Paesi Europei a bassa tassazione: i migliori 5

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Pressione fiscale in Europa. I 5 migliori Paesi europei a bassa tassazione. Se ti sembra di pagare troppe tasse in Italia ecco un report che ti svela i migliori cinque Paesi europei a più bassa tassazione. Se vuoi trasferirti all’estero e non vuoi allontanarti troppo dall’Italia devi prendere in considerazioni questi Paesi. Attenzione però! non è così semplice.

Se stai cercando un alternativa all’Italia ove trasferire la residenza fiscale questo report è quello che fa al caso tuo.

Ho deciso, infatti, di dedicare questo contributo per affrontare insieme la scelta legata ai migliori Paesi europei a bassa tassazione.

Si tratta di un’analisi effettuata sulla base della mia esperienza personale e di quella di alcuni clienti che hanno deciso di stabilirsi in questi Paesi.

La lista dei Paesi non è in ordine dal migliore al peggiore. L’ordine è semplicemente indicativo.

Dico questo perché in assoluto non esiste un Paese che su tutti è migliore degli altri. Diciamo che la scelta del Paese ove emigrare dipende molto dalla vostra attività e dalle tipologie di reddito che si percepiscono.

Trasferire la residenza all’estero è come realizzare un abito. Per essere davvero bello deve essere adattato alle forme di ciascuno, e per questo c’è bisogno dell’opera fondamentale di un sarto. Anche nel trasferimento di residenza si deve partire dalle caratteristiche di ciascuno per individuare il miglior Paese in cui emigrare.

Per questo devi affidarti sempre ad un consulente esperto in questo settore. Diffida sempre da chi ti confeziona un pacchetto preimpostato e valido per tutti.

Stai solo perdendo tempo!

Ma adesso veniamo a noi, ed analizziamo i cinque migliori Paesi europei a bassa tassazione secondo la mia esperienza.

Paesi europei a bassa tassazione

Paesi Europei a bassa tassazione: le Isole Canarie

Le Isole Canarie sono un arcipelago che fa parte della Spagna. Per questo motivo sono considerate a tutti gli effetti territorio UE. Contrariamente a quanto molti possono pensare le Canarie non sono un Paradiso Fiscale, o un territorio Black List.

Tuttavia, considerato il fatto che si tratta di un territorio di confine molto piccolo, negli anni ha saputo creare un regime fiscale diverso da quello spagnolo. Pensa che si tratta di sole 7 isole, ma soltanto due di essere (Tenerife e Gran Canaria), sono quelle maggiormente popolate.

La tassazione ufficiale che si applica alle Isole Canarie è quella spagnola. L’aspetto positivo delle Isole Canarie è che queste appartengono alla ZEC. Ovvero una area a bassa pressione fiscale autorizzata dalla Commissione Europea. L’obiettivo è quello di offrire vantaggi fiscali per evitare che queste isole con il passare del tempo si spopolino completamente.

L’effetto concreto è quello che consente a moltissime famiglie di godere di numerose agevolazioni. Pensate che molte di queste riescono a chiudere la loro dichiarazione dei redditi a credito. Ovvero devono ricevere un rimborso da parte dello Stato spagnolo.

Regime fiscale delle Canarie

Quello che rende le Canarie davvero appetibili da un punto di vista fiscale riguarda soprattutto la facoltà di detassare quello che si investe nella propria attività.

Sono presenti, infatti, meccanismi che prevedono deduzioni fiscali per le piccole realtà imprenditoriali che reinvestono il reddito percepito. Questo fino ad arrivare (realizzando Progetti Imprenditoriali più importanti che possano rispondere a particolari condizioni e requisiti da soddisfare) ad una tassazione pari al solo 4%.

Ad oggi queste sono le migliori condizioni a livello Europeo che si possono ottenere a livello fiscale.

Quanto sopra, riferendoci riferito all’aliquota media attualmente in vigore in Spagna per le Società, corrisponde ad un risparmio fiscale di circa il 23%.

