Doppia Cittadinanza: quali Stati la permettono e come ottenerla

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Che cos’è e come funziona la doppia cittadinanza? In Italia è possibile avere doppia cittadinanza, ma altri Stati consentono di avere la cittadinanza solo nello stato in cui si vive. Rinunciando alla cittadinanza del Paese di origine. Vediamo in questo articolo come ottenere la doppia cittadinanza.

Nella vita di una persona può sicuramente accadere che motivi di lavoro o di famiglia portino ad abbandonare l’Italia. Mettere radici in un altro Paese non è semplice, per tanti motivi.

Tra questi gli aspetti burocratici sicuramente assumo un rilievo importante. Essere un cittadino straniero comporta il fatto di non poter svolgere alcune funzioni o partecipare a bandi o concorsi. Si fa maggiore fatica ad ottenere i documenti per avviare un’attività, e tutto si complica.

Per questo motivo, la strada da seguire, in questi casi è cercare di ottenre la doppia cittadinanza.

Naturalmente, la stessa cosa può essere vista anche al contrario, ovvero come ottenre la cittadinanza italiana, se la tua cittadinanza di origine è straniera.

In questo articolo scoprirai sia in quali Stati è possibile conservare la cittadinanza italiana, se effettui un trasferimento di residenza. Oppure, se sei uno straniero che vive in Italia, scoprirari come ottenere la cittadinanza italiana.

Naturalmente non sempre è possibile ottenere la doppia cittadinanza. Alcuni Paesi, anche all’interno dell’Unione Europea, vietano il doppio passaporto. Altri, invece, hanno stretto degli accordi con l’Italia che – a certe condizioni – consentono di averlo.

Sei pronto?! Si comincia.

Doppia cittadinanza

Cittadinanza e residenza fiscale: due concetti diversi

Capita molto spesso che persone che richiedono la mia consulenza per il proprio trasferimento di residenza all’estero facciano confusione tra questi due concetti:

  • Cittadinanza;
  • Residenza fiscale.

Ebbene, si tratta di due aspetti molto diversi, che è opportuno non confondere.

Cittadinanza

l termine cittadinanza indica il rapporto tra un individuo e lo Stato. E’ in particolare uno status, denominato civitatis.

Status al quale l’ordinamento giuridico ricollega la pienezza dei diritti civili e politici. In Italia il moderno concetto di cittadinanza nasce al momento della costituzione dello Stato unitario ed è attualmente disciplinata dalla Legge n. 91/1992.

La cittadinanza italiana si acquista iure sanguinis. Cioè se si nasce o si è adottati da cittadini italiani. Esiste una possibilità residuale di acquisto iure soli, se si nasce sul territorio italiano da genitori apolidi o se i genitori sono ignoti o non possono trasmettere la propria cittadinanza al figlio secondo la legge dello Stato di provenienza.

La cittadinanza può essere richiesta anche dagli stranieri che risiedono in Italia da almeno dieci anni e sono in possesso di determinati requisiti. In particolare il richiedente deve dimostrare di avere redditi sufficienti al sostentamento, di non avere precedenti penali, di non essere in possesso di motivi ostativi per la sicurezza della Repubblica.

Si può diventare cittadini italiani anche per matrimonio. La cittadinanza per matrimonio è riconosciuta dal prefetto della provincia di residenza del richiedente.

Per approfndire questo è il link al sito del Ministero dell’Interno

Residenza fiscale

La residenza fiscale è un concetto diverso da quello di cittadinanza.

La residenza fiscale di un soggetto rappresenta lo Stato che per il soggetto ha potestà impositiva su di lui. Ipoteticamente un soggetto, cittadino italiano, che vive stabilmente a Londra, ha cittadinanza italiana, ma residenza fiscale nel Regno Unito.

La residenza fiscale è un concetto prettamente fiscale ed identifica lo Stato che ha facoltà di tassare i redditi percepiti dal soggetto.

Per determinare la propria residenza fiscale è necessario rispettare i requisiti dettati dalla normativa fiscale interna (articolo 2, comma 2 del Tuir), ed internazionale (convenzioni contro le doppie imposizioni).

Per approfndire il concetto di residenza fiscale ti rimando a questo contributo: “Residenza fiscale delle persone fisiche“.

Doppia cittadinanza per i cittadini italiani

Una volta chiariti i concetti di cittadinanza e residenza fiscale vediamo come si ottiene la doppia cittadinanza se sei un cittadino italiano.

Se stai pensando di trasferirti all’estero è opportuno sapere che in alcuni casi è possibile ottenere la cittadinanza nel Paese in cui emigri mantenendo anche quella italiana.

Questo può avvenire ai sensi della Legge n. 91/1992. Norma che permette di acquistare una cittadinanza straniera senza perdere quella italiana.

In pratica, questa legge permette di ottenere una doppia cittadinanza.

La legge italiana riconosce la possibilità di essere cittadini di più stati. Ovvero è riconosciuto il diritto di avere la doppia o la plurima cittadinanza.

Questo vale sia per i cittadini italiani che si trasferiscono all’estero in modo stabile, e vogliono ottenere anche la cittadinanza del paese in cui vivono. Sia anche per coloro che arrivano in Italia e decidono di viverci senza rinunciare a essere cittadini del loro paese di origine.

Accordi internazionali

L’opportunità di ottenre una doppia cittadinanza non è scontata: esistono infatti molti stati che non la ammettono per i propri cittadini.

In questi casi c’è la conseguenza che in caso di ottenimento di una nuova cittadinanza estera per naturalizzazione, si perde immediatamente la cittadinanza nel Paese di origine.

Questo è quanto accade ad esempio per la Cina, l’India e l’Ucraina.

Le leggi in materia variano molto da stato a stato e possono anche dipendere da accordi internazionali tra i paesi.

Alcuni ad esempio prevedono la perdita automatica della cittadinanza nel caso in cui la persona sia naturalizzata cittadina di un altro stato. Mentre consentono di avere la doppia cittadinanza quando la seconda derivi da un matrimonio.

Ci sono poi stati che riconoscono la doppia cittadinanza, ma prevedono delle limitazioni all’esercizio di alcuni diritti. Come, ad esempio, il diritto quello di votare o candidarsi alle elezioni.

Infine esistono normative che ammettono eccezioni o la possibilità di ottenere un permesso o una dispensa; per esserne informati bisogna quindi considerare i singoli casi. Attraverso fonti ufficiali come i consolati, le ambasciate o gli esperti di diritto dello stato interessato.

Possibilità per l’immigrato italiano all’estero

Le due uniche eccezioni sono: che l’italiano emigrato all’estero rinuncia alla propria cittadinanza o, come accennato poco fa, che ci siano degli accordi internazionali che vietano questa possibilità.

Un esempio concreto è quello della Spagna.

Madrid concede il passaporto spagnolo a certe condizioni a patto che chi lo sollecita rinunci alle proprie radici.

Tra la Spagna ed il resto del mondo (Italia compresa, ovviamente) non esiste alcun tipo di rapporto che consenta questa possibilità. Nonostante si tratti di due Paesi appartenenti all’Unione Europea.

In Italia le cose viaggiano diversamente.

La denuncia da parte dello Stato italiano della Convenzione di Strasburgo del 1963 comporta che, dal 4 giugno 2010, i cittadini che si naturalizzano nei Paesi firmatari non perdano più la cittadinanza italiana.

A seguito della denuncia di Svezia, Germania, Belgio, Francia e Lussemburgo, risultano attualmente firmatari l’Austria, la Danimarca, la Norvegia e i Paesi Bassi.

Lo status di apolide

In contesti come questi, però, può anche succedere che una persona perda la cittadinanza del paese di origine senza aver nel frattempo acquisito quella del paese in cui vive.

Situazione che accade molto più frequentemente di quanto si possa pensare.

Questa è una delle situazioni che determinano lo status di apolide, definito dall’articolo 1 della Convenzione del 1954.

Si tratta di una convenzione che definisce Apolideuna persona che nessuno Stato considera come suo cittadino per applicazione della sua legge”.

Essere Apolide è una condizione che può verificarsi a causa di un trasferimento di residenza all’estero.

Minoranze etniche

Tuttavia, nella maggioranza dei casi sono apolidi persone appartenenti a minoranze etniche che non hanno mai lasciato il paese in cui sono nate. Per loro l’apolidia è spesso il risultato di riforme sulla cittadinanza pensate anche per essere discriminatorie nei loro confronti.

Di solito, chi è apolide non può godere di una serie di diritti né può partecipare pienamente alla vita sociale: la Convenzione del 1954 è stata fatta allo scopo di garantire i diritti minimi e stabilire i doveri degli apolidi all’interno degli stati che hanno aderito alla convenzione.

Non esistono dati precisi e ufficiali sul numero degli apolidi in Italia, ma secondo l’UNHCR (l’Alto commissariato delle Nazioni Unite per i rifugiati) la maggioranza si trova all’interno delle comunità Rom provenienti dalla ex Jugoslavia, o tra persone originarie dell’ex URSS, della Palestina, del Tibet, dell’Eritrea e dell’Etiopia.

Doppia cittadinanza in Italia per stranieri

Come detto, la cittadinanza italiana è basata principalmente sullo “ius sanguinis”.

Si tratta del diritto di sangue, grazie al quale il figlio nato da padre italiano o da madre italiana è italiano.

Per questo motivo il figlio di genitori stranieri, anche se nato in Italia (il principio del “ius soli”), non diviene alla nascita cittadino italiano, a meno che si tratti di un apolide o di un figlio di ignoti abbandonato sul territorio italiano e di cui non si riesca ad individuare la cittadinanza.

E’ possibile ottenere la cittadinanza anche per residenza (se si vive in Italia da almeno 10 anni) o per matrimonio, oltre che per adozione.

Accordi per la doppia cittadinanza

Altro vincolo per avere la cittadinanza italiana (e quindi ottenere la doppia cittadinanza) è quello di essere nato in un Paese con cui ci sono rapporti in merito.

C’è, infatti, una lunga lista di Stati con cui non ci sono degli accordi ed i cui cittadini, acquisitata la cittadinanza italiana, perdono quella propria.

Ecco un elenco di Stati in cui è impossibile avere doppia cittadinanza:

In ordine alfabetico: Andorra, Bielorussia, Bolivia, Bosnia Erzegovina, Botswana, Burundi, Camerun, Capo Verde, Cina Repubblica Popolare, Congo Repubblica Democratica, Congo Brazzaville, Corea del Sud, Costa d’Avorio, Cuba, Emirati Arabi Uniti, Estonia, Etiopia, Filippine, Gabon, Georgia, Ghana, Giappone, Gibuti, Haiti, Honduras, India, Indonesia, Iran, Iraq, Irlanda, Islanda, Kazakistan, Kenia, Kuwait, Liberia, Madagascar, Malesia, Mali, Mauritania, Mauritius, Messico, Mozambico, Nepal, Nicaragua, Nigeria, Norvegia, Pakistan, Panama, Paraguay, Ruanda, Senegal, Somalia, Spagna, Sri Lanka, Sudafrica, Tanzania, Tonga, Trinidad e Tobago, Tunisia, Ucraina, Uganda, Venezuela, Zambia. In altri Stati come Brasile, Ecuador e Repubblica Ceca, ci sono delle condizioni particolari per avere il doppio passaporto.

Come ottenere citadinanza Italiana

Veniamo ora alla procedura per avere la cittadinanza italiana.

Ovvero come ottenere la doppia cittadinanza se si è in possesso dei requisiti necessari.

La domanda deve essere assolutamente presentata per via telematica.

Dal 18 giugno 2015, infatti, non è più permesso consegnarla su modelli cartacei.

