Paesi Black List e Paradisi fiscali: aggiornamento Paesi 2018

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Ecco l’elenco aggiornato al 2018 dei Paesi Black List e dei Paradisi Fiscali per l’Italia. Esistono due categorie di Paesi Black Listi: Black List presunzione di residenza fiscale per le persone fisiche e Black List per la disciplina sulle Controlled Foreign Companies. Elenco completo dei Paesi Black List.

La disciplina riguardante i Paesi Black List è stata oggetto di numerosi interventi nell’arco degli ultimi mesi. Il legislatore italiano, di concerto con le normative UE ha effettuato una profonda rivisitazione dell’elenco dei Paesi che adottano un regime fiscale privilegiato.

Lo scambio automatico di informazioni tra i vari Paesi e la firma di trattati bilateriali contro le doppie imposizioni ha portato alla fuoriuscita dall’elenco Black List di numerosi Paesi. Si tratta del risultato portato avanti negli ultimi anni dall’OCSE per la lotta all’evasione e all’elusione fiscale internazionale.

Molto probabilmente, nei prossimi anni l’elenco dei Paesi con un regime fiscale privilegiato diventerà soltanto un ricordo. Tuttavia, di seguito vi riepiloghiamo gli elenchi Black List in vigore nel 2018 per ciascuna disciplina fiscale ancora in vigore.

Per ogni categoria troverete l’elenco dei Paesi aggiornato.

Paesi Black List

Cosa sono i Paesi Black List?

La lista dei Paesi Black List, rappresenta un elenco di nazioni in cui è in vigore un regime fiscale privilegiato. Ovvero, un regime fiscale la cui caratteristica principale sta nell’avere un livello di tassazione molto basso oppure nullo. Accanto al regime fiscale questi Paesi solitamente si caratterizzano anche per il fatto di non aver previsto alcun meccanismo di scambio di informazioni fiscali con altri Paesi.

Comunemente questi Paesi sono definiti come Paradisi Fiscali.

Per il 2018 sono esistenti due differenti tipologie di Paesi Black Listi. Ovvero:

Le black list esistenti a tutt’oggi sono tre, e si distinguono le seguenti tipologie:

  • Paesi Black in relazione ai quali è in vigore la presunzione di residenza fiscale delle persone fisiche. Articolo 2, comma 2-bis del DPR n. 917/86 – D.M. 4 maggio 1999. Acquisire la residenza fiscale in questi Paesi comporta per l’espatriato italiano l’inversione dell’onere della prova. Sarà lui a dover provare di essersi trasferito stabilmente in uno di questi stati;ù
  • Paesi Black List per la disciplina sulle Controlled Foreign Companies. Articolo 167, comma 4, del DPR n. 917/86. – D.M. 23 gennaio 2002. Modificato dal D.M. del 18 novembre 2015. Individuazione di un nuovo criterio per i Paesi BL, per la disciplina CFC. Ovvero, sono considerati BL tutti quei Paesi che hanno un regime di tassazione inferiore al 50% rispetto a quello italiano.

Vediamo in dettaglio queste due categorie di Paesi BL.

Black List presunzione di residenza persone fisiche

La prima lista di Paesi Black List rimasta è quella che riguarda la presunzione di residenza per le persone fisiche. Si tratta dell’elenco di Paesi contenuto del D.M. 4 maggio 1999. Decreto emanato in attuazione dell’articolo 2, comma 2 del DPR n. 917/86, che disciplina la residenza fiscale delle persone fisiche che emigrano in Paesi Black List.

In particolare, l’articolo 2, comma 2, afferma che nel caso in cui un soggetti si trasferisca stabilmente in uno di questi Stati è a suo carico la prova che contrasti la presunzione relativa di fittizia residenza estera. Infatti, per la nostra normativa tributaria chi emigra in un Paese Black List è chiamato a provare  che il suo trasferimento di residenza è effettivo e non legato a meccanismi di evasione fiscale.

