Calcolo acconto Irpef: come risparmiare?

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Come si calcola l’acconto Irpef 2018? In questo articolo scoprirari come calcolare e versare l’acconto Irpef. Calcolo acconto Irpef con il metodo storico o il metodo previsionale. Il primo acconto per l’annualità in corso deve essere versato entro il 30 giugno e il secondo entro il 30 novembre. 

Se stai leggendo questo articolo molto probabilmente vuoi capire se e come è possibile risparmiare qualcosa nella tua dichiarazione dei redditi.

Come ogni anno, al momento della predisposizione della dichiarazione dei redditi, ci poniamo sempre alcune domande retoriche. Quanto andremo a pagare di acconto?! Sarà più o meno dello scorso anno?! E’ possibile rateizzare il pagamento?!

Se anche tu ti sei posto uno di questi quesiti può esserti utile leggere questi consigli che ti propongo. Il mio obiettivo è quello di esserti di aiuto nel capire quale sarà il tuo carico fiscale. E come potrai effettuare in tranquillità il versamento delle imposte. In particolare l’acconto Irpef e cedolare secca.

Prima di iniziare ad entrare nei farraginosi meccanismi fiscali che regolano la determinazione degli acconti Irpef (e delle relative addizionali), è bene ricordare che se quest’anno stai compilando il modello Redditi P.F. allora è necessario essere coscienti che dovrai effettuare necessariamente i versamenti delle imposte attraverso il modello F24.

Il modello Redditi, infatti, è il modello dichiarativo che devono compilare i soggetti titolari di Partita Iva. Ma più in generale tutti i soggetti che non hanno un sostituto di imposta che possa effettuare trattenute o rimborsi in busta paga.

Vediamo insieme come si determina il calcolo dell’acconto Irpef.

Acconto Irpef

Calcolo Acconto Irpef e Cedolare secca

Entrando nel vivo della questione, il primo elemento che devi ricordarti è che i versamenti in acconto delle imposte sui redditi, (Irpef, o imposte sostitutive) non deve essere  necessariamente effettuato in due rate.

Rate da versare ordinariamente entro la fine del mese di giugno e del mese di novembre. Infatti, il versamento dell’acconto delle imposte sui redditi può variare, ricorrendo determinati presupposti che di seguito andrò ad analizzare.

Partiamo quindi, analizzando il meccanismo di funzionamento del calcolo acconto Irpef e cedolare secca.

Meccanismo di funzionamento delle imposte

Le imposte sui redditi si pagano ogni anno secondo il meccanismo di saldo e acconti.

Al 30 giugno di ogni anno deve essere pagato, infatti, il saldo delle imposte relative all’annualità precedente. Al 30 giugno 2018 è dovuto, infatti, il versamento del saldo delle imposte dovute per l’anno 2017.

Contestualmente deve essere pagato l’acconto dovuto per le stesse imposte per l’anno in corso. Quindi al 30 giugno 2018 dovrà essere versato il primo acconto imposte per l’anno in corso.

A novembre, invece, deve essere versato il secondo acconto relativo all’anno di imposta in corso. Quest’anno, si versa l’acconto 2018.

Il punto di partenza per la determinazione effettita di saldo e acconti delle imposte è la dichiarazione dei redditi. In particolare mi riferisco al modello Redditi PF. Ovvero il modello di dichiarazione obbligatorio per tutti i contribuenti che non svolgono attività di lavoro dipendente o non sono pensionati.

In tutti i casi in cui il contribuente non ha a disposizione un sostituto di imposta (es. datore di lavoro), in grado di trattenere o erogare ritenute fiscali, spetta al contribuente determinare e versare le proprie imposte.

E’ questo, infatti, uno dei meccanismi cardine del nostro sistema fiscale. Ovvero l’autodichiarazione da parte del contribuente.

Detto questo, vediamo quali sono i metodi consentiti per calcolare l’acconto delle imposte sui redditi.

Calcolo acconto imposte: i metodi

In primo che devi effettuare è quello di calcolare l’importo totale che dovrai versare in acconto.

Per farlo dovrai verificare preliminarmente che il rigo differenza presente nella dichiarazione dei redditi nel quadro RN sia di segno positivo. Solo in questo caso, infatti, l’acconto Irpef per l’anno in corso è dovuto.

Una volta verificato questo, solo se l’acconto è dovuto dovrai effettuare il calcolo.

Il calcolo acconto Irpef può essere effettuato applicando uno dei due tipi di calcolo ammessi. Ossia, il metodo storico oppure il metodo previsionale.

Vediamoli in dettaglio.

Calcolo acconto Irpef: Metodo Storico

Per stabilire se è dovuto o meno l’acconto Irpef per l’anno di imposta in corso occorre controllare l’importo indicato nel rigo RN33 “differenza” del modello Redditi.

Rigo relativo al periodo di imposta oggetto di dichiarazione.

Se questo importo non supera €. 51,65, non è dovuto acconto Irpef per l’anno in corso.

