Monitoraggio fiscale nel quadro RW: casi pratici

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Vediamo alcuni casi di compilazione nel quadro RW del modello Redditi PF legate al monitoraggio fiscale di attività finanziarie detenute all’estero. Si tratta di particolari casistiche risolte riguardanti la normativa sul monitoraggio fiscale e il pagamento dell’imposta patrimoniale Ivafe. Monitoraggio fiscale nel quadro RW, interessi, conti in valuta, immobili esteri, dossier titoli.

La normativa sul monitoraggio fiscale nasce negli agli anni novanta, con la liberalizzazione valutaria. La finalità di mantenere concrete modalità di controllo da parte dell’Amministrazione finanziaria sui redditi di fonte estera, coerentemente al principio della tassazione su base mondiale operante nel nostro ordinamento per i soggetti residenti, si riferisce essenzialmente a timori sui redditi finanziari.

Dall’esigenza di monitorare le attività di natura finanziaria si è arrivati all’obbligo di indicare nel quadro RW del modello Redditi PF anche gli investimenti di natura diversa, tra cui gli immobili, le unità da diporto, gli oggetti preziosi e le opere d’arte, a prescindere dall’effettiva produzione di redditi imponibili nel periodo d’imposta.

Tutti questi elementi, quindi, devono essere presi in considerazione quando ci si accinge a verificare il rispetto della disciplina sul monitoraggio fiscale nel quadro RW del modello Reddito PF. Per questo motivo è necessario prestare la dovuta attenzione quando dobbiamo adempiere alla normativa sul monitoraggio fiscale delle attività finanziarie estere, nel caso in cui siamo di fronte a situazioni particolari, che andremo di seguito a delineare.

Dopo aver visto la ratio della disciplina sul monitoraggio fiscale nel quadro RW del modello Redditi PF, andremo ad analizzare alcuni casi particolari risolti riguardanti la compilazione del modello dichiarativo.

Monitoraggio fiscale nel quadro RW

Monitoraggio fiscale nel quadro RW: la ratio originaria

Come anticipato, l’attuale disciplina del monitoraggio fiscale è quella risultante dagli interventi del 2013. Per comprendere l’impatto delle modifiche introdotte, conviene però prendere le mosse dalla genesi della normativa in materia, le cui origini risalgono agli anni Ottanta.

Essa è stata introdotta sulla scorta della Direttiva del Consiglio delle Comunità europee in tema di liberalizzazione valutaria, che imponeva agli Stati membri di sopprimere “le restrizioni ai movimenti di capitali effettuati fra persone residenti in tali Stati”. In attuazione della Direttiva, furono previste una serie di deroghe al Testo Unico delle leggi in materia valutaria (DPR n. 148/1988) finalizzate – ad esempio – a riconoscere a tutti i residenti la facoltà di costituire e detenere depositi e conti in valuta, di esportare mezzi di pagamento, titoli di credito, valori mobiliari in valute estere ed in lire, di effettuare operazioni in cambi con contropartite estere senza doversi avvalere delle banche abilitate.

Tali novità imposero di monitorare i movimenti di valuta allo scopo di evitare che, con la soppressione dei divieti valutari, fossero sottratti agli obblighi impositivi i redditi derivanti dai capitali nazionali trasferiti all’estero. La stessa Direttiva 88/361/CEE riconosceva, del resto, agli Stati la facoltà di “adottare le misure indispensabili per impedire le infrazioni alle leggi o ai regolamenti interni, specialmente in materia fiscale o ai fini di una sorveglianza cautelare degli istituti finanziari, o di stabilire procedure di dichiarazione dei movimenti di capitali a scopo di informazione amministrativa o statistica”.

È appunto questa la disposizione che ha ispirato il già menzionato D.L. n. 167/1990 in tema di “Rilevazione ai fini fiscali di taluni trasferimenti da e per l’estero di denaro, titoli e valori”.

Redditi e patrimoni di fonte estera

La normativa in discorso è stata, dunque, concepita per garantire il corretto adempimento degli obblighi tributari in relazione ai redditi finanziari di fonte estera posseduti dai soggetti residenti, coerentemente al principio della tassazione su base mondiale operante per quei soggetti (i residenti, appunto); una disciplina quasi “ancillare”, i cui presupposti – secondo la originaria impostazione – dovevano coincidere con la disciplina di base regolante il fondamento dell’imposizione.

