Compensazione dei crediti fiscali: guida alle regole

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Guida alle regole applicative per la compensazione dei crediti fiscali: credito Iva annuale e trimestrale e crediti relativi alle imposte dirette. Compensazioni, visto di conformità oltre 5mila euro. Per i titolari di partita Iva scatta l’obbligo di utilizzare i servizi telematici dell’agenzia delle Entrate in caso di compensazione in F24.

Il corretto utilizzo in compensazione dei crediti di natura fiscale è un aspetto importante quanto delicato, in virtù delle particolari norme che regolano le modalità, i tempi e i limiti quantitativi, legati a ciascun tributo oggetto di compensazione. Tenendo presenti le novità introdotte ed appena entrate in vigore, con il D.L. n. 50/2017.

All’inizio di ogni anno, a partire dal primo di gennaio, sono utilizzabili in compensazione i crediti fiscali che scaturiscono dalle dichiarazioni fiscali relative all’anno di imposta precedente. Benché dette dichiarazioni saranno presentate successivamente all’utilizzo del credito che ne scaturisce.

In particolare, sono le compensazioni “orizzontali“, ossia quelle effettuate tra tributi diversi, a presentare le maggiori limitazioni: i vincoli maggiori riguardano la compensazione dei crediti, in relazione al visto di conformità da apporre, e all’obbligo della comunicazione dell’F24 tramite i canali telematici dell’Agenzia delle Entrate, senza poi dimenticare il blocco che interessa i soggetti che presentano debiti erariali iscritti a ruolo.

Compensazione dei crediti

A questo scopo, ci appare utile fornire un quadro riassuntivo che delinei in maniera chiara le regole di compensazione dei crediti fiscali, alla luce delle novità introdotte dal D.L. n. 50/2017.

La compensazione dei crediti Iva

Le regole generali

Il credito Iva che scaturisce dalla dichiarazione annuale può essere utilizzato in compensazione a partire dal primo gennaio dell’anno successivo.

Questo significa che il credito Iva relativo all’anno di imposta “n” potrà essere utilizzato in compensazione “orizzontale“, soltanto a partire dal primo gennaio dell’anno “n+1”. Ma soltanto per importi sino a €. 5.000.

Oltre a questa soglia, la compensazione dei crediti Iva derivanti dalla dichiarazione annuale ed anche dei crediti risultanti dai modelli TR, deve seguire le seguenti regole di utilizzo:

  • Gli utilizzi del credito Iva emergente dalla dichiarazione annuale per importi superiori alla soglia di €. 5.000, possono essere eseguiti solo a decorrere dal giorno 16 del mese successivo a quello di presentazione della dichiarazione da cui esso emerge;
  • Per utilizzi in compensazione superiori alla soglia di €. 5.000, invece, è necessario effettuare tramite soggetti a ciò abilitati, i controlli previsti ai fini dell’apposizione nella dichiarazione annuale del “Visto di conformità“. Il rilascio del visto viene effettuato telematicamente, tramite la barratura di una specifica casella nel frontespizio della dichiarazione annuale Iva.

Deve essere ricordato che i sopra indicati vincoli temporali alla compensazione dei crediti Iva interessano solo le compensazioniorizzontali” (ovvero quelle effettuate con altri tributi diversi dall’Iva o contributi) mentre non interessano mai le compensazioni “verticali“, ovvero quelle “Iva da Iva“, anche se superano le soglie sopra indicate.

Compensazione dei crediti annuali fino a €. 5.000

I soggetti che intendono utilizzare in compensazione il credito Iva per importi non superiori a €. 5.000 possono presentare il modello F24, con le sotto indicate regole:

  • A partire dal primo gennaio dell’anno successivo a quello di maturazione del credito;
  • Senza alcuna preventiva presentazione della dichiarazione annuale Iva;
  • Dovendo utilizzare per il versamento esclusivamente i canali telematici Entratel/Fisconline (messi a disposizione dall’Agenzia delle Entrate).

Tali compensazioni per importi non superiori a €. 5.000 sono possibili indipendentemente dall’ammontare del credito Iva complessivo risultante dalla dichiarazione annuale: in pratica i primi €. 5.000 del credito Iva annuale possono essere compensati anche orizzontalmente senza alcun tipo di vincolo.

In materia di compensazioni tra debiti e crediti Iva, come chiarito dalla Circolare n. 29/E/2010 dell’Agenzia delle Entrate:

  • Non ricadono nel monitoraggio (quindi solo liberi) gli utilizzi del credito Iva per pagare debiti d’imposta che sorgono successivamente (ad esempio: credito Iva dell’anno “n” risultante dalla dichiarazione Iva “n+1” utilizzato per pagare il debito Iva di gennaio “n+1“);
  • Devono essere conteggiate nel limite, invece, le compensazioni che riguardano il pagamento di un debito Iva sorto precedentemente (ad esempio: debito Iva ottobre anno “n” ravveduto utilizzando in compensazione il credito Iva dell’anno “n” risultante dalla dichiarazione Iva anno “n+1“).

Compensazione dei crediti superiori a €. 5.000

I soggetti che intendono compensare i crediti Iva per importi superiori a €. 5.000, invece, sono tenuti obbligatoriamente a far apporre il visto di conformità sulla dichiarazione dalla quale emerge il credito da utilizzare in compensazione, per poi procedere alla compensazione presentando il modello F24 con la seguente tempistica:

  • Non prima del giorno 16 del mese successivo a quello di presentazione della dichiarazione annuale;
  • Occorre, inoltre, attendere 10 giorni dalla data di presentazione della dichiarazione (quindi non è possibile presentare la dichiarazione Iva il 28 febbraio anno “n” e compensare il 5 marzo anno “n“);
  • Dovendo utilizzare per il versamento esclusivamente i canali telematici Entratel/Fisconline (messi a disposizione dall’Agenzia delle Entrate).

Gli F24 presentati senza osservare tali regole (prima delle tempistiche o con canali difformi da quelli previsti) verranno automaticamente scartati dalla procedura online.

In pratica, è opportuno ricordare che stante l’attuale termine iniziale per la presentazione della dichiarazione annuale (fissato al primo di febbraio), risulta pertanto impossibile presentare prima del 16 marzo un modello F24 con utilizzo in compensazione di crediti Iva per importi superiori a €. 5.000.

Credito Iva residuo dell’anno precedente

Altro aspetto da monitorare con attenzione riguarda la possibilità di portare in compensazione nell’anno successivo il residuo credito Iva, rimasto inutilizzato dall’anno di imposta precedente.

Ad esempio, stiamo parlando del credito Iva dell’anno di imposta “n” (riportato in dichiarazione Iva anno “n+1“), e non completamente utilizzato in compensazione nell’anno”n+1“, e che quindi residua ancora al primo gennaio dell’anno “n+2“.

In questi casi, per una corretta applicazione delle regole di compensazione si ricorda che:

  • Il residuo credito Iva relativo al periodo d’imposta “n“, emerso dalla precedente dichiarazione Iva annuale e utilizzato nell’anno “n+2” fino al termine di presentazione della dichiarazione Iva “n+2” relativa all’anno “n+1“, non deve sottostare alle regole descritte, a condizione che non venga fatto confluire nella prossima dichiarazione annuale Iva (in pratica, nel modello F24, deve ancora essere indicato “n” come anno di riferimento); ciò in quanto per questo credito relativo all’anno “n” la dichiarazione annuale già è stata presentata nell’anno “n+1” e, quindi, le tempistiche sono già state rispettate (l’unica cautela riguarda il caso di superamento del limite di €. 5.000, laddove la dichiarazione Iva relativa all’anno “n” non sia stata “vistata“);
  • Al contrario, il residuo credito Iva relativo al periodo d’imposta “n“, emerso dalla precedente dichiarazione Iva annuale e fatto confluire nella prossima dichiarazione annuale Iva viene a tutti gli effetti “rigenerato” nella dichiarazione Iva “n+2” come credito Iva relativo all’anno “n+1” e come tale soggetto alle regole di monitoraggio in precedenza descritte.

Compensazione dei crediti Iva trimestrali

Il limite dei €. 5.000 riguardante la compensazione dei crediti Iva annuali trova applicazione, per la parte eccedente i limiti di €. 5.000, anche con riferimento ai crediti risultanti dalla presentazione delle dichiarazioni trimestrali (modello Iva TR).

