Regime fiscale in Spagna: guida alla tassazione

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Come funziona il regime fiscale in Spagna? Quali sono i regimi fiscali e la tassazione applicabile alle persone fisiche? Scopriamolo insieme in questo contributo dedicato a tutti quelli che stanno per avviare un’attività lavorativa in Spagna o alle Canarie e vogliono saperne di più su quanto dovranno mettere da parte per sostenere gli oneri fiscali. 

Quando si intende avviare un’attività lavorativa all’estero è sempre fondamentale conoscere in anticipo il sistema fiscale di tassazione a cui si andrà incontro. Questo sia da un punto di vista di corretta pianificazione fiscale, ma soprattutto per capire quanto effettivamente dovremmo accantonare per pagare le imposte in loco.

Come sempre, prima di trasferirvi stabilmente all’estero, vi consigliamo di farvi seguire da un Commercialista preparato e di vostra fiducia, in modo da pianificare correttamente il trasferimento e simulare la tassazione che andrete a percepire nel nuovo Paese in cui andrete a vivere.

In questo contributo andremo ad analizzare compiutamente le regole che disciplinano il regime fiscale in Spagna, con un particolare riferimento anche al regime fiscale delle Isole Canarie, sia per quanto riguarda la tassazione dei redditi percepiti dalle persone fisiche, sia per quanto riguarda la tassazione degli enti societari.

regime fiscale in Spagna

Regime fiscale in Spagna: tassazione delle persone fisiche

L’imposta sul Reddito delle persone Fisiche si applica su tutto il territorio spagnolo senza interferire i regimi speciali per tipo di territorio e dei Trattati e Convegni Internazionali.

Essa è un tributo personale e diretto ispirato ai principi di uguaglianza, generalità e progressività. L’imposta sul reddito delle persone fisiche (Impuesto sobre la Renta de las Personas Físicas-IRPF) è disciplinata dalla Ley n. 35/2006 e dal relativo regolamento contenuto nel Real Decreto n. 439/2007.

In Spagna esistono cinque categorie di reddito: di lavoro, di capitale, redditi di esercizio di attività economiche, i guadagni e le perdite patrimoniali, le imputazioni di reddito stabilite dalla legge.

Il periodo di imposta corrisponde all’anno solare; parte dell’Irpf viene ceduta alle comunità autonome e conseguentemente il processo di liquidazione dell’imposta è composto da due fasi: una statale e una complementare.

Si applica l’imposta sul reddito delle persone fisiche ai residenti sul territorio secondo il principio del worldwide income.

Dal 1° gennaio 2009 la Spagna ha abolito la cosiddetta wealth tax, applicata in altri Stati europei come Francia, Norvegia e Svizzera ed extraeuropei come India, e che costituisce un’imposta sul patrimonio da applicare alle persone fisiche più ricche. La sua funzione è di garantire una redistribuzione della ricchezza in favore dei meno abbienti sotto forma di sgravi fiscali e di assistenza.

Persone fisiche non residenti

Sulle persone fisiche non residenti grava l’imposta sul reddito dei non residenti (Impuesto sobre la Renta de los No Residentes, Irnr) che incide soltanto sul reddito prodotto nel territorio dello Stato.

La base imponibile si ottiene dal reddito del contribuente. S’intende per residenza abituale la permanenza per un periodo superiore ai 183 giorni dell’anno naturale in territorio spagnolo. Per determinare il periodo di permanenza si considerano le assenze sporadiche, salvo si dimostri la residenza fiscale in altro paese.

S’intende inoltre che il soggetto passivo abbia la residenza abituale in Spagna quando si trovi qui il nucleo principale dei suoi affari o dei suoi interessi economici.

