Contributi pensione versati all’estero: riscatto o totalizzazione

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Le pensioni in regime internazionale: la tutela previdenziale del lavoratore che ha versato contributi pensione all’estero. Riscatto o totalizzazione dei contributi esteri versati per consentire la pensione al lavoratore che ha versato contributi anche in altri Paesi. La nostra guida alla normativa internazionale in tema di sicurezza sociale e previdenziale del lavoratore.

La mobilità lavorativa è ormai un elemento che contraddistingue la nostra epoca, per tutti i settori lavorativi. Con la globalizzazione dei mercati e la delocalizzazione delle imprese, sempre più lavoratori si trovano ad effettuare periodi più o meno lunghi di lavoro all’estero.

Un aspetto che solitamente influisce molto sulla scelta di una migrazione lavorativa all’estero è da sempre legato al timore di perdere i benefici legati alla sicurezza sociale, acquisiti nel Paese di origine. La ridotta o mancata possibilità di ricongiungere i contributi pensione versati in Paesi, ha sempre costituito un freno al fenomeno migratorio, in ambito lavorativo.

Per questo motivo, soprattutto negli ultimi anni i vari Stati si sono resi disponibili a disciplinare ed armonizzare sul piano giuridico e previdenziale accordi vincolanti sul piano sociale e previdenziale, per venire incontro a questi fenomeni migratori in ambito lavorativo.

Lo strumento giuridico utilizzato dai vari Stati è quello degli Accordi Bilaterali (o trattati) in materia di sicurezza sociale.

Contributi pensione all'estero

Contributi pensione all’estero e principio di territorialità

Effettuare un’attività di lavoro dipendente all’estero porta con se dei risvolti sia fiscali (che abbiamo affrontato in questo contributo: “Lavoro dipendente all’estero: la tassazione in Italia“), che previdenziali.

In entrambi i casi il principio fondamentale su cui si basa la normativa da applicare è quello della territorialità. In particolare, secondo tale principio, la legge deve applicarsi nel luogo ove avviene la prestazione lavorativa, indipendentemente dalla provenienza del lavoratore.

Seguendo questo principio in modo apodittico, il lavoratore residente in Italia, non avrebbe stimoli a trasferirsi all’estero per lavoro, in quanto si verrebbe a trovare privo della tutela previdenziale italiana. Tuttavia, lo sviluppo del mercato del lavoro, sia in ambito europeo che globale ha permesso il superamento, in alcuni casi, del principio di territorialità.

La stipulazione di trattati o accordi internazionali in materia di sicurezza sociale e previdenziale hanno determinato il superamento del principio di territorialità. Questo si è reso possibile con i Paesi CEE e con altri Paesi legati all’Italia da interessi economici di reciprocità.

Secondo tale premessa, si rende evidente che, qualora non ci fossero deroghe al principio generale, il lavoratore residente in Italia, non avrebbe particolari stimoli a varcare il confine nazionale per motivi di lavoro, in quanto si verrebbe a trovare privo della tutela, a lui data in loco, dalla Legislazione sociale italiana.

Quindi, possiamo dire che i lavoratori italiani che, durante la loro vita lavorativa, hanno maturato posizioni assicurative presso Enti pubblici gestori dell’assicurazione previdenziale in Paesi stranieri, hanno la possibilità, a determinate condizioni, di conseguire il diritto ad una pensione unica utilizzando i contributi versati nei diversi Stati.

 

Contributi pensione all’estero: gli accordi internazionali

La possibilità di derogare al principio di territorialità è garantita dai Regolamenti Comunitari, per quanto riguarda l’ambito degli Stati europei contraenti, mentre nei confronti di alcuni Paesi extracomunitari, tale possibilità deriva da apposite convenzioni bilaterali stipulate con gli stessi.

Questi accordi internazionali mirano, infatti, a garantire ai lavoratori migranti la stessa tutela previdenziale e pensionistica prevista dalle singole legislazioni nazionali per i soggetti che hanno sempre lavorato nello stesso Stato.

Tale risultato si realizza, soprattutto, mediante l’applicazione la cosiddetta “totalizzazione dei periodi assicurativi”, legata ai contributi pensione versati all’estero.

Di norma, infatti, in ambito internazionale non esiste la possibilità del trasferimento dei contributi da uno Stato all’altro né la ricongiunzione delle varie posizioni assicurative (salvo pochi accordi particolari).



Contributi pensione all’estero: totalizzazione contributiva

Attraverso la totalizzazione dei periodi assicurativi è possibile, per il lavoratore, perfezionare il diritto alle varie prestazioni previdenziali previste nei vari Stati oggetto dell’accordo, utilizzando periodi contributivi compiuti in un altro Stato estero (in caso di totalizzazione semplice), oppure degli altri Stati contraenti (in caso di totalizzazione multipla).

Attraverso la totalizzazione contributiva i lavoratori possono valorizzare i contributi accreditati in Paesi esteri. I periodi di assicurazione, di attività subordinata, autonoma o di residenza maturati in uno Stato contraente l’accordo possono essere sommati a quelli perfezionati in un altro Stato membro nella misura necessaria per conseguire la pensione a condizione che questi periodi non siano sovrapposti e che, nell’ambito dello Stato che concede la pensione, i contributi accreditati siano superiori ad un anno.

La totalizzazione dei periodi assicurativi ad oggi è può essere utilizzata da tutti i lavoratori che operano nei Paesi della Comunità Europea, oltre alla Svizzera e alla Croazia.

Per capire meglio pensate al caso di un lavoratore che ha lavorato in Italia solo per un periodo della sua vita e poi si è trasferito in uno Stato dell’Unione Europea per un altro periodo. Ad esempio mettiamo caso che un lavoratore abbia versato in Italia 15 anni di contributi e in Francia altri 20 e al compimento dell’età richiesta voglia accedere al trattamento pensionistico di vecchiaia.

