Danimarca: normativa fiscale danese per privati e società

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In questa guida troverai molte informazioni di natura fiscale che possono esserti utili per capire perché può essere conveniente trasferirsi in Danimarca se sei un imprenditore o un professionista. Troverai tutte le informazioni che riguardano la normativa fiscale e societaria, per valutare un tuo possibile trasferimento in questo Paese. Tutte le info sulle tasse in Danimarca.

Trasferirsi all’estero e andare a cercare fortuna in Paese che offra maggiori opportunità è il sogno di molti, per questo motivo abbiamo deciso di dedicare questo report ad un Paese molto gettonato dagli Italiani per un trasferimento, ovvero la Danimarca.

Andare a vivere all’estero, lasciando l’Italia, non è una situazione semplice perché se non effettuata correttamente, può comportare delle conseguenze, da un punto di vista fiscale, veramente importanti. Non sono pochi i soggetti che si sono visti recapitare accertamenti volti a riportare in Italia la propria residenza fiscale, anche se magari vivevano serenamente all’estero da anni.

Questo non vuol dire che non sia possibile trasferirsi all’estero e vivere serenamente in un altro Paese senza avere noie fiscali, ma per farlo è necessario conoscere bene quali sono i rischi che si corrono e quali siano le modalità per effettuare un trasferimento all’estero in tutta sicurezza e tranquillità.

Per questo, prima di leggere questo report, ti invito a riflettere bene e non prendere decisioni affrettate in merito ad un tuo possibile trasferimento. Avvalersi di professionisti preparati in questo ambito sarà per te un valore aggiunto e ti consentirà di dedicarti costantemente alla tua attività principale. Vediamo, quindi le info necessarie per trasferirsi in Danimarca.

Trasferirsi in Danimarca

Siete pronti a conoscere meglio l’Austria da un punto di vista societario e fiscale? Si comincia!

Trasferirsi in Danimarca: normativa societaria

Forme societarie

L’esercizio di attività imprenditoriale in Danimarca può avvenire nelle forme della società, della partnership e dell’impresa individuale.

Le forme societarie più diffuse sono l’Aktieselskab (A/S), l’Anpartselskab (ApS), e la Societas Europaea(SE), rispettivamente equivalenti alla società per azioni (SpA), alla società a responsabilità limitata (Srl) ed alla società europea (SE).

Nelle Aktieselskaber la responsabilità del socio è limitata all’ammontare della quota sottoscritta o al suo prezzo d’acquisto. Il capitale nominale non deve essere inferiore a DKK 500mila, il 25% del quale deve essere interamente versato prima della registrazione. La quota massima di proprietà straniera consentita è del 100%.

Gli organi direttivi consistono in un Consiglio di amministrazione (minimo 3 direttori) ed uno o più direttori esecutivi, ovvero in un Consiglio dei direttori affiancato da un ente di sorveglianza (minimo tre persone). Il Consiglio di amministrazione è eletto dai soci. Se la A/S impiega più di 35 dipendenti per 3 anni consecutivi, questi hanno il diritto di essere rappresentati nel Consiglio di amministrazione o nell’ente di sorveglianza.

Da norme simili sono generalmente regolate le Anpartsselskaber, con le seguenti differenze:

  • Il capitale sociale nominale non deve essere inferiore a DKK 50mila e deve essere interamente versato prima della registrazione;
  • Organo direttivo può essere un Consiglio di amministrazione o un Consiglio di amministrazione con direttori esecutivi, o ancora un Consiglio dei direttori affiancato da un Consiglio di sorveglianza;
  • Consiglio di amministrazione ed ente di sorveglianza sono obbligatori soltanto nel caso in cui la ApS abbia alle dipendenze più di 35 persone per 3 anni consecutivi. In tal caso, come per la A/S, i dipendenti hanno il diritto di essere rappresentati nel Consiglio di amministrazione o nell’ente di sorveglianza.

Costituzione della società

La creazione di una società sussidiaria in Danimarca può avvenire nella forma della costituzione di una società nuova ovvero nell’acquisizione di quote in una società esistente.

Il processo di costituzione di una nuova società inizia con la registrazione, che può avvenire anche on line, ma che richiede una serie di passi preliminari:

  • Il trasferimento di un capitale iniziale di DKK 50 milioni sul conto da parte del legale danese;
  • La presentazione del nominativo e copia dei passaporti del o dei membri del Consiglio di amministrazione e del Consiglio direttivo, se esistente. Costoro possono risiedere all’estero;
  • La presentazione di un memorandum e degli articoli di associazione della costituenda società, che deve contenere obbligatoriamente le seguenti informazioni: ragione sociale, fini della società, capitale sociale, diritti dei soci, scelta del management, assemblea annuale dei soci, anno fiscale;
  • Descrizione della struttura proprietaria della casa madre e copie dei passaporti dei soci in possesso di oltre il 25% del capitale.