Si suppone la residenza abituale, salvo prova contraria, quando il coniuge ed i figli minorenni risiedono abitualmente in Spagna. I lavoratori distaccati nel territorio spagnolo, che acquistino la loro residenza fiscale in Spagna in conseguenza di tale distaccamento, possono scegliere di tributare per l’Imposta sul reddito dei non residenti durante il periodo di imposta in cui si effettui il cambiamento di residenza e i cinque periodi seguenti, qualora si compiano le seguenti condizioni:

  • Che non siano stati residenti in Spagna durante i dieci anni precedenti al loro nuovo distaccamento;
  • Che il distaccamento avvenga a conseguenza di un contratto di lavoro;
  • Che i lavori si effettuino effettivamente in Spagna;
  • Che tali lavori si effettuino per un’impresa residente in Spagna;
  • Che i redditi di lavoro non siano esenti da tassazione per l’Imposta sui redditi dei non residenti.

Il contribuente che scelga questo regime speciale sarà assoggettato, quale non residente, all’imposta sul patrimonio. I contribuenti sono tassati per la totalità dei redditi, indipendentemente dal luogo nel quale si sono prodotti e qualunque sia la residenza di colui che paga.

L’imposta incide sulla capacità economica dei contribuenti, motivo per il quale la legislazione fissa un minimo personale e familiare di cui si deve tener conto per calcolare la quota d’imposta.

La base imponibile

I soggetti passivi devono includere nella loro base imponibile determinati redditi, ottenuti da enti non residenti, nei quali abbiano una partecipazione di almeno il 50% e sempre che si compiano le circostanze previste nella Legge.

Le unità familiari possono scegliere di pagare congiuntamente o in forma separata per ognuno dei loro membri. In sintesi, le aliquote IRPF del regime fiscale in Spagna sono le seguenti:

Reddito (in euro) Aliquota
Da 0 a 12. 450 19%
Da 12.450 a 20.200 24%
Da 20.200 a 35.200 30%
Da 35.200 a 60.000 37%
Oltre i 60.000 45%

Regime fiscale in Spagna: tassazione delle società

Le società residenti in Spagna sono soggette all’imposta sui redditi societari (Impuesto sobre Sociedades, IS) che si applica secondo il principio del worldwide income.

Il territorio spagnolo è costituito dalla Spagna continentale, le Isole Baleari, le Canarie e gli enclavi di Ceuta e Melilla in Marocco. Le società residenti in questi ultimi due territori, in Navarra e Paesi Baschi sono soggette a regimi fiscali speciali.

Le società non residenti sono tali se non sono state registrate secondo la legge spagnola e non hanno la sede legale o la sede principale della gestione situata in Spagna. Queste società, come le persone fisiche, sono soggette all’imposta sui redditi dei non residenti (Irnr), quindi vengono tassate sugli utili commerciali e sui capital gains, ma soltanto in relazione al reddito di fonte spagnola. Per le società residenti, la base imponibile dell’Is è costituita dal reddito e dalle plusvalenze patrimoniali.

Il riferimento normativo che disciplina l’imposta sui redditi societari (Impuesto sobre sociedades) è il Real Decreto Legislativo 4/2004.

Dal 2016 l’aliquota è stata fissata al 25%. Dall’anno d’imposta che inizia dal 1° gennaio 2011 le piccole e medie imprese (Empresas de Reducida Dimensión) che fatturano fino a 10 milioni di euro sono soggette a un’aliquota ridotta del 25% per la base imponibile fino a 300.000 euro (30% per la quota che supera tale soglia). Due differenti aliquote, invece, trovano applicazione nei riguardi delle imprese che fatturano fino a 5 milioni di euro e con meno di 25 dipendenti: 20% fino a 300.000 euro, 25% per la rimanente base imponibile. L’art. 9 del Real Decreto-Ley 9/2011 ha introdotto alcune novità in materia di imposta sulle società. Le misure adottate sono rivolte soprattutto alle grandi aziende e non comportano aumenti impositivi, modificando solo alcuni aspetti, quali i pagamenti frazionati.

Il calcolo dei redditi imponibili

I redditi imponibili sono calcolati in relazione ai risultati dei conti economici delle società con relativi aggiustamenti (deducibilità delle spese, ammortamento, valutazione beni ecc.) mentre sono indeducibili le seguenti spese: donazioni, multe e sanzioni amministrative e penali, sovrattasse amministrative per i ritardi, accantonamenti per fondi pensione interni, imposta societaria, dividendi.

