Fondi comuni di investimento: come investire e rischi

 
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Che cosa sono i Fondi Comuni di Investimento? Quando è opportuno investire nei Fondi Comuni? Qual’è il prelievo di tassazione previsto? Se vuoi effettuare un investimento relativamente sicuro questa dei Fondi Comuni di Investimento può essere la risposta alle tue esigenze. Come investire, i rischi e la tassazione in questo articolo.

Oggi i Fondi Comuni di Investimento rappresentano il principale strumento del Risparmio Gestito.

In pratica si tratta di strumenti finanziari che hanno fatto il proprio ingresso nel mercato finanziario all’inizio degli anni’80. Da allora il loro numero è aumentato in maniera esponenziale.

Il motivo del successo di questo strumento è dato dal fatto che un intermediario raccoglie i risparmi di vari soggetti per investirli in asset sicuri e creare così nuovo valore.

Se sei un investitore ancora poco esperto i Fondi Comuni di Investimento sono il modo più semplice e sicuro per investire in titoli azionari. Questo anche senza possedere grandi capitali da investire.

Si tratta di strumenti adatti anche a chi ha disposizione risparmi non ingenti. Sono sufficienti anche poche centinaia di auro per poter acquistare la quota di un fondo. Con questa potrai partecipare agli utili (o alle perdite) dello stesso.

Vediamo, in questo articolo, i motivi del successo e le possibilità di utilizzo dei Fondi Comuni di Investimento. Il tutto senza dimenticare la disciplina fiscale di tassazione dei proventi finanziari che ne derivano.

IL SUCCESSO DEI FONDI COMUNI DI INVESTIMENTO

Inutile negare l’evidenza, per molti anni l’investimento in Fondi Comuni era all’interno del 80% dei portafogli finanziari di ogni risparmiatore.

Come saprai l’esigenza di diversificare l’investimento e quindi il rischi connesso è importante per ogni portafoglio finanziario gestito con cura.

Per questo motivo è impossibile rinunciare ad investire una parte dei propri risparmi in questo strumento.

Il fatto che ormai i titoli di stato non siano più garanzia di affidabilità, ma soprattutto di rendimenti interessati, ha spostato l’attenzione degli investitori sui Fondi di Investimento.

Si tratta di una forma di investimento alternativa a quella tradizionale diversificando le proprie posizioni. Naturalmente vi sono Fondi più o meno rischiosi, e con composizione differenziata sul mercato. Tutto sta nel saper scegliere il giusto Fondo su cui investire in relazione al proprio profilo rischio/rendimento.

Oggi i Fondi di Investimento rappresentano sempre una fetta nel portafogli finanziario di tanti investitori, anche se con una percentuale ridotta rispetto al passato. Tuttavia, il consiglio che posso darti, specialmente se non hai grandi conoscenze del mercato finanziario, è di pensare seriamente ad un Fondo.

PRESENZA DI UN INTERMEDIARIO

Il fatto che vi sian un affidamento del proprio risparmio ad operatori specializzati e ad una banca depositaria sono sicuramente un elemento di sicurezza.

Sei tutelato dalle autorità finanziarie e potrai controllare quotidianamente il tuo investimento, direttamente online o dalle pagine dei principali quotidiani finanziari.

Si tratta di investire un un prodotto facile e sicuro. Proprio quello che stai cercando se non sei un esperto di investimenti finanziari.

Come per tutti gli investimenti finanziari devi ricordarti che la presenza di intermediari ha un costo. Si tratta del costo che in economia viene definito costo di transazione. Ovvero l’onere legato alla transazione che viene effettuata e alla gestione del portafoglio di investimento per tuo conto.

Di conseguenza, se intendi investire nei Fondi Comuni di Investimento devi avere da subito le idee chiare. Devi sapere su quale tipologia di fondo vuoi investire, a quali costi vai incontro e quale tipo di gestione conviene scegliere.

Per questo motivo devi sempre tenere a mente alcuni consigli di investimento.

COSA SONO I FONDI COMUNI DI INVESTIMENTO E COME FUNZIONANO CONCRETAMENTE?

Immagina il Fondo di Investimento come una gigantesca piscina ove confluisce acqua (denaro) da parte di una pluralità di fonti (investitori).

L’acqua della Piscina non resta ferma, ma viene convogliata verso una serie di canali (tipologie di investimento: titoli di stato, obbligazioni, azioni, ETF, etc) da pare di vari operatori (società di gestione del risparmio SGR).

