 del Rigo E1;
  • Nel Rigo E2;
  • Nella Colonna 1 del Rigo E1.

Rateazione delle spese sanitarie

Le detrazioni indicate nei Righi E1, E2 ed E3 possono essere ripartite in quattro quote annuali di pari importo se l’ammontare complessivo delle spese sostenute nell’anno è superiore a €. 15.493,71 (ammontare che prescinde dalla considerazione della franchigia di €. 129,11 – vedi circolare 3 gennaio 2001, n. 1/E).

Spese sanitarie sostenute all’estero

Le spese mediche sostenute all’estero sono soggette allo stesso regime di quelle analoghe sostenute in Italia; anche per queste deve essere conservata a cura del dichiarante la documentazione debitamente quietanzata.

Con la circolare n. 34/E/2008 è stato chiarito che dalla documentazione attestante le spese sanitarie sostenute all’estero si devono poter ricavare le stesse informazioni ricavabili da quelle sostenute in Italia (quindi, natura, qualità e quantità dei prodotti acquistati e codice fiscale del destinatario).

Se tali informazioni mancano, si potrà indicare il codice fiscale a mano, mentre le altre informazioni devono risultare da una documentazione rilasciata dal farmacista. Le spese relative al trasferimento e al soggiorno all’estero sia pure per motivi di salute non possono essere computate tra quelle che danno diritto alla detrazione in quanto non sono spese sanitarie.

In merito alla documentazione si precisa che, qualora la stessa sia redatta in lingua originale, è necessario allegare una traduzione in italiano. In caso di documentazione in inglese, francese, tedesco e spagnolo, la traduzione può essere eseguita a cura del contribuente e dallo stesso sottoscritta; diversamente, se la documentazione è redatta in un’altra lingua, la stessa va corredata da una traduzione giurata. Per i contribuenti aventi domicilio in Val d’Aosta e nella provincia di Bolzano, non è necessaria la traduzione qualora la documentazione sia scritta in francese o in tedesco.

Nel caso di spese sostenute in valuta estera il cambio di conversione è dato, se il contribuente è in grado di provarlo, da quello effettivamente applicato per il pagamento della spesa; in caso contrario il contribuente dovrà applicare il tasso ufficiale di cambio nel mese in cui la spese è stata sostenuta.

Spese sanitarie per disabili

La detrazione spetta per le spese riguardanti i mezzi necessari all’accompagnamento, alla deambulazione, alla locomozione e al sollevamento e per sussidi tecnici e informatici rivolti a facilitare l’autosufficienza e le possibilità di integrazione delle persone con disabilità.

Sono considerate persone con disabilità, ai sensi dell’art. 3 della legge n. 104 del 1992, coloro che presentano una minorazione fisica, psichica o sensoriale, stabilizzata o progressiva, che è causa di difficoltà di apprendimento, di relazione o di integrazione lavorativa e tale da determinare un processo di svantaggio sociale o di emarginazione e che per tali motivi hanno ottenuto il riconoscimento dalla Commissione medica, istituita ai sensi dell’art. 4 della legge n. 104 del 1992, o da altre commissioni mediche pubbliche che hanno l’incarico di certificare l’invalidità civile, di lavoro, di guerra, ecc..

I grandi invalidi di guerra, di cui all’art. 14 del TU n. 915 del 1978, e le persone a essi equiparate, sono considerati portatori di handicap in situazione di gravità e non sono assoggettati agli accertamenti sanitari della Commissione medica istituita ai sensi dell’art. 4 della legge n. 104 del 1992. In questo caso è sufficiente presentare il provvedimento definitivo (decreto) di concessione della pensione privilegiata (art. 38 della legge n. 448 del 1998).

Per approfondire: “Guida alle agevolazioni fiscali per disabili

Spese sanitarie: casi risolti dall’Agenzia delle entrate

Di seguito alcuni casi relativi a particolari spese sanitarie la cui detraibilità o meno è stata risolta tramite chiarimenti da parte dell’Agenzia delle Entrate.

