Lavoro autonomo occasionale: la guida

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Le prestazioni di Lavoro Autonomo Occasionale, sono applicabili ormai in pochissime fattispecie. Ove il prestatore effettui un’attività non continuativa nel tempo, senza più essere considerati i termini di durata (30 giorni annui) e importo percepito. Questo significa che le prestazioni di lavoro autonomo occasionale svolte anche due o tre volte all’anno, devono essere effettuate non più con prestazione occasionale ma con partita Iva. voucher, o contratti di lavoro dipendente o assimilati. La guida, i consigli utili e il forum con le risposte a tutti i vostri quesiti.

La Prestazione di lavoro autonomo Occasionale è uno strumento che deve essere utilizzato dai soggetti che vogliono intraprendere attività professionali in modo saltuario e sporadico.

Si tratta di situazioni in cui vi sono soggetti sono esonerati dall’apertura di una partita IVA  in quanto svolgono l’attività professionale in modo non abituale e continuativo.

Sto facendo riferimento ad attività professionali minimali e residuali. Attività con le quali un soggetto può raggiungere piccoli guadagni, senza avviare una vera e propria attività (professionale).

Online se cerchi la parola “Prestazione di lavoro autonomo occasionale” troverai una moltitudine di articoli. Testi scritti molto spesso da persone che con il mondo fiscale non hanno niente a che vedere. Testi che con il tempo hanno contribuito a creare molta confusione su ambito e limiti di applicazione delle prestazioni occasionali.

Il risultato è che oggi molti pensano che la prestazione di lavoro autonomo  occasionale sia l’alternativa alla partita IVA. Ovvero la soluzione per fare attività professionali o commerciali, senza dover pensare ai noiosi adempimenti fiscali.

Niente di più sbagliato.

Inoltre, il D.L. n. 50/2017 all’articolo 54-bis, intitolato Disciplina del Libretto Famiglia. Contratto di prestazione occasionale, introduce la nuova disciplina sul lavoro occasionale accessorio.

Prestazione occasionale

Chiarimenti su Lavoro Occasionale e Lavoro Accessorio

Il primo chiarimento da effettuare è che oggi vi sono due diverse normative che riguardano le attività non continuative e non abituali.

Si tratta della disciplina sul lavoro autonomo occasionale e la disciplina sul lavoro accessorio.

La disciplina del lavoro autonomo occasionale riguarda i soggetti che svolgono esclusivamente attività professionali di carattere intellettuale.

Si tratta di soggetti che non hanno obbligo di iscrizione ad albi o elenchi professionali che svolgono occasionalmente l’attività.

Classico caso è quello dell’amministratore di condominio che esercita l’attività soltanto nel proprio stabile.

Tale attività può essere regolata attraverso la disciplina del lavoro occasionale.

Accanto a questa normativa vi è quella che riguarda il cd lavoro accessorio.

E’ una normativa, questa, che riguarda esclusivamente le attività non abituali legate ad attività di tipo subordinato, quindi con un committente stabilito.

Quindi in questo caso l’attività di lavoro non è autonoma, come nel caso precedente, ma alle dipendente di un committente.

Anche in questo caso ti faccio un esempio per farti comprendere meglio. Pensa ad una studentessa che si finanzia gli studi facendo la baby sitter, oppure facendo la commessa in un negozio nei fine settimana. Attività che possono essere gestite con la disciplina del lavoro accessorio.

Come ti spiegherò meglio in seguito esistono due forme di lavoro accessorio.

Si tratta del Libretto Famiglia, che possono utilizzare le famiglie per commissionare piccoli lavoretti a terzi e il PrestO’.

Strumento, questo, totalmente dedicato alle imprese. Anche in questo caso il buono lavoro trova applicazione per attività di lavoro alle dipendenze altrui.

Esempi di lavoro occasionale e accessorio

Proviamo a riepilogare facendo un esempio pratico.

Se devi svolgere un’attività autonoma occasionale come una consulenza informatica per il vicino di casa, dovrai utilizzare le prestazioni occasionali, attraverso il rilascio di una ricevuta.

Mentre, se occasionalmente ti offri per fare la giornata come cameriere, bagnino, colf, baby sitter, o ogni altra attività assimilabile al lavoro dipendente potrai utilizzare il Libretto Famiglia o il PrestO’.

Per fare chiarezza su questi argomenti ho pensato di realizzare questo contributo, aggiornando limiti condizioni e funzionamento della prestazione occasionale al 2018.

DISCIPLINA DELLA PRESTAZIONE DI LAVORO AUTONOMO OCCASIONALE 2018

Prestazione di lavoro autonomo occasionale: i vantaggi

Le attività di lavoro autonomo eseguite in maniera del tutto sporadica ed occasionale rappresentano uno degli aspetti di maggiore interesse tra i contribuenti.

Questo in quanto permettono loro di effettuare, accanto alla propria attività lavorativa abituale (lavoro dipendente, autonomo o di impresa), un’attività professionale saltuaria.

Il tutto senza essere vincolati da particolari obblighi fiscali. A patto, però, di rispettare i limiti che andrò ad indicarti di seguito.

Pensa, ad esempio, al caso di un lavoratore dipendente che per pura passione si trova a riparare il PC del vicino di casa.

In questo caso, sto parlando di un’attività professionale del tutto occasionale. L’occasionalità dell’attività è il requisito che consente l’utilizzo della prestazione occasionale (e non della partita IVA).

Un’altra situazione, su cui spesso mi viene richiesto un parere è il caso di un soggetto che vende oggetti su Ebay.

In questo caso, non si parla di attività professionale, ma di un’attività di tipo commerciale.

Quindi, le prestazioni occasionali non si rendono applicabili. Nel caso potrà essere emessa una ricevuta non fiscale di vendita. A patto, anche in questo caso, che l’attività di vendita non sia continuativa nel tempo.

Prestazione di lavoro autonomo occasionale: definizione

Si può definire come prestazione di lavoro autonomo occasionale (o semplicemente “prestazione occasionale“):

qualsiasi attività di lavoro caratterizzata dall’assenza di abitualità, professionalità, continuità e coordinazione

La disciplina riguardante le prestazioni occasionali è stata introdotta dalla Legge n. 30/2003 (“legge delega al governo in materia di occupazione e mercato del lavoro“).

Normativa sfociata in quella che  poi in è stata denominata “Legge Biagi“. Ossia il DLgs n 276/2003 (così come modificato dall’articolo 24 del D.L. n. 201/2011 c.d. “Legge Fornero“).

Tale normativa aveva introdotto le prestazioni occasionali, che si caratterizzavano essenzialmente per:

  • Durata non superiore a 30 giorni con lo stesso committente in un anno;
  • Compenso non superiore a € 5.000 da ogni committente.

Prestazioni occasionali e Abrogazione della Legge Biagi

Tale normativa è stata abrogata a partire dal 25 giugno 2015. Giorno di entrata in vigore del D.Lgs. 81/2015. Ovvero il quarto dei decreti applicativi che fanno parte del cosiddetto “Jobs Act“, la legge delega per la riforma del lavoro.

Tra le molte novità di questa riforma si segnale l’abrogazione delle prestazioni occasionali, con le caratteristiche di durata e prestazione sopra indicati.

Sulla base di questa novità legislativa, quello che posso affermare con certezza è che l’unica disciplina che da un punto di vista civilistico disciplina le attività svolte in maniera occasionale è quella di cui all’articolo 2222 del codice civile.

Articolo riguardante il contratto di prestazione d’opera.

Alla luce delle disposizioni contenute in tale articolo si può definire lavoratore che effettua una prestazione occasionale:

chi si obbliga a compiere, dietro corrispettivo, un’opera o un servizio con lavoro prevalentemente proprio senza vincolo di subordinazione, ne potere di coordinamento del committente ed in via del tutto occasionale”



Prestazioni di lavoro autonomo occasionale: caratteristiche

Un’attività di lavoro autonomo, affinché possa rientrare tra quelle di tipo occasionale è necessario che rispetti alcuni limiti qualitativi legati alla prestazione svolta.

Limiti che di seguito ti riepilogo:

  • Mancanza di continuità e abitualità della prestazione di lavoro autonomo – La definizione di abitualità, non essendo stata chiaramente definita dal Ministero, può essere identificata come un’attività duratura nel tempo, che possa fare presumere non ad una attività sporadica, ma prolungata nel tempo. In ogni caso, occorre fare una valutazione ad hoc caso per caso;
  • Mancanza di coordinamento della prestazione – Affinché vi sia coordinamento occorre che l’attività sia svolta all’interno dell’azienda o nell’ambito del ciclo produttivo del committente.

Nell’ipotesi in cui la prestazione occasionale perda i suoi requisiti, troveranno applicazione le discipline riguardanti:

  • Il lavoro dipendente, se è riscontrabile l’elemento della coordinazione, ed eterodirezione del lavoro oppure
  • Il lavoro autonomo (con partita IVA), per più prestazioni autonome abituali.

Nel caso del lavoro autonomo ti consiglio di verificare e valutare se possiedi i requisiti per beneficiare dei vantaggi offerti dal c.d. “regime forfettario“.

Regime che consente una semplificazione degli adempimenti e una riduzione delle imposte dovute, ma soltanto rispettando i requisiti di accesso e di permanenza.

