Cartella di pagamento: guida ai rimedi

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Come è strutturata la nuova cartella di pagamento emessa da Agenzia delle Entrate Riscossione? Quali sono le informazioni che possiamo ricavare da questo nuovo modello di pagamento? Quali sono i possibili rimedi se ti notificano una cartella di pagamento? Tutte le informazioni utili se ricevi una cartella di pagamento relativa ad importi iscritti a ruolo per debiti tributari o contributivi.

L’Agenzia delle Entrate Riscossione ha approvato, lo scorso 14 luglio 2017, il nuovo modello di cartella di pagamento, con la quale saranno inviati ai contribuenti gli importi iscritti a ruolo relativi ad imposte e contributi.

Il nuovo modello di cartella di pagamento sostituisce, quindi, l’estinta cartella esattoriale, che veniva emessa da Equitalia.

Tante le novità del nuovo modello di comunicazione, quasi tutte sono rivolte al fine di rendere più chiara e semplice la comprensione della richiesta di pagamento inoltrata dal nuovo esattore, Agenzia delle Entrate Riscossione, tra cui forse la più rilevante riguarda l’indicazione esplicita dell’ente creditore, con il relativo importo da pagare.

Vediamo, quindi, in questo contributo come è strutturata la nuova cartella di pagamento di Agenzia delle Entrate riscossione, le novità rispetto al passato e i nostri consigli su cosa fare, quando vi vedete recapitare una cartella di pagamento.

Emissione delle cartelle di pagamento

Le cartelle di pagamento vengono emesse dal concessionario della riscossione in presenza di somme dovute in base ad iscrizioni a ruolo.

Nei casi in cui non è previsto il versamento spontaneo delle imposte da parte del contribuente, l’Amministrazione finanziaria procede alla riscossione mediante “iscrizione a ruolo“. Il ruolo è l’elenco dei contribuenti debitori e delle somme da essi dovute formato dall’ufficio ai fini della riscossione a mezzo concessionario (art. 10, primo comma, lettera a) del DPR n. 602/1973, così come sostituito dall’art. 2, comma 1, D.Lgs. n. 46/1999).

Una volta reso esecutivo (art. 12 del DPR n. 602/1973 così come modificato dall’art. 4, comma 1, D.Lgs. n. 46/1999: “il ruolo è sottoscritto, anche mediante firma elettronica, dal titolare dell’ufficio o da un suo delegato. Con la sottoscrizione il ruolo diviene esecutivo“), il ruolo viene trasmesso al Concessionario della riscossione, il quale prepara le cartelle di pagamento e le notifica ai singoli debitori, “entro l’ultimo giorno del quarto mese successivo a quello di consegna del ruolo” (art. 25, comma 1, del DPR n. 602/1973 così come sostituito dall’art. 11, comma 1, D.Lgs. n. 46/1999).

Le strade per giungere alla cartella di pagamento possono, comunque, essere diverse. In alcuni casi la cartella di pagamento rappresenta la modalità di riscossione dell’imposta regolarmente dichiarata dal contribuente, quando non è previsto il versamento spontaneo dello stesso (ad esempio, pagamento delle imposte relative sui redditi soggetti a tassazione separata); in altri, la cartella viene emessa a seguito dei controlli automatici o formali delle dichiarazioni presentate da cui risultino omessi o tardivi versamenti, errori materiali o di calcolo ovvero detrazioni o deduzioni non spettanti (artt. 36-bis e 36-ter del DPR n. 600/1973; art. 54-bis del DPR n. 633/1972); in altri ancora, la cartella costituisce l’atto terminale di una procedura di accertamento.



Struttura della cartella di pagamento

I dati anagrafici

 Nella cartella di pagamento vengono riportati i dati anagrafici relativi al contribuente per il quale l’ente creditore ha richiesto all’Agenzia delle Entrate Riscossione il recupero delle somme dovute.
Cartella di pagamento 2

 Somme da pagare

Come riportato nell’immagine sottostante,  nella seconda parte della prima pagina della cartella sono evidenziati gli importi richiesti in pagamento dagli enti creditori con le motivazioni sintetiche alla base dell’iscrizione a ruolo (nell’esempio il controllo del modello Redditi PF), con il relativo anno di imposta (dato presente solo per i crediti di natura erariale, come nell’esempio).

In questa sezione della cartella di pagamento vengono distinte le somme spettanti agli enti creditori, rispetto a quelle di competenza dell’Agenzia delle Entrate Riscossione.

