Voluntary Disclosure Bis: opportunità per l’emersione di capitali esteri

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Lo scambio automatico delle informazioni fiscali tra le Amministrazioni finanziarie coinvolgerà entro il 2018 un considerevole numero di giurisdizioni si sono obbligate allo scambio secondo i parametri “CRS” dell’OCSE. In questo contesto l’opportunità di far emergere attivi e capitali occultati all’estero (o estero vestiti) è da considerare attentamente anche al fine di evitare le pesanti conseguenze penali in caso di accertamento. Vediamo, quindi, in questi casi, quali sono le opportunità offerte dalla Voluntary Disclosure bis anche alla luce della Legge n. 225/2016 impone infatti un approfondito tax assesment sui contribuenti che hanno spostato all’estero la propria residenza fiscale. 

La nuova possibilità offerta ai contribuenti di utilizzare la procedura di collaborazione volontaria (c.d. “Voluntary Disclosure bis“) è stata riattivata dalla Legge n. 225/2016. Con la nuova procedura di Voluntary Disclosure si riapre la possibilità per il contribuente di fare emergere i capitali (e/o i redditi) che in passato sono stati occultati da tassazione e che sono detenuti all’estero o nel nostro Paese.

Come avvenuto anche per la precedente campagna di collaborazione volontaria la Voluntary Disclosure bis si basa principalmente sulla capacità di contribuenti e Amministrazione finanziaria di instaurare un dialogo e raggiungere un accordo sulla pretesa fiscale derivante dai capitali o redditi oggetto di emersione.

Con questo contributo non voglio andare a trattare in dettaglio la normativa, ma piuttosto di andare a concentrare l’attenzione, invece, riguardo ad alcune problematiche all’opportunità di trattare attraverso la collaborazione volontaria, ipotesi di esterovestizione o di interposizione internazionale e dunque il ritorno alla piena compliance di strutture offshore.

voluntary disclosure bis

In questa nuova edizione della Voluntary Disclosure, considerato il fatto che il panorama dei Paesi collaborativi è completamente mutato e vi è sempre più una crescente consapevolezza da parte degli operatori finanziari delle conseguenze negative del concorso con il contribuente infedele o evasore in ipotesi che sfociano nell’auto riciclaggio o nel riciclaggio internazionale, vi sarà una forte collaborazione di intermediari presenti in ogni parte del mondo.

Oggi affidarsi al segreto bancario non è più sufficiente a stare tranquilli, in qualsivoglia esotico paradiso fiscale. Per farvi meglio rendere conto di questo aspetto, ecco la lista dei Paesi che tra il 2017 e il 2018 effettueranno uno scambio di informazioni finanziarie con l’Italia.

Lista di Paesi collaborativi con l’Italia tra il 2017 e il 2018

Albania, Andorra, Anguilla, Argentina, Antigua e Barbuda, Aruba, Australia, Austria, Bahamas, Barbados, Belgio, Belize, Bermuda, Brasile, British Virgin Island, Brunei, Bulgaria, Canada, Cayman, Cile, Cina, Cook Islands, Colombia, Costa Rica, Croazia, Curacao, Cipro, Repubblica Ceca, Danimarca, Dominica, Estonia, Ghana, Grenada, Hong Kong (China), Isole Faroe, Indonesia, Israele, Finlandia, Francia, Germania, Giappone, Gibilterra, Grecia, Groenlandia, Guernsey, Ungheria, Islanda, India, Irlanda, Isola di Man, Italia, Jersey, Corea del Sud, Lettonia, Liechtenstein, Lituania, Lussemburgo, Malta, Messico, Montserrat, Paesi Bassi, Niue, Norvegia, Polonia, Portogallo, Romania, San Marino, Seychelles, Slovacchia, Slovenia, Sud Africa, Spagna, Svezia, Trinidad e Tobago, Turks e Caicos, Regno Unito Kuwait, Marshall Islands, Macao (Cina), Malesia, Mauritius, Monaco, Nuova Zelanda, Qatar, Russia, Saint Kitts e Nevis, Samoa, Saint Lucia, Saint Vincent e Grenadine, Arabia Saudita, Singapore, Saint Marten, Svizzera, Turchia, Emirati Arabi Uniti, Uruguay.

