Assistenza sanitaria per gli iscritti all’AIRE: la guida

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Assistenza sanitaria per i soggetti espatriati iscritti all’AIRE: tutte le informazioni utili sulla sanità in Italia dei soggetti espatriati. Se vivi all’estero o se hai intenzione di trasferirti questa guida ti aiuterà a capire quali sono i tuoi obblighi e i tuoi diritti quando si parla di AIRE e di assistenza sanitaria nazionale. Vedremo le differenze tra espatrio in Paesi UE o Extra UE  e le regole particolari per l’assistenza sanitaria di soggetti distaccati all’estero.

Il problema che maggiormente tormenta i soggetti che vogliono trasferirsi all’estero è l’iscrizione all’AIRE.

L’AIRE, come saprete, è l’Anagrafe degli Italiani Residenti all’Estero. Ovvero un elenco di soggetti italiani che hanno deciso di trasferirsi stabilmente all’estero, cancellando la loro residenza in Italia.

Essere iscritti all’AIRE ha dei notevoli vantaggi, soprattutto dal punto di vista fiscale. Tuttavia, l’iscrizione porta con se anche il fatto di dover rinunciare all’assistenza sanitaria in italiana. Per questo motivo, l’iscrizione all’AIRE è motivo di preoccupazione per tutti gli italiani che vivono all’estero.

Considerata la mia esperienza posso dire che, sicuramente, la perdita dell’assistenza sanitaria in Italia rappresenta il principale motivo che trattiene gli espatriati dall’iscrizione all’AIRE.

In questo contributo ho deciso di fornirti una guida per spiegare meglio i concetti di AIRE ed assistenza sanitaria in Italia. Questo in modo da poter offrire un utile strumento per guidarti nel processo di trasferimento all’estero. Naturalmente effettuando la miglior scelta in base alla tua situazione personale.

Sei pronto?! Si comincia!

Assistenza sanitaria

AIRE: cos’è e come funziona?

La sigla AIRE è l’abbreviazione per indicare l’Anagrafe degli Italiani Residenti all’Estero.

Essa rappresenta un archivio contenente i dati dei cittadini italiani che per qualsiasi motivo hanno deciso di trasferire all’estero la propria residenza. Questi in quanto soggiornano extra confine per un periodo di tempo superiore ai 365 giorni.

L’AIRE è stata istituita nel 1990. Con l’emanazione della Legge n. 470/88 (“Anagrafe e censimento degli italiani all’estero“) e del DPR n. 323/89, che regolamenta la materia degli italiani all’estero.

La tenuta dell’Anagrafe dei cittadini italiani residenti all’estero è di competenza dei vari comuni italiani.

Ogni Comune, infatti, ha il proprio registro, che contribuisce a formare il registro nazionale, chiamato comunemente AIRE, che non è altro che la sommatoria di tutti i registri comunali, ed è istituito presso il Dipartimento degli Affari Interni e Territoriali del Ministero dell’Interno.

Iscriversi all’AIRE

E’ di competenza dei singoli comuni inviare periodicamente i dati delle proprie anagrafi al registro AIRE del Ministero dell’Interno.

Per iscriversi all’AIRE vi sono due modalità:

  • Iscrizione diretta  – il cittadino che intende lasciare l’Italia per oltre un anno, chiede al proprio Comune di residenza la cancellazione dall’anagrafe della popolazione residente e l’iscrizione all’AIRE;
  • Iscrizione d’ufficio – l’iscrizione d’ufficio viene effettuata direttamente dagli ispettori comunali, su segnalazione dei Consolati italiani all’estero. Questo per verificare l’effettivo trasferimento all’estero del soggetto italiano che ha chiesto l’iscrizione all’AIRE.

Un’aspetto importante che vogliamo chiarire è quello dell’obbligatorietà dell’iscrizione all’AIRE, per tutte le categorie di soggetti che possiedono i requisiti sopra citati.

I soggetti che non decidono di iscriversi spontaneamente all’AIRE, pur essendo in possesso dei requisiti, possono essere iscritti di ufficio nel caso in cui gli accertatori comunali, o l’Agenzia delle Entrate. Nel caso rendano conto del fatto che sussistono le condizioni idonee all’iscrizione.

