Regime BEX: spunti di pianificazione fiscale

Condivisioni

La normativa sulla branch exemption (Regime BEX), di cui all’articolo 168-ter del DPR n. 917/86 consente all’impresa residente di optare per l’esenzione degli utili e delle perdite attribuibili a tutte le proprie stabili organizzazioni estere. Per il periodo transitorio di introduzione del sistema di esenzione, è previsto un meccanismo di recapture delle perdite prodotte dalla stabile organizzazione eventualmente oggetto di opzione, ed i cui redditi futuri sfuggiranno dall’imposizione italiana. In particolare, se nei cinque periodi d’imposta antecedenti a quello in cui ha effetto l’opzione, l’impresa residente dovesse aver utilizzato perdite fiscali prodotte dalla sua branch estera, i successivi redditi imponibili realizzati dalla medesima stabile saranno tassabili in capo alla casa-madre italiana sino al totale riassorbimento delle perdite. 

Il nostro legislatore fiscale con il D.Lgs. n. 147/2015 è andato a modificare, introducendo l’articolo 168-ter del DPR n. 917/86 il regime fiscale di tassazione delle branch estere di aziende residenti nel nostro Paese. In particolare è stato introdotto un particolare regime opzionale di tassazione applicabile indistintamente a tutte le branch estere, il quale prevede l’esenzione degli utili e delle perdite delle branch dalla base imponibile estera, per essere attratti ad imposizione nazionale.

Tale regime, nominato “branch exemption” o “Regime BEX” consente all’azienda residente in Italia che opera all’estero attraverso la creazione di branch di esentare la tassazione della stabile organizzazione nel Paese di residenza, per “attrarlo” secondo il principio di territorialità, nel Paese di residenza della propria Casa Madre. Naturalmente, la contropartita dell’esenzione è data dall’esclusione delle perdite della branch estera dalla formazione dell’imponibile domestico.

In pratica, questo regime consente alle imprese residenti nel territorio dello Stato di optare per l’esenzione degli utili e delle perdite attribuibili alle proprie stabili organizzazioni estere, rappresentando un’alternativa al meccanismo del credito di imposta, per il recupero delle imposte estere.

Regime BEX

Vediamo, in questo contributo quali sono alcuni spunti di pianificazione fiscale guardando alla disciplina del Regime BEX.

Branch estera: il regime normale

Nel regime normale di tassazione dei redditi delle branch estere l’Italia rinuncia a tassare i profitti esteri delle stabili organizzazioni per consentire alle proprie imprese di fruire pienamente delle agevolazioni e dell’eventuale minore aliquota fiscale dello Stato estero, evitando la tassazione domestica concorrente.

Lo scopo della norma non può che essere quello di offrire alle imprese italiane che operano oltre confine una maggior competitività sul mercato, fornendo uno strumento di esenzione dall’imposizione italiana dei profitti realizzati in altra giurisdizione. Naturalmente questo regime “normale” (ma anche il regime BEX), sono preclusi ai soggetti non residenti che esercitano attività d’impresa in Italia mediante una stabile organizzazione, anche qualora quest’ultima eserciti a sua volta un’attività all’estero mediante un’altra branch.

Per quanto riguarda l’individuazione di una (o più) stabili organizzazioni, il legislatore ha previsto la possibilità per l’impresa residente di interpellare l’Agenzia delle entrate ai sensi dell’articolo 11, comma 1, lettera a), della Legge n. 212/2000, in merito alla sussistenza di una stabile all’estero ai fini della sua inclusione nel perimetro dell’esenzione.

Regime BEX: opzione e dichiarazione

L’aspetto principale del regime BEX riguarda l’opzione esercitabile dall’impresa residente in Italia. E’ infatti possibile optare per l’esenzione degli utili e delle perdite attribuibili a tutte le proprie stabili organizzazioni sulla base del meccanismo all in, all out.

L’aspetto totalitario dell’opzione per il regime BEX comporta che in presenza di più stabili organizzazioni l’impresa residente non possa scegliere di includere nel regime dell’opzione solo alcune branch mantenendo, contestualmente, il sistema del credito d’imposta per le altre. Appare ovvio che con questo meccanismo il legislatore abbia voluto evitare il c.d. “cherry pickingnel consolidamento delle stabili in perdita ed esenzione per quelle profittevoli.

L’opzione per il regime BEX è irrevocabile e deve essere esercitata al momento della costituzione della stabile organizzazione con effetto dal medesimo periodo d’imposta, attraverso l’indicazione nella dichiarazione dei redditi del numero di stabili organizzazioni estere e del relativo Stato o territorio di localizzazione. L’efficacia dell’opzione viene meno solo a seguito della chiusura delle stabili esenti (salvo quanto previsto in caso di operazioni straordinarie).

Il recapture delle perdite

Per quanto riguarda le stabili organizzazioni già esistenti, il comma 6 dell’articolo 168-ter prevede che l’opzione possa essere esercitata entro il secondo periodo d’imposta successivo a quello in corso alla data di entrata in vigore delle disposizioni.