 Per le persone fisiche cancellate dalle anagrafi della popolazione residente, ed iscritte all’AIRE trasferite in Paesi BL opera la presunzione di residenza in Italia. A meno che il contribuente stesso non sia in grado di fornire prova contraria.

Il D.M. 4 maggio 1999 è stato nel corso degli anni ripetutamente modificato. In particolare, il decreto del ministero dell’Economia e delle Finanze del 12 febbraio, pubblicato in Gazzetta Ufficiale n. 45 del 24 febbraio 2014, ha introdotto modifiche al decreto 4 maggio 1999, relativo all’individuazione di Stati e territori aventi un regime fiscale privilegiato.

Gli Stati a fiscalità privilegiata ai fini Irpef, secondo le modifiche apportate dal citato decreto, sono quelli indicati nell’articolo 1 del D.M. che di seguito proponiamo.

Elenco Paesi Black List

Alderney (Aurigny)Andorra (Principat d'Andorra)AnguillaAntigua e Barbuda (Antigua and Barbuda) Antille Olandesi (Nederlandse Antillen)ArubaBahama (Bahamas)
Bahrein (Dawlat al-Bahrain)BarbadosBelizeBermudaBrunei (Negara Brunei Darussalam)Costa Rica (Republica de Costa Rica)Dominica
Emirati Arabi Uniti (Al-Imarat al-'Arabiya al Muttahida)Ecuador (Repuplica del Ecuador)Filippine (Pilipinas)Gibilterra (Dominion of Gibraltar)Gibuti (Djibouti)GrenadaGuernsey (Bailiwick of Guernsey)
Hong Kong (Xianggang)Isola di Man (Isle of Man)Isole Cayman (The Cayman Islands)Isole CookIsole Marshall (Republic of the Marshall Islands)Isole Vergini Britanniche (British Virgin Islands)Jersey
Libano (Al-Jumhuriya al Lubnaniya)Liberia (Republic of Liberia)Liechtenstein (Furstentum Liechtenstein)Macao (Macau)Malaysia (Persekutuan Tanah Malaysia)Maldive (Divehi)Maurizio (Republic of Mauritius)
MonserratNauru (Republic of Nauru)NiueOman (Saltanat 'Oman)Panama (Republica de Panama')Polinesia Francese (Polynesie Francaise)Monaco (Principaute' de Monaco)
Sark (Sercq)Seicelle (Republic of Seychelles)Singapore (Republic of Singapore)Saint Kitts e Nevis (Federation of Saint Kitts and Nevis)Saint LuciaSaint Vincent e Grenadine (Saint Vincent and the Grenadines)Svizzera (Confederazione Svizzera)
Taiwan (Chunghua MinKuo)Tonga (Pule'anga Tonga)Turks e Caicos (The Turks and Caicos Islands)Tuvalu (The Tuvalu Islands)Uruguay (Republica Oriental del Uruguay)Vanuatu (Republic of Vanuatu)Samoa (Indipendent State of Samoa)

Black List Cfc – Controlled Foreign Companies

L’articolo 1, comma 142 della Legge n. 208/2015 ha modificato l’articolo 167, comma 4, del DPR n. 917/86. Introducendo un nuovo criterio di individuazione degli Stati o territori a regime fiscale privilegiato. Contestualmente è abrogato il sistema delle Black List ai fini della disciplina sulle CFC. Allo stesso modo anche i regimi che fanno riferimento ai Paesi Black List per dividendi esteri e plusvalenze derivanti da partecipazioni estere.

E’ stato, quindi, abbandonato il sistema di elencazione tassativa degli Stati o territori a fiscalità privilegiata. Questo per approdare ad un criterio di individuazione dei medesimi univoco e stabilito ex lege. Criterio che consiste nella presenza nello Stato di residenza o di localizzazione della società controllata o partecipata di un livello nominale di tassazione inferiore al 50% di quello applicabile in Italia.