All’atto della registrazione – che deve avvenire entro 15 giorni dalla firma del memorandum di associazione e almeno 8 giorni lavorativi prima dell’inizio dell’attività – l’Agenzia danese per le imprese (Erhvervsstyrelsen) invia la documentazione necessaria all’amministrazione centrale delle dogane e imposte (SKAT).

È necessaria una registrazione separata per Iva ovvero imposta sulle retribuzioni, dazi doganali, attività import-export esterna all’UE e AM-tax (se esistono dipendenti).

È richiesta la registrazione per qualsiasi permesso specifico eventualmente necessario allo svolgimento dell’attività lavorativa.

In alternativa, l’acquisizione di quote in una società esistente (shelf company) consente l’immediato avvio dell’attività. All’atto dell’acquisizione deve seguire la convocazione di un’assemblea straordinaria degli azionisti al fine di approvare le necessarie modifiche statutarie, eleggere i nuovi membri del Consiglio direttivo e nominare l’auditor. Dette modifiche devono poi essere registrate presso l’Agenzia danese per le imprese.

Filiale di azienda estera

Infine, la filiale estera registrata di una società straniera può svolgere in Danimarca qualsiasi attività fra quelle elencata nello statuto della casa madre. La registrazione presso l’Agenzia danese per le imprese richiede la presentazione dei seguenti documenti:

  • Se la casa madre è costituita nell’UE o nello Spazio economico europeo: certificazione di esistenza legale della casa madre nel Paese di costituzione, procura conferita al direttore della filiale, documentazione relativa alla persona autorizzata alla firma;
  • Se la casa madre è costituita all’esterno dell’UE o dello Spazio economico europeo: copia dello statuto e del documento di costituzione della società straniera, dichiarazione dell’autorità straniera competente che comprovi il diritto di una società danese a registrare una propria filiale nel Paese in oggetto.

Trasferirsi in Danimarca: normativa fiscale

Tassazione delle persone giuridiche

Soggetti d’imposta sono le società residenti e le società non residenti che dispongono di una filiale o di una stabile organizzazione in Danimarca.

Le società residenti (ai fini fiscali si considerano tali quelle costituite in Danimarca o aventi nel Paese la “sede della gestione effettiva”, intendendo con ciò la casa madre, la direzione o comunque il proprio centro decisionale per gli affari quotidiani) sono assoggettate all’imposta per il totale del reddito prodotto a livello mondiale, inclusi interessi e royalties prodotti all’estero; non fanno invece parte dell’imponibile i redditi derivanti dall’attività di una filiale estera di società danese o da proprietà immobiliari all’estero. Per reddito imponibile s’intende il reddito lordo al netto delle spese di produzione.

Le società non residenti sono assoggettate all’imposta per il totale del reddito prodotto in territorio danese (inclusi i redditi derivanti da proprietà immobiliari) tramite una filiale o un’altra forma di stabile organizzazione. Sono inoltre assoggettate a withholding tax in relazione a determinate categorie di redditi di fronte danese.

La normativa danese consente, a fini di lotta all’evasione, la riclassificazione quali società delle filiali e delle stabili organizzazioni di società o gruppi esteri, nel caso in cui queste siano considerate come società sulla base della normativa fiscale di un Paese straniero.

Dal 1° gennaio 2016 l’aliquota gravante sul reddito imponibile, inclusi i capital gains, è pari al 22%, identica per società private, pubbliche e loro filiali.

Reddito imponibile

Il calcolo del reddito imponibile tiene conto dei risultati presentati nel bilancio annuale, con le correzioni previste dalla normativa in casi specifici. In particolare:

  • Scorte, giacenze di magazzino e lavori in corso possono essere valutati in base al prezzo di mercato, al metodo FIFO o al costo di produzione. Non è accettato il metodo LIFO. È possibile il deprezzamento di giacenze immobili oppure obsolete;
  • capital gains sono trattati normalmente come reddito imponibile, ma il loro calcolo segue regole specifiche che tengono conto della natura dei diversi strumenti (obbligazioni, altri titoli, contratti a termine, futures, options ecc.);
  • Le azioni quotate in portafoglio sono tassate in base al principio mark to market, gli incrementi di valore sono tassati annualmente. Le azioni non quotate possono essere tassate solo in caso di guadagno realizzato, salvo il caso in cui si sia scelto il metodo mark to market. Possono essere esenti da tassazione i guadagni dalla vendita di azioni non quotate, nonché i capital gains su azioni di società qualificate, (es. quelle in cui il soggetto dispone di una partecipazione non inferiore al 10%). In caso di adozione del principio mark to market, le perdite possono essere dedotte dall’imponibile;
  • Sono soggetti a tassazione gli utili dalla vendita di beni immobili, corretti in base al ricalcolo su base cash dei valori di acquisto e di vendita, al deprezzamento del valore catastale o a cancellazioni, ed al periodo di proprietà. Le perdite sono deducibili soltanto se l’attività primaria della società è il commercio in immobili; in tal caso è ammesso il riporto in avanti a tempo indefinito (fino a DKK 7.747mila annui);
  • I proventi dalla vendita di macchinari e attrezzature devono essere dedotti dal calcolo degli ammortamenti;
  • I proventi netti imputabili alla cessione di goodwill (avviamento) sono parte del reddito imponibile (perdite sono deducibili).
I dividendi ricevuti

I dividendi ricevuti dalla società danese ovvero dalla stabile organizzazione di una società straniera, fiscalmente residente in un Paese con il quale la UE ha in essere un trattato fiscale, da parte di altra società danese o straniera, non vanno a formare la base imponibile se:a) la società ricevente possiede almeno il 10% della società che distribuisce il dividendo, e b) la società distributrice risiede nell’UE o in un Paese con il quale l’UE ha in essere un trattato fiscale e non può dedurre gli interessi distribuiti a fini fiscali; ovvero se: a) la società ricevente esercita un’influenza decisiva sulla società distribuente, e b) la società distributrice non può dedurre gli interessi distribuiti a fini fiscali.

Withholding tax e dividendi

I dividendi distribuiti da una società danese ad una società non residente sono esenti da withholding tax nei seguenti casi:

  • E’ applicabile la Direttiva UE sui rapporti fra casa madre e sussidiaria;
  • I dividendi pagati dalla società danese rappresentano “quote di gruppo” (quote in una società soggetta a tassazione congiunta obbligatoria in Danimarca ovvero ammessa alla tassazione congiunta in Danimarca su base volontaria);
  • I dividendi pagati dalla società danese rappresentano “quote sussidiarie” (quote in una società di cui l’azionista possiede direttamente non meno del 10% del capitale sociale ovvero in una società che beneficia dell’esenzione o della riduzione della tassazione dei dividendi in base alla citata Direttiva UE o ad un trattato fiscale con il Paese di residenza).

In tutti gli altri casi è applicata sui dividendi una withholding tax del 27%, L’aliquota è ridotta al 15% quando la società ricevente detiene meno del 10% del capitale della società distribuente e le autorità fiscali del Paese in cui questo è residente sono vincolate allo scambio di informazioni con le autorità fiscali danesi.

La withholding tax non viene in genere applicata sugli interessi a favore di non residenti. In taluni casi un’affiliata straniera può risultare tassabile nella misura del 22% sugli interessi ricevuti in relazione a crediti nei confronti di una società danese. La tassa può essere ridotta o eliminata in base ad un trattato fiscale o all’applicazione della citata Direttiva UE.

Sulle royalties corrisposte a non residenti grava una withholding tax del 22%, salvo diversa disposizione in base ad un trattato fiscale o all’applicazione della citata Direttiva UE.

Dividendi

I dividendi su azioni quotate sono soggetti all’imposta sugli utili nella misura del 22%; ne sono esclusi quelli ricevuti a titolo di quota di sussidiaria o quota di pertinenza del gruppo.

I dividendi ricadono nella prima categoria quando: a) l’azionista possiede direttamente almeno il 10% del capitale sociale nominale; b) la società è di diritto danese, oppure è straniera e vale la Direttiva UE sulle relazioni fra casa madre e sussidiaria, ovvero valgono le disposizioni di un trattato fiscale di cui la Danimarca è parte.

I dividendi ricadono nella prima categoria quando sia l’azionista sia la società distributrice sono soggetti a consolidamento fiscale volontario in Danimarca o, possedendone i requisiti, non optano per il consolidamento fiscale mondiale.

I dividendi su azioni non quotate sono tassabili nella misura del 70%.

Capital gains

Sono soggetti all’imposta sugli utili nella misura del 22%. Analogamente ai dividendi, sono esenti i capital gains derivanti da quote di sussidiaria o quote di pertinenza del gruppo; sono esenti anche quelli provenienti dalla vendita di azioni non quotate.

I capital gains risultanti dalla vendita di azioni di una società registrata nell’area economica europea o in altro Paese con il quale la Danimarca abbia siglato un trattato in materia fiscale sono esenti da imposta a condizione che le azioni siano state detenute in portafoglio per non meno di due anni, e che la quota in portafoglio durante tale periodo non sia stata inferiore al 25%. Dal 1° gennaio 2009 l’esenzione viene applicata anche ai capital gains su azioni acquisite a seguito di riorganizzazione aziendale, purché non meno del 25% del capitale sia stato detenuto in portafoglio ininterrottamente per almeno 3 anni.

Transfer pricing

Le norme in materia di transfer pricing si applicano a tutte le transazioni fra casa madre e affiliate, residenti o non residenti. Il criterio principale è il controllo (diretto o indiretto) di oltre il 50% del capitale sociale ovvero di oltre il 50% dei diritti di voto. La Danimarca segue le Direttive comunitarie stabilite nel 2010 per la scelta del metodo più adeguato; nel caso in cui più metodi risultino applicabili, i metodi tradizionali basati sulle transazioni sono preferiti a quelli basati sugli utili.

La documentazione allegata alla cartella delle imposte deve includere la descrizione del gruppo, della sua organizzazione, struttura e attività primarie, la sintesi di redditi e utili pre-tax almeno per gli ultimi 3 anni, un’analisi funzionale di attivi e rischi, la scelta del metodo e la descrizione dei dati su cui esso si basa.

Danimarca: tassazione delle persone fisiche

A differenza dell’imposizione fiscale sulle imprese, relativamente modesta a raffronto con il resto del mondo, la pressione fiscale sulle persone fisiche in Danimarca è elevata, se si tiene conto di tutte le tasse e imposte. Il regime fiscale è progressivo e le aliquote sono particolarmente elevate a livello di tassazione locale.

Sono considerate fiscalmente residenti le persone fisiche residenti in via permanente, o che soggiornino in Danimarca per un periodo continuativo non inferiore a 180 giorni, ovvero che abbiano in Danimarca il centro dei loro interessi personali, familiari o professionali.

Per i residenti oggetto della base imponibile è il reddito mondiale della persona fisica, suddiviso in reddito guadagnato (redditi da lavoro dipendente, utili e commissioni derivanti dall’esercizio di attività imprenditoriale o professionale, redditi da attività sportive o artistiche, royalties, trattamenti pensionistici e altri introiti di natura sociale e previdenziale) e reddito non guadagnato (interessi, dividendi, capital gains, canoni d’affitto di immobili, alcune polizze assicurative ed ogni altro reddito che non sia specificamente dichiarato esente dalla legislazione danese).

Per i non residenti la base imponibile è costituta dai redditi prodotti in Danimarca.

All’imponibile sul reddito da lavoro dipendente contribuiscono bonus ed ogni altra forma di beneficio (alloggio gratuito, auto ecc.). L’imponibile sui redditi da attività commerciali e professionali è in genere calcolato in maniera analoga al caso delle società.

La maggior parte dei redditi guadagnati sono soggetti a trattenuta alla fonte (AM-tax o Arbejdsmarkedsbidrag, lett. contributo al mercato del lavoro) nella misura dell’8% del reddito lordo.

Imposta e aliquote

Il reddito netto è soggetto ad aliquota progressiva (comprendente imposte statali e locali) che va dal minimo del 38% al massimo del 52%, comprensiva di imposta statale, imposta locale e tassa sulla salute. Includendo la trattenuta alla fonte si perviene ad un’aliquota marginale del 55,8%.

L’imposta statale grava nella misura del 9,08% sullo scaglione inferiore del reddito (dal 2015 fino a DKK 467.300 annui, al netto della AM-tax) e del 15% sullo scaglione di reddito superiore (oltre DKK 467.300 annui, sempre al netto della AM-tax).

La tassa regionale per contributo al sistema sanitario (Sundhedsbidrag) è calcolata sulla porzione del reddito imponibile che rientra nello scaglione superiore. Questa tassa è in via di graduale eliminazione. L’aliquota è del 2% dal 2017; sarà ulteriormente ridotta all’1% nel 2018 e azzerata con il 2019.

