Liste Selettive AIRE per i controlli sui trasferimenti di residenza

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Come avviene un accertamento sul trasferimento di residenza all’estero? Cosa sono le Liste selettive AIRE dell’Agenzia delle Entrate? In che modo l’AdE individua i soggetti da sottoporre a controllo sulla loro residenza fiscale e sulle attività finanziarie e investimenti patrimoniali esteri non dichiarati. In questo contributo l’individuazione degli indicatori segnaletici della presenza di evasione. 

Negli ultimi anni sempre più persone hanno deciso di abbandonare l’Italia in cerca di una nuova vita all’estero. Si è parlato molto di “fuga dei cervelli“, ma anche di famiglie intere che spinte dal bisogno di lavoro hanno deciso di trasferirsi all’estero.

Accanto a questi soggetti, tuttavia, si è assistito anche al fenomeno del trasferimento fittizio di residenza all’estero.

Consulenti farlocchi e voglia di fare i furbi hanno convinto molti soggetti a pensare di simulare un trasferimento di residenza all’estero, continuando ad abitare in Italia. L’obiettivo è quello di cercare di frodare il fisco ed evitare di pagare le imposte in Italia.

Chiariamoci subito. Se anche tu pensi di fare questo, hai le ore contate!

Il trasferimento di residenza all’estero non si simula. Oggi l’Agenzia delle Entrate ha tutti gli strumenti possibili per individuare e sanzionare questi soggetti. Soggetti che possono incorrere anche in sanzioni penalmente rilevanti.

Per questo motivo fate attenzione, e se volete trasferirvi all’estero fatelo consultando un esperto in campo fiscale.

L’aspetto su cui voglio concentrarmi in questo contributo è l’attività accertativa messa in piedi dall’AdE per sottoporre a controllo i contribuenti che decidono di trasferire la loro residenza fiscale all’estero.

Se sei curioso di sapere cosa sono e come si formano le Liste selettive AIRE, lo scoprirai in questo contributo.

Liste selettive AIRE

Liste Selettive AIRE sul trasferimento di residenza all’estero

Quando un soggetto mette in piedi un trasferimento di residenza all’estero, deve essere a conoscenza delle relative implicazioni fiscali.

Se vuoi saperne di più ti rimando a questo contributo: “Trasferimento di residenza all’estero: la guida

L’aspetto fondamentale è legato al concetto di residenza fiscale. Nel Paese di residenza fiscale, infatti, un soggetto è tenuto a dichiarare tutti i suoi redditi. Compresi quelli esteri.

Come puoi capire quindi, spostare la residenza fiscale ha effetti notevoli sulla tassazione di una persona.

Per questo motivo l’Agenzia delle Entrate effettua ogni anno moltissimi accertamenti fiscali sui soggetti che trasferiscono la loro residenza fiscale.

In particolare con il D.L. n. 193/16 sono state apportate rilevanti modifiche in questa tipologia di controlli.

L’apporto dei Comuni negli accertamenti

I Comuni, organi interessati dalla procedura di trasferimento di residenza all’estero, grazie all’iscrizione AIRE sono parte attiva in questo processo. Infatti, questi sono obbligati a segnalare le iscrizioni AIRE effettuate all’Agenzia delle Entrate, con un termine massimo di sei mesi da ogni iscrizione.

La comunicazione è necessaria al fine di poter formare l’Anagrafe Nazionale della Popolazione Residente
(ANPR). Anagrafe istituita presso il Ministero dell’Interno ai sensi dell’articolo 62 del DLgs n. 82/05.

Attraverso questa anagrafe l’Amministrazione finanziaria è in grado, successivamente, di formare Liste Selettive di contribuenti.

Liste che sono il punto di partenza per i successivi controlli relativi ad attività finanziarie e investimenti patrimoniali esteri non dichiarati.

La formazione delle Liste selettive degli iscritti AIRE

Attraverso il Provvedimento n 43999 del 3 marzo 2017 l’Agenzia delle Entrate ha fornito delle indicazioni importanti su questo tipo di attività accertativa.

L’obiettivo dell’Agenzia è quello di andare ad individuare i soggetti che nel loro trasferimento di residenza all’estero abbiano lasciato maggiori indizi di evasione.

Siccome un’attività accertativa costa tempo e denaro per l’Agenzia, e siccome sarebbe impossibile effettuare un controllo su tutti i contribuenti, l’individuazione di liste selettive è indispensabile.

In questo modo possono essere effettuati accertamenti mirati su soggetti che hanno dimostrato minore compliance sulla normativa. Soggetti che presumibilmente stanno simulando un trasferimento o che non hanno dichiarati redditi o patimoni all’estero.

Il provvedimento delle Entrate stabilisce che le Liste selettive devono essere formate sulla base di elementi che facciano ipotizzare la permanenza dei cittadini in Italia. Questo nonostante il dichiarato trasferimento di residenza all’estero.

Vediamo, quindi, i criteri scelti dall’Agenzia delle Entrate per individuare il rischio evasione. Ovvero i criteri scelti per la formazione delle Liste Selettive dei contribuenti da sottoporre ad accertamenti fiscali.

Criteri per la formazione delle Liste Selettive

Le Liste Selettive di contribuenti da sottoporre a controllo sono elaborate da un applicativo informatico che prende il nome di So.No.Re (Soggetti Non Residenti).

Si tratta di un software in grado di incrociare informazioni presenti in diverse banche dati. Questi infatti è in grado di accedere alle informazioni delle Comunicazioni dei dati rilevanti ai fini Iva, ed alle informazioni riguardanti lo scambio di informazioni fiscali. Si tratta della banca dati che deriva dall’adesione al Common Reporting Standard, in merito allo scambio di informazioni economiche ai fini fiscali.

A fini soltanto ipotetici, comunque, è possibile stilare una lista di criteri in base ai quali sono formate le Liste selettive di contribuenti da sottoporre a controlli. Si tratta dei seguenti:

  • Trasferimento di residenza in uno degli Stati e territori a fiscalità privilegiata. Stati individuati dal decreto del Ministro delle finanze 4 maggio 1999. Pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 107 del 10 maggio 1999;
  • Movimenti di capitale da e verso l’estero, trasmessi dagli operatori finanziari nell’ambito del monitoraggio fiscale;
  • Informazioni relative a patrimoni immobiliari e finanziari detenuti all’estero. Informazioni trasmesse dalle Amministrazioni fiscali estere nell’ambito di Direttive europee e di Accordi di scambio automatico di informazioni;
  • Residenza in Italia del nucleo familiare del contribuente;
  • Atti del registro segnaletici dell’effettiva presenza in Italia del contribuente;
  • Utenze elettriche, idriche, del gas e telefoniche attive;
  • Disponibilità di autoveicoli, motoveicoli e unità da diporto;
  • Titolarità di partita Iva attiva;
  • Rilevanti partecipazioni in società residenti di persone o a ristretta base azionaria;
  • Titolarità di cariche sociali in enti societari residenti;
  • Versamento di contributi per collaboratori domestici;
  • Informazioni trasmesse dai sostituti di imposta con la Certificazione Unica e con il modello 770;
  • Informazioni relative a operazioni rilevanti ai fini Iva comunicate all’Agenzia delle Entrate (“spesometro“).

Scambio di informazioni internazionale

Ai fini della individuazione delle attività finanziarie e investimenti patrimoniali esteri non dichiarati, assumono particolare rilievo i dati pervenuti, nell’ambito dello scambio automatico di informazioni.

Questa collaborazione tra le Agenzie fiscali è un qualcosa che in ambito europeo è da sempre stato consigliato ma che solo negli ultimi anni è stato attuato.

In particolare, la Direttiva del Consiglio 2011/16/UE (cosiddetta DAC1) prevede lo scambio, tra le altre, delle informazioni relative alle proprietà immobiliari estere detenute dai soggetti residenti.

La Direttiva è stata modificata dalla Direttiva del Consiglio 2014/107/UE (cosiddetta DAC2), che ha aggiunto lo scambio obbligatorio delle informazioni finanziarie sui conti correnti detenuti all’estero.

Il flusso, che ha cadenza annuale, contiene:

  • I dati identificativi dei conti esteri dei soggetti residenti;
  • Il relativo saldo o valore;
  • L’importo totale lordo di interessi;
  • Dividendi e altri redditi generati in relazione al conto corrente.

A livello extra-UE, la stessa tipologia di informazioni è scambiata nell’ambito degli Accordi con i Governi di altri Stati esteri. Accordi relativi allo scambio automatico di informazioni finanziarie secondo il Common Reporting Standard.

