Acconto IRPEF 2018: date di versamento e possibilità di rateizzo

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Il saldo Irpef che risulta dal modello Redditi P.F. e l’eventuale prima rata di acconto Irpef devono essere versati entro il 30 giugno dell’anno in cui si presenta la dichiarazione, oppure entro i successivi 30 giorni con maggiorazione dello 0,40%. La seconda o unica rata di acconto entro il 30 novembre. Tutte le info nella nostra guida al Tax planning.

Uno degli adempimenti più odiati dai contribuenti è il momento del pagamento delle imposte sui redditi.

Come ogni anno i contribuenti, sono chiamati a predisporre la propria dichiarazione dei redditi e provvedere al pagamento degli importi dovuto a saldo ed in acconto.

Se anche tu vuoi sapere se puoi rateizzare le imposte, e se sei obbligato a pagare gli acconti, allora in questo contributo troverai le risposte alle tue domande.

L’obiettivo è quello di cercare di esservi d’aiuto nel capire quale sarà il vostro carico fiscale e come potete effettuare in tranquillità i versamenti delle imposte, gestendo al meglio il vostro Tax Planning.

Prima di iniziare ad entrare nei farraginosi meccanismi fiscali che regolano la determinazione dell’acconto Irpef (e delle relative addizionali), è bene ricordare che se quest’anno state compilando il modello Redditi P.F. allora è necessario essere coscienti che dovrete effettuare necessariamente i versamenti delle imposte attraverso il modello F24.

Acconto Irpef

Scadenze del modello 730

I contribuenti che possono presentare il modello 730, ovvero lavoratori dipendenti o pensionati, possono presentare la dichiarazione dei redditi rispettando le seguenti scadenze:

  • 23 luglio Presentazione del modello 730 precompilato: I contribuenti che presentano autonomamente il modello 730 precompilato sono tenuti a presentare la dichiarazione entro il 23 luglio;
  • 7 luglio Presentazione del modello 730 tramite assistenza fiscale: I contribuenti che per la presentazione del modello 730 si avvalgono dell’assistenza fiscale di Commercialisti o Caf sono tenuti a presentare la dichiarazione dei redditi entro il 7 luglio.

Scadenze del modello Redditi PF

I contribuenti che sono tenuti alla presentazione del modello Redditi PF, ovvero coloro che non hanno percepito redditi da lavoro dipendente o da pensione, o che sono dotati di Partita Iva, sono tenuti a presentare la dichiarazione rispettando le seguenti scadenze:

  • 30 giugno – Nel caso in cui il modello Redditi debba essere presentato in forma cartacea tramite ufficio Postale. Questa possibilità è però riservata ai soli contribuenti autorizzati, ossia, per coloro che pur avendo i requisiti per utilizzare il modello 730 e non avendo un datore di lavoro o non essendo titolari di pensione, devono dichiarare redditi soggetti a tassazione separata e ad imposta sostitutiva nei quadri del modello Redditi;
  • 15 ottobre – Nel caso in cui il modello Redditi venga trasmesso per via telematica all’Agenzia delle Entrate utilizzando i servizi on line Fisconline ed Entratel dell’Agenzia previa registrazione e con PIN, oppure, consegnando il modello tramite intermediari autorizzati.

Il versamento dell’acconto Irpef

Entrando nel vivo della questione, il primo elemento da ricordare è che i versamenti in acconto delle imposte sui redditi, (Irpef, o imposte sostitutive) non deve essere  necessariamente effettuato in due rate, da versare a giugno e settembre, ma può variare, ricorrendo determinati presupposti che adesso andremo a verificare.

In primo passo da effettuare è quello di calcolare l’importo totale che dobbiamo versare in acconto, applicando uno dei due tipi di calcolo ammessi, ossia, il metodo storico oppure il metodo previsionale.

Il Metodo Storico

Per il versamento dell’acconto Irpef secondo il metodo storico è necessario andare a vedere se la dichiarazione dei redditi che abbiamo presentato presenta un importo nel rigo RN33Differenza“. Se questo importo non supera €. 51,65, non è dovuto acconto.

In pratica l’acconto con il metodo storico presuppone che il versamento sia effettuato in base all’importo dell’imposta dovuta nell’anno precedente. In questo modo, in caso di redditi costanti nel tempo, il versamento degli acconti con il metodo storico consente al contribuente di non dover versare imposta a saldo.

Il metodo storico è particolarmente vantaggioso quando si hanno redditi crescenti rispetto all’anno precedente, e può essere svantaggioso quando nell’anno del versamento stiamo avendo redditi inferiori rispetto all’anno precedente.

In questi casi l’utilizzo del metodo previsionale è preferibile, in quanto consente un risparmio nei versamenti da effettuare.

Il metodo previsionale

Il metodo previsionale per il calcolo dell’acconto Irpef non ha come presupposto il reddito percepito nell’anno precedente, bensì il reddito che si prevede di raggiungere nell’anno in corso.

