Cessione di partecipazioni estere

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Cessione di partecipazioni estere. Tassazione in Italia della plusvalenza/minusvalenza derivante dall’alienazione di azioni o quote detenute in società estere. Tassazione con imposta sostitutiva al 26% per le persone fisiche o deducibilità della minusvalenza nel quadro RT. Imponibilità al 5% della plusvalenza se detenuta da società. Oppure tassazione al 100% in caso di partecipazione in Paese Black List. 

Cosa succede quando un soggetto fiscalmente residente in Italia cede una partecipazione in un impresa estera? 

La tassazione della plusvalenza derivante dall’alienazione di azioni o quote detenute in società estere, rende necessario coordinare norme interne e disposizioni convenzionali.

Tale valutazione passa attraverso due step:

  • Verificare la “tassabilità” in Italia e nel Paese estero dell’eventuale plusvalenza;
  • Verificare le modalità di tassazione.

Per quanto riguarda il primo aspetto, è necessario, far riferimento alle Convenzioni contro le doppie imposizioni stipulate dall’Italia. Convenzioni che, come noto, seguono il Modello OCSE. Modello che costituisce il prototipo Convenzionale di riferimento.

Il Modello OCSE, in merito ai redditi derivanti dalla cessione di azioni o quote in società estere da parte di un soggetto fiscalmente residente in Italia, prevede la potestà impositiva esclusiva dello Stato di residenza del soggetto alienante.

Un caso particolare di cessione di partecipazioni estere, è quello relativo alla cessione di partecipazioni estere il cui valore è costituito, “prevalentemente”, da beni immobili situati nello Stato Estero. Tale caso, trova apposita disciplina nel Modello OCSE. Ed, in particolare, nel paragrafo 4, dell’articolo 13, del Modello.

Le Convenzioni contro le doppie imposizioni stipulate dall’Italia, tuttavia, fanno riferimento alle precedenti versioni del Modello OCSE. Previsioni che nella maggior parte dei casi, non hanno previsto una disciplina ,ad hoc, per le immobiliari estere.

In tal caso, si prevede, generalmente, una potestà impositiva concorrente. Potestà concorrente tra lo Stato di residenza del soggetto alienante e lo Stato di residenza della società partecipata.

Per quanto riguarda il secondo aspetto, le modalità di tassazione sono quelle individuate dall’articolo 67 e 68 del DPR n. 917/86 per le persone fisiche non imprenditori. Ovvero dall’articolo 87 del DPR n. 917/86 per i soggetti IRES.

Cessione di partecipazioni estere

L’esigenza di scrivere questo contributo nasce dal fatto che ormai sono numero i casi di società, imprenditori, e persone fisiche che detengono azioni o quote in società estere. Sia in Paesi UE, che extra UE.

All’atto della loro cessione, qualora si generi una plusvalenza tassabile, generalmente, si verifica una doppia imposizione.

La doppia imposizione si spiega in virtù:

  • Dell’applicazione sui “soggetti” italiani, del principio di tassazione su base mondiale (art. 3 e art. 81, DPR n. 917/1986);
  • Dell’applicazione del criterio di territorialità nel paese estero, in base al quale un “soggetto” italiano è tassato nel paese estero. Esclusivamente, sui redditi ivi prodotti.

Il criterio appena descritto, comune a molti Stati stranieri, determina evidenti fenomeni di doppia imposizione.

Partecipazioni estere

 

Per eliminare le problematiche relative alla doppia imposizione, sono state stipulate numerose Convenzioni internazionali.

Infatti, le Convenzioni, essendo accordi tra più Stati, prevalgono sulla norma interna.

Pertanto, qualora esistenti, saranno le norme convenzionali a stabilire la potestà impositiva dello Stato italiano. Ovvero dello Stato estero, sul reddito estero del soggetto fiscalmente residente in Italia.

Generalmente, le Convenzioni stipulate dall’Italia con i paesi esteri seguono il modello OCSE. Modello che disciplina la cessione dei beni esteri nell’articolo 13, trattando la cessione di partecipazioni come “categoria residuale”.

Cessione di partecipazioni estere

Articolo 13 Modello Ocse

L’articolo 13, paragrafo 5, del modello di Convenzione OCSE dispone
che:

gli utili derivanti dall’alienazione di beni, diversi da quelli di cui ai paragrafi 1, 2, 3 e 4, sono imponibili soltanto nello Stato contraente di cui la alienante è residente

Gains from the alienation of any property, other than that referred to in paragraphs 1, 2, 3 and 4, shall be taxable only in the Contracting State of which the alienator is a resident

La disciplina delle plusvalenze derivanti dalla cessioni di partecipazioni estere, sembra rinvenirsi nella disposizione citata.

Infatti, i paragrafi 1,2,3 e 4, dell’articolo 13 disciplinano gli utili derivanti dall’alienazione di:

  • Beni immobili (paragrafo 1);
  • Beni mobili di stabili organizzazioni (paragrafo 2);
  • Navi, aeromobili e imbarcazioni (paragrafo 3);
  • Azioni, il cui valore è costituito da più del 50% da beni immobili situati nello Stato Estero (paragrafo 4).

Verifica della convenzione

In pratica, le plusvalenze derivanti dalla cessione di partecipazioni estere, sono regolate dall’articolo 13, paragrafo 5 della Convenzione. Questo in quanto non possono essere regolate, se non in un caso particolare, dai paragrafi precedenti.

La disposizione richiamata riserva la potestà impositiva esclusivamente allo stato di residenza della società alienante.

