Partita Iva Forfettaria: guida per imprenditori e professionisti

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L’opportunità ideale per realizzare i tuoi progetti imprenditoriali o professionali. Stai per avviare una nuova attività, ma ti spaventano i costi della partita Iva? Aprire una Partita Iva Forfettaria potrebbe rivelarsi l’opportunità ideale per realizzare i tuoi progetti: ti basta verificare di essere in possesso dei requisiti necessari e se a conti fatti è la soluzione adatta per gli scopi che ti sei prefisso. Il Regime Forfetario può farti risparmiare molti soldi in termini di imposte e contributi. Questa guida è ideata proprio per chi si trova a compiere il passo decisivo per avviare una nuova attività e non vuole cominciare col piede sbagliato.

Il Regime Forfetario è stato introdotto dalla Legge n. 190/2014, con decorrenza dal 1 gennaio 2015, quale unico regime agevolato destinato alle persone fisiche esercenti attività d’impresa o di arte o professione abituale in possesso di determinati requisiti.

La Legge n. 208/2015 ha ulteriormente modificato il Regime Forfetario, aumentando il limite dei ricavi ed estendendo la possibilità di aderire a tale regime anche a coloro che già hanno un lavoro dipendente con un reddito lordo inferiore ai 30 mila euro. È stata infine introdotta un’aliquota del 5% per i primi cinque anni di attività dei nuovi business.

Per questo aprire una Partita Iva Forfettaria può essere la scelta migliore se stai progettando di avviare la tua attività professionale o imprenditoriale. Se rispetti i requisiti di accesso e di permanenza nel regime, che ti indicheremo più avanti, potrai godere di aliquote di tassazione agevolate, ed in alcuni casi potrai ridurre anche il carico contributivo.

Partita Iva forfettaria

Partita Iva Forfettaria: requisiti

Possono aderire al Regime Forfetario le persone fisiche esercenti attività d’impresa, arti o professioni, a patto che nell’anno precedente:

  • Abbiano conseguito ricavi – cioè percepito compensi, ragguagliati ad anno – non superiori ai limiti indicati nella successiva tabella (suddivisi a seconda del codice ATECO che contraddistingue l’attività esercitata);
  • Abbiano sostenuto spese per un ammontare complessivamente non superiore a €. 5.000 lordi per lavoro accessorio, per lavoratori dipendenti, collaboratori, anche assunti secondo modalità riconducibile a un progetto, comprese le somme erogate sotto forma di utili da partecipazione agli associati;
  • Il costo complessivo, al lordo degli ammortamenti, dei beni strumentali alla chiusura dell’esercizio non superi i €. 20.000;
  • Abbiano eventualmente percepito redditi di lavoro dipendente e redditi assimilati a quelli di lavoro dipendente, nell’anno precedente, inferiori a €. 30.000; la verifica di tale soglia è irrilevante se il rapporto di lavoro è cessato.
GRUPPO DI SETTOREATTIVITA' ATECO 2007SOGLIA RICAVI COMPENSICOEFFICIENTI DI REDDITIVITA'
Industrie alimentari e
delle bevande
(10 – 11)45.00040%
Commercio all’ingrosso
e al dettaglio
45 – (da 46.2 a 46.9) – (da 47.1 a
47.7) – 47.9
50.00040%
Commercio
ambulante di prodotti
alimentari e bevande
47.8140.0040%
Commercio ambulante
di altri prodotti
47.82 – 47.8930.00054%
Costruzioni e attività
immobiliari
(41 – 42 – 43) – (68)25.00086%
Intermediari del commercio46.125.00062%
Attività dei servizi di alloggio
e di ristorazione
(55 – 56)50.00040%
Attività professionali,
scientifiche, tecniche,
sanitarie, di istruzione,
servizi finanziari ed assicurativi
(64 – 65 – 66) – (69 – 70 – 71 – 72 – 73
– 74 – 75) – (85) – (86 – 87 – 88)
30.00078%
Altre attività
economiche
(01 – 02 – 03) –(05 – 06 –07 – 08 – 09)
– (12 – 13 – 14 – 15 – 16 – 17 – 18 – 19
– 20 – 21 – 22 – 23 – 24 – 25 – 26 – 27
– 28 – 29 – 30 – 31 –32 – 33) – (35) –
(36 – 37 – 38 – 39) – (49 – 50 – 51 – 52
– 53) – (58 – 59 – 60 – 61 – 62 – 63)
– (77 – 78 – 79 – 80 – 81 – 82) – (84)
– (90 – 91 – 92 – 93) – (94 – 95 – 96) –
(97 – 98) – (99)
30.00067%

Partita Iva Forfettaria: limite di fatturato

Ai fini dell’individuazione del limite dei ricavi e dei compensi per l’accesso al regime:

  • Non rilevano i ricavi e i compensi derivanti dall’adeguamento agli studi di settore;
  • Nel caso di esercizio contemporaneo di attività contraddistinte da differenti codici ATECO, si assume il limite più elevato dei ricavi e dei compensi relativi alle diverse attività esercitate.