In pratica l’acconto si calcola presupponendo il reddito che si andrà a percepire nell’anno in corso. Determinato, teoricamente, questo reddito si calcola l’imposta dovuta e la si versa nei due acconti dovuti nell’anno (a giugno e novembre).

Il vantaggio del metodo previsionale è quello di prescindere totalmente dall’andamento storico dei redditi, basando il calcolo esclusivamente sull’andamento dell’annualità in corso. Infatti, qualora si presuma di conseguire un reddito (quindi un’imposta), inferiore rispetto a quello dell’anno precedente il metodo previsionale consente di versare un acconto inferiore rispetto a quello che sarebbe stato dovuto con il metodo storico.

Naturalmente, l’Agenzia delle Entrate sanziona i soggetti che versano acconti con il metodo previsionale quando l’acconto versato non raggiunge il 99% dell’imposta dovuta nell’anno. Questo, naturalmente, per evitare che ci siano versamenti di acconti troppo bassi o nulli.

Come fare la scelta migliore?

Vi chiederete perché ho deciso di parlarvi di questi principi generali, legati al versamento degli acconti.

Molto semplicemente perché in alcune situazioni può essere conveniente sfruttare il metodo previsionale per risparmiare imposizione fiscale. Tutto sta nel capire quali sono i casi che possiamo utilizzare a nostro vantaggio.

Non è possibile standardizzare quale sia il miglior metodo da utilizzare, in quanto molto dipende dalla situazione personale di ognuno.

Tuttavia, vediamo alcuni consigli e opportunità che è possibile sfruttare, suddivisi imposta per imposta.

Acconto Irpef

L’acconto Irpef determinato con uno dei metodi sopra descritti (metodo storico o previsionale), deve essere versato con una delle seguenti modalità:
  • In unica soluzione entro il 30 novembre se l’importo dovuto è inferiore ad €. 257,52;
  • In due rate, se l’importo dovuto è pari o superiore ad €. 257,52, di cui:
    • La prima, nella misura del 40 per cento del rigo RN 33, entro il 30 giugno ovvero entro il 30 luglio con la maggiorazione dello 0,40% a titolo di interesse corrispettivo;
    • La seconda, nella restante misura del 60 per cento del rigo RN 33, entro il 30 novembre.

L’articolo 11 del D.L. n.76/2013 ha alzato la misura dell’acconto Irpef dal 99% al 100%.

Acconto Addizionale Comunale all’Irpef

L’acconto per l’addizionale comunale all’Irpef è dovuto nella misura del 30% dell’addizionale comunale.

Il calcolo è ottenuto applicando al reddito imponibile relativo all’anno di imposta oggetto di dichiarazione l’aliquota deliberata dal comune nel quale il contribuente ha la propria residenza alla data del 1° gennaio dell’anno oggetto di dichiarazione.

Il versamento è previsto in un’unica rata rateizzabile, da versare insieme al saldo delle imposte dovute per l’anno precedente.

Tuttavia, occorre verificare con estrema attenzione le istruzioni ministeriali e informarsi in ordine alle specifiche delibere comunali, in particolare per le eventuali soglie di esenzione e importo dell’aliquota.

Acconto cedolare secca

Dal 2011 l’articolo 3 del D.Lgs. n. 23/2011 ha introdotto la così detta “cedolare secca” (con aliquote del 10% o 21%) applicabile da parte delle persone fisiche titolari di redditi da locazione di immobili ad uso abitativo.

Per la cedolare secca l’acconto è determinato nella misura del 95% dell’imposta versata per l’anno precedente: se l’importo dovuto è inferiore ad €. 257,52 si paga in unica soluzione a novembre. Mentre se tale importo è superiore si paga in 2 rate il 40% a giugno ed il 60% al 30 novembre.

Nell’ambito della cedolare secca è importante ricordare l’importanza dell’utilizzo del metodo previsionale. Pensate al caso dei soggetti che utilizzano la cedolare come metodo di tassazione dei contratti di locazione turistica (c.d, “locazioni brevi“).

Per questi contratti è impossibile che ogni anno i redditi percepiti dall’attività di locazione siano simili. Per questo motivo l’utilizzo del metodo previsionale vi consentirà di effettuare il versamento degli acconti in base a valori più simili a quelli reali, migliorando il vostro Tax Planning.

Date dei versamenti e la rateazione

Tutti i contribuenti possono versare in rate mensili le somme dovute a titolo di saldo e di acconto delle imposte,  ad eccezione dell’acconto di novembre che deve essere versato in un’unica soluzione.

In ogni caso il pagamento rateale deve essere completato entro il mese di novembre. Vediamo adesso quali sono le scadenze naturali del saldo e del primo acconto delle imposte sui redditi e delle relative imposte sostitutive e addizionali.

  • 1° rata senza maggiorazione30 giugno;
  • 1° rata con maggiorazione 0,40%: 30 luglio;
Nella tabella seguente, invece, proponiamo le scadenze da rispettare, per i versamenti rateizzati. 