Un colore diverso, che si ritrova nella sezione “Ruolo emesso da”,  identifica ciascun ente creditore, consentendo di distinguere con immediatezza la tipologia di debito:

  • Arancione – per le Agenzie fiscali;
  • Verde – per gli enti territoriali (per esempio, Comuni e Regioni);
  • Viola – per gli altri enti (per esempio, Casse di previdenza e Prefettura).

Informazioni sulle somme da pagare

Nella sezione vengono forniti i chiarimenti su ciascuna tipologia degli importi indicati in cartella (somme dovute, interessi di mora, diritti di notifica, oneri di riscossione), suddivisi tra quelli spettanti all’ente creditore e quelli di competenza dell’Agente della riscossione (esempio, i diritti di notifica che sono le somme dovute per l’attività di notifica delle cartelle di pagamento fissate dalla Legge).

Infine, viene riportato il totale da pagare, con l’indicazione esplicita che il pagamento dovrà essere effettuato nel termine massimo di 60 giorni dalla notifica (della cartella di pagamento).

Informazioni sull’Agente della riscossione

In questa sezione della cartella di pagamento sono state raggruppate tutte le informazioni relative ai seguenti aspetti:

  • Le somme da pagare, con il dettaglio dei costi per i versamenti effettuati dal contribuente, sia entro che oltre i 60 giorni dalla notifica;
  • Tutti i canali e le modalità a disposizione del contribuente per effettuare il pagamento e ricalcolare l’importo dovuto in caso di versamento oltre il termine di 60 giorni dalla notifica;
  • La rateazione con un piano di rateizzo ordinario o straordinario;
  • La sospensione legale della riscossione;
  • Il ricorso tributario. Viene, inoltre, messa a disposizione del contribuente una tabella che riporta l’indicazione dell’Autorità, i motivi e i termini per ricorrere nel caso in cui si contestino i vizi che riguardano esclusivamente l’attività di Agenzia delle Entrate Riscossione;
  • I canali di contatto per chiedere informazioni e chiarimenti sulla cartella di pagamento;
  • Tutti gli sportelli della provincia di competenza del contribuente;
  • Il riferimento del responsabile del procedimento di emissione e notifica della cartella.

Ruolo emesso da

Questa sezione è a disposizione degli enti creditori per le loro comunicazioni ai contribuenti: per esempio in questa sezione potrete trovare il dettaglio degli importi dovuti, la richiesta di informazioni, le modalità per la presentazione del ricorso, etc.

Ogni creditore, come detto in precedenza, è contraddistinto dal proprio colore identificativo.

I rimedi contro la cartella di pagamento

In caso di notifica di una cartella di pagamento, il contribuente può pagare le somme dovute ovvero impugnare il ruolo e la cartella. Inoltre, è prevista la possibilità di richiedere all’Amministrazione finanziaria o alla Commissione tributaria provinciale la sospensione del pagamento.

Resta impregiudicata la possibilità di chiedere l’annullamento della cartella invocando l’autotutela.

In presenza di una cartella di pagamento, il contribuente ha due possibilità:

  • Pagare le somme richieste;
  • Impugnare la cartella. In tal caso, in attesa dell’esito del processo, può essere richiesta la sospensione della riscossione.

Pagamento delle somme richieste

Il pagamento delle somme dovute in base alle cartelle relative ai ruoli resi esecutivi a partire dal 1 luglio 1999 può essere eseguito presso gli sportelli del concessionario, alla posta o in banca.

Se il contribuente ritiene di non dover pagare, in tutto o in parte, alcune delle somme riportate nel “dettaglio degli addebiti” (Seconda Parte della cartella) può pagare parzialmente presso il concessionario o alla posta (utilizzando, per il versamento in Posta, il mod. F35).

Fuori del territorio nazionale, il contribuente può pagare con bonifico bancario, indicando i dati di riferimento riportate nella cartella.

Il pagamento deve essere effettuato entro 60 giorni dalla data di notifica della cartella, riportata sulla relata (Prima Parte della cartella).

Impugnazione della cartella

Il contribuente che vuole contestare il ruolo e/o la cartella deve presentare ricorso alla Commissione tributaria provinciale entro 60 giorni dalla notifica della medesima.

Se prima della notifica della cartella, il contribuente ha ricevuto la notifica di un avviso di accertamento, di un avviso di liquidazione, di un atto di contestazione, di un atto di irrogazione sanzioni o di un ordine di pagamento, può contestare il ruolo e/o la cartella soltanto se contengono vizi propri, come, ad esempio, l’errata indicazione degli importi o la notifica irregolare.

