Dichiarazione integrativa: istruzioni operative e ravvedimento

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La dichiarazione integrativa, relativa ad una dichiarazione correttamente presentata (modello Redditi P.F., S.C., S.P.), corregge la precedente dichiarazione. La procedura da seguire prevede la presentazione della dichiarazione dei redditi corretta. A questa deve essere aggiunto il versamento della maggiore imposta dovuta. Degli interessi di mora, e delle sanzioni, ridotte secondo le disposizioni del ravvedimento operoso. Di seguito le istruzioni operative per la presentazione della dichiarazione integrativa.

La presentazione della dichiarazione dei redditi (modello Redditi) per persone fisiche e società è in scadenza ogni anno al 31 di ottobre (relativamente ai redditi dell’anno precedente).

Tuttavia, è assai frequente trovarsi nella situazione in cui ci si accorge, oltre questa data, di aver commesso un errore incidente nella determinazione dell’imposta (Irpef, Ires, Irap).

Può trattarsi ad esempio di una detrazione o deduzione imputata per eccesso, oppure, di un reddito non dichiarato.

Pensa, ad esempio, al caso di una prestazione di lavoro autonomo occasionale non dichiarata. Oppure pensa al caso di una società che non abbia indicato correttamente il valore dei costi sostenuti nell’esercizio.

In questi casi, come in tutti quelli in cui si è dichiarato un minor reddito o una maggiore deduzione o detrazione si può sanare autonomamente la situazione presentando una dichiarazione integrativa. Nel caso la dichiarazione integrativa, è a sfavore del contribuente.

In questo report voglio riepilogarti brevemente la procedura operativa da seguire se ti trovi nella fattispecie relativa ad una dichiarazione dei redditi integrativa a sfavore.

Vediamo, quindi, procedura e versamento di imposte interessi e sanzioni ridotte con ravvedimento operoso.

Dichiarazione integrativa

La dichiarazione integrativa

La dichiarazione integrativa è una dichiarazione dei redditi che viene ripresentata andando a sanare il precedente errore commesso dal contribuente.

Si tratta sostanzialmente di un modello Redditi identico a quello precedentemente compilato, ove però, saranno modificate le parti errate, sostituite con quelle corrette.

All’interno del frontespizio del modello Redditi deve essere barrata la casella dichiarazione integrativa, e dovranno, altresì, essere barrate le caselle in corrispondenza dei quadri del modello che si è andati a modificare rispetto alla dichiarazione originaria.

Dichiarazione integrativa 2

La dichiarazione integrativa a sfavore è quella che determina un maggior tributo a carico del contribuente. Questo a causa della mancata indicazione di ricavi, o per la deducibilità di costi in eccedenza rispetto a quanto consentito dal Tuir.

Questa può essere presentata telematicamente entro 31 dicembre del quinto anno successivo a quello di presentazione della dichiarazione ordinaria. Questo ai sensi dell’articolo 43 del DPR n 600/73.

Questo, a meno che si parli di redditi percepiti in paradisi fiscali. In questo caso i termini di accertamento raddoppiano e quindi la dichiarazione integrativa può essere presentata entro il 31 dicembre del decimo anno successivo a quello di presentazione della dichiarazione ordinaria. Per approfondire: “Termini di accertamento delle imposte sui redditi“.

Iter di perfezionamento della dichiarazione integrativa

Presupposto per poter presentare la dichiarazione integrativa è naturalmente la presentazione valida della dichiarazione originaria.

Per poter perfezionare l’invio di una dichiarazione integrativa è necessario (ma non obbligatorio), versare anche la maggiore imposta che si viene a determinare dalla dichiarazione integrativa, con sanzioni e interessi.

Tuttavia, il versamento non deve essere per forza contestuale alla presentazione della dichiarazione integrativa.

Il contribuente, infatti, effettua questo versamento con ravvedimento operoso, e quindi può versare le maggiori imposte nel momento in cui desidera, rispettando le sanzioni ridotte in base al tempo. Oppure aspettare l’arrivo della comunicazione di irregolarità da parte dell’Agenzia delle Entrate.

Sanzioni per la dichiarazione integrativa

L’Agenzia delle Entrate, per la presentazione della dichiarazione integrativa prevede l’applicazione, alternativamente, di due diversi tipi di sanzione.

Vediamo di seguito importi e differenze.

Sanzione amministrativa per omesso versamento

Si tratta di una sanzione amministrativa del 30% delle maggiori imposte dovute o del minor credito generato.

Questa sanzione trova applicazione nel caso in cui si vadano a correggere errori rilevabili in sede di applicazione degli articoli 36-bis e 36-ter del DPR n. 600/1973.

La sanzione è ridotta al 15% se la dichiarazione integrativa viene presentata nei 15 giorni successivi alla scadenza.

Sanzione amministrativa per infedele dichiarazione

Si tratta di una sanzione amministrativa che va dal 90% al 180% delle maggiori imposte dovute e non versata o del minor credito generato.

Questo tipo di sanzione si applica nel caso in cui il contribuente vada a correggere con la dichiarazione integrativa errori rilevabili solo in sede di accertamento. Classico caso è quello di omessa e/o errata indicazione di redditi.

Sanzione minima applicabile per le contestazioni di dichiarazione infedele.

Dichiarazione integrativa: sanzioni applicabili in base al tempo

Gli errori e le omissioni nelle dichiarazioni dei redditi, che incidono sulla determinazione e sul pagamento delle imposte, sono sanabili con il ravvedimento operoso.

Le irregolarità sanabili, con un’unica dichiarazione integrativa ed eseguendo il pagamento spontaneo delle somme dovute, sono di due tipi, a seconda che la presentazione della dichiarazione integrativa avvenga entro od oltre i 90 giorni dalla scadenza.

Presentazione della dichiarazione integrativa entro i 90 giorni

Errori non rilevabili da controlli automatizzati Errori rilevabili da controlli automatizzati
€. 250 (art. 8, c. 1, D.Lgs. 471/97), ridotta ad 1/9 ai sensi della lettera a)-bis art. 13 D.Lgs. n. 472/97 Sanzione per omesso versamento, se dovuto, ridotta secondo le misure dell’articolo 13 D.Lgs. n. 472/97 a seconda del tempo.
Sanzione per omesso versamento, se dovuto, rodotta secondo le misure dell’articolo 13 D.Lgs. n. 472/97 a seconda del tempo.

Presentazione della dichiarazione integrativa oltre i 90 giorni

Errori non rilevabili da controlli automatizzati Errori rilevabili da controlli automatizzati
Violazione di infedele dichiarazione

Sanzione pari al 90% (articolo 1, comma2, D.Lgs. n. 471/97) della maggiore imposta dovuta o della differenza del credito utilizzato, ridotta secondo le misure dell’articolo 13 D.Lgs. n. 472/97 a seconda del tempo.

Sanzione per omesso versamento (30%), se dovuto, ridotta secondo le misure dell’articolo 13 D.Lgs. n. 472/97 a seconda del tempo.

La sanzione di €. 250 non trova applicazione.

Se non sono dovute imposte o non ricorre la infedeltà della dichiarazione ma irregolarità della stessa, applicazione della sanzione prevista dall’articolo 8 del D.Lgs. n. 471/97 ridotta secondo le misure dell’articolo 13 D.Lgs. n. 472/97 a seconda del tempo.

Ravvedimento operoso nella dichiarazione integrativa

La sanzione applicabile al caso concreto, può essere versata beneficiando delle riduzioni previste dal ravvedimento operoso, di cui all’articolo 13 del D.Lgs. n. 472/1997.

Il ravvedimento operoso può essere utilizzato per sanare la posizione del contribuente prima che siano iniziati provvedimenti accertativi nei suoi confronti. Questo nei termini visti sopra per la presentazione della dichiarazione integrativa.

Il ravvedimento si effettua versando la maggiore imposta dovuta, gli interessi di mora e la sanzione (viste sopra del 30% o del 90% della maggiore imposta), applicandovi le seguenti riduzioni:

  • Riduzione a 1/9 del minimo se la regolarizzazione degli errori e delle omissioni, avviene entro il novantesimo giorno successivo al termine per la presentazione della dichiarazione;
  • Riduzione a 1/8 del minimo, se la regolarizzazione degli errori e delle omissioni, avviene entro il termine per la presentazione della dichiarazione relativa all’anno nel corso del quale è stata commessa la violazione;
  • Ridotta a 1/7 del minimo, se la regolarizzazione degli errori e delle omissioni, avviene entro il termine per la presentazione della dichiarazione relativa all’anno successivo a quello nel corso del quale è stata commessa la violazione oppure;
  • Riduzione a 1/6 del minimo. Se la regolarizzazione degli errori e delle omissioni, avviene oltre il termine per la presentazione della dichiarazione relativa al secondo anno successivo a quello nel corso del quale è stata commessa la violazione;
  • Riduzione a 1/5 del minimo se la regolarizzazione degli errori e delle omissioni, avviene dopo la constatazione della violazione. Ai sensi dell’articolo 24 della legge 7 gennaio 1929, n. 4.

Dichiarazione integrativa: sanzioni con ravvedimento operoso

Dichiarazione integrativaErrori rilevabili in sede di applicazione degli articoli 36-bis e 36-ter del DPR n. 600/73Errori rilevabili in sede di accertamento (omessa e/o errata indicazione di redditi)
Sanzione Piena30%90%
Sanzione ridotta presentata entro il 90° giorno successivo alla scadenza1,67% (riduzione di 1/9 del 15%)10,00% (riduzione di 1/9)
Sanzione ridotta entro il termine di presentazione della dichiarazione relativa all'anno in cui è stata commessa la violazione3,75% (riduzione di 1/8 del 30%)11,25% (riduzione di 1/8)
Sanzione ridotta entro il termine di presentazione della dichiarazione relativa all'anno successivo in cui è stata commessa la violazione4,29% (riduzione di 1/7 del 30%)12,86% (riduzione di 1/7)
Sanzione ridotta entro il termine di presentazione della dichiarazione relativa al secondo anno successivo in cui è stata commessa la violazione5,00% (riduzione di 1/6 del 30%)15,00% (riduzione di 1/6)

Esempio di ravvedimento per dichiarazione integrativa

Vediamo adesso con un semplice esempio come avviene il ravvedimento per la dichiarazione integrativa.

Si ipotizzi che una società presenti entro i termini la dichiarazione modello Redditi relativa all’anno “n” (presentato entro il 31 ottobre dell’anno “n+1”).

Ipotizziamo che la società si accorga successivamente di avere commesso un errore, non avendo ripreso a tassazione costi indeducibili per €. 12.000, da cui una minore Ires versata per €. 3.300.

La violazione potrà essere sanata in base alle disposizioni di cui alla nuova lettera a-bis) dell’articolo 13 del D.Lgs. n. 472/97 entro 90 giorni (entro il 30 dicembre dell’anno “n+1”), versando la sanzione ridotta (pari all’imposta non versata di €. 3.300), al 10% (ovvero 90%/9).

Per perfezionare il ravvedimento (nei 90 giorni), la società deve:

  • Inviare il modello Redditi SC integrativo barrando la relativa casella nel frontespizio. Nel riquadro firma della dichiarazione, andranno indicati i quadri che sono stati modificati con ‘’integrativa (codice 2), e/o aggiunti e quelli non modificati (codice 1);
  • Versare la maggiore Ires (€. 3.300), la sanzione ridotta pari a €. 330,00 (€. 3.300 x 10,00%) e gli interessi al tasso legale dello 0,50% per i 90 giorni di ritardo.