Il richiedente deve registrarsi sul portale dedicato (https://cittadinanza.dlci.interno.it), compilare la domanda ed inviarla insieme a:

  • Estratto dell’atto di nascita, completo di tutte le generalità. Le donne che hanno cambiato cognome dopo il matrimonio, devono presentare il certificato sia con il cognome da nubile sia con quello da sposata. Altrimenti, devono allegare anche il certificato di matrimonio. Il tutto, tradotto e legalizzato dalla Rappresentanza diplomatica o consolare del Paese di origine, o apostillato per i Paesi che hanno aderito alla Convenzione dell’Aja ;
  • Certificato penale del Paese di origine e di eventuali altri Paesi in cui hanno residenza. Questo documento scade dopo sei mesi dalla legalizzazione. Deve essere sempre tradotto e legalizzato oppure apostillato come l’atto di nascita;
  • Titolo di soggiorno, il certificato di riconoscimento dello status di rifugiato o apolide. Oppure l’eventuale attestato di iscrizione anagrafica per i cittadini comunitari;
  • Ricevuta del pagamento del contributo di € 200 versato in un ufficio postale sul conto corrente 809020 intestato a “Ministero dell’Interno DLCI – cittadinanza”.

Ulteriore documentazione per la cittadiannza italiana

Verranno richiesti altri documenti che possono essere autocertificati:

  • Lo stato di famiglia;
  • La data del primo ingresso in Italia;
  • II certificato di residenza di tutti i Comuni in cui il richiedente è stato residente nei tempi necessari per ottenere la cittadinanza. Indicando giorno, mese e anno dei vari trasferimenti da un Comune all’altro (basta chiederlo ai vari uffici dell’anagrafe comunale). I tempi richiesti di residenza sono:
    • 10 anni per i cittadini extracomunitari;
    • 4 anni per i cittadini Ue;
    • 5 anni per apolidi o rifugiati;
    • 5 anni successivi all’adozione per i maggiorenni accolti da cittadini italiani;
  • Redditi percepiti negli ultimi tre anni e regolarmente dichiarati ai fini fiscali;
  • Marca da bollo da 16 euro.

Per avere la cittadinanza italiana e, quindi, poter ottenere la doppia cittadinanza, a seconda dei casi potrebbero essere anche chiesti:

  • l certificato di cittadinanza italiana del genitore o dell’ascendente in linea diretta fino al II° grado;
  • Tutto ciò che riguarda la prestazione di servizio alle dipendenze dello Stato, anche all’estero;
  • Una sentenza di adozione;
  • Un certificato che riconosca lo status di apolide o di rifugiato.

Tutti questi documenti, se fosse il caso, dovranno essere tradotti da un’autorità consolare, nel Paese di origine o in Italia, oppure da un traduttore ufficiale del Tribunale competente.

Ministero dell’interno

La Prefettura, dopo aver consultato la Questura, invierà il fascicolo al Ministero dell’Interno.

Ministero che chiederà un parere al Consiglio di Stato.

In caso di parere positivo, il Viminale emanerà il decreto con cui verrà concessa la cittadinanza al richiedente (il quale potrà, così, ottenere la doppia cittadinanza), con la firma del presidente della Repubblica.

Decreto che, poi, tornerà indietro prima alla Prefettura e, infine, al Comune di residenza dell’interessato.

Il quale avrà 6 mesi di tempo per prestare giuramento.

8 comments

  1. Per un italiano con moglie russa, con permesso di soggiorno e residenza in Russia, è possibile avere doppia cittadinanza? Oppure deve rinunciare a quella italiana? Grazie.

  2. Si deve analizzare gli accordi che ci sono con la Russia per scoprirlo.

  3. Io sono nata in Canada precisamente a Windsor. Vorrei avere la cittadinanza canadese per me come diritto di nascita e per i miei figli e marito. È possibile? Adesso siamo cittadini italiani.

  4. Cambiare la propria cittadinanza non è semplice. Le consiglio di parlare con le autorità canadesi per capire se vi sono possibilità, nel caso comunque, si dovrebbe abbandonare la cittadinanza italiana.

  5. Mia moglie è filippina ed io italiano. Ci siamo sposati regolarmente nelle filippine. Ora è cittadina italiana, mi chiedo se è possibile per entrambi acquisire la doppia cittadinanza. Grazie un saluto…

  6. La doppia cittadinanza nel vostro caso non è ammessa.

  7. Avete scritto che il Messico non consente la doppia cittadinanza quando da molti anni non é piú cosí. Fareste meglio a correggere, qui in Messico io e molti altri italiani siamo cittadini italomessicani.

  8. L’articolo è stato modificato, grazie!

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