Naspi: guida all’indennità di disoccupazione

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Nuova Prestazione di Assicurazione Sociale per l’Impiego – NASPI. Ambito di applicazione, modalità di calcolo, durata, domanda, decorrenza e condizioni Lavoro subordinato – Liquidazione anticipata e Lavoro autonomo. Decadenza Indennità di disoccupazione per i lavoratori con rapporto di collaborazione coordinata – DIS-COLL Requisiti per il diritto alla DIS-COLL Calcolo e durata Procedura Assegno di disoccupazione – ASDI Campo di applicazione Durata Progetto personalizzato Contratto di ricollocazione Campo di applicazione e dote individuale Diritti e doveri del beneficiario Decadenza dalla dote individuale.

Nella Gazzetta Ufficiale n. 290 del 15 dicembre 2014, è stata pubblicata la Legge 10 dicembre 2014, n. 183, c.d. Jobs Act, contenente le deleghe al Governo in materia di riforma degli ammortizzatori sociali, dei servizi per il lavoro e delle politiche attive, nonché in materia di riordino della disciplina dei rapporti di lavoro e dell’attività ispettiva e di tutela e conciliazione delle esigenze di cura, di vita e di lavoro.

La Legge delega prevedeva, tra le altre, la delega al Governo per il riordino della normativa in materia di ammortizzatori sociali in caso di disoccupazione involontaria e di ricollocazione dei lavoratori disoccupati.

In attuazione della delega, è stato pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 54 del 6 marzo 2015 il D.Lgs. 4 marzo 2015, n. 22, approvato dal Consiglio dei Ministri in data 20 febbraio 2015, che ha introdotto, principalmente, i seguenti aspetti:

  • NASPI (Nuova prestazione di Assicurazione Sociale per l’Impiego);
  • ASDI (Assegno di Disoccupazione);
  • DIS-COLL (Disoccupazione per i Collaboratori);
  • Contratto di ricollocazione.

naspi

Prestazione di Assicurazione Sociale per l’Impiego – NASPI

Con il Decreto attuativo, a decorrere dal 1° maggio 2015 è istituita presso la Gestione prestazioni temporanee ai lavoratori dipendenti e nell’ambito dell’Assicurazione Sociale per l’Impiego (ASPI) introdotta con la c.d. Legge Fornero (Legge n. 92/2012), una indennità mensile di disoccupazione, denominata: “Nuova prestazione di Assicurazione Sociale per l’Impiego (NASPI)”, con la funzione di fornire una tutela di sostegno al reddito ai lavoratori con rapporto di lavoro subordinato che abbiano perduto involontariamente la propria occupazione.

La NASPI sostituisce le prestazioni di ASPI e mini-ASPI introdotte dalla citata Legge n. 92/2012 e si applica ai casi di disoccupazione verificatisi a partire dal 1° maggio 2015.

Naspi: ambito di applicazione

Sono destinatari della NASPI i lavoratori dipendenti con esclusione dei dipendenti a tempo indeterminato delle Pubbliche amministrazioni nonché degli operai agricoli a tempo determinato o indeterminato. Sono compresi nell’ambito di applicazione della NASPI anche:

  • Apprendisti;
  • Soci lavoratori di cooperative con rapporto di lavoro subordinato con le medesime cooperative;
  • Personale artistico con rapporto di lavoro subordinato;
  • Dipendenti a tempo determinato delle pubbliche amministrazioni.

La NASPI è riconosciuta solo:

  • Ai lavoratori che abbiano perduto involontariamente la propria occupazione e che presentino congiuntamente i seguenti requisiti:
    • Siano in stato di disoccupazione;
    • Possano far valere, nei quattro anni precedenti l’inizio del periodo di disoccupazione, almeno 13 settimane di contribuzione;
    • Possano far valere 30 giornate di lavoro effettivo, a prescindere dal minimale contributivo, nei 12 mesi che precedono l’inizio del periodo di disoccupazione;
  • Ai lavoratori che hanno rassegnato le dimissioni per giusta causa e nei casi di risoluzione consensuale del rapporto di lavoro intervenuta nell’ambito della procedura di conciliazione preventiva per licenziamento per motivi oggettivi (articolo 7 della Legge n. 604/1966).