È riconosciuta la deducibilità delle quote di ammortamento dei beni fissi materiali ed immateriali (ad esclusione della terra). Sono soggetti imponibili dell’Is le società per azioni, le società a responsabilità limitata, le società holding, i gruppi di interesse economico, le fondazioni, le associazioni, le cooperative e le società di persone, il raggruppamento temporaneo di società, le società di capitale di rischio, i fondi d’investimento, i fondi pensione, per la regolamentazione o la conversione dei mutui ipotecari, per la conversione in titoli delle attività, i fondi di investimento garantiti.

Il periodo d’imposta coincide con l’esercizio economico ma in nessun caso può superare i dodici mesi. L’aliquota dell’imposta sulle società residenti è il 30% a cui si applica una sovraimposta legata all’iscrizione alla Camera di Commercio.

Regime fiscale in Spagna: imposta sugli immobili

L’Impuesto sobre Bienes Inmuebles è disciplinata dalla Ley Reguladora de las Haciendas Locales di cui al Real Decreto Legislativo 2/2004 (artt. 60 e ss.), nonché dalla Ley del Catastro Inmobiliario di cui al Real Decreto Legislativo 1/2004.

Essa è dovuta dalle persone fisiche e giuridiche proprietarie di immobili; l’aliquota varia a seconda del comune interessato.

Regime fiscale in Spagna: imposta sulle attività produttive

L’Impuesto sobre Actividades Económicas è un’imposta comunale che grava su tutte le attività economiche di persone fisiche e giuridiche ed è disciplinata dal Real Decreto Legislativo 1175/1990 e dalla Ley Reguladora de las Haciendas Locales di cui al Real Decreto Legislativo 2/2004 (artt. 78 e ss.). Essa consiste in un importo forfettario stabilito dall’ente territoriale competente a seconda del territorio in cui si esercita l’attività, a cui si aggiungono o sottraggono dei coefficienti correttivi.

L’importo forfetario è determinato in base all’attività svolta e ai metri quadrati dell’area occupata per l’attività di impresa o professionale. In ogni caso l’Iae è deducibile ai fini dell’imposta sul reddito delle società.

Regime fiscale in Sapagna: credito d’imposta sui dividendi

In alternativa alla predetta misura di attenuazione della doppia imposizione, l’ordinamento tributario riconosce, alla società madre residente nel territorio nazionale, la possibilità di fruire di un credito d’imposta sui dividendi percepiti da proprie controllate estere delle quali essa detenga almeno il 5% del capitale, per un periodo ininterrotto di almeno un anno.

Gli incentivi fiscali maggiori sono rappresentati dalla c.d. ETVE (acronimo di Entitades de Tenencia de Valores Extranjeros) che consentono l’esenzione integrale da imposta sui dividendi e sulle altre forme di partecipazione all’utile a:

  • Società madri spagnole (che detengano, direttamente o indirettamente, una partecipazione pari, almeno, al 5 per cento del capitale sociale delle proprie figlie ininterrottamente per un periodo non inferiore ad un anno o che abbiano corrisposto non meno di euro 6.000.000 per l’acquisto della quota predetta);
  • Società partecipate (che abbiano subito un’imposizione sul reddito equivalente a quella praticata in Spagna. Detto requisito è automaticamente soddisfatto qualora la società figlia sia ubicata in un Paese con il quale la Spagna ha concluso un accordo contro le doppie imposizioni);
  • Società partecipate non residenti in un Paese considerato paradiso fiscale dalla legislazione spagnola;
  • Attività svolta all’estero dalle subsidiaries da cui provengono gli utili.

Regime fiscale in Spagna: imposta sul valore aggiunto

La Ley n. 37/1992 e il regolamento di cui al Real Decreto 1624/1992 disciplinano l’Impuesto sobre el valor añadido (IVA). Figurano tre aliquote: 21% (ordinaria); 8% (ridotta), prevista tra l’altro per alcuni prodotti alimentari e sanitari e per il trasporto passeggeri, 4% (super ridotta) per i prodotti di prima necessità (verdure, latte, pane, frutta, e per libri, riviste e farmaci).

