Elenchi Intrastat 2018: guida ad utilizzo e invio

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Dal 1° gennaio 2018 sono in vigore le misure di semplificazione relative alla compilazione degli elenchi intrastat, introdotte dal Provvedimento n. 194409/2017, che ha dato attuazione alle disposizioni introdotte dal D.L. n. 244/2016. Da tale data non è più richiesta la presentazione, ai fini fiscali, degli elenchi riepilogativi riguardanti gli acquisti intracomunitari di beni e le prestazioni di servizi ricevute. Mentre per la presentazione ai fini statistici sono state previste alcune semplificazioni. Con l’obiettivo di ridurre la platea degli operatori soggetti all’obbligo comunicativo. 

Gli elenchi Intrastat, sono stati introdotti dall’articolo 50 del D.L. 331/1993 a seguito dell’abolizione delle barriere doganali all’interno della Comunità Europea.

Gli elenchi Intrastat rappresentano un insieme di procedure atte a consentire il monitoraggio da parte dell’Agenzia delle Dogane di tutte le operazioni commerciali di scambio intrattenute tra i soggetti  intracomunitari.

E’ obbligatorio presentare gli elenchi riepilogativi Intrastat con riferimento a cessioni e acquisti intracomunitari di beni. Nonché prestazioni di servizi per le quali l’assolvimento dell’Iva spetta al committente in applicazione della regola generale sulla territorialità (articolo 50, D.L. n. 331/93).

Tali elenchi sono l’INTRA 1 e l’INTRA 2, ciascuno dei quali contiene due distinte categorie di operazioni:

  • Le cessioni intracomunitarie di beni e i servizi resi (INTRA1);
  • Gli acquisti intracomunitari di beni e i servizi ricevuti (INTRA 2).

Vediamo, quindi, tutte le informazioni utili per la presentazione degli elenchi intrastat.

Elenchi Intrastat

Soggetti obbligati agli elenchi intrastat

Sono tenuti a presentare gli elenchi Intrastat riepilogativi i soggetti passivi Iva che effettuano le seguenti operazioni:

  1. Cessioni e acquisti intracomunitari;
  2. Prestazioni di servizi generiche (articolo 7-ter DPR n. 633/72):
    1. rese da parte di soggetti passivi Iva stabiliti in Italia a soggetti passivi stabiliti in altri Stati UE;
    2. ricevute da soggetti passivi Iva in Italia da parte di soggetti passivi stabiliti in altri Stati UE.

L’obbligo di presentazione degli elenchi Intrastat va adempiuto anche dagli enti non commerciali, ma soltanto ove si siano identificati ai fini Iva. Poiché hanno effettuato acquisti intracomunitari di beni per un limite eccedente di €. 10.000 o hanno optato per l’applicazione dell’Iva nel territorio dello Stato.

L’obbligo di presentazione riguarda anche i contribuenti aderenti al “regime di vantaggio per l’imprenditoria giovanile e i lavoratori in mobilità” e ai soggetti che operano nel Regime Forfettario. Tuttavia, soltanto con riferimento agli acquisti intracomunitari e alle prestazioni ricevute da un soggetto passivo di un altro Stato UE.

Operazioni da inserire negli elenchi Intrastat

Negli elenchi Intrastat devono essere incluse le seguenti operazioni:

  1. Cessioni e gli acquisti intracomunitari;
  2. Le prestazioni rese da soggetti passivi Iva italiani a soggetti passivi comunitari, che in virtù del principio di territorialità (articolo 7-ter DPR n. 633/72) risultano tassabili nel paese del committente;
  3. Le prestazioni ricevute da soggetti passivi Iva stabiliti in Italia e tassabili in Italia in virtù del principio generale di territorialità.

Per quanto riguarda i servizi restano escluse le operazioni oggetto di specifiche deroghe come ad esempio le operazioni relative ad immobili, trasporti di persone, noleggi a breve termine di mezzi di trasporto, ristorazione e catering, servizi per l’accesso a manifestazioni culturali ecc.

Se un soggetto passivo Iva riceve una fattura contenente sia cessione di beni che prestazioni di servizi, tali operazioni effettuate vanno distintamente indicate e riportate separatamente, secondo la loro natura, negli elenchi Intrastat.