Dietisti e chiropratici

Spesa detraibile se le prestazioni sanitarie sono rese da soggetti diversi dai medici, la detrazione è ammissibile solo a condizione che le prestazioni stesse, oltre ad essere collegate alla cura di una patologia, siano rese da personale abilitato dalle autorità competenti in materia sanitaria (circolare 23 aprile 2010, n. 21/E , punto 4.6).

Podologo, dal fisioterapista e dal logopedista

Spesa detraibile purché siano state prescritte da un medico (circolare 1 luglio 2010, n. 39/E).  Tale interpretazione è stata poi  superata dalla Circolare 19/E del 1° giugno 2012 la quale ha previsto per le figure sanitarie elencate nel D.M. 29 marzo 2001, (podologo, fisioterapista, logopedista, ortottista, terapista della neuro e psicomotricità dell’età evolutiva, tecnico della riabilitazione psichiatrica, terapista occupazionale, educatore professionale) di poter beneficiare della detrazione Irpef anche senza la prescrizione medica. Tuttavia, ai fini della detrazione, dal documento di certificazione del corrispettivo rilasciato dal professionista sanitario dovranno risultare la relativa figura professionale e la descrizione della prestazione sanitaria resa.

Ausili per incontinenti

Spesa detraibile. Per documentare la spesa è necessario lo scontrino fiscale emesso dal rivenditore commerciale, che deve necessariamente contenere la descrizione del prodotto acquistato, e in ogni caso, in alternativa, la prescrizione del medico oppure un’autocertificazione attestante la necessità per la quale è stato acquistato l’ausilio (Circolare 18 maggio 2006, n. 17/E).

Materassi

Spesa detraibile, ma solo per l’acquisto di materassi che presentino le caratteristiche tipologiche individuate dal D.M. n. 332/1999 come idonee a consentire la riconduzione alla categoria dei materassi antidecubito (Risoluzione 26 gennaio 2007, n. 11/E).

Magnetoterapia e fisiokinesiterapia

Spesa detraibile, se rientrano nella classificazione nazionale dei dispositivi medici (Risoluzione 29 settembre 2009, n. 253/E).

Parrucche

Spesa detraibile, se servono a sopperire un danno estetico conseguente ad una patologia (ad esempio in caso di cure chemioterapiche) e ad alleviare una condizione di grave disagio psicologico nelle relazioni di vita quotidiana (Risoluzione 16 febbraio 2010, n. 9/E).

Integratori alimentari

Spesa non detraibile, anche se assunti a scopo terapeutico su prescrizione di un medico specialista (Risoluzione 20 giugno 2008, n. 256/E).

Psicologi e psicoterapeuti

Spesa detraibile, in quanto equiparabile alle prestazioni sanitarie rese da un medico, potendo i cittadini avvalersi di tali prestazioni anche senza prescrizione medica: pertanto è possibile ammettere alla detrazione per spese mediche le prestazioni sanitarie rese da psicologi e psicoterapeuti per finalità terapeutiche senza prescrizione medica (Circolare 13 maggio 2011, n. 20/E).

Acquisto di occhiali

Spesa detraibile. Con particolare riferimento al caso della detrazione di spese sostenute per l’acquisto di occhiali certificate dall’emissione da parte dell’ottico del solo scontrino fiscale, con la Circolare n. 95/E del 12 maggio 2000, è stato sostenuto che detta spesa deve essere documentata oltre che dallo scontrino fiscale anche da un’attestazione dell’ottico dalla quale risulti che l’acquisto della protesi è necessaria a sopperire ad una patologia della vista del contribuente o dei suoi familiari a carico, esplicitamente escludendo la possibilità dei ricorrere ad una dichiarazione sostitutiva di atto notorio per giustificare l’acquisto. Nello stesso senso si è espressa la Circolare n. 55/E del 14 giugno 2001.

