Lavoro autonomo occasionale in dichiarazione dei redditi

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Lavoro autonomo occasionale in dichiarazione dei redditi. Hai effettuato delle prestazioni di lavoro autonomo occasionale, ma non sai se devi fare la dichiarazione dei redditi? Esiste possibilità di esenzione per prestazioni occasionali sotto i € 4.800 annui in assenza di altri redditi. Tutte le informazioni utili per il 730 o il modello Redditi Persone Fisiche. 

Quando devo dichiarare il reddito derivante dal una Prestazione Occasionale?

Come devo inserire in dichiarazione dei redditi il compenso dovuto per il Lavoro Autonomo Occasionale?

Voglio partire da queste domande capire come devi inserire in dichiarazione dei redditi il compenso percepito da una Prestazione di Lavoro Autonomo Occasionale.

Se nell’anno hai effettuato Prestazioni di Lavoro Autonomo Occasionale, sono sicuro che ti stai chiedendo se e quando devi dichiarare questo reddito.

Se anche tu ti trovi in questa fattispecie, nell’articolo troverai le informazioni necessarie a capire se e quando sei tenuto a presentare la dichiarazione dei redditi.

L’indicazione del Lavoro Autonomo Occasionale in Dichiarazione dei redditi non è sempre semplice. Pensa al caso in cui hai effettuato la tua prestazione di lavoro verso un sostituto di imposta. Mi riferisco ad imprese, enti, associazioni, ditte individuali, etc. Ovvero tutti i soggetti di cui all’articolo 64, comma 3, del DPR n. 600/73. In questo caso, infatti, sorge il problema di come, eventualmente, indicare (o recuperare) le ritenute d’acconto subite.

Sono tantissime le domande che mi arrivano su questo argomento. Per questo motivo ti propongo alcune informazioni ed alcuni consigli che potrebbero esserti utili.

Siete pronti?!

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LAVORO AUTONOMO OCCASIONALE ED I FALSI MITI DEL WEB

Ho approfondito la tematica delle Prestazioni Occasionali in questo contributo: “Lavoro Autonomo Occasionale: la guida“.

L’aspetto che, tuttavia, ancora in pochi hanno capito è che la disciplina del Lavoro Autonomo Occasionale vede molti falsi miti che circolano ancora sul web.

Mi riferisco in particolare ai “famosi€ 5.000 al di sotto dei quali sarebbe possibile non aprire Partita IVA.

Attenzione, questo limite a livello fiscale non esiste!

La prestazione occasionale oggi è definita soltanto dall’articolo 2222 del c.c., e dalla regola generale in materia di IVA, secondo la quale:

ogni tipo di attività esercitata abitualmente, deve essere effettuata operando con una Partita IVA

Il problema che si pone, quindi è stabilire quando una prestazione sia abituale.

L’abitualità non è stabilita da alcuna norma. Tuttavia, per l’Amministrazione Finanziaria un’attività è abituale quando viene esercitata per più di una volta durante l’anno. Non conta se una attività è svolta una volta a settimana, una volta al mese o una volta ogni sei mesi. Se l’attività è ripetuta è per forza abituale.

Pensa al caso di uno studente che fa ripetizioni nei mesi estivi per 4 mesi all’anno. L’attività non è occasionale ma abituale. Così per tutte le attività che si ripetono nell’anno.

LAVORO OCCASIONALE SOLO PER ATTIVITÀ PROFESSIONALI

Altro aspetto su cui tantissimi cadono in errore è che la Prestazione Occasionale riguarda tutti i tipi di attività.

Sbagliato!

Il Lavoro Autonomo Occasionale riguarda soltanto le attività professionali. Le attività professionali sono quelle in cui l’attività intellettuale è preminente rispetto al capitale e ai mezzi impiegati per svolgere l’attività.

Ad esempio, gestire un chiosco di bibite sulla spiaggia è un’attività commerciale e non professionale. Effettuare l’attività di amministratore di condominio per l’immobile in cui si vive è un’esempio di attività professionale.

Soltanto le attività professionali, ma non esercitate abitualmente possono essere svolte con la Prestazione Occasionale.

In tutti gli altri casi non è possibile operare con la prestazione occasionale è necessario operare con la Partita IVA.

