Termine di registrazione delle fatture nelle operazioni estere

Condivisioni

Qual’è il termine di registrazione delle fatture emesse o ricevute nelle operazioni estere? Qual’è il momento di effettuazione delle operazioni intracomunitarie e quale il momento di registrazione contabile? Di seguito tutte le informazioni e le modalità di fatturaziome, registrazione, integrazione ed autofatturazione. Emissione e registrazione fatture estere UE.

Quando si parla di operazioni con l’estero e in particolare degli adempimenti in materia di fatturazione e registrazione delle fatture bisogna prima di tutto distinguere se si tratta di:

  • Operazioni intracomunitarie, ovvero realizzate con operatori residenti in Paesi UE, oppure;
  • Operazioni extracomunitarie quindi realizzate con operatori residenti in Paesi Extra UE.

In secondo luogo dobbiamo andare a distinguere se si tratta di:

  • Cessioni/acquisti di beni;
  • prestazioni di servizi rese/ricevute.

La disciplina relativa alle operazioni effettuate con soggetti passivi residenti in uno dei Paesi UE, dette “operazioni intracomunitarie“, prevede particolari regole relative ai termini di fatturazione e registrazione in contabilità, ai sensi del combinato disposto di cui al D.L. 331/1993 e del DPR n. 633/1972.

Con l’intento di uniformare gli adempimenti in ambito comunitario, la Legge n. 228/2012, che ha recepito la Direttiva n. 2010/45/UE, ha introdotto dal 1° gennaio 2013 una nuova tempistica per la fatturazione e la registrazione di tutte le operazioni intercorse con soggetti passivi Iva aventi sede in uno dei appartenenti alla UE (c.d. operazioni intracomunitarie).

Nel recepimento della predetta direttiva, il legislatore nazionale è intervenuto dettando regole non solo in tema di fatturazione, ma anche con riferimento alla effettuazione delle operazioni intracomunitarie e agli adempimenti contabili (integrazione e registrazione delle fatture), al reverse charge (relativo alle operazioni effettuate in Italia da parte di soggetti comunitari nei confronti di soggetti passivi stabiliti in Italia). Nonché all’ampliamento delle operazioni che vanno a comporre il volume d’affari.

Il presente articolo è dedicato ad approfondire i temi legati al termine di registrazione delle fatture nelle operazioni attivie o passive intercorse con controparti estere.

REGISTRAZIONE

Termine di registrazione delle fatture intracomunitarie

Per effetto di quanto disposto dagli articoli 46 e 47 del D.L. n. 331/93 i termini per procedere agli adempimenti della fatturazione e/o integrazione e registrazione delle fatture intracomunitarie, ai sensi della disciplina Iva (DPR n. 633/72 e D.L. n. 331/93), variano a seconda del tipo di operazione: cessione o acquisto intracomunitario.

Cessioni intracomunitarie

Per le cessioni intracomunitarie viene è previsto come termine per l’emissione della fattura il giorno 15 del mese successivo a quello di effettuazione dell’operazione.

Entro lo stesso termine di emissione, le fatture devono essere annotate distintamente nel registro delle fatture emesse (art. 23 del DPR n. 633 del 1972) ovvero in quello dei corrispettivi (articolo 24 del DPR n. 633 del 1972), con riferimento al mese di effettuazione dell’operazione, cioè il mese precedente al termine di registrazione della fattura.

In particolare, infatti, il contribuente è chiamato asd annotare entro 15 giorni dalla data di emissione della fattura (ossia dalla data di consegna, spedizione o trasmissione), su apposito registro, le fatture emesse, relative a tutte le operazioni attive (imponibili, non imponibili ed esenti), nonché le autofatture (concernenti le operazioni internazionali e l’autoconsumo), in ordine progressivo sulla base della data di emissione.

Acquisti intracomunitari

Per gli acquisti intracomunitari, la fattura deve integrata, attraverso il meccanismo del Reverse Charge, entro il giorno 15 del mese successivo alla ricezione.

Invero, detto termine non è espressamente previsto nell’articolo 46 del D.L. n. 331 del 1993. Tuttavia, lo si può desumere da quanto previsto nel successivo art. 47 del D.L. n. 331/93. Articolo nel quale è stabilito che gli acquisti intracomunitari devono essere annotati nel registro delle fatture emesseprevia integrazione della fattura” entro il giorno 15 del mese successivo a quello di ricezione della fattura e con riferimento al mese precedente (mese di ricezione della fattura).

Termine ultimo di emissione della fattura

Cessioni di beni

Riepilogando, quindi, per capire se siamo nei termini, per l’emissione della fattura, dobbiamo prendere a riferimento, per i beni, le seguenti indicazioni:

  • Cessioni intracomunitarie – Emissione/registrazione della fattura entro il giorno 15 del mese successivo a quello di effettuazione dell’operazione. Data di consegna o spedizione della merce, con riferimento al mese di effettuazione;
  • Acquisti intracomunitari – Integrazione/registrazione della fattura ricevuta entro il giorno 15 del mese successivo a quello di ricevimento della fattura, con riferimento al mese di ricevimento della fattura.