Modello per cessioni intracomunitarie di beni (Mod. INTRA 1-bis)

I dati da indicare in corrispondenza di ciascuna riga di dettaglio sono suddivisi su 13 distinte colonne, nelle quali occorre specificare:

  1. Colonna 1, il numero progressivo della riga;
  2. Colonna 2, il codice ISO dello Stato membro ove è localizzato l’acquirente;
  3. In colonna 3, il codice di identificazione IVA dell’acquirente;
  4. Colonna 4, il valore in euro delle cessioni effettuate, quale rilevante ai fini IVA;
  5. Colonna 5, il codice corrispondente alla natura della transazione;
  6. In colonna 6, il codice (di 8 cifre) delle merci secondo la “nomenclatura combinata” della tariffa doganale in vigore nel periodo cui si riferisce l’elenco;
  7. Colonna 7, il peso in chilogrammi delle merci, al netto degli imballaggi;
  8. Colonna 8, la quantità della merce espressa nell’unità di misura supplementare (rispetto al peso in kg. di cui alla colonna 7) eventualmente prevista dalla nomenclatura combinata della tariffa doganale;
  9. In colonna 9, il valore in euro delle cessioni effettuate, quale rilevante ai fini statistici;
  10. Colonna 10, il codice che individua le condizioni alle quali sono stati consegnati i beni;
  11. Colonna 11, il codice che individua le modalità di trasporto utilizzate per l’uscita delle merci dall’Italia;
  12. In colonna 12, il codice ISO del Paese comunitario di destinazione delle merci;
  13. Colonna 13, la sigla automobilistica della Provincia italiana di origine/produzione delle merci (o della Provincia di spedizione, se quella di origine/produzione non è nota).

Per i soggetti passivi che presentano i modelli con periodicità trimestrale, le righe relative alle operazioni riepilogate solo ai fini fiscali devono essere compilate dalla colonna 1 alla colonna 4, salvo che si tratti di operazioni triangolari, nel qual caso le righe vanno compilate dalla colonna 1 alla colonna 5.

Modello per prestazioni di servizi rese (Mod. INTRA 1-quater)

I dati da indicare in corrispondenza di ciascuna riga di dettaglio sono suddivisi su 10 distinte colonne, nelle quali occorre specificare:

  • In colonna 1, il numero progressivo della riga;
  • Nelle colonne 2 e 3, il codice ISO dello Stato membro dell’acquirente e il codice di identificazione IVA dell’acquirente;
  • In colonna 4, il valore in euro delle prestazioni effettuate;
  • Nelle colonne 5 e 6, i riferimenti della fattura (numero e data);
  • In colonna 7, il codice del servizio reso;
  • In colonna 8, le modalità di erogazione del servizio;
  • Colonna 9, le modalità di incasso;
  • In colonna 10, il Paese di pagamento.

L’art. 23 del D.Lgs. n. 175/2014 ha ridotto il contenuto informativo degli elenchi riepilogativi relativi ai servizi “generici” in modo da allinearlo all’art. 264 della Direttiva 2006/112/CE. Ne discende l’obbligo di comunicare i soli dati riguardanti:

  • Il numero di identificazione IVA della controparte (colonna 3);
  • L’ammontare delle operazioni in euro (colonna 4);
  • Il codice identificativo del tipo di prestazione resa (colonna 7);
  • Il Paese di pagamento (colonna 10).

Dato che il Mod. INTRA 1-quater non è stato sostituito, i dati eliminati dal Decreto sulle semplificazioni fiscali assumono carattere facoltativo per gli elenchi riepilogativi con periodo di riferimento decorrenti dal 2015. Per questi ultimi, in ciascuna riga di dettaglio, sono riepilogati, sommando i relativi importi, tutti i servizi resi che presentano le stesse caratteristiche, cioè codice di identificazione IVA del committente, codice identificativo del servizio reso e Paese di pagamento.

