Società offshore: cos’è e come si costituisce?

 
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Cos’è una società offshore? In quali settori opera? Qual’è il meccanismo che regola il trasferimento dei profitti? Che vantaggi si possono avere da una società offshore? Vediamo come si costituisce una società offshore

Chi di voi non ha mai pensato di aprire una società offshore in un paradiso fiscale, per sfuggire ad ogni tipo di adempimento e di tassazione?!

Credo che ogni imprenditore, almeno una volta nella vita abbia fantasticato qualcosa del genere.

Negli ultimi anni le società offshore, da sempre sconosciute ai più, sono balzate alla ribalta.

Questo in virtù sia del maggiore scambio di informazioni tra i vari Paesi, al fine di combattere l’evasione fiscale. Sia a seguito di alcuni scandali che hanno riguardato società di servizi, costituite appositamente per la creazione di società offshore al solo fine di evadere la tassazione.

In questo report voglio approfondire gli aspetti che riguardano la costituzione di una società offshore. Andando ad analizzare i motivi che possono spingere alla costituzione di una società di questo tipo.

Società offshore: cos’è?

Si definisce società offshore un ente che ha stabilito la propria sede legale in un paese diverso da quello nel quale sviluppa i suoi affari principali.

Solitamente il Paese estero nel quale decide di stabilire la sede è considerato un “paradiso fiscale“. Ma che cosa si intende per paradiso fiscale?

Cosa sono i Paradisi fiscali?

I paradisi fiscali non sono altro che realtà soleggiate per persone ombrose. 

Questa è la definizione che viene data in Australia i Paradisi fiscali.

Capire cosa è un Paradiso fiscale è facilmente intuibile. Sono Paesi spesso sotto la sovranità di uno Stato più grande dove le tasse sono molto basse o inesistenti. E con regimi fiscali molto poco trasparenti, che incoraggiano l’evasione fiscale.

In Italia per paradiso fiscale si deve intendere un qualsiasi Paese nel quale la tassazione media è inferiore di almeno il 50% rispetto a quella del Paese di origine.

Nei paradisi fiscali le restrizioni e le leggi che regolamentano le attività economiche sono molto flessibili e sono in grado di essere applicate senza particolari sforzi.

Tuttavia, l’aspetto principale che spinge le imprese ad aprire  società offshore in paradisi fiscali è l’elevata riservatezza sulle attività finanziarie che questi Paesi offrono a chi decide di spostare nel loro territorio una società.

In pratica, le autorità amministrative locali non consentono il totale scambio di informazioni con le autorità degli altri Paesi.

L’obiettivo dichiarato è quello di proteggere gli interessi degli imprenditori che costituiscono società offshore nei loro Paesi.

Esempi di Paradisi fiscali

Per farti capire alcuni esempi di paradisi fiscali sono ancora oggi: Panama, Hong Kong, Singapore, le Isole Vergini Britanniche, le Seychelles, le isole Cayman o Barbados.

Società offshore

L’obiettivo di questi Paesi è quello di offrire servizi alle imprese e una regolamentazione assai leggera.

Questo al fine di attrarre capitale estero nella propria economia.

Pensa che molto spesso non è detto che un soggetto residente in questi Paesi goda degli stessi vantaggi fiscali di un soggetto non residente.

Non è un caso che i paradisi in questione siano isole o territori poco estesi. Il basso numero di abitanti consente loro di ridurre al minimo il carico fiscale. Condizione che permettere loro di trasformarli in una destinazione privilegiata per gli investimenti esteri.

Si tratta di Paesi con qualcosa in meno rispetto agli altri. Non chiedo imposte perché non hanno imprese pubbliche, e non c’è una valuta propria.

Quali settori per una Società offshore?

Come hai visto la Società offshore consente di avere agevolazioni fiscali (che variano da Paese a Paese), legate all’esenzione (totale o parziale), da imposizione fiscale.

Si tratta dell’esenzione da tassazione dei proventi derivanti da attività commerciali effettuate al di fuori del Paese, ove la società è stabilita.

Per questo motivo le Società offshore vengono utilizzate per svolgere attività economiche che non richiedono una specifica posizione geografica.