Per maggiori informazioni su questo regime puoi leggere “Regime forfettario per i contribuenti minori“.

Contratto di lavoro autonomo occasionale

Quando ci sia accorda per l’effettuazione di una prestazione occasionale molto spesso ci si accorda verbalmente.

Per la mia esperienza si tratta di una cosa assolutamente da evitare.

Quando un committente incarica un soggetto che esercita in modo “non professionale” sa benissimo di contrattare con una posizione di forza.

In molti casi, vengono raggiunti accordi verbali proprio per evitare di avere documentazione che possa provare il lavoro del prestatore, e quindi, potersi porre nella condizione di non pagarlo.

E’ una situazione molto più frequente di quanto possa sembrare. Ci sono aziende che si approfittano del lavoro di studenti e disoccupati, in questo modo.

Se puoi, evitare accordi di questo tipo. Ma soprattutto raggiunti sempre un contratto scritto. Contratto che abbia come oggetto una prestazione professionale di lavoro autonomo.

Nella redazione del contratto di prestazione di lavoro autonomo occasionale dovrai fare attenzione a tre aspetti.

Il primo riguarda la descrizione dell’attività che andrai a svolgere indicandone tempi e modalità. Devi essere quanto più preciso possibile.

Il secondo aspetto riguarda il compenso, determinandone l’ammontare e soprattutto le tempistiche di pagamento. Non accettare tempistiche indefinite o che non ti soddisfano. Essere chiari è a tuo vantaggio.

Il terzo requisito è quello che riguarda la possibilità di recedere anticipatamente dal contratto. Devi rendere chiaro in quali casi puoi risolvere anticipatamente il contratto, e con quali modalità.

Possono sembrarti aspetti banali ma ti assicuro che non lo sono.

Avere un contratto di collaborazione occasionale redatto nel modo corretto è davvero raro. Ti consiglio di fare attenzione e nel caso di farti assistere da un legale o da un commercialista per quanto meno verificare che il tuo contratto davvero ti stia tutelando.

Ricevuta per lavoro autonomo occasionale

Il soggetto che effettua la prestazione occasionale di lavoro autonomo è tenuto a rilasciare al soggetto committente della prestazione, una ricevuta “non fiscale.

Ricevuta nella quale è tenuto ad indicare i seguenti elementi obbligatori:

  • I propri dati personali;
  • Le generalità del committente;
  • La data e il numero progressivo d’ordine della ricevuta;
  • Il corrispettivo lordo concordato;
  • La ritenuta d’acconto (pari al 20% dei compenso lordo);
  • L’importo netto che verrà corrisposto dal committente.

La ritenuta d’acconto del 20% deve essere applicata a riduzione del compenso lordo dovuto per la prestazione.

In pratica, si tratta di un acconto sulle imposte che il committente è tenuto a trattenere e versare all’Amministrazione finanziaria per conto del soggetto che presta la propria attività professionale.

Attenzione però.

La ritenuta d’acconto deve essere applicata soltanto nel caso in cui la prestazione occasionale è svolta nei confronti di sostituti di imposta.

Ai sensi di quanto previsto dal DPR n. 600/73. Sono sostituti di imposta, ad esempio:

  • Imprese e professionisti (che non applicano il regime forfettario);
  • Società di persone e di capitali;
  • Associazioni ed enti di ogni tipo;
  • Condomini.

Data e marca da bollo sulla ricevuta

Per compilazione della ricevuta per prestazione di lavoro autonomo occasionale è necessario prestare attenzione alla data da attribuire alla ricevuta. Data che deve essere obbligatoriamente quella in cui il prestatore ha ricevuto il compenso da parte del committente.

La ricevuta, infatti, ha la funzione di certificare al committente l’avvenuto pagamento della prestazione richiesta. Ed allo stesso tempo rappresenta strumento utile al contribuente per rendicontare i propri compensi percepiti, per la predisposizione della propria dichiarazione dei redditi.

Altro elemento indispensabile per la corretta compilazione della ricevuta è l’apposizione della marca da bollo.

Trattandosi di una ricevuta “non fiscale“, il legislatore ha previsto l’apposizione sulla ricevuta di una marca da bollo da €. 2,00. Questo nel caso in cui l’importo della prestazione superi la soglia di €. 77,47.

La marca da bollo deve riportare una data anteriore rispetto a quella di emissione della ricevuta. Altrimenti si incorrerà in sanzione.

Ricordo che l’importo della marca da bollo può essere chiesto a rimborso al committente della prestazione. Infine, se la ricevuta è nei confronti di committente estero, è comunque opportuno apporla.

Scarica il nostro modello di ricevuta per prestazione occasionale:

MODELLO DI RICEVