Immobili in Italia di residenti all’estero: le problematiche

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Gli immobili in Italia di soggetti espatriati o residenti all’estero sono soggetti a tassazione. Sia ai fini delle imposte indirette, come l’Imu, se l’immobile rimane a disposizione. Sia ai fini delle imposte dirette, Irpef o cedolare secca, se l’immobile viene messo a reddito (locato). Vediamo, quindi, le modalità di tassazione e le possibili agevolazioni di cui è possibile beneficiare se il proprietario degli immobili è espatriato o residente all’estero. Le stesse regole si rendono applicabili anche per stranieri che acquistano un immobile in Italia.

Una delle problematiche che maggiormente interessa i soggetti che si sono trasferiti o che stanno valutando l’ipotesi di trasferire la loro residenza all’estero, riguarda le modalità di tassazione e quindi la pressione fiscale che avranno se decidono di lasciare a disposizione. Oppure di mettere a reddito, quindi locare, l’immobile o gli immobili che detengono in Italia.

Spesso si tratta dell’immobile che è stato abitazione principale del nucleo familiare che vuole espatriare. Ma in altri casi può trattarsi di veri e propri patrimoni immobiliari da gestire.

In questi casi, è opportuno avere ben chiaro, prima di effettuare il trasferimento all’estero, quale sarà il regime di tassazione in Italia degli immobili che resteranno di proprietà del soggetto che si accinge ad espatriare.

Questo è fondamentale per pianificare le uscite finanziarie che ci saranno, in termini di imposte dirette ed indirette, relative alla posizione fiscale italiana.

Con questo contributo andremo a vedere cosa accade, fiscalmente, agli immobili in Italia di soggetti residenti all’estero.

Quali sono le modalità di tassazione e quali le agevolazioni fiscali di cui è possibile beneficiare anche se il proprietario non è più fiscalmente residente in Italia.

Immobili in Italia

Immobili in Italia: abitazione principale

Un soggetto che residente in Italia che ha la residenza anagrafica o il domicilio in un immobile di sua proprietà, può definire lo stesso come “abitazione principale“.

Il concetto di abitazione principale, è molto importante nel sistema fiscale italiano, in quanto l’abitazione principale è esonerata dal pagamento delle imposte patrimoniali, come l’Imu e la Tasi.

Per abitazione principale si intende l’immobile, iscritto o iscrivibile nel catasto edilizio urbano come unica unità immobiliare, nel quale il possessore e il suo nucleo familiare dimorano abitualmente e risiedono anagraficamente

L’abitazione principale gode di una particolare esenzione sia dal pagamento dell’Imu che dal pagamento della Tasi.

Un soggetto residente, quindi, sulla propria abitazione principale non deve pagare niente. Sia ai fini delle imposte dirette che delle imposte indirette.

Ma cosa succede fiscalmente all’abitazione principale quando trasferiamo all’estero la residenza?

Quando un soggetto proprietario di immobile, considerata abitazione principale, trasferisce all’estero, in modo stabile e duraturo la propria residenza, attraverso la cancellazione dall’anagrafe della popolazione residente in Italia, e la contestuale iscrizione all’AIRE, l’immobile in oggetto perde automaticamente la qualifica di “abitazione principale“, per divenire, a seconda dei casi:

  • Abitazione “a disposizione“: se l’immobile non viene locato;
  • Abitazione “locata“: se l’immobile viene concesso in locazione.

La perdita della qualifica di “abitazione principale“, ha delle conseguenze da un punto di vista fiscale, perché sia l’immobile considerato “a dispozione“, che quello “locato” sono soggetti ad un diverso regime di tassazione.

Sia ai fini Imu, che ai fini delle imposte dirette.

Vediamo le diverse casistiche che si possono presentare di seguito.

Immobili in Italia: abitazione “a disposizione

Gli immobili in Italia i cui proprietari (o titolari di diritti reali) sono soggetti espatriati vengono considerati come immobili “a disposizone“.

La locuzione “a disposizione” significa che l’immobile è lasciato alla libera disponibilità del proprietario e che su di esso non è stato registrato alcun contratto di locazione.

Che conseguenze porta, fiscalmente, avere un immobile a disposizione in Italia quando si è espatriati?

Imposte Indirette

L’immobile lasciato a “disposizione” in Italia da parte del proprietario espatriato ha come conseguenza il fatto che tale immobile risulta essere idoneo a produrre reddito imponibile in Italia.

Ora, l’effetto sostitutivo dell’Imu sull’Irpef fa si che il proprietario, sia tenuto a pagare l’Imu sull’immobile a partire dalla data in cui si cancella dall’anagrafe della popolazione residente in Italia per iscriversi all’AIRE.

Da quel momento l’immobile italiano è considerato a disposizione e non più “abitazione principale“.

L’aliquota Imu dovuta annualmente è stabilità dai singoli comuni ogni anno.

La stessa considerazione è applicabile anche agli immobili considerati già “a disposizione” prima che il proprietario si trasferisse all’estero.

Pensionati esteri con immobile in Italia

Tuttavia, la Legge n. 80/2014 ha previsto che:

“A partire dall’anno 2015 è considerata direttamente adibita ad abitazione principale una ed una sola unita’ immobiliare posseduta dai cittadini italiani non residenti nel territorio dello Stato e iscritti all’Anagrafe degli italiani residenti all’estero (AIRE), già pensionati nei rispettivi Paesi di residenza, a titolo di proprietà o di usufrutto in Italia, a condizione che non risulti locata o data in comodato d’uso.”

Quindi per gli iscritti AIRE l’immobile in Italia si può considerare Abitazione principale (e quindi esente IMU) solo se si è pensionati nello Stato estero di residenza e con pensione rilasciata dallo stesso Stato estero.

Se si è pensionati in Italia ma si risiede all’estero, non è possibile considerare l’immobile come abitazione principale.

Dal 2016, in applicazione della Legge n. 208/2015, oltre all’esenzione IMU per le Abitazioni principali AIRE dovrebbe valere anche l’esenzione TASI come per le altre abitazioni principali (Categorie da A2 ad A7).

Esonero dalla dichiarazione dei redditi

Per quanto riguarda la dichiarazione dei redditi, ci sono delle semplificazioni se si decide di non mettere a reddito l’immobile in Italia.

Infatti, i soggetti residenti fiscalmente all’estero (non pensionati) che detengono la proprietà di un immobile in Italia, considerato come “a disposizione“, in assenza di altri redditi imponibili in Italia, non sono obbligati a presentare in Italia la dichiarazione dei redditi.

Tali soggetti, tuttavia, saranno soggetti all’ordinario pagamento di Imu e Tasi in Italia.

Attenzione però, fate molta attenzione a rispettare la definizione di “residente fiscalmente all’estero“, al fine di evitare spiacevoli errori.

Per maggiori info: “La residenza fiscale delle persone fisiche“.

Immobili in Italia: abitazione locata

Gli immobili in Italia i cui proprietari (o titolari di diritti reali) sono soggetti espatriati, nel caso in cui gli stessi immobili siano concessi in locazione sono soggetti in Italia ad una tassazione sia ai fini delle imposte dirette (Irpef o cedolare secca), che ai fini delle imposte indirette (Imu).

Vediamo, le diverse tassazioni a cui è soggetto l’immobile locato di un soggetto espatriato all’estero.

Imposte dirette

L’immobile locato in Italia di cui è proprietario un soggetto espatriato è soggetto a tassazione in Italia ai fini delle imposte dirette.

Allo stesso modo dei soggetti fiscalmente residenti in Italia i redditi fondiari, nella cui categoria rientrano i redditi da locazione, possono essere assoggettati a tassazione ordinaria Irpef. Oppure, su opzione, a tassazione con cedolare secca.

Tassare ad Irpef il reddito da locazione significa fare concorrere tale reddito (assieme agli eventuali altri redditi imponibili in Italia del soggetto estero proprietario dell’immobile), alla determinazione del reddito imponibile Irpef.

Reddito imponibile che sarà poi assoggettato ad imposta secondo i vari scaglioni (ricordiamo che il primo scaglione di reddito ha aliquota del 23%).

In pratica, ipotizzando che il proprietario non abbia altri redditi da tassare ad Irpef in Italia un reddito da locazione di €. 10.000 annue, sarà tassato per €. 9.500 (il 5%, ricordiamo è considerata deduzione forfettaria), con aliquota 23%.

Al posto della tassazione ordinaria Irpef il soggetto può scegliere, al momento della stipula del contratto di locazione, o anche in uno dei rinnovi annuali, di applicare la tassazione sostitutiva della cedolare secca. La cedolare secca è un’imposta sostitutiva di Irpef, imposta di registro e imposta di bollo.

Scegliendo questa modalità di tassazione il proprietario tassa il 100% del reddito da locazione in Italia, ma con aliquota più bassa rispetto all’Irpef. Ovvero il 21% se si tratta di contratto di locazione “a canone libero“. Oppure il 10% se si tratta di contratto di locazione “a canone concordato“.

Nel nostro esempio, a parità di canone di locazione di €. 10.000 la tassazione sarà sul 21% (o 10%) del canone.

Imposte indirette

La stipula del contratto di locazione porta con se il pagamento di imposte indirette. Come l’imposta di registro e l’imposta di bollo.

Si tratta di imposte indirette che restano dovute anche per gli espatriati, se si sceglie la tassazione ad Irpef.

Al contrario, i soggetti che scelgono la tassazione con cedolare secca, sono esonerati dal pagamento di queste imposte indirette dovute sul contratto di locazione.

Per quanto riguarda invece, l’Imu, anche gli immobili locati detenuti da soggetti espatriati sono soggetti ad Imu. Secondo le varie aliquote approvate da ciascun Comune.

Se volete approfondire le modalità di tassazione dei contratti di locazione: “Locazioni abitative: la scelta del regime fiscale

Immobili in Italia: agevolazioni per ristrutturazioni edilizie

Anche i proprietari di immobili residenti all’estero possono usufruire della detrazione fiscale legata alle ristrutturazioni edilizie di immobili siti in Italia.

Possono usufruire della detrazione sulle spese di ristrutturazione, infatti. tutti i contribuenti assoggettati all’imposta sul reddito delle persone fisiche (Irpef), residenti o meno nel territorio dello Stato.

Quindi anche i soggetti espatriati all’estero, proprietari di immobili in Italia i quali pagano l’Irpef all’Amministrazione finanziaria italiana possono beneficiare della detrazione fiscale del 50%, legata agli interventi di ristrutturazione edilizia.

Il requisito fondamentale per poter beneficiare della detrazione è quello, ovviamente, di essere proprietari dell’immobile. Oppure, in alternativa, titolare dei diritti reali/personali di godimento sugli immobili oggetto dell’intervento di ristrutturazione. Inoltre si dovrà dimostrare anche di aver sostenuto le relative spese.

Allo stesso modo del proprietario residente, anche il proprietario dell’immobile non residente può beneficiare di questa detrazione.