Ai fini dell’imposta sul reddito delle persone fisiche è ammessa la deduzione annua fino a DKK 43.400; l’eventuale deduzione non utilizzata è trasferibile fra i coniugi. Fra le deduzioni più comuni figurano:

  • Contributo a schemi pensionistici autorizzati in Danimarca (e in alcuni casi nell’UE), fino a DKK 52.400;
  • Premi di assicurazioni sulla disoccupazione (in base al costo effettivo) e costo dell’iscrizione ad un sindacato (fino a DKK 6.000);
  • Spese per interessi su mutui immobiliari e altri debiti;
  • Doppia residenza fiscale del nucleo familiare (fino a DKK 26.200);
  • Donazioni a favore di enti di beneficenza (fino a DKK 15.200);
  • Spese di viaggio e trasporto non coperte dal datore di lavoro (fino a DKK 26.200);
  • Per spese connesse con lavoro dipendente (fino a DKK 28.000).
  • Non sono previste deduzioni specifiche per i figli a carico, ma i contributi statali a favore dei figli (minori di 17 anni) sono esentasse.
Regime fiscale speciale dei lavoratori espatriati

Gli stranieri che prestano lavoro temporaneamente in Danimarca possono optare per un’aliquota fiscale fissa del 31,92% per i primi 5 anni. I criteri da rispettare da parte del dipendente sono i seguenti:

  • Deve essere un ricercatore o un “dipendente altamente qualificato” (key personnel); tale definizione indica i dipendenti con retribuzione lorda mensile non inferiore a DKK 61.600 (dal 2015), comprensiva di AM-tax e contributi sociali;
  • Non deve partecipare (o avere partecipato nei 5 anni precedenti) direttamente o indirettamente alla gestione o al controllo della società in Danimarca o al suo capitale (calcolo in base alla percentuale della proprietà o dei diritti di voto);
  • Non deve essere incorso in infrazioni fiscali nei confronti dell’erario danese nei 10 anni precedenti.

Il dipendente che beneficia del suddetto regime speciale rinuncia alle deduzioni generalmente ammesse per i lavoratori espatriati e in generale alle deduzioni ammesse in relazione al lavoro dipendente; restano valide le deduzioni ammesse a fronte di redditi diversi (ad es. interessi, dividendi ecc.).

Imposta sul valore aggiunto

L’imposta sul valore aggiunto (merværdiafgift o MOMS) grava sulle vendite e importazioni di beni e della prestazione della maggior parte dei servizi. Non si applica alle esportazioni. È calcolata in base al valore cif del bene importato. L’aliquota standard è del 25%. Non sono previste aliquote ridotte ma le esenzioni sono numerose: servizi finanziari, assicurazioni, trattamenti medici e dentistici, ricoveri ospedalieri, istruzione, trasporto passeggeri sono le più rilevanti.

La registrazione ai fini della MOMS è obbligatoria per le società residenti con giro d’affari annuo superiore a DKK 50.000. Tale soglia non si applica nel caso di società residenti in Paesi esterni all’UE, che devono nominare un proprio rappresentante fiscale in Danimarca. Le società residenti in altri Stati membri dell’UE che vendono prodotti tramite servizio postale o Internet la soglia minima per la registrazione è ridotta a DKK 280.000 (37.333 euro).

I nostri consigli

Quello che hai letto è un report che può aiutarti a capire come funziona da un punto di vista economico e fiscale la Danimarca. Sicuramente, da solo questo report non può farti prendere una decisione.

Sicuramente trasferirsi in Danimarca è conveniente sia per chi vuole dedicarsi ad un’attività di lavoro attraverso l’apertura di una società, tenendo comunque presente che la tassazione sulle persone fisiche è una delle più alte d’Europa. Tuttavia, può essere interessante sfruttare, per chi ne ha i requisiti, il regime dei lavoratori espatriati.

Trasferirsi all’estero, in questo caso trasferirsi in Danimarca è una procedura che non deve essere sottovalutata. Una volta definito il Paese ove ci si vuole trasferire è necessario prendere in considerazione l’ausilio di un consulente esperto in questo tipo di aspetti.

Ricevere un’accertamento fiscale, se non si effettuano prima i giusti accorgimenti, è quasi inevitabile.

Per questo se hai dubbi e vuoi chiedere la nostra consulenza ed esporci il tuo caso concreto contattaci attraverso l’apposito servizio di consulenza fiscale online.

2 comments

  1. in buona sostanza, su 700.000 corone, quanto si pagherebbe di tasse?

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