Se non esistesse la totalizzazione contributiva il lavoratore non avrebbe la possibilità di accedere alla pensione perché non avrebbe raggiunto il requisito contributivo minimo di 20 anni di lavoro nella gestione previdenziale italiana. Ma vediamo in concreto come funziona la totalizzazione contributiva.

Principio di territorialità e totalizzazione contributiva

Il principio di territorialità visto in precedenza prevede che il lavoratore trasferito all’estero debba essere iscritto presso gli Istituti e gli Enti di previdenza e assistenza del Paese estero, presso il quale svolge la propria attività lavorativa. Questo comporta che il lavoratore, in alcuni casi, specialmente se è un lavoratore itinerante, potrebbe anche non raggiungere mai in nessuno Stato, il requisito minimo per ottenere il trattamento pensionistico, perché i contributi pensione versati sono insufficienti.

Al fine di agevolare il lavoratore itinerante gli accordi internazionali prevedono alcune deroghe al principio di territorialità, attraverso alcune previsioni, come ad esempio il distacco del lavoratore o la proroga del riscatto, periodi nei quali il lavoratore rimane iscritto presso gli Istituti originari, ed il criterio della totalizzazione dei periodi assicurativi, che consiste nel considerare in modo fittizio i periodi di lavoro prestati in altri Stati che da soli non darebbero luogo ad alcuna prestazione.

Attraverso la totalizzazione si effettua una somma dei periodi assicurativi in modo fittizio. In questo modo a differenza degli istituti del trasferimento e della ricongiunzione, i contributi pensione rimangono acquisiti negli Istituti ed Enti esteri, dove a suo tempo erano stati versati.

Totalizzazione e contributi pensione minimi

Al fine di procedere alla totalizzazione contributiva è indispensabile che il lavoratore abbia maturato dei periodi di assicurazione presso gli Stati contraenti l’accordo.

Attraverso la totalizzazione contributiva il lavoratore ha la facoltà di sommare i contributi maturati dalla gestione previdenziale estera con quelli presenti nella gestione previdenziale dell’altro stato contraente.

Ogni singolo trattato o accordo disciplina la diversa durata dei periodi per i quali è possibile procedere alla totalizzazione dei periodi assicurativi. Più precisamente, è previsto:

  • Un periodo minimo di 52 settimane per gli Stati nei cui confronti si applica la normativa comunitaria (Paesi UE, SEE e Svizzera) nonché per Argentina, Australia, Repubblica di Capoverde, Croazia, Repubblica di San Marino, Stati Uniti d’America, Tunisia, Turchia, Vaticano, Venezuela;
  • Un periodo minimo di 1 settimana per il Brasile, Jersey e Isole del Canale, Uruguay, Bosnia Erzegovina, Serbia-Montenegro e Macedonia;
  • Un periodo minimo di 53 settimane per Canada – Quebec e Principato di Monaco.

Contributi utili alla totalizzazione

I contributi utili sono quelli obbligatori (lavoro dipendente o autonomo), quelli volontari, i figurativi (servizio militare, malattia, maternità, cassa integrazione guadagni, disoccupazione, mobilità, ecc.) e quelli da riscatto (corso legale di laurea, attività svolta in Paesi non convenzionati con l’Italia, etc.).

Per la liquidazione della pensione a carico delle gestioni previdenziali italiane valgono le medesime regole previste per la generalità degli assicurati: bisogna raggiungere i requisiti anagrafici e contributivi previsti per la pensione di vecchiaia o per la pensione anticipata stabiliti dalla Legge (66 anni e 7 mesi di età e 20 di contributi o 42 anni e 10 mesi di contributi a prescindere dall’età anagrafica) oltre che gli eventuali altri requisiti per la maturazione del diritto a pensione.

E’ opportuno precisare che la totalizzazione dei periodi assicurativi non opera nelle ipotesi in cui il lavoratore abbia già maturato autonomamente nello Stato presso il quale richiede la prestazione pensionistica, i requisiti previsti per la pensione.

Accordi di totalizzazione con l’Italia

L’Italia ha stipulato Convenzioni internazionali, che permettono la totalizzazione dei periodi assicurativi, con i Paesi: Argentina; Australia; Bosnia-Erzegovina; Brasile; Canada e Quebec; Capoverde; Croazia; Jersey e Isole del Canale; Serbia-Montenegro; Macedonia; Principato Di Monaco; San Marino; Stati Uniti d’America; Tunisia; Turchia; Uruguay; Vaticano; Venezuela.

Possibilità di totalizzare esiste anche con gli Stati membri dell’Unione Europea, gli Stati parte dello Spazio Economico Europeo (Islanda, Norvegia e Liechtenstein) e la Svizzera.

Contributi pensione all’estero: totalizzazione multipla

E’ possibile effettuare la totalizzazione contributiva, valida ai soli fini pensionistici, anche con periodi di lavoro effettuati in vari Stati, che abbiano firmato tra loro accordi in ambito previdenziale.

Infatti, in questi casi, attraverso l’applicazione della totalizzazione contributiva multipla è possibile conseguire un diritto alla pensione per periodi contributivi prestati in Stati esteri non legati tra loro da un acconto previdenziale multilaterale.

Caratteristica della totalizzazione sta nel fatto che non vi è un trasferimento dei contributi da un Paese all’altro, dato che questi restano accreditati nei rispettivi regimi previdenziali. I singoli Stati saranno quindi debitori solo della prestazione relativa ai contributi versati nei propri sistemi previdenziali.

Contributi pensione all’estero: calcolo della pensione

A questo punto è fondamentale capire come si determina la pensione del lavoratore nel caso in cui ci si avvalga della totalizzazione dei periodi contributivi.

Il calcolo della pensione, in questi casi, avviene attraverso il meccanismo del pro-rata temporis. In pratica, è necessario procedere preliminarmente alla totalizzazione di tutti i periodi contributivi risultanti in favore del richiedente accreditati presso tutte le istituzioni degli Stati interessati.

Successivamente è necessario andare a ridurre proporzionalmente l’importo della prestazione previdenziale virtuale sulla base del rapporto tra la durata totale dei periodi di assicurazione compiuti in Italia ed il totale dei periodi esteri.

