Trasferimenti di denaro all’estero: il monitoraggio fiscale

 
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Monitoraggio fiscale dei trasferimenti di denaro all’estero. Trasferimenti di denaro a familiari all’estero. Consigli e procedura per evitare contestazioni. Ricordo che l’Amministrazione finanziaria ha la possibilità di avere informazioni sui tracciati di trasferimenti bancari all’estero. Questo per intercettare gli illeciti trasferimenti di capitali all’estero o di accertare ipotesi di residenze fittizie.

Trasferire denaro all’estero non è mai stati così semplice come lo è oggi.

Per questo motivo molte persone ogni giorno effettuano trasferimenti di denaro in entrata ed in uscita dall’Italia. Sia con mezzi tradizionali, come i canali bancari, sia con mezzi alternativi come le società di money transfer.

In tutti questi casi, è necessario prestare la dovuta attenzione, ad alcuni aspetti. In particolare al fatto che, se il denaro è trasferito all’estero a persone fiscalmente residenti in Italia, o su un conto o strumento finanziario di cui si ha proprietà o si è titolari effettivi, è necessario rispettare la normativa sul monitoraggio fiscale (D.L. n 167/90).

L’attività di monitoraggio fiscale delle attività finanziarie detenute all’estero è divenuto indispensabile per ogni Paese al fine di evitare o prevenire meccanismi illeciti di trasferimento di denaro proveniente da attività illegali.

Naturalmente voglio premettere che i trasferimenti di denaro all’estero sono un’operazione legale. La cosa importante è che il denaro sia frutto di redditi regolarmente dichiarati. In tutti gli altri casi, potrebbero esserci situazioni non regolari.

Ovvero potrebbe delinearsi il reato di riciclaggioautoriciclaggio di denaro.

Per questo motivo è opportuno conoscere ed applicare la normativa riguardante i trasferimenti di denaro all’estero. Al fine di effettuare queste operazioni in modo del tutto legale.

Con questo contributo, appunto, voglio di spiegarvi come è possibile effettuare trasferimenti di denaro all’’estero restando nell’ambito della legalità normativa.

Trasferimenti di denaro all'estero

TRASFERIMENTO DI DENARO ALL’ESTERO E PROBLEMATICHE DI RICICLAGGIO DI DENARO

Il punto di partenza quando si vuole trasferire denaro all’estero è sempre quello di chiedersi se si sta effettuando la procedura nel modo giusto.

Ne parlo in modo approfondito in questo articolo: “Trasferire soldi all’estero legalmente: i metodi“.

In questo articolo, invece, voglio concentrarmi sugli obblighi legati a chi trasferisce soldi all’estero.

Il Dlgs n. 90/2017 è la norma di attuazione della Direttiva UE 849/2015. Direttiva relativa alla prevenzione dell’uso del sistema finanziario a scopo di riciclaggio dei proventi di attività criminose e di finanziamento del terrorismo.

Questa norma ha apportato rilevanti modifiche all’impianto normativo sul contrasto e la prevenzione dei fenomeni di riciclaggio (Dlgs n. 231/2007) e alla disciplina sul monitoraggio fiscale (Dl 167/1990).

Su questo punto le autorità fiscali dei vari Paesi stanno facendo sempre più fronte comune. Pensate alla normative europea sul Common Reportng Standard (CRS) oppure il FATCA di matrice USA.

Per questo motivo effettuare trasferimenti di denaro all’estero non conoscendo queste normative può essere controproducente.

Monitoraggio fiscale dei trasferimenti di denaro all’estero

L’articolo 4 del D.L. n. 167/90, convertito, con modificazioni, dalla Legge n. 227/90, modificato successivamente dall’articolo 9 della Legge n. 97/13, prevede l’obbligo per tutti i contribuenti residenti fiscalmente in Italia (persone fisiche, degli enti non commerciali e delle società semplici ed associazioni equiparate ai sensi dell’articolo 5 del DPR n. 917/86) di dichiarare, mediante la compilazione del Quadro RW del modello Redditi PF, le attività estere di natura finanziaria detenute al termine di ogni periodo di imposta.

Allo stesso modo devono essere dichiarati anche tutti i proventi derivanti dall’impiego delle stesse attività finanziarie.

Questo a meno che, gli stessi non siano già stati sottoposti a tassazione da parte di intermediari finanziari residenti, che fungono da intermediari. Stessa cosa se intervengono società fiduciarie residenti.

Monitoraggio fiscale conti correnti esteri

La disciplina del monitoraggio fiscale assume un’importanza fondamentale quando si vuole trasferire soldi all’estero.

Ogni deposito bancario che supera nell’anno di imposta la soglia di €. 15.000,00 deve essere dichiarato nel Quadro RW del modello Redditi PF.

Questo in quanto suscettibile di produrre redditi di fonte estera imponibili in Italia.

In proposito l’articolo 2, comma 1, della Legge n. 186/14, per depositi e conti correnti esteri, recita:

Gli obblighi di indicazione nella dichiarazione dei redditi previsti nel comma 1 non sussistono altresì per i depositi e conti correnti bancari costituiti all’estero il cui valore massimo complessivo raggiunto nel corso del periodo d’imposta non sia superiore a €. 15.000

Segnalazione degli intermediari residenti

Ogni volta che si effettuano trasferimenti di denaro all’estero per il tramite di intermediari finanziari residenti, gli stessi sono tenuti ad osservare una disciplina. Questo al fine di segnalare eventuali operazioni rilevanti.

Le operazioni finanziarie rilevanti sono quelle descritte dall’articolo 3, comma 2, Dlgs n 231/2007.  Operazioni da segnalare se caratterizzate dal trasferimento di “mezzi di pagamento” da o verso l’estero eseguite per conto o a favore di tutte le persone fisiche, enti non commerciali e società semplici e associazioni equiparate, ai sensi dell’articolo 5 del DPR n. 917/86.

Le operazioni i cui dati sono oggetto di rilevazione e trasmissione all’Agenzia delle Entrate, pertanto, sono quelle:

  • Di importo pari o superiore a € 15.000;
  • Costituenti un’unica operazione o più operazioni che appaiano collegate per realizzare un’operazione frazionata;
  • Effettuate anche in valuta virtuale.

Soggetti obbligati alla segnalazione

Sono obbligati ad effettuare la segnalazione all’Agenzia delle Entrate gli intermediari finanziari e altri operatori.

I quali sono tenuti a trasmettere le operazioni che hanno ad oggetto trasferimenti di capitale da e verso l’estero.

I soggetti tenuti alla segnalazione sono:

  • Le banche ed intermediari finanziari residenti;
  • Le società di investimento a capitale fisso (Sicaf) introdotte dal Dlgs 44/2014;
  • Gli intermediari assicurativi;
  • I consulenti finanziari autonomi e le società di consulenza finanziaria;
  • I prestatori di servizi relativi all’utilizzo di valuta virtuale, limitatamente alle operazioni di conversione della stessa da o in valuta avente corso forzoso
  • Le succursali insediate, ovvero le stabili organizzazioni, di intermediari bancari e finanziari e di imprese assicurative aventi sede legale e amministrazione centrale in un altro Stato membro o in uno Stato terzo (lettera t) dell’articolo 3, comma 2 del Dlgs 231/2007)
  • Gli intermediari bancari e finanziari e le imprese assicurative aventi sede legale e amministrazione centrale in un altro Stato membro, stabiliti senza succursale in Italia, ovvero privi di stabile organizzazione e che operano in regime di libera prestazione di servizi (lettera u) dell’articolo 3, comma 2 del Dlgs 231/2007).

Peraltro, così come già introdotto dalla legge 97/2013, gli intermediari hanno l’obbligo di comunicare i trasferimenti eseguiti anche per conto di soggetti non residenti. Questo alla sola condizione che il flusso provenga o sia destinato all’estero.

Segnalazione per individuare residenze fittizie all’estero

Ad oggi, quindi, l’interposizione di un soggetto non residente nel trasferimento di denaro all’estero non consente di essere esonerati da segnalazione.

In questo modo la task force predisposta dall’Agenzia delle Entrate, la Ufici, ha la possibilità di disporre di una maggiore e qualificata quantità dei dati a disposizione.

Dati che possono essere utilizzati sia per individuare operazioni di riciclaggio, ma anche trasferimenti fittizi di residenza all’estero.

Faccio riferimento a quei soggetti che pur dichiarandosi fiscalmente residenti all’estero, di fatto movimentano frequentemente e per importi rilevanti le proprie attività finanziarie. Elementi che di fatto, possono essere indice di una residenza estera simulata.

Per questo motivo la segnalazione può essere il primo passo verso un accertamento. Questo grazie alla comunicazione effettuata da intermediari residenti.

INDIVIDUAZIONE DEL TITOLARE EFFETTIVO NEI TRASFERIMENTI DI DENARO ALL’ESTERO

Uno degli aspetti più importanti che riguardano le segnalazioni e le attività di controllo degli istituti finanziari è l’individuazione del titolare effettivo.

Ogni anno, gli istituti finanziari chiedono ai correntisti di indicare la propria residenza fiscale e di indicare se sono loro i titolari effettivi del proprio conto o delle attività finanziarie detenute.

Questo al fine di individuare il soggetto che ha l’effettiva disponibilità del denaro o degli investimenti finanziari.

La necessità di individuare il titolare effettivo e di ottenere informazioni accurate e aggiornate sullo stesso, è considerata dal legislatore dell’Unione europea fondamentale.

Questo al fine di individuare soggetti che potrebbero occultare la propria identità dietro una struttura societaria. E, quindi, utilizzare la stessa per finalità di riciclaggio di denaro e/o finanziamento del terrorismo, oltre che per evadere l’imposizione tributaria.

Gli standard internazionali e, in particolare, le raccomandazioni 24 e 25 del Gafi richiedono, infatti, ai Paesi che ne fanno parte, di garantire che informazioni adeguate, accurate e aggiornate sul titolare effettivo di società, trust e simili istituti di natura fiduciaria siano rese disponibili alle autorità competenti, invitando altresì gli stessi ad adottare misure idonee a facilitarne l’accesso.

