Voluntary Mini 2018 per transfrontalieri ed iscritti AIRE

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Voluntary Mini 2018. Possono essere regolarizzate le somme derivanti da lavoro autonomo o lavoro dipendente prodotto all’estero, nonché le somme e le attività derivanti dalla vendita di beni immobili detenuti nello Stato estero nel quale l’attività lavorativa veniva prestata in via continuativa. L’istanza di regolarizzazione può essere presentata fino al 31 luglio 2018.

Il legislatore fiscale ha previsto anche per il 2018 una possibilità di collaborazione volontaria per far emergere redditi esteri non dichiarati. Si tratta di una Voluntary Disclosure in versione mini. In quanto dedicata non ad un ampia platea di soggetti, ma soltanto ad alcuni. Si tratta degli ex frontalieri e di soggetti rimpatriati ex iscritti AIRE.

Con la nuova Voluntary Mini si apre una nuova possibilità di regolarizzare le violazioni degli obblighi di monitoraggio fiscale e ai fini delle imposte sui redditi pagando un ammontare pari al 3% delle consistenze detenute all’estero al 31 dicembre 2016. Ammontare del 3% che copre le imposte dovute, gli interessi e le sanzioni.

Vediamo, in questo contributo tutte le informazioni utili per decidere se usufruire o meno di questa particolare procedura di collaborazione volontaria.

voluntary Mini

Voluntary Mini: in cosa consiste?

La nuova formula scelta per l’applicazione di questa nuova edizione della Voluntary Disclosure è quella della dello scudo fiscale.

Scudo che non prevede modalità di calcolo (puntuale o forfettario) tipiche delle precedenti edizioni della Voluntary. In questo caso, infatti, vi è soltanto l’applicazione di un ammontare che copre integralmente il versamento di imposta, sanzioni e interessi dovuti.

Voluntary Mini: soggetti interessati

Sono interessati dalla nuova edizione della Voluntary Mini:

  • I soggetti fiscalmente residenti in Italia che erano iscritti all’anagrafe della popolazione non residente (AIRE) e che successivamente sono tornati a risiedere in Italia;
  • I soggetti ex trasnfrontalieri ora residenti in Italia.

Naturalmente deve trattarsi di soggetti che in questo periodo di residenza italiana hanno dimenticato di dichiarare le attività patrimoniali e finanziarie che ancora detenevano all’estero.

Allo stesso modo sono destinatari della nuova regolarizzazione i soggetti “frontalieri“. Ossia i soggetti che pur rimanendo residenti fiscalmente in Italia prestano la propria attività lavorativa in via continuativa in zone di frontiera o in Paesi limitrofi. Soggetti che non hanno dichiarato nella propria dichiarazione dei redditi italiana le somme detenute all’estero. Somme diverse dai conti correnti sui quali venivano corrisposti gli emolumenti esteri. Oppure per dichiarare la presenza dello stesso conto corrente dopo aver perso lo status di frontaliere.

Ricordo, infatti, che dal 2010 i frontalieri sono esonari dagli obblighi di monitoraggio fiscale e compilazione del quadro RW del modello Redditi PF. Qeusto solo per l’indicazione del conto corrente estero. Conto utilizzato ai fini della corresponsione degli emolumenti da lavoro dipendente estero. Tuttavia, questo tipo di esonero viene meno se il lavoratore interrompe il rapporto di lavoro estero senza rimpatriare le somme detenute nel conto estero in Italia.

Infine, è previsto che possano accedere a questa agevolazione anche gli eredi dei soggetti che hanno commesso le violazioni.

Voluntary Mini: soggetti esclusi

Casi di esclusione dalla VD:

  • Non è possibile aderire alla nuova regolarizzazione volontaria se le somme sono state oggetto di regolarizzazione mediante adesione ad una delle due edizioni della voluntary disclosure;
  • Non è previsto il rimborso di somme che siano state pagate in eccesso rispetto al 3% attualmente previsto.

Questi due sono gli unici casi di esonero da questa procedura amichevole di collaborazione  Fisco contribuente.

Voluntary Mini: ambito oggettivo

Possono essere regolarizzate le violazioni degli obblighi di monitoraggio di attività detenute all’estero. Questo per le attività derivanti da redditi di cui all’art. 6, comma 1, lett. c) e d) del DPR n. 917/86, oltre che le violazioni reddituali ad esse connesse.

Si tratta in particolare dei redditi di lavoro autonomo e dipendente prodotto all’estero. Perché corrisposto da datori di lavoro residenti all’estero (per i redditi di lavoro dipendente). Oppure perché derivanti dall’esercizio di arti e professioni svolto all’estero.

La regolarizzazione è estesa anche alle somme derivanti dalla vendita di beni immobili detenutinello Stato estero nel quale l’attività lavorativa (dipendente o autonoma) veniva prestata.