In pratica, ogni Stato contraente si accolla, sotto un punto di vista finanziario, solo quella parte di prestazioni previdenziali che corrispondono alle contribuzioni versate in detto Stato.

Nel caso in cui, tuttavia, la prestazione calcolata con il metodo nazionale risultasse più favorevole rispetto a quella maturata con il pro-rata temporis verrà accordata al contribuente la prestazione a lui più favorevole

Gli accordi internazionali in ambito comunitario stabiliscono, infatti, che l’interessato ha diritto a percepire, dall’istituzione competente di ciascuno Stato membro, l’importo più elevato tra quello derivante dal calcolo effettuato sulla base della sola legislazione nazionale (pensione autonoma) e quello risultante  dal calcolo effettuato secondo le regole del pro-rata.  

Domanda di pensione

La domanda di pensione deve presentata all’Istituzione competente (per l’Italia, l’INPS) dello Stato in cui il richiedente risiede.

La domanda di pensione è valida, a tutti gli effetti, anche per gli altri Stati in cui l’interessato ha lavorato. E’ compito dell’Ente del Paese di residenza segnalare agli Enti previdenziali competenti degli altri Paesi membri, in cui l’interessato ha lavorato, la richiesta presentata dal lavoratore.

La domanda di pensione è comunque valida anche se il lavoratore non la presenta nello Stato di residenza; ciò può causare, peraltro, un allungamento dei tempi nella trattazione della pratica.

Sui moduli di domanda, da ritirare presso l’INPS se si tratta di residenti in Italia o presso l’Istituzione competente del Paese estero di residenza, occorre indicare le informazioni anagrafiche, quelle relative all’attività lavorativa svolta nei diversi Stati e tutti gli altri dati necessari al calcolo della pensione.



Contributi pensione all’estero: il riscatto

Come abbiamo visto sinora, se esiste una convenzione sulla sicurezza sociale e previdenziale in generale il lavoratore potrà totalizzare i contributi accreditati nella gestione estera secondo le modalità indicate nella Convenzione stessa. In caso contrario il lavoratore potrà maturare la pensione in base alle regole vigenti nello Stato convenzionato e chiedere il riscatto oneroso per far valere quei periodi ai fini del diritto alla pensione in Italia.

lavoratori dipendenti pertanto possono presentare la domanda di riscatto del lavoro prestato all’estero senza alcune limite temporale e possono farlo anche dopo la concessione di un trattamento pensionistico da parte dell’Inps.

La richiesta di versamento per l’accredito di contributi da riscatto può essere effettuata anche per coprire parzialmente il periodo durante il quale vi è stata omissione contributiva. Quindi solo le settimane necessarie per il perfezionamento dei propri requisiti per l’accesso alla pensione, in Italia ovviamente.

contributi omessi possono essere accreditati solo dopo il pagamento di un onere di riscatto e sono utili per il diritto e per la misura di tutte le pensioni.

Contributi pensione: la domanda di riscatto

Il riscatto dei contributi esteri può essere richiesto dal lavoratore che al momento della domanda sia cittadino italiano, anche se durante i periodi di lavoro all’estero aveva la cittadinanza straniera. Inoltre la richiesta può essere effettuata anche se il richiedente non risulta assicurato presso l’Inps. Oltre ai lavoratori, può essere chiesto il riscatto dei contributi anche dai superstiti.

La domanda deve essere presentata alla sede Inps territorialmente competente per residenza, compilando il mod. RE1 appositamente predisposto.

Per quanto riguarda la documentazione, la prima cosa da presentare è il certificato di cittadinanza italiana, poi la documentazione utile a provare l’effettiva esistenza del rapporto di lavoro svolto all’estero.

Il problema più importante è quello della data certa. La documentazione deve essere redatta con data relativa allo svolgimento del rapporto di lavoro, ma anche in epoca successiva, non all’epoca della domanda di costituzione del riscatto, e la condizione per la validità è che non sussistano elementi dai quali si rilevi che tale documentazione è stata costituita allo specifico scopo di usufruire della facoltà di riscatto.

Valutazione del costo del riscatto

La valutazione più importante per il lavoratore è la stima del costo del riscatto. Nel caso del riscatto dei periodi di lavoro all’esterno, l’ammontare dell’onere di riscatto è determinato sulla differenza tra l’importo della pensione che spetterebbe al richiedente sulla base dei contributi complessivamente accreditati, compresi quelli oggetti di riscatto, e l’importo della pensione determinato sulla base della contribuzione effettivamente accreditata nel fondo in cui si chiede il riscatto.

L’importo dell’onere è determinato applicando l’aliquota contributiva in vigore alla data di presentazione della domanda di riscatto, nella misura prevista per il versamento della contribuzione obbligatoria dovuta nella gestione pensionistica dove viene effettuato il riscatto.

Inoltre varia in relazione all’età e al sesso del lavoratore, alla retribuzione percepita all’atto della domanda, al numero delle settimane riscattate e all’anzianità contributiva maturata con i contributi versati regolarmente. Varia altresì se il richiedente è già titolare di pensione.

 

 

103 comments

  1. Salve, abito in Ungheria da 10 anni e da 8 lavoro come dipendente in una multinazionale. Ho versato i contributi in italia nei miei primi 19 anni di lavoro presso l’imps dal 1987. Mi stavo domandando se era possibile portare la contribuzione versata in Italia presso lo stato dove risiedo ora, anche se vedo dall’articolo che é possibile una totalizzazione. Ma se dovessi naturalizzarmi nello stato dove risiedo non é possibile portare con me tutti i miei contributi versati?
    Grazie

  2. Prima di tutto occorre verificare che vi sia una convenzione tra i due stati che riguardi la previdenza. In questo caso sarà possibile totalizzare i contributi in uno dei due Stati.