Per poterne beneficiare egli è chiamato ad effettuare i pagamenti con bonifico, nel formato idoneo ai pagamenti “per ristrutturazioni edilizie“. Inoltre, egli dovrà conservare le fatture a lui intestate per i lavori svolti sull’immobile.

Immobili in Italia: convenzioni internazionali

La disciplina che abbiamo visto sin qui, riguarda la tassazione degli immobili in Italia da parte di soggetti espatriati.

Allo stesso modo la disciplina è valevole anche per i soggetti esteri che acquistano immobili in Italia.

Tale disciplina, in ogni caso, deve essere armonizzata con quanto previsto dalle varie convenzioni internazionali.

Al fine di ridurre i possibili fenomeni di doppia imposizione economica, infatti, l’Italia ha stipulato con altri Paesi una fitta rete di convenzioni internazionali.

I trattati stipulati dall’Italia si ispirano al modello di convenzione elaborato dall’OCSE.

L’articolo 6 del modello OCSE, in particolare, dispone che i redditi derivanti da beni immobili sono tassati nello Stato in cui sono ubicati detti immobili.

La Convenzione non prevede un sistema di tassazione più favorevole rispetto a quello previsto dalla norma interna in quanto in base al citato articolo 6 gli immobili risultano tassati sia in Italia sia nel Paese in cui si trovano.

Il commentario al modello OCSE ha infatti precisato che se la convenzione avesse inteso riservare la tassazione ad un solo Stato lo avrebbe precisato espressamente usando la locuzione “sarà tassabile soltanto” in tale stato.

Questo significa che i redditi da locazione derivanti dall’immobile italiano del soggetto espatriato dovranno essere tassati anche nel Paese estero di residenza fiscale del proprietario.

Secondo quanto disposto dalla relativa convenzione internazionale siglata con l’Italia.

Immobili in Italia di soggetti esteri: consulenza

Stai per trasferirti all’estero e vuoi sapere qual’è la scelta migliore per il tuo immobile in Italia?

Vuoi capire cosa è più conveniente nel tuo caso, se decidi di mettere a reddito il tuo immobile italiano, tra tassazione Irpef e cedolare secca?

Nel caso contattami attraverso l’apposito servizio di consulenza fiscale online.

Sarai ricontattato nel più breve tempo e potrai contare sull’assistenza di un professionista preparato.

94 comments

  1. In caso di abitazione principale a me intestata in cui vivo con mio marito, qualora io mi trasferissi all’estero per lavoro e mio marito restasse in Italia nell’abitazione principale senza contratto di locazione l’immobile sarebbe comunque soggetto alle imposte indirette oppure no dato che nei fatti non è a disposizione vivendoci mio marito ed ivi mantenendo al residenza? Nel primo caso, come ovviare?
    Le chiderei di indicarmi eventuali differenze in caso
    A) io trasferissi la mia residenza anagrafica e fiscale all’estera o
    B) mantenessi la residenza fiscale anche in Italia (caso dei PAesi in black list come la Svizzera in quanto il marito , centro di interesi familiari, resterebbe in Italia).
    Grazie

    PS: mi sono iscritta alla VS. newsletter con questa e-mail ma no la ricevo più…

  2. Prima di tutto, trasferirsi all’estero, lasciando suo marito in Italia, ha delle conseguenze da un punto di vista fiscale, che non le permetteranno di perdere la residenza fiscale italiana. Per quesiti personali c’è il servizio di consulenza fiscale online.

  3. Dato che l’immobile resterà come sede della mia residenza fiscale italiana continuerò a pagare l’IMU come prima casa o come seconda casa?

  4. Pagherà come prima casa.

  5. Da aprile 2016 sono iscritto Aire, vivo e lavoro in Germania.
    Appartamento a Torino ex prima casa, a disposizione, su cui ho l’onore di pagare Imu come seconda casa.
    Mi pare di non dover presentare in Italia nessuna denuncia dei redditi; ho capito bene?
    Grazie e cordiali saluti.

  6. Per quesiti di carattere personale c’è il servizio di consulenza online dedicato. I soggetti che non hanno residenza fiscale, devono dichiarare in Italia soltanto i redditi ivi percepiti.

  7. Dove si trova servizio di consulenza online dedicato ne sito specificatamente ed è gratuito?

  8. Buongiorno, sono residente all’estero e possiedo un immobile in Italia che a breve andrò a ristrutturare. Per poter beneficiare delle detrazioni fiscali per ristrutturazione, le fatture di beni e servizi che riceverò, dovranno essere intestate al mio indirizzo di residenza estero oppure all’immobile che ho in Italia?
    Grazie

  9. L’indirizzo indicato nella fattura deve essere in suo indirizzo di residenza, che nel suo caso è quello estero. Anche se vi fosse indicato l’indirizzo italiano, comunque non inficerebbe sulla detrazione.

  10. In caso di trasferimento residenza all’estero con iscrizione all’AIRE, ma mantenendo la residenza fiscale in Italia, come verrebbe tassata la mia prima casa in Italia di cui sono proprietaria al 100% ed in cui continua a risiedere lil mio nucleo famigliare?

  11. La sua residenza fiscale è comunque in Italia, l’immobile è tassato come prima casa, ma tenga presente che i redditi esteri dovrà tassarli anche in Italia.

  12. Grazie mille

  13. Buongiorno, sono residente all’estero e possiedo un immobile in Italia che vorrei affittare.
    Se scelgo di fare il contratto d’affitto con la cedolare secca pago le tasse sull’incasso del canone in Svizzera o in Italia?
    Grazie per la sua risposta.
    Cordialmente.