Vediamo il riepilogo nella seguente Tabella:

TIPOLOGIA
DI OPERAZIONE
TERMINE EMISSIONE FATTURA O
INTEGRAZIONE
TERMINE
DI REGISTRAZIONE
CESSIONI INTRACOMUNITARIE (ART.41 D.L. 331/93)Giorno 15 del mese successivo a quello di effettuazione della operazioneEntro il termine di emissione della fattura, con riferimento al mese di effettuazione
ACQUISTI INTRACOMUNITARI (ART. 38 D.L. 331/93) REGISTRAZIONE A LIBRO VENDITEGiorno 15 del mese successivo a quello di ricevimento della fatturaGiorno 15 del mese successivo a quello di ricevimento della fattura, con riferimento al mese precedente
ACQUISTI INTRACOMUNITARI (ART. 38 D.L. 331/93) FATTURA NON RICEVUTA38 D.L. 331/93) FATTURA NON RICEVUTA
Giorno 15 del terzo mese successivo a quello di effettuazione dell’operazione
Giorno 15 del terzo mese successivo a quello di effettuazione dell’operazione, con riferimento al mese precedente

Prestazioni di servizi

Tale tempistica viene estesa anche alle prestazioni di servizi.

In particolare:

  • Prestazioni di servizi rese – Il termine per l’emissione della fattura è il giorno 15 del mese successivo a quello di effettuazione dell’operazione (articolo 21, comma 4, lettera c) del DPR n. 633/72); anche qui il termine di registrazione coincide con quello di emissione, ma con riferimento al mese di effettuazione dell’operazione;
  • Prestazioni di servizi ricevute da soggetto Ue – Il documento ricevuto deve essere preventivamente integrato entro il 15 del mese successivo alla ricezione della fattura (emessa dall’operatore comunitario).

Esigibilità dell’Iva e diritto alla detrazione

Un aspetto su cui è interessante riflettere riguarda la possibile discrasia tra il momento in cui è esigibile l’Iva a debito sull’operazione di acquisto intracomunitaria e il momento in cui si ha il diritto alla detrazione dell’Iva a credito.

Infatti, l’Iva a debito sull’operazione mediante annotazione nel registro delle fatture emesse deve essere computata con riferimento al mese di ricezione.

Mentre, il diritto alla detrazione in caso di acquisto intracomunitario può essere esercitato, secondo i termini ordinariamente stabiliti dall’articolo 19, del DPR n.633/72, previa annotazione nel registro degli acquisti eseguita anteriormente alla liquidazione periodica o alla dichiarazione annuale nella quale è esercitato.

Facciamo un semplice esempio per capire meglio.

Esempio di esigibilità e diritto alla detrazione

Se ad esempio una fattura intracomunitaria ricevuta il 20 gennaio relativa ad un operazione effettuata nello stesso mese viene registrata in contabilità il 15 di febbraio si avrà l’esigibilità dell’Iva a debito con riferimento al mese di gennaio, che andrà nella liquidazione del mese di febbraio, mentre il diritto alla detrazione dell’Iva a credito sarà con riferimento al mese di febbraio, e quindi nella liquidazione Iva del mese di marzo.

In pratica, esigibilità e diritto alla detrazione dell’Iva, nelle operazioni passive intracomunitario può viaggiare su binari diversi.

In ogni caso, deve essere comunque osservato che dal punto di vista operativo si avrà tutta la convenienza a registrare contestualmente l’operazione sia nel registro Iva vendite che registro Iva acquisti.

Termine per effettuare l’autofatturazione

L’autofatturazione, come sapete, è un meccanismo di applicazione del Reverse Charge applicabile in alcuni particolari casistiche.

Ad esempio, quando si riceve una fattura relativa a prestazioni di servizi da parte di prestazione residente in Paese extra UE, oppure, nel caso in cui una fattura intracomunitaria non pervenga entro il secondo mese successivo a quello di effettuazione dell’operazione. Si tratta della c.d. “procedura di regolarizzazione” prevista dall’articolo 46, comma 5, del D.L. n. 331/93.

Ma i casi possibili sono ulteriori. Se volete approfondire: “Autofattura: guida ai casi di emissione

Autofattura per beni o servizi

Per le cessioni di beni e le prestazioni di servizi specifici, l’autofattura deve essere emessa nel momento di effettuazione dell’operazione determinato a norma dell’articolo 6 del DPR n. 633/72.

Per servizi specifici si intendono quelli contenuti negli articoli 7-quater e 7-quinquies del DPR n. 633/72.

L’autofattura deve esse annotata:

  • Nel registro delle fatture emesse entro 15 giorni e con riferimento alla data di emissione (articolo 23, comma 1, primo periodo del DPR n. 633/72);
  • Nel registro degli acquisti anteriormente alla liquidazione periodica o alla dichiarazione annuale nella quale viene esercitata la detrazione (articolo 25 del DPR n. 633/72).