Pertanto, possono essere sanate le violazioni:

  • Per omessa indicazione nel quadro RW delle consistenze al termine dell’anno delle somme detenute all’estero derivanti dall’attività di lavoro autonomo o dipendente prestata all’estero. Oppure dalla vendita di immobili nel Paese estero;
  • Reddituali derivanti dalla omessa tassazione delle somme derivanti da tali redditi esteri. Si potrebbe dunque trattare dell’omessa tassazione di redditi di capitale e diversi derivanti dal reimpiego di tali somme in strumenti finanziari. Oppure si potrebbe trattare di eventuali violazioni nel pagamento di IVIE o IVAFE.

Non si tratta invece delle violazioni derivanti dalla omessa tassazione dei redditi di lavoro autonomo o dipendente percepiti da soggetti iscritti all’AIRE. Redditi che sono soggetti ad imposizione in Italia solo per i redditi ivi prodotti. Allo stesso modo, per i frontalieri i redditi di lavoro dipendenti sono tassati in Italia solo per l’ammontare che eccede la franchigia prevista. Diversa a seconda del periodo di imposta.

Non potranno essere oggetto di regolarizzazione le somme rinvenienti da redditi diversi da quelli espressamente previsti. Ad esempio, non sarà possibile regolarizzare redditi di lavoro
autonomo prodotti all’estero dal soggetto precedentemente iscritto all’AIRE. Dopo che lo stesso si è ritrasferito in Italia.

Voluntary Mini: la procedura

Il contribuente interessato dovrà presentare apposita istanza di adesione al miniscudo entro il 31 luglio 2018. Si segnala che al momento le modalità attuative ed il modello di adesione devono ancora essere emanate. Sarà un apposito provvedimento del Direttore dell’Agenzia delle Entrate ad emanare il tutto.

Si ritiene che chi intenda aderire alla regolarizzazione possa sin d’ora presentare istanza di adesione, anche senza attendere l’eventuale apposito modello. Tale adesione, seppur potrebbe essere considerata successivamente irrituale, dovrebbe mantenere la sua efficacia anche dopo l’emanazione dell’eventuale modello di istanza.

Pur nel silenzio della norma, si può presumere anche che il provvedimento dell’Agenzia delle Entrate prevedrà talune cause ostative.

Come già avveniva per la VD, in presenza delle quali il contribuente non potrà accedere alla regolarizzazione. Pertanto, l’adesione al miniscudo ancora in attesa del provvedimento potrebbe evitare l’insorgere di tali eventuali cause ostative. Per questo motivo il consiglio che posso darvi è quello di consultarti al più presto con un Commercialista esperto in questo ambito.

Base imponibile e calcoli

Il versamento del dovuto è pari al 3% delle somme detenute all’estero al 31 dicembre 2016. Tale somam dovrà essere versata entro il 30 settembre 2018. Le modalità di versamento sono due:

  • In unica soluzione, oppure
  • In 3 rate mensili di uguale importo.

Applicando questo secondo caso entro il 30 settembre dovrà essere versata almeno la prima rata. Il perfezionamento della procedura di collaborazione volontaria si produrrà con il completo pagamento del dovuto.

Per quanto riguarda la base imponibile, il riferimentp è quello che riguarda la determinazione dei valori da inserire nel quadro RW. Su tale valore dovrà essere applicata la percentuale del 3%. In pratica, l’ammontare sul quale applicare la percentuale dovrebbe dovrebbe essere pari all’ammontare delle consistenze estere che avrebbero dovuto essere indicate nel Quadro RW al 31 dicembre 2016 secondo le regole vigenti.

Ad esempio, in caso di attività in valuta, il cambio da utilizzare dovrebbe essere quello previsto dal Provvedimento dell’Agenzia delle Entrate del 18 gennaio 2017.

Termini di accertamento

Infine, la norma prevede che i termini di accertamento scadenti dopo il 1º gennaio 2018 sono prorogati al 30 giugno 2020.

Dovrebbe dunque trattarsi dei termini di accertamento per le violazioni commesse nell’anno 2013 e 2014. Termini che scadono rispettivamente il 31 dicembre 2018 e il 31 dicembre 2019, che sono prorogati al 30 giugno 2020.

L’istanza di regolarizzazione può essere presentata fino al 31 luglio 2018.

Voluntary Mini: consulenza

Se ti trovi o pensi di trovarti in una situazione come quelle descritte dalla norma, non aspettare.

Se sei un soggetto impatriato in Italia o un ex frontaliere e non hai dichiarato tutte le attività detenute all’estero. Puoi regolarizzare con questa procedura tutte il passato sino al 31.12.2016.

Quello che ti consiglio è di rivolgerti subito ad un Commercialista esperto in questo settore.

Noi siamo a tua disposizione per aituarti ad analizzare la tua situazione ed eventualmente proporti la soluzione migliore per il tuo caso specifico.

Non solo la Voluntary, ma anche la possibilità di utilizzare il ravvedimento operoso porta ottimi risultati. Non aspettare che sia l’Agenzia a farti un accertamento!

Contattaci ed insieme troveremo la soluzione migliore per te!

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