Fattura di acconto e saldo: la gestione dell’Iva

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Come funziona, operativamente la gestione dell’Iva nella fattura di acconto e nel saldo successivo? Quali sono gli adempimenti legati all’emissione di fatture di acconto e per la regolazione del saldo?

Per effettuare una corretta operazione di fatturazione è importante andare ad analizzare quali sono le regole che disciplinano l’effettuazione delle operazioni rilevanti ai fini Iva.

Un’operazione diventa rilevante ai fini Iva, e quindi la relativa Iva diventa esigibile, quando si sono verificati tutti i presupposti richiesti dalla legge. E’ al verificarsi di questo momento, infatti, che decorrono i termini per l’assolvimento degli adempimenti formali, come l’emissione della fattura, e gli adempimenti sostanziali, come il versamento della relativa Iva.

In questa analisi mi concentrerò sul meccanismo di applicazione dell’Iva quando ci troviamo nella situazione di dover emettere una fattura di acconto ed una successiva a saldo dell’operazione.

Prima di parlare di cosa è e come funziona la fattura di acconto e la successiva fattura a saldo è necessario andare ad analizzare cosa dice in tema l’articolo 21 del DPR n. 633/72.

Fattura di acconto

Momento di effettuazione dell’operazione

L’articolo 21 del DPR n. 633/1972 prevede che la fattura debba essere emessa “nel momento di effettuazione dell’operazione”.

Tale momento viene determinato secondo le regole previste dall’articolo 6 del DPR n. 633/1972 il quale, restringendo il campo di analisi alle operazioni nazionali, prevede regole diverse a seconda della tipologia di operazione che andiamo a realizzare. Ovvero se trattasi di cessioni di beni o di prestazioni di servizi.

Ai sensi dell’articolo 6 del DPR n. 633/72, il momento generatore dell’obbligo tributario Iva varia a seconda dell’oggetto dell’operazione.

Schematicamente possiamo dire che l’obbligo Iva scatta:

  • Al momento della spedizione/consegna dei beni, per i beni mobili;
  • Alla stipulazione dell’atto, nel caso di beni immobili;
  • All’emissione della fattura o pagamento, in tutto o in parte, del corrispettivo, se avvengono anteriormente alla cessione dei beni;
  • Al pagamento del corrispettivo, nelle prestazioni di servizi;
  • Nel momento della fatturazione, nelle prestazioni di servizi, se essaè anteriore al pagamento;
  • Al momento materiale del prelievo del bene (non rilevando che tale operazione venga posta in esseredefinitivamente o in via temporanea), nel caso di autoconsumo.

La fattura di acconto anticipata

Come abbiamo appena visto lo stesso articolo 6, comma 4, del DPR n. 633/72 prevede che se anteriormente al verificarsi degli eventi che fanno sorgere l’esigibilità Iva (stipula del contratto in caso di beni immobili, consegna o spedizione in caso di beni mobili, pagamento del corrispettivo in caso di prestazione di servizi), o indipendentemente da essi, venga emessa fattura di acconto o pagato in tutto o in parte il corrispettivo, l’operazione si considera effettuata, limitatamente all’importo fatturato o pagato, alla data della fattura o alla data del pagamento.

Parliamo quindi di fatturazione anticipata quando si emette una vera e propria fattura avente tutti i requisiti previsti prima che ne sia obbligato secondo i criteri sopra indicati, come nel caso di una fattura di acconto.

Documenti non rilevanti ai fini Iva

A questi fini è opportuno ricordare che non sono documenti rilevanti a fini Iva ad esempio le fatture proforma o gli avvisi di parcella emessi dai professionisti.

Questi sono in realtà documenti privi dei requisiti previsti per le fatture e generalmente utilizzati per richiedere il pagamento di quanto dovuto senza dover anticipare l’Iva con l’emissione della fattura.

Pagamento parziale del corrispettivo

Il pagamento anticipato del corrispettivo, sia totale che parziale, rappresenta invece una deroga alle regole generali sopra descritte solo nel caso di cessione di beni, in quanto nel caso di prestazioni di servizi il pagamento rappresenta invece il vero e proprio fatto generatore dell’imposta.

Nel caso di pagamenti anticipati è necessario distinguere quando le somme sono versate a titolo di acconto sul prezzo (con obbligo quindi di emissione della fattura) e quando invece vengono versate a titolo diverso e comportarsi di conseguenza.

Per approfondire: “Mancato ricevimento della fattura: quali rimedi?

Fattura di Acconto per le cessioni di beni mobili

Nel caso in cui nell’ambito di un contratto di cessione di beni mobili venga versato dal cliente un acconto prima di ricevere la merce ordinata, è necessario, ai sensi dell’articolo 6, del DPR n. 633/72 emettere la fattura, limitatamente all’importo incassato.

In questo caso, come disposto dall’articolo 6 del DPR n. 633/72, il momento in cui il cliente versa l’acconto al fornitore costituisce il momento in cui l’operazione si intende effettuata.
Pertanto il fornitore dovrà emettere fattura limitatamente all’acconto pagato. La fattura di acconto (alla stregua della normale fattura) dovrà specificare se si tratta di:
  • Una operazione imponibile ai fini Iva con aliquota al 4%, 10%, 22%;
  • Un’operazione non imponibile Iva;
  • Operazione esente da Iva ai sensi dell’articolo 10 DPR n. 633/72.

