Split Payment in dichiarazione Iva

Condivisioni

Indicazione delle operazioni soggette a Split Payment in dichiarazione Iva 2018. Compilazione del quadro VE e VJ per le operazioni soggette a scissione dei pagamenti. Novità e indicazioni operative per segnalare le operazioni soggette a Split Payment. 

L’articolo 1, comma 629, lettera b), della Legge n. 190/2014 ha introdotto l’articolo 17-ter del DPR n. 633/72.

Ci riferiamo all’articolo ha disciplina lo Split Payment. Ovvero, un particolare meccanismo di applicazione dell’Iva sulle fatture emesse nei confronti di specifici enti.

Lo Split Payment prevede che, per le cessioni di beni e le prestazioni di servizi effettuate nei confronti di determinati soggetti, espressamente previsti dalla  norma, l’imposta sia addebitata dal fornitore, ma versata all’Amministrazione finanziaria dal cliente (cessionario o committente).

Dal primo luglio 2017 si è notevolmente ampliata la platea dei soggetti ai quali occorre fatturare in Split. Per approfondimenti: “Split Payment: la guida definitiva“.

In buon sostanza chi riceve la fattura in Split deve effettuare il pagamento dell’Iva indicata in fattura direttamente all’Amministrazione finanziaria. Anziché al fornitore. Di fatto, scindendo, quindi, il pagamento del corrispettivo da quello della relativa imposta.

L’applicazione di tale meccanismo ha determinato e determina continui riflessi sulla concreta operatività delle imprese.

Tra cui ad esempio:

  • L’insorgenza di rilevanti crediti d’imposta;
  • Complicazioni operative e normative.

In secondo luogo, molto spesso, i soggetti che devono applicare lo “split payment” pongono in essere anche operazioni rientranti nel regime ordinario. Con la conseguenza che gli stessi devono adottare differenti sistemi contabili di gestione e liquidazione del tributo.

L’introduzione dello split pyment all’interno della normativa Iva è volto sia a innovare il sistema di riscossione, che a contrastare i fenomeni di evasione e frode.

Tale meccanismo, infatti, deroga l’ordinario sistema di applicazione dell’Iva. Con l’obiettivo di garantire, un minore rischio di inadempimento dell’obbligo di pagamento dei fornitori che addebitano in fattura l’imposta.  E, contemporaneamente ridurre il rischio di frode  che potrebbe essere commessa dai propri fornitori.

Le modalità attuative di applicazione dello split payment sono state disciplinate con il:

In questo contributo ci occuperemo di analizzare la corretta indicazione dello Split Payment in dichiarazione Iva.

Split Payment in dichiarazione Iva

Split Payment in dichiarazione Iva 2018

Nella Dichiarazione Iva 2018 sono stati modificati due righi al fine di tener conto delle modifiche apportate all’articolo 17-ter del DPR n. 633/72 in tema di Split Payment.

Nel dettaglio:

  • E’ stato riscritto il rigo VE38 in ‘‘Operazioni effettuate nei confronti dei soggetti di cui all’articolo 17-ter’’. Conseguentemente, tale rigo da quest’anno andrà ad accogliere con riferimento al regime di split payment non solo le operazioni effettuate nei confronti della P.A., ma anche quelle effettuate nei confronti delle società elencate nel comma 1-bis dell’art. 17-ter DPR n. 633/72, con decorrenza 1º luglio 2017. Come modificato dall’art. 1 del D.L. n. 50/17. Convertito, con modificazioni, dalla Legge n. 96/17;
  • Infine, specularmente alle modifiche apportate al rigo VE38 è stato modificato il quadro VJ, nel quale il rigo VJ18 è stato rinominato ‘‘Acquisti dei soggetti di cui all’art. 17-ter’’. In tale rigo vanno esposti gli acquisti effettuati, oltre che dalle pubbliche amministrazioni, anche dalle società elencate nel comma 1-bis dell’art. 17-ter del DPR n. 633/72.

Split Payment in dichiarazione Iva: schema

QuadroIndicazione
VENel rigo VE38 vanno indicate le cessioni di beni e le prestazioni di servizi effettuate nei confronti delle pubbliche amministrazioni e degli altri soggetti di cui al comma 1-bis dell’art. 17-ter del DPR n. 633/72 e per le quali l’imposta deve
essere versata dai cessionari o committenti in applicazione delle disposizioni contenute nel art. 17-ter (split payment)
VJNel rigo VJ18 vanno indicati gli acquisti effettuati dalle pubbliche amministrazioni titolari di partita IVA e dagli altri soggetti di cui
al comma 1-bis dell’art. 17-ter del DPR n. 633/72 tenuti al versamento dell’imposta ai sensi del medesimo articolo, per i quali la relativa imposta ha partecipato alle liquidazioni periodiche IVA (ai sensi del comma 2 dell’art. 5 del DM 23 gennaio 2015, come modificato dal DM 27 giugno 2017).

Soggetti interessati dallo Split Payment

Si evidenzia che il D.L. n. 148/17, convertito dalla Legge n. 172/17, con effetto dal 1º gennaio 2018, e quindi per le operazioni per le quali è emessa fattura a decorrere dalla medesima data, ha modificato l’articolo 17-ter del DPR n. 633/72 prevedendo l’estensione dello Split payment a tutte le Società controllate, in misura non inferiore al 70%, dalla PA.

Con decreto del Ministro dell’economia e delle finanze del 9 gennaio 2018 sono state definite le modalità di attuazione della disciplina.

Si evidenzia, inoltre, che il 19 dicembre 2017 sul sito del Dipartimento delle Finanze sono stati pubblicati gli elenchi dei soggetti in Split payment per il 2018 (D.M. 9 gennaio 2018).

Per l’anno d’imposta 2017 (Dichiarazione Iva 2018) i soggetti interessati all’adempimento sono le P.A. (di cui all’indice Ipa) nonché gli altri soggetti di cui all’articolo 17-ter del DPR n. 633/72 che sono in ambito split payment per le fatture ricevute dal 1º luglio al 31 dicembre 2017 (di cui all’elenco definitivo pubblicato sul sito del Dipartimento delle Finanze il 31 ottobre 2017 – 3a rettifica).

Pubblicazione enti 2018

Il Ministero dell’Economia e delle finanze, il 19 dicembre 2017, ha pubblicato gli elenchi validi per l’anno 2018, relativi all’applicazione del meccanismo dello Split payment.

La pubblicazione è avvenuta nelle more del perfezionamento dell’iter di pubblicazione del decreto del MEF (infatti, il D.M. è del 9 gennaio 2018) al quale fa riferimento il decreto fiscale collegato alla legge di Bilancio 2018. Dagli elenchi sono escluse le amministrazioni pubbliche, per le quali va fatto riferimento all’elenco pubblicato sul sito dell’IPA – Indice delle Pubbliche Amministrazioni.

Gli elenchi aggiornati pubblicati possono essere consultati all’indirizzo del Ministero delle Finanze. Ed è possibile effettuare la ricerca di:

  • Fondazioni;
  • Enti pubblici;
  • Società;

presenti negli elenchi tramite codice fiscale.

Fatta eccezione per le società che sono quotate nell’indice FTSE MIB, i soggetti interessati avranno la possibilità di segnalare eventuali mancate o errate inclusioni fornendo idonea documentazione a supporto ed esclusivamente mediante il modulo di richiesta.

Split Payment in dichiarazione Iva: procedura

Riepiloghiamo di seguito le modalità di applicazione dello Split Payment al fine di poter arrivare correttamente all’indicazione delle operazioni in dichiarazione Iva.

Adempimenti dei fornitori

Per le cessioni di beni e le prestazioni di servizi effettuate, i fornitori sono tenuti ad emettere la fattura con l’annotazione ‘‘scissione dei pagamenti’’ ovvero ‘‘split payment’’, ai sensi dell’articolo 17-ter del DPR n 633/72.

Attenzione

Qualora la fattura non contenga tale dizione torna applicabile la sanzione amministrativa di cui all’art. 9, 1º comma, del D.Lgs. n. 471/1997 (sanzione amministrativa da € 1.000 a € 8.000). La sanzione non torna applicabile, così come chiarito dalla C.M. n. 27/E/2017 per le fatture emesse prima del 7 novembre 2017 data di pubblicazione della citata circolare.