Voluntary Disclosure Bis

La Legge n. 225/2016 ripristina la possibilità per i contribuenti di regolarizzare le violazioni dichiarative (sia nazionali, che internazionali) commesse fino al termine del 30 settembre 2016 presentando un’istanza entro il 31 luglio 2017, più volte integrabile purché depositata in forma finale entro il 30 settembre 2017, data ultima anche per la trasmissione della relazione di accompagnamento e della documentazione di supporto.

Questi, schematicamente, sono gli adempimenti previsti per aderire alla Voluntary Disclosure bis, la quale è usufruibile da parte di tutti i contribuenti per i quali siano ancora pendenti i termini di accertamento coincidenti con la precedente versione, così che, in pratica, viene consentito anche a coloro i quali non abbiano potuto o voluto aderire alla prima versione della procedura, di ottenere i benefici previsti.

Sono regolarizzabili le violazioni degli obblighi di monitoraggio dal 2009 e quelle reddituali dal 2010 e, nel caso di raddoppio dei termini per attività localizzate in Paesi black list “senza accordo”, le violazioni del quadro RW dal 2004 e quelle reddituali dal 2006.

Per quanto riguarda i limiti di accesso alla procedura, la procedura si rende applicabile anche a coloro che:

  • In precedenza avevano fatto istanza solo nazionale, nonché consentire l’accesso nazionale a coloro che avevano barrato la sola casella internazionale;
  • Hanno usufruito della prima collaborazione, consentendo loro (senza sanzioni) di regolarizzare eventuali violazioni per le annualità successive a quelle oggetto di Voluntary Discolosure fino al 30 gennaio 2017.

Il Decreto è stato infine modificato con riferimento ai contanti e ai valori al portatore, inclusi beni mobili assimilabili (es. gioielli e collezioni), che si presumono costituiti da proventi sottratti a tassazione e conseguiti per quote costanti nell’annualità 2015 e nelle quattro precedenti. Il contribuente potrà presentare prova contraria.

Voluntary Disclosure Bis: presupposto soggettivo

La normativa di cui alla Legge n. 225/2016 consente, mediante apposita istanza, accesso ai benefici per le persone fisiche, gli enti non commerciali e le società semplici ed assimilate che detengono illecitamente patrimoni o attività finanziarie all’estero, direttamente o anche per interposta persona, in violazione degli obblighi di monitoraggio fiscale di cui al D.L. n. 167/1990.

Rimane, inoltre, la possibilità di aderire alla procedura nazionale per le persone fisiche, per le società ed altri enti anche con riferimento ad attivi detenuti in Italia. Non è possibile attivare la nuova procedura di Voluntary in presenza di cause ostative, ai sensi dell’articolo 5-quater del D.L. n. 167/1990, quando il contribuente ha avuto formale conoscenza di accessi, ispezioni, verifiche o dell’inizio di qualunque attività di accertamento amministrativo o procedimento penale, relativo all’ambito di applicazione della collaborazione volontaria. Analogamente l’istanza non avrà efficacia quando la formale conoscenza di quanto sopra sia verificata sul soggetto solidalmente responsabile con il contribuente o il soggetto concorrente nel reato del contribuente.

Interposizione o Esterovestizione

Nell’ambito della prima procedura di Voluntary Disclosure, si sono ravvisate molte possibilità di confronto con l’Amministrazione finanziaria in tema di interposizione fittizia di persona o di chiara esterovestizione di enti societari.

Si pensi in questo ultimo caso ad alcune particolari fattispecie di polizze assicurative (le c.d. Private Insurance) ma anche a trust utilizzati come se fossero dei mandati fiduciari.

In tale ambito deve essere vista positivamente l’inclusione nella Legge di una procedura finalizzata alla creazione di liste selettive di contribuenti che hanno dato evidenza del cambio di residenza fiscale attraverso l’iscrizione all’AIRE a partire dal 2010, incluso.