  14. Pagherà le imposte in relazione al canone di affitto indicato nel contratto. Poi pagherà le imposte sulla stessa locazione anche nel suo Paese di residenza. Per maggiori info c’è il servizio di consulenza fiscale online dedicato.

  15. Buongiorno .

    Leggere i vostri come sempre esaustivi articoli , mi sembra di poter riassumere quanto segue :

    Nel caso in cui il sottoscritto sia iscritto all’AIRE e percepisca solo reddito estero ,
    acqustasse casa in Italia come prima casa senza pero’ porla in affitto ( quindi ” A Disposizione ” ) ,
    non sarebbe tenuto a presentare in italia alcuna dichiarazione dei redditi .
    E’ corretto ?
    Se cosi fosse l’eventuale rimborso sugli interessi passivi e oneri legati al pagamento del mutuo in Italia , come potrebbero essere recuperati ?
    Grazie come sempre !

  16. E’ corretto. Senza redditi imponibili in Italia non è possibile recuperare gli interessi passivi del mutuo con la detrazione. La detrazione abbatte l’imposta non genera credito, quindi in assenza di imposte da versare la detrazione è inutile.

  17. Salve!
    vorrei capire bene l’estratto:

    “A partire dall’anno 2015 è considerata direttamente adibita ad abitazione principale una ed una sola unita’ immobiliare posseduta dai cittadini italiani non residenti nel territorio dello Stato e iscritti all’Anagrafe degli italiani residenti all’estero (AIRE), già pensionati nei rispettivi Paesi di residenza, a titolo di proprietà o di usufrutto in Italia, a condizione che non risulti locata o data in comodato d’uso.”

    Se una persona fisica e’ iscritto all’AIRE e risiede fiscalmente all’estero (EU), possiede un appartamento in Italia a disposizione non usato da alcuno ed un appartamento dove attualmente risiede e non e’ pensionato, come deve regolarsi ai fini dell’IMU? E’ corretto in base all’estratto della legge pagare IMU come se avesse una seconda casa?

  18. Nel caso che mi propone se il proprietario dell’immobile che vive all’estero non è pensionato l’immobile italiano è considerata abitazione a disposizione e quindi soggetta ad Imu.

  19. Sono cittadino italiano residente in svizzera da 3 anni sono prorpietario di una casa devo pagare l’imu sulla prima casa visto che in svizzera sono in affitto

  20. Per rispondere alla sua domanda servono maggiori informazioni. Mi contatti attraverso il servizio di consulenza fiscale online.

  21. Buongiorno, qual è il riferimento normativo per cui con iscrizione all’AIRE, residenza all’estero, ma con residenza fiscale in Italia, il mio immobile in Itaila possa rimanere tassato come prima casa (e non come seconda data l’iscrizione all’AIRE)?

  22. Se c’è iscrizione all’AIRE da oltre 183 è impossibile avere residenza fiscale in Italia. Per i soggetti iscritti AIRE che non sono pensionati, l’immobile in Italia è sempre seconda casa soggetta a Imu.

  23. Buongiorno, da quanto ho capito, con residenza all’estero e iscrizione all’Aire da oltre 183gg, ma con la famiglia che continua a risiedere in Italia, sono considerata comunque fiscalmente residente in Italia.
    La mia prima casa in Italia risulta tassata in capo a me come prima o seconda casa? Qual è il riferimento normativo?

  24. E’ corretto, non c’è un riferimento normativo preciso. Prima si deve prendere a riferimento l’articolo 2 del Tuir, per la sua residenza fiscale e poi si deve valutare la situazione nella disciplina Imu.

  25. Buongiorno, sono residente e con reddito in Germania dopo faccio dichiarazione del reddito. Sono proprietario di un appartamento in Italia ex prima casa (ancora pagando il mutuo) quale é locato con canone concordato e cedolare secca.
    Ho sempre pagato ICI e TASI e cedolare secca cion modello F24. La mia domanda é se devo fare dichiarazione dei redditi in Italia?

  26. Il reddito che deriva dall’Immobile è di fonte italiana e va dichiarato in Italia. Poi dovrà dichiararlo anche nel suo stato di residenza fiscale. Per maggiori info mi contatti all’apposito servizio di consulenza fiscale online dedicato.

  27. Ho un figlio residente in Australia che possiede una casa in Italia, nel caso di vendita di detta casa, il corrispettivo potrà essere accreditato direttamente al non residente e con quali implicazioni fiscali?

  28. Una volta pagate le eventuali imposte dovute, non ci sono problemi con il trasferimento.

  29. Sto per trasferire la mia residenza all’estero, tuttavia mantengo in italia un contratto di affitto cointestato (come co-conduttore). Non ho interesse a cambiarlo in quanto rimane nell’immobile la mia partner, e tornerò anche io nell’immobile al mio rientro in italia. Questo crea problemi? E’ necessario rifare il contratto a solo suo nome o può essere tenuto com’è?

  30. Salve Alessio, per analizzare un situazione personale mi contatti al servizio di consulenza fiscal eonline. Analizzerò in dettaglio la sua situazione e risponderò a tutte le sue domande. “Consulenza fiscale online redditi esteri“.