In caso contrario, quando cioè la cartella rappresenta il primo atto impositivo che viene notificato al contribuente, il ricorso alla Commissione tributaria provinciale consente di contestare anche gli aspetti di merito relativi alla controversia (ad esempio, nei casi di liquidazione di cui ai citati artt. 36-bis, 36-ter o 54-bis).

Presentazione del ricorso tributario

Per quanto riguarda le modalità di presentazione del ricorso, sono previste regole diverse se il ruolo è emesso dal centro di Servizi oppure dagli Uffici del Ministero delle finanze.

Il contribuente deve:

  • Intestare il ricorso (con bollo per atti giudiziari) alla Commissione tributaria provinciale nella cui circoscrizione ha sede l’Ufficio finanziario che ha emesso il ruolo contro cui si ricorre;
  • Notificare il ricorso all’ufficio finanziario che ha emesso il ruolo. La notifica si effettua mediante spedizione, senza busta, per raccomandata con avviso di ricevimento, oppure tramite ufficiale giudiziario oppure ancora mediante consegna diretta all’ufficio interessato che rilascia apposita ricevuta;
  • Depositare, entro 30 giorni dalla data di notifica del ricorso, il proprio fascicolo presso la segreteria della Commissione tributaria provinciale (se il contribuente non deposita il proprio fascicolo nei termini previsti perde il diritto di procedere nel ricorso). Il fascicolo deve contenere la fotocopia del ricorso (l’originale se la notifica è avvenuta tramite ufficiale giudiziario), sulla quale il contribuente dichiara che esso è conforme al ricorso originale già spedito per posta o consegnato, la fotocopia della ricevuta del deposito o della raccomandata con avviso di ricevimento e la fotocopia della cartella di pagamento.

Dati da indicare nel ricorso

Il ricorso deve essere redatto indicando obbligatoriamente gli elementi previsti dall’art. 18 del D.Lgs. n. 546/1992. Al riguardo, si veda la Tabella seguente.

 Ceck-list per la redazione del ricorso contro la cartella di pagamento
SiNo
Sono state indicate le generalità del contribuente?
E’ stato indicato il codice fiscale del contribuente?
Se il ricorso è presentato da una società o un Ente contiene l’indicazione del rappresentante fiscale?
Il ricorso contiene l’indicazione della residenza o della sede legale o del domicilio del contribuente?
E’ stato indicato l’Ufficio finanziario che ha emesso il ruolo (per i ruoli emessi dal Centro di Servizio, è stato indicato l’ufficio delle entrate o l’ufficio delle imposte dirette competente per il domicilio fiscale che il contribuente aveva quando ha presentato la dichiarazione)
E’ stato indicato il numero della cartella?
Il ricorso contiene le conclusioni, cioè la richiesta che il contribuente rivolge alla Commissione tributaria provinciale?
E’ stata allegata al ricorso la fotocopia della cartella di pagamento?



Lo “sgravio”

Quando una cartella di pagamento è stata dichiarata illegittima da una Commissione tributaria, il contribuente ha diritto di ottenere lo sgravio. Taluno consiglia, in attesa dello sgravio, di presentare istanza di sospensioneamministrativa“, che, in caso di ritardi burocratici nella concessione dello sgravio, potrebbe in concreto venire accolta al fine di non penalizzare i contribuenti che hanno ottenuto una sentenza favorevole.

Richiesta di sospensione del pagamento

In presenza di notificazione di una cartella di pagamento, il contribuente che abbia presentato ricorso può chiedere la sospensione della riscossione, in attesa della sentenza della Commissione tributaria provinciale (non sono ammesse domande di sospensione non precedute da valido ricorso contro la cartella).

La procedura

La sospensione può essere richiesta all’Amministrazione finanziaria (sospensione amministrativa) e/o al giudice tributario (sospensione giudiziale).

La sospensione della riscossione ha vigore fino alla data di pubblicazione della sentenza della Commissione tributaria provinciale (art. 39 del DPR n. 602/1973). La legge non prevede un termine per la richiesta di sospensione; tuttavia, la richiesta diventa inutile se i tempi non consentono di impedire l’inizio della procedure esecutiva. Pertanto, è consigliabile agire tempestivamente, tenendo conto che, per le nuove cartelle di pagamento, il termine per il versamento delle somme dovute è di 60 giorni dalla data della notifica.

Se l’Amministrazione finanziaria concede la sospensione, deve darne immediato avviso al concessionario della riscossione che deve interrompere immediatamente l’azione esecutiva.