Modello peracquisti intracomunitari di beni (Mod. INTRA 2-bis)

I dati da indicare in corrispondenza di ciascuna riga di dettaglio sono suddivisi su 15 distinte colonne, nelle quali occorre specificare:

  • In colonna 1, numero progressivo della riga;
  • In colonna 2, codice ISO dello Stato membro ove è localizzato il fornitore;
  • Colonna 3, codice di identificazione IVA del fornitore;
  • In colonna 4, valore in euro degli acquisti effettuati, quale rilevante ai fini IVA;
  • In colonna 5, valore nella valuta originaria degli acquisti effettuati, quale rilevante ai fini IVA (se il Paese del fornitore è uno di quelli che utilizzano l’euro, tale colonna non va compilata);
  • Colonna 6, codice corrispondente alla natura della transazione;
  • In colonna 7, codice (di 8 cifre) delle merci secondo la nomenclatura combinata della tariffa doganale in vigore nel periodo cui si riferisce l’elenco;
  • Colonna 8, peso in chilogrammi delle merci, al netto degli imballaggi;
  • Colonna 9, quantità della merce espressa nell’unità di misura supplementare (rispetto al peso in Kg. di cui alla colonna 8) eventualmente prevista dalla nomenclatura combinata della tariffa doganale;
  • In colonna 10, valore in euro degli acquisti effettuati, quale rilevante ai fini statistici;
  • In colonna 11, codice che individua le condizioni alle quali sono stati consegnati i beni;
  • Colonna 12, codice che individua le modalità di trasporto utilizzate per l’introduzione delle merci in Italia;
  • In colonna 13, codice ISO del Paese comunitario di origine delle merci;
  • In colonna 14, codice ISO del Paese di origine delle merci;
  • Colonna 15, sigla automobilistica della Provincia italiana di destinazione delle merci.

Per i soggetti passivi che presentano i modelli con periodicità trimestrale, le righe relative ad operazioni riepilogate solo ai fini fiscali devono essere compilate dalla colonna 1 alla colonna 5, salvo che si tratti di operazioni triangolari, nel qual caso le righe vanno compilate dalla colonna 1 alla colonna 6.

Modello per prestazioni di servizi ricevute (Mod. INTRA 2-quater)

I dati da indicare in corrispondenza di ciascuna riga di dettaglio sono suddivisi su 11 distinte colonne, nelle quali occorre specificare:

  • In colonna 1, il numero progressivo della riga;
  • Nelle colonne 2 e 3, il codice dello Stato membro del fornitore del servizio e il codice di identificazione IVA del medesimo;
  • In colonna 4, il valore in euro delle prestazioni ricevute;
  • In colonna 5, l’importo in valuta delle prestazioni ricevute;
  • Nelle colonne 6 e 7, i riferimenti della fattura (numero e data);
  • In colonna 8, il codice del servizio ricevuto;
  • In colonna 9, le modalità di erogazione del servizio;
  • Colonna 10, le modalità di incasso;
  • In colonna 11, il Paese di pagamento.

L’art. 23 del D.Lgs. n. 175/2014 (c.d. Decreto sulle semplificazioni fiscali) ha ridotto il contenuto informativo degli elenchi riepilogativi relativi ai servizi “generici” in modo da allinearlo all’art. 264 della Direttiva 2006/112/CE. Ne discende l’obbligo di comunicare i soli dati riguardanti:

  • Il numero di identificazione IVA della controparte (colonna 3);
  • L’ammontare delle operazioni in euro (colonna 4);
  • Il codice identificativo del tipo di prestazione ricevuta (colonna 8);
  • Il Paese di pagamento (colonna 11).

Dato che il Mod. INTRA 2-quater non è stato sostituito, i dati eliminati dal Decreto sulle semplificazioni fiscali assumono carattere facoltativo per gli elenchi riepilogativi con periodo di riferimento decorrenti dal 2015. Per questi ultimi, in ciascuna riga di dettaglio, sono riepilogati, sommando i relativi importi, tutti i servizi ricevuti che presentano le stesse caratteristiche, cioè codice di identificazione IVA del prestatore, codice identificativo del servizio ricevuto e Paese di pagamento.

Modalità e termini di presentazione

Gli elenchi Intrastat devono essere presentati in via telematica. La trasmissione deve avvenire in via telematica attraverso i servizi ENTRATEL e FISCONLINE. La trasmissione può essere effettuata sia direttamente sia attraverso intermediari abilitati, o soggetti delegati.

Il termine di presentazione è il 25 del mese successivo al periodo di riferimento

  • La regola generale diviene quella della presentazione degli elenchi con cadenza mensile;
  • I singoli Stati possono prevedere la periodicità trimestrale, a condizione che l’ammontare delle operazioni intracomunitarie (cessioni di beni e prestazioni di servizi), non sia superiore, né per il trimestre di riferimento, né per ciascuno dei quattro trimestri precedenti a €. 50.000,00 .

