Imposte estere definitive per ottenere il credito

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In quali casi le imposte pagate all’estero possono contribuire alla formazione del credito per imposte estere? Quale documentazione è tenuta a conservare il contribuente? Come evitare di commettere errori quando si vuole usufruire del credito per imposte pagate all’estero. Imposte estere definitive e documentazione per ottenere il credito per imposte estere.

Una delle problematiche che spesso riguardano i contribuenti residenti in Italia che percepiscono redditi esteri è il calcolo del credito di imposta.

I soggetti residenti fiscalmente in Italia, infatti, sono soggetti a tassazione sui redditi ovunque prodotti.

Questo in base alla c.d. “worldwide taxation“, disciplinata dall’articolo 3 del DPR n. 917/86.

Questa modalità di tassazione può comportare una doppia tassazione del reddito in tutti quei casi in cui lo Stato estero che ha erogato il reddito prevede una tassazione alla fonte.

Per evitare fenomeni di doppia tassazione del reddito l’articolo 165 del DPR n 917/86 evita la doppia imposizione attraverso l’applicazione di un credito per imposte estere.

Nella pratica professionale mi occupo quotidianamente di questi aspetti, e posso assicurarti che la corretta applicazione del credito non è semplice.

Spesso molti contribuenti credono di poter fare da soli, e commettono errori che ripagano attraverso sanzioni comminate sugli accertamenti.

Per evitare di commettere errori, voglio riepilogare in questo report quali sono i documenti da conservare per l’applicazione del credito per imposte estere in Italia.

Il presente contributo si occupa nello specifico del concetto di definitività delle imposte pagate all’estero che possono essere computate nel calcolo del credito d’imposta.

Imposte estere definitive

Il credito per imposte pagate all’estero

Il primo comma dell’articolo 165 del DPR n 917/86 stabilisce l’applicazione del credito per imposte pagate all’estero.

In particolare, è concessa facoltà al contribuente di beneficiare di un credito per imposte estere pagate, sui redditi prodotti all’estero.

Per ottenere il credito è necessario che si tratti di redditi che concorrono a tassazione sulla base del principio di tassazione su base mondiale del reddito complessivo.

A scomputo delle imposte dovute in Italia è possibile per il contribuente beneficiare di un credito di imposta. Credito formato dalle imposte estere definitive pagate dal contribuente.

Il credito di imposta è utilizzabile fino a concorrenza della quota di imposta corrispondente al rapporto tra i redditi prodotti all’estero ed il reddito complessivo. Le eventuali perdite fiscali di precedenti periodi di imposta sono ammesse in deduzione.

Imposte estere definitive per il credito di imposta

Le imposte estere che possono essere oggetto di formazione del credito sono principalmente quelle oggetto di una Convenzione contro le doppie imposizioni.

Si tratta, quindi, principalmente, di imposte sul reddito pagate all’estero.

Sul punto l’articolo 15 del D.Lgs. n 147/2015 ha ampliato l’ambito di applicazione del credito per imposte estere.

In particolare, è stato stabilito attraverso una norma di interpretazione autentica che le imposte oggetto di applicazione del credito comprendono anche altri tributi esteri sul reddito.

Affinché, tuttavia tali imposte estere siano rilevanti per il riconoscimento del credito devono essere imposte estere definitive.

Tali imposte devono essere quindi irripetibili, quindi, non più modificabili a favore del contribuente.

Quindi, ad esempio, il versamento di acconti di imposta, non concorre alla formazione del credito per imposte estere.

Imposte estere definitive: caratteristiche

L’individuazione delle imposte estere definitive è una delle principali problematiche che spesso porta i contribuenti a commettere errori.

La prima cosa da tenere presente è che le imposte si considerano pagate a titolo definitivo nel periodo in cui vengono versate all’Amministrazione finanziaria estera.

Non è rilevante il momento di acquisizione della relativa certificazione, che invece, ha soltanto valenza probatoria.

Molti contribuenti che si sono rivolti alla mia consulenza, hanno erroneamente applicato il credito non in base all’anno di versamento, ma all’anno in cui hanno ricevuto la certificazione.

Si tratta di un errore non di poco conto, ed è stato necessario procedere all’invio di dichiarazioni integrative per sanare la situazione.

La certificazione che attesta l’importo del reddito e delle ritenute estere applicate ha soltanto valenza probatoria. Non serve per individuare l’anno di applicazione del credito per imposte estere.

Imposte estere non definitive

Non possono considerarsi definitive le imposte pagate in acconto o in via provvisoria.

Non si considerano definitive le imposte per le quali è prevista, sin dal momento del pagamento, la possibilità di rimborso totale o parziale.

Stessa cosa vale anche per i rimborsi attraverso il meccanismo della “compensazione” con altre imposte dovute nello Stato estero.

Allo stesso modo non possono essere detratte le imposte corrisposte in via provvisoria in pendenza di un contenzioso.

Fai attenzione, perché in tutti questi casi, non è possibile applicare il credito per imposte estere. Per poter applicare il credito è necessario attendere che vi siano imposte estere definitive.

Ritenuta convenzionale e rimborso

Altro aspetto da tenere in considerazione è quello legato alla eventuale ritenuta in uscita applicata dallo Stato estero. Qualora le ritenuta applicata nello Stato estero sia superiore a quella convenzionale, il soggetto residente in Italia, può chiedere il rimborso.

Rimborso che riguarda la differenza tra la ritenuta in uscita applicata e la ritenuta massima prevista in ambito convenzionale.

Sul punto ricordo che soltanto la ritenuta prevista al livello convenzionale può essere oggetto di riconoscimento del credito di imposta. Così come previsto dall’articolo 165 del DPR n 917/86.

Non è invece rilevante il fatto che l’imposta possa essere modificata a sfavore del contribuente. Come nel caso in cui la stessa si riferisca a redditi ancora assoggettabili ad accertamento da parte dell’Amministrazioni fiscale estera.

Imposte estere definitive: la documentazione

Ultimo aspetto da tenere in considerazione quando si parla di credito per imposte estere riguarda la documentazione.

Per poter predisporre la dichiarazione dei redditi e per ottenere il credito per imposte pagate all’estero è indispensabile avere la corretta documentazione.

Documentazione che occorre ai fini probatori per la definitività dell’imposta estera.

Si tratta della documentazione che l’Amministrazione finanziaria italiana richiede, in caso di accertamento.

In particolare, quando si vuole verificare la corretta applicazione del credito per imposte estere, il contribuente è tenuto a conservare la seguente documentazione:

  • Prospetto recante l’indicazione, distinta per ciascuno Stato estero, dei redditi prodotti, delle imposte estere definitive, del credito d’imposta spettante;
  • Copia della dichiarazione dei redditi presentata in ciascun Stato estero (se prevista);
  • Ricevuta di versamento delle imposte pagate in ciascun Stato estero;
  • Eventuale certificazione rilasciata dal soggetto che ha corrisposto redditi di fonti estera;
  • Eventuale richiesta di rimborso (qualora non inserita nella dichiarazione dei redditi).

Questi sono i documenti che il contribuente è chiamato a fornire in caso di accertamento fiscale.

Imposte estere definitive: consulenza

In questo contributo ho voluto fare il punto della situazione riguardante la documentazione occorrente per il riconoscimento del credito per imposte estere.

Si tratta di documentazione utile ai fini probatori senza la quale non è possibile applicare correttamente il credito per imposte estere in dichiarazione.

Molto spesso l’applicazione di questo credito è oggetto di errore da parte di molti contribuenti. Errori che poi vengono pagati cari in caso di accertamento.

Per questo motivo ti consiglio sempre di affidarti ad un dottore commercialista esperto di questo ambito per predisporre correttamente la tua dichiarazione dei redditi.

Per risolvere questioni riguardanti il credito per imposte estere puoi affidarti alla mia consulenza.

Contattami attraverso il link seguente e riceverai un preventivo per una consulenza in cui potrai chiarire i tuoi dubbi. Oppure, se vorrai potrai avere un preventivo per ricevere la mia consulenza fiscale continuativa annuale.

Non aspettare, evita di commettere errori e conserva la documentazione utile per gli accertamenti.

Consulenza fiscale online

3 comments

  1. Buongiorno, ho svolto un lavoro in Svizzera nel 2017, mi hanno rilasciato un certificato di Salario. Rendita 14821 euro, contributi 967 euro, rendita netta 13854 euro. Devo fare la Dichiarazione dei Redditi? Grazie

  2. Bisogna vedere dove è la sua residenza fiscale. Se vuole ne parliamo in consulenza così risolverò i suoi dubbi.

  3. Sono residente in Italia

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