Scadenze e rateizzi

 (Abbiamo ipotizzato il versamento con il numero massimo delle rate, senza maggiorazione dello 0,40%. Se si vuole usufruire della maggiorazione il primo versamento inizia il 16 luglio)

RataSoggetti non titolari di partita IvaSoggetti titolari di partita Iva
130 giugno30 giugno
231 luglio16 luglio
331 agosto20 agosto
430 settembre 16 settembre
531 ottobre16 ottobre
630 novembre16 novembre

Tutti i contribuenti possono versare in rate mensili le somme dovute a titolo di saldo e di acconto delle imposte, (compresi i contributi risultanti dal quadro RR relativi alla quota eccedente il minimale). Ad eccezione dell’acconto di novembre che deve essere versato in un’unica soluzione.

In ogni caso il pagamento rateale deve essere completato entro il mese di novembre.

La rateazione non deve necessariamente riguardare tutti gli importi. Ad esempio, è possibile rateizzare il primo acconto Irpef e versare in un’unica soluzione il saldo, o viceversa.

I dati relativi alla rateazione devono essere inseriti nello spazio “Rateazione/Regione/Provincia” del modello di versamento F24.

Sugli importi rateizzati sono dovuti gli interessi nella misura del 4 per cento annuo. Da calcolarsi secondo il metodo commerciale, tenendo conto del periodo decorrente dal giorno successivo a quello di scadenza della prima rata fino alla data di scadenza della seconda.

Si ricorda che gli interessi da rateazione non devono essere cumulati all’imposta, ma devono essere versati separatamente.

Principali codici tributo

  • 4001: Irpef – Saldo
  • 4033: Irpef – Acconto prima rata
  • 4034: Irpef – Acconto seconda rata o unica soluzione
  • 1668: Interessi pagamento dilazionato. Importi rateizzabili Sez. Erario
  • 3801: Addizionale regionale
  • 3844: Addizionale comunale – Saldo
  • 3843: Addizionale comunale – Acconto
  • 1792: Imposta sostitutiva regime fiscale forfetario – Saldo
  • 1790: Imposta sostitutiva regime fiscale forfetario – Acconto prima rata
  • 1791: Imposta sostitutiva regime fiscale forfetario – Acconto seconda rata o unica soluzione
  • 1842: Cedolare secca locazioni – Saldo
  • 1840: Cedolare secca locazioni – Acconto prima rata
  • 1841: Cedolare secca locazioni – Acconto seconda rata o unica soluzione

67 comments

  1. Quest’anno ho percepito solo un’indennità di disoccupazione da Gennaio a Marzo per un importo di euro 3.456,23. A questo punto forse è meglio pagare l’acconto e poi presentare la dichiarazione dei redditi l’anno prossimo chiedendo la restituzione di quanto eventualmente corrisposto in più?
    grazie ancora per la disponibilità e competenza.
    cordiali saluti

  2. Il contratto a progetto è un contratto assimilato al lavoro dipendente per il quale il datore di lavoro è tenuto a rilasciare un CUD con le ritenute applicate al lavoratore. Con questo documento il lavoratore presenterà la propria dichiarazione dei redditi (modello 730 o Unico).
    Se il soggetto presenta il modello 730 le eventuali ritenute o gli eventuali crediti verranno addebitati/accreditati direttamente in busta paga, Altrimenti con il modello Unico i versamenti delle imposte devono avvenire utilizzando il modello F24.
    Spero di aver chiarito il suo dubbio.

  3. Salve, per quanto riguarda la disciplina dei contratti di collaborazione coordinata o a progetto l’Irpef e la dichiarazione dei redditi vengono calcolati dal committente?
    In quali casi il lavoratore deve inviare il F24?
    Grazie molte per la risposta.

  4. Buonasera, ho letto la sua risposta. Mi sembrava, se non ricordo male, di aver letto che i redditi derivanti da tali collaborazioni risultassero esenti ai fini della dichiarazione dei redditi.
    Sicuramente non mi è chiaro questo punto riguardo l’esenzione, può aiutarmi a far luce su questo dubbio? Ancora grazie.

  5. Salve,
    I redditi di lavoro autonomo occasionale rientrano nei casi di esclusione dalla presentazione della dichiarazione dei redditi ove nell’anno non superino i 4.800 euro. Condizione per questa esclusione é che il soggetto abbia percepito nell’anno solo questo tipo di redditi. Ove invece abbia percepito anche altri redditi (es. Di lavoro dipendente) allora tutti i redditi percepiti devono essere indicati in dichiarazione, anche quelli di lavoro autonomo occasionale.
    Spero di aver chiarito il dubbio.

  6. Salve,
    La scadenza di oggi riguarda esclusivamente il secondo acconto irpef.

  7. In extremis…
    Entro oggi (oggi!) si paga solo il secondo acconto IRPEF 2013, vero?
    Non è il turno delle addizionali comunali e regionali, vero?
    Per l’addizionale comunale, a giugno era stato pagato un acconto. Il saldo si paga col saldo IRPEF 2013?

    Grazie