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LAVORO AUTONOMO OCCASIONALE IN DICHIARAZIONE DEI REDDITI

Una volta individuato quando è possibile sfruttare la Prestazione Occasionale passiamo a vedere come indicare tali redditi nella tua dichiarazione annuale.

Prima di tutto, quello che devi sapere è che anche i redditi da Lavoro Autonomo Occasionale devono essere inseriti in dichiarazione dei redditi.

La Prestazione Occasionale, è un reddito imponibile IRPEF.

Ogni anno, infatti, se hai percepito redditi imponibili ai fini IRPEF, sei tenuto a presentare la dichiarazione dei redditi.

Dichiarazione che può essere il modello 730, se hai percepito anche redditi da lavoro dipendente o assimilati. Oppure il modello Redditi P.F. se non hai un sostituto di imposta, o se non hai un credito da chiedere a rimborso.

Vediamo, quindi come deve essere indicato il Lavoro Autonomo Occasionale in Dichiarazione dei Redditi.

LAVORO AUTONOMO OCCASIONALE IN DICHIARAZIONE E SOGLIA DI ESENZIONE

Un soggetto che durante l’anno ha percepito esclusivamente compensi derivanti da attività di lavoro autonomo occasionale, è tenuto a presentare la dichiarazione dei redditi (modello Redditi Persone Fisiche) solo ad una condizione.

In questo caso la dichiarazione dei redditi è obbligatoria (in assenza di altri redditi) esclusivamente nel caso in cui i compensi percepiti superino la soglia dei  4.800,00.

Mi riferisco ad una soglia lorda di compensi annui percepiti. Il tutto sempre, in assenza di altri redditi percepiti nell’anno.

Questa soglia deriva dal fatto che l’articolo 13 del DPR n. 917/86, prevede per i titolari di questa categoria reddituale, una specifica detrazione d’imposta.

Tale detrazione, risulta decrescente all’aumentare del reddito conseguito, non è cumulabile con altre detrazioni e non va rapportata al periodo di lavoro.

L’ammontare della detrazione fino ai € 4.800,00 è pari a € 1.104,00 e va completamente ad azzerare l’imposta (IRPEF) dovuta.

Per questo motivo vi è l’esonero dalla presentazione della dichiarazione.

L’esonero, tuttavia, è valido soltanto se il limite reddituale di € 4.800 non viene superato nel corso dell’anno, e non vengono percepiti altri redditi.

LAVORO AUTONOMO OCCASIONALE ED ALTRI REDDITI

Quando si percepiscono nell’anno redditi da Prestazione Occasionale ed altre tipologie di reddito la possibilità di esonero dalla dichiarazione dei redditi viene meno.

In questi casi sei obbligato a presentare la dichiarazione dei redditi.

In particolare se percepisci nell’anno le seguenti tipologie di reddito in presenza di Prestazione Occasionale sei obbligato a presentare la dichiarazione dei redditi.

  • Redditi da lavoro dipendente;
  • Redditi di capitale imponibili IRPEF;
  • Altre tipologie di “redditi diversi“, come il diritto di autore;
  • Assegni derivanti dal coniuge a seguito di separazione legale,

In tutti i casi in cui percepisci un reddito ed effettui anche prestazioni occasionali queste ultime devono essere inserite in dichiarazione, fin dal primo euro percepito.

In questo caso, infatti, non ci sono esoneri possibili.

LAVORO AUTONOMO OCCASIONALE IN DICHIARAZIONE E RITENUTE DI ACCONTO

Nel caso in cui l’attività di Lavoro Autonomo Occasionale sia stata svolta nei confronti di un sostituto d’imposta, di cui all’articolo 64, comma 3, del DPR n. 600/73, ci è un particolare adempimento.

Il soggetto prestatore è soggetto all’applicazione di una ritenuta d’acconto del 20% sul proprio compenso lordo.

In pratica il committente è obbligato a trattenere il 20% del compenso spettante al prestatore per versarlo all’Erario. Questo come acconto sulle imposte che il prestatore dovrà versare sul reddito percepito.

Si tratta di una particolare forma di pagamento di un acconto dell’IRPEF, che sarà calcolata definitivamente con la dichiarazione dei redditi.

Quando vai a compilare la ricevuta per la tua attività di Lavoro Autonomo Occasionale prestata devi quindi fare attenzione alla presenza della ritenuta.