Naspi: soggetti esclusi dall’indennità di disoccupazione

Non possono accedere alla prestazione:

  • Dipendenti a tempo indeterminato delle pubbliche amministrazioni;
  • Operai agricoli a tempo determinato e indeterminato;
  • Lavoratori extracomunitari con permesso di soggiorno per lavoro stagionale, per i quali resta confermata la specifica normativa;
  • Lavoratori che hanno maturato i requisiti per il pensionamento di vecchiaia o anticipato;
  • Lavoratori titolari di assegno ordinario di invalidità, qualora non optino per la NASPI.

Chi intende avviare un’attività lavorativa autonoma o d’impresa individuale o vuole sottoscrivere una quota di capitale sociale di una cooperativa, nella quale il rapporto mutualistico ha a oggetto la prestazione di attività lavorativa da parte del socio, può richiedere la liquidazione anticipata e in un’unica soluzione della NASPI.

Naspi: modalità di calcolo

La NASPI è rapportata alla retribuzione imponibile ai fini previdenziali degli ultimi quattro anni divisa per il numero di settimane di contribuzione e moltiplicata per il numero 4,33.

Nei casi in cui la retribuzione mensile sia pari o inferiore all’importo di 1.195 euro (dal 2015), rivalutato annualmente sulla base della variazione dell’indice ISTAT dei prezzi al consumo per le famiglie degli operai e degli impiegati intercorsa nell’anno precedente, la NASPI è pari al 75% della retribuzione mensile.

Nei casi in cui la retribuzione mensile sia superiore, l’indennità è pari al 75% del predetto importo incrementato di una somma pari al 25% dell’eccedenza.

In ogni caso la NASPI non può in ogni caso superare l’importo mensile massimo di 1.300 euro, rivalutato annualmente sulla base della variazione dell’indice ISTAT dei prezzi al consumo per le famiglie degli operai e degli impiegati intercorsa nell’anno precedente.

Inoltre la NASPI si riduce del 3% ogni mese a decorrere dal primo giorno del quarto mese di fruizione. La NASPI dà luogo a contribuzione figurativa, mentre non si applica il prelievo contributivo di cui all’articolo 26 della Legge 28 febbraio 1986, n. 41, prevista per i trattamenti di integrazione salariale.

Naspi: durata

La NASPI è corrisposta mensilmente, per un numero di settimane pari alla metà delle settimane di contribuzione degli ultimi quattro anni.

Ai fini del calcolo della durata non sono computati i periodi contributivi che hanno già dato luogo ad erogazione delle prestazioni di disoccupazione.

Per gli eventi di disoccupazione verificatisi dal 1° gennaio 2017 la NASPI è corrisposta per un massimo di 78 settimane.

Naspi: domanda, decorrenza e condizioni

La domanda di NASPI si presenta all’INPS in via telematica, entro il termine di decadenza di 68 giorni dalla cessazione del rapporto di lavoro.

La NASPI decorre dal giorno successivo alla data di presentazione della domanda e in ogni caso non prima dell’ottavo giorno successivo alla cessazione del rapporto di lavoro.

L’erogazione è condizionata al permanere dello stato di disoccupazione ed alla regolare partecipazione a iniziative di attivazione lavorativa e a percorsi di riqualificazione professionale proposti dai servizi competenti. Le modalità precise di attuazione verranno regolamentate da Decreto ministeriale.

Disoccupazione involontaria

Si considerano disoccupati i lavoratori privi di impiego che abbiano perduto involontariamente la propria occupazione e che dichiarino in forma telematica al portale nazionale delle politiche del lavoro la propria immediata disponibilità allo svolgimento di attività lavorativa e alla partecipazione alle misure di politica attiva del lavoro concordate con il centro per l’impiego.

La presentazione della domanda di NASPI equivale a rilascio della predetta dichiarazione (DID). Nei 15 giorni successivi alla presentazione della domanda, il richiedente deve recarsi presso il Centro per l’Impiego per la stipula del patto di servizio personalizzato.