  3. Salve. Ho versato contributi in Italia per circa 12 anni di ex-Enpals e due anni di Inps. Adesso sono in UK e lavoro come dipendente.
    Ho 42 anni e da un analisi eseguita sulla mia situazione dovrei andare in pensione a 52 anni (5200 contributi) in Italia.
    Con il lavoro svolto adesso in uk raggiungo i 5200 contributi richiesti e vista l’aria di Brexit mi chiedevo se era meglio richiedere il ricongiungimento di questi contributi così da coprirmi le spalle nel prossimo futuro avendo raggiunto con l’eventuale ricongiungimento tutti i contributi necessari per poi fare la domanda ( a 52 anni).

    Si può fare? E’ a titolo gratuito o oneroso

    Grazie per il tempo dedicatomi

  4. In generale prima si fa il ricongiungimento meglio è, ma spesso è possibile farlo solo al momento del raggiungimento dell’età pensionabile.

  5. Buongiorno , sono nato nel 1957 . ho 1310 settimane di contributi in italia, 287 settimane di contributi in gran bretagna e 602 settimane di contributi in australia , l’inps mi dice che l totalizzazione multipla tra italia, gran bretagna e australia non è consentita ,ma la totalizzazione dovrà avvenire tra italia e un solo stato estero , chiedo i suo parere , grazie

  6. La totalizzazione dei contributi può essere effettuata solo con uno Stato, in quanto deriva da una convenzione stipulata con quello specifico stato relativa ai contributi previdenziali. Quindi, se l’Italia ha in vigore due diverse convenzioni con ciascuno dei due stati non vedo perché non possa totalizzare in Itali entrambi i contributi esteri versati.

  7. buongiorno , cosa posso fare e chi posso contattare per avere un aiuto in riguardo , grazie

  8. L’unico ente che può fare qualcosa è l’Inps, si faccia chiarire il motivo per cui non possono applicare due convenzioni diverse. Aiuterebbe a capire meglio la situazione.

  9. Grazie per la risposta. Avendo versato i miei contributi all’ ex-Enpals dove devo fare la domanda di ricongiungimento? All’INPS?
    Secondo la VS esperienza la prendono in considerazione prima dell’età pensionabile?
    E se la dovessero prendere in considerazione è a titolo oneroso o gratuito?

    Grazie per la disponibilità e vorrei sapere dove potervi contattare in privato per avere una consulenza.

    Cordialmente,

    Stefano

  10. Salve Stefano, la domanda deve presentarla all’Insp, al raggiungimento dell’età pensionabile. La totalizzazione dei contributi è totalmente gratuita. Può contattarmi via mail.

  11. Salve,devo presentare la domanda all’Insp, per totalizzazione dei contributi versati all
    esteroin- Bulgaria .Fra anni lavorati all’estero sono anche 2 anni riscatto di laurea a titolo oneroso.Secondo Lei queste due anni sarebbero utili ai fini del diritto alla pensione di anzianità?Grazie

  12. Sia la totalizzazione che il riscatto della laurea sono utili al fine del raggiungimento della pensione di anzianità.

  13. Grazie mille, solo che riscatto laurea lo pagato all’estero e in questo punto due anni sono dentro in miei anni lavorativi in Bulgaria che adesso chiedo totalisazzione.La mia paura era ,che quando arriva tutto al INPS quelli due anni di riscatto onere non li contano per pensione di anzianità

  14. Buongiorno,
    sono dipendente pubblico e l’anno prossimo andrò in pensione per anzianità,nel 1982-84,ho lavorato per una ditta italiana con contratto locale in Venezuela,possiedo solo una certificazione della Ditta,domanda:questo lavoro di circa 18 mesi,è valido per la totalizzazione ?
    Ho provato a destra e a manca e nessuno sa dirmi nulla.
    Grazie

  15. Prima di tutto bisogna vedere se da pubblico dipendente poteva svolgere questa attività lavorativa. Chiarito questo aspetto bisogna vedere se tra Italia e Venezuela è prenente una Convenzione contributiva che consente la totalizzazione dei contributi.

  16. Grazie per la celerità,
    per quanto riguarda il lavoro prestato in Venezuela con Ditta Italiana ma contratto locale cioè venezuelano,è stato svolto prima della mia assunzione in Italia presso ente pubblico.Anch’io vorrei sapere se esiste una convenzione per la totalizzazione,ma quando contatto l’INPS ” cade ” la linea e quindi non so a chi rivolgermi.

  17. L’accordo tra Italia e Venezuela per la totalizzazione dei contributi è esistente. Se vuole maggiori info mi contatti in privato per una consulenza.

  18. salve ho 655 settimane versate all inps in italia lavoro dipendente, dal 2000 sono in uk circa 17 anni di lavoro dipendente.ho 50 anni cosa e` possibile fare per favore? ricongiungere ora o aspettare? trasferire I contributi in Italia o viceversa?
    grazie mille

  19. Salve Aldo, fino a quando non avrà maturato l’età pensionabile in uno dei due Stati non è possibile fare niente. Per capire cosa si potrà fare è necessario analizzare meglio la situazione. Questo però potrà farlo più compiutamente l’Inps.

  20. Salve vorrei un informazione se possibile, sono una cittadina italiana, mi è arrivata una proposta di lavoro per londra e mi chiedevo come sarei combinata ai fini pensionistici. Siccome qui in italia non dovrei avere contibuti versati o giusto una cosa irrisoria di due mesi, se dovessi lavorare stabilmente li, che succederebbe?

  21. Non avendo contributi versati in Italia sicuramente dovrà maturare i requisiti pensionistici all’estero.

  22. inanzitutto grazie per la risposta e scusi la totale ignoranza.
    Maturando i requisiti pensionistici all’estero ci vorrebbero sempre minimo 20 anni di contributi? cosa succede poi se volessi dopo questi anni tornare in italia? e come cambierebbero le cose se l’inghilterra dovesse uscire dalla comunità europea?

  23. Per capire quanti anni di contributi ci vogliono all’estero le consiglio di chiedere all’istituto estero di competenza a cui verserà. Per la seconda domanda, adesso è impossibile rispondere.