RITENUTA DI ACCONTO E CREDITO DI IMPOSTA

Fino ai € 4.800 annui di Prestazioni Occasionali (in assenza di altri redditi), la ritenuta di acconto subita, non risulta essere dovuta.

Ebbene, per recuperare tale ritenuta, può essere conveniente presentare comunque la dichiarazione dei redditi. Questo anche se si sono percepite prestazioni occasionali sotto il limite dei € 4.800.

Presentando la dichiarazione, infatti, la ritenuta subita diventa credito d’imposta.

Credito di imposta utilizzabile in compensazione, oppure per il versamento di altre imposte.

Tuttavia, come detto, quando ci si trova in queste fattispecie:

  • Superamento della soglia di € 4.800 annue di Prestazioni Occasionali;
  • Percepimento di Prestazioni Occasionali e altre tipologie di reddito,

il compenso da lavoro autonomo occasionale deve essere sempre inserito in dichiarazione dei redditi.

L’indicazione deve avvenire assieme alla eventuale ritenuta d’acconto subita. Questo in quanto la ritenuta concorre alla determinazione dell’imposta IRPEF definitiva.

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INDICAZIONE DEL LAVORO AUTONOMO OCCASIONALE IN DICHIARAZIONE DEI REDDITI

Quando nell’anno si sono percepiti redditi da lavoro autonomo occasionale dobbiamo verificare due fattispecie.

Prima di tutto verificare la causa di esonero dalla dichiarazione vista in precedenza.

Se questa non si verifica bisogna ricordare che, in ogni caso i compensi da lavoro autonomo occasionale devono essere inseriti nel modello Redditi Persone Fisiche.

L’inserimento deve avvenire con la seguente modalità:

RIGO RL15

Nel rigo RL15 devono essere indicate le prestazioni di lavoro autonomo occasionale in dichiarazione dei redditi.

Devono essere riportati in colonna 1 compensi derivanti da attività di lavoro autonomo, non esercitate abitualmente.

Mentre, in colonna 2 possono essere riportate le spese sostenute per l’esercizio dell’attività. Fino a concorrenza dei compensi percepiti.

Naturalmente le spese sostenute per la produzione del reddito devono essere validamente documentate ed inerenti all’attività esercitata (come ad esempio carburante, treni, ristoranti, cancelleria, ecc).

E’ bene sottolineare che spesso per l’Amministrazione finanziaria il sostenimento di costi per l’esercizio di un’attività considerata occasionale, fanno pensare che la stessa possa essere un’attività abituale.

Di conseguenza tale attività diventa esercitabile solo con l’utilizzo di Partita Iva.

Per questo motivo, è quindi bene prestare la massima attenzione all’iscrizione di tali spese.

RIGO RL20

Va riportato il totale delle ritenute d’acconto subite, che andrà a confluire nel quadro RN del modello Redditi P.F..

E’ bene sottolineare che l’importo delle ritenute da inserire in questo rigo è quello che deriva dalla certificazione Unica (modello CU).

Certificazione che il sostituto d’imposta è obbligato ad inviare all’Agenzia delle Entrate e a rilasciarvi in copia.

La copia al soggetto che ha percepito il reddito avviene entro il 31 marzo dell’anno successivo a quello in cui è avvenuto il pagamento della prestazione.

PRESTAZIONI OCCASIONALI IN DICHIARAZIONE: RECUPERO DELLA RITENUTA DI ACCONTO SUBITA

Non è raro il caso in cui un soggetto che ha percepito redditi di lavoro autonomo occasionale, subendo l’applicazione della ritenuta d’acconto da parte del sostituto d’imposta che erogato il reddito, si trovi nella situazione in cui la ritenuta d’acconto risulti essere maggiore rispetto all’Irpef dovuta per quel periodo d’imposta.

In questo caso, la maggiore ritenuta subita, diventa un credito IRPEF.

Credito che dovrà essere indicato nel quadro RX del modello Redditi P.F..

In pratica si tratta di un credito e sarà riportabile negli esercizi successivi. Oppure, il credito sarà utilizzabile in compensazione per il versamento di imposte e contributi. Questo nel limite di € 5.000 annui.