Partita Iva Forfettaria: limite beni strumentali

Il costo complessivo, al lordo degli ammortamenti, dei beni strumentali alla chiusura dell’esercizio non supera €. 20.000. Ai fini del calcolo del suddetto limite:

  • Per i beni in locazione finanziaria rileva il costo sostenuto dal concedente;
  • Per i beni in locazione, noleggio e comodato rileva il valore normale dei medesimi determinato ai sensi dell’articolo 9 del DPR n. 917/86;
  • I beni, detenuti in regime di impresa o arte e professione, utilizzati promiscuamente per l’esercizio dell’impresa, dell’arte o della professione e per uso personale o familiare del contribuente, concorrono nella misura del 50%;
  • Non rilevano i beni il cui costo unitario non è superiore a €. 516,46;
  • Non rilevano i beni immobili, comunque acquisiti, utilizzati per l’esercizio dell’impresa, dell’arte o della professione;
  • Non rilevano taluni costi riferibili ad attività immateriali, come quello sostenuto per l’avviamento o altri elementi immateriali comunque riferibili all’attività, che non si caratterizzano per il loro concreto utilizzo nell’ambito dell’attività d’impresa o di lavoro autonomo (C.M. n. 6/E/2015).

Partita Iva Forfettaria e lavoratori dipendenti

Nella Legge n. 208/2015 è stata introdotta la possibilità di accedere al Regime Forfetario anche per i lavoratori dipendenti e i pensionati che abbiano conseguito un reddito di lavoro dipendente e assimilato nell’anno precedente non superiore a €. 30.000.

In questo modo viene abrogato il requisito che richiedeva la prevalenza dei redditi d’impresa o professionali rispetto a quelli eventualmente percepiti come lavoratori dipendenti o assimilati. Infatti, un dipendente privato può aprire la partita Iva, mantenendo in essere il proprio lavoro dipendente a patto che non vi sia concorrenza tra il lavoro svolto come dipendente e quello a partita Iva (sempre che il contratto di lavoro non lo vieti espressamente).

In mancanza di un esplicito divieto, non vi è alcun problema di coesistenza tra le due attività. Inoltre, relativamente  alla contribuzione previdenziale Inps, occorre precisare quanto segue:

  • Il lavoratore dipendente a tempo indeterminato full time (ovvero con almeno 26 ore lavorative settimanali) che avvia un’attività come ditta individuale laddove il lavoro dipendente è prevalente sia in termini di tempo, sia reddituali (reddito annuo come lavoratore dipendente maggiore del reddito derivante dall’attività commerciale) non è tenuto all’iscrizione alla Gestione commercianti dell’Inps e quindi non deve versare ulteriori contributi;
  • Il lavoratore dipendente che avvia un’attività da libero professionista deve iscriversi alla Gestione separata Inps, versando il contributo in percentuale sul reddito.

Partita Iva Forfettaria: reddito e imposta

Il reddito da assoggettare ad imposta sostitutiva per una Partita Iva Forfettaria si calcola applicando ai ricavi e ai compensi percepiti nel periodo d’imposta il coefficiente di redditività previsto per i diversi codici attività ATECO.

Al reddito così determinato, occorre detrarre i contributi previdenziali versati nell’anno di riferimento, e applicare un’imposta sostitutiva pari al 15%. Al fine di favorire l’avvio di nuove attività, per il periodo d’imposta in cui l’attività è iniziata e per i quattro anni successivi, l’aliquota stabilita è del 5%, a condizione che:

  • Il contribuente non abbia esercitato, nei tre anni precedenti all’apertura della partita Iva, un’altra attività di impresa, artistica o professionale (anche in forma associata o familiare);
  • L’attività da esercitare non costituisca – in nessun modo – una mera prosecuzione di altra attività precedentemente svolta sotto forma di lavoro dipendente o autonomo, escluso il caso in cui tale attività precedente consista nel periodo di pratica obbligatoria ai fini dell’esercizio di arti o professioni;
  • Qualora venga proseguita un’attività svolta in precedenza da altro soggetto, l’ammontare dei relativi ricavi e compensi, realizzati nel periodo d’imposta precedente a quello di riconoscimento del suddetto beneficio, non sia superiore ai limiti previsti per l’accesso al regime in oggetto.