Il legislatore ha introdotto i novelli commi 17-bis e 17-ter all’articolo 83 del D.L. n. 212/2008, convertito con modificazioni dalla Legge n. 133/2008, che regola la collaborazione dei Comuni all’attività di accertamento dell’Agenzia delle Entrate. È stato dunque introdotto un obbligo per i Comuni di fornire l’elenco dei suddetti soggetti all’Amministrazione, che così potrà effettuare un approfondito tax assesment volto a colpire eventuali ipotesi di esterovestizione.

Non è da escludere che l’Amministrazione utilizzi tali informazioni anche per predisporre particolari richieste alle amministrazioni estere, alla luce dell’ampio network di Paesi collaborativi visti in precedenza.

Per approfondire: “Liste selettive AIRE per i controlli sui trasferimenti di residenza estera

Voluntary Disclosure Bis: presupposto oggettivo

L’ambito oggettivo di applicazione della procedura di Voluntary Disclosure bis è il medesimo rispetto a quello previsto dalla precedente opportunità.

In pratica viene concesso al contribuente, per il tramite del professionista, di presentare le istanze mirate a regolarizzare violazioni in tema di monitoraggio fiscale, ex D.L. n. 167/1990, e violazioni reddituali (per omessa o per infedele dichiarazione), anche per interposta persona o per il tramite di fiduciarie (ai fini delle Imposte sui redditi, dell’Imposta regionale sulle attività produttive, dell’Imposta sul valore aggiunto, nonché ai fini delle violazioni relative alle dichiarazioni del sostituto d’imposta).

Vantaggi della procedura

La nuova Voluntary Disclosure bis ha la stessa struttura vista nella sua precedente versione, inclusi i relativi benefici ai fini della riduzione delle sanzioni in ambito amministrativo e della esclusione delle sanzioni in ambito penale, limitatamente ai casi ivi previsti.

Inoltre, viene confermata la disapplicazione del raddoppio dei termini e delle sanzioni per la compilazione del quadro RW, ex articolo 12 del D.L. n. 78/2009, per le attività localizzate in Paesi black list che abbiano sottoscritto un accordo per lo scambio informativo con l’Italia (confermando l’impianto procedimentale del c.d. waiver, rilasciato dall’intermediario finanziario estero), il cui perimetro si è alquanto dilatato rispetto alla precedente versione (da capire la situazione di Panama il cui accordo per lo scambio di informazioni si è raggiunto qualche giorno dopo l’entrata in vigore del decreto, il 24 ottobre 2016).

Tra i nuovi Paesi “Black list con Accordo“, ai soli fini della Voluntary Disclosure bis, devono essere doverosamente ricordate le Isole del Canale (Jersey, Guernsey), l’Isola di Man, Hong Kong, le Cayman Islands, le Cook Islands, Gibilterra.

Autoliquidazione dell’imposta

La novità più importante di questa nuova procedura di collaborazione volontaria è sicuramente quella che prevede l’opzione per il contribuente di procedere all’autoliquidazione del carico fiscale derivante dall’istanza per la Voluntary Disclosure bis.

Il contribuente interessato a tale facoltà potrà versare integralmente l’imposta, o la prima delle tre rate mensili, entro il 30 settembre 2017. L’Amministrazione potrà valutare l’autoliquidazione, il versamento e l’intera istanza entro la fine del periodo fiscale 2018, con la facoltà, qualora non condivida l’autoliquidazione derivante, di contestare una specifica maggiorazione (dal 3 al 10% a seconda dei casi di legge) in ipotesi di saldo non sufficiente. È auspicabile che venga comunque concessa la possibilità di contraddittorio, per lo meno nei casi non minori.

La Legge prevede in effetti uno specifico regime agevolativo nei casi di autoliquidazione. Ciò si desume paragonando l’alternativo percorso già sperimentato con la precedente versione. L’autoliquidazione, nei fatti, assicura infatti le medesime riduzioni sanatorie proprie della Voluntary Disclosure, e cioè l’applicazione del 75% del minimo edittale, derivante dalla riduzione di un quarto, delle sanzioni in materia di Imposte sui redditi, Irap, Iva, Ivafe, Ivie, Imposte sostitutive e ritenute, e riduzione al 50% del minimo edittale delle sanzioni in materia di monitoraggio fiscale, derogando al caso ordinario che invece risulta un po’ più oneroso rispetto alla prima versione: l’85% per le violazioni reddituali e il 60% per quelle relative al monitoraggio (quadro RW) per i Paesi collaborativi e all’85% per gli altri casi.