Limite oltre il quale dovrà essere apposto il visto di conformità sulla dichiarazione dei redditi.

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LAVORO AUTONOMO OCCASIONALE IN DICHIARAZIONE DEI REDDITI: CONSIGLI

Lavoro autonomo occasionale in dichiarazione. Se hai percepito redditi da lavoro autonomo occasionale e hai dei dubbi, scrivimi un commento. Sarò lieti di risponderti.

Attenzione però!

Saranno pubblicati soltanto i commenti che apportano aspetti nuovi rispetto ai precedenti o quelli che in qualche modo possono approfondire gli argomenti di questo articolo.

Se il vostro commento non viene pubblicato, significa che la risposta è già presente nell’articolo, o che avete bisogno di una consulenza più approfondita. Nel caso scriveteci in privato.

388 COMMENTS

  1. Buona sera attualmente lavoro con prestazione occasionale con ritenuta d’acconto Nella fase precedente DI QUEST’ANNO ho svolto lavoro occasionale verso diversi privati rilasciando ricevuta con esenzione iva e ho guadagnato circa 4300 € al netto. Questi redditi precedenti si andranno ad accumulare con quanto guadagnerò nel proseguo con lavoro occasionale con ritenuta d’acconto e pertanto quando dovrò presentare la dichiarazione dei redditi e quindi pagare le tasse i 4300 € dovranno essere considerati COME REDDITO AGGIUNTIVO E QUINDI MI SARANNO TASSATI ? Se è così mi converrebbe in questi 2 mesi che lavorerò con sostituto d’imposta e quindi con ritenuta d’acconto non oltrepassare i 500 € DI GUADAGNO LORDO Infatti 4300 precedenti + 500 lordi fanno 4800. E’ GIUSTO QUESTO MIO RAGIONAMENTO

     
  2. Il reddito andrà a sommarsi, ma attenzione al superamento dei 5.000 lordi dovrà comunicare ai committenti l’applicazione delle ritenute previdenziali.

     
  3. Buongiorno ho appena iniziato a svolgere un lavoro come segretaria telemarketing mi hanno proposto un una retribuzione con prestazione occasionale per un importo lordo di 416,00 al mese (netto 333,33). Chiedo prima di tutto se puo considerarsi occasionale un rapporto che sarà continuativo ogni mese, e se in un eventuale controllo possa subire delle conseguenze avendo accettato questo tipo di inquadramento. un’altra domanda è con un reddito che andrò a percepire all’anno pari a 4992,00 lordi (unica fonte di reddito) sono costretta a fare denuncia dei redditi, e posso comunque recuperare la ritenuta d’acconto del 20%. Grazie

     
  4. L’attività che le hanno proposto non è di tipo occasionale. Non le consiglio di accettare questo tipo di proposta. Le devono offrire un contratto di lavoro dipendente se la sua attività è alle dipendenze della società, oppure con partita IVA se opera in autonomia. Continuare in questo modo espone anche lei a delle conseguenze fiscali. Se vuole ne parliamo in privato.

     
  5. Buongiorno, ho effettuato un lavoro sotto forma di prestazione occasionale.
    Ho percepito il compenso al netto della ritenuta d’acconto.
    Considerato che già svolgo una attività come dipendente e che aggiungo questo compenso ai miei redditi, devo considerare la stessa percentuale di tasse che ho sui redditi che già percepisco?
    Esempio: il compenso netto è di 400 euro. Se sono tassata al 38%, di questi 400 cosa mi rimane? scusate, ho bisogno di esempi pratici altrimenti non capisco.

     
  6. Salve Federica, quello che afferma è corretto, pagherà sulla prestazione occasionale la sua aliquota marginale di IRPEF.

     
  7. Salve, nel caso in cui si collabora saltuariamente con aziende che hanno sede all’estero e non rilasciano documenti fiscali come succede per quelle italiane, come ci si deve comportare? Questi guadagni devono essere dichiarati oppure no?

     
  8. Salve Angela, anche i guadagni percepiti con aziende estere devono essere dichiarati. Se si tratta di attività occasionali si rilascia una ricevuta e si inserisce l’importo in dichiarazione per essere tassato. Se la collaborazione è duratura e stabile nel tempo occorre aprire una posizione IVA in Italia e fatturare le prestazioni.

     

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