Compilazione del quadro RW della dichiarazione

Le attività finanziarie detenute all’estero devono essere dichiarate, dal proprietario e/o dal titolare effettivo, anche in caso di disinvestimento effettuato prima del 31 dicembre di ogni anno.

Accanto alla disciplina sul monitoraggio fiscale si affianca quella legata al pagamento dell’Ivafe, ovvero l’imposta patrimoniale sulle attività finanziarie detenute all’estero.

L’Ivafe è dovuta per tutte le attività finanziarie con aliquota del 2 per mille.

Per i conti correnti e i libretti di risparmio detenuti all’estero l’imposta è stabilita nella misura fissa di €. 34,20 per ciascun conto.

Per i conti correnti l’imposta non è dovuta quando la consistenza media del conto non supera i €. 5.000 annui.

Per le violazioni riguardanti la compilazione del Quadro RW è prevista una sanzione amministrativa pecuniaria pari ad un importo compreso tra il 3% al 15%.

Sanzione che raddoppia dal 6% e 30% in caso di attività detenute in Paesi Black List del valore delle attività non dichiarate.

Se volete approfondire: Ivafe sulle attività finanziarie

Per approfondire: Il quadro RW del modello Redditi

TRASFERIMENTI DI DENARO ALL’ESTERO: CONSULENZA

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About Federico Migliorini

Dottore Commercialista, Tax Advisor, Revisore Legale. Aiuto imprenditori e professionisti nella pianificazione fiscale. La Fiscalità internazionale le convenzioni internazionali e l'internazionalizzazione di impresa sono la mia quotidianità. Continuo a studiare perché nella vita non si finisce mai di imparare. Se hai un dubbio o una questione da risolvere, contattami, troverò le risposte. Richiedi una consulenza personalizzata con me.

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8 comments

  1. Salve,
    sono un cittadino italiano iscritto AIRE e residente negli USA da molti anni. Sto pensando di acquistare una casa in italia adesso ma che userò quando andrò in pensione. Qual’e il modo piu semplice e sicuro, dal punto di vista fiscale e burocratico, per trasferire il denaro in Italia per l’acquisto di un immobile?
    Ho anche un familiare che che potrebbe aiutarmi con il trasferimento ma prima di impegnarlo vorrei conoscere la normativa in merito.

    Ringrazio in anticipo per una cortese risposta.
    Pino

     
  2. La cosa migliore sarebbe che lei facesse il trasferimento sul un suo conto corrente personale italiano. Non ci sono aspetti particolari da considerare se non che il trasferimento sarà tracciato e sarà uno degli elementi che l’Agenzia potrebbe prendere in considerazione per effettuare un accertamento fiscale nei suoi confronti, quindi, prima di fare un trasferimento è opportuno fare un check sulla sua posizione fiscale. Se vuole siamo a disposizione in privato.

     
  3. Buonasera, ho messo in vendita una casa di mia proprietà, l’agenzia immobiliare mi ha fatto firmare la proposta di compra/vendita senza specificare che il cliente avrebbe inviato un bonifico dall’estero. A distanza di alcuni giorni ho ricevuto 2 bonifici ma con mia grande sorpresa sono provenienti da Dubai, il cliente ha inviato un’autodichiarazione nella quale specifica di essere cittadino italiano e residente a Dubai, dove lavora ed è socio di una determinata ditta. Non riesco a stare tranquilla, quali sono i rischi che posso correre? Grazie

     
  4. Non ci sono rischi particolari per lei, contatti comunque il notaio dell’operazione per avere anche il suo parare, considerato che ha tutte le carte in mano. Eventuali problemi sono per chi acquista.

     
  5. Buonasera , sono un pensionato cittadino italiano, residente in Italia.
    Vorrei aiutare mio figlio Italiano iscritto AIRE e residente negli USA, nell’ acquisto della sua casa.
    Con il mio aiuto il suo mutuo sarà meno oneroso per lui.
    Per questa ragione vorrei disinvestire i risparmi di una vita e trasferirli negli Usa su un conto a lui intestato.
    Trattandosi di una cifra consistente quali sono dal punto di vista fiscale e burocratici i miei obblighi di comune cittadino pensionato italiano che paga le regolarmente le tasse in Italia ?
    Grazie per il supporto che mi fornirete. Miki

     
  6. Per questi aspetti se vuole mi contatti in privato a questa mail: [email protected]. Riceverà il preventivo per una consulenza personalizzata.

     
  7. Buonasera, ricevere un bonifico estero consistente per una consulenza finanziaria (premesso che non sono consulente, ma occasionale) cosa bisogna fare con il fisco? Esempio: ricevo oggi 100.000 euro sul conto da una società estera con causale giusta cosa bisogna fare immediatamente? Poi basta la causale per il fisco italiano? Grazie

     
  8. Ricevere soldi dall’estero per una prestazione professionale, prevede alcuni adempimenti per giustificare l’entrata, che poi dovrà essere riportata in dichiarazione dei redditi. A giudicare dalla somma, vedo difficile poter qualificare la sua attività come non professionale ed occasionale. Se vuole mi contatti in privato per una consulenza.

     

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