In caso di mancata comunicazione, deve ritenersi che qualora il contribuente faccia pervenire al concessionario copia del provvedimento con il quale la richiesta è stata accolta, il concessionario sia ugualmente tenuto a sospendere l’azione esecutiva.

Se la Commissione tributaria provinciale respinge il ricorso del contribuente, gli interessi maturati durante il periodo di sospensione sono comunque dovuti (al tasso del 7 per cento annuo, ex art. 39, comma 2, del D.P.R. n. 602/1973).

Contro l’eventuale provvedimento di rifiuto totale o parziale della sospensione, anche sotto forma di silenzio-rigetto, deve ritenersi ammissibile (anche se di scarsa utilità) il ricorso, entro 60 giorni dalla notifica, al TAR competente, al quale potrebbe essere riproposta la richiesta di sospensione urgente.

 Istanza di sospensione della riscossione
Oggetto: Sospensione della riscossione di cartella di pagamento
La sottoscritta Rossi e figli Srl, con sede in Roma, via del Corso n. 15, Codice Fiscale 00693750589, rappresentata dal dott. Rossi Roberto, nato a Civitavecchia il 28 settembre 1962 e residente in Roma, via del Gianicolo, n. 11 C.F: RSSRRT62P28D024D, nella sua qualità di amministratore unico
Premesso
Che in data………………………. ha ricevuto la notifica della cartella di pagamento n……… Codice comune…………….. per un carico tributario di €………………….. relativo all’IRES relativa all’anno ……;
Che in data………………… Ha proposto ricorso avverso il ruolo alla Commissione Tributaria provinciale di Roma
Vista l’illegittimità
Per i motivi esposti nel ricorso, dell’iscrizione a ruolo delle somme anzidette
Fa presente
Che date le proprie condizioni reddituali e patrimoniali, tenendo conto della forte somma richiesta con la succitata cartella, subirebbe un danno grave ed ingiusto qualora dovesse provvedere attualmente al pagamento.
In particolare, si specifica che…
Chiede pertanto
Che sia sospesa la riscossione della cartella in oggetto.
Allega copia della cartella e del ricorso prodotto alla Commissione Tributaria Provinciale di Roma.
Roma, lì………………………..
Firma…………………………….
Allegati:
1) fotocopia della cartella completa di relata di notifica;
2) fotocopia del ricorso e della relativa ricevuta di presentazione

Sospensione giudiziale

La richiesta di sospensione (giudiziale) alla commissione tributaria provinciale può essere avanzata anche se è stata già presentata l’istanza di sospensione amministrativa (i due rimedi, cioè, non sono alternativi). La sospensione viene chiesta con istanza motivata proposta nel ricorso o con atto separato (non sono previsti termini) notificata alle altre parti e depositato in segreteria.

Il presidente della Commissione tributaria provinciale fissa con decreto la trattazione della istanza di sospensione per la prima camera di consiglio utile disponendo che ne sia data comunicazione alle parti almeno dieci giorni liberi prima.

In caso di eccezionale urgenza il presidente, previa delibazione del merito, con lo stesso decreto, può motivatamente disporre la provvisoria sospensione dell’esecuzione fino alla pronuncia del collegio.

Il collegio, sentite le parti in camera di consiglio e delibato il merito, provvede con ordinanza motivata non impugnabile.

La sospensione può anche essere parziale e subordinata alla prestazione di idonea garanzia mediante cauzione o fideiussione bancaria o assicurativa, nei modi e termini indicati nel provvedimento. Nei casi di sospensione dell’atto impugnato la trattazione della controversia deve essere fissata non oltre novanta giorni dalla pronuncia. Gli effetti della sospensione cessano dalla data di pubblicazione della sentenza di primo grado.

 

Autotutela

Se il contribuente ritiene l’addebito risultante dalla cartella di pagamento infondato può presentare le sue contestazioni all’ufficio impositore chiedendone l’annullamento.

Se l’Ufficio riscontra che l’atto è effettivamente illegittimo è tenuto ad annullarlo secondo le norme sull’autotutela e a concedere lo “sgravio“, togliendo efficacia alla cartella ed interrompendo le procedure di riscossione.

I casi in cui l’Ufficio deve procedere all’annullamento dell’atto per autotutela sono previsti dal D.M. 11 febbraio 1997, n. 37.

Si precisa che l’annullamento dei provvedimenti amministrativi per autotutela può essere adottato dall’Amministrazione finanziaria anche senza una apposita istanza del contribuente.

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