Lo stato di disoccupazione deve essere involontario. Tuttavia l’accesso alla NASPI, sussistendo gli altri requisiti, è consentito anche nei seguenti casi:

  • Dimissioni per giusta causa, qualora le dimissioni non siano riconducibili alla libera scelta del lavoratore ma siano indotte da comportamenti altrui che integrano la condizione di improseguibilità del rapporto di lavoro (circolare INPS 20 ottobre 2003, n. 163);
  • Dimissioni intervenute durante il periodo tutelato di maternità, ossia a partire da 300 giorni prima della data presunta del parto e fino al compimento del primo anno di vita del bambino;
  • Risoluzione consensuale del rapporto di lavoro, purché sia intervenuta nell’ambito della procedura di conciliazione presso la direzione territoriale del lavoro secondo le modalità di cui all’art. 7 della legge 15 luglio 1966, n. 604 come sostituito dall’art. 1, comma 40, della legge n. 92 del 2012;
  • Risoluzione consensuale a seguito del rifiuto del lavoratore di trasferirsi presso la sede della stessa azienda distante più di 50 km dalla residenza del lavoratore e/o mediamente raggiungibile in 80 minuti o più con i mezzi pubblici;
  • Licenziamento con accettazione dell’offerta di conciliazione di cui all’art. 6 del decreto legislativo n. 23 del 2015;
  • Licenziamento disciplinare.

Come presentare la domanda

La domanda deve essere presentata all’INPS esclusivamente in via telematica e a pena di decadenza entro 68 giorni, che decorrono:

  • Dalla data di cessazione dell’ultimo rapporto di lavoro. Il termine è sospeso per tutta la durata della maternità qualora si verifichi entro i 68 giorni dal licenziamento e riprende a decorrere per la parte residua al termine del periodo di maternità. Il termine è sospeso per tutta la durata di una malattia comune indennizzabile o di un infortunio sul lavoro/malattia professionale indennizzabile dall’INAIL qualora si verifichi entro i 68 giorni dalla cessazione del rapporto di lavoro;
  • Dalla fine del periodo di maternità indennizzato qualora la maternità sia insorta nel corso del rapporto di lavoro poi cessato;
  • Dalla fine del periodo di malattia indennizzato o di infortunio/malattia professionale, qualora siano insorti nel corso del rapporto di lavoro poi cessato;
  • Dalla definizione della vertenza sindacale o dalla data di notifica della sentenza giudiziaria;
  • Dalla fine del periodo corrispondente all’indennità di mancato preavviso ragguagliato a giornate;
  • Dal trentottesimo giorno dopo la data di cessazione, in caso di licenziamento per giusta causa.

Consultazione online della domanda

Una volta presentata la domanda di NASPI attraverso la modalità telematica sul sito dell’INPS potete verificare se la domanda è stata accettata o respinta direttamente dal sito Inps nell’apposta sezione dedicata all’Indennità-Na-spi.

Per approfondire le indicazioni fornite dall’Inps sulla disciplina NASPI potete consultare la Circolare n° 142 del 29/07/2015:



Lavoro subordinato – Liquidazione anticipata e Lavoro autonomo

Se il lavoratore instaura un nuovo rapporto di lavoro inferiore a sei mesi mentre sta ancora percependo il sussidio, può interromperlo per un massimo di sei mesi.

Se il lavoratore che percepisce la NASPI instaura un rapporto di lavoro con un reddito annuale inferiore al minimo escluso da imposizione, continuerà a percepire la NASPI, in forma ridotta.

Il lavoratore che ha diritto alla NASPI può anche richiederne la liquidazione anticipata, in un’unica soluzione, a titolo di incentivo all’avvio di un’attività lavorativa autonoma o di impresa individuale o per la sottoscrizione di una quota di capitale sociale di una cooperativa nella quale il rapporto mutualistico ha ad oggetto la prestazione di attività lavorative da parte del socio. A tal fine, deve presentare all’INPS, a pena di decadenza, domanda di anticipazione in via telematica entro 30 giorni dalla data di inizio dell’attività autonoma o dalla data di sottoscrizione della quota di capitale della cooperativa.

Il lavoratore che durante il periodo in cui percepisce la NASPI intraprenda un’attività lavorativa autonoma o di impresa individuale, dalla quale ricava un reddito inferiore al limite utile ai fini della conservazione dello stato di disoccupazione (€. 4.800 annue), deve informare l’INPS entro un mese dall’inizio dell’attività, dichiarando il reddito annuo che prevede di trarne. La NASPI, in questo caso, è ridotta di un importo pari all’80% del reddito previsto.