  24. Buongiorno Sig. Conti, sarei anch’io interessato alla cosa visto che ricado in caso simile. É riuscito a contattatare l’INPS per avere un chiarimento al riguardo?

    Grazie
    Sandro

  25. Buonasera Sig. Sandro,
    Ho contattato telefonicamente un funzionario INPS il quale mi ha consigliato di fare ricorso, le farò sapere in seguito. Antonio

  26. Buona sera,
    ho vissuto e lavorato in Spagna totalizzando 10 anni e nove mesi di contributi, rientrata in Italia nel 2014 mi sono riiscritta alla gestione separata dell’ inps come lavoratrice autonoma, e sto ancora lavorando. Prima di partire per la Spagna avevo totalizzato 8 anni di contributi INPS sia come lavoratore dipendente che autonomo.
    Mi può dire per favore cosa devo fare per ottenere il riscatto?
    Grazie anticipatamente

  27. Per ottenere il riscatto deve presentare apposita istanza all’Inps.

  28. Salve, ho lavorato per un’azienda inglese (con sede in Italia) per oltre 1 anno e mezzo, pagando i contributi in UK e facendo il conguaglio in Italia (poichè sono residente in Italia). Da gennaio 2018 passerò ad un contratto italiano. Si sta procedendo con il riscatto dei contributi versati in UK direttamente tramite bonifico sul mio conto: quando li andrò a versare all’INPS dovrò pagare un’extra?

  29. Dovrà versare secondo la normativa italiana, quindi potrebbero esserci integrazioni da fare.

  30. Roberto

    Salve, lavoro da 16 anni in Germania cioè dal 2002 e ho versato regolarmente contributi pensionistici. mi hanno riconosciuto 10 anni per diploma e laurea conseguita (totale 26anni).
    Ho 53 anni ed avevo lavorato dal 1993 sino al 2000 in Italia, versando in tre diversi enti preposti Enasarco,Inps,cassa nazionale previdenza e assistenza dottori commercialisti contributi.
    è possibile cumulare il tutto? come dovrei procedere per raggiungere i 35 anni o 42 e sei mesi ritrasferendomi poi in Italia tornando a versare contributi come libero professionista?
    ricongiungendo gli anni dal 1993 al 2000 potrei andare in pensione ai raggiungimento dei 42anni e sei mesi cioé all’ètà di 62 circa?
    Grazie

  31. L’unica soluzione è parlare con gli uffici Inps, ma l’unica strada che vedo possibile è quella di valutare se riscattare o totalizzare i contributi esteri versati in Germania.

  32. Annapaola Migani

    Sono italiana residente residente e lavoratrice in Spagna con piú o meno 13 anni di contributi versati in Spagna. Vorrei riscattare gli anni di studio corrispondenti a una laurea in Chimica presso un’ universitá italiana e un dottorato in Chimica presso un’universitá inglese (titolo inglese) omologato in Spagna per la pensione. Ho versato i contributi per la pensione unicamente in Spagna e non ho mai svolto nessuna attivitá lavorativa in Italia per cui non ho mai versato i contributi per la pensione in Italia. Vorrei sapere come procedere e a chi rivolgermi per ottenere l’assistenza, piú precisamente mi devo rivolgere a un ente Italiano o uno Spagnolo? Nel caso dovessi rivolgermi a un ente Spagnolo, vorrei precisare che in Spagna gli anni di studio non si riscattano. Inoltre vorrei sapere quando é consigliabile inoltrare la domanda di riscatto al fine di aumentare la quantitá di denaro che corresponde alla pensione: dopo un periodo di 12 mesi che include periodi di disoccupazione con prestazione per disoccupazione durante i quali i contributi pensionistici sono un 70% -50% di quelli corrisposti durante il periodo di occupazione, oppure inoltrare la domanda dopo un periodo di un anno di occupazione piena. Molte grazie per il loro aiuto.

  33. Dovrà rivolgersi ad un Ente spagnolo, visto che sarà in questa nazione che maturerà il diritto a ricevere la pensione. Se in Spagna non è previsto il riscatto di anni di laurea, dovrà capire se è possibile fare il riscatto in Italia e poi chiedere la totalizzazione con i contributi versati in Spagna.

  34. Salve!
    Solo una piccola informazione! Ho 38 anni e vivo da quasi 10 anni in Australia. Ho lavorato in Italia solo per 5-6 anni pagando contributi sempre come dipendente. Ho doppia cittadinanza e penso di continuare a vivere all’estero ancora per un bel po’. Cos’e’ successo ai contributi che ho versato in Italia? Posso riscattarli? Posso versarli sul fondo pensionisico australiano (privato)?
    Ringrazio anticipatamente per il tempo dedicatomi.
    Massimiliano.

  35. Prima deve aspettare di ottenere i requisiti per la pensuione in uno dei due Stati e poi potrà analizzare il da farsi. Bisogna vedere cosa è previsto nella convenzione tra i due Paesi, per capire se è possibile chiedere il riscatto o la totalizzazione contributiva.

  36. Jeanne Delebecque

    Salve. Ho 65 anni, ho sia la nazionalità italiana che quella fracese, sono residente in Italia. Ho sempre insegnato nella scuola pubblica: in Francia per i primi 9 anni della mia carriera, e in Italia per i successivi 27.
    Per accedere alla pensione, tra circa un anno e mezzo, dovrò fare domanda di TOTALIZZAZIONE o domanda di RICONGIUNZIONE ? Ho capito che si tratta di due cose molto diverse l’una dall’altra.
    Distinti saluti,
    Jeanne D.

  37. Per rispondere bisogna capire come è meglio per la sua situazione specifica. In ogni caso è consigliabile chiedere la ricongiunzione se possibile, altrimenti il riscatto.

  38. Oh. La Dopia citadinanza Italo Albanese o lavorato 25 ani in Albania ed 20 ani in italia in totale 45 ani di lavoro cosa po fare per avere dirito per la pensione in italia per cumulare tuti i ani cosa po chiedere riscato dei contributi in Albania cuanto mi costa visto che sono 61 ani e o lavorato da l975 grazie per la calografia ed la mia inioranza

  39. Chieda alla sede Inps più vicina di calcolarle quanti anni le mancano di contribuzione per la pensione italiana. Solo da quel momento potrà eventualmente totalizzare o riscattare i contributi esteri.