Le giurisdizioni che si sono impegnate a scambiare le informazioni secondo lo standard globale a partire dal 2017 (cosiddetti early adopters) sono circa 101. Tuttavia nel corso dei prossimi anni ci saranno altri Paesi che aderiranno a questi accordi.

Liste selettive nel trasferimento di residenza: considerazioni

L’Agenzia delle Entrate sta cercando di individuare i contribuenti a maggior rischio evasione che hanno deciso di trasferire all’estero la loro residenza in modo “fittizio“.

Si tratta in particolare di tutti quei soggetti per i quali, oltre all’iscrizione all’AIRE, non hanno mai dimostrato di voler trasferire effettivamente la loro residenza all’estero.

Si tratta di quei soggetti che magari hanno mantenuto il c.d. “centro degli interessi vitali” nel nostro Paese, pur dichiarando di vivere stabilmente all’estero.

Questi soggetti, contando sul fatto di aver ottenuto un’iscrizione all’AIRE valida per almeno 183 giorni nell’anno si sono disinteressati di ivi dichiarare redditi e patrimoni detenuti all’estero.

La conseguenza di questo comportamento non può che essere evasivo. Sia per quanto riguarda le imposte sul reddito, sia per quanto riguarda la normativa sul monitoraggio fiscale delle attività finanziarie e delle attività patrimoniali detenute all’estero.

Tutte informazioni da indicare nel quadro RW del modello “Redditi“, ai fini del monitoraggio fiscale.

La procedura che sta mettendo in atto l’Agenzia delle Entrate non deve spaventare i contribuenti che decidono effettivamente di lasciare il nostro Paese per andare a vivere stabilmente all’estero. Naturalmente è necessario però, seguire la corretta procedura prevista per lasciare il nostro Paese (anche da un punto di vista fiscale).

I problemi possono sorgere in tutti quei casi in cui si è trasferiti all’estero, dimenticandosi (volontariamente o meno) dell’AIRE.

Oppure, ancora peggio, in tutti quei casi in cui si è volutamente voluti nascondere agli occhi dell’Amministrazione finanziaria camuffando una residenza fiscale all’estero che realmente non esiste.

Ecco che in questi casi il rischio di un accertamento potrebbe davvero essere elevato.

Liste selettive e Voluntary Disclosure Mini

L’intensificazione degli accertamenti e la creazione di un’apposito software che individuerà i contribuenti a maggiore rischio evasione, lancia, volontariamente un assist alla procedura riaperta di Voluntary Disclosure.

La Voluntary Disclosure è una procedura di collaborazione volontaria del contribuente che si “autodenuncia” all’Amministrazione finanziaria in merito alle omissioni commesse in merito a redditi esteri non dichiarati e inosservanze sulla disciplina riguardante il monitoraggio fiscale delle attività patrimoniali e finanziarie detenute all’estero.

Analogamente alla prima versione della procedura, la Voluntary Disclosure Mini prevede lo slittamento dei termini di decadenza per l’accertamento delle imposte sui redditi e dell’Iva, nonché di contestazione delle sanzioni.

Capite bene che, per un contribuente che sa di poter finire nelle Liste Selettive a maggior rischio evasione, beneficiare dei vantaggi legati alla procedura di Voluntary potrebbe essere fondamentale per evitare i maggiori oneri connessi ad un vero e proprio accertamento fiscale.

Voluntary Mini: soggetti interessati

Sono interessati dalla nuova edizione della Voluntary Mini:

  • I soggetti fiscalmente residenti in Italia che erano iscritti all’anagrafe della popolazione non residente (AIRE) e che successivamente sono tornati a risiedere in Italia;
  • I soggetti ex trasnfrontalieri ora residenti in Italia.

Naturalmente deve trattarsi di soggetti che in questo periodo di residenza italiana hanno dimenticato di dichiarare le attività patrimoniali e finanziarie che ancora detenevano all’estero.

Allo stesso modo sono destinatari della nuova regolarizzazione i soggetti “frontalieri“. Ossia i soggetti che pur rimanendo residenti fiscalmente in Italia prestano la propria attività lavorativa in via continuativa in zone di frontiera o in Paesi limitrofi.

