Acquisti di carburante: le regole per la fattura elettronica

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Regole applicabili dal primo luglio 2018 per l’emissione e la ricezione di fatture elettroniche riguardanti gli acquisti di carburante. Disciplina applicabile per tutti i soggetti imprenditori e professionisti, sia per la detraibilità dell’Iva che per la deducibilità del costo. Utilizzo esclusivo di mezzi di pagamento tracciabili per gli acquisti di carburante, ed abolizione della scheda carburante.

Nel presente contributo andrò ad affrontare le principali novità relative agli obblighi di fatturazione elettronica. Con particolare riferimento agli acquisti di carburante.

La Legge n. 205/2017 ha, infatti, stabilito l’obbligo di emissione della fattura elettronica per tutte le cessioni di beni e prestazioni di servizi da parte di soggetti passivi Iva.

Questo sia nei confronti di altri soggetti passivi che nei confronti di “privati“, a decorrere dal primo gennaio 2019.

Con la decisione del Consiglio UE 16.4.2018 n. 593, lo Stato italiano ha ricevuto l’autorizzazione a introdurre l’obbligo di emissione e di accettazione delle fatture in formato elettronico per i soggetti passivi stabiliti sul territorio italiano.

Le regole tecniche per l’emissione e la ricezione delle fatture elettroniche sono state, quindi, definite con provv. Agenzia delle Entrate 30.4.2018 n. 89757.

Tuttavia, l’obbligo di emissione delle fatture in formato elettronico è anticipato, a decorrere dal primo luglio 2018, per:

  • Le cessioni di benzina e/o gasolio destinati ad essere utilizzati come carburanti per motori;
  • Le prestazioni di servizi rese da soggetti subappaltatori e subcontraenti della filiera delle imprese che operano nell’ambito di un contratto di appalto di lavori, servizi o forniture stipulato con un’Amministrazione Pubblica.

Inoltre, nel settore della distribuzione dei carburanti, è stato previsto, con effetti dal primo luglio 2018:

  • L’obbligo di certificare il corrispettivo relativo alle cessioni di carburanti e lubrificanti effettuate nei confronti di clienti che effettuano acquisti nell’esercizio di impresa, arte e professione;
  • L’obbligo, per i soggetti passivi Iva, di documentare mediante fattura elettronica gli acquisti di carburante per autotrazione effettuati presso gli impianti stradali di distribuzione.

A corredo di quanto sopra descritto, dal primo luglio 2018 è altresì introdotto l’obbligo di effettuare il pagamento del corrispettivo per le cessioni di carburanti e lubrificanti mediante mezzi di pagamento diversi dal contante, individuati con provvedimento Agenzia delle Entrate 4.4.2018 n. 73203.

Questo al fine di poter esercitare il diritto alla detrazione dell’Iva nonché ai fini della deducibilità delle spese e degli altri componenti negativi di reddito.

La Circolare n. 8/E/2018 dell’Agenzia delle Entrate ha commentato le menzionate novità in tema di fatturazione e di pagamento relative alle cessioni/acquisti di carburanti.

Vediamo, quindi, con maggiore dettaglio tutti questi aspetti relativi alla fatturazione elettronica degli acquisti di carburante.

Acquisti di carburante

Acquisti di carburante novità 2018

A partire dal primo luglio 2018, le cessioni di benzina o gasolio destinati ad essere utilizzati come carburanti per motori dovranno essere documentate con l’emissione di fattura in formato elettronico.

Lo dispone l’articolo 1, comma 917, della Legge 205/2017, anticipando il generalizzato obbligo di emissione delle fatture elettroniche previsto a decorrere dal primo gennaio 2019.

Il formato di emissione delle fatture elettroniche e le regole di trasmissione sono quelle già descritte nella presente scheda e determinate con il provv. Agenzia delle Entrate 30.4.2018 n. 89757.

La Circolare n. 8/E/2018 dell’Agenzia delle Entrate ha chiarito che l’obbligo di fatturazione elettronica decorrente dal primo luglio 2018 riguarda le sole cessioni di benzina e gasolio destinati a essere utilizzati come carburanti per motori “per uso autotrazione“.

Nell’ambito dell’autotrazione non dovrebbero essere compresi i soli veicoli stradali, bensì anche imbarcazioni da diporto e aeromobili.

Sono, dunque, escluse dall’ambito di applicazione della nuova disciplina di fatturazione elettronica dal primo luglio 2018, tra le altre, le cessioni di:

  • Prodotti carburanti diversi da benzina e gasolio (es. GPL, metano);
  • Benzina per motori destinata a gruppi elettrogeni, impianti di riscaldamento, attrezzi vari, utensili da giardinaggio ecc.

Per questi prodotti, resta fermo l’obbligo di fatturazione elettronica a decorrere dal primo gennaio 2019.

Memorizzazione elettronica dei dati dei corrispettivi

L’emissione della fattura elettronica per le cessioni di carburante concerne le sole operazioni tra soggetti passivi d’imposta, che agiscono nell’esercizio di impresa, arte o professione.

Negli altri casi, a decorrere dal primo luglio 2018 sussiste l’obbligo di memorizzazione elettronica e trasmissione telematica dei corrispettivi giornalieri all’Agenzia delle Entrate. Così come stabilito dall’art. 2 comma 1-bis del DLgs. 127/2015.

Le modalità operative saranno definite da un provvedimento attuativo di prossima emanazione.

Contenuto della fattura elettronica per le cessioni di carburante

Gli elementi da indicare obbligatoriamente nelle fatture elettroniche aventi ad oggetto cessioni di carburante sono quelli ordinariamente previsti dall’art. 21 del DPR 633/72. Ovvero dall’art. 21-bis del DPR 633/72 nel caso di fattura “semplificata“.

Tra gli elementi individuati come obbligatori da tali disposizioni, con specifico riferimento agli acquisti di carburante, non figura, ad esempio, la targa o altro estremo identificativo del veicolo al quale sono destinati (casa costruttrice, modello, ecc.). Elementi invece obbligatori nella c.d. “scheda carburante“.

Dunque, come descritto nella Circolare n. 8/E/2018 dell’Agenzia delle Entrate, le informazioni relative alla targa e/o al modello del veicolo non dovranno necessariamente essere riportati nelle fatture elettroniche. Ferma restando la possibilità di inserire tali elementi nel contenuto della fattura elettronica.

Indicazione della targa nella fattura elettronica

Nelle motivazioni del Provv. Agenzia delle Entrate 89757/2018, viene chiarito che l’indicazione della targa possa essere fornita utilizzando il campo “MezzoTrasporto” del file della fattura elettronica.

È, inoltre, specificato che qualora si effettuino, contestualmente o in momenti diversi, più operazioni che trovano esposizione in un’unica fattura, qualora alcune di esse siano soggette ai nuovi obblighi di documentazione elettronica imporranno tale forma all’intero documento.

Così, ad esempio, laddove un soggetto passivo si rifornisca di benzina per il proprio veicolo aziendale presso l’impianto stradale di distribuzione X e contestualmente vi faccia eseguire un qualche intervento (di riparazione/sostituzione parti, lavaggio, ecc.) ovvero acquisti beni/servizi di altra tipologia non legati al veicolo, la fattura che documenti cumulativamente tali operazioni dovrà necessariamente essere emessa in forma elettronica.

Acquisti di carburante e fatture differite

È possibile l’emissione di fattura differita ex articolo 21, comma 4 lett. a) del DPR 633/72.

Questo entro il 15 del mese successivo anche per le cessioni di carburanti, qualora le stesse siano accompagnante da un documento, analogico o informatico, che abbia i contenuti analoghi a quelli del documenti di cui DPR 472/96.

In particolare, dovranno essere riportati ex articolo 1, comma 3, del DPR 472/96:

  • La data della cessione;
  • Le generalità del cedente, del cessionario e dell’eventuale incaricato del trasporto;
  • La natura, la quantità e la qualità dei beni ceduti.

Secondo la Circolare n. 8/2018, al fine di riepilogare le consegne avvenute nel mese precedente, potranno essere utilizzati  – nella fattura differita –  anche i buoni consegna emessi dalle attrezzature automatiche.

Registrazione delle fatture elettroniche

Restano ferme le modalità ordinarie per la registrazione dei documenti, anche in seguito all’introduzione degli obblighi di fatturazione elettronica dal primo luglio 2018.

Ad esempio, è possibile la registrazione delle fatture di importo inferiore a €. 300,00, emesse nel corso di un mese, avvalendosi del documento riepilogativo ex articolo 6 comma 1 del DPR 695/96.

Acquisti di carburante: modalità di pagamento

L’articolo 1, commi 922 – 923 della Legge 205/2017, con effetti a decorrere dal primo luglio 2018, ha limitato la detraibilità dell’Iva e la deducibilità dei costo degli acquisti di carburante all’utilizzo di specifici mezzi di pagamento.

Il provvedimento Agenzia delle Entrate 4.4.2018 n. 73203 ha individuato i mezzi idonei a provare l’avvenuta effettuazione delle cessioni di carburante.

Sulla base delle motivazioni del provvedimento, le restrizioni relative all’acquisto di carburante, dal primo luglio 2018, dovrebbero includere l’acquisto di:

  • Carburanti e lubrificanti;
  • Destinati ad aeromobili, natanti da diporto e veicoli stradali a motore.

Acquisti di carburante: deducibilità del corso sostenuto

Ai fini della deducibilità dei costi sostenuti ex articolo 164 del DPR n. 917/86, secondo la Circolare Agenzia delle Entrate 8/2018, il pagamento “tracciabile” è richiesto:

  • A prescindere dal veicolo di riferimento (ivi inclusi le autovetture, gli autocarri, i trattori stradali, i motoveicoli) in uso esclusivo o promiscuo;
  • A prescindere dal soggetto passivo che vi procede (professionista, autotrasportatore ecc.).

Resta fermo il rispetto degli ulteriori requisiti, fissati dal DPR n. 917/86, che consentono la deducibilità dei costi e degli altri componenti negativi di redditi, tra i quali l’inerenza, la competenza e la congruità del costo sostenuto.

Acquisti di carburante: mezzi di pagamento idonei

In base al provv. Agenzia delle Entrate 73203/2018, si considerano idonei a provare l’avvenuta effettuazione delle operazioni (e, dunque, a garantire la detraibilità dell’IVA e la deducibilità dei costi sostenuti) i seguenti mezzi di pagamento:

  • Gli assegni, bancari e postali, circolari e non;
  • I vaglia cambiari e postali di cui, rispettivamente, al regio decreto 21.12.33 n. 1736 e al decreto del Presidente della Repubblica 14.3.2001 n. 144;
  • I mezzi di pagamento elettronici ex articolo 5 del DLgs. 82/2005 n. 82. Tra cui l’addebito diretto, il bonifico bancario o postale, il bollettino postale; le carte di debito, di credito, prepagate. Ovvero di altri strumenti di pagamento elettronico disponibili, che consentano anche l’addebito in conto corrente.

La Circolare Agenzia delle Entrate 8/2018 ha, altresì, riconosciuto la validità di servizi come card, applicazioni per smartphone/tablet, dispositivi elettronici vari, che consentono l’acquisto di carburante con addebito diretto del costo su conto corrente o carta di credito (contestualmente all’acquisto o in un momento successivo) del soggetto passivo cessionario.

Acquisti di carburante del dipendente con carte aziendali

Sono altresì validi i pagamenti effettuati dal soggetto passivo d’imposta in via mediata, ma allo stesso riconducibili secondo una catena ininterrotta di corresponsioni con strumenti tracciabili.

Si tratta ad esempio del rifornimento di carburante di un’autovettura aziendale che il dipendente effettua presso un distributore stradale durante una trasferta di lavoro.

Qualora il pagamento avvenga con carta di credito/debito/prepagata del dipendente (o altro strumento idoneo) e il relativo ammontare gli sia rimborsato, avvalendosi sempre di una delle modalità individuate dalla legge di bilancio (ad esempio, tramite bonifico bancario unitamente alla retribuzione), è riconosciuta la deducibilità del costo sostenuto.

Contratti di netting

Secondo le motivazioni al Provv. 73203/2018, rappresenta una forma di pagamento idonea ai fini in esame l’utilizzo delle carte sulla base dei contratti di “netting“.

Questo, laddove il gestore dell’impianto di distribuzione si obbliga verso la società petrolifera ad effettuare cessioni periodiche o continuative in favore dell’utente.

Cliente che utilizza, per il prelievo, un sistema di tessere magnetiche rilasciate direttamente dalla società petrolifera.

Tale sistema è da considerarsi valido solo qualora i rapporti tra gestore dell’impianto di distribuzione e società petrolifera. Nonché tra quest’ultima e l’utente, siano regolati con gli strumenti di pagamento sopra menzionati.

Carte e buoni carburante

Ai fini in esame, è confermata dal provv. 73203/2018 la validità dei sistemi, comunque denominati, di carte (ricaricabili o meno).

Si tratta di buoni, che consentono al cessionario l’acquisto esclusivo di carburanti con medesima aliquota Iva, quando la cessione/ricarica, documentata dalla fattura elettronica sia regolata con gli stessi strumenti di pagamento sopra richiamati.