Il modello F24 dovrà essere così compilato:

  • Codice tributo 2003 (Ires), anno di imposta “n” per €. 3.300;
  • Codice tributo 8918 (sanzione Ires), anno di imposta “n” per €. 330,00;
  • Codice tributo 1990 (interessi da ravvedimento), anno di imposta “n” per €. 4,07.

Ricordiamo che l’anno di imposta da indicare nel modello F24, in caso di presentazione della dichiarazione integrativa, è l’anno in cui è stata commessa la violazione (e non il periodo a cui si riferisce il versamento).

Questo ai sensi della Risoluzione n. 38/E/2007 Agenzia delle Entrate.

Maggior termine accertativo per integrativa

L’Agenzia delle Entrate, a fronte della possibilità di avvalersi del ravvedimento operoso in caso di dichiarazione integrativa, ha previsto un termine di decadenza allungato per l’azione di accertamento nel caso in cui venga presentata una dichiarazione integrativa.

Infatti, la presentazione di una dichiarazione integrativa, sia ai sensi del comma 8, dell’articolo 2, del DPR n. 322/1998, che dell’articolo 13 del D.Lgs. n. 472/1997, comporta che i termini di decadenza dell’accertamento delle imposte sui redditi si computa sulla dichiarazione integrativa in relazione agli elementi che sono stati rettificati.

Questo allungamento dei termini di accertamento, è valido, tuttavia, solo per le dichiarazioni integrative pro erario, ovvero quelle che determinano una maggiore imposta o un minor credito d’imposta.

Dichiarazione integrativa società di capitali

Come detto, il contribuente può quindi presentare una dichiarazione integrativa, entro il termine di cui all’articolo 43 del DPR  n. 600/1973. Si tratta del 31 dicembre del quinto anno successivo a quello in cui è stato presentata la dichiarazione da correggere.

A tal fine è stato introdotto il quadro DI al modello Redditi SC.

Inoltre, poiché il nuovo termine di presentazione delle dichiarazioni integrative si rende applicabile anche alle dichiarazioni integrative di annualità pregresse, per le quali non siano ancora spirati i termini di decadenza per l’accertamento, è stato eliminato il prospetto “Errori contabili” del quadro RS.

Nella casella “dichiarazione integrativa” deve essere indicato:

  • Il codice 1, nell’ipotesi prevista dall’articolo 2, comma 8, del D.P.R. 322/1998, entro il 31 dicembre del quinto anno successivo a quello in cui è stata presentata la dichiarazione. Questo per correggere errori od omissioni che abbiano determinato l’indicazione di un maggior o minor reddito o di un maggior o minor debito d’imposta o di un maggior o minor credito;
  • Il codice 2, nell’ipotesi in cui il contribuente intenda rettificare la dichiarazione già presentata in base alle comunicazioni inviate dall’Agenzia delle Entrate. Questo ai sensi dell’articolo 1, commi 634 – 636, Legge n 190/2014. L’Agenzia delle Entrate mette infatti a disposizione del contribuente le informazioni che sono in suo possesso (riferibili allo stesso contribuente, acquisite direttamente o pervenute da terzi, relative anche ai ricavi o compensi, ai redditi, al volume d’affari e al valore della produzione, a lui imputabili, alle agevolazioni, deduzioni o detrazioni, nonché ai crediti d’imposta, anche qualora gli stessi non risulti­no spettanti). In questo modo offre la possibilità di correggere spontaneamente eventuali errori od omissioni, anche dopo la presentazione della dichiarazione.