L’introduzione di questo criterio discende dal recepimento delle indicazioni provenienti dall’OCSE e contenute nell’Action 3 del progetto BEPS. Entrando in dettaglio è bene porre attenzione sul fatto che il livello nominale di tassazione per quanto riguarda il regime fiscale generale di uno stato debba farsi coincidere con l’aliquota nominale di imposizione societaria. Facendo comunque riferimento alle regole di formazione della base imponibile, in quanto esse potrebbero determinare un livello di tassazione sensibilmente inferiore.

Criterio di determinazione della tassazione

Sul punto la Circolare n. 51/E/10 ha affermato che il livello di tassazione per individuare stati White List (in contrapposizione agli Stati BL) è dato dal confronto tra la tassazione effettiva estera e quella virtuale interna. Considerando esclusivamente le imposte sul reddito, da individuare facendo riferimento, qualora esistente, alla Convenzione per evitare le doppie imposizioni vigente con lo Stato estero, includendo in ogni caso l’Irap.

In mancanza di una Convenzione con lo Stato estero, devono essere considerate, sul fronte interno esclusivamente l’Ires e le sue addizionali, mentre sul fronte esterno, le corrispondenti imposte sul reddito a prescindere dall’ente riscossore.

Lista Paesi Black List per CFC

Alderney (Isole del Canale)AndorraAnguillaAntille OlandesiArubaBahamasBarbados
BarbudaBelizeBermudaBruneiGibilterraGibuti (ex Afar e Issas)Grenada
GuatemalaGuernsey (Isole del Canale)Herm (Isole del Canale)Isola di ManIsole CaymanIsole CookIsole Marshall
Isole Turks e CaicosIsole Vergini britannicheIsole Vergini statunitensiJersey (Isole del Canale)Kiribati (ex Isole Gilbert)LibanoLiberia
LiechtensteinMacaoMaldiveMontserratNauruNiueNuova Caledonia
OmanPolinesia franceseSaint Kitts e NevisSalomoneSamoaSaint LuciaSaint Vincent e Grenadine
Sant'Elena, Sark (Isole del Canale)SeychellesTongaTuvalu (ex Isole Ellice)Vanuatu

Ulteriori Paesi da includere nella CFC

Devono, infine, ritenersi inclusi tra gli Stati e i territori di cui sopra:
  • Il Bahrein. Con esclusione delle società che svolgono attività di esplorazione, estrazione e raffinazione nel settore petrolifero;
  • Gli Emirati Arabi Uniti, con esclusione delle società operanti nei settori petrolifero e petrolchimico assoggettate ad imposta;
  • Monaco, con esclusione delle società che realizzano almeno il 25% del fatturato fuori dal Principato.

Paesi inclusi solo per alcune attività

Inoltre le disposizioni indicate nell’art. 1 del D.M. si applicano ai seguenti Stati e territori limitatamente ai soggetti e alle attività per ciascuno di essi indicate:

  • Angola. Società petrolifere che hanno ottenuto l’esenzione dall’Oil Income Tax. Alle società che godono di esenzioni o riduzioni d’imposta in settori fondamentali dell’economia angolana e per gli investimenti previsti dal Foreign Investment Code;
  • Antigua. Con riferimento alle international business companies, esercenti le loro attività fuori del territorio di Antigua. Quelle di cui all’International Business Corporation Act, n. 28 del 1982 e successive modifiche e integrazioni. Società che producono prodotti autorizzati, quali quelli di cui alla locale legge n. 18/75;
  • Costarica. Società i cui proventi affluiscono da fonti estere, nonché le società esercenti attività ad alta tecnologia;
  • Dominica. Con riferimento alle international companies esercenti l’attività all’estero;
  • Ecuador. Società operanti nelle Free Trade Zones che beneficiano dell’esenzione dalle imposte sui redditi;
  • Giamaica. Società di produzione per l’esportazione che usufruiscono dei benefici fiscali dell’Export Industry Encourage Act. Le società localizzate nei territori individuati dal Jamaica Export Free Zone Act;
  • Kenia. Con riferimento alle società insediate nelle Export Processing Zones;
  • Mauritius. Società “certificate” che si occupano di servizi all’export, espansione industriale, gestione turistica, costruzioni industriali e cliniche e che sono soggette a Corporate Tax in misura ridotta, alle Off-shore Companies e alle International Companies;
  • Portorico. Società esercenti attività bancarie ed alle società previste dal Puerto Rico Tax Incentives Act del 1988 o dal Puerto Rico Tourist Development Act del 1993;
  • Panama. Società i cui proventi affluiscono da fonti estere. Società situate nella Colon Free Zone e alle società operanti nelle Export Processing Zones;
  • Svizzera. Società non soggette alle imposte cantonali e municipali, quali le società holding, ausiliarie e “di domicilio“;
  • Infine, Uruguay. Con riferimento alle società esercenti attività bancarie e alle holding che esercitano esclusivamente attività off-shore.

Lista Paesi White List

Come abbiamo visto utilizzando questo meccanismo per l’individuazione dei Paesi a fiscalità privilegiata è possibile anche costituire all’inverso una lista di Paesi White List.

Si tratta di Paesi che hanno sottoscritto standard di trasparenza globale, i quali sono stati individuati dal D.M. 17 gennaio 2017.

Quindi, possiamo riassumere che i Paesi White List che si sono impegnati a fornire scambio di informazioni rilevanti a partire dall’anno di imposta sono i seguenti:

AlbaniaAndorraAntigua e BarbudaArgentinaArubaAustraliaAustria
BarbadosBelgioBelizeBrasileBulgariaCanadaCile
CiproColombiaCoreaCroaziaCosta RicaCuracaoDanimarca
EstoniaFederazione TussaFinlandiaFranciaGermaniaGiapponeGibilterra
GreciaGrenadaGroenlandiaGuernseyIndiaIndonesiaIrlanda
IslandaIsola di ManIsole CookIsole FaroeIsole MarshallIsraeleKuwait
LatviaLiechtensteinLituaniaLussemburgoMalesiaMaltaMauritius
MessicoMonacoMontserratNiueNorvegiaNuova ZelandaPaesi Bassi
PoloniaPortogalloRegno UnitoRepubblica CecaRepubblica Popolare CineseRepubblica SlovaccaRomania
San MarinoSaint Kitts e NevisSanta LuciaSaint Vincent e GrenadinesSamoaSeychellesSingapore
Sint MaartenSloveniaSpagnaSud AfricaSvizzeraSud AfricaSvezia
UngheriaUruguay

Conclusioni

Nella nuova era di collaborazione e interscambio di informazioni non vi è più spazio per manovre di pianificazione fiscale aggressiva. Con il passare del tempo le relazioni tra stati diventeranno sempre più strette. L’amministrazione finanziaria avrà sempre più informazioni per andare ad individuare le movimentazioni finanziarie dei contribuenti.

Per questo motivo è necessario effettuare operazioni internazioni calcolando adeguatamente costi e benefici di ogni operazione. Andando a valutare le operazioni non singolarmente ma per l’effetto complessivo che queste assumono in relazione ai vari Stati coinvolti.

Tutto questo, tuttavia, non deve spaventare nell’effettuare le normali politiche volte al risparmio fiscale legittimo e alla protezione del proprio patrimonio.

Affidarsi ad esperti diventa sempre più indispensabile se si vuole effettuare una corretta attività di Tax Planning internazionale. Infine, ricorda che se hai bisogno di un consulto in materia di fiscalità internazionale, oppure assistenza in materia di Paesi Black List contattaci al servizio di consulenza fiscale online.