  40. Saulo Scotti Gabriele

    Il 01/12/2015 l’INPS di Bergamo ha inviato una richiesta di riscatto contributi lavorativi di due anni e tre mesi in UK. malgrado le lettere e telefonate fino ad oggi 29/01/2018 non abbiamo ricevuto nessun riscontro. io ho un documento rilasciato dalla Social Security di Jersey dove ho lavorato. Non so più cosa fare con gli anni lavorato in UK sarei già in pensione. Grazie del vostro aiuto.

  41. Il riscatto dei contributi esteri si può ottenere soltanto dopo che si è raggiunto il requisito di pensionabilità in Italia. Non prima.

  42. Salve,

    cosa si intende per “requisito di pensionabilitá”? Aver lavorato in Italia almeno 20 anni? Se non mi sto sbagliando, questi 20 anni si raggiungono sommando i contributi ottenuti nei vari paesi (con accordi di totalizzazione) dove si é lavorato. Quindi, come si fa a “dimostrare” di aver lavorato anche in altri paesi se il riscatto dei contributi esteri si puó ottenere soltanto dopo che si é raggiunto il requisito di pensionabilitá in Italia?

    Grazie
    Sandro

  43. A questa sua legittima domanda può dare risposta concreta solo l’Inps.

  44. ho lavorato 15 anni in germania e 15 in italia dal 1 settembre 2017 fino ad oggi febbraio 2018 n0n ricevo alcuna pensione da’litalia pur facendo la domanda con cumulo sono della provincia di napoli striano. grazie aspetto risposta

  45. Per poter chiedere il cumulo è necessario aver prima maturato in Italia o in Germania i requisiti pensionistici, altrimenti non è possibile fare questo tipo di operazione.

  46. Buongiorno, ho lavorato nei villaggi turistici del club Mediterranee, con contratti estivi francesi, per un totale di 5 stagioni( circa 23 mesi totali). Ho 48 anni, e volevo sapere come recuperare questi contributi. Risiedo in Italia e al momento lavoro in Svizzera.
    Grazie mille per la gentile risposta.

  47. Bisogna vedere cosa prevede la convenzione previdenziale con la francia, ma in generale bisogna aspettare di poter avere i requisiti pensionistici in Italia prima di poter chiedere totalizzazione o rimborso dei contributi esteri.

  48. Buongiorno,
    ho lavorato per 10 mesi in Germania alcuni anni fa. I contributi versati sono persi in questo caso? Perchè leggo che serve un minimo di 1 anno per poter fare la totalizzazione.
    Grazie

  49. Con meno di un’annualità contributiva non può fare niente.

  50. Sono architetto , da 30 anni in Italia con lavoro dipendente da 8.5 e iscrizione all’INARCASSA da 20 anni, ho lavorato all’estero ( Romania ) sempre come architetto per 6.5 anni e 6 anni di università – che lo stato lo riconosce come contributivo ( perchè negli primi 3 anni di lavoro, prendevamo meno stipendio per ripagarci l’università)
    Oggi , che ho 61 anni , ho complessivamente 41 anni di contributi.
    *Quando posso chiedere il cumulo?
    *Quale è il metodo di uscire in pensione prima possibile ?
    *Quando posso chiedere all’INPS il ricongiungimento degli anni pensionistici?
    *Posso uscire in pensione con il sistema : 41/42 anni e 10 mesi ? L’INPS richiedere il ricongiungimento anche se non ho l’età pensionabile ?
    Grazie

  51. La risposta a queste domande può darle solo Inarcassa, e in alcuni casi l’Inps. Mi dispiace.

  52. Buongiorno, mi chiamo Saverio, sono dipendente pubblico 58 anni età e 38 di contributi. Ho comperato casa in Slovenia, vorrei licenziarmi e trasferirmi definitivamente con la mia famiglia, chedo se posso avere diritto di portabilità dei miei contributi, in Slovenia si può accedere alla pensione a 60 anni, in parole povere pago qualche settimana di contributi in Slovenia e richiedo la pensione.

    In attesa, porgo cordiali saluti.

  53. Le consiglio di parlare direttamente con l’Inps per questi aspetti.

  54. Buongiorno, ho 60 anni , ho lavorato due anni 1977 e 1978 a Cambridge in un albergo e poi io ho lavorato al club med nell’anno 1979 come posso fare per poter dimostrare di avere lavorato nell’albergo e nei villaggi non avevndo più purtroppo le buste paga? Certo capisco che sono ben 40 anni fa….
    Grazie della risposta

  55. Per dimostrare di aver lavorato le serve il contratto di lavoro o le buste paga.

  56. Ho lavorato 35 anni in Italia come dipendente, ora ho un contratto di lavoro locale/spagnolo, se non ho capito male potrò fare l’accumulo dei contributi Italia/Spagna per il raggiungimento dell’età’ pensionabile in Italia, quindi come tempo ma, i contributi italiani non saranno incrementati da quelli spagnoli come valore per incrementare il valore della mia pensione.
    Premesso che per avere diritto alla pensione spagnola devi aver versato contributi per 15 anni, il valore dei miei contributi spagnoli saranno buttati al vento? il valore della mia pensione sarà’ calcolata solo sui contributi versati in Italia?

  57. Una volta raggiunti i requisiti pensionistici in uno dei due Paesi potrà chiedere il cumulo con quelli versati all’estero. In questo modo la pensione sarà incrementata dei contributi esteri, visto che comunque si tratta di Paesi UE. Chieda però conferma all’Inps per avere certezza che nella sua posizione questo è possibile.

  58. Se io decido di non tornare in italia e prendere la pensione in UK, vi verranno aggiunti i contributi che ho versato in Italia alla pensione UK applicando il criterio della totalizzazione in direzione opposta?
    Grazie.