Classico caso è quello della famiglia che si trasferisce all’estero per seguire il componente della famiglia che ha trovato lavoro oltre confine.

In questi casi tende ad iscriversi all’AIRE soltanto il componente della famiglia che ha il contratto di lavoro, mentre gli altri pur vivendo stabilmente all’estero non lo fanno, ma ne sarebbero obbligatoriamente tenuti.



Soggetti tenuti all’iscrizione all’AIRE

Sono tenuti all’iscrizione all’AIRE le seguenti categorie di soggetti:

  • Cittadini italiani che intendono trasferire la loro residenza dall’Italia ad un Paese estero per un periodo superiore a 12 mesi;
  • Cittadini italiani nati e residenti all’estero, il cui atto di nascita è stato trascritto in Italia e la cui cittadinanza italiana sia stata accertata dal competente ufficio consolare di residenza;
  • Persone residenti all’estero, che acquisiscono la cittadinanza italiana.

Soggetti esonerati dall’AIRE

Sono esentati dall’iscrizione all’AIRE le seguenti categorie di soggetti:

  • Cittadini italiani che si recano all’estero per periodi inferiori a 12 mesi (per lavoro, per studio o per svago);
  • Lavoratori stagionali all’estero;
  • Dipendenti statali di ruolo in servizio all’estero;
  • Militari in servizio presso uffici esteri o strutture della Nato.

AIRE e Assistenza sanitaria degli iscritti: regola generale

Quali soggetti italiani espatriati all’estero (iscritti AIRE) hanno diritto all’assistenza sanitaria italiana? 

Partiamo con la risposta a questa domanda, che sicuramente è quella che maggiormente mi sento fare, specialmente da soggetti che stanno pianificando il loro processo di trasferimento all’estero.

Vediamo chiaramente qual’è la regola generale, per poi andare ad analizzare le eventuali eccezioni.

I cittadini italiani che trasferiscono la propria residenza all’estero, con iscrizione all’AIRE, perdono il diritto all’assistenza sanitaria italiana. La perdita dell’assistenza sanitaria avviene automaticamente nel momento in cui ci si iscrive all’AIRE e il Comune Italiano presso cui si era registrati (A.P.R) comunica alla ASL la cancellazione della residenza italiana.

In pratica, per essere diretti, l’iscrizione all’AIRE fa venire meno l’assistenza del medico di base!

Questo perché si presume il soggetto espatriato usufruirà dell’assistenza sanitaria di base nel Paese ove andrà a stabilire la sua nuova residenza.

Perdita dell’assistenza ospedaliera e ticket

Oltre alla perdita del medico di base il cittadino italiano iscritto all’AIRE perde anche altri due aspetti fondamentali del nostro sistema sanitario. Ovvero, la possibilità di acquistare medicinali attraverso il Ticket e il diritto all’assistenza sanitaria ospedaliera tramite mutua.

La ratio di queste disposizioni è sempre la stessa. Se ti sei trasferito all’estero, si presume che tu non debba acquistare medicinali in Italia e che se hai bisogno di un ricovero ospedaliero tu non debba farlo in Italia, ma nel Paese della tua nuova residenza.

Per questo motivo Ticket dei farmaci e assistenza sanitaria ospedaliera sono negate agli iscritti AIRE.

AIRE e Asssistenza sanitaria: le eccezioni

Dopo aver visto la regola generale che prevede la perdita dell’assistenza sanitaria per gli iscritti all’AIRE, vediamo, invece, quali sono le fattispecie in cui, viene comunque garantita l’assistenza sanitaria italiana  per chi vive all’estero.

In particolare sono tutelate le seguenti categorie di soggetti:

  • I dipendenti delle Amministrazioni Statali.
  • Il personale militare italiano, anche di leva, in servizio all’estero.
  • Personale docente o non docente, di ruolo e non di ruolo, in servizio presso le Istituzioni scolastiche e culturali italiane all’estero.
  • Il personale degli Enti pubblici che lavora presso gli uffici degli Enti stessi all’estero.
  • Impiegati con rapporto di lavoro regolato a legge italiana, o con contributi previdenziali italiani.
  • Familiari che seguono il lavoratore all’estero.
  • Lavoratori residenti all’estero che hanno un rapporto di lavoro disciplinato dalla legge italiana per lo svolgimento dell’attività all’estero.
  • Religiosi del clero che svolgono attività all’estero.
  • Collaboratori familiari al servizio delle rappresentanze diplomatiche e consolari.
  • Lavoratori autonomi che svolgono all’estero un’attività lavorativa per periodi di tempo limitato.
  • Titolari di borse di studio presso Università o Fondazioni estere legalmente riconosciute.
  • Cittadini temporaneamente all’estero, titolari di pensione corrisposta dallo Stato o da Istituti Previdenziali italiani, che documentino attività lavorativa all’estero per conto dello Stato italiano.
  • Invalidi di guerra o per causa di servizio residenti all’estero.