In pratica chi non autoliquida trova un aggravio pari al 10% in aggiunta a quanto applicabile altrimenti.

TIPOLOGIA DI VDSANZIONIDIFFERENZA RISPETTO AL DOVUTOMAGGIORAZIONE
Ipotesi autoliquidazione corretta con versamento entro il 30 settembre 201750% del minimo edittale per stati collaborativi rimpatrio o waiver (3% * 50% = 1.5%), ridotte a 1/3 in caso di adesione

FACOLTÀ PER IL CUMULO GIURIDICO

Riduzione di 1/4 per cui 75% del minimo edittale, ridotte a 1/3 in adesione negli altri casi

FACOLTÀ PER IL CUMULO GIURIDICO

Riduzione di 1/4 per cui 75% del minimo edittale, ridotte a 1/6 in caso di adesione

FACOLTÀ PER IL CUMULO GIURIDICO

Ipotesi autoliquidazione con versamento non sufficiente

(Casi relativi a redditi soggetti a ritenuta a titolo d’imposta o imposta sostitutiva e relative sanzioni, incluse attività suscettibili di generare tali redditi)

Sulla differenza sanzione applicata nella misura del 60% del minimo edittale (3% * 60% = 1,8%), ulteriormente ridotta a 1/3 in caso di adesioneSulla differenza sanzione applicata nella misura dell’85% del minimo edittale, ulteriormente ridotta a 1/3 in caso di adesioneSulla differenza applicata la sanzione nella misura dell’85% del minimo edittale, ridotta ulteriormente a 1/6 in caso di adesione> 10%10%
<= 10%3%
Ipotesi autoliquidazione con versamento non sufficiente

(Altri casi)

Sulla differenza sanzione applicata nella misura del 60% del minimo edittale (3% * 60% = 1,8%), ulteriormente ridotta a 1/3 in caso di adesioneSulla differenza sanzione applicata nella misura dell’85% del minimo edittale (6% * 85% = 5,1%), ulteriormente ridotta a 1/3 in caso di adesioneSulla differenza sanzione applicata nella misura dell’85% del minimo edittale, ulteriormente ridotta a 1/6 in caso di adesione> 30%10%
<= 30%3%
Ipotesi

senza autoliquidazione

60% del minimo edittale, con riduzione a 1/3 in caso di adesione85% del minimo edittale, con riduzione a 1/3 in caso di adesione85% del minimo edittale, ridotte a 1/6 in caso di adesione

Effetti penali

Nella Voluntary Disclosure bis la copertura penale viene garantita per i reati tributari di cui agli articoli 2, 3, 4, 5 e 10-bis e 10-ter del D.Lgs. n. 74/2000, nonché, limitatamente alle condotte relative agli imponibili, alle imposte e alle ritenute oggetto della collaborazione volontaria per i reati di riciclaggio e di impiego di denaro, beni o utilità di provenienza illecita (artt. 648-bis e 648-ter, c.p.). Con riferimento al nuovo reato di auto riciclaggio (art. 648-ter, c.p.), non sono punibili le condotte commesse in relazione ai citati reati tributari sino al termine per il versamento della prima o unica rata di quanto dovuto dall’autore della violazione a titolo d’imposte, interessi e sanzioni.

Anche gli effetti penali della nuova Voluntary Disclosure sono, sostanzialmente, i medesimi previsti nell’ambito della prima procedura, con tuttavia alcune novità.

Resta applicabile il reato introdotto con la Legge n. 186/2014 (art. 5-septies, D.L. n. 167/1990), che punisce le condotte dell’autore delle violazioni tributarie che nell’ambito della procedura di collaborazione volontaria esibisce o trasmette atti o documenti falsi, in tutto o in parte, ovvero fornisce dati e notizie non rispondenti al vero.

La Legge introduce una nuova ipotesi di reato (art. 5-octies, comma 1, lettera i), D.L. n. 167/1990) attribuendo rilevanza penale alla condotta di chiunque si avvalga, fraudolentemente, della nuova procedura per far emergere attività finanziarie e patrimoniali, contanti provenienti da reati diversi da quelli per cui la Voluntary Disclosure preclude la punibilità. Il nuovo reato è punito con la reclusione da un anno e sei mesi a sei anni.