Da un punto di vista operativo, il fornitore (stante i chiarimenti forniti con la C.M. n. 27/E/2017 che richiama la precedente C.M. n. 15/E/2015):

  • Non deve computare nella liquidazione di periodo l’Iva a debito indicata in fattura;
  • Deve registrare nel registro ‘‘IVA vendite’’ le operazioni effettuate e la relativa Iva non incassata dai fornitori;
  • Inoltre, deve annotare in modo distinto (anche con l’istituzione di appositi codici Iva) la fattura emessa in regime di split payment, indicando l’aliquota applicata e l’ammontare dell’imposta.

Adempimenti dei soggetti acquirenti

Le Pubbliche amministrazioni che effettuano acquisti in ambito istituzionale versano l’Iva mediante il modello F24 enti pubblici.

In dettaglio, devono utilizzare apposito codice tributo, entro il giorno 16 del mese successivo a quello in cui l’Iva è divenuta esigibile.

Invece, il Decreto attuativo (D.M. del 27 giugno 2017, successivamente modificato ad opera del D.M. del 13 luglio 2017) con riferimento alle Pubbliche Amministrazioni e le società, identificate ai fini Iva, che effettuano acquisti di beni e servizi nell’esercizio di attività commerciali ha chiarito che le stesse possono procedere al versamento dell’Iva mediante due modalità tra loro alternative.

In buona sostanza, la prima modalità prevede che per il versamento dell’Iva le Pubbliche amministrazioni che esercitano attività commerciale e le altre società possono procedere al versamento dell’Iva mediante presentazione del modello F24, entro il giorno 16 del mese successivo a quello in cui l’imposta è divenuta esigibile. Senza possibilità di compensazioni e con la futura introduzione di un apposito codice tributo.

In alternativa, le Pubbliche amministrazioni che agiscono in ambito commerciale e le società, per le fatture oggetto di split payment possono:

  • Annotare le fatture nel registro di cui agli artt. 23 o 24 del DPR n. 633/72, entro il giorno 15 del mese successivo a quello in cui l’imposta è divenuta esigibile, con riferimento al mese precedente;
  • Imputare l’Iva dovuta alla liquidazione periodica del mese dell’esigibilità (o del relativo trimestre in caso di liquidazioni trimestrali);
  • Infine, registrare le fatture nel registro degli acquisti di cui all’articolo 25 del DPR n 633/72, ai fini di esercitare il diritto alla detrazione dell’imposta.

Split Payment in dichiarazione Iva: Esigibilità dell’Iva

In linea generale l’Iva relativa alle cessioni di beni nonché alle prestazioni di servizi relativa alle operazioni in Split payment, è esigibile al momento del pagamento del corrispettivo ai fornitori.

In alternativa, i soggetti in Split payment, invece che liquidare l’imposta con riferimento al momento del pagamento del corrispettivo, possono optare per anticipare tale momento a quello di ricezione o registrazione della fattura. La scelta per l’esigibilità anticipata potrà essere fatta con riguardo a ciascuna fattura ricevuta/registrata.

Note di variazione Iva

In tema di note di variazione in aumento ovvero in diminuzione (art. 26 del DPR n 633/72) la C.M. n. 27/E/2017 ha chiarito che nei casi in cui il fornitore, ricorrendo i presupposti di cui dell’art. 26, emetta una nota di variazione in aumento, torna sempre applicabile il meccanismo della scissione dei pagamenti. E, pertanto, la stessa dovrà essere numerata, indicare l’ammontare della variazione e della relativa imposta e fare esplicito riferimento alla fattura originaria emessa.

Split Payment in dichiarazione Iva: note di variazione in diminuzione

Invece, con riferimento alle note di variazione in diminuzione è stato precisato che:

  • Quando la nota di variazione è in diminuzione, se la stessa si riferisce ad una fattura originaria emessa in sede di scissione dei pagamenti o split payment, la stessa dovrà essere numerata, indicare l’ammontare della variazione e della relativa imposta e fare esplicito riferimento alla suddetta fattura. In forza di ciò e trattandosi di una rettifica apportata ad un’Iva che non è confluita nella liquidazione periodica del fornitore, lo stesso non avrà diritto a portare in detrazione, ai sensi dell’art. 19 del DPR n 633/72, l’imposta corrispondente alla variazione, ma dovrà limitarsi a procedere solo ad apposita annotazione in rettifica nel registro. Senza che si determini, quindi, alcun effetto nella relativa liquidazione Iva;
  • Quando la nota di variazione in diminuzione si riferisce a fatture originarie emesse prima dell’entrata in vigore dello split payment alla stessa si applicheranno le regole ordinarie. Sicché il fornitore avrà diritto a portare in detrazione, ai sensi dell’art.
    19 del DPR n. 633/72, l’imposta corrispondente alla variazione;
  • Infine, per le note di variazione in diminuzione ricevute dopo il 1º luglio 2017, che si riferiscono ad una fattura originaria emessa dal fornitore anteriormente al 1º luglio 2017, il fornitore per esigenze di semplificazione potrà comunque applicare la disciplina della scissione dei pagamenti. Di fatto il fornitore dovrebbe poter sceglie se emettere in regime di scissione dei pagamenti la nota credito indicando o meno la specifica annotazione.

Split Payment in dichiarazione Iva: Rimborsi

I contribuenti che effettuano operazioni in regime di split payment e che rispettano i presupposti di cui all’articolo 30, comma 2, lettera a), del DPR n. 633/72 potranno richiedere il rimborso dell’eccedenza di Iva detraibile:

  • Sia in sede di dichiarazione annuale, ai sensi dell’art. 38 bis, comma 1, del DPR n. 633/72;
  • Sia presentando apposita istanza di rimborso trimestrale, ai sensi dell’art. 38 bis, comma 2, del DPR n. 633/72.

Split Payment in dichiarazione Iva: Acconto

Per le Pubbliche Amministrazioni che operano in ambito commerciale e per le società che versano l’Iva in split payment separatamente al di fuori delle liquidazioni periodiche, il Decreto 27 giugno 2017 ha introdotto l’obbligo di tenere conto, nella determinazione del versamento dell’acconto Iva di dicembre, anche dell’imposta dovuta all’Erario in relazione agli acquisti sottoposti allo split payment (C.M. n. 28/E/2017).

Split Payment in dichiarazione Iva: soggetti esclusi

In linea generale sono soggette a split payment tutte le cessioni di beni e prestazioni di servizi da chiunque rese anche dai professionisti.

Si ricorda, infatti, che il D.L. n. 50/2017 ha previsto che lo split payment si applica anche ai compensi per prestazioni di servizi resi dai
professionisti assoggettati a ritenute alla fonte a titolo di imposta sul reddito.

La circolare n. 27/E/2017 ha chiarito che in merito alle operazioni soggette a split payment non tornano applicabili le disposizioni normative riguardanti la liquidazione dell’Iva secondo la contabilità di cassa di cui all’art. 32-bis del D.L. n. 83/2012, convertito con modificazioni, nella Legge n. 134/2012.

Sono, invece, esclusi dallo split payment gli acquisti per i quali debitore dell’imposta è il soggetto acquirente in tutti i casi in cui si applica il regime dell’inversione contabile (c.d. reverse charge) come ad esempio:

  • Le prestazioni di servizi concernenti il subappalto edile. Articolo 17, comma 6, lett. a del DPR n. 633/72);
  • Le prestazioni di servizi di pulizia, di demolizione, di installazione di impianti e di completamente relative ad edifici. Articolo 17, comma 6, lett. a-ter del DPR n 633/72).

Regimi speciali Iva

Sono esclusi dallo split payment anche gli acquisti ricevuti da fornitori che applicano dei regimi Iva c.d. speciali. Per i quali non è prevista l’evidenzia dell’Iva in fattura e che provvedono al suo assolvimento mediante regole proprie.

Si pensi ad esempio: ai c.d. regimi monofase disciplinati dall’art. 74 del DPR n. 633/72 (editoria, generi di Monopolio e fiammiferi, tabacchi lavorati, ecc.); al regime del margine di cui agli artt. 36 e ss. del D.L. n. 41/1995.

Medesime considerazioni valgono anche per gli acquisti effettuati da fornitori che applicano regimi speciali IVA che, pur prevedendo l’addebito dell’IVA in fattura, applicano un meccanismo forfetario di determinazione della detrazione spettante. Si pensi ad esempio al regime speciale di cui agli artt. 34 e 34-bis del DPR n. 633/72.

Split Payment in dichiarazione Iva: conclusioni

Tutte le informazioni che vi abbiamo indicato sulla procedura di applicazione dello Split Payment sono fondamentali per poter effettuare correttamente questo particolare tipo di applicazione dell’Iva.

Di conseguenza sono di fondamentale importanza per la corretta indicazione dello Split Payment in dichiarazione Iva.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.