Classico caso è quello delle attività online.

I grandi portali web hanno stabilito la loro sede, prendendo a riferimento esclusivamente, dove erano i migliori vantaggi in termini di servizi e tassazione offerta.

Pensa anche ai settori legati alla gestione dei beni immateriali (gestione dei marchi di aziende famose, nel campo della moda ad esempio). Oppure ancora attività legale alla gestione di attività finanziarie o patrimoniali.

Tuttavia, l’utilizzo di Società offshore ha trovato da sempre la sua massima applicazione per la creazione di holding societarie, o di società “cassaforte” legate alla tutela patrimoniale di beni appartenenti all’imprenditore.

Come si apre società Offshore

Per aprire una società offshore servono al massimo 48 ore.

Niente uffici né dipendenti.

Talvolta non è neppure indispensabile il titolare. E’sufficiente utilizzare un prestanome.

Ti sconsiglio di affidarti ai tantissimi siti online che ti promettano la realizzazione di questo tipo di società. Ti consiglio, invece, di rivolgerti ad un esperto di questo tipo di attività.

In poco tempo potrai contare sulla tua società. Con questa potrai avere una società che può fungere da parafulmine per le società del gruppo.

Naturalmente, dovrai farlo rispettando la normativa fiscale nazionale.

Il regime fiscale territoriale

Il vantaggio legato alla minore tassazione fiscale che alcuni Paesi possono offrire è legato al c.d. “regime fiscale territoriale“.

Questo regime fiscale, a differenza di quelli utilizzati nei principali Paesi, è basato unicamente sui redditi percepiti all’interno dei confini nazionali.

Questo significa che le persone fisiche e le società, siano esse residenti e non, sono tassate soltanto sui redditi e gli utili che derivano da attività svolte nel Paese.

Tutti gli utili realizzati all’estero sono esenti da tassazione.

Se pensi ad una società che assolve la funzione di holding con sede in un Paese ove vige questo tipo di regolamentazione fiscale (Costa Rica, Hong Kong o Singapore ad esempio), puoi capire come vi sia un indubbio vantaggio fiscale.

Se a tutto questo accompagni il fatto che, nella maggior parte di queste giurisdizioni, le società non sono tenuta a presentare relazioni annuali o bilanci, allora avrai capito che i vantaggi aumentano.

Come funziona concretamente una società offshore?

Il meccanismo di funzionamento di una società offshore è legato, principalmente dalla separazione tra proprietà e detenzione dei beni che si vogliono sfruttare economicamente o tutelare.

L’obiettivo principale di chi decide di aprire una società offshore è quello di andare ad evitare la tassazione dei redditi nel proprio Paese. Ottenendo in questo modo una tassazione agevolata in altri Paesi.

Per sfruttare i vantaggi di una società offshore non è sempre necessario trasferire le ricchezze direttamente nel paradiso fiscale, ma è sufficiente che in quel Paese abbia sede la struttura legale della società: poi i beni gestiti possono essere posti in qualsiasi luogo del globo terrestre.

E’ proprio su questo aspetto che trova applicazione il meccanismo di funzionamento di queste società.

Attraverso sistemi legali e complessi sistemi burocratici, possono registrare il grosso dei propri guadagni o delle proprie transazioni economiche come aventi luogo sotto la giurisdizione dei paradisi fiscali, e pagare o non pagare, a seconda dei casi qui le tasse.

Esempio di funzionamento di una società offshore

Vediamo un semplice esempio di funzionamento di una società offshore

Poniamo il caso di  una multinazionale che si occupa di abbigliamento.

Poniamo che questa società commissioni i propri capi di abbigliamento in un Paese ove il costo del lavoro è notoriamente basso, e che rivenda questi beni in Europa.

Ebbene, qual’è il Paese ove la multinazionale è tenuta al pagamento delle imposte dovute sui suoi profitti?

Vedremo tra poco che la risposta è: “ovunque decida la società”.

Vediamo come è possibile tutto questo:

La multinazionale costituisce tre società diverse sue controllate:

  • “Alfa” – società extraeuropea che produce i vestiti a basso costo;
  • “Beta”- che ha sede in un paradiso fiscale;
  • “Gamma” – società europea che rivende ai consumatori finali i vestiti.

A questo l’operazione ha inizio.

“Alfa” produce i vestiti sostenendo un costo di 1.000 e li rivende alla società “Beta” per 1.000 che a sua volta li vende alla società “Gamma” che li acquista per 4.000, e li rivende ai clienti finali per 4.000. L’operazione tipica è questa, ovvero, una triangolazione, i beni da “Alfa” passano direttamente a “Gamma”, ma con un passaggio giuridico nel mezzo.

Triangolazioni extracomunitarie

Si crea una c.d. “triangolazione extracomunutaria”, che da un punto di vista reddituale porta le seguenti conseguenze:

  • Per la società “Alfa” costo di produzione e ricavo di vendita sono uguali (1.000) quindi, non si crea alcun profitto, e senza esso non vi sarà alcuna imposizione fiscale;
  • Allo stesso modo la società “Gamma”, rivenditore al dettaglio dei vestiti, ha sostenuto un costo di acquisto di 3.000 e un valore di vendita di 3.000. Anche in questo caso non si crea alcun profitto, quindi nessuna tassazione.
  • Il nodo fondamentale dell’operazione, come avrete capito, è “Beta”, che ha registrato tutto il profitto dell’operazione: ha acquistato per 1.000 da “Alfa” e ha rivenduto per “3.000” a “Gamma”, registrando un profitto di 2.000, che è l’unico profitto di tutta l’operazione. Se ricordate “Beta” è la società residente nel Paradiso fiscale.

In pratica, i beni non si avvicinano neppure al paradiso fiscale. Tuttavia, con questa operazione tutto il guadano di un’operazione estera viene trasferito in un Paese a fiscalità privilegiata.

Il contrasto all’evasione fiscale internazionale

Se dall’esempio proposto stai pensando di aprire una società offshore, devi prima tenere ben presente che quello sopra illustrato non è altro che un esempio scolastico di evasione fiscale.

Nella realtà le cose sono più complicate di così, sia a livello burocratico che reddituale.

Se cerchi di mettere in atto, oggi, un operazione come quella descritta, le autorità di controllo dei vari Paesi impiegherebbero pochissimo tempo a capire l’operazione sottostante e la bloccherebbero ancora prima di partire.

I difensori dei paradisi fiscali sostengono che questi facilitino il flusso di capitale nel mondo, consentendo a chi ha grandi disponibilità economiche di evitare restrizioni e prelievi fiscali onerosi.

Al di là delle questioni strettamente legali, è opinione diffusa che le società offshore di questo tipo siano eticamente discutibili e non rispettino principi basilari dell’economia, primo tra tutti quello della libera concorrenza.

Ancora oggi vi sono nel mondo tantissime società offshore. Tuttavia le autorità fiscali dei vari Paesi negli ultimi anni hanno aumentato i meccanismi di controllo e di contrasto per evitare possibili frodi o meccanismi di evasione fiscale.

Paradisi fiscali e normativa Italiana

Pensa alla normativa adottata in Italia per contrastare questo tipo di fenomeni:

Da un punto di vista Iva pensate a tutta la normativa sui “prezzi di trasferimento” (transfer pricing).

Normativa volta ad evitare cessioni di beni o servizi ad altre società del gruppo ad un valore maggiore o minore rispetto al valore normale di mercato di quei beni e/o servizi. Con l’obiettivo di imputare il reddito in Paesi diversi da quelli di residenza.

Per quanto riguarda i redditi, invece, per le società di capitali, precise indicazioni sono fornite dalla disciplina sulle CFC “Controlled foreign companies“.

Normativa contenuta nell’articolo 167 del DPR n. 917/86.

Tale disciplina è volta regolare la tassazione legata alle società controllate estere.

Presupposto per la applicazione della normativa relativa alle CFC è il possesso di redditi conseguiti in uno degli Stati o territori con regime fiscale privilegiato da imprese, società o enti controllati, direttamente o indirettamente, da persone fisiche, anche non titolari di reddito di impresa in Italia, o dai soggetti di cui agli articoli 5 (società semplici, in nome collettivo, in accomandita semplice) e 87, comma 1, lettere a), b) e c) (soggetti passivi Ires) del Tuir, residenti nel territorio dello Stato.

Monitoraggio fiscale delle attività estere

Per quanto riguarda, infine, le persone fisiche, il Fisco pretende dai soggetti che risiedono fiscalmente in Italia, che possiedono partecipazioni in società estere, l’indicazione delle stesse nel quadro RW del modello Redditi PF.

Questo ai fini della disciplina sul monitoraggio fiscale delle attività detenute all’estero.

Considerando, infine, i numerosi accordi raggiunti con un numero sempre maggiore di Stati per consentire lo scambio di informazioni, le possibilità di sfruttare i paradisi fiscali si sta progressivamente riducendo nel tempo.

Ultimo caso è quello della Svizzera, che nei prossimi anni, lascerà definitivamente il segreto bancario, rendendo disponibili a tutti gli Stati i dati dei propri correntisti.

Società Offshore: consigli

Uno dei pensieri che i miei clienti hanno sulla possibilità di aprire una società offshore è che questo sia totalmente illegale.

Niente di più falso. I giornali con i loro “scandali” non hanno fatto che fomentare questa uguaglianza

offshore = illegale

Ma posso assicurarti che non è così.

Aprire una società in un Paese a fiscalità privilegiata è lecito. A patto di dichiararla allo Stato italiano. Se poi questo tipo di società sono gestite per scopi illeciti ecco che il tutto diventa problematico ed è illegale.

Quello che posso dirti che vuoi avviare questo tipo di attività è di fare molta attenzione.

Attenzione sia ai tantissimi siti online che in pochi passi ti promettono una società in un Paradiso fiscale. Ma soprattutto attenzione alle conseguenze che ci saranno per te una volta aperta la società.

Se non sei in grado di gestire tutto questo, meglio evitare.

In conclusione, è indubbio il fatto che le società offshore possano garantire numerosi utilizzi legali che l’imprenditore oculato ha il diritto di vagliare nella scelta della giurisdizione nazionale in cui desidera operare con la sua attività.

La cosa importante è essere consapevoli che che una normale attività commerciale o imprenditoriale ben difficilmente potrà ottenere concreti vantaggi da una gestione offshore.

Se, invece, esistono reali esigenze internazionali che esulano da attività illecite o di evasione fiscale, svolte sul territorio nazionale da soggetti non residenti, ancora oggi possono esserci dei margini operativi, per la costituzione di società offshore.

Pianificazione fiscale internazionale: consulenza

Se quello che hai trovato in questo report ti è sembrato interessante, ma soprattutto ti ha fatto sorgere qualche dubbio sulla costituzione della tua società, allora ha funzionato!

Nella mia attività di commercialista ho avuto contatti con tantissimi imprenditori che sono rimasti insoddisfatti dei loro business offshore.

Costituire società di questo tipo non è per tutti. Ma soprattutto non è semplice.

Posso garantirti con sicurezza che puoi ottenere buona parte degli stessi vantaggi che otterresti con questo tipo di società, in altro modo. Senza scomodare troppo i paradisi fiscali.

Ogni business può avere una soluzione diversa, da quella propagandistica delle offshore.

Se credi di aver bisogno di aiuto nella tua attività, e cerchi un consulente che possa indicarti la rotta giusta da seguire. Contattami, ne parleremo insieme in consulenza.

Saprò indicarti le mosse giuste da seguire per il tuo business.

CONSULENZA FISCALITA’ INTERNAZIONALE

About Federico Migliorini

Dottore Commercialista, Tax Advisor, Revisore Legale. Aiuto imprenditori e professionisti nella pianificazione fiscale. La Fiscalità internazionale le convenzioni internazionali e l'internazionalizzazione di impresa sono la mia quotidianità. Continuo a studiare perché nella vita non si finisce mai di imparare. Se hai un dubbio o una questione da risolvere, contattami, troverò le risposte. Richiedi una consulenza personalizzata con me.

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