Diciamo subito che pare indubbio che la finalità di salvaguardare la sovranità impositiva dello Stato sui redditi finanziari da capitali esteri, pur non essendo del tutto venuta meno, abbia oramai smarrito la sua centralità.

In effetti, nel quadro della normativa sul monitoraggio fiscale ha preso il sopravvento l’esigenza di garantire il controllo sui patrimoni detenuti all’estero, e, al contempo, di contrastare fenomeni criminali.

È in funzione di questa mutazione delle finalità sottese alla disciplina che va letta la forte dilatazione del suo ambito di applicazione, tanto dal punto di vista oggettivo, quanto da quello soggettivo. Vediamo, quindi, alcuni casi pratici di compilazione del quadro RW per adempiere correttamente alla disciplina sul monitoraggio fiscale delle attività finanziarie estere.

Monitoraggio fiscale nel quadro RW: interessi percepiti

Un contribuente detiene titoli obbligazionari emessi da società residenti in altri Paesi europei per un controvalore di 40.000 euro collegati ad un conto corrente presso una banca in Belgio; si chiede quali siano gli obblighi dichiarativi a seguito di interessi percepiti.

Ipotizzando che la persona fisica abbia deciso di investire senza anonimato facendo figurare la banca belga soltanto come contenitore di titoli sottoscritti direttamente, il detentore titoli italiano comunica all’operatore economico, agente pagatore (ad esempio, francese), che effettua il pagamento degli interessi le sue generalità quale beneficiario effettivo ed ottiene la non applicazione della ritenuta alla fonte.

L’agente pagatore comunicherà all’autorità competente del proprio Paese le generalità e gli interessi erogati assolvendo così agli obblighi informativi. La persona fisica residente in Italia dichiarerà nel Modello Redditi, quadro RW, la consistenza degli investimenti e assoggetterà a tassazione gli interessi percepiti con le aliquote previste dall’articolo 26 del DPR n. 600/73, così come disposto dall’articolo 18 del DPR n. 917/86.

Monitoraggio fiscale nel quadro RW: dossier titoli

Un contribuente detiene un dossier titoli emessi da soggetti residenti in altri Stati membri tramite un intermediario finanziario italiano che gestisce gli aspetti fiscali del dossier. Si chiede se debba compilare il quadro RW del Modello Redditi PF ai fini del monitoraggio fiscale delle attività finanziarie estere.

In questo caso non trova applicazione la disposizione comunitaria sullo scambio d’informazioni in quanto il dossier è gestito da una persona giuridica residente nello stesso Paese del beneficiario.

Di conseguenza il percettore finale degli interessi non dovrà dichiarare i redditi percepiti, nel quadro RW del Modello Redditi PF. In presenza di un dossier titoli (“relazione finanziaria”) intrattenuto con un intermediario estero, gli adempimenti dichiarativi dovranno prevedere l’indicazione del valore iniziale e del valore finale di detenzione della relazione finanziaria, non rilevando le eventuali singole variazioni della composizione di quest’ultima.

Non si devono pertanto calcolare i giorni di possesso titolo per titolo.

Monitoraggio fiscale nel quadro RW: partecipazioni estere

Una persona fisica, fiscalmente residente in Italia, detiene una partecipazione al capitale sociale di una società estera, dovrà compilare il quadro RW per indicare la quota di partecipazione in tale società.

Una persona fisica, fiscalmente residente in Italia, detiene una partecipazione al capitale sociale di una società italiana in misura pari al 50% che, a sua volta, detiene una partecipazione al capitale di una società estera in misura pari al 100% la quale detiene all’estero investimenti e attività estere di natura finanziaria. In tal caso il contribuente non deve compilare il Quadro RW.