Soggetti che non hanno dichiarato nella propria dichiarazione dei redditi italiana le somme detenute all’estero. Somme diverse dai conti correnti sui quali venivano corrisposti gli emolumenti esteri. Oppure per dichiarare la presenza dello stesso conto corrente dopo aver perso lo status di frontaliere.

Ricordo, infatti, che dal 2010 i frontalieri sono esonerati dagli obblighi di monitoraggio fiscale e compilazione del quadro RW del modello Redditi PF. Questo solo per l’indicazione del conto corrente estero.

Conto utilizzato ai fini della corresponsione degli emolumenti da lavoro dipendente estero. Tuttavia, questo tipo di esonero viene meno se il lavoratore interrompe il rapporto di lavoro estero senza rimpatriare le somme detenute nel conto estero in Italia.

Infine, è previsto che possano accedere a questa agevolazione anche gli eredi dei soggetti che hanno commesso le violazioni.

Consigli sul trasferimento di residenza all’estero

Quando di parla di accertamenti fiscali legati al trasferimento di residenza all’estero, il rischio è sempre quello di trascinarsi in un lungo e costoso contenzioso tributario con l’Amministrazione finanziaria.

La formazione delle Liste Selettive di contribuenti da sottoporre a controlli, da una parte farà sicuramente tirare un sospiro di sollievo a tutti quei contribuenti che hanno deciso ed effettuato in tutta tranquillità il proprio trasferimento di residenza all’estero. Tuttavia, allo stesso modo farà preoccupare, e non poco tutti gli altri, che invece, non hanno seguito correttamente la procedura.

Se si conosce già il fatto di aver commesso qualche inesattezza o se si vuole essere certi di quanto fatto sinora, vi consiglio di rivolgervi ad un Commercialista esperto in questo ambito. L’obiettivo deve essere quello di poter valutare assieme a lui le eventuali azioni da intraprendere.

Tra queste, per molti, potrebbe essere conveniente seguire la strada della Voluntary Disclosure, che sicuramente vi farà risparmiare, in termini di minori sanzioni, quanto invece vi potrebbe essere contestato in sede di accertamento fiscale.

Trasferimento di residenza all’estero: consulenza

Se stai pensando di trasferirti all’estero, e hai paura di finire nelle liste selettive di controllo dell’Agenzia delle Entrate, posso aiutarti.

Di seguito trovi il link al servizio di consulenza online che ho pensato appositamente per i soggetti che vogliono effettuare un trasferimento di residenza all’estero compliance rispetto alla normativa fiscale.

Avrai a disposizione tutta la mia esperienza per offrirti un servizio completo, ed un report personalizzato che contiene il cronoprogramma del tuo trasferimento.

Per maggiori info:

Consulenza online trasferimento di residenza all’estero

3 comments

  1. Avv. Federico Pau

    Articolo assolutamente degno di nota. Complimenti al collega, il quale ha delineato in maniera semplice e puntuale molti dei problemi connessi al trasferimento di residenza all’estero, specialmente quando il trasferimento avviene verso Paesi a fiscalità privilegiata (il principale riferimento normativo su tale ultimo punto, com’è noto agli operatori del settore, è l’art. 2. comma 2-bis TUIR. “Si considerano altresi’ residenti, salvo prova contraria, i cittadini italiani cancellati dalle anagrafi della popolazione residente e trasferiti in Stati o territori diversi da quelli individuati con decreto del Ministro dell’economia e delle finanze, da pubblicare nella Gazzetta Ufficiale”).
    Blog sicuramente molto informativo, che garantisce un passaggio di informazioni fiscali e tributarie sia da operatore di settore ad operatore di settore, che da operatore di settore al comune cittadino. I miei complimenti.
    Con i miei personali migliori saluti
    Avv. Federico Pau

  2. Salve Federico, la ringrazio molto per i complimenti, specialmente perché arrivano da parte di un collega, ed addetto ai lavori. L’obiettivo del sito è quello di rendere accessibili e fruibili informazioni fiscali relativamente complesse, sia per i colleghi che per i non addetti ai lavori. Mi auguro che continuerà a seguire il sito.

  3. Avv. Federico Pau

    Lo continuerò a seguire sicuramente. Grazie e buon lavoro
    Con i miei personali migliori saluti
    Avv. Federico Pau

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