Il metodo storico prevede che l’importo dell’acconto dovuto sia pari al 100% del rigo differenza relativo all’anno dichiarativo. In pratica con questo metodo si versa il saldo dell’anno in corso e contestualmente si versa lo stesso importo a titolo di acconto per l’annualità successiva.

Importo che è suddiviso in due tranches. Una da versare entro il 30 giugno e l’altra entro il 30 novembre.

Calcolo acconto Irpef: Metodo Previsionale

Qualora si presuma di conseguire nell’anno di imposta in corso un reddito, quindi un’imposta, inferiore rispetto all’anno oggetto di dichiarazione è possibile utilizzare il metodo previsionale.

Questo metodo prevede la possibilità di versare un acconto Irpef inferiore (rispetto a quanto dovuto con il metodo storico). Ovvero di non effettuare alcun versamento.

Ti starai chiedendo il motivo per cui ho deciso di parlarti di questi principi generali.

L’ho fatto molto semplicemente perché in alcune situazioni può essere conveniente sfruttare il metodo previsionale per risparmiare imposizione fiscale. Tutto sta nel capire quali sono i casi che possiamo utilizzare a nostro vantaggio.

Vediamo, quindi, imposta per imposta quali sono le principali opportunità da sfruttare:

Versamento dell’acconto Irpef

L’acconto Irpef, determinato con uno dei metodi sopra descritti, deve essere versato dal contribuente, con l’utilizzo del modello F24:

  • In unica soluzione entro il 30 novembre se l’importo dovuto è inferiore ad €. 257,52;
  • In due rate, se l’importo dovuto è pari o superiore ad €. 257,52, di cui:
    • La prima, nella misura del 40 per cento del rigo RN33, entro il 30 giugno ovvero entro il 30 luglio con la maggiorazione dello 0,40% a titolo di interesse corrispettivo;
    • La seconda, nella restante misura del 60 per cento del rigo RN33, entro il 30 novembre.

A questo proposito ricordiamo che l’articolo 11 del D.L. n.76/2013 ha alzato la misura dell’acconto Irpef dal 99% al 100%.

Le vere opportunità, però, sono offerte per i soggetti che hanno immobili non locati, o per quelli che hanno scelto di assoggettare il reddito degli immobili abitativi locati alla cedolare secca.

Infatti, tutti questi soggetti possono determinare l’acconto Irpef considerando che il reddito fondiario di detti immobili  non sarà assoggettato ad Irpef.

Acconto addizionale comunale Irpef

L’acconto per l’addizionale comunale all’Irpef è dovuto nella misura del 30% dell’addizionale comunale ottenuta applicando al reddito imponibile relativo all’anno di imposta oggetto di dichiarazione l’aliquota deliberata dal comune nel quale il contribuente ha la propria residenza.

La residenza da prendere in considerazione è quella in essere alla data del 1° gennaio dell’anno di imposta in corso.

Il versamento è previsto in un’unica rata rateizzabile, da versare insieme al saldo delle imposte per l’anno di imposta oggetto di dichiarazione.

Tuttavia, occorre verificare con estrema attenzione le istruzioni ministeriali e informarsi in ordine alle specifiche delibere comunali. In particolare per le eventuali soglie di esenzione e importo dell’aliquota.

Acconto Cedolare Secca

Dal 2011 l’articolo 3 del D.Lgs. n.23/2011 ha introdotto la così detta “cedolare secca(con aliquote del 10% o del 21%) applicabile da parte delle persone fisiche titolari di redditi da locazione di immobili ad uso abitativo

Per la cedolare secca l’acconto è determinato nella misura del 95% dell’imposta versata per l’anno di imposta oggetto di dichiarazione.

Se l’importo dovuto è inferiore ad €. 257,52 si paga in unica soluzione entro il 30 novembre. Mentre se tale importo è superiore si paga in 2 rate il 40% a giugno ed il 60% al 30 novembre.

Per approfondire: La cedolare secca sugli affitti

I versamenti acconto Irpef in caso di rateazione

Tutti i contribuenti possono versare in rate mensili le somme dovute a titolo di saldo e di acconto delle imposte. Ad eccezione dell’acconto di novembre che deve essere versato in un’unica soluzione.

In ogni caso il pagamento rateale deve essere completato entro il mese di novembre. Vediamo adesso quali sono le scadenze naturali del saldo e del primo acconto imposte:

  • 1° rata senza maggiorazione: 30 giugno;
  • 1° rata con maggiorazione 0,40%:  30 luglio;

Nella tabella seguente, invece, proponiamo le scadenze da rispettare, per i versamenti rateizzati.

Contribuenti non titolari di partita Iva

I contribuenti non titolari di partita Iva possono effettuare il pagamento della prima rata entro il 2 luglio 2018 ovvero entro il 20 agosto 2018 maggiorando l’importo dovuto dello 0,40 per cento a titolo d’interesse corrispettivo. Per le rate successive si applicano gli i nteressi indicati nella seguente tabella:

(*) In questo caso l’importo da rateizzare deve essere preventivamente maggiorato dello 0,40 per cento

Contribuenti titolari di partita Iva

I contribuenti titolari di partita IVA possono anch’essi effettuare il pagamento della prima rata entro il 2 luglio 2018, ovvero entro il 20 agosto 2018 maggiorando l’importo dovuto dello 0,40 per cento a titolo d’interesse corrispettivo. Per le rate successive si applicano gli interessi indicati nella seguente tabella:

Calcolo acconto Irpef: compensazione

Il contribuente ha la facoltà di compensare nei confronti dei diversi enti impositori (Stato, INPS, Enti Locali, INAIL, ENPALS) i crediti e i debiti risultanti dalla dichiarazione e dalle denunce periodiche contributive.

Il modello di pagamento unificato F24 permette di indicare in apposite sezioni sia gli importi a credito utilizzati sia gli importi a debito dovuti. Il pagamento si esegue per la differenza tra debiti e crediti.

Per maggiori info: F24 Editabile: istruzioni di compilazione

Per utilizzare in compensazione un credito di importo superiore a 5.000 (articolo 3 del decreto-legge n. 50 del 2017) è necessario richiedere l’apposizione del visto di conformità (Legge di stabilità 2014, art. 1, comma 574).

Calcolo acconto Irepf: consigli

Se hai dubbi sul calcolo acconto Irpef, contattami!

Vedremo insieme se per te è possibile risparmiare qualcosa nel calcolo del tuo acconto imposte. Sia che tu sia un privato che un soggetto dotato di partita Iva.

Non aspettare ancora!

29 comments

  1. L’acconto deve essere versato solo se si prevede di percepire redditi nell’anno in corso. Altrimenti può effettuare il versamento con metodo previsionale. Per maggiori info mi contatti in privato.

  2. Buonasera, sono una lavoratrice dipendente ma l’anno scorso ho avuto in più una prestazione occasionale di lavoro per un committente extra UE quindi senza ritenuta d’acconto: quest’anno ho presentato il modello Redditi PF e mi ritrovo da versare oltre il saldo Irpef 2017 anche l’acconto 2018…la domanda è: devo versarlo comunque nonostante per quest’anno non credo avrò altre prestazioni di questo tipo ma solo il reddito da lavoro dipendente? In caso affermativo, nella prossima dichiarazione andrò a credito? Grazie fin d’ora per l’attenzione.

  3. Può decidere se versare o meno l’acconto considerando anche la tassazione della prestazione occasionale. Tenga presente però che se poi l’acconto versato dovesse essere insufficiente allora sarà soggetta a sanzione. Se versa, invece, l’acconto dovuto il prossimo anno presumibilmente chiuderà la dichiarazione con un credito che potrà utilizzare in compensazione o a rimborso.

  4. ciao, sto compilando la dichiarazione PF 2018 redditi 2017. In via previsionale ho calcolato il primo acconto 2018 che risulta minore di quello proposto in automatico dal precomplilato (che si basa sullo storico 2017). Devo correggere la dichiarazione al rigo RN62 inserendo quanto versato con F24 o lascio quello proposto in automatico? grazie
    Giovanna

  5. Salve Giovanna, gli acconti sono dovuti secondo il metodo storico, ma in alcuni casi si può versare con il metodo previsionale. Bisognerebbe analizzare la sua situazione e capire cosa è conveniente per lei. Di sicuro se versa con il metodo storico non commette errori.

  6. Buongiorno,
    nell’anno 2017 ho redditi di lavoro dipendente da diversi datori di lavoro per cui mi trovo a dover versare parecchi € di IRPFE.
    Mentre a marzo del 2018 ho aperto una ditta individuale aderendo al regime forfettario.
    Nel corso della compilazione del modello PF 2018 è corretto che io mi identifichi inserendo anche la partita iva oppure essendo redditi relativi al 2017 devo inserire solamente i dati anagrafici come persona fisica.
    Inoltre è corretto non effettuare il secondo acconto IRPEF?
    Grazie
    Paola

  7. Salve Paola, se vuole fissiamo una consulenza in cui posso rispondere alle sue domande, indicarle come compilare correttamente la dichiarazione e verificare se vi sono possibilità per versare l’acconto Irpef con il metodo previsionale (risparmiando qualcosa).

  8. Buona sera ,Sono un pensionato che lavora con contratto a somministrazione.
    Quest’anno ho compilato il 730 on line e previsto di pagare un acconto dell’IRPEF di 3000 euro pensando di lavorare tutto l’anno e tuttavia per problemi familiari lavorerò molto meno.
    Il mio problema è che ho versato già una prima rata a giugno molto alta e dovrò pagare anche la seconda rata di novembre che in realtà non dovrei pagare affatto ma purtroppo ho già programmata il relativo F24 on line col fisco.
    Secondo lei ho ancora la possibilità di effettuare una rettifica al 730?
    Grazie per la risposta.
    Saluti

  9. Certamente può presentare tramite intermediario il modello Redditi PF a rettifica del 730 presentato.

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