Una persona fisica detiene una partecipazione al capitale sociale di una società estera localizzata in un Paese white list in misura pari al 15% (partecipazione diretta) e una partecipazione in una società italiana nella misura del 50% che, a sua volta, detiene una partecipazione nella medesima società estera nella misura del 50% (partecipazione indiretta). In tal caso il contribuente integra il requisito di “titolare effettivo” nella società estera, sommando il 15% della partecipazione diretta con il 25% della partecipazione indiretta. Pertanto, deve indicare nel Quadro RW il valore della partecipazione nella società estera diretta e indiretta pari al 40%.

Monitoraggio fiscale nel quadro RW: usufrutto immobiliare

Un contribuente detiene il 50% della nuda proprietà su un immobile in Francia, il cui usufrutto spettava in parti uguali ai genitori, ed il restante 50% della nuda proprietà al fratello.

Secondo quanto chiarito dalla Circolare n. 45/E del 2010, in caso di usufrutto, sono assoggettati a monitoraggio fiscale, con conseguente compilazione del quadro RW, sia l’usufruttuario che il nudo proprietario.

Nel caso specifico, poiché ciascun usufruttuario (ed anche ciascun nudo proprietario) può disporre del proprio diritto liberamente, ciascun soggetto dovrà indicare nel quadro RW il valore del proprio diritto, come risultante dall’atto costitutivo del diritto medesimo, moltiplicato per la percentuale di propria spettanza (nel caso di specie 50%).

Ai fini del calcolo, dovrà essere considerato il costo storico del diritto, così come risulta dalla documentazione probatoria, maggiorato degli eventuali oneri accessori (spese notarili, oneri di intermediazione), con l’espressa esclusione degli interessi passivi. Tale valore rimarrà costante nel tempo, senza che vi sia la necessità di provvedere ad aggiornamenti di alcun tipo.

Ravvedimento operoso

Le violazioni del quadro RW possono essere oggetto di ravvedimento operoso.

Considerato che le violazioni riguardanti il quadro RW hanno natura tributaria, l’Agenzia delle Entrate ha ritenuto applicabile anche l’istituto del ravvedimento operoso di cui all’articolo 13 del D.Lgs. n. 472/1997 che, come precisa la C.M. n. 180/E del 1998, consente di sanare tutti gli errori e le omissioni anche se incidenti sulla determinazione del tributo (Circolare 30 gennaio 2002, n. 9/E).

Per approfondire: “Mancata compilazione del quadro RW: il ravvedimento operoso

Monitoraggio fiscale nel quadro RW: immobili all’estero

Una persona fisica detiene un immobile all’estero del valore di 500.000 euro in comproprietà con altri quattro soggetti persone fisiche. In tal caso ciascun comproprietario deve indicare nel quadro RW della propria dichiarazione dei redditi l’intero valore dell’immobile (500.000) riportando la percentuale di possesso.

Monitoraggio fiscale nel quadro RW: operazioni in valuta

Nel caso in cui le operazioni da riportare nel quadro RW siano state eseguite in valuta estera, il soggetto interessato deve indicare il controvalore in euro utilizzando, il cambio riportato nel provvedimento del Direttore dell’Agenzia delle Entrate emanato ai fini dell’individuazione dei cambi medi mensili agli effetti delle norme contenute nei Titoli I e II del DPR n. 917/86.

Monitoraggio fiscale nel quadro RW: titoli esenti

Nel caso in cui una persona fisica abbia acquistato all’estero titoli esenti, per il tramite di una banca non residente, che cura l’incasso alla scadenza e accredita presso una banca italiana le somme, non deve essere compilato il quadro RW (art. 4 del D.L. n. 167/1990).

Monitoraggio fiscale nel quadro RW: sazioni

Le sanzioni per la violazione degli obblighi di compilazione del quadro RW sono state riformate come segue:

  • Dal 6% al 30% degli importi non dichiarati se la violazione ha ad oggetto investimenti all’estero ovvero attività estere di natura finanziaria detenute in Paesi black list di cui al D.M. 4 maggio 1999;
  • Dal 3% al 15% negli altri casi.

Le sanzioni si applicano con effetto retroattivo, se più favorevoli (articolo 3, comma 3 del D.Lgs. n. 472/1997 e circolare n. 30/E del 2013). Non sono più applicabili, anche per il passato, le sanzioni per non aver compilato le Sezioni I e III del Modulo RW, ora abrogate.

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