Autofattura per procedura di regolarizzazione UE

Dal 1° gennaio 2013 l’autofattura può essere emessa entro il giorno 15 del terzo mese successivo a quello di effettuazione. Questo, nel caso in cui, la fattura del soggetto comunitario non pervenga entro il secondo mese successivo a quello di effettuazione dell’operazione.

Per le fatture ricevute con l’indicazione di un corrispettivo inferiore a quello reale, invece, la fattura integrativa dovrà essere emessa entro il giorno 15 del mese successivo a quello di registrazione della fattura originaria.

Per approfondire: Operazioni con l’estero: autofattura e integrazione

Termine di registrazione nelle fatture in Reverse charge

Nell’articolo 17 del DPR n. 633 del 1972 sono previste diverse ipotesi di reverse charge, alcune dettate da un chiaro intento antielusivo (commi quinto e sesto), altre collegate con la circostanza che il cedente del bene ovvero il prestatore del servizio sono soggetti non stabiliti in Italia (secondo comma).

A seguito della modifica delle regole concernenti la territorialità dei servizi, a decorrere dal 1° gennaio 2010 (D.Lgs. n. 18 del 2010), il legislatore ha ritenuto opportuno prevedere che debitore dell’imposta sia sempre il soggetto passivo residente per le operazioni effettuate nei suoi confronti da fornitori non stabiliti.

E’, infatti, il soggetto stabilito in Italia a dover adempiere agli obblighi Iva e ad assolvere l’imposta.

Al riguardo, occorre preliminarmente ricordare che nel novero dei soggetti passivi rientrano non solo gli operatori economici e gli enti commerciali, ma anche gli enti non commerciali sia che agiscano nell’ambito dell’attività commerciale sia che agiscano nella loro veste istituzionale e gli enti non soggetti, a condizione che siano già in possesso del numero di partita Iva (avendo superato la soglia dei €. 10.000 di acquisti intracomunitari nell’anno solare precedente o nel corso dell’anno, ovvero per opzione).

Territorialità delle operazioni soggette a Reverse Charge

Per quanto riguarda il regime di territorialità Iva delle operazioni soggette a Reverse Charge, la situazione che si presenta attualmente è la seguente:

  • Operazioni territorialmente rilevanti in Italia rese nei confronti di soggetti stabiliti nello Stato:
    • Se effettuate da soggetti comunitari comportano l’obbligo per il soggetto nazionale di integrare la fattura ricevuta dal fornitore del bene o del servizio,
    • Se effettuate da soggetti extracomunitari impongono al cliente nazionale di emettere autofattura;
  • Operazioni territorialmente rilevanti in Italia rese nei confronti di soggetti passivi non stabiliti in Italia, ovvero di privati consumatori
    • Debitore dell’imposta è il fornitore del bene o del servizio. Qualora trattasi di soggetto non stabilito nello Stato, sarà tenuto, ai fini dell’assolvimento degli obblighi, ad identificarsi direttamente in Italia o a nominare ivi un rappresentante fiscale.

Termine di registrazione e integrazione della fattura in Reverse Charge

Tuttavia, la diversa modalità di adempimento comporta anche una tempistica diversa per quanto riguarda il termine di registrazione e integrazione di una fattura in Reverse Charge.

Nel caso di integrazione della fattura, il termine è ricollegato alla ricezione della fattura da parte del fornitore e vengono utilizzati gli stessi termini previsti per gli acquisti intracomunitari, di cui agli articoli 46 e 47 del D.L. n. 331/1993, in precedenza descritti.

In particolare, l’integrazione della fattura fa sì che il cessionario/committente, soggetto passivo (nei sensi sopra detti) stabilito in Italia, debba attendere la ricezione della fattura emessa dal cedente/prestatore comunitario, provvedendo alla sua integrazione entro il giorno 15 del mese successivo alla ricezione. Qualora non ricevesse la fattura da parte del fornitore, entro il secondo mese successivo all’effettuazione dell’operazione, sarà tenuto ad emettere autofattura entro il giorno 15 del terzo mese successivo all’effettuazione dell’operazione.

Al contrario, l’emissione dell’autofattura per le operazioni poste in essere da soggetto extracomunitario è strettamente ricollegata con l’effettuazione dell’operazione stessa.

Trattasi, in questo caso di un adempimento più stringente che non dipende dal comportamento del fornitore (emissione di un documento di addebito del corrispettivo), ma che impone al cliente di emettere autofattura al momento della effettuazione della operazione stessa.

Servizio di consulenza

Se vuoi ricevere una consulenza sulla corretta applicazione o registrazione contabile di operazioni in reverse charge, contattaci pure, oppure lasciaci un commento. Ti saremo di aiuto nell’applicare correttamente il termine di registrazione delle fatture emesse e ricevute nelle operazioni con l’estero.

Riceverai sicuramente la nostra assistenza.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *