Gestione separata Inps: guida alle aliquote 2018

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Aliquote Inps gestione separata 2018: aliquota 25,72% per i professionisti con partita Iva. Aliquota al 34,23% per i soggetti non titolari di partita Iva. Infine, aliquota al 24% per i soggetti ad altra forma contributiva e pensionati. Calcolo contributi gestione separata e aliquote contributive 2018.

Con l’entrata in vigore della Legge di Stabilità per il 2018 (Legge n. 205/2017), è stata modificata la disciplina relativa alla contribuzione dovuta dagli iscritti alla Gestione separata dell’Inps.

La Gestione separata è un particolre regime contributo che riguarda i professionisti non dotati di cassa previdenziale autonoma e i lavoratori parasubordinati. Questo ai sensi della Legge n. 335/95. Tra le novità si segnalano:

  • Il mantenimento dell’aliquota contributiva previdenziale applicabile agli assicurati  c.d. professionistisenza cassa“, al 25,72%;
  • L’aumento dell’aliquota contributiva previdenziale dovuta da parte dei lavoratori parasubordinati. Aliquita che dal primo gennaio 2018 passa al 34,23%.

In questo contributo andremo ad analizzare le aliquote contributive Inps per la Gestione separata 2018. Prestando poi  particolare attenzione alle metodologie di calcolo del contributo dovuto.

Gestione separata inps

Cos’è la Gestione separata Inps?

La Gestione separata Inps è un particolare regime previdenziale che si caratterizza per il fatto di essere separato, da tutti gli altri regimi previdenziali. Infatti, difficilmente i contributi versati a questa gestione potranno essere comulati con quelli di altre gestioni. Come ad esempio i contributi dei lavoratori dipendenti o quelli degli artigiani o commercianti.

Attualmente, quindi, la Gestione separata è un regime previdenziale che non è ancora pienamente in grado di offrire prestazioni contributive di tipo pensionistico. Versano in questa gestione attualmente tantissimi piccoli professionisti e lavoratori parasubordinati. Tuttavia, gli importi esigui versati, non permettono all’Inps di poter garantire un trattamento pensionistico efficace a chi raggiunge i requisiti pensionistici.

Per questo motivo, è opportuno verificare con attenzione se e quando si è obbligati all’iscrizione a questo particolare regime previenziale.

Gestione separata: soggetti tenuti all’iscrizione

Per quanto riguarda il 2018 i lavoratori tenuti all’iscrizione alla Gestione separata Inps, ai sensi della Legge n. 335/95, possono essere così riassunti:

  • Lavoratori a progetto titolari di contratti in essere al 25 giugno 2015 (e che non presentino gli “indici di non genuinità” di cui al D.Lgs. n. 81/2015. Pena la riconduzione, anche in tal caso, alla disciplina del lavoro subordinato);
  • Collaboratori coordinati e continuativi (anche occasionali), titolari di rapporti di lavoro esclusi dall’applicazione della disciplina del lavoro subordinato (articolo 50, comma 1, lettera c)-bis del DPR n. 917/86);
  • Associati in partecipazione che apportano solo lavoro titolari di contratti in essere al 25 giugno 2015;
  • Esercenti attività di lavoro autonomo occasionale e di vendita a domicilio, al raggiungimento di un reddito annuo, derivante da tali attività, superiore a €. 5.000,00;
  • Spedizionieri doganali non dipendenti;
  • Titolari di borse di studio per dottorato di ricerca;
  • Lavoratori autonomi professionali, titolari di partita Iva, tenuti ad iscriversi alla Gestione separata, invece che ad una Cassa di previdenza, allorquando:
    • Esercitino attività il cui esercizio non sia subordinato all’iscrizione ad appositi Albi o elenchi professionali;
    • Pur svolgendo attività iscrivibili ad appositi Albi, siano esclusi dal versamento contributivo alle Casse di categoria, in base ai rispettivi statuti o regolamenti (si parla, appunto, di professionisti privi di Cassa di previdenza di categoria).

Ai fini della contribuzione dovuta, i suddetti soggetti vengono distinti in:

  • Soggetti iscritti anche ad altre forme previdenziali obbligatorie o pensionati;
  • Soggetti iscritti alla Gestione separata che non risultino iscritti ad altre forme previdenziali obbligatorie, né pensionati.

gestione separata

Contribuzione dovuta alla Gestione separata

La contribuzione dovuta alla Gestione separata presenta caratteristiche diverse rispetto alle altre gestioni previdenziali obbligatorie (la gestione dell’assicurazione obbligatoria dei lavoratori dipendenti, e le gestioni dei commercianti, artigiani, e lavoratori agricoli autonomi).

In particolare:

  • L’iscrizione alla Gestione separata non è subordinata al requisito della prevalenza dell’attività svolta. Essendo obbligatoria ogni qualvolta si sia titolari di determinati redditi. Es. redditi assimilati a quelli di lavoro dipendente derivanti da collaborazioni coordinate e continuative o redditi da lavoro autonomo professionale. Indipendentemente dal loro ammontare e dalla contestuale iscrizione in altre gestioni previdenziali;
  • Quanto sopra trova conferma nella previsione di aliquote contributive differenti a seconda che si tratti di:
    • Soggetti iscritti alla Gestione separata che non risultino iscritti ad altre forme previdenziali obbligatorie. Né pensionati;
    • Soggetti iscritti alla Gestione separata iscritti provvisti di altra tutela pensionistica obbligatoria o titolari di pensione;
  • Ai fini del computo della base imponibile contributiva, si applica il principio di cassa e non di competenza.

Ripartizione dell’onere contributivo

L’onere contributivo per gli iscritti alla Gestione separata non è sempre totalmente a carico del lavoratore. Tuttavia, in alcuni casi anche in parte a carico del datore di lavoro. Vediamo quali sono le regole vigenti per la ripartizione dell’onere contributivo per gli iscritti alla Gestione separata.

Co.co.co, lavoro occasionale

Nei confronti dei rapporti di collaborazione coordinata e continuativa, dei lavoratori autonomi occasionali e dei venditori a domicilio, ed assimilati (rapporti di collaborazione con medici specializzandi, titolari di borse di studio/assegni di ricerca, etc), l’obbligo di versamento dei contributi è così ripartito:

  • E’ posto in capo al committente:
    • Sia per la quota a proprio carico di 2/3;
    • Sia per la quota a carico del lavoratore, pari a 1/3;
  • Deve essere assolto, mediante modello F24, entro il giorno del 16 del mese successivo a quello di corresponsione dei compensi.

Ad esempio, i contributi dovuti da lavoratori autonomi occasionali (per le somme annue superiori a €. 5.000), saranno così ripartiti: 1/3 del contributo dovuto a carico del lavoratore, e 2/3 a carico del datore di lavoro. Il datore di lavoro verserà l’intero contributo.

Associati in partecipazione

Nei confronti degli associati in partecipazione che apportano solo lavoro, l’onere contributivo è ripartito:

  • Per il 45%, a carico dell’associato;
  • Per il restante 55%, a carico dell’associante.

Professionisti senza cassa professionale

Per i liberi professionisti “senza cassa“, è confermata la facoltà di rivalsa nei confronti dei propri committenti, nella misura del 4% dei compensi lordi.

L’obbligo di versamento dei contributi è posto direttamente in capo al lavoratore sul quale grava per intero l’obbligo di versamento, fatta salva, come detto, la facoltà di rivalsa, nei confronti dei committenti, del 4% della prestazione effettuata.

L’importo deve essere versato, mediante modello F24, secondo lo stesso meccanismo degli acconti (due acconti, ciascuno del 40% del contributo dovuto in base al reddito di lavoro autonomo professionale dell’anno precedente), e del saldo (una volta noto il reddito da lavoro autonomo professionale dichiarato per l’anno precedente), negli stessi termini di pagamento dell’Irpef.

Per approfondire: “Rivalsa del 4% in fattura: guida

Base imponibile

Il contributo dovuto alla Gestione separata Inps è applicato sul reddito determinato con i criteri Irpef. La determinazione della base imponibile contributiva, segue, quindi le regole di determinazione dell’imponibile fiscale.

Per i professionisti iscritti alla Gestione separata, titolari di redditi di lavoro autonomo, di cui all’articolo 53 del DPR n. 917/86, la contribuzione dovuta deve essere calcolata sul reddito netto professionale.

Ovvero, il risultante dalla differenza tra compensi percepiti e costi sostenuti, determinato sulla base delle disposizioni di cui all’articolo 54 del DPR n. 917/86.

Aliquote Gestione separata

L’individuazione delle aliquote contributive e previdenziali applicabili ai soggetti tenuti all’iscrizione, dipende dalla tipologia di soggetto iscritto, con le seguenti differenziazioni.

Soggetti iscritti anche ad altra gestione o pensionati

A partire dal primo gennaio 2018, per i soggetti iscritti anche ad altre Gestioni previdenziali obbligatoriepensionati, siano essi titolari, o meno, di partita Iva, l’aliquota contributiva previdenziale (di finanziamento e di computo) è rimasta invariata al 24%. Raggiungendo così la misura prevista a regime dall’articolo 1, comma 79, della Legge n. 247/2007 (e successive modificazioni).

Per i soggetti iscritti anche ad un’altra Gestione previdenziale obbligatoria o titolari di pensione, non è dovuto alcun contributo aggiuntivo a titolo assistenziale dello 0,72%.

Soggetti iscritti solo alla Gestione separata

All’interno della categoria dei soggetti iscritti esclusivamente alla Gestione separata Inps e non titolari di pensione, la Legge n. 208/2015 determina una distinzione tra:

  • lavoratori autonomi titolari di posizione fiscale ai fini Iva, per i quali il previsto aumento contributivo continua ad essere soppresso;
  • Gli altri soggetti (collaboratori coordinati e continuativi, associati in partecipazione, lavoratori autonomi occasionali, venditori a domicilio), ai quali si applica quanto stabilito dal suddetto della Legge n. 232/2016. Pertanto, l’aliquota contributiva previdenziale (di finanziamento e di computo) applicabile, per il 2018:
    • Ai soggetti con partita Iva, resta fissata al 25,72%;
    • Ai soggetti non titolari di partita Iva, aumenta dal 30% al 34,23%.

Con riferimento alla categoria dei soggetti iscritti solo alla Gestione separata e non pensionati, resta, invece, fermo l’obbligo di versare un contributo aggiuntivo a titolo assistenziale:

  • Finalizzato al finanziamento delle prestazioni economiche temporanee erogate dall’Inps, ove ne ricorrano i presupposti (indennità di maternità/paternità, trattamento economico per congedo parentale, indennità giornaliera di malattia, indennità di malattia per degenza ospedaliera, assegno per il nucleo familiare);
  • Pari, a decorrere dal 7 novembre 2007, allo 0,72%.
Aliquote per categoriaIscritti ad altra gestione previdenziale o pensionatiIscritti alla Gestione Separata titolari di partita IvaIscritti alla Gestione Separata non titolari di partita Iva
Aliquota previdenziale24%, fino al previsto massimale
della base imponibile
25%, fino al previsto massimale
della base imponibile
33,51%, fino al previsto massimale
della base imponibile
Aliquota contributivaNO0,72%, fino al previsto
massimale della base imponibile
0,72%, fino al previsto
massimale della base imponibile
Contribuzione totale24%, fino al previsto massimale
della base imponibile
25,72%, fino al previsto
massimale della base imponibile
34,23%, fino al previsto
massimale della base imponibile

Lavoro a progetto

Il D.Lgs. n. 81/2015, con l’obiettivo di promuovere il lavoro subordinato e contrastare il ricorso fraudolento alle tipologie contrattuali non subordinate più spesso utilizzate, in funzione elusiva della normativa di tutela dei lavoratori dipendenti, ha disposto l’abrogazione dal 25 giugno 2015, della disciplina in materia di collaborazione coordinata e continuativa facendo salvi, fino alla scadenza, i contratti di lavoro a progetto in corso a tale data e l’applicazione, dal primo gennaio 2016, della disciplina del lavoro subordinato anche alle collaborazioni che si concretino in prestazioni di lavoro:

  • esclusivamente personali;
  • continuative;
  • le cui modalità di esecuzione siano organizzate dal committente anche con riferimento ai tempi e al luogo di lavoro. Si parla di “indici di subordinazione” o “indici di non genuinità” delle collaborazioni.

Peraltro, sono fatte salve dalla suddetta estensione della disciplina del lavoro subordinato:

  • sia le collaborazioni escluse, per espressa disposizione di legge, dalla stessa, vale a dire le collaborazioni:
    • regolamentate da contratti collettivi nazionali stipulati da associazioni sindacali comparativamente più rappresentative sul piano nazionale;
    • rese da professionisti iscritti in Albi professionali, da amministratori o sindaci di società, da partecipanti a collegi o commissioni ovvero a favore delle società e associazioni sportive dilettantistiche affiliate alle federazioni sportive nazionali, alle discipline sportive associate e agli enti di promozione sportiva riconosciuti dal CONI;
    • stipulate, entro il 31 dicembre 2016, nell’ambito della Pubblica Amministrazione;
  • sia le collaborazioni coordinate e continuative prevalentemente personali di cui all’articolo 409 c.p.c., le quali possono nuovamente essere instaurate senza necessità di uno specifico progetto, né del rispetto dei limiti temporali, purché risultino prive dei nuovi indici sopra individuati, incentrati sul carattere della “etero-organizzazione“.

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22 comments

  1. Salve,
    Grazie per le preziose informazioni contenute in queste pagine.
    Io avrei una domanda da porre: il reddito generato da un lavoratore autonomo iscritto alla gestione separata con partita IVA in regime forfettario, può essere considerato un reddito assimilabile a quello di lavoratore dipendente? Per esempio nel calcolo degli assegni per il nucleo famigliare.
    Ringrazio anticipatamente.
    Buona serata

  2. Per gli assegni familiari il reddito da lavoro autonomo deve essere preso in considerazione. La lascio a questo articolo sul tema: “Assegni familiari: guida a importi tabelle e richiesta“, dove può trovare maggiori info.

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