La Circolare dell’Agenzia delle Entrate n. 14/E del 2010 (§ 2) ha chiarito che:

  • Il superamento della soglia di €. 50.000,00 deve essere accertato, distintamente, per l’elenco delle cessioni di beni e delle prestazioni di servizi rese (modello INTRA-1) e per quello degli acquisti di beni e delle prestazioni di servizi ricevute (modello INTRA-2). È, quindi, possibile che la periodicità sia trimestrale per un elenco e mensile per l’altro;
  • All’interno di ciascun elenco, l’ammontare delle singole categorie di operazioni resta distinto ai fini della verifica del superamento della soglia. La periodicità resta, pertanto, trimestrale se, per esempio, le cessioni di beni sono pari a €. 30.000,00, mentre le prestazioni di servizi rese sono pari a €. 40.000,00;
  • Gli elenchi devono essere presentati mensilmente se, per una singola categoria di operazioni, è stata superata la soglia di €. 50.000,00.

Esempio sforamento soglia periodicità

Se, per esempio, nel trimestre gennaio-marzo 2010 è stata superata la soglia di €. 50.000,00 solo rispetto alle cessioni di beni, i modelli INTRA-1 devono essere presentati con periodicità mensile, mentre i modelli INTRA-2 mantengono la periodicità trimestrale.

La Circolare dell’Agenzia delle Entrate n. 36/E del 2010 (Parte II, § 5 e 6) ha, inoltre, chiarito che:

  • In base all’articolo 2, comma 1, lettera a) del D.M. 22.2.2010, se la soglia di €. 50.000,00 è stata superata anche in uno solo dei quattro trimestri dell’anno precedente, la periodicità mensile deve essere osservata per almeno quattro trimestri consecutivi. Di conseguenza, per ritornare a presentare trimestralmente gli elenchi, è necessario che la soglia di €. 50.000,00 non sia stata superata per almeno quattro trimestri consecutivi;
  • I modelli non devono essere presentati in assenza di operazioni attive e passive nel mese o trimestre di riferimento.

Cambio di periodicità

In caso di presentazione con periodicità trimestrale, se il soggetto passivo supera, nel corso di un trimestre, la soglia di €. 50.000,00, è obbligato a presentare gli elenchi con periodicità mensile dal mese successivo. In tal caso, per i mesi già trascorsi, è prevista la presentazione degli elenchi appositamente “contrassegnati”. Sul punto, la Circolare n. 14/E/2010 (§ 2) ha chiarito che:

  • L’obbligo di presentazione mensile decorre in relazione mese successivo a quello in cui la soglia viene superata;
  • Gli elenchi relativi ai mesi del trimestre già trascorsi devono essere presentati contestualmente alla presentazione del primo elenco mensile.

 In caso, quindi, di superamento della soglia di €. 50.000,00 (Circolare 36/E/2010, Parte II, § 1):

  • Nel primo mese del trimestre, occorre presentare il modello trimestrale entro il giorno 25 del mese successivo, contrassegnando nel frontespizio la casella “primo mese del trimestre“;
  • Nel secondo mese del trimestre, occorre presentare il modello trimestrale entro il giorno 25 del mese successivo, contrassegnando nel frontespizio la casella “primo e secondo mese del trimestre“;
  • Infine, nel terzo mese del trimestre, occorre presentare il modello trimestrale entro il giorno 25 del mese successivo, contrassegnando nel frontespizio la casella “trimestre completo“.

Esempio di cambio periodicità

Per esemplificare, il soggetto passivo con periodicità trimestrale che, nel primo trimestre 2018, ha superato nel mese di febbraio la soglia di €. 50.000,00 rispetto alle cessioni di beni, doveva presentare il modello INTRA-1 relativo ai mesi di gennaio e febbraio entro il 25.3.2018. Mentre entro il 26.4.2010 (in quanto il 25 aprile era festivo) doveva presentare il modello INTRA-1 per il mese di marzo.

Se, invece, la soglia fosse stata superata, per esempio, il 29.3.2018, entro il 26.4.2018 avrebbe dovuto essere presentato il modello INTRA-1 relativo ai mesi di gennaio, febbraio e marzo (Circolare dell’Agenzia delle Entrate n. 14/E del 2010, § 2).