Osteopati

Spesa non detraibile. Sono invece detraibili le spese per prestazioni di osteopatia, riconducibili alle competenze sanitarie previste per le professioni sanitarie riconosciute, sono detraibili se rese da iscritti a dette professioni sanitarie (Circolare 21 maggio 2014, n. 11/E).

Biologi nutrizionisti

Spesa detraibile. Ai fini della detrazione, dal documento di certificazione del corrispettivo rilasciato dal biologo dovranno risultare la specifica attività professionale e la descrizione della prestazione sanitaria resa, mentre non è necessaria la prescrizione medica (Circolare n. 19/E/2012, par. 2.2).

La non necessità della prescrizione medica va correttamente vista nell’ottica della semplificazione degli adempimenti fiscali per i contribuenti, e non implica, né sul piano normativo, né sul piano del concreto esercizio delle professioni sanitarie, alcuna legittimazione allo svolgimento di attività sanitarie in difformità dalle disposizioni legislative e regolamentari che le disciplina (Circolare 21 maggio 2014, n. 11/E).

15 comments

  1. Buongiorno ho l’assicurazione sanitaria integrativa FASI i cui contributi vengono pagati interamente da me non avendo più un datore di lavoro. Da quel che ho letto posso portare in deduzione i contributi fino ad un massimo 3615,20 mentre per le spese rinborsate parzialmente posso portare in detrazione le somme che non sono state rinborsate, quindi la differenza tra quanto speso e rinborsato.
    E’ corretta la mia interpretazione ?
    Grazie

  2. Sono pensionato di un istituto di credito, con il quale avevamo un’assicurazione sanitaria esclusivamente per fini assistenziali (per grandi operazioni, analisi specialistiche, etc). Dopo essere andato in pensione ho continuato, insieme ad altri colleghi, a beneficiare della possibilità di rimborso spese mediche, in continuazione con quando eravamo in servizio, pagando un premio annuo, che andò a riportare al rigo E26 cod. 13.
    La mia domanda è:
    – i rimborsi ricevuti nel corso del 2016 vanno a defalcare l’importo delle spese mediche sostenute (Quadro E sez. I), oppure il totale rimborsato va indicato a parte (es. altri redditi soggetti a tassazione separata -quadro D sez. II) ?
    Grazie.

  3. Tramite il mio datore di lavoro ho sottoscritto l’estensione della polizza assicurativa sulla salute per i familiari non a carico pagando dei premi che hanno concorso a superare il limite di € 3615,20, certificati sulla CU al rigo 442, del 32%. La proporzione che ne consegue mi indicherebbe la possibilità di recuperare un ulteriore 32% sulle spese rimborsantemi dall’Ente.
    Posso recuperare lo stesso 32% anche sulle spese sostenute e rimborsate per i familiari non a carico? Chiarisco che tutti gli addebiti dei premi, così come i rimborsi sono stati effettuati dall’Ente sul mio conto corrente. Anche per le fatture/spese sostenute dai familiari.
    Grazie, saluti

  4. Buongiorno Le rifaccio la domanda per vedere se ho capito bene, per detrarre la fattura di una materasso a norma ce antidecubito porto in detrazione solo l’imponibile oppure tutto l’importo compreso l’iva del 22%. Grazie

  5. Salve, vorrei regalare a mia nonna, quindi non a carico, una poltrona elevabile certificata come presidio medico. Posso io beneficiare della detrazione fiscale con le dovute accortezze da chiarificare o l’acquisto deve essere fatto da mia nonna pur essendo pensionata e comunque beneficerà di tale agevolazione? Purtroppo non trovo chiaro quel passaggio. Ringrazio anticipatamente

    • Fiscomania

      La detrazione spetta al soggetto che ha sostenuto la spesa agevolata. Se acquista lei è lei che può dedurre, rispettando la documentazione necessaria alla detrazione.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Condivisioni