Acquisti intracomunitari di beni: disciplina Iva

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Costituiscono acquisti intracomunitari, le acquisizioni, derivanti da atti a titolo oneroso della proprietà di beni, spediti o trasportati nel territorio dello Stato da altro Stato membro UE. La disciplina relativa alla fatturazione e all’applicazione dell’Iva negli acquisti intracomunitari di beni.

Per “operazioni intracomunitarie” si intendono, innanzitutto, gli acquisti e le cessioni di beni, che intercorrono tra soggetti passivi Iva appartenenti a diversi Stati membri dell’Unione europea.

Acquisti che vengono resi “non imponibili” nel Paese del cedente, per essere invece assoggettati ad Iva da parte del cessionario, nel Paese di destinazione dei beni (D.L. n. 331/93 che recepisce numerosi articoli sparsi nella Dir. 2006/112/CE, artt. 2, 3, 4, 9, 17, 20 e s., 33, 34, 40, 67 e s., 138 e s., 154 e s., 162 e s., 172 e s., 199 e s., ecc.).

Ad esempio, un’azienda italiana acquista un macchinario industriale da un produttore tedesco. L’italiano effettua un acquisto intracomunitario, il tedesco una cessione intracomunitaria.

La disciplina sostanziale delle operazioni intracomunitarie, riguarda, quindi, principalmente gli scambi comunitari (acquisti e cessioni), per la sussistenza dei quali occorre che siano verificati determinati requisiti.

In questa disamina mi concentrerò sulla disciplina che riguarda gli acquisti intracomunitari di beni.

Acquisti intracomunitari di beni

Acquisti intracomunitari di beni

Per acquisto intracomunitario si intende l’acquisizione a titolo oneroso della proprietà o di altro diritto reale di godimento su beni spediti o trasportati nel territorio dello Stato italiano da un altro Stato membro. Trasporto a cura del cedente o dell’acquirente, entrambi soggetti passivi, ovvero di terzi per loro conto. Articolo 38, comma 2 del D.L. n. 331/93.

Sono assimilati agli acquisti anche i trasferimenti di beni da parte della stessa impresa (a se stessa) e l’introduzione di beni in deposito presso un operatore italiano.

Inoltre, ci sono alcuni trasferimenti che sono esclusi da esplicite disposizioni di legge e un regime derogatorio per particolari soggetti. Quali enti non commerciali, produttori agricoli e coloro che effettuano esclusivamente operazioni esenti Iva.

Precisazioni sugli acquisti intracomunitari di beni

Devono considerarsi escluse dal concetto di acquisti intracomunitari di beni le transazioni per le quali non si verificano tutti i cennati requisiti Iva. Requisito oggettivo, soggettivo e territoriale. Ad esempio operazione a titolo gratuito, cedente o cessionario privato consumatore, beni che restano nello Stato membro nel quale si acquista; in questi casi, gli acquisti sono assoggettati ad imposta nello Stato membro del cedente secondo le regole relative alle operazioni interne.

Si considerano effettuati in proprio gli acquisti da parte di commissionari senza rappresentanza. Pertanto, il commissionario italiano deve assolvere gli adempimenti relativi agli acquisti stessi; la successiva cessione nei confronti dell’acquirente italiano è considerata una cessione interna. Circolare Min. 23 febbraio 1994 n. 13/E.

La tassazione degli acquisti è indipendente dal trattamento applicato nello Stato membro di partenza della spedizione o del trasporto dei beni (art. 16 Reg. UE 282/2011).

Operazioni assimilate agli acquisti intracomunitari

I trasferimenti di beni dell’impresa, anche se non costituiscono trasferimenti a titolo oneroso della proprietà o di altro diritto reale di godimento, e l’introduzione di beni in deposito presso un operatore italiano, sono assimilati a tutti gli effetti agli acquisti intracomunitari.

Trasferimento di beni dell’impresa

È assimilato ad un acquisto intracomunitario il semplice trasferimento di beni da uno Stato membro all’Italia da parte di un soggetto passivo Iva (c.d. trasferimento a se stessi). Questa fattispecie riguarda anche le ipotesi di beni provenienti da un’altra impresa esercitata dallo stesso soggetto in un altro Stato membro e introdotti in Italia per finalità rientranti nell’esercizio dell’impresa.

Esempio

Merci trasferite in Italia per essere ivi immagazzinate e successivamente vendute, ovvero trasferimento dei beni d’investimento dall’impresa esercitata in un Paese membro a quella esercitata in Italia.

Beni in deposito

Costituisce acquisto intracomunitario anche l’introduzione di beni in deposito (diverso dai depositi Iva) presso un operatore italiano, da parte di un operatore appartenente ad un altro Paese UE.

Un’ipotesi di deposito di beni sempre più diffusa nella pratica internazionale è costituita dalle operazioni di consignment stock, in cui si verifica un trasferimento fisico di beni, di proprietà del fornitore estero, presso un deposito in Italia di un cliente (o presso un deposito di un terzo cui il cliente può accedere), il quale ha la facoltà, in base alle sue esigenze, di effettuare prelievi in qualsiasi momento, ove l’acquisto intracomunitario si realizza solo all’atto del prelievo (Ris. Min. 10 aprile 2000 n. 44/E).

Operazioni escluse dagli acquisti intracomunitari

Sono esclusi dagli acquisti intracomunitari di beni, e quindi non tassati, i beni introdotti in Italia:

  • Presso un deposito Iva. Articolo 50-bis D.L. n. 331/93;
  • Per perizie o manipolazioni usuali o operazioni di perfezionamento attivo. Se rinviati al committente nello Stato UE di provenienza. Articolo 38, comma 5, lettera a) del D.L. n. 331/93;
  • Per essere ivi installati, montati o assiemati. Da parte del fornitore UE o per suo conto, al fine di una successiva cessione. L’acquirente effettua un acquisto interno imponibile da assolvere con autofattura;
  • Per essere utilizzati temporaneamente. Massimo 24 mesi per l’esecuzione di servizi in Italia da parte di chi li introduce. Es. noleggi. Risoluzione n. 252/E/2008;
  • Gas o energia elettrica. Introdotti mediante sistemi individuati nella UE. Articolo 38, comma 5, lettera c)-bis D.L. n. 331/93;
  • Beni usati. Qualificati come tali nel Paese UE di provenienza. Cessione interna nello Stato di provenienza, l’acquirente italiano sconta l’aliquota Iva vigente in detto Stato. Articolo 37 D.L. n. 41/95;
  • Per acquisti intracomunitari effettuati dall’acquirente/cedente di una triangolazione. Se ha designato l’acquirente finale come debitore d’imposta nel Paese di destinazione. Articolo 38, comma 7, D.L. n. 331/93.

Acquisti intracomunitari: disciplina Iva

Il debitore d’imposta per gli acquisti intracomunitari effettuati in Italia è l’acquirente-soggetto passivo. Sto parlando, naturalmente di acquisti effettuati da parte di operatori economici. L’Iva è perciò dovuta nel paese di destinazione dei beni.

Luogo di effettuazione dell’operazione

Gli acquisti intracomunitari si considerano effettuati in Italia quando i beni vengono spediti o trasportati nel territorio italiano da un altro Stato membro.

In deroga a questa regola generale, nel caso delle c.d. operazioni triangolari o nel caso di consegna dei beni in un altro Stato membro, luogo di effettuazione dell’acquisto intracomunitario è comunque il territorio dello Stato, quando l’acquirente è un soggetto passivo Iva in Italia, salvo si provi che l’acquisto è stato assoggettato ad imposta nello Stato membro di destinazione del bene.

È possibile designare come debitore dell’imposta l’acquirente terzo, soggetto passivo nello Stato membro di destinazione del bene. In questo modo l’acquisto è effettuato senza pagamento dell’imposta.

Momento di effettuazione dell’operazione

Il momento di effettuazione dell’acquisto intracomunitario coincide con l’inizio del trasporto o della spedizione all’acquirente o a terzi per suo conto dal territorio dello Stato membro di provenienza.

Inoltre, gli acquisti intracomunitari effettuati in modo continuativo nell’arco di un periodo superiore ad un mese solare, si considerano effettuati al termine di ciascun mese.

Tuttavia, se gli effetti traslativi o costitutivi si producono posteriormente (ai suddetti momenti), gli acquisti si considerano effettuati nel momento in cui si producono tali effetti. Comunque dopo un anno dalla consegna o dall’inizio del trasporto o della spedizione, a condizione che il movimento dei beni a titolo non traslativo sia annotato in un apposito registro.

Ciò si verifica, ad esempio, nelle operazioni di consignment stock per le quali l’acquisto si realizza solo all’atto del prelievo dei beni da parte dell’acquirente, purché i beni stessi, di proprietà del cedente, siano nella piena disponibilità dell’acquirente, nonostante siano custoditi per conto di quest’ultimo presso un deposito (non fiscale) di un terzo soggetto (Ris. Min. 10 aprile 2000 n. 44/E).

Tale spostamento del momento di effettuazione non opera, tuttavia, se l’operazione di consignment stock coinvolge 3 Stati membri (c.d. triangolazione). In tale ipotesi, l’operazione eventualmente potrebbe essere configurata come un trasferimento a se stesso da parte del primo fornitore, operazione non imponibile, previa nomina di un rappresentante fiscale o identificazione diretta nello Stato membro ove è situato il deposito (Ris. AE n. 49/E/2008).

Base imponibile Iva

La base imponibile dell’acquisto intracomunitario è determinata secondo le regole ordinarie dell’Iva.

Essa è data, oltre che dal corrispettivo dovuto per l’acquisto del bene, anche dalle spese accessorie, quali spese di trasporto, di assicurazione ed ogni altra spesa contrattualmente prevista.

Per i beni soggetti ad accisa (alcole, bevande alcoliche, tabacchi lavorati e prodotti energetici, escluso il gas fornito dal sistema di distribuzione di gas naturale situato nella UE o una rete connessa a un tale sistema), anche questa concorre alla formazione della base imponibile, se assolta od esigibile in dipendenza dell’acquisto.

Per il trasferimento di beni da uno Stato membro ad un altro, nell’ambito della stessa impresa, la base imponibile è data dal prezzo di acquisto o, in mancanza, dal prezzo di costo dei beni o di beni simili, determinati nel momento in cui si effettuano tali operazioni (art. 43 c. 4 DL 331/93).

I corrispettivi, le spese e gli oneri espressi in valuta estera (es. Stati UE non aderenti all’Euro), debbono essere computati al tasso di cambio relativo ad uno dei due seguenti momenti:

  • Giorno di “effettuazione dell’operazione (per la definizione di effettuazione), se questo è indicato nella fattura a cura del cedente o anche del cessionario;
  • Data della fattura, se non vi è alcuna indicazione del giorno di effettuazione.

Il cambio in vigore in un determinato giorno può essere richiesto via fax all’Ufficio per l’informazione del contribuente (06-59972934) o consultato sul sito Internet http://cambi.bancaditalia.it

È inoltre possibile, secondo le regole generali recentemente introdotte, applicare a tutte le operazioni effettuate nell’anno solare il tasso di cambio pubblicato dalla Banca centrale europea.

Non utilizzano ancora l’Euro come moneta ufficiale i seguenti Stati membri UE: Regno Unito (U.K.), Danimarca, Svezia, Bulgaria, Polonia, Repubblica Ceca, Romania e Ungheria.

Aliquote Iva

Le aliquote applicabili sono quelle previste per le cessioni dei medesimi beni effettuate all’interno dello Stato. Alle operazioni accessorie deve essere applicata la stessa aliquota stabilita per l’operazione principale.

Regime impositivo

Gli acquisti intracomunitari sono soggetti allo stesso regime impositivo previsto per analoghe cessioni effettuate all’interno dello Stato. Pertanto, gli acquisti intracomunitari di beni, le cui cessioni all’interno dello Stato sono considerate non imponibili, esenti, non soggette o fuori campo Iva, seguono il medesimo regime di inapplicabilità dell’imposta.

L’esenzione dall’Iva si applica agli acquisti intracomunitari, qualora lo preveda lo Stato di destinazione, prescindendo da quanto stabilito della normativa dello Stato di partenza (C.Giust. UE C-144/13).

Detrazione Iva

La detrazione dell’imposta dovuta dall’acquirente è ammessa secondo la disciplina ed i limiti previsti per gli acquisti di carattere interno.

L’Iva relativa agli acquisti intracomunitari, di regola, non influisce sul debito di imposta, in quanto viene registrata a debito ed a credito nello stesso periodo e per lo stesso importo. Le due registrazioni, quindi, si compensano, eccetto il caso in cui l’Iva sia indetraibile per l’acquirente.

Regime derogatorio

Gli acquisti effettuati esclusivamente da enti non commerciali, produttori agricoli, soggetti con Iva indetraibile ed entro un determinato limite quantitativo, sono considerati fuori dal campo di applicazione dell’Iva, salvo opzione per il regime ordinario.

Tali acquisti, quindi, sono soggetti a tassazione Iva nel Paese membro di provenienza dei beni.

Tuttavia, dal regime derogatorio sono esclusi gli acquisti di mezzi di trasporto nuovi ed i beni soggetti ad accisa (alcole, bevande alcoliche, tabacchi lavorati e prodotti energetici, escluso il gas fornito dal sistema di distribuzione di gas naturale situato nel territorio dell’UE o una rete connessa a un tale sistema). Per i beni soggetti ad accisa l’Iva deve essere assolta unitamente all’accisa.

Usufruiscono del regime derogatorio i seguenti soggetti:

  • Gli enti non commerciali (incluse le ONLUS), non soggetti passivi Iva;
  • I produttori agricoli in regime speciale o di esonero;
  • I soggetti passivi d’imposta per i quali l’imposta è totalmente indetraibile poiché effettuano operazioni “esclusivamente” esenti o perché hanno optato per la dispensa dagli adempimenti contabili.

Limite quantitativo al regime derogatorio

L’ammontare degli acquisti intracomunitari, nonché degli acquisti “a distanza“, effettuati nell’anno solare precedente non deve superare la somma di €. 10.000 (computata al netto dell’Iva).

Il regime derogatorio è applicabile sino all’anno nel corso del quale tale limite non viene superato. Nel corso dell’anno in cui il limite viene superato, il regime derogatorio si applica fino al momento in cui il limite è superato.

Quando un ente non commerciale, non soggetto passivo d’imposta, supera l’ammontare di €. 10.000 di acquisti intracomunitari, deve presentare la dichiarazione di inizio attività, attraverso la quale l’ufficio delle Entrate attribuisce la partita Iva. Tale attribuzione, tuttavia, non fa assumere agli enti in questione la qualifica di soggetti passivi di imposta.

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