Per tutti questi soggetti l’assistenza sanitaria italiana è comunque garantita 365 giorni all’anno.

Assistenza sanitaria e rientro temporaneo in Italia

Altra domanda che mi viene posta di frequente è:  in caso di rientro temporaneo in Italia, come posso usufruire dell’assistenza sanitaria?

Quando un soggetto espatriato all’estero fa ritorno temporaneamente in Italia (per le vacanze o per la visita alla famiglia di origine italiana), se è iscritto AIRE o se è titolare di una pensione italiana, ha diritto di ricevere assistenza sanitaria da parte del Servizio Sanitario Nazionale (SSN).

Attenzione però, l’assistenza sanitaria italiana è limitata alle sole prestazioni ospedaliere urgenti, per un periodo massimo di 90 giorni annui (anche non continuativi) a condizione che l’espatriato non sia beneficiario di una copertura assicurativa (pubblica o privata).

In pratica, schematicamente, un espatriato residente all’estero che rientra temporaneamente in Italia ha diritto a ricevere assistenza sanitaria erogata dal servizio sanitario nazionale italiano (SSN), con le seguenti limitazioni:

  • L’assistenza è assicurata per un periodo massimo di 90 giorni nel corso dell’anno solare.
  • La assistenza è limitata alle sole prestazioni urgenti ospedaliere di malattia, infortunio e maternità.
  • La assistenza specialistica è limitata alle visite ed accertamenti diagnostici nei presidi ed ambulatori pubblici.
  • L’assistenza ospedaliera è limitata alle prestazioni in forma diretta negli ospedali pubblici e strutture convenzionate.
  • I cittadini residente all’estero che desiderano ottenere le prestazioni sanitarie previste devono, all’arrivo in Italia, registrarsi presso l’Azienda Sanitaria Locale di temporanea dimora.

Cosa devi fare, quindi, se vuoi ottenere questi benefici?

E’ necessario ottenere una dichiarazione dello status di cittadino italiano residente all’estero. Questa particolare dichiarazione viene rilasciata dal Consolato Generale Italiano nel Paese di espatrio, oppure è possibile effettuare un’autocertificazione e con questa procedere alla iscrizione temporanea presso la ASL di riferimento.

Assistenza sanitaria e rientro temporaneo in Italia: situazioni particolari

Oltre alla regola generale ci sono alcune situazioni particolari legate ad una serie di variabili che andremo a delineare. Si tratta di regole che possono portare a situazioni diverse legate alla possibilità di ottenere l’assistenza sanitaria italiana.

In particolare è possibile distinguere situazioni diverse a seconda che il soggetto espatriato sia:

  • Trasferito in Paesi dell’Unione Europea.
  • Trasferito in Paesi non appartenenti all’Unione Europea. A sua volta poi è necessario suddividere se il Paese di trasferimento:
    • Ha in essere un accordo bilaterale con l’Italia.
    • Non ha in essere un accordo bilaterale con l’Italia.

Assistenza sanitaria in caso di espatrio in Paese UE

Vediamo, quindi, cosa devi fare se sei un soggetto espatriato (iscritto AIRE) in un Paese dell’Unione Europea.

Tutti i soggetti iscritti al Servizio Sanitario Nazionale in Italia (SSN), hanno la Tessera Europea di Assicurazione Malattia (TEAM), che permette di accedere ai servizi sanitari nei Paesi dell’Unione Europea.

I paesi sono:

  • l’Austria, il Belgio, la Bulgaria, Cipro, la Croazia, la Danimarca, l’Estonia, la Finlandia, la Francia, la Germania, la Grecia, l’Irlanda, la Lettonia, la Lituania, il Lussemburgo, Malta, i Paesi Bassi, la Polonia, il Portogallo, il Regno Unito, la Repubblica Ceca, la Romania, la Slovacchia, la Slovenia, la Spagna, la Svezia e l’Ungheria.