Di conseguenza, la plusvalenza derivante dalla cessione delle partecipazione detenuta all’estero dal soggetto fiscalmente residente in Italia, sarà tassata esclusivamente in Italia.

Questo nell’ipotesi in cui, la Convenzione stipulata con il paese estero contenga la medesima disposizione presente nel Modello OCSE.

Convenzioni stipulate dall’Italia

In tutti i casi di doppia imposizione è necessario verificare cosa preveda al Convenzione. Ovvero il trattato stipulato tra l’Italia e il Paese estero.

Questo al fine di verificare se è presente la medesima disposizione contenuta nell’articolo 13, paragrafo 5, del Modello OCSE.

Verifichiamo il contenuto di tale disposizione in alcune Convenzioni contro le doppie imposizioni stipulate dall’Italia.

ConvenzioneArticoloPotestà impositiva
ITALIA - AUSTRIA13Potestà impositiva esclusiva
Stato di residenza
“soggetto” alienante
ITALIA - CINA13Potestà impositiva
concorrente tra lo Stato di
residenza “soggetto” alienante e lo Stato di
residenza della società
partecipata
ITALIA - FRANCIA13Potestà impositiva esclusiva
Stato di residenza
“soggetto” alienante.
Una deroga è contenuta nel
protocollo per le società
immobiliari.
ITALIA - LUSSEMBURGO13Potestà impositiva esclusiva
Stato di residenza
“soggetto” alienante
ITALIA - ROMANIA13Potestà impositiva esclusiva
Stato di residenza
“soggetto” alienante
ITALIA - UNGHERIA13Potestà impositiva esclusiva
Stato di residenza
“soggetto” alienante

Partecipazione in immobiliari estere

Un caso particolare di cessione di partecipazioni estere, è quello relativo alle società immobiliari.

In particolare, si tratta della cessione di partecipazioni estere. Partecipazioni il cui valore è costituito, prevalentemente, da beni immobili situati nello Stato Estero.

In tale caso trova apposita disciplina nel Modello OCSE. Ed, in particolare, nel paragrafo 4, dell’art. 13, del Modello.

In tal caso, si prevede una potestà impositiva concorrente tra lo Stato di residenza del soggetto alienante e lo Stato di residenza della società partecipata.

La ragione di un’apposita disciplina, è giustificabile nel fatto che da un punto di vista fiscale è estremamente conveniente cedere una partecipazione.

Invece che, un’immobile.

Pertanto, la ratio della disposizione, è:

evitare manovre elusive consistenti nel possesso di immobili, tramite lo schermo societario, con l’unico fine di ottenere vantaggi fiscali

Le Convenzioni contro le doppie imposizioni stipulate dall’Italia, tuttavia, fanno riferimento alle precedenti versioni del Modello OCSE.

Per questo nella maggior parte dei casi, non hanno previsto una disciplina ad hoc per le immobiliari estere.

In alcuni casi, si è posto rimedio inserendo un protocollo aggiuntivo che disciplinava la fattispecie.

Proprio com’è avvenuto nel caso della Convenzione contro le doppie imposizioni Italia – Francia.

Tassazione Interna della plusvalenza

Definita la potestà impositiva, qualora questa spetti all’Italia, le modalità di tassazione sono quelle individuate dall’art. 67 del DPR n. 917/86.

La tassazione è applicata, quindi, come se le partecipazioni fossero detenute in una società residente. Questo vuol dire, passare necessariamente dalla dichiarazione dei redditi, per applicare la tassazione.

Vediamo di seguito le differenze tra la tassazione di un cedente persona fisica e un cedente società.

Cedente persona fisica

Nel Testo Unico delle Imposte sui Redditi il regime di tassazione delle plusvalenze derivanti dalla cessione delle partecipazioni (qualificate e non) detenute da persone fisiche, risulta disciplinato, in corrispondenza dei commi 3 e 4 dell’articolo 68.

In particolare, per le cessioni di partecipazioni, sia qualificate che non, ad eccezione di quelle detenute in società residenti in paradisi fiscali, le relative plusvalenze:

  • Sono tassabili esclusivamente in sede di dichiarazione dei redditi;
  • Attraverso l’applicazione di un imposta sostitutiva del 26 (quadro RT);
  • Possono essere compensate con minusvalenze, ma soltanto dello stesso tipo.

Cedente soggetto Ires

In ipotesi di partecipazione detenuta da soggetti IRES, se sono rispettati i requisiti dell’art. 87, DPR n. 917/1986, le plusvalenze sono esenti da imposta per il 95% del loro ammontare.

Altrimenti se si tratta di partecipazioni in società residenti in Paradisi fiscali ci sarà imponibilità al 100% della plusvalenza. Plusvalenza che andrà a formare reddito di impresa.

Partecipazioni estere: consulenza

Se detieni una partecipazione in una società o ente di diritto estero e stai valutando di effettuare una cessione, fai attenzione.

Prima di tutto devi avere ben presente il regime di tassazione a cui andresti incontro. Dovrai poi valutare se la cessione determina una plusvalenza o una minusvalenza. Ed infine dovrai indicare tutto in dichiarazione dei redditi.

Soprattutto nel caso in cui la cessione generi una plusvalenza tassazione è importante capire se vi possono essere delle possibilità offerte dalla Legge per ridurre l’importo della plusvalenza. Mi sto riferendo alla possibilità di effettuare una rivalutazione delle quote sociali.

Se hai dubbi, contattami per una consulenza!

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