  59. In generale nei Paesi UE è possibile avere la totalizzazione contributiva, ma bisogna vedere se questo accordo con gli UK sarà riscritto e modificato in futuro considerata la brexit.

  60. Ho 17 contributi in italia dai quali 2 anni di contributi figurativi (cassa di integrazione straordinaria ed NASPI). In Germania ho 10 anni di contributi e voglio pensionarmi e restare qui. Attualmente mi manca 2 anni per il pensionamento con la vecchiaia (67 anni). Per la totalizzazione contributiva qui in Germania valgono i miei contributi italiani di 17 anni compresi figurativi o non? Grazie per la risposta.

  61. La convenzione con la Germania prevede la totalizzazione, ma possono risponderle con certezza soltanto dagli uffici comptententi tedeschi.

  62. Nel 1987 ho lavorato per un periodo di circa sei mesi in Gran Bretagna. Successivamente ho sempre lavorato in Italia.
    Ho letto sopra che per utilizzare questo contributi é necessario perlomeno un anno di contributi. Quindi non posso proprio beneficarne? Devo considerarli persi?
    IN luogo della totalizzazione e/o della ricongiunzione, non i può beneficiare del “cumulo dei contributi assicurativi” ? oppure anche questa formula prevede il minimo di un anno di contribuzione?

  63. Per chiedere la totalizzazione o il riscatto assicurativo serve almeno un anno di contribuzione estera.

  64. Ho lavorato due anni e tre mesi in JERSEY (isole della manica) la domanda deve essere fatta a Jersey oppure Iin Inghilterra e Irlanda del Nord oppure a Jersey essendo uno stato indipendente della Gran Bretagna? Ho fatto tramite patronato la domanda da due anni senza nessun riscontro. sarei già in pensione da molto tempo con gli anni di Jersey.Grazie saulo

  65. La domanda per la ricongiunzione del contributi può essere fatta solo dopo che in uno Stato ha raggiunto l’età pensionabile e non prima.

  66. Buongiorno, mio marito ha circa 15 anni di contributi versati in Inghilterra e sta pensando di trasferirsi in Italia. Ha 50 anni: per quanti anni dovrebbe versare i contributi in Italia prima di poter richiedere la pensione? Non mi e’ chiaro cosa succede al compiere dei 68 anni (o 70 probabilmente…) se non ha 20 anni di contributi versati in Italia.
    Grazie

  67. E’ difficile rispondere in modo esatto, deve chiedere di analizzare la sua situazione contributiva direttamente all’Inps.

  68. Salve il ho lavorato in Francia . Inghilterra . Svizzera . Stati unit.
    Come faccio a sapere se ho dei contributi in questi paesi
    Grazie

  69. Deve chiedere agli enti previdenziali dei vari Paesi.

  70. Grazie però vorrei sapere come mettersi in contatto con loro
    Grazie

  71. Ho lavorato 26 mesi in Germania tra il 1964 e il 1967 da minorenne, ho il libretto delle marche con i relativi redditi, ora sono in pensione, a chi devo rivolgermi per avere informazioni se ho diritto a qualcosa?

  72. Può fare un tentativo chiedendo all’Inps.

  73. Ho lavorato per 19 anni in Italia con contratti Italiani e per 14 mesi per una ditta Austriaca (daò 20/03/2017 al 08/05/2018), con contratto di lavoro austriaco, mantenendo però la residenza, domicilio e sede di lavoro in Italia. Ora per vari motivi, sono stata licenziata.
    A quale tipo di indennità di disoccupazione ho diritto? Può essere utile, oltre che per i fini pensionistici, richiedere la totalizzazione contributiva per poter usufruire della Naspi.

    Grazie per la risposta

    Silvia Colalè

  74. La totalizzazione contributiva può essere richiesta soltanto dopo aver raggiunto l’atà pensionabile italiana. Le conviene chiedere comunque all’Inps.

  75. Adriana julia briano

    Ho lavorato in Uruguay in un impiego statale per 4 anni, mi sono trasferita in italia e dal 1991 ho pagato I contributi in questo paese. Sono cittadina italiana, come devo fare a recuperare I miei anni di contributi e come verranno conteggiati quando raggiungerò l etá pensionistica ? Sono nata nel 1967 e ho solo un vuoto di contributi di 9 mesi. Grazie

  76. Al momento del raggiungimento della pensione italiana potrà chiedere la ricongiunzione o la totalizzazione dei contributi esteri.

  77. Carlotta Resti

    Buongiorno,
    ho lavorato a Londra per una società Inglese per circa due anni. E’ possibile recuperare i contributi versati in UK in quei due anni e come? Qui in Italia ho molti anni di contribuzione sia come dipendente/dirigente di società italiane che in gestione separata.

  78. Una volta maturati i requisiti pensionistici italiani potrà chiedere la totalizzazione con quelli esteri.

  79. Ho lavorato in Inghilterra per in period complessivo di circa 4 anni tra il 1995 e il 2001.
    Ora ho 49 anni e lavoro in Italia.
    Per richiedere il riscatto del period lavorativo in UK devo attendere l’età pensionistica o conviene iniziare a richiederli ora? Quali moduli devo utilizzare?

    Grazie

  80. Il riscatto si ottiene quando si matura l’eta pensionistica. Per la procedura deve contattare l’Inps.

  81. Vivo in Inghilterra da un anno E lavoro da circa due mesi.
    Pochi giorni mi e’ arrivata la documentazione da nest relativa alla pensione integrativa.

    Penso sia un’opportunità interessante ai fini pensionistici ma, visto che vorrei tornare in Italia entro 2-3 anni cosa accade per quei soldi?
    Posso riscattarli quando vado via o restano vincolati fino alla pensione con eventuale riscatto tra30 anni?

    Mi conviene “depositarli” nel fondo o lasciarli in busta paga?

  82. Se si tratta di contribuzione a fondo privato, è impossibile dare una risposta precisa senza avere i dettagli del contratto che andrà a sottoscrivere. Se vuole tornare in futuro in Italia è più conveniente versare ad un fondo italiano.