Oltre a questi ci sono anche i paesi dello Spazio Economico Europeo ossia:

  • l’Islanda,
  • Liechtenstein,
  • la Norvegia e,
  • per finire, la Svizzera.

Quindi, tutti i cittadini di questi Paesi hanno la TEAM. Sul retro della tua tessera sanitaria italiana c’è la TEAM, la tessera sanitaria per l’assistenza all’estero.

Possedere la TEAM consente di superare la regola generale di divieto di assistenza sanitaria nel Paese di espatrio, in quanto il possesso della tessera TEAM consente a tutti i cittadini dell’Unione Europea, che si trovino temporaneamente in un altro Stato Membro, l’accesso ai servizi sanitari del Paese ospite, alle stesse condizioni dei residenti.

Ricordiamo che la Tessera Europea di Assicurazione Malattia ha valore anche in caso di gravidanza e parto. Essa copre quelle prestazioni prima e dopo il parto, che sono considerate medicalmente necessarie.

Cosa fare quando ti trasferisci (iscrizione AIRE) in un altro Paese dell’Unione Europea?

Per prima cosa ti dovrai iscrivere presso una cassa malattia dello Stato Estero in cui risiedi. In questo modo avrai l’assistenza sanitaria completa del Paese in cui vivi. Ovviamente non potrai più utilizzare la TEAM italiana, ma sarà il Paese in cui risiedi a rilasciarti la nuova TEAM che sarà valida in tutti i paesi, compresa l’Italia.

Quando richiedi di iscriverti presso la Cassa malattia estera, ed ottenere l’assistenza sanitaria in un altro Paese dell’U.E, molto probabilmente ti verrà richiesto il Modello E104.

Il modello E104

Il modello E104 È un modulo che serve a certificare i periodi di assicurazione sanitaria in Italia, in modo che la cassa malattia estera possa iscriverti a partire dalla data in cui termina la copertura assicurativa italiana.

Puoi richiedere il modello E104 (che in Italia sta venendo sostituito dal modello SEDS) alla tua ASL di provenienza. In pratica, quando richiedi il modulo E104, in automatico ti viene revocato il medico di base e la tessera sanitaria italiana non ha più valore.

Generalmente questo avviene al momento dell’iscrizione all’AIRE che, come abbiamo già detto, fa perdere la copertura sanitaria italiana. Quindi, quando rientri temporaneamente in Italia, devi presentare la TEAM rilasciata dall’Istituzione estera presso la quale sei assicurato.

Assistenza sanitaria in caso di espatrio extra UE con convenzione

Cosa accade, invece, se sei residente (iscritto AIRE) in un Paese fuori dall’Unione Europea che ha stipulato una convenzione bilaterale contro le doppie imposizioni con l’Italia?

I Paesi in cui è attualmente in vigore una convenzione bilaterale con l’Italia per l’assistenza sanitaria sono:

  • l’Australia;
  • il Brasile;
  • la Serbia-Montenegro;
  • Bosnia-Erzegovina;
  • il Principato di Monaco – Montecarlo;
  • la Repubblica di Macedonia;
  • la Repubblica di San Marino;
  • l’Argentina;
  • Capo Verde;
  • la Città del Vaticano;
  • Infine la Tunisia.

Se risiedi in uno di questi Paesi, perdi anche il diritto alla Tessera Europea di Assicurazione Malattia (TEAM) che garantisce assistenza sanitaria negli Stati membri dell’UE.

E quando rientri in Italia?

Se risiedi in un Paese fuori dalla U.E con convenzione bilaterale con l’Italia, quando rientri per un periodo, puoi iscriverti temporaneamente all’ASL. In questi casi è necessario specificare che:

  • Se hai necessità di cure mediche che durino più di 30 giorni, puoi richiedere la reiscrizione temporanea all’ASL con un’autocertificazione
  • Se invece i giorni sono meno di 30 hai diritto a tutte le prestazioni sanitarie eccetto il medico di fiducia
  • In caso d’emergenza per gravi malattie, puoi fare rientro in Italia, cancellarti dall’AIRE e riscriversi come residente nel Comune Italiano.