L’IVA viene applicata sulla fornitura di beni e servizi. Soggetti imponibili IVA sono le persone fisiche e le entità giuridiche che svolgono attività professionali o imprenditoriali con fornitura di propri beni o servizi, le persone fisiche o entità giuridiche che svolgono un’attività per cui ricevono forniture di beni o servizi da parte di soggetti passivi dell’IVA applicata in altri Paesi membri dell’Unione Europea diversi dalla Spagna.

Le esportazioni, come anche alcuni servizi, sono esenti. In base al sistema comunitario, anche le forniture intracomunitarie sono esenti se si identifica la partita Iva (numero di registrazione fiscale in Spagna) del cliente e sulla fattura compaiono la partita IVA del fornitore e quella del cliente.

Regime fiscale in Spagna: aspetti internazionali

La Spagna ha recepito, come altri Paesi, la c.d. direttiva madre-figlia in materia di imposizione sui flussi di dividendi infracomunitari (direttiva 23 luglio 1990, n. 90/435/CEE). Pertanto, gli utili in uscita, diretti a case madri ubicate in Paesi dell’Unione europea, sono esenti da tassazione se la holding estera rispetta la condizione di detenere almeno il 25% del capitale della subsidiary spagnola per un periodo ininterrotto di almeno un anno, decorrente dal momento in cui viene presentata la dichiarazione dei redditi dalla quale emerge la distribuzione del provento.

Nel caso in cui la predetta condizione non sussista, il dividendo in uscita sconta una ritenuta a titolo d’imposta nella misura del 25%, salve diverse pattuizioni di natura convenzionale.

E’ stata introdotta, anche in Spagna, un’esenzione da imposizione sui dividendi e capital gain a favore delle società holding residenti se ricorrono, congiuntamente, le seguenti tre condizioni:

  • Il contribuente detenga, anche indirettamente, almeno il 5% del capitale della società non residente per tutto l’anno precedente il momento in cui è distribuito il dividendo;
  • La società non residente è soggetta a un’imposta equivalente a quella cui è sottoposta in Spagna la holding;
  • La società non residente svolge nel Paese estero una effettiva attività industriale o commerciale.

Regime fiscale in Spagna: fiscalità delle Comunità Autonome

In Spagna, le Comunità autonome godono di autonomia finanziaria, per lo sviluppo e l’esecuzione delle loro competenze con riguardo ai principi di coordinamento con la finanza statale e di solidarietà fra tutti gli spagnoli (art. 156 della Costituzione). Le entrate delle Comunità sono costituite da:

  • Imposte cedute totalmente o parzialmente dallo Stato, addizionali su imposte statali e altre partecipazioni nelle entrate statali;
  • Proprie imposte, tasse e contributi speciali;
  • Contributi di un fondo di compensazione interterritoriale e altre assegnazioni a carico del Bilancio generale dello Stato;
  • Rendite derivanti dal loro patrimonio ed entrate di diritto privato;
  • Proventi di operazioni di credito (art. 158 Cost.).

A partire dagli anni ‘90 sono state attuate alcune riforme del regime fiscale in Spagna, ispirate ai principi del federalismo fiscale, che hanno ridotto la dipendenza dai trasferimenti statali. L’autonomia finanziaria è stata ampliata con la cessione di maggiore tributi statali, inclusi i relativi poteri impositivi. I tributi ceduti sono di titolarità nazionale, ma lo Stato ha effettuato una cessione alle Comunità di alcune competenze.