  83. Buongiorno ho 54 anni ho ho lavorato 15 anni in italia di cui 12 per lo Stato, ora lavoro à Parigi da 12 anni con residenza in Corsica vorrei sapere cosa devo fare sia per la pensione sia per i miei diritti, Cordialemente.

  84. Consiglio in ogni caso di fare un passaggio con l’Inps per verificare la sua situazione previdenziale con l’Italia.

  85. Buongiorno,
    ho lavorato 5 mesi in Francia (meno di 52 settimane quindi). Ho diritto a chiedere il riscatto dei contributi pensionistici che ho versato?

  86. Potrà averne diritto eventualmente, al momento della maturazione dei requisiti pensionistici in Italia.

  87. Buongiorno, sono un cittadino Italiano, da qualche anno lavoro e risiedo in Svizzera, ma in passato ho maturato circa 10 anni di contributi in Italia. Relativamente alla mia posizione pensionistica, al tempo dovuto, se farò richiesta di pensione in Svizzera, sarà la Svizzera ad occuparsi della totalizzazione relativamente a questi contributi versati in Italia?

    Grazie mille!

  88. Una volta maturati i requisiti pensionistici in Svizzera potrà chiedere la ricongiunzione con quelli italiani. A patto che vi sia in essere un accordo previdenziale tra i due stati coinvolti.

  89. Salve, ho vissuto e lavorato in Italia per 6+ anni, durante i quali ho pagato i contributi INPS, poi mi sono trasferita in Canada. Vorrei trasferire la cifra pagata sul account di miei contributi in Canada, perché qui posso usare i contributi per comprare casa. Per cui una solita ricongiunzione non basta, secondo me.
    È possibile fare trasferimento dei fondi? Come posso farlo? O che eventuale alternativa può essere per non perdere i contributi già pagati? Per adesso, non ho più né residenza né permesso di soggiorno italiano.

  90. Bisogna vedere gli accordi previdenziali tra Canada e Italia per valutare le alternative possibili.

  91. Buongiorno,
    mi scusi ancora ma in merito ai 5 mesi lavorati in Francia, posso presentare adesso all’INPS la domanda di riscatto? Ho 33 anni,quindi sono lontano dall’età pensionabile,però quei soldi mi farebbero comodo.
    Grazie.
    David

  92. Salve David, la domanda di riscatto può provare a presentarla ma non credo riuscirà a riavere quei soldi in questo momento almeno.

  93. Salve, ho 39 anni, quindi sono lontana dall’età pensionabile, ma per non pensarci più vorrei presentare adesso domanda di totalizzazione dei contributi versati in Norvegia nei 3 anni in cui ho lavorato lì. E’ possibile farlo adesso? oppure devo aspettare di avere 65 anni?? se ci arrivo…
    Grazie mille per la risposta
    Silvia

  94. Buon giorno, ho lavorato per 20 anni in R.Moldova,3anni in Romania e 13 anni in Italiai7Vorrei sapere se e possibile la totalizzazione multipla tra Italia,Moldavia,Romania.Grazie.

  95. Buongiorno,

    Ho lavorato per qualche mese in Italia parecchi anni fa e ho lasciato l’Italia nel 1998 senza più pagare contributi volontari. Ho poi ripreso a lavorare nel Regno Unito e ad ora ho totalizzato 18 anni circa di contributi provenienti da lavoro fisso e lavoro autonomo. Ne resterebbero 21 per completare il ciclo per la pensione statale. Ora vorrei rientrare e continuare a lavorare in Italia dopo quasi 20 anni passati qui in U.K. Che situazione si presenterebbe al raggiunta l’eta’ pensionabile in Italia. E’ possibile tenere conto dei contributi versati all’HMRC per unirli a quelli in Italia? Grazie.

  96. La totalizzazione può essere applicata solo al raggiungimento dell’età pensionabile, ma le consiglio comunque di provare a rivolgersi comunque all’Inps.

  97. Le consiglio di rivolgere questa domanda ai funzionari Inps competenti. Gli unici che possono darle una risposta certa su una totalizzazione multipla di questo tipo.

  98. I contributi previdenziali obbligatori versati all’estero possono essere oggetto di totalizzazione solo se vi è un accordo previdenziale tra i due Paesi che lo prevede. In questi casi la totalizzazione è possibile solo quando si raggiunge il requisito pensionistico in uno dei due Paesi. Le consiglio comunque di fare un passaggio con l’Inps per avere maggiori ragguagli sulla sua situazione personale.

  99. Buongiorno,
    Ho 65 anni e vorrei andare in pensione a 67 anni. Ho lavorato per 48 anni negli Stati Uniti Contribuendo al Social Security. Da 5 anni lavoro e risiedo in Italia pagando normalmente contributi in Italia.
    Ho 3 domande su cui chiedo gentilmente un aiuto:
    1) I 5 anni lavorati in Italia mi danno diritto ad una minima pensione a 67 anni?
    2) Come decido quale pensione prendere? (Italiana o USA? totalizzando i 48 anni USA + i 7 in Italia per un totale di 55 anni di contributi. USA?.)
    Ringrazio anticipatamente
    Maurizio

  100. Salve Maurizio, queste domande è opportuno che le ponga all’Inps italiana, tuttavia con soli 5 anni di contributi italiani non si ha diritto ad un trattamento pensionistico.

  101. Grazie
    apprezzo la celere r isposta.

  102. Buongiorno, mio zio ora residente in Spagna (Canarie) e percettore di pensione minima erogata da INPS, ha lavorato (prima di percepire assegno pensionistico) per un periodo di 8 anni circa, in Venezuela dove ha versato i relativi contributi.

    Vi chiedo cortesemente di sapere se può ottenere la totalizzazione dei contributi ed, eventualmente, quale l’iter da seguire.

    Grazie!

  103. Prima deve raggiungere i requisiti pensionistici in un Paese, altrimenti non potrà fare niente.

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