Decadenza

Il lavoratore decade dal diritto alla NASPI nei seguenti casi:

  1. Perdita dello stato di disoccupazione;
  2. Mancata comunicazione dell’inizio di un’attività lavorativa subordinata;
  3. Mancata comunicazione dell’inizio di un’attività lavorativa autonoma o di impresa individuale;
  4. Raggiungimento dei requisiti per il pensionamento di vecchiaia o anticipato;
  5. Acquisizione del diritto all’assegno ordinario di invalidità, salvo il diritto del lavoratore di optare per la NASPI.

Il lavoratore perde, inoltre, il diritto in caso di inottemperanza agli obblighi di partecipazione alle azioni di politica attiva del lavoro.

Indennità di disoccupazione per i lavoratori con rapporto di collaborazione coordinata – DIS-COLL

In attesa degli interventi di semplificazione, modifica o superamento delle forme contrattuali previste dalla Legge delega, in via sperimentale per il 2015, è stata introdotta, per i collaboratori coordinati e continuativi, anche a progetto (con esclusione degli amministratori e dei sindaci) iscritti in via esclusiva alla Gestione separata, non pensionati e privi di partita Iva una indennità di disoccupazione mensile denominata DIS-COLL.

Tale indennità viene corrisposta per le ipotesi di perdita involontaria dell’occupazione verificatisi a decorrere dal 1° gennaio 2015 e sino al 31 dicembre 2015 e non dà luogo a contribuzione figurativa.

Requisiti per il diritto alla DIS-COLL

La DIS-COLL è riconosciuta se ricorrono i seguenti requisiti:

  • Stato di disoccupazione al momento della domanda di prestazione;
  • Tre mesi di contribuzione nel periodo che va dal 1° gennaio dell’anno solare precedente l’evento di cessazione dal lavoro al predetto evento;
  • Un mese di contribuzione oppure un rapporto di collaborazione di almeno un mese che abbia dato luogo a un reddito almeno pari alla metà dell’importo che dà diritto all’accredito di un mese di contribuzione, nell’anno solare in cui si verifica l’evento di cessazione dal lavoro.

Calcolo e durata

Il trattamento per i collaboratori è rapportato al reddito imponibile ai fini previdenziali relativo all’anno in cui è avvenuta la cessazione del rapporto e a quello precedente, diviso per i mesi di contribuzione.

È pari al 75% del reddito se questo è pari o inferiore a 1.195 euro mensili, mentre se il reddito è superiore al 75% si aggiunge il 25% della differenza fra quanto percepito e il massimale. In ogni caso, come per la NASPI, non può superare l’importo di 1.300 euro al mese.

L’indennità è ridotta del 3% a partire dal quinto mese ed è corrisposta per un numero di mesi pari alla metà di quelli di contribuzione presenti nel periodo che va dal 1° gennaio dell’anno solare precedente alla cessazione del lavoro al predetto evento e non può in ogni caso superare la durata massima di 6 mesi.

Procedura

Come per la NASPI, la domanda va presentata all’INPS in via telematica entro 68 giorni dalla cessazione del rapporto di collaborazione, decorre dal giorno successivo alla data di presentazione della domanda e in ogni caso non prima dell’ottavo giorno successivo alla cessazione del rapporto di lavoro.

L’erogazione è condizionata al permanere dello stato di disoccupazione ed alla regolare partecipazione a iniziative di attivazione lavorativa e a percorsi di riqualificazione professionale proposti dai servizi competenti.

In caso di impiego subordinato, il trattamento verrà sospeso, mentre sarà erogato in forma ridotta per chi intraprende un’attività autonoma (secondo gli stessi criteri della NASPI).

Assegno di disoccupazione – ASDI

A decorrere dal 1° maggio 2015 è istituito, in via sperimentale per l’anno 2015, l’assegno di disoccupazione (ASDI), con la funzione di fornire una tutela di sostegno al reddito ai lavoratori che abbiano fruito della NASPI per l’intera sua durata entro il 31 dicembre 2015, che siano privi di occupazione e si trovino in una condizione economica di bisogno.

La situazione economica di bisogno del nucleo familiare sarà valutata in applicazione dell’ISEE (Decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri 5 dicembre 2013, n. 159) non computando l’ammontare dei trattamenti NASPI percepiti.

Campo di applicazione

Nel primo anno di applicazione gli interventi sono prioritariamente riservati ai lavoratori appartenenti a nuclei familiari con minorenni e, secondariamente, ai lavoratori in età prossima al pensionamento.