  31. Buongiorno e grazie per l’ interessante articolo.
    Sono pensionata e residente all’ estero , ma la mia unica casa di proprietà è in Italia ci torno almeno tre mesi all’ anno.
    Ho ancora un mutuo su questa unica casa e dovrò continuare a pagarlo per altri 10 anni.
    La mia domanda è questa: ho diritto alla detrazione degli interessi passivi del mutuo nella mia dichiarazione di redditi?
    All’ agenzia delle entrate mi hanno risposto di no, ma vorrei sentire anche il vostro parere.
    Grazie per la risposta
    Renata

  32. Salve Renata, la detrazione per gli interessi sul mutuo, è legata al fatto che l’abitazione, abbia i requisiti prima casa, ovvero che lei abbia la residenza in quell’immobile. Se lei è residente all’estero, ovviamente non può avere residenza in Italia. Quindi la detrazione è negata.

  33. Buongiorno,
    io e mia moglie possediamo in Italia 4 case in due comuni diversi (di cui una ereditata). Siamo cittadini italiani iscritti in AIRE da oltre 50 anni e siamo già pensionati in Germania. E’ possibile che io fruisca per una sola casa in un comune dei benefici dell’abitazione principale e contestualmente mia moglie di una sola casa nell’altro comune? Specifico che in un comune le due case sono intestate entrambe a me, mentre nell’altro comune una è intestata a entrambi e quella ereditata solo a mia moglie.
    Grazie.

  34. Ogni pensionato iscritto all’AIRE ha diritto ad avere un immobile di proprietà considerato come abitazione principale, quindi quanto afferma è possibile.

  35. mia figlia, nata a BL, lavora a Londra ed è da alcuni anni iscritta all’AIRE di Belluno.

    Ora vorrebbe acquistare qui in Italia la sua prima casa nella quale, volendo, potrebbe fissare la sua residenza pur però al momento rimanendo a Londra a lavorare ( in attesa della fine della crisi per un rientro ).

    A questo fine volevo gentilmente sapere se, in attesa di poter tornare in Italia, può affittare la casa, senza perdere le agevolazioni prima casa.

    In attesa di un vostro riscontro vi ringrazio e saluto cordialmente

  36. Intanto bisogna dire che se un soggetto è residente all’estero, non può acquisre immobile in Italia con requisito prima casa, in quanto, è necessario che ivi stabilisca la propria residenza. Se soggetto è iscritto AIRE, non può avere residenza in Italia. Le due cose sono antitetiche. Per maggiori info ci conttatti in privato.

  37. Roberto Marchionni

    Ho visto che, sia nell’articolo che nelle risposte, non si dà particolare rilievo al fatto che solo i soggetti “già pensionati nei rispettivi Paesi di residenza”, come nel passo della legge n. 80/2014 riportato, hanno diritto ad UNA esenzione “prima casa” in Italia. Un pensionato italiano residente in Germania, che abbia una pensione “non tedesca”, non ne ha diritto. Mi conferma questa mia informazione?

  38. L’informazione che ha è corretta. Soltanto l’abitazione principale di pensionati italiani residenti all’estero (iscritti AIRE) è considerata esente Imu (e paga eventuale Tasi ridotta e Tari ridotta), ma soltnto se la pensione percepita deriva dallo Stato estero di residenza. I pensionati Inps italiani all’esetero non possono godere di questa agevolazione. Confermo le sue informazioni.

  39. Un soggetto,cittadino italiano, risiede in Inghilterra,è proprietario di un alloggio (1^casa), e in Inghilterra paga le tasse.
    E’ altresì proprietario di un altro alloggio in Italia dove però non ha altri redditi.
    Quali tasse deve pagare (se le deve pagare) per l’alloggio che ha in Italia ?? E a chi ??
    E se l’alloggio viene locato ??L’eventuale reddito come viene assoggettato ??
    Grazie.

  40. Per quesiti di carattere personale che richiedono maggiore dettaglio per una risposta mi contatti al servizio di consulenza fiscale online dedicato.

  41. Adriana Silvestri

    Articolo molto interessante, grazie.

    Risiedo fiscalmente all’estero da quasi 20 anni e nel corso del 2017 è mancato purtroppo mio padre. Ora sono co-proprietaria con i miei fratelli di due immobili situati in due comuni italiani diversi.

    Nel vostro articolo leggo:

    Per quanto riguarda la dichiarazione dei redditi, ricordiamo che i soggetti residenti fiscalmente all’estero (non pensionati) che detengono la proprietà di un immobile in Italia , considerato come “a disposizione“, in assenza di altri redditi imponibili in Italia, non sono obbligati a presentare in Italia la dichiarazione dei redditi.

    Come comportarsi invece se si possiede 1/5 di due appartamenti (nessuno dei due locato)? Sussiste l’obbligo di presentarzione della dichiarazione dei redditi?

    Grazie,
    Adriana

  42. Salve Adriana, la detenzione anche di parte di immobile in Italia produce l’obbligo del pagamento di Imu, e nel caso, visto che l’immobile è locato, in assenza di altri redditi in Italia non è obbligata alla presentazione della dichiarazione dei redditi. Per maggiori info mi contatti per una consulenza.

  43. Arturo Giovanni ROLLO

    Salve, sono all’ estero (Non in Europa) da oltre 30 anni. Sono ancora Cittadino Italiano ed iscritto AIRE . Posseggo degli immobili all’ estero. Si sente parlare – spero siano solo gossips – di una eventuale tassazione da parte Fisco Italiano dei redditi e degli immobili prodotti all’ estero, qui all’ estero il fisco lo paghiamo gia’. Grato per un sintetico chiarimento. Saluti cordiali. A.G. ROLLO

  44. La tassazione degli immobili esteri riguarda i soggetti fiscalmente residenti in Italia. Gli soggetti AIRE sono esonerati.