Esempio pratico

Prendiamo in considerazione un’attività professionale con incassi lordi di €. 30.000. Contributi Inps versati alla gestione separata per €. 3.600, con ipotetici costi di acquisto si aggirano intorno ai €. 10.000.

È bene precisare che per l’attività di professionale, con Partita Iva Forfettaria, è previsto un limite di ricavi di €. 30.000, un coefficiente di redditività pari al 78% e inoltre non è possibile dedurre i costi e detrarre l’Iva sugli acquisti. Vediamo, di seguito i calcoli da fare:

Reddito lordo = Incassi lordi per * coefficiente di redditività, quindi €. 23.400 (30.000 * 78%)

Reddito imponibile = Reddito lordo – Oneri deducibili, quindi €. 19.800 (23.400 – 3.600)

Tassazione = Imposta sostitutiva 15% * Reddito imponibile, quindi €. 2.970 (19.800 * 15%)

Contribuzione Inps = Reddito imponibile * 25,72% di aliquota, quindi €. 5.093 (19.800 * 25,72%)

Partita Iva Forfettaria: le agevolazioni

Le principali agevolazioni del Regime Forfetario sono:

  • Esclusione dall’applicazione dell’Iva per le operazioni attive e indetraibilità dell’Iva sugli acquisti;
  • Non assoggettamento a ritenuta d’acconto dei compensi, per i professionisti;
  • Possibilità di sostenere spese per l’impiego di lavoratori nel limite dei €. 5.000 lordi annui;
  • Esclusione dall’applicazione di studi di settore.
  • Esonero dall’obbligo di scritture contabili, sia ai fini Iva, sia reddituali;
  • Esclusione dall’Irap;
  • Esonero dalla presentazione della comunicazione di operazioni rilevanti ai fini Iva (il cosiddetto “spesometro“).
  • Esonero dall’obbligo di comunicazione delle liquidazioni Iva periodiche.

Partita Iva Forfettaria: adempimenti contabili

I contribuenti che adottano il Regime Forfetario devono:

  • Numerare e conservare le fatture d’acquisto e le bollette doganali;
  • Certificare i corrispettivi;
  • Compilare e inviare il modello Intrastat per le operazioni intracomunitarie.

Iva sugli acquisti

I contribuenti con Partita Iva Forfettaria, considerata l’impossibilità di detrarre l’Iva sugli acquisti, si trovano in una fattispecie di esclusione dal campo di applicazione dell’Iva.

Per quanto riguarda le operazioni con l’estero ci sono degli accorgimenti da prendere. Per gli acquisti intracomunitari di beni effettuati – entro la soglia di €. 10.000 – dal contribuente che ha aderito al Regime Forfetario saranno assoggettati a imposta nel Paese di provenienza.

Qualora si superi la soglia dei €. 10.000, il contribuente deve assolvere l’Iva integrando la fattura di acquisto e versando la quota di Iva risultate entro il giorno 16 del mese successivo a quello dell’operazione effettuata e presentare il modello Intrastat.

Lo stesso discorso vale per  le prestazioni “generiche” di servizi relative all’art. 7-ter, ricevute da soggetti esteri (UE o Extra-UE) per i quali il contribuente forfetario deve assolvere l’Iva, compilando la fattura di acquisto estera con indicazione dell’aliquota e dell’imposta, nonché versando l’Iva entro il giorno 16 del mese successivo a quello in cui ha effettuato l’operazione.

In generale, il contribuente che ha aderito al Regime Forfetario deve assolvere l’imposta in tutti i casi in cui trova applicazione il meccanismo del reverse charge.

Per approfondire: “Operazioni estere nel Regime Forfettario

Partita Iva Forfettaria: la fattura

Per coloro che adottano una Partita Iva Forfettaria, la fattura deve riportare la seguente dicitura:

Operazione senza applicazione dell’Iva ai sensi dell’articolo 1, comma 58, Legge n. 190/2014, regime forfetario

Analogamente a quanto avveniva per i contribuenti minimi, sulle fatture emesse di importo superiore a €. 77,47 occorre applicare l’imposta di bollo di 2 euro riportando questa dicitura:

Imposta di bollo assolta sull’originale

Partita Iva Forfettaria: accesso

Contribuenti in attività

Poiché il Regime Forfetario è un regime naturale, i contribuenti che già svolgono un’attività di impresa, arte o professione vi accedono senza dover fare alcuna comunicazione preventiva con il modello AA9/12 o successiva con la dichiarazione annuale (Circolare n. 6/E/2015).