Va in proposito precisato che il limite di €. 5.000 deve intendersi unitario per tutti i modelli TR presentati nell’anno: ciò significa che se dal primo modello TR emerge un credito Iva trimestrale di €. 5.000 da utilizzare in compensazione, i crediti trimestrali emergenti dai successivi modelli TR dovranno seguire le regole previste per l’utilizzo in compensazione dei crediti eccedenti la soglia.

Non vale, invece, per i crediti trimestrali il limite dei €. 15.000, atteso che per essi non è prevista l’applicazione della disciplina del visto di conformità (mentre è prevista per la disciplina dei rimborsi).

La compensazione dei crediti trimestrali, anche per la parte che non eccede €. 5.000, deve essere sempre preceduta dalla trasmissione telematica del modello TR. Ancorché non sia necessario attendere il giorno 16 del mese successivo alla trasmissione come previsto per la parte di credito eccedente rispetto a €. 5.000.

Chiarimenti dell’Agenzia

Con riferimento ai rapporti esistenti tra credito Iva annuale e crediti Iva trimestrali, l’Agenzia delle entrate ha precisato che:

  • Al raggiungimento del limite (oggi pari €. 5.000) riferito al credito annuale “n”, non concorrono le eventuali compensazioni di crediti Iva relativi ai primi 3 trimestri dello stesso anno (risultanti, quindi, dalle istanze modello Iva TR presentate nel corso dello stesso anno “n”);
  • Il limite di €. 5.000 è riferito all’anno di maturazione del credito e viene calcolato distintamente per ciascuna tipologia di credito Iva (annuale o infrannuale). Ciò significa che il credito annuale evidenziato nella dichiarazione Iva “n+1” relativa all’anno “n” presenta un tetto pari a €. 5.000, da spendere liberamente anche prima delle presentazione della dichiarazione e allo stesso modo per i crediti trimestrali evidenziati nei modelli TR da presentare nel corso dell’anno “n+1” è a disposizione un ulteriore tetto di €. 5.000, valido complessivamente per tutti i TR che vengono presentati nel corso dell’anno “n+1”.

La compensazione degli altri crediti

A decorrere dal periodo d’imposta in corso al 31 dicembre 2017 (D.L. n. 50/2017), è stato stabilito che i contribuenti che utilizzano in compensazione orizzontale con modello F24 i crediti relativi alle imposte sui redditi e alle relative addizionali, alle ritenute alla fonte, alle imposte sostitutive delle imposte sul reddito delle società e all’Irap per importi superiori a €. 5.000 annui, devono richiedere l’apposizione del visto di conformità di cui all’articolo 35, comma 1, lettera a), D.Lgs. n. 241/1997.

Fin dal primo gennaio di ogni anno, pertanto, i contribuenti potranno liberamente utilizzare in compensazione crediti di importo superiore alla soglia dei €. 5.000 salvo ricordare, in questi casi, di apporre successivamente il visto di conformità sul modello da trasmettere successivamente alle scadenze previste per i vari modelli (a oggi, 31 luglio per il modello 770 e 30 settembre per i modelli Redditi e Irap).

Trattandosi di crediti che saranno determinati, per la maggior parte, nel corso della prossima estate al momento della compilazione della dichiarazione, evidentemente l’utilizzo di essi deve essere effettuato con  prudenza.

Anche in questo caso è necessario utilizzare per il versamento con modello F24, esclusivamente i canali telematici Entratel/Fisconline (messi a disposizione dall’Agenzia delle Entrate).

Ricordiamo, infine, che il visto di conformità non è richiesto con riferimento ai crediti d’imposta derivanti da agevolazioni. Ad eccezione di quelli il cui presupposto è riconducibile alle imposte sui redditi e alle relative addizionali.

Deve essere evidenziato anche che, in riferimento a quest’ultima tipologia di crediti d’imposta, non è necessario il visto di conformità per l’utilizzo del credito residuo derivante dalla precedente dichiarazione, sempre che non siano maturati e utilizzati crediti nuovi di importo superiore al limite oltre il quale è richiesto il visto di conformità.

Compensazione con debiti iscritti a ruolo

Ai sensi dell’articolo 31 del D.L. n. 78/2010 è previsto un blocco alla possibilità di utilizzare in compensazione i crediti relativi alle imposte erariali. Qualora il contribuente presenti ruoli scaduti di importo superiore a €. 1.500.