Inoltre, per il periodo transitorio di introduzione del sistema di esenzione, il comma 7 dell’articolo 168-ter introduce un meccanismo di recapture delle perdite prodotte dalla stabile organizzazione eventualmente oggetto di opzione, ed i cui redditi futuri sfuggiranno dall’imposizione italiana. In particolare, se nei cinque periodi d’imposta antecedenti a quello in cui ha effetto l’opzione, l’impresa residente dovesse aver utilizzato delle perdite fiscali prodotte dalla sua branch estera, i successivi redditi imponibili realizzati dalla medesima stabile saranno tassabili in capo alla casa-madre italiana sino al totale riassorbimento delle perdite.

L’imponibilità dei redditi in capo alla casa madre fino al riassorbimento delle perdite si ha soltanto se queste ultime sono state effettivamente utilizzate, ossia:

  • Hanno compensato in tutto o in parte il reddito imponibile della casa madre italiana;
  • Sono state trasferite al consolidato fiscale (le perdite da considerare ai fini del recapture devono essere nettate degli utili prodotti dalla stabile organizzazione nel medesimo quinquennio).

Branch nel modello Redditi

A tal riguardo, al fine di monitorare le perdite nette attribuite alle stabili organizzazioni, per ciascuna branch all’estero deve essere compilato un distinto modulo del quadro RF, avendo cura di numerare distintamente ciascuno di essi. Per ciascuna stabile organizzazione deve essere indicato:

  • Il numero progressivo di ciascuna stabile organizzazione;
  • Il codice di identificazione fiscale della stabile organizzazione, ove attribuito dall’Autorità fiscale del Paese di localizzazione;
  • Il codice dello Stato o territorio estero;
  • Nel caso in cui la stabile organizzazione sia già esistente, i redditi e le perdite attribuibili alla stessa nei cinque periodi d’imposta antecedenti a quello di effetto dell’opzione;
  • La perdita netta risultante dalla somma dei redditi e delle perdite attribuibili alla branch nei cinque periodi d’imposta antecedenti;
  • Il reddito imponibile pari al minore importo tra il reddito della stabile organizzazione prodotto nel periodo d’imposta oggetto della presente dichiarazione e la perdita netta.

Nei casi in cui la stabile organizzazione sia localizzata in Stati Black List o Stati White List con un livello di tassazione non superiore alla metà di quello applicato in Italia e che conseguono prevalentemente passive income, occorre compilare la sezione denominata “Art. 167, comma 8-quater” indicando specificamente se:

  • Non sia stata presentata istanza di interpello e sussistano le condizioni per la disapplicazione della disciplina CFC (vanno quindi indicate le esimenti eventualmente applicabili);
  • Sia stata presentata istanza di interpello, ma non sia pervenuta risposta favorevole e non siano soddisfatte le condizioni per la disapplicazione della disciplina CFC.

Il reddito della branch esente

Una volta chiarite le modalità di opzione per il regime BEX, vediamo ora, le modalità di determinazione del reddito attribuibile alla stabile organizzazione, ovvero la quota di reddito esente da imposizione in Italia.

Il comma 10 dell’articolo 168-ter prevede che il reddito della stabile organizzazione esente debba essere determinato secondo i criteri previsti dall’articolo 152 del DPR n. 917/86, anche con riferimento alle transazioni intercorse tra la casa madre e la branch stessa, nonché tra questa e le altre imprese del gruppo.

L’approccio OCSE denominato AOA – ossia l’approccio condiviso dai Paesi aderenti per l’allocazione del reddito alla stabile organizzazione – consente la determinazione del profitto da allocare alla stabile organizzazione sulla base di un articolato procedimento di valutazione delle attività e delle funzioni ascrivibili alla stabile organizzazione stessa.

Questa metodologia consiste nell’ipotizzare la stabile organizzazione come un’impresa autonoma e indipendente dalla casa madre, che svolge le proprie funzioni, utilizza propri assets e assume i rischi delle attività intraprese. Una volta determinate le funzioni, gli assets e i rischi imputabili alla stabile organizzazione, quale soggetto autonomo e separato, si procede alla valutazione delle operazioni che ne derivano, applicando in analogia le linee guida fornite in materia di prezzi di trasferimento.

Detto metodo di allocazione del profitto richiede inoltre la valutazione dei rapporti interni tra la stabile organizzazione e la casa madre. Questo principio è esteso anche alle operazioni intercorse con le altre società del gruppo a cui la casa madre appartiene. In via generale, queste non dovrebbero determinare effetti dirompenti, restando fermo il principio di valutazione basato sulla libera concorrenza di cui all’articolo 9 del Modello OCSE, sostanzialmente equivalente al “valore normale” dell’articolo 9 del DPR n. 917/86.

Normativa ACE

Per quanto riguarda la determinazione del reddito da attribuire alla casa madre italiana alcune osservazioni devono essere fatte in merito all’agevolazione ACE (Aiuto alla Crescita Economica).