Tali soggetti sono, tuttavia obbligati a inviare apposita comunicazione telematica all’Inps entro il 28 febbraio di ogni anno, qualora interessati a fruire del regime contributivo agevolato.

Contribuenti che iniziano l’attività

I contribuenti che avviano un’attività d’impresa, arte o professione (e che presumono di rispettare i requisiti e le condizioni previste per l’applicazione del regime in esame) hanno l’obbligo di darne comunicazione nella dichiarazione di inizio attività (modello AA9/12). Tale comunicazione non è opzionale, trattandosi di un regime naturale, ma è richiesta unicamente ai fini anagrafici.

L’omessa indicazione nella dichiarazione di inizio attività dell’intenzione di applicare il Regime Forfetario non preclude affatto l’accesso al regime medesimo, ma è punibile con una sanzione amministrativa di cui all’articolo 11, comma 1, lettera a) del D.Lgs. n. 471/97 (dai €. 250 ai €. 2.000).

Scegliere il regime ordinario

I contribuenti che, pur avendo i requisiti necessari per il Regime Forfetario, non intendono usufruire di esso, possono comunque optare per l’applicazione dell’imposta sul valore aggiunto e adottare le imposte sul reddito nei modi ordinari.

Determinante quindi al fine della validità dell’opzione è il comportamento in ultima istanza da parte del contribuente. La preferenza del regime ordinario, che vincola per almeno un triennio, deve essere comunicata con la prima dichiarazione annuale, che si presenta a seguito della scelta operata. Per esempio se si decide di seguire questa via a partire dal periodo d’imposta “n“, la comunicazione va trasmessa col modello Iva per l’anno “n“.

Trascorso il periodo minimo di permanenza nel regime ordinario, l’opzione resta valida per gli anni a venire, fintanto che permane l’applicazione concreta della scelta operata.

Partita Iva Forfettaria: agevolazioni contributive

Per le ditte individuali è obbligatoria l’iscrizione alla gestione IVS artigiani e commercianti Inps che prevede:

  • Il pagamento di contributi dovuti sul reddito minimale stabili per l’anno di riferimento, da versare indipendentemente dal reddito prodotto ovvero € 3.529,06 (3.521,62 IVS + 7,44 maternità) di contributi fissi che coprono un minimale di circa € 15.548 di utile.
  • Il pagamento di contributi a percentuale dovuti sul reddito che eccede il minimale, qualora il reddito effettivo dichiarato per l’anno di riferimento sia superiore al reddito minimale; i contributi sono determinati sulla base delle aliquote previste (circa 23%) entro un massimale
    annuo.

La Legge n. 208/2016 prescrive, per i contribuenti forfettari, l’applicazione del regime contributivo ordinario con una riduzione pari al 35% dei contributi Inps complessivamente dovuti (e quindi contributi fissi sul minimale pari a circa €. 2.300).

Fuoriuscita dal regime

Il Regime Forfetario non è più valido a partire dall’anno successivo a quello in cui viene meno anche solo uno dei requisiti previsti (per esempio, il superamento della soglia dei ricavi). Cioè quando si verifica una delle condizioni di esclusione.

A differenza del regime fiscale di vantaggio di cui al DL n. 98 del 2011, non è più contemplata la cessazione del regime in corso d’anno. Il contribuente fuoriuscito dal Regime Forfetario – dall’anno successivo – deve per forza applicare il regime ordinario sia di tassazione, sia contributivo; perdendo anche l’agevolazione Inps.

A differenza del regime di vantaggio per l’imprenditoria giovanile, l’eventuale fuoriuscita dal regime forfetario non preclude di accedervi nuovamente in seguito, se sono nuovamente rispettati i parametri stabiliti.

Inoltre, sempre in contrasto col regime dei minimi, non scatta l’immediata esclusione dal regime forfetario in caso di superamento del limite dei ricavi o compensi in misura superiore al 50%.