In ogni caso, il sostegno economico è condizionato alle risorse dello specifico Fondo istituito presso il Ministero del Lavoro.

Durata

L’ASDI è erogato mensilmente per una durata massima di sei mesi ed è pari al 75% dell’ultima indennità NASPI percepita e viene incrementato in base ad eventuali carichi familiari del lavoratore con i criteri che saranno stabiliti con un successivo Decreto.

Inoltre potrà essere parzialmente cumulato con i redditi derivanti da nuova occupazione, secondo i criteri da definirsi con Decreto.

NASPI e malattia del lavoratore

Precisiamo che l’indennità di disoccupazione NASPI, non sostituisce l’indennità di malattia che spetta al lavoratore.

In caso di malattia insorta durante la  disoccupazione, ma comunque entro 60 giorni dalla cessazione del rapporto di lavoro, l’INPS sarà tenuta ad erogare l’indennità di malattia. Ed eventualmente avrà facoltà di fare arrivare al lavoratore la visita fiscale.

La disoccupazione viene sospesa per tutta la durata della malattia per poi essere ripristinata per la parte residua dal momento della ripresa della capacità lavorativa.

NASPI e maternità del lavoratore

In ogni caso, l’indennità di maternità è sempre indennizzata al lavoratore quando essa insorge entro sessanta giorni dalla cessazione del rapporto di lavoro dipendente.

Qualora la lavoratrice si trovi, all’inizio del periodo di congedo di maternità e stia già percependo la NASPI, ha diritto all’indennità giornaliera di maternità anche nel caso in cui  siano trascorsi sessanta giorni dalla cessazione del rapporto di lavoro.

In questo caso la prestazione di disoccupazione si sospende per poi essere ripristinata per la parte residua al termine del periodo di maternità.

NASPI e lavoro domestico

Al fine del raggiungimento del requisito delle 30 giornate di effettivo lavoro per i lavoratori addetti ai servizi domestici e familiari (colf e badanti) sono inoltre stati forniti ulteriori chiarimenti.

Considerato che non è possibile stabilire le giornate di effettiva presenza sul lavoro in quanto i lavoratori domestici hanno un contratto che riporta solo le ore lavorate all’interno del mese, l’INPS ha stabilito che per la copertura contributiva di una settimana sono necessarie almeno 24 ore di lavoro, dunque per la ricerca delle 30 giornate il calcolo verrà fatto settimanalmente.

Una settimana piena di contribuzione sarà pari a 120 ore (cioè 24×5).

I nostri consigli

La disciplina NASPI non è semplice, purtroppo. Se non siete esperti e non sapete se rientrate o meno nei requisiti per ottenere l’indennità NASPI vi consigliamo comunque di provare ad inoltrare telematicamente la domanda all’INPS.

Nella peggiore delle ipotesi riceverete una lettera dell’INPS a casa con la quale vi informano che la vostra domanda è stata respinta e non succederà proprio nulla, ma almeno ci avrete provato.

Prima di prendere decisioni importanti a seguito della lettura di questo articolo, per la vostra sicurezza, vi consiglio di chiedere conferma delle informazioni al numero verde Contact Center INPS  803 164 (gratuito da rete fissa), in quanto le normative potrebbero essere soggette a cambiamenti.

Se, volete, infine, raccontarci la vostra esperienza personale, lasciateci un commento. La vostra esperienza potrà essere utile a tutti gli altri lettori.

4 comments

  1. Percepisco la naspi, posso diventare un socio di spa?

    Grazie

  2. Buongiorno, vi faccio i complimenti e avrei un quesito riguardo il lavoro autonomo occasionale e la naspi.
    in pratica sono stato licenziato da lavoro dipendente dal 01/12/2017 e considerando che possiedo i requisiti mi trovo in procinto di effettuare la richiesta online per la Naspi da questo mese, il dubbio che mi sorge che mentre ero ancora occupato dipendente ho effettuato due prestazioni di lavoro autonomo occasionale verso due soggetti A e B di 1000,00 euro ciascuna una nel mese di ottobre e una nel mese di novembre,
    ora a vostro avviso tali prestazioni configurabili come reddito supplementare pur se svolte e pagate prima della richiesta Naspi devo comunque informare l’INPS dichiarando il reddito percepito e La NASPI sarà ridotta all’80% oppure non contano perchè svolte prima della richiesta?
    grazie mille.

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