  45. Buongiorno
    Essendo cittadina italiana residente da oltre 30 anni all’estero (iscritta all’AIRE e residente fiscale in GB), vorrei gentilmente chiedere conferma se le leggi concernenti gli immobili “a disposizione” sono ancora valide, in particolare la legge secondo la quale i residenti fiscali all’estero possono avere un’abitazione in Italia che se considerata come “a disposizione” vale quale abitazione principale, e non e’ quindi soggetta a IMU e/o TASI. Vale ancora anche: “Per quanto riguarda la dichiarazione dei redditi, ricordiamo che i soggetti residenti fiscalmente all’estero (non pensionati) che detengono la proprietà di un immobile in Italia , considerato come “a disposizione“, in assenza di altri redditi imponibili in Italia, non sono obbligati a presentare in Italia la dichiarazione dei redditi.”
    La ringrazio per una breve conferma.
    Cordiali saluti
    P.L.

  46. Certamente, la normativa è ancora valida. Il proprietario residente all’estero di immobili in Italia è tenuto al pagamento dell’Imu in Italia. Se l’immobile in italia è a disposizione e non ci sono altri redditi imponibili in Italia, non si deve presentare la dichiarazione dei redditi.

  47. Giovanna Colombo

    Buonasera, sono fiscalmente residente in Spagna (Canarie) ed iscritta AIRE. Posseggo due immobili in comproprietà coi miei due fratelli in Italia; in uno ci vive un mio fratello a titolo gratuito, il secondo è libero. Inoltre lo scorso anno ho acquistato un immobile anche in Spagna. Sempre nel 2017 ho percepito indennità Naspi fino a che non sono espatriata… Devo quindi presentare dichiarazione dei redditi (mod.730) ,oltre a pagare Imu e Fasi? Grazie e buona serata.

  48. Se l’unico reddito ricevuto è quello della Naspi, non c’è obbligo di dichiarazione in Italia.

  49. nell’articolo c’è scritto “Per quanto riguarda la dichiarazione dei redditi, ricordiamo che i soggetti residenti fiscalmente all’estero (non pensionati) che detengono la proprietà di un immobile in Italia , considerato come “a disposizione“, in assenza di altri redditi imponibili in Italia, non sono obbligati a presentare in Italia la dichiarazione dei redditi.”

    vuol dire che se invece vi è la proprietà di due o più immobili “a disposizione” la dichiarazione va fatta? O non va fatta indipendentemente dal numero di immobili? Grazie mille, contenuti sempre interessanti

  50. Il possesso di immobili in italia, non locati, non determina l’obbligo di dichiarazione, in assenza di altri redditi. Questo, in quanto, il pagamento dell’Imu sostituisce il pagamento dell’Irpef. Se, invece, ci sono immobili locati la dichiarazione è obbligatoria.

  51. Buongiorno!
    Sono cittadina italiana AIRE residente in Austria . sono proprietaria , per via ereditaria , di un immobile in Italia. Attualmente adibito ad uso personale per quando mi reco in Patria. Devo pagare tasse? Se in un futuro volessi affittarlo come Airb&B tramite agenzia, quali sarebbero le imposte che devo pagare?

  52. Se l’immobile è libero dovrà pagare solo l’Imu. Se invece vuole affittarlo dovrà presentare dichiarazione in Italia, con due modalità di tassazione: cedolare secca o Irpef. Nel caso se vuole saremo a disposizione per aiutarla in tutti gli adempimenti e scegliere la tassazione migliore per la sua situazione.

  53. Buona sera, sono possessore di una abitazione in cui vivo con mia madre. A giugno andrò a vivere all’ estero. Come funziona in questo caso? Se mia madre continua a viverci dentro come viene considerata questa situazione? Grazie mille

  54. Mi contatti in privato per una consulenza.

  55. Buongiorno
    l’anno scorso a settembre sono andato in pensione e mi trasferirò presto in Argentina. Mi iscriverò all’aire e pensavo di affittare la mia casa. Presenterò la dichiarazione dei redditi perchè dovrò pagare le imposte sull’affitto e anche l’imu al comune. Ma oltre a dichiarare il reddito dell’immobile dovrò dichiarare anche il redditto della pensione che prendo dallo stato italiano? se lo affitto con cedolare secca non mi farà cumulo ma se lo affitto in regime irpef normale ?
    Grazie per l’informazione

  56. Per aspetti di questo tipo mi contatti in privato per una consulenza personalizzata.

  57. come faccio a contattarla personalemente?

  58. Modulo di conatto presente nella pagina chi siamo, oppure c’è la mail nel footer del sito.

  59. Io ho due appartamenti in Sardegna quello adibito abitazione principale abita mia moglie.il secondo mia figlia a titolo gratuito.io sono residente in tunisia iscritto AIRE da marzo 2017. Cosa devo pagare. Ho ancora il mutuo .in comunione dei beni con mia moglie.posso scaricare nel 730 gli interessi passivi.saluti

  60. Mi contatti in privato per una consulenza.

  61. Buongiorno sono residente in Svizzera iscritta all’AIRE , sto per comprare con mutuo casa a Milano che vorrei affittare . Da quello che ho capito dovrò pagare IMU e Irpef o cedolare secca , ho due domande:
    1. Volendo optare per la cedolare secca con contratto concordato la tassa del 10% sarà data dalla differenza tra il canone d’affitto ed il mutuo oppure pagherò il 10% sul canone d’affitto , cioè potrò scaricare in qualche modo il costo del mutuo per intero?
    2. In cosa consiste la doppia tassazione? Cioè dovrò pagare anche in Svizzera le tasse sulla proprieta?
    Grazie

  62. Salve Rebecca, per quesiti di carattere personale che richiedono un maggiore grado di approfondimento per rispondere mi contatti in privato.