In virtù dello speciale Statuto di Regione Autonoma Spagnola, pone ancor oggi le Canarie in condizione di offrire, grandi opportunità a chi voglia intraprendere o semplicemente stabilirsi in questo arcipelago.

Per quanto riguarda le imposte indirette si deve segnalare la IGIC, che si può assimilare per semplicità alla nostra Iva. Imposta che è pari al 7% ed è applicata ai beni e servizi di quotidiana utilità.

I regimi fiscali per le persone fisiche

Esistono due regimi di tassazione per le persone fisiche, l’estimazione diretta e il modulo.

L’estimazione diretta prevede un’aliquota del 20% con pagamento trimestrale e conguaglio a fine anno. Esiste  la possibilità di una riduzione del 20% del reddito positivo sulla quale si andrà a calcolare l’aliquota Irpef. Questa agevolazione è riservata alle nuove imprese, con fatturato fino a € 150.000,00.

Questo tipo di tassazione non è altro che un regime molto simile al nostro Regime Forfettario. Esso prevede un’aliquota di tassazione fissa e un plafond di fatturazione a cui sottostare.

Il Modulo invece è la tassazione più favorevole. Ovvero si paga il 2% su una base imponibile che viene calcolata su specifici coefficienti. Trattasi quindi una sorta di forfait che si determina sulla base della specifica attività e della superficie occupata.

Le attività di ristorazione beneficiano di questa particolare tassazione, e per questo motivo hanno proliferato fino ad invadere ormai ogni angolo delle isole. Questa però non si applica a tutte le attività, ma solo a quelle indicate, per l’appunto, dalla specifica normativa in merito. Devono essere inoltre attività che occupano uno spazio fisico, esempio un negozio. Ad esempio un e-commerce o un’attività completamente on-line non  potrà beneficiare di questa tassazione.

Controindicazioni

Il primo aspetto da considerare è le Canarie sono delle Isole. Territorio piccolo, e con collegamenti possibili solo via aereo o nave. Considera poi che non si tratta di un territorio molto vicino all’Europa.

Come saprai le Canarie sono davanti al Marocco in una posizione molto staccata dall’Europa.

Da un punto di vista pratico non ti consiglio le Canarie se hai alcuni tipi di business. Ad esempio, se vendi in dropshipping o comunque senza magazzino in loco, le Canarie possono sicuramente fare al caso tuo. Mentre, al contrario se vendi con magazzino far transitare le merci dalle Canarie può essere controproducente.

Paesi Europei a bassa tassazione: la Bulgaria

Tra i Paesi Europei a bassa tassazione non poteva mancare la Bulgaria. Oggi è uno dei Paesi maggiormente interessati dal fenomeno del trasferimento di residenza all’estero.

Molti italiani si sono trasferiti in Bulgaria con profitto, ed hanno trovato un Paese pronto ad assecondare le loro attività economiche.

Inutile dire che il principale vantaggio di questo Paese, è il costo della vita relativamente basso. Naturalmente è necessario accontentarsi un po’, ma se si è disposti a sacrificare qualcosa rispetto all’Italia, si possono trovare interessanti vantaggi.

Primo e più interessante vantaggio, come vedrai, è quello di natura fiscale.

La tassazione delle persone fisiche

L’imposta sulle persone fisiche è regolata dall’“Income Taxes on Natural Persons Act”.

A partire dal 2008 la Bulgaria ha introdotto una flat tax unica del 10% che ha sostituito le precedenti aliquote progressive dell’imposta sul reddito (20%, 22% e 24%).

L’imposta grava su tutti i redditi delle persone fisiche ovunque prodotti per i residenti e su quelli prodotti sul territorio per i non residenti.

Con un’imposta del genere, con aliquota del solo 10% la Bulgaria è sicuramente uno dei Paesi Europei a bassa tassazione. Anzi, sicuramente è quello che offre un aliquota di imposta inferiore rispetto a tutti gli altri.