ELENCHI DEGLI ACQUISTI E DELLE CESSIONI 
AmmontarePeriodicità di presentazione
Fino a 50.000,00 euro (ovvero, un importo superiore, che non può comunque eccedere 100.000,00 euro, se l’Italia si avvarrà della facoltà concessa in sede comunitaria)Trimestrale
Oltre 50.000,00 euro (ovvero, il maggior importo, non comunque superiore a 100.000,00 euro, se l’Italia si avvarrà della facoltà concessa in sede comunitaria)Mensile

Modifiche in vigore dal 2018

Con Provvedimento n. 194409 del 25 settembre 2017, l’Agenzia delle entrate, di concerto con l’Agenzia delle dogane e dei monopoli e d’intesa con l’ISTAT, ha adottato alcune misure di semplificazione in materia di INTRASTAT, in attuazione delle modifiche operate dall’art. 13, comma 4-quater, del D.L. n. 244/2016, convertito con modificazioni dalla Legge n. 19/2017.

Come specificato dall’Agenzia delle dogane e dei monopoli nella nota n. 110586 del 9 ottobre 2017, detto provvedimento si colloca in un più ampio processo di semplificazioni finalizzate alla razionalizzazione dei flussi informativi relativi alle operazioni intracomunitarie. Con l’obiettivo di evitare duplicazioni di adempimenti comunicativi a carico dei contribuenti IVA ma nel mantenimento della qualità e della completezza dei dati – di interesse sia fiscale che statistico – dagli stessi forniti. Così da garantire il rispetto degli obblighi previsti dalle disposizioni “euro-unionali” in materia di raccolta delle informazioni relative agli scambi intracomunitari di beni e servizi.

In tale ottica, l’art. 4, comma 1, lett. b), del D.L. n. 193/2016, convertito con modificazioni dalla Legge n. 225/2016 aveva già abrogato, a decorrere dal 1° gennaio 2017, l’obbligo di presentazione degli elenchi riepilogativi relativi agli acquisti intracomunitari di beni e alle prestazioni di servizi ricevute da soggetti stabiliti in altri Stati membri. Tuttavia, il predetto adempimento comunicativo è stato successivamente mantenuto in vigore sino al 31 dicembre 2017. In base all’art. 13, comma 4-ter, del citato D.L. n. 244/2016.

Esonero fiscale intrastat acquisti

Conseguentemente, solo a decorrere dal 1° gennaio 2018, non sarà più richiesta la presentazione degli elenchi riepilogativi – aventi periodi di riferimento a partire da tale data – riguardanti gli acquisti intracomunitari di beni e le prestazioni di servizi ricevute.

Resta, invece, inalterato l’obbligo di presentazione, alla scadenza di rito, degli elenchi INTRASTAT relativi all’ultimo trimestre 2017 ed al mese di dicembre 2017. Così come l’obbligo di comunicare eventuali rettifiche agli elenchi INTRASTAT aventi periodi di riferimento antecedenti.

Pertanto, a partire dal 1° gennaio 2018, ai fini fiscali, permarrà soltanto l’obbligo di trasmissione degli elenchi riepilogativi concernenti le cessioni di beni e le prestazioni di servizi rese nei confronti di soggetti UE. Secondo la periodicità mensile o trimestrale.

Di seguito, si riepilogano le ulteriori novità e semplificazioni di natura statistica, previste dal Provvedimento n. 194409/2017, applicabili agli elenchi riepilogativi aventi periodi di riferimento decorrenti dal mese di gennaio 2018.

Elenchi riepilogativi relativi all’acquisto di beni (Mod. INTRA 2-bis)

Ai soli fini statistici, la presentazione degli elenchi riepilogativi relativi all’acquisto intracomunitario di beni resta obbligatoria, con riferimento a periodi mensili, per i soggetti IVA per i quali l’ammontare totale trimestrale di detti acquisti sia uguale o superiore a 200.000 euro, per almeno uno dei quattro trimestri precedenti.

Gli altri contribuenti assolvono l’obbligo mediante gli adempimenti comunicativi all’Agenzia delle entrate di cui all’art 21 del D.L. n. 78/2010, ovvero di cui all’art. 1 del D.Lgs. n. 127/2015, cioè con la comunicazione dei dati delle fatture obbligatoria o facoltativa.