Precisazioni sul frontespizio

Infine, la casella “Dichiarazione integrativa (articolo 2, comma 8-ter, D.P.R. 322/1998)” va barrata unicamente in caso di presentazione di una dichiarazione integrativa nell’ipotesi prevista dall’articolo 2, comma 8-ter, del DPR n 322/1998. Questo allo scopo di modificare l’originaria richiesta di rimborso dell’eccedenza d’imposta esclusivamente per la scelta della compensazione. Sempreché il rimborso stesso non sia stato già erogato anche in parte.

Tale dichiarazione va presentata entro 120 giorni dalla scadenza del termine ordinario di presentazione, secondo le disposizioni di cui all’articolo 3 del citato DPR n 322/1998, utilizzando modelli conformi a quelli approvati per il periodo d’imposta cui si riferisce la dichiarazione.

Dichiarazione integrativa: consulenza

Se ti sei accorto di aver commesso un errore nella presentazione della tua dichiarazione dei redditi, non preoccuparti.

In ogni caso sarà per te possibile presentare una dichiarazione dei redditi andando a sanare la tua situazione.

La presentazione della dichiarazione dei redditi integrativa deve avvenire con modalità telematiche. Per questo motivo di consiglio di farti assistere esclusivamente da un dottore commercialista esperto.

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CONSULENZA DICHIARAZIONE INTEGRATIVA

8 comments

  1. Nell’esempio il conteggio della sanzione (con la riduzione di 1/9 – 11,11%) è quella che viene notificata in sede di accertamento o è il calcolo del ravvedimento ? Mi risulterebbe, per il ravvedimente, da applicare non 11,11% ma 3,33%.

  2. Nell’esempio si prende a riferimento la sanzione del 100% applicabile nel caso in cui nell’integrativa si inseriscano componenti non rilevabili da un controllo automatizzato, come ad esempio maggiori redditi. La sanzione del 100% ridotta 1/9 con ravvedimento porta all’11,11%. Spero che adesso sia tutto chiaro.

  3. Salve,ho un caso di una integrativa neutra ( o a favore) …ovvero è stato omessa la compilazione negli studi di settore del rigo f29 (valore beni strumentali). inserendolo adesso viene una congruità che non c’era al momento della compilazione originale. sono a chiedere: devo pagare un f24 e se sì di quale importo, x la presentazione dell’integrativa? grazie mille

  4. Le integrative a favore, non prevedono il versamento di sanzioni.

  5. Salve a tutti e complimenti per l’articolo, ben fatto e dettagliato.
    Una domanda: ho omesso, per l’anno 2014, una dichiarazione di prestazione occasionale (me ne sono totalmente dimenticato) e l’Agenzia delle Entrate mi ha mandato una intimazione di ravvedimento. Gli ho telefonato e mi hanno detto che è preferibile intervenire ENTRO 60 giorni per evitare accertamenti.

    Ho telefonato al CAF dove mi rivolgo per fare la dichiarazione dei redditi che mi ha invece detto che le integrazioni di questo tipo non le gestiscono mai prima di settembre e che non è vero che il ravvedimento va fatto entro 60 giorni.

    Chi ha ragione e chi torto, secondo voi?

  6. Il ravvedimento si può sempre effettuare prima di un controllo effettivo da parte dell’Agenzia. Naturalmente più tempo aspetta più la riduzione della sanzione diminuisce. Le consiglio di rivolgersi comunque ad un commercialista.

  7. serafino di bartolomeo

    Buongiorno.il caf ha presentato per me una dichirazione integrativa a sfavore, ( anno fiscale 2014) tramite servizio telematico entratel , ho pgato 150 euro , ma sulla dichiarazione il nome del caf non esiste , sono registrato sul sito dell’agenzia delle entrate, se entro nel sito posso controllare personalmente se l’agenzia ha ricevuto la mia dichiarazione? grazie se mipotete rispondere.

  8. Certamente, se lei ha l’accesso alla sua posizione personale può verificare se la dichiarazione è stata correttamente presentata all’Agenzia delle Entrate.

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