Esempio di acconto per cessioni di beni mobili

La società Alfa Srl, in data 01.03.n ha concordato con la società Beta Srl l’acquisto di una fornitura di merci per €. 100.000 + Iva 22%, per complessivi €. 122.000. Il contratto di compravendita prevede, contestualmente all’ordine il pagamento anticipato del 10% della somma dovuta.

Nel momento del pagamento dell’anticipo, anche se la merce non è stata ancora consegnata o spedita, l’anticipo andrà fatturato e su tale importo andrà calcolata l’Iva.

Ipotizzando che in data 02.03.n Beta Srl riceva il bonifico pari ad €. 12.200 dovrà contestualmente emettere la relativa fattura di acconto per l’importo incassato:

Imponibile: €. 10.000
IVA: €. 2.200
Totale fattura: €. 12.200 (10.000 + 2.200).

Nel momento in cui viene consegnata la merce si può procedere con l’emissione della fattura a saldo, scomputando dalla base imponibile quanto precedentemente fatturato in sede di acconto, per l’applicazione corretta dell’Iva.

Riprendendo i dati dell’esempio quindi:

Prezzo concordato:  €. 100.000
Acconto: €. 10.000
Imponibile: €. 90.000
IVA: €. 19.800
Totale fattura: €. 109.800

Acconto per prestazioni di servizi

Nel caso di acconto ricevuto per prestazioni di servizi l’incasso anticipato del corrispettivo rappresenta la regola generale di effettuazione dell’operazione, pertanto comunque la fattura di acconto deve essere emessa entro e non oltre la data in cui l’acconto è stato pagato.

Nel caso invece di emissione anticipata della fattura (senza che sia avvenuto l’effettivo pagamento) ricadiamo invece in una delle deroghe previste alla regola generale, e il documento emesso con tutti i requisiti previsti dalla legge costituisce una vera e propria fattura rilevante ai fini dell’imposta.

Quindi nel caso di pagamento dell’acconto la fattura, sempre ai sensi dell’articolo 6 del DPR n. 633/72, dovrà essere emessa entro e non oltre la data in cui l’acconto è stato pagato dal cliente.

Ne consegue, a puro titolo esemplificativo, se ad un professionista/artista viene corrisposto un acconto sul compenso pattuito, l’operazione si intende effettuata in quel momento, limitatamente all’acconto percepito: l’artista o professionista deve pertanto emettere regolare fattura dell’acconto percepito.

Acconto o anticipo di parte del prezzo

Al fine di rispettare le disposizioni della legge Iva vi è l’obbligo di emettere la fattura anche per le somme percepite a titolo di acconto o anticipo trattandosi di una parte del prezzo complessivo.

Al momento della consegna/spedizione dei beni o al verificarsi di altro evento rilevante si compilerà la fattura completa, con la relativa descrizione analitica, e dall’importo complessivo da essa risultante si stornerà quanto già incassato.

Caparra confirmatoria

E’ necessario specificare ulteriormente che deve essere tenuto distinto il caso della caparra confirmatoria.

Ove risulti che le somme sono state percepite a tale titolo, esse, avendo lo scopo di garantire la conclusione del negozi o, non possono considerarsi come parziale pagamento anticipato del prezzo: l’obbligo tributario sorge solo se se le parti convengono di scomputare la caparra dal prezzo pattuito (R.M. 19 maggio 1977, n. 411673).

Saldo per cessioni di beni mobili

Nel caso di cessione di beni mobili la fattura di saldo (nel caso in cui vi sia stata precedentemente una fattura di acconto) dovrà essere emessa entro e non oltre la data di consegna/spedizione dei beni.

Nella fattura di saldo si dovrà scomputare dalla base imponibile quanto precedentemente fatturato in sede diacconto al fine di applicare correttamente l’Iva.

Saldo per prestazioni di servizi

Nel caso di prestazioni di servizi la fattura di saldo (nel caso in cui vi sia stata precedentemente una fattura di acconto) dovrà essere emessa entro e non oltre la data di ricevimento del pagamento del saldo (salvo il caso in cui la fattura sia emessa in data anteriore
al pagamento).

Così come visto per i beni, nella fattura di saldo si dovrà scomputare dalla base imponibile quanto precedentemente fatturato in sede di acconto al fine di applicare correttamente l’Iva.

Fatture di acconto e saldo: consulenza

Se hai difficoltà nella concreta applicazione della disciplina Iva legata all’emissione di fatture di acconto e saldo puoi usufruire del nostro servizio di consulenza fiscale online per ottenere risposta a tutti i tuoi dubbi.

La concreta applicazione dell’Iva si complica ulteriormente quando queste operazioni vedono come controparti soggetti residenti in Paesi diversi. Per questo sono a disposizione per una consulenza riguardante la concreta applicazione dell’Iva nell’acconto e saldo relativamente a cessioni di beni ed operazioni di servizi.

Di seguito il link al servizio di consulenza fiscale online:

Consulenza fiscale online

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