Anche per la nuova procedura di collaborazione volontaria rimane valida l’esclusione della punibilità e la diminuzione della pena previste dall’articolo 5-quinquies, comma 1, del D.L. n. 167/1990, nei confronti di tutti coloro che hanno commesso o concorso a commettere i delitti ivi indicati.

Voluntary Disclosure bis: relazione di accompagnamento

L’Amministrazione ha predisposto un formato di relazione professionale di accompagnamento, vero e proprio cuore dell’intera procedura, in modo da ottimizzare la relazione tra contribuente e Amministrazione. È importante richiamare la necessità della dichiarazione sostitutiva di atto notorio che il contribuente deve rilasciare, con la procura, al professionista cui affiderà la procedura.

L’Amministrazione richiede un dettaglio delle informazioni atte a ricostruire i capitali e le attività detenute all’estero, nonché la determinazione degli imponibili, anche nazionali.

La prima sezione è introduttiva e ricostruisce le violazioni con una specifica menzione per il denaro contante e/o titoli al portatore sottratti a tassazione, anche fornendo un quadro della provenienza e dell’illecito (tributario) commesso.

La seconda sezione è invece dedicata alla documentazione presentata che deve essere riconciliata con l’istanza spedita. In particolare dovrà essere data menzione:

  • Dei soggetti collegati;
  • Dell’ammontare degli investimenti e delle attività di natura finanziaria estera, nonché dei redditi che sono stati prodotti per costituire tali capitali e attività fornendo anche dettagli circa la loro dismissione ed il loro impiego;
  • L’ammontare delle attività e dei redditi oggetto di emersione domestica, laddove non vi fossero violazioni agli obblighi di monitoraggio;
  • L’ammontare degli eventuali maggiori imponibili, con riferimento specifico alla tipologia tributaria dell’imposta evasa (Irpef, Ires Irap, Iva, etc.). È richiesta una vera e propria ricostruzione e classificazione dei redditi nelle categorie previste dalla normativa tributaria (ex. art. 6, DPR n. 917/86).

La terza sezione serve ad indicare ogni altra informazione ritenuta utile, come ad esempio l’evidenza di eventuali scudi fiscali pregressi. Gli allegati devono essere richiamati nella relazione.

Concetto di Residenza Fiscale

Con riferimento alle persone (fisiche) estero vestite si è già scritto in merito alla rafforzata cooperazione tra Comuni e Amministrazione, mentre per i soggetti passivi Ires sono in vigore le norme del DPR n. 917/86.

La collaborazione internazionale in ambito finanziario, la cui piena operatività è, come già esaminato, iniziata con il 2017, non mancherà di fornire all’Amministrazione finanziaria utili informazioni relativamente ai principali strumenti di pianificazione, quali società estere, fondazioni, trust o similari meccanismi giuridici e strumenti contrattuali, ivi inclusa l’intestazione fiduciaria impropria. Non vanno trascurate, inoltre, le posizioni dei soggetti stranieri, non cittadini italiani, che di fatto risiedono fiscalmente in Italia, ma non si dichiarano come tali.

Le regole tributarie, anche sul piano convenzionale, saranno pertanto i punti cardinali per verificare se un soggetto sia o meno residente fiscalmente nel nostro Paese.

Conclusioni

La rafforzata collaborazione tra vari Stati UE ed Extra-UE, unitamente alle regole a presidio del riciclaggio, del reimpiego e dell’auto riciclaggio dovrebbero far comprendere a tutti i contribuenti l’utilità dell’adesione alla Voluntary Disclosure bis.

Se poi l’Amministrazione inizierà concretamente ad utilizzare gli scambi di informazioni, alla luce del network di trattati e convenzioni già in vigore, potrà dare un segno tangibile agli indecisi, che la miglior scelta altro non può essere che quella di un ritorno alla full compliance attraverso la collaborazione volontaria.

Se volete aderire alla procedura di collaborazione volontaria vi consiglio di rivolgervi a commercialisti esperti in questo ambito, per avere la miglior assistenza possibile.

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