Partita Iva Forfettaria: cause di esclusione

Le cause di esclusione rilevano con riferimento all’anno in corso, a differenza di quanto accade per i requisiti di accesso o permanenza nel regime forfetario, per i quali è necessario far riferimento all’anno precedente. Non possono avvalersi del regime forfetario:

Regimi speciali

I soggetti che si avvalgono di regimi speciali ai fini IVA o di regimi forfettari di determinazione del reddito. Nella fattispecie, non sono compatibili i regimi speciali IVA riguardanti le seguenti attività:

  • Agricoltura e attività connesse e pesca (artt. 34 e 34-bis del DPR n. 633/72);
  • Vendita sali e tabacchi (articolo 74, primo comma, del DPR n. 633/72);
  • Commercio dei fiammiferi (articolo 74, primo comma, del DPR n. 633/72);
  • Editoria (articolo 74, primo comma, del DPR n. 633/72);
  • Gestione di servizi di telefonia pubblica (articolo 74, primo comma, del DPR n. 633/72);
  • Rivendita di documenti di trasporto pubblico e di sosta (articolo 74, primo comma, del DPR n. 633/72);
  • Intrattenimenti, giochi e altre attività di cui alla tariffa allegata al DPR n. 640/72 (articolo 74, sesto comma del DPR n. 633/72);
  • Agenzie di viaggi e turismo (articolo 74-ter, del DPR n. 633/72);
  • Agriturismo (articolo 5, comma 2, della Legge n. 413/91);
  • Vendite a domicilio (articolo 25-bis, comma 6, del DPR n. 600/73);
  • Rivendita di beni usati, di oggetti d’arte, d’antiquariato o da collezione (articolo 36 del D.L. n. 41/95);
  • Agenzie di vendite all’asta di oggetti d’arte, antiquariato o da collezione (articolo 40-bis del D.L. n. 41/95).

L’esercizio di una attività esclusa dal Regime Forfetario, preclude l’accesso al regime per tutte le altre attività anche se non soggette ad un regime speciale. Tuttavia, si ritiene opportuno evidenziare che i produttori agricoli, che rispettano i limiti previsti all’articolo 32 del DPR n. 917/86 sono titolari di reddito fondiario e, pertanto, non esercitando l’attività d’impresa, possono applicare il regime forfetario per le altre attività che intendono svolgere.

Non residenti

I soggetti non residenti, ad eccezione di coloro che risiedono in uno degli Stati membri dell’Unione europea, o in uno Stato aderente all’Accordo sullo Spazio economico europeo che assicuri un adeguato scambio di informazioni, e producono in Italia almeno il 75 per cento del reddito complessivamente prodotto.

Cessione di fabbricati

I soggetti che effettuano, in via esclusiva o prevalente, operazioni di cessione di fabbricati e relative porzioni o di terreni edificabili ovvero  cessioni intracomunitarie di mezzi di trasporto nuovi.

Società di persone

I soggetti che partecipano a società di persone, ad associazioni professionali, di cui all’articolo 5 del DPR n. 917/86, o a società a responsabilità limitata che hanno optato per la trasparenza fiscale, ai sensi dell’articolo 116 del DPR n. 917/86.

E’ tuttavia possibile accedere al regime nelle ipotesi in cui la partecipazione in una società di persone o in una S.r.l. trasparente venga ceduta prima dell’inizio di una nuova attività che da diritto all’accesso al regime forfetario.

Conseguentemente, nel caso di inizio attività, è possibile accedere al regime anche nelle ipotesi in cui la partecipazione in una società di persone o in un S.r.l. trasparente venga ceduta nel corso dello stesso periodo di imposta, ma prima dell’accesso al regime forfetario.

Analogamente, non è preclusa l’applicazione del Regime Forfetario nelle ipotesi in cui la partecipazione sia acquisita nel corso dello stesso periodo di imposta, successivamente alla cessazione dell’attività per la quale il regime è stato applicato.

Lavoro dipendente

I soggetti che nell’anno precedente hanno percepito redditi di lavoro dipendente e/o assimilati di importo superiore a €. 30.000.

Tale  limite, introdotto, con decorrenza 1° gennaio 2016, non opera se il rapporto di lavoro dipendente è cessato nel corso dell’anno precedente, sempre che nel medesimo anno non sia stato percepito un reddito di pensione che, in quanto assimilato  al reddito di lavoro dipendente, assume rilievo, anche autonomo, ai fini del raggiungimento della citata soglia.

Rileva, invece, il citato limite nell’ipotesi in cui, nello stesso anno, il contribuente abbia cessato il rapporto di lavoro dipendente ma ne abbia intrapreso uno nuovo, ancora in essere al 31 dicembre.

Consigli e consulenza

Ora che anche tu conosci tutti gli aspetti del  Regime Forfetario, puoi finalmente valutare  in modo obiettivo se avviare una nuova  attività ed usufruire di tutti i vantaggi offerti  da questo regime.

Se vuoi comprendere meglio alcuni aspetti  della tua attività o capire se questo regime  può essere davvero l’ideale per il tuo nuovo  business, sarò lieto di fornirti tutte le informazioni di cui hai bisogno.

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