La compensazione dei crediti torna ad essere possibile, quindi, solo dopo aver provveduto al pagamento dei ruoli scaduti.

Oppure alla loro compensazione da effettuarsi tramite modello di pagamento F24 e utilizzando il codice tributo “Ruol” istituito dalla Risoluzione n. 18/E/2011 dell’Agenzia delle Entrate.

L’inosservanza di tale divieto è punita con la sanzione pari al 50% dell’importo indebitamente compensato.

Canale telematico per i modelli F24

Ultimo aspetto su cui porre attenzione è quello che riguarda l’obbligo di utilizzo dei canali telematici per la presentazione del modello F24. Sia per quanto riguarda i soggetti titolari di partita Iva (per i quali l’obbligo è generalizzato) ma anche i soggetti non dotati di partita Iva.

In particolare è previsto che:

F24 a saldo zero

Gli F24 a zero, sia per i titolari di partita Iva, che per i privati continuano a poter essere presentati esclusivamente utilizzando i servizi “F24 web” o “F24 online” dell’agenzia delle Entrate. Attraverso i canali telematici Fisconline o Entratel.

Oppure per il tramite di un intermediario abilitato che può trasmettere telematicamente le deleghe F24 in nome e per conto degli assistiti avvalendosi del servizio “F24 cumulativo” (disciplinato da apposita convenzione con l’agenzia delle Entrate) e del servizio “F24 addebito unico” (provvedimento del direttore dell’agenzia delle Entrate del 21 giugno 2007).

F24 con saldo positivo

Si tratta dei modelli F24 contenenti crediti utilizzati in compensazione, con saldo finale maggiore di zero. In questo caso, a seguito dell’introduzione delle nuove regole è ora necessario distinguere fra privati e partite Iva.

Per i titolari di ditta, infatti, possono essere utilizzati solo i canali telematici messi a disposizione dall’Agenzia delle Entrate. Mentre per i privati è ancora possibile avvalersi dei servizi di internet banking messi a disposizione dagli intermediari della riscossione convenzionati con l’Agenzia (banche, Poste Italiane e agenti della riscossione, prestatori di servizi di pagamento).

F24 senza compensazioni

I contribuenti non titolari di partita Iva possono presentare il modello F24 per qualunque importo (anche sopra i mille euro), senza utilizzo di crediti in compensazione. Anche in forma cartacea presso gli sportelli degli intermediari della riscossione convenzionati con l’Agenzia (Banche, Poste Italiane e agenti della riscossione).

Tutti i titolari di partita Iva hanno, invece, l’obbligo di presentare il modello F24 esclusivamente con modalità telematiche.

Le Sanzioni

Le nuove regole del D.L. n. 50/2017 contemplano anche una specifica disposizione sul versante sanzionatorio.

Il contribuente che compensa senza l’apposizione del visto. Oppure nel caso in cui il visto sia stato apposto da un soggetto non abilitato, è punito con il recupero dell’ammontare del credito utilizzato. Unitamente alla sanzione che, seppur non specificata nella nuova norma, si applica ordinariamente nella misura del 30 per cento.

Sanzione per compensazone senza visto

Se il contribuente compensa senza visto e poi si ravvede è tenuto presentare una dichiarazione integrativa con visto, e pagare la sanzione da dichiarazione inesatta ridotta (si allude all’art. 8 del D.Lgs. n. 471/97, che prevede una sanzione da 258 euro a 2.065 euro).

Si assiste dunque ad una diversità di sanzioni operanti, a seconda del fatto che la sanzione sia applicata dal contribuente in sede di ravvedimento o dall’Ufficio in sede di controllo. Ove venisse azionato il controllo, non si sarebbe in presenza di una dichiarazione contenente il visto (né “originaria” né “integrativa”), quindi si applicherebbe la sanzione del 30%.

Inoltre, è stata vietata la procedura della compensazione di cui all’articolo 17 del D.Lgs. n. 241/1997, in presenza di versamento all’Erario di crediti di imposta non correttamente utilizzati. In pratica, in caso di indebita compensazione, in sede di riversamento dell’imposta stessa non sarà più possibile compensarla a sua volta con altri crediti vantati dal contribuente.

11 comments

  1. È una vergogna colossale! Ho una piccola impresa edile ed ho a oggi 25000 di crediti verso lo stato scaturiti dalle trattenute che hanno operato le banche quando i miei clienti mi fanno i bonifici per le ristrutturazioni. Ho bisogno di soldi perché le banche non finanziano ed i clienti non pagano o pagano quando vogliono loro….. Non ho debiti, ho il Durc sempre regolare e rivoglio i miei 25000 euro ma non posso riaverli! A un cliente che non paga posso fargli causa: qua ho un credito esigibile e certificato ma non posso fare nulla!!! È una vergogna!!! Fate qualcosa!

  2. Buonasera e sempre complimenti per la cura con cui gestite il vostro sito!
    Nello specifico, ho un dubbio derivante dalla lettura di un noto quotidiano di informazione fiscale… riporto testualmente il virgolettato: ” Limite massimo compensabile

    Il visto di conformità non è richiesto con riferimento ai crediti d’imposta derivanti da agevolazioni, ad eccezione di quelli il cui presupposto è riconducibile alle imposte sui redditi e alle relative addizionali. Va rilevato che, in riferimento a quest’ultima tipologia di crediti d’imposta, non è necessario il visto di conformità per l’utilizzo del credito residuo derivante dalla precedente dichiarazione, sempre che non siano maturati e utilizzati crediti nuovi di importo superiore al limite oltre il quale è richiesto il visto di conformità. ”

    Io ho un credito da dichiarazione dello scorso anno di circa 9.000 €, rileggendo questo articolo mi sembra di capire che per i crediti il cui presupposto è l’imposta sui redditi e le relative addizionali che residuano dalla precedente dichiarazione non c’è obbligo di far apporre il visto di conformità…anche perchè nella dichiarazione Redditi 2017 non maturano altri crediti di importo superiore.

    Potete aiutarmi? grazie mille!

    • Fiscomania

      Concordo assolutamente con quanto riportato, non è necessaria l’apposizione di un nuovo visto qualora nell’anno oggetto di dichiarazione non sorgano nuovi crediti superiori alla soglia per cui è richiesto il visto.

  3. Sono un professionista che, essendo entrato dal 01/01/2015 nel regime forfettario, non presenta più la dichiarazione IRAP (l’ultima che ho presentato era quella relativa al 2014 cioè l’IRAP2015).
    Il mio problema è il seguente: il Modello IRAP2015 (per il 2014) presenta un credito IRAP di circa 1.000,00 euro, lo posso ancora usare in compensazione nell’effe 24 magari per compensare l’imposta sostitutiva da versare nel 2017? ossia il dubbio è posso compensare un credito IRAP relativo al 2014 con un debito d’imposta del 2017?

  4. Buongiorno,
    sono un piccolo autotrasportatore e vorrei sapere se per compensare i crediti derivati dalle accise gasolio autotrazione è necessario appore il visto di conformita superando il limite dei 5000€(se non erro le accise rientrano nella categoria dei crediti di natura strettamente agevolativa quindi non dovrebbe essere necessario)
    Grazie per l’informazione e buon lavoro

  5. Salve, posso compensare nello stesso anno 3.000 euro scaturito da 4001 e 3.000 euro da Irap senza apporre il visto di conformità in quanto scaturiti da distinte dichiarazioni ?

  6. salve
    ho fatto eroneamente una compensazione credito IRPEF 2016 di un importo di 6076,20 Euro senza visto con un acconto IRPEF 2017 di un importo 5.780,00 Euro e 296,20 Euro acconto IRAP in data 21.08.2017. ho superato il limite per limporto 296,20 IRAP che non dovevo compensare.
    come posso regolare il F24 a zero?

    • Fiscomania

      In questo caso è necessario presentare una dichiarazione integrativa con il visto di conformità e pagare la sanzione da dichiarazione inesatta ridotta (art. 8 del DLgs. 471/97, che prevede una sanzione da 258 euro a 2.065 euro). Ove, invece, venisse azionato il controllo dell’Agenzia, non si sarebbe in presenza di una dichiarazione contenente il visto (né “originaria” né “integrativa”), quindi vi sarebbe la sanzione del 30%.

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