Cessioni di carburante e credito d’imposta

In base all’articolo 1, comma 924 della legge n 205/2017:

Agli esercenti di impianti di distribuzione di carburante spetta un credito d’imposta pari al 50 per cento del totale delle commissioni addebitate per le transazioni effettuate, a partire dal 1° luglio 2018. Tramite sistemi di pagamento elettronico mediante carte di credito, emesse da operatori finanziari soggetti all’obbligo di comunicazione previsto dall’articolo 7, sesto comma, del decreto del Presidente della Repubblica 29 settembre 1973, n. 605.

Le disposizioni del presente comma si applicano nel rispetto delle condizioni e dei limiti di cui al regolamento (UE) n. 1407/2013 della Commissione, del 18 dicembre 2013, relativo all’applicazione degli articoli 107 e 108 del Trattato sul funzionamento dell’Unione europea agli aiuti «de minimis»“.

In merito, premesso che, nell’individuare i soggetti aventi diritto al credito d’imposta, la disposizione si riferisce “agli esercenti di impianti” in generale  – e, dunque, a chiunque, in base ad un legittimo titolo (proprietà, affitto, ecc.), svolge tale attività e sostiene il costo di commissione.

Sul punto deve essere evidenziato come, in conformità a quanto anche recentemente ribadito dalla Corte Costituzionale nell’ambito di un consolidato indirizzo giurisprudenziale in tema di “benefici, agevolazioni o esenzioni”, la misura, seppure di stretta interpretazione, si estende alle situazioni di fatto riconducibili alla medesima ratio.

Ergo, il credito d’imposta in commento dovrà altresì riconoscersi a tutti gli esercenti di impianti di distribuzione di carburante per le transazioni effettuate, a partire dal primo luglio 2018, tramite sistemi di pagamento elettronico mediante carte di debito o prepagate.

Acquisti di carburante: considerazioni pratiche

Per ricevere le fatture elettroniche gli acquirenti (soggetti passivi Iva) potranno scegliere tra due strade:

  • Comunicare il proprio indirizzo di Posta Elettronica Certificata (PEC) al gestore. Il quale la dovrà inserire nell’elemento “PecDestinatario” della fattura elettronica che trasmetterà al Sdi (il Sistema di Interscambio dell’Agenzia delle Entrate già in uso per la fatturazione elettronica verso la PA);
  • Procedere all’identificazione, diretta o tramite soggetti intermediari presso l’Agenzia delle Entrate, per l’attribuzione del cosiddetto “Codice Destinatario” a 7 caratteri. una procedura tecnica piuttosto complessa, che può essere posta in essere solo dalle software house o da provider intermediari. Il codice, comunicato al gestore, verrà inserito nell’elemento “Codice Destinatario” della fattura elettronica, al posto della PEC.

Nella fattura elettronica dovranno essere indicate dal gestore le seguenti informazioni:

  • La natura del carburante;
  • La qualità del carburante;
  • Infine, la quantità del carburante.

L’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli sta elaborando le tabelle di nomenclatura che dovranno essere utilizzate dai gestori per classificare i carburanti venduti.

Ma, quali sono le modalità di fatturazione previste?

  • In mancanza di future indicazioni contrarie, avremo una fattura elettronica per ogni rifornimento effettuato. La fattura elettronica dovrà essere emessa entro le ore 24 del giorno in cui è avvenuto il rifornimento come previsto dalla normativa Iva;
  • Resteranno possibili le attuali fatturazioni differite a fine mese legate alle “carte carburanti” delle compagnie petrolifere (compresi i voucher, ecc…). Questo in quanto il nuovo obbligo non fa venir meno le operatività in essere già consolidate.

6 comments

  1. E’ possibile uno slittamento dell’entrata in vigore della nuova disciplina sulle schede carburanti al 01/09/2018?

  2. Il Governo sta lavorando ad una proroga.

  3. Buongiorno,
    chiedo ,ma tutti i distributori hanno l’obbligo di fare la fattura elettonica?

  4. Non ci sono esclusioni.

  5. SALVE, UN’IMPRESA AGRICOLA CHE NECESSITA DI CARBURANTI PER MOTORI MARINI E GRUPPI ELETTROGENI CHE ATTUALMENTE SI RIFORNISCE PRESSO UN DISTRIBUTORE UTILIZZANDO DELLE SCHEDE RICARICABILI, DAL PRIMO LUGLIO PER QUESTI CARBURANTI DOVRA’ RICHIEDERE LA FATTURAZIONE ELETTRONICA?
    BUONA GORNATA
    LUCA FERRONI

  6. La fatturazione elettronica ci sarà dal primo gennaio 2019. Per il momento è sufficiente il pagamento con mezzi tracciabili.

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