Questo perché quando si parla di reiscrizione temporanea è sempre importante attestare il proprio stato di emigrato!



Assistenza sanitaria in caso di espatrio extra UE senza convenzione

Cosa accade, invece, se sei residente (iscritto AIRE) in un Paese fuori dall’Unione Europea che non ha stipulato una convenzione bilaterale contro le doppie imposizioni con l’Italia?

Anche in questo caso, i cittadini italiani che trasferiscono la residenza in uno Stato con il quale non è in vigore alcuna convenzione con l’Italia, perdono il diritto all’assistenza sanitaria italiana. Questo all’atto dell’iscrizione all’AIRE, fatta eccezione per i lavoratori di diritto italiano in distacco.

Quando rientri in Italia, per ottenere le prestazioni ospedaliere urgenti è necessario presentare un attestato rilasciato dal Consolato competente che attesta lo stato di emigrato. Oppure puoi sottoscrivere un atto di notorietà in cui dichiari, oltre al tuo stato di emigrato, anche che non sei in possesso di una copertura assicurativa pubblica o privata contro le malattie.

Al momento del rientro dall’estero, puoi provvedere all’iscrizione temporanea presso la ASL. Per maggior info sull’iscrizone sanitaria ecco in link utile: “Iscrzione temporanea Asl“.

In particolare, se il periodo che trascorri in Italia è troppo breve per la reiscrizione nell’elenco del medico di fiducia, hai diritto all’assistenza medico-generica attraverso il sistema delle visite occasionali ed i servizi di guardia medica con oneri a tuo carico. Oneri per i quali potrai richiedere il rimborso.

Assistenza sanitaria per i lavoratori italiani in distacco all’estero

Sei residente all’estero (iscritto AIRE) ma sei un lavoratore Italiano in distacco oppure un pensionato che percepisce pensione italiana hai diritto all’assistenza sanitaria?

I lavoratori italiani in distacco all’estero sono quelli che dispongono di un contratto di lavoro dipendente in Italia e che percepiscono lo stipendio in Italia, ma svolgono la propria attività in un paese estero.

Ecco le cose che devi sapere:

  • Se risiedi all’estero in un paese dell’UE, SEE e Svizzera e sei un lavoratore in distacco o pensionato, puoi usufruire della copertura sanitaria italiana. Questo alle stesse condizioni dei cittadini dello Stato estero in cui risiedi;
  • Devi richiedere alla ASL di ultima iscrizione in Italia il Modello S1. Questo modulo consente a te e ai tuoi familiari di usufruire dell’assistenza sanitaria all’estero. Al tuo arrivo nel paese ospitante, consegna il modulo S1 al servizio sanitario locale;
  • Se invece risiedi in uno Stato con il quale non è stipulata alcuna convenzione con l’Italia, e sei un lavoratore italiano in distacco, hai diritto al rimborso delle spese sanitarie sostenute nel paese in cui risiedi. Prima della partenza devi farti rilasciare dalla tua ASL l’attestato di diritto. Dietro presentazione della documentazione di lavoro all’estero. Quindi dovrai anticipare le spese per le cure sanitarie e chiedere il rimborso allo Stato italiano tramite l’Ufficio consolare all’estero;
  • In caso di rientro temporaneo in Italia, se sei un lavoratore in distacco, puoi richiedere l’assistenza sanitaria da parte della ASL di ultima residenza. Hai diritto a tutte le prestazioni di assistenza, ad eccezione del medico di fiducia. Qualora il temporaneo rientro sia per periodi superiori a 30 giorni, puoi invece procedere alla reiscrizione temporanea nella lista degli assistiti del medico di medicina generale.

Assistenza sanitaria per gli iscritti AIRE: consigli

Quello che ho cercato di spiegarti in questa guida sono le modalità con le quali viene assicurata l’assistenza sanitaria, seppur con gradi diversi, nei confronti di soggetti espatriati all’estero ed iscritti all’AIRE.

L’aspetto più importante che devi tenere a mente se sei residente all’estero, e decidi di rientrare temporaneamente in Italia, è quello di verificare la tua provenienza.

Provenienza che a seconda dei casi può darti diritto a diversi status di soggetto impatriato.