Elenchi riepilogativi relativi all’acquisto di servizi (Mod. INTRA 2-quater)

Ai soli fini statistici, la trasmissione degli elenchi riepilogativi dei servizi intracomunitari ricevuti resta obbligatoria, con riferimento a periodi mensili, qualora l’ammontare totale trimestrale delle prestazioni di servizi ricevute dal soggetto IVA sia uguale o superiore a 100.000 euro, per almeno uno dei quattro trimestri precedenti.

Nell’ipotesi in cui tale soglia non venga raggiunta, l’obbligo viene assolto con gli adempimenti comunicativi all’Agenzia delle entrate previsti dal citato art. 21 del D.L. n. 78/2010, ovvero di cui all’art 1 del D.Lgs. n. 127/2015.

Relativamente alla compilazione del campo “Codice Servizio”, è inoltre prevista la semplificazione del ridimensionamento del livello di dettaglio richiesto (passaggio dal CPA a 6 cifre al CPA a 5 cifre).

Elenchi riepilogativi relativi alle cessioni di beni (Mod. INTRA 1-bis)

L’indicazione dei dati statistici nel Mod. INTRA è facoltativa per i soggetti IVA che presentano detti elenchi con periodicità mensile, che non hanno realizzato in alcuno dei quattro trimestri precedenti cessioni intracomunitarie di beni per un ammontare totale trimestrale uguale o superiore a 100.000 euro.

Elenchi riepilogativi relativi alle prestazioni di servizi resi (Mod. INTRA 1-quater)

Ai fini della compilazione del campo “Codice Servizio”, è prevista la semplificazione del ridimensionamento del livello di dettaglio richiesto (passaggio dal CPA a 6 cifre al CPA a 5 cifre).

Operatività delle soglie in modo indipendente

Infine, come indicato nel Provvedimento n. 194409/2017, il nuovo sistema richiede che la verifica in ordine al superamento della soglia sia effettuata distintamente per ogni categoria di operazioni. Fermo restando che le soglie operano in ogni caso in maniera indipendente.

In pratica, a differenza della disciplina in vigore fino al 2017, il superamento della soglia per una singola categoria non incide sulla periodicità relativa alle altre tre categorie di operazioni. Ad esempio, se nel corso di un trimestre un soggetto passivo ha realizzato acquisti intracomunitari di beni pari a 300.000 euro e, nel medesimo periodo, ha ricevuto servizi intracomunitari per 10.000 euro, sarà tenuto a presentare mensilmente l’elenco riepilogativo dei soli acquisti intracomunitari di beni. E non quello dei servizi intracomunitari ricevuti.

Rettifica di errori o omissioni

Se è necessario rettificare elenchi Intrastat già inviate, occorre distinguere:

  1. In caso di variazioni di cessioni o prestazioni già poste in essere e già indicate negli Intrastat, i documenti relativi (fatture integrative o note di accredito) vanno indicati negli Intrastat relativi al periodo nel corso del quale dette rettifiche sono state registrate;
  2. In caso di omissioni negli Intrastat relative a prestazioni di servizi, rese o ricevute, si deve compilare un’apposita dichiarazione, indicando come periodo di riferimento il mese o il trimestre in cui si è verificata tale omissione. Compilando la sezione 3 del modello;
  3. Infine, in tutti i rimanenti casi di errori relativi a prestazioni, compreso il caso di inclusione negli Intrastat di operazioni che non dovevano essere dichiarate, si deve compilare la sezione 4. Relativa alle rettifiche concernenti i servizi resi o ricevuti.

In caso di omissioni o inesattezze nella presentazione degli elenchi Intrastat da parte di società ed enti è prevista una sanzione che va da €. 516 ai €. 5.164 (articolo 11, D.Lgs. n.  322/89). La sanzione è ridotta alla metà in caso di presentazione nel termine di 30 giorni dalla richiesta inviata dall’ufficio.

Mentre, a seguito dell’omissione della presentazione degli elenchi, la loro regolarizzazione, non va intesa come violazione formale, si può effettuare attraverso il mezzo del ravvedimento operoso, entro il termine fissato per la presentazione della dichiarazione Iva annuale, e con il versamento di una sanzione pari a €. 64 (1/8 di €. 516 applicando il troncamento). In particolare, la sanzione è fatta corrispondere con il modello F24 utilizzando il codice tributo 8911, indicando l’anno in cui la violazione si riferisce.

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