E’ considerato residente in Bulgaria chi:

  • Ha un domicilio permanente nel territorio nazionale;
  • E’ presente sul territorio per più di 183 giorni in un anno;
  • E’ inviato all’estero per conto di entità residenti;
  • Ha i propri interessi vitali nel territorio.

Sono considerati redditi di fonte bulgara:

  • I redditi derivanti da attività economica all’interno del territorio nazionale;
  • I redditi provenienti da attività di lavoro o prestazioni di servizi effettuate nel territorio nazionale;
  • I dividendi e le plusvalenze per la liquidazione di quote di partecipazione in società residenti;
  • I redditi provenienti dal trasferimento di ditte individuali residenti;
  • Qualsiasi remunerazione per attività svolte nel paese da sportivi, scienziati, artisti o figure pubbliche anche se pagati per mezzo di intermediari;
  • Tutti gli altri redditi previsti dalla legge.

L’imposta sul valore aggiunto

Il regime Iva è in vigore in Bulgaria 2007 segue quello adottato dagli Stati membri dell’Unione europea ed è basato sulla direttiva europea 2006/112/CE relativa al sistema comune del valore aggiunto.

L’imposta si applica a tutte transazioni di beni e servizi interni al Paese, agli acquisti intra-Ue e alle importazioni.

Le cessioni intracomunitarie e le esportazioni, il trasporto internazionale di merci e passeggeri e specifiche transazioni internazionali non sono imponibili ma danno diritto alla detrazione dell’Iva pagata all’acquisto.

In generale l’aliquota standard è del 20% con un’aliquota speciale del 9% per i servizi delle strutture ricettive.

Controindicazioni

Con uno dei regimi fiscali più bassi d’Europa la Bulgaria non può che essere allettante. Da considerare comunque che il tenore di vita e il livello dei servizi sociali ed assistenziali non è paragonabile a quello Italiano. Questo è l’unico aspetto che si deve prendere in considerazione se si vuole trasferirsi in questo Paese.

Basso livello di tassazione, ma allo stesso tempo anche minori servizi a cui poter attingere. Scelta da valutare bene caso per caso.

Ultimo aspetto è quello legato alle prospettive future. La Bulgaria è una nazione che sta crescendo e quindi, probabilmente, questo regime fiscale così allettante non potrà durare ancora per molti anni.

Paesi Europei a bassa tassazione: Malta

Malta è un arcipelago nel centro del Mar Mediterraneo, situato tra la Sicilia e la costa del Nordafrica.

Anche in questo caso si tratta di un piccolo stato europeo. Da un punto di vista fiscale, l’aspetto che rende attrattiva Malta è legato al fatto che è in vigore una tassazione territoriale del reddito.

Per tassazione territoriale intendo dire che si pagano le imposte soltanto sui profitti generati sul territorio maltese. Oppure sui redditi generati all’estero ma riportati a Malta.

E’ un principio di tassazione diverso da quello di tutti gli altri Paesi UE. Paesi che adottano una tassazione che è, invece, worldwide.

Effetti positivi del regime fiscale territoriale

Il vantaggio fiscale di Malta è legato alla sua tassazione territoriale. Le persone fisiche e società sono tassate a Malta solo per i redditi ivi percepiti.
Il regime fiscale territoriale si applica ai soggetti non domiciliati che sono tenuti a pagare le tasse nel paese di residenza solo sui redditi ivi prodotti.

Pertanto un cittadino non maltese, che trasferisce la residenza a Malta, nel rispetto delle norme in materia, acquisisce lo status di residente non domiciliato.

Un soggetto considerato residente non domiciliato a Malta pagherà le imposte sul reddito:

  • Sul reddito in qualsiasi forma prodotto a Malta e sul capital gain ivi prodotto;
  • Sui redditi da fonte estera solo se trasferiti a Malta.

Mentre, lo stesso soggetto non pagherà le imposte sul reddito su:

  • Sul ‘’clean capital’’ rimesso a Malta
  • Sul ‘’capital gains’’ prodotto all’estero e parzialmente o totalmente trasferito a Malta.

Teoricamente, quindi, con questo regime potresti arrivare anche ad abbattere la tassazione a zero.

Controindicazioni

Sebbene l’imposizione fiscale di Malta permette teoricamente abbattere le imposte a zero c’è un problema da tenere presente.

Le convenzioni Ocse prevedono che il generale criterio di residenza non trovi applicazione con riguardo ai soggetti imponibili nel supposto stato di residenza (applicando i criteri generali) esclusivamente per redditi derivanti da fonti ivi situate.

Questo vuol dire che se la tua residenza è a Malta, ma il tuo domicilio è situato altrove (es. Italia) rischi che il Fisco dell’altro paese pretenda che tu versi le imposte anche in quel paese. E’ fondamentale, infatti, il concetto di centro degli interessi vitali per stabilire la residenza fiscale di un soggetto.

Detto in altre parole se sei residente a Malta, ma vendi in Italia il Fisco italiano potrebbe pretendere la sua parte.

Tuttavia, questo aspetto può essere superato, se ad esempio si svolge un’attività con vendita in Paesi extra UE, senza avere in loco una stabile organizzazione.

Paesi Europei a bassa tassazione: Andorra

Andorra tra i Paesi di questa classifica è l’unico vero “Paradiso Fiscale“. Si tratta di un micro Stato situato nel centro dell’Europa (ma attenzione non fa parte della UE), precisamente al confine tra Francia e Spagna.

Ha una tassazione che si attesta intorno al 10%, quindi relativamente conveniente e molto bassa. Rispetto ad altri Paesi UE ha il vantaggio che il proprio sistema tributario funziona proprio grazie a questo tipo di tassazione agevolata. Se uno Stato come Andorra, infatti, aumentasse la tassazione perderebbe subito investimenti, imprese che investono e quindi entrate tributarie.

Ad oggi Andorra è una meta turistica di montagna ed è molto affascinante.

Imposta sul reddito delle Persone Fisiche

Le persone fisiche sono considerate fiscalmente residenti ad Andorra se:

  • Risiedono per più di 183 giorni ad Andorra;
  • Mantengono nel principato la base delle loro attività o interessi economici.

L’aliquota ordinaria è del 10% ma per i redditi appartenenti alla base imponibile generale l’aliquota è ridotta al 5% tra 24 mila e 40 mila euro.

I residenti senza attività economica possono scegliere il regime più conveniente tra quello ordinario o il pagamento forfettario di 30 mila euro annuali.

Imposta sul reddito delle società

La tassazione sul reddito delle società ad Andorra è molto vantaggiosa se confrontata con quella di altri Paesi UE.

L’imposta si applica al reddito delle persone giuridiche residenti fiscalmente nel territorio di Andorra.

Sono considerate residenti le imprese che soddisfano i seguenti requisiti:

  • Sono costituite secondo la normativa vigente;
  • Hanno la sede legale nel territorio di Andorra;
  • L’attività di direzione e controllo viene effettuata da Andorra.

I residenti sono tassati sui redditi di qualsiasi provenienza mentre i non residenti solo sui redditi di fonte andorriana.

In generale l’imposta è pari al 10% del reddito tassabile con l’eccezione del reddito delle istituzioni di investimento collettivo regolate dalla legge di diritto Andorrano per i quali l’aliquota è dello 0%.

E’ possibile ottenere una riduzione fino all’80% dell’imposta per quanti svolgono transazioni internazionali di beni tangibili e intangibili.

Controindicazioni

Sebbene i costi della vita non siano alti come in altri Paesi simili, vedi la Svizzera sicuramente non sono alla portata di tutti.

Potremmo dire che Andorra abbia un costo della vita comunque accettabile da destinato a crescere nel tempo. Questo in quanto negli ultimi anni sta davvero aumentando. Acquistare un immobile ad Andorra, non è certo economico, come ad esempio a Malta o alle Canarie.

Devi mettere in conto di avere già un budget da spendere se vuoi trasferirti in questo Paese.

Altra cosa da sottolineare è che Andorra non facendo parte dell’Unione Europea non permette di ottenere facilmente la residenza permanente.

Infine c’è da dire che Andorra è spesso influenzata dalla Commissione europea. Infatti, come la Svizzera, ha dovuto accogliere alcune pressioni provenienti da Bruxelles. La Commissione le ha specificamente chiesto di aumentare la tassazione ai residenti.

Paesi a bassa tassazione: la Svizzera

La Svizzera non fa parte dell’Unione Europea quindi non è costretta a rispettare le direttive illiberali varate ogni giorno dalla Commissione europea.

Si tratta sicuramente di un enorme vantaggio. Questo poiché il tuo patrimonio in Svizzera è sicuramente più al sicuro che in qualsiasi altro paese europeo.

In più si aggiunga che le imposte svizzere (soprattutto nel Canton Ticino) sono incredibilmente più basse dei paesi europei occidentali.

Il sistema di tassazione svizzero è molto complicato, ma sicuramente posso dirti che per te è meglio stabilirsi nel Canton Ticino sia per motivi fiscali che linguistici.

Inoltre la Svizzera è praticamente attaccata all’Italia e dista un paio di ore di automobile da Milano. Questo la rende la migliore candidata per chi deve frequentemente recarsi in italia.

Il vero vantaggio competitivo della Svizzera è la solidità del suo apparato bancario. Se i tuoi soldi sono in una banca svizzera puoi essere sicuro che tale Banca non fallirà mai. Inoltre, anche se non vi è più segreto bancario, la solidità di un istituto finanziario svizzero copre sicuramente il fatto che non esista più l’anonimato.

I tre livelli di imposizione

In Svizzera sono vigenti tre diversi livelli di imposizione. Si tratta dell’imposizione nazionale, cantonale e comunale.

Le persone fisiche vengono tassazione in base alla loro residenza fiscale. Mentre le aziende vengono tassate laddove risiede la sede sociale.

Mentre l’imposta federale ha una sola aliquota, quella cantonale varia tra uno Stato e l’altro e in base al capitale (o agli utili).

La prima incide in misura del 7,83% (al netto dei prelievi fiscali da parte di Cantoni e comuni) mentre l’imposta sugli utili a livello cantonale varia dal 4,4 al 19% (quella sul capitale si muove tra lo 0,03% e lo 0,3%).

Il comune applica prelievi sugli utili che variano dal 4 al 16% (e sul capitale tra lo 0,04 e lo 0,25%).

L’onere fiscale totale, che come detto varia dall’ammontare del capitale, degli utili, dal Cantone e dal Comune in cui l’azienda risiede, oscilla nel range che va dal 16 al 25%.

Controindicazioni

Oggi la Svizzera non è più un paradiso fiscale.

La tassazione sui redditi personali e di impresa è cresciuta molto. Sebbene ufficialmente i dati dell’OCSE ci fanno sembrare la Svizzera un paradiso in piena europa la realtà è un poco più complessa. Soprattutto perché in Svizzera il costo della vita è davvero molto elevato.

Inoltre anche le pressioni dell’Unione Europea vengono recepite e accolte con favore dalla Svizzera.

Paesi europei a bassa tassazione: consulenza

Se hai letto questo report molto probabilmente sei interessato ad un possibile trasferimento di residenza all’estero.

In questo contributo ho cercato di riassumerti quelli che secondo la mia esperienza sono i cinque Paesi europei a bassa tassazione. Ognuno di questi Paesi ha caratteristiche proprie e non è possibile stabilire quale sia il migliore. Ognuno di noi ha preferenze e ricerca aspetti diversi quando individua un Paese per emigrarvi.

Quello che posso dirti dalla mia esperienza personale è che un trasferimento di residenza all’estero non deve mai mettere al primo posto l’aspetto fiscale, ma piuttosto il proprio stile di vita.

Se sei interessato ad avere un consulente che ti assista e ti indirizzi al meglio nella normativa fiscale per chiudere ogni legame con lo Stato italiano e per trasferirti con serenità all’estero, utilizza il servizio di consulenza fiscale dedicato.

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