Ad esempio, vediamo alcune ipotesi:

  • Provenienza da Paesi UE e con assicurazione sanitaria. –> Accesso a tutte le prestazioni sanitarie necessarie;
  • Proveniente da Paesi extra UE convenzionati con l’Italia e con assicurazione sanitaria. –> Accesso a tutte le prestazioni previste dalle convenzioni;
  • Proveniente da Paesi extra-UE in Italia per lavoro e con contributi italiani. –> Accesso all’iscrizione temporanea al Servizio sanitario nazionale. Tessera sanitaria provvisoria, scelta del medico se il soggiorno supera i tre mesi;
  • Provenienza da Paesi extra-UE e emigrato/pensionato con pensione italiana. –> Accesso alle prestazioni urgenti. Tessera sanitaria provvisoria per un massimo di 90 giorni l’anno. Senza scelta del medico;
  • Provenienza da Paesi extra-UE e dipendenti di azienda italiana e con contributi italiani. –> Accesso all’iscrizione temporanea al Servizio sanitario nazionale. Tessera sanitaria provvisoria. Senza scelta del medico.

Ricordati, in ogni caso, che se trascorrerai all’estero un periodo inferiore ai 12 mesi non avrai l’obbligo di iscriverti all’AIRE. Mantenendo, quindi, l’assistenza sanitaria in Italia.

Infine, voglio consigliarti, prima di partire di visitare il sito del Ministero della salute, nella sezione Se parto per.

In questa sezione del sito potrai trovare altre informazioni riguardanti l’assistenza sanitaria in relazione al Paese estero ove soggiornerai.

Assistenza sanitaria e AIRE : consulenza fiscale

Stai pensando di trasferirti all’estero? Vuoi avere maggiori informazioni su vantaggi e svantaggi dell’iscrizione AIRE?

Se vuoi, puoi richiedere una consulenza personalizzata attraverso il nostro servizio di consulenza fiscale online.

Si tratta di un servizio dedicato al trasferimento di residenza all’estero e a tutte le sue conseguenze fiscali.

La consulenza consiste in una relazione dettagliata che prende in esame la tua situazione specifica e personale (ovviamente viene tutelata e garantita la privacy) e ti fornisce le risposte ai quesiti che poni.

Oltre ad un quadro generale che può chiarirti, con riferimenti normativi, come stanno le cose e come comportarti. Inoltre, se vuoi potremo fissare un appuntamento telefonico per chiarire ogni ulteriore dubbio.

Se, invece, qualcosa non ti fosse chiaro, lasciaci un commento qui sotto!

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157 comments

  1. Salve, e’ possible avere una consultazione in privato riguardo il sistema di tassazione per italiani non iscritti all’AIRE ma con residenza sostanziale in Inghilterra?

  2. Mi scriva a questa mail, indicandomi le sue problematiche: [email protected].

  3. Pier Luigi Bellani

    Buongiorno.
    Sono un cittadino italiano residente AIRE.
    Ho avuto un incidente in Italia ed attualmente sono in cura presso un ospedale Italiano.
    Mi spiegate in che modo posso ottenere l’assistenza medica con un medico di base.
    Grazie

  4. Non è possibile avere assistenza con medico di base se non paga l’assistenza sanitaria italiana. Oppure, se residente in altro Paese UE, occorre avere la TEAM estera attivata.

  5. Rimane il fatto che i cittadini Italiani iscritti AIRE in Italia hanno diritto alle “emergenze” e/o necessità per un periodo di 90 gg l’anno. Ma non al medico di base.

  6. Buongiorno, mi permetto di sottomettere una questione che interpella molti pensionati residenti all’estero. Mio padre ha lavorato per una compagnia italiana in svariate filiali all’estero (E.U.). I contributi e le tasse sempre pagati in Italia da inizio a fine carriera. Una volta in pensione per stare vicino ai figli ha deciso di stabilirsi in Germania, dove si é iscritto al fisco ed ivi pagato le tasse sulla pensione INPS. Premetto che é sempre stato un iscritto AIRE con copertura malattia italiana; negli ultimi anni di residenza Tedesca ha usufruito delle strutture mediche locali e l’ente di copertura medica tedesco si rivolgeva poi a l’USSL italiana per i rimborsi delle fatture. Con il decesso di mio padre, mia madre ha percepito la pensione di reversibilità, di qui la mia domanda: mia madre ha diritto alla stessa copertura medica di mio padre? E cioé fermo restando che continua a pagare le tasse sul redditto da pensione INPS in Germania ed é iscritta AIRE, puo’ fare valere la stessa copertura con rimborso da parte del’USSl (del comune AIRE) delle prestazioni mediche tedesche, come fece mio padre e come tutti i pensionati INPS residenti all’estero che hanno contribuito in italia ma lavorato all’estero?