Regime fiscale in Spagna sistema di finanziamento delle Comunità

Da ultimo, la Legge n. 22/2009, a carattere ordinario, ha disciplinato il nuovo sistema di finanziamento delle quindici Comunità di regime comune (con esclusione solamente dei Paesi baschi e della Navarra) e delle Città autonome di Ceuta e di Melilla, mentre la Legge organica 3/2009 ha apportato le dovute modifiche alla precedente Legge organica 8/1980 sul finanziamento delle Comunità autonome. Il principio della corresponsabilità fiscale tra Stato e Comunità autonome riceve invece un’ulteriore spinta dall’aumento della quota di tributi statali ceduti alle Comunità autonome e dal conseguente ampliamento delle competenze normative ad esse assegnate. In particolare:

  • La cessione parziale dell’IRPF (Impuesto sobre la Renta de las Personas Físicas) passa dal 33% al 50%;
  • La cessione parziale dell’IVA (Impuesto sobre el Valor Añadido) passa dal 35% al 50%;
  • La percentuale di cessione delle diverse Imposte di Fabbricazione (Impuestos Especiales de Fabricación) passa dal 40% al 58% (accise sui tabacchi, sugli alcolici e gli altri prodotti intermedi e sugli idrocarburi).

Un altro punto degno di menzione nella legge organica 3/2009 è costituito dalla definizione delle incompatibilità tra tributi locali e statali: non si fa più riferimento alla “materia imponibile” ma più limitatamente al “fatto imponibile”, al fine di ridurre la conflittualità tra Stato e Comunità autonome nella ripartizione dei tributi.

È di competenza interamente alle comunità autonome il gettito relativo alle seguenti imposte: imposta sul patrimonio, imposta sulle successioni e donazioni, imposta sui trasferimenti patrimoniali e gli atti giuridici documentati, imposta speciale sull’elettricità, imposta speciale su determinati mezzi di trasporto (ad eccezione delle Canarie), imposta sulle vendite al dettaglio di determinati idrocarburi (ad eccezione delle Canarie), tributi su giochi e scommesse.

Zone con regimi fiscali speciali

Esistono due zone a regime speciale con qualità di Región Foral: il Paese Vasco e Navarra. Invece speciali soltanto agli effetti dell’Iva sono le Isole Canarie, Ceuta e Melilla. Inoltre la zona delle Canarie ha previsto finanziamenti particolari per la creazione e lo sviluppo di imprese nel territorio. L’Unione Europea ha ampliato il termine di vigenza della Zona Speciale Canaria fino al 31 dicembre 2019, ma i denominati enti ZEC potranno iscriversi nel suo Registro ufficiale soltanto fino il 31 dicembre 2013.

Regime fiscale in Spagna delle Isole Canarie

Il regime fiscale si può riassumere nei seguenti punti:

  • Imposta sulle Trasmissioni Patrimoniali e sugli Atti Giuridici Documentati. Gli enti aventi domicilio fiscale nelle Canarie, e quelli che operino nelle Canarie per mezzo di uno stabilimento permanente sono esenti:
    • Nella modalità dei Trasferimenti Patrimoniali a titolo oneroso, per l’acquisto, in occasione di un investimento iniziale, di beni di investimento e di elementi di immobilizzazioni materiali;
    • Nella modalità di “operazioni societarie”, per la costituzione di società e l’aumento del capitale da parte della medesima che sia destinato all’acquisto o all’importazione di beni di investimento o all’acquisto o cessione di determinati elementi delle immobilizzazioni immateriali.
  • Imposta Generale Indiretta delle Canarie: esenzione totale da quest’imposta (per i servizi di telecomunicazione prestati nelle Canarie. Sono esenti, inoltre, sia le cessioni di elementi delle immobilizzazioni immateriali sia i beni di investimento.
  • Imposta sul Reddito delle Società: si stabilisce un abbuono del 50% della quota derivante dalla vendita di beni prodotti nelle Canarie.

La riduzione è inoltre applicabile alle imprese domiciliate fuori dal territorio delle Canarie, che agiscono sullo stesso, mediante stabilimento permanente. Possono usufruire di questa riduzione anche i soggetti passivi dell’Imposta sul Reddito delle Persone Fisiche che esercitano le attività descritte e con i requisiti richiesti, unitamente alla necessità di applicare il regime di stima diretta per determinare la base imponibile. In determinati settori industriali: cantieristica navale, fibre sintetiche, automobile, siderurgia e carbone, non si applica il regime fiscale descritto.

 

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