  63. Buongiorno. Mio figlio ha acquistato nel 2016 un monolocale con beneficio prima casa, abitazione principale, mutuo e ristrutturazione edilizia. Nel 2017 ci è andato ad abitare spostando lì la residenza. Oggi ha appreso che la società per la quale lavora, una multinazionale spagnola lo sposterà in Spagna con contratto spagnolo e Lo stipendio non produrrà più irpef in Italia. Siccome intende affittare l’immobile, sappiamo già che dovremo pagare Imu ma come può fare per continuare a beneficiare delle detrazioni ristrutturazione e mutuo prima casa? Grazie per la risposta che mi vorrà fornire.

  64. Il reddito da locazione dell’immobile produrrà Irpef da tassare in Italia. Quindi non potrà beneficiare delle detrazioni per ristrutturazione, ma non più la detrazione per mutuo prima casa.

  65. Buongiorno, sono proprietario al 100% di prima casa in Italia, andrò a lavorare in Francia per azienda francese trasferendo lì la residenza e sarò in affitto. Mia moglie continuerà a risiedere in Italia nella mia abitazione principale pertanto io sarò considerato residente fiscalmente in Italia. In questa situazione dovrò o no pagare l’ IMU e/o TASI sulla mia abotazione principale in Italia e qual è il riferimento normativo?

  66. Salve Renato, per quesiti di questo tipo mi contatti in privato per una consulenza.

  67. Salve. Vendero entro il 30/06/2018 un immobile ( categoria catastrale C3 ) che ho con le mie 3 sorelle in Italia ricevuto in donazione da mio padre 1 anno prima del decesso. Io risiedo in Spagna dal 2009 e Pago regolarmente in Italia Imu /Tasi .Non ho mai dichiarato all estero questo patrimonio e ora che la vendo non so come fare con i soldi della vendita che mi spettano ( cifra corrispondente a 80mila € quindi con obbligo di essere dichiarata e io ero ignara dell obligo di dichiarazione). Le multe sono altissime e perderei l intero importo praticamente regalandolo al fisco spagnolo e mi sembra davvero incorretto dato che ho sempre pagato le tasse di questa casa in Italia.

  68. Se c’è plusvalenza imponibile in Spagna, la stessa deve essere dichiarata, non ci sono alternative. Le consiglio di farsi seguire da un consulente spagnolo per valutare le soluzioni migliori al suo caso.

  69. Buongiorno.
    Sono una cittadina Italiana residente a Londra, con domicilio fiscale nel Regno Unito. Possiedo gia’ una casa a Londra, ma non in Italia.
    Vorrei acquistare un piccolo appartamento di vacanza in Italia, senza affittarla.
    Quali tasse dovrei pagare in Italia?
    Avrei la possibilita’ di acquistare la propieta’ in contanti per non pagare interessi bancari, ci sarebbero benefici / esenzioi nel fare un mutuo anziche’ pagare in contanti? Ovviamente il mio abbiettivo sarebbe di pagare il meno possibile.
    Molte Grazie!

  70. Posso aiutarla spiegandole tassazione ed adempimenti. Se vuole mi contatti in privato per una consulenza.

  71. Il solo possesso di un immobile in Italia che da abitazione principale diventerebbe “a disposizione” non implica la necessità di presentare la dichiarazione dei redditi anche in Italia?

  72. L’Imu copre l’Irpef, quindi in assenza di altri redditi non c’è obbligo di dichiarazione.

  73. Buongiorno e grazie per i vostro articolo, molto chiaro,

    noi siamo una coppia sposata, residenti all’estero, iscritti all’AIRE a Londra. In Inghilterra non abbiamo casa (son troppo care), e siamo in affitto.

    Siamo invece proprietari di una casetta sui monti vicino a Bergamo, dove non abitiamo mai, e che non è affittata. E’ in vendita da un po’, ma non ha ancora trovato il suo nuovo proprietario. Fu comprata senza fruire di sconti “prima casa”.

    Uno di noi due, è anche proprietario di una quota di casa in Abruzzo, avuta in eredità, dove vive e risiede la madre.

    Non abbiamo redditi in Italia, e non ne avevamo nel 2017. L’unico nostro reddito è da lavoro dipendente in Inghilterra, per il quale il datore di lavoro paga direttamente al fisco di Sua Maestà.

    Dobbiamo, secondo voi, fare dichiarazioni dei redditi in Italia, e pagare qualche imposta per via delle case?

    Forse potremmo dire al comune della nostra casetta sfitta che vorremmo considerarla come “abitazione principale” anche se risiediamo all’estero, ed avere qualche sgravio?

    vi ringraziamo molto per il vostro parere,
    Alberto e Daniela

  74. Salve Alberto e Daniela, nel vostro caso in assenza di redditi dall’immobile non siete obbligati a presentare la dichiarazione, ma la stessa non può essere la vostra abitazione principale. Per saperne di più sono a disposizione per una consulenza in merito.

  75. Salve, sono Nico, e io e mia moglie abbiamo una Casa in Italia a Bari, e da 5 Anni ci siamo trasferiti in Germania per lavoro, quindi siamo iscritti all’ Aire la casa e stata sempre vuota ma adesso nostra figlia si vuole trasferire in Italia definitivamente e abitare in casa nostra, ho letto di abitazioni in comodato d’uso ai figli, per i residenti all’estero
    Che ci sono delle riduzioni di pagamento ho esenzione dell’IMU e Tasi ho Tari? Cosa bisogna fare per avere queste agevolazioni?
    Grazie

  76. Salve Nico, se vuole posso aiutarla, ma attraverso un servizio di consulenza online dedicato. Se interessato la ricontatto in privato.