  7. La risposta è affermativa, perché questa procedura è quella standard per tutti i soggetti iscritti AIRE che vivono in Paesi UE.

  8. Mille grazie per la sollecita risposta che ha sollevato un mio dubbio gravoso. Continuate cosi’ 😉

  9. Buongiorno,
    sono cittadina italiana residente AIRE (dentro UE).
    Sono incinta e ho deciso, per ovvie ragioni, di partorire in Italia, nella mia citta natale, dove mi fermeró qualche mese (gravidanza gemellare, quindi considerata a rischio). Ho letto che si puó chiedere l’iscrizione temporanea al SSN per un periodo massimo di 90 giorni per assistenza sanitaria che si limita pero alle prestazioni ospedaliere urgenti di malattia, infortunio e maternità.
    Vorrei capire cosa s’intente per “prestazioni ospedalieri urgenti” in caso di maternitá e dove posso trovare informazioni piu dettagliate.
    Grazie.

  10. Per i dettagli la inviterei a contattare la ASL della sua regione italiana di riferimento.

  11. Ok, grazie mille, cordiali saluti

  12. Buonasera,
    in caso di problemi di salute gravi, volendosi curare in Italia ed essendo iscritti all’AIRE, è possibile estendere il tempo di permanenza da poter passare nel paese e quindi non rispettare i 183 giorni previsti all’estero?

  13. Salve,
    se mio figlio di 5 anni è in cura (e lo dovrà essere per tanti anni ancora) presso un centro specializzato pubblico a Milano ma risiede a Malta (dove questa cura non esiste) può continuarlo a fare gratuitamente anche se cambia residenza ed è iscritto all’AIRE?
    Grazie per la risposta.

  14. E’ possibile farlo, ma fino a quando non c’è la cancellazione dall’AIRE le cose non cambiano, non si ha diritto all’assistenza sanitaria italiana se non a pagamento.

  15. Dopo l’iscrizione AIRE suo figlio perderà la possibilità di ottenere il servizio sanitario nazionale. Consiglio di parlare con la ASL di riferimento per cercare di trovare una soluzione alla problematica.

  16. Mia figlia residente in Germania iscritta Aire dovrà rientrare in Italia per sottoporsi ad ablazione cardiaca presso un centro convenzionato. È in possesso di assicurazione sanitaria privata tedesca. Dovrà anticipare i costi o deve presentare la TEAM? E cosa è il modello S2 di cui mi ha parlato impiegato sportello Asl italiana?Grazie per la risposta

  17. Il modello S2 permette ad una persona assicurata in un paese dell’UE di dimostrare di avere diritto a cure programmate in un altro paese dell’UE. Se una persona si reca in un altro paese per sottoporsi a cure sanitarie, la relativa spesa sarà sostenuta dall’ente per l’assistenza sanitaria di questa persona soltanto se per tali cure è stato preventivamente chiesto il permesso all’ente. Tuttavia, nell’eventualità in cui il trattamento richiesto sia previsto nel paese di provenienza ma non sia disponibile in tempi utili in relazione allo stato di salute del paziente, tale autorizzazione non può essere rifiutata. Il modello S2 deve essere richiesto all’ente per l’assistenza sanitaria del luogo di residenza. Il modello S2 dev’essere presentato all’ente per l’assistenza sanitaria competente nel paese in cui si intende sottoporsi alle cure programmate. Un elenco completo degli enti sia nei paesi di provenienza che in quelli ospitanti si può reperire al seguente indirizzo: http://ec.europa.eu/employment_social/social-security-directory/welcome.seam?langId=eng.
    Le cure saranno erogate alle stesse condizioni assistenziali ed economiche previste per i cittadini del paese dove sono erogate. Ciò significa che la persona potrebbe dover pagare subito una parte dei costi.

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