Le Società di Gestione del Risparmio (SGR) sono degli operatori finanziari certificati ed obbligati all’iscrizione in un apposito Albo che ne verifica l’idoneità e i requisiti.

Lo scopo principale di un Fondo Comune di Investimento è quello di ottenere, attraverso una gestione collettiva, vantaggi in termini di rendimento.

Mi spiego meglio.

Se investo il denaro facendo un unica operazione ho minori costi rispetto ad effettuare tantissime piccole operazioni separate. In breve questo è il vantaggio del Fondo di Investimento, lo sfruttamento di una economia di scala e di minori costi di transazione in ambito finanziario.

Accanto a questo la dimensione del fondo è in grado di garantire anche minori costi, ed un maggiore potere contrattuale, quindi condizioni migliori per gli investitori.

LE QUOTE DEL FONDO COMUNE DI INVESTIMENTO

Presta sempre la dovuta attenzione.

Il Fondo Comune non garantisce comunque nessun rendimento prestabilito.

Il guadagno per il sottoscrittore dipende soprattutto dalle attività in cui il Fondo ha investito.

Il portafoglio di un fondo comune è unico per tutti i sottoscrittori che vi partecipano ed è diviso in quote. Tecnicamente tu puoi acquistare quote di partecipazione al fondo, il cui valore varia quotidianamente a seconda dell’andamento del mercato.

In buona sostanza, acquistando quota di un Fondo diventi proprietario di una fetta di quel patrimonio. La quota è pari al versamento effettuato aumentato o diminuito dalla plus/minusvalenza realizzata dal gestore.

Quota, quindi, che varia di giorno in giorno.

FONDI COMUNI APERTI

Altro aspetto importante da considerare è che i Fondi Comuni sono aperti.

Cosa vuol dire?

Nei Fondi l’ingresso di nuovi sottoscrittori è libero. Così come è consentito in qualsiasi momento rientrare in possesso del proprio investimento, che viene liquidato dalla società di gestione in base al valore della quota.

Ogni investitore può decidere sempre di lasciare il Fondo quando desidera. Gli sarà liquidato dalla Società di Gestione del Risparmio il valore della propria quota al momento del recesso.

Il valore così ottenuto viene versato sul conto corrente del risparmiatore al netto dell’imposizione fiscale.

SCHEMA OPERATIVO DEI FONDI COMUNI DI INVESTIMENTO

Prima di effettuare un investimento finanziario dobbiamo conoscere che cosa andiamo ad acquistare, e come farlo, onde evitare brutte sorprese.

Senza voler entrare in inutili tecnicismi finanziari quello che è opportuno che tu sappia è che il funzionamento di un Fondo è legato al seguente schema:

  1. ACQUISIZIONE DELLE QUOTE DEL FONDO. Direttamente oppure tramite il tuo istituto finanziario di fiducia puoi acquistare le quote del Fondo che hai scelto. Diventerai un “fondista” (nome di coloro che acquistano quote del fondo) e parteciperai ai profitti e alle perdite secondo la percentuale detenuta;
  2. GESTIONE DEL PATRIMONIO DA PARTE DELLE SGR. La Società di Gestione del Risparmio di riferimento gestirà in autonomia il patrimonio del fondo. Ogni SGR solitamente gestisce più fondi diversi;
  3. TITOLI PRESSO UNA BANCA DEPOSITARIA. I titoli del Fondo vengono custoditi da una banca depositaria che ha lo scopo di verificare la legittimità e la correttezza delle attività svolte.

Qualsiasi tipo di Fondo che ti offrono e la cui procedura di acquisto, di gestione e di deposito è diversa da quella indicata, non è corretto.

Faresti bene a cambiare operatore, onde evitare possibili truffe.

Per quanto riguarda, invece, la sottoscrizione può avvenire in due modalità:

  • Versamento in un’unica soluzione (PIC);
  • Con un piano di accumulo di capitale (PAC).

Questi ultimi, detti piani di accumulazione o PAC, dovrebbero rappresentare la modalità di investimento più naturale.

Questo perché nelle famiglie i risparmi tendenzialmente si formano mese dopo mese, anno dopo anno.

COME SI CALCOLA IL RENDIMENTO DI UN FONDO DI INVESTIMENTO?

Arrivato a questo punto della lettura sono sicuro che ti starai chiedendo come si calcola il rendimento di un Fondo di Investimento.

Come detto acquistando la quota di un fondo diventi proprietario dello stesso limitatamente alla quota detenuta.

Il valore delle quote viene calcolato il metodo NAV (Net Asset Value). Si tratta di una valutazione del rendimento del portafoglio di asset detenuto dal portafoglio.

Esso viene calcolato come segue:

NAV = attività degli asset – passività / quote in circolazione

In pratica, il calcolo del valore del Fondo è determinato dalla differenza tra asset investiti (attività) e debiti del Fondo (passività). La differenza tra queste voci, rappresenta il Valore Netto del Fondo. Tale valore è quello che remunera tutti gli investitori.

Per il l’investitore ci sarà stato un guadagno se il valore del Fondo al momento della vendita delle quote è superiore al valore di acquisto.

FONDI COMUNI DI INVESTIMENTO CHIUSI ED APERTI

I Fondi Comuni possono essere di due tipi: aperti o chiusi.

In base alla loro denominazione hanno delle diverse caratteristiche, che permettono al fondo di operare in modo differente.

Vediamo di seguito le differenze per l’investitore.

FONDI COMUNI DI INVESTIMENTO APERTI

I Fondi Comuni di Investimento aperti sono caratterizzati da un capitale variabile. Questo significa, come detto prima, che ogni investitore può stabilire liberamente quando entrare nel Fondo e quando uscirne. Il tutto acquisendo liberamente il valore delle quote che desidera.

Il valore del singolo patrimonio viene calcolato giornalmente in base ai prezzi di mercato dell’intero portafoglio ed al numero di quote esistenti in quel preciso giorno.

I Fondi Comuni di Investimento Aperti sono a sua volta divisi in due differenti tipologie:

  • Fondi di  Investimenti Aperti Armonizzati. Fondi conformi alle Direttive comunitarie n. 611/85 e 220/88 recepite nel nostro ordinamento con il Decreto Legislativo n. 83/92;
  • Fondi di Investimenti Aperti Non Armonizzati. Fondi che, non rispettando tali vincoli, possiedono una maggiore libertà di investimento del patrimonio. Tra questi troviamo i fondi speculativi, i fondi di fondi e soprattutto gli Hedge Funds. Questi ultimi richiedono una maggiore disponibilità di capitale rispetto agli altri.

FONDI COMUNI DI INVESTIMENTO CHIUSI

I Fondi Comuni di Investimento Chiusi si caratterizzano invece per avere un capitale fisso.

I partecipanti ad un fondo comune chiuso possono sottoscrivere la propria quota al momento di istituzione del fondo e riscattarla solo alla sua data di scadenza.

Si tratta di Fondi di Investimento “rigidi” che vengono proposti per lo più ad investitori selezionati e con capitale ingente da investire.

LE TIPOLOGIE DI FONDI COMUNI DI INVESTIMENTO

Esistono sul mercato vari tipi di fondi comuni con caratteristiche abbastanza definite.

Questo in termini di profilo rischio/rendimento atteso.

In particolare, è possibile suddividere i fondi comuni di investimento in 6 macro-categorie in base al peso dell’investimento azionario.

Mi riferisco alle seguenti.

FONDI DI LIQUIDITÀ

FONDI DI LIQUIDITÀ

Destinano tutto il portafoglio a obbligazioni e liquidità. I fondi di liquidità non possono investire in azioni e in strumenti privi di rating. Gli strumenti detenuti devono avere un rating non inferiore ad A2 (Moody’s) e A (S&P). Sono liquidi ed adatti a chi non può investire nel lungo periodo. Il loro rendimento è in linea con quello dei BOT: perciò non è elevato, ma stabile nel tempo.

FONDI OBBLIGAZIONARI

FONDI OBBLIGAZIONARI

Non possono investire in azioni e pertanto destinano tutto il loro portafoglio in obbligazioni e liquidità. Si prestano a soddisfare l’esigenza di chi vuole fare crescere il capitale nel medio periodo (3-5 anni). In questo arco temporale il loro rendimento è superiore a quello dei fondi di liquidità.

FONDI BILANCIATI

FONDI BILANCIATI

Investono in un mix di Titoli di Stato, obbligazioni e azioni, in Italia e all’estero con un unico vincolo: la quota del portafoglio destinata alle azioni deve essere compresa tra il 10 e il 90%. Si adattano a chi vuol fare crescere il capitale nel medio-lungo periodo (oltre 5 anni), con un rendimento potenzialmente superiore a quello degli obbligazionari.

FONDI AZIONARI

FONDI AZIONARI

Investono almeno il 70% del portafoglio in azioni e sono adatti a soddisfare l’esigenza di chi vuole fare crescere il capitale nel lungo periodo (7-10 anni e oltre). La rischiosità dei fondi azionari, in generale cresce all’aumentare della specializzazione: i fondi diversificati su più Paesi sono quelli meno volatili.

FONDI IMMOBILIARI

FONDI IMMOBILIARI

 Si tratta di fondi chiusi che investono il patrimonio in beni specifici in prevalenza immobiliari. I fondi in questione generano il rendimento per i sottoscrittori attraverso le plusvalenze maturate sugli immobili. La funzione di questi fondi è anche di stabilità dei mercati finanziari e di sviluppo di quello immobiliare.

FONDI DI ALTRI FONDI

FONDI DI ALTRI FONDI

 Si tratta di fondi comuni il cui portafoglio non è costituito da titoli finanziari ma bensì da quote di altri fondi. I fondi di fondi investono anche nelle quote di hedge funds. Cosa che rende accessibili anche ai piccoli risparmiatori la partecipazione a tale tipologia di fondo altrimenti impossibile per via dell’elevato costo delle quote.

FONDI ETF

FONDI ETF

Vi è un’altra tipologia di fondo: l’Exchanged traded fund (ETF) che è una forma passiva di risparmio. Gli Exchange Traded Funds (ETF) possono essere definiti, come “fondi quotati sul mercato“. Gli ETF sono dei fondi le cui quote sono negoziabili in borsa come delle normali azioni quotate, che hanno come obiettivo quello di replicare l’indice borsistico al quale si riferiscono attraverso una gestione passiva dell’investimento. Per approfondimenti sull’argomento rimandiamo al seguente articolo: Che cos’è un ETF? 

COME SI SCEGLIE UN FONDO COMUNE DI INVESTIMENTO?

In base alle caratteristiche di investimento dell’investitore si arriverà a scegliere i fondi sui quali investire.

Occorre individuare il grado di rischio di ogni investitore. Senza individuare questo è davvero difficile scegliere. Per quanto riguarda la somma deve essere una somma che puoi permetterti di veder oscillare nel tempo senza che questo non ti crei preoccupazione.

Tuttavia, la scelta migliore è sempre quella di investire su più Fondi Comuni di categorie diverse.

Spesso, infatti, è l’insieme di più fondi, con differenti caratteristiche, che meglio può rispondere alla diversificazione del rischio.

E’ bene dire che per scegliere i fondi bisogna conoscerli e confrontarli.

Per questo è fondamentale leggere bene il prospetto informativo ed i documenti contabili.

Si tratta di documenti obbligatori forniti dalla Società di Gestione del Risparmio dove sono contenute tutte le informazioni che consentono di comprendere nel dettaglio le differenze funzionali e qualitative dei prodotti.

Ad ogni investitore, infatti, deve essere offerta una categoria di Fondo la cui capacità è quella che meglio soddisfa le proprie esigenze di investimento.

Oltre a questi aspetti è importante valutare anche i costi.

Sia perché incidono sul rendimento complessivo dell’investimento. Sia perché a volte, i singoli fondi offrono più formule (commissioni di entrata, uscita, ecc) fra le quali scegliere quelle che meglio si adegua alle proprie esigenze.

Se non sei in grado di fare questo tipo di valutazioni in autonomia allora è meglio che tu ti faccia assistere da un intermediario di tua fiducia.

UN PARAMETRO DI RIFERIMENTO PER LA SCELTA DEL FONDO DI INVESTIMENTO: IL BENCHMARK

Un elemento che ti invito a considerare se stai valutando l’acquisto di un Fondo di Investimento è il Benchmark.

Con il termine Benchmark si intende il parametro di riferimento che permette di riconoscere il profilo di un prodotto o fondo finanziario.

In questo caso, il Benchmark può aiutarti a capire l’indice di rischio di un fondo.

Mediante questo indicatore si riesce a comprendere la struttura del fondo e a capire quali rischi sta correndo sul mercato attuale.

Questo parametro risulta di fondamentale importanza per la scelta del Fondo Comune di Investimento a cui affidarsi.

Il Benchmark, in pratica, è costituito da uno o più indici che configurano l’andamento dei mercati in cui investe il fondo.

I fondi comuni di diritto italiano hanno l’obbligo di indicare il Benchmark su tutta la documentazione rivolta al pubblico e di metterlo a confronto con l’andamento del fondo.

IL REGIME DI TASSAZIONE DEI FONDI COMUNI DI INVESTIMENTO

Nella scelta del miglior fondo sul quale investire è importante tenere in considerazione anche il tipo di tassazione fiscale che sarà applicato.

A partire dal 1 luglio 2014 è stato introdotto un nuovo meccanismo di tassazione che prevede un prelievo sul guadagno realizzato a carico del sottoscrittore al momento del disinvestimento.

Al momento del disinvestimento, è applicata una ritenuta del 26% sull’incremento di valore delle quote avvenuto tra la data di sottoscrizione e la data del loro disinvestimento.

La tassazione trova applicazione solo nel momento in cui i Fondi vengono liquidati. Ovvero nel momento in cui l’investitore riceve i proventi del suo investimento. Naturalmente vige il criterio di cassa.

FONDI DETENUTI CON INTERMEDIARIO ITALIANO

La tassazione, in caso di intermediario italiano (SGR o banca) è gestita direttamente dall’intermediario attraverso il regime del risparmio amministrato o del risparmio gestito.

In entrambi i casi l’investitore riceve direttamente sul proprio conto corrente la quota del fondo disinvestita al netto della tassazione. In questo caso l’investitore non deve fare niente e non è tenuto a dichiarare la somma nella propria dichiarazione dei redditi.

FONDI DETENUTI CON INTERMEDIARIO ESTERO

Cosa diversa, invece, se ci si affida ad intermediari non residenti in Italia. In questo caso, la tassazione deve essere effettuata dall’investitore che si vede accreditare sul conto corrente l’importo lordo.

Il regime applicato in questo caso non può essere il risparmio gestito o amministrato, ma piuttosto il regime della dichiarazione.

Nella propria dichiarazione dei redditi, l’investitore applicherà la ritenuta del 26% sulla plusvalenza percepita.

Vi è però una differenza tra i fondi armonizzati UE e quelli invece non armonizzati UE, dal momento che hanno due modalità differenti di tassazione.

Fondi armonizzati UE viene infatti applicata la tassazione nel momento in cui vengono distribuiti i proventi, quindi non devono essere inseriti nella dichiarazione dei redditi.

Diversamente i fondi non armonizzati UE non hanno la tassazione per competenza, ma devono essere inseriti nella dichiarazione dei redditi.

VIGILANZA SUI FONDI COMUNI DI INVESTIMENTO

Un ultimo aspetto che voglio portare alla tua attenzione riguarda gli organismi di vigilanza.

Ovviamente, come per qualsiasi strumento finanziario, anche per i fondi comuni esistono degli organi che si occupano di sorvegliare il fondo.

A vigilare sui fondi ci pensano Consob e Banca d’Italia.

La Consob ha il compito di controllare l’operato e i requisiti richiesti per operare alle Società di Gestione del Risparmio. Qualsiasi aspetto che riguardi questi operatori è vigilato dalla Consob, ed è ad essa che bisogna rivolgersi nel caso in cui si riscontrino irregolarità.

La Banca d’Italia invece, autorizza, sentita la Consob, l’attività delle Società di Gestione del Risparmio.

Inoltre, la Banca d’Italia approva il Regolamento di Gestione dei fondi comuni e vigila sull’operato delle Banche depositarie.

FONDI COMUNI DI INVESTIMENTO: CONSIGLI

Se stai pensando di investire nei Fondi di Investimento, mi auguro che questa guida ti possa essere stata concretamente di aiuto.

Il mio obiettivo è quello di renderti più consapevole rispetto all’investimento che stai pensando di effettuare.

Ricorda che per ogni investitore, qualsiasi sia il suo grado di conoscenza del mercato, la consapevolezza è sempre il punto di partenza per un buon investimento.

Il consiglio che posso darti è quello di cercare di non fare da solo, se non ti senti pronto anche ad effettuare investimenti semplici come quelli in un Fondo Comune di Investimento.

Se ti occorre un consulente fiscale che possa darti mano nella gestione delle tue plusvalenze/minusvalenze finanziarie non esitare a contattarmi.

About Federico Migliorini

Dottore Commercialista, Tax Advisor, Revisore Legale. Aiuto imprenditori e professionisti nella pianificazione fiscale. La Fiscalità internazionale le convenzioni internazionali e l'internazionalizzazione di impresa sono la mia quotidianità. Continuo a studiare perché nella vita non si finisce mai di imparare. Se hai un dubbio o una questione da risolvere, contattami, troverò le risposte. Richiedi una consulenza personalizzata con me.

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