  77. Salve, da quest’anno ho trasferito la mia residenza in Uk e sono in pensione ( INPDAP). L’immobile presso cui avevo la residenza anagrafica, di cui posseggo una quota del 25%, e’ abitato da mia madre che ne possiede la quota maggiore e che l’ha adibita a sua abitazione principale. Inoltre di recente ho ereditato altre quote su due ulteriori immobili, di cui uno e’ abitato da mio fratello mentre l’altro e’ libero. Esistono agevolazioni fiscali sugli immobili utilizzati da altri familiari comproprietari oppure sono comunque soggetta al pagamento dell’IMU e TASI per tutti, ovviamente in ragione delle quote di possesso?
    Grazie dell’attenzione.

  78. Bisogna analizzare la situazione con dettaglio per vedere anche cosa prevede il Comune ove sono situati gli immobili. Se vuole sono a disposizione per una consulenza personalizzata.

  79. Buongiorno,
    sono residente in svizzera da 22 anni , nel frattempo ho preso anche la nazionalità del paese dove risiedo. Circa 5/6 anni fa ho ceduto gratuitamente parte dell’appartamento di proprietà di me e dei miei fratelli a uno di loro, questo per non continuare a pagare ici che c’era ai tempi, tanto l’appartamento era in uso da mia madre e mio fratello. Dal notaio nonostante non ho preso niente dalla vendita, si doveva dichiarare un valore della mia parte che se non erro era stato stimato intorno ai 25000 euro. Volevo chiedere se sono soggetto a pagare una tassa sulla vendita fatta ai tempi anche se non ho nessuna dichiarazione fiscale da fare in italia perché non ho entrate.

  80. Bisogna vedere da quanto tempo deteneva l’immobile in Italia. Questo è il discrimine per capire se avrebbe dovuto o meno pagare imposte.

  81. Buongiorno,
    Sono residente in inghilterra da ma non ancora iscritto all’AIRE, e proprietario di alcuni immobili in italia tra cui uno registrato come abitazione principale e sul quale usufruisco dell’esenzione imu e tasi. Mi iscriveró all’ AIRE a breve ma non mi è chiaro da quando perderò il diritto all’esenzione su queste imposte. Verrá tutto automaticamente comunicato al comune di residenza o devo comunicarlo io dopo l’iscrizione? Grazie in anticipo dell’aiuto

  82. L’obbligo del pagamento IMU avviene in automatico.

  83. Grazie dell’aiuto.

  84. BUONGIORNO. SONO CITTADINO AIRE E POSSEGGO IMMOBILI IN ITALIA PRESSO I QUALI VORREI FARE DEI B&B. COME POSSO FARE?

  85. Se vuole la contatto per una consulenza, le spiegherò come avviare questa attività e come dovrà dichiarare i relativi redditi.

  86. Ho una figlia citt.ina italiana residente in Spagna da oltre 10 anni, iscritta all’AIRE. lavora in Spagna con soc. delposto. Mia figlia ha una casa in Italia attualmente affittata con regolare contratto. Oltre all’IMU e TASI in che paga in Italia, il commercialista spagnolo dice che deve dichiarare questo immobile al fisco spagnolo e pagare al fisco spagnolo alcune tasse. E’ giusto ciò che dice il professionista spagnolo? Io sapevo che le tasse sugli immobili, nella convenzione con la Spagna, dovevano essere pagate nello stato dove è ubicato l’immobile, proprio per evitare una doppia imposizione fiscale. Volevo informazioni. Grazie

  87. Non è molto corretto quanto afferma. Se vuole ne parliamo in consulenza, così avrà la possibilità di chiarire i suoi dubbi. Mi faccia sapere che le scrivo in privato.

  88. Salve,
    sono residente in svizzera da un anno ed iscritto all’aire. Ho un immobile in italia locato con cedolare secca, è in prossimità alla scadenza di contratto e vorrei passare alla tassazione irpef per potermi scontare una previdenza complementare ed eventuali lavori di restrutturazione dell’immobile.
    domande:
    La tassa irpef è del 23% o devo sommare l’affitto ai miei redditi svizzeri e quidi risulterebbe l’aliquota massima?
    Le spese di ristrutturazione e la prevideza sono rispettivamente detraibili e deducibili dalle tasse che pagherei con l’affitto in irpef?
    Saluti e Grazie,
    Matteo

  89. Salve Matteo, per quesiti di carattere personale mi contatti in privato per una consulenza. Risolverò tutti i suoi dubbi sull’argomento e se vorrà potrà affidarsi a noi per i suoi adempimenti fiscali italiani.

  90. Buongiorno. Sono un italiano residente da un anno a Berlino e mi sono iscritto all’AIRE a maggio 2018.
    In Italia ho un immobile, e lo affitto pagandoci la cedolare secca al 21%. (Con l’ultima dichiarazione dei redditi ho appena saldato il conto per il 2017).
    Domanda: devo dichiarare l’immobile in Germania???

  91. Per la dichiarazione dei redditi 2017 dovrà sicuramente farlo.

  92. Buongiorno, risiedo in Spagna e sono iscritto all’aire. Voreei sapere se posso affittare un immobile di mia proprieta’in Italia con cedolare secca al 10% (concordato). Grazie. Cordialo saluti

  93. Certamente, è possibile, ma dovrà fare attenzione alla fiscalità italiana. Se le serve un commercialista in Italia siamo a disposizione. Se vuole la contatto in privato.

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