Il capitale proprio della casa madre al 31 dicembre 2010 deve essere decurtato per un ammontare pari al fondo attribuito figurativamente alla branch esente, qualora quest’ultima fosse esistente a tale data. Nel diverso caso in cui la stabile organizzazione fosse costituita dopo il 31 dicembre 2010, il fondo di dotazione attribuito figurativamente alla stessa influenzerà solo il patrimonio netto di periodo della casa madre italiana.

La dotazione patrimoniale da attribuire alla stabile organizzazione deve essere determinata, anche tenuto conto del grado di capitalizzazione della società nel suo complesso, in funzione delle attività esercitate dalla stessa, degli asset materiali e immateriali di cui dispone per le proprie funzioni e dei rischi da essa assunti.

Regole CFC

In qualora le stabili organizzazioni siano localizzate nei Paesi Black List, il regime BEX non opera, ma trova applicazione il regime d’imputazione per trasparenza in base alle regole dell’art. 167 del DPR n. 917/86.

Per le stabili organizzazioni CFC gli utili sono interamente imponibili in Italia separatamente e per trasparenza, al momento della loro generazione e a prescindere dalla relativa distribuzione, secondo le stesse modalità previste per gli utili provenienti da subsidiary CFC. Le medesime regole valgono per le stabili organizzazioni insediate in Stati White List con un livello di tassazione non superiore alla metà di quello applicato in Italia e che conseguono prevalentemente passive income (ai sensi dell’art. 167, comma 8- bis, del DPR n. 917/86).

Vale la pena aggiungere come questo regime possa dare luogo ad un trattamento penalizzante rispetto alle ipotesi di assenza di opzione e conseguente consolidamento della stabile estera nel reddito del soggetto residente. Ed invero, il regime CFC rende il reddito della branch soggetto a tassazione separata, tale che eventuali perdite estere non saranno compensabili con la base imponibile complessiva, ma solo con futuri redditi della stabile organizzazione. Si potrà avere, quindi, un trattamento svantaggioso rispetto al regime ordinario del credito d’imposta in base al quale le perdite di stabili organizzazioni – anche se black list – sono sempre computabili nella base imponibile della casa madre.

Pianificazione de Regimne BEX

Uno degli aspetti fondamentali del regime BEX è il suo carattere totalitario.

Se da una parte l’esercizio dell’opzione comporta l’esenzione degli utili, dall’altro vi è l’impossibilità di imputare le perdite della branch alla casa madre. La norma delimita in maniera chiara il principio totalitario a tutte le stabili organizzazioni all’estero della singola impresa residente.

Nel medesimo gruppo societario, alcuni soggetti potranno quindi optare per l’esenzione e altri rimanere nel regime di default del credito di imposta. E’ evidente la necessità di un’attenta valutazione degli impatti fiscali correlati alla scelta di tale regime; scelta che viene resa ancor più delicata dall’irrevocabilità dell’opzione. Verosimilmente, il carattere totalitario dell’opzione rischia di essere un freno all’applicazione di un istituto finalizzato a migliorare la competitività delle imprese italiane operanti all’estero.

Scissione o conferimento della holding

Possiamo, tuttavia, fare qualche ipotesi per valutare l’impatto della normativa. Ipotizziamo che la holding di un gruppo residente costituisca una nuova società, la Alfa Srl, alla quale trasferisca l’iniziativa imprenditoriale estera, ivi inclusa la branch (un cantiere, una commessa estera, nonché un lavoro in appalto). Il trasferimento ad Alfa Srl potrebbe avvenire tramite un’operazione di scissione o di conferimento.

La Alfa Srl conferitaria subentrerà così nella posizione del soggetto conferente in ordine agli elementi dell’attivo e del passivo dell’azienda stessa. Analogamente a quanto avviene per altri istituti incentivanti (vedi Patent Box), difatti, non dovrebbe essere preclusa ad una impresa (una holding) italiana la possibilità di una simile “pianificazione”. In questo modo alte branch estere della holding resteranno a regime ordinario, mentre le branch trasferite alla nuova società, avranno il nuovo regime BEX.

Peraltro, nell’esempio su Alfa Srl non sembra identificarsi alcun vantaggio fiscale, considerato che già il meccanismo di recupero delle perdite fiscali pregresse risulterà applicabile al momento del trasferimento della stabile ad altra impresa del gruppo che fruisca dell’opzione.

Infine, anche provando a ragionare nell’ipotesi opposta, di subsidiary convertita in stabile, non sorgono dubbi sull’eventuale diminutio del soggetto estero e gli eventuali benefici ottenuti dal gruppo di appartenenza della impresa residente (divenuta casa madre) in termini di totalitarietà. Se così non fosse, il tema si sposterebbe sull’analisi dei principi generali di liberà fondamentali e di mezzo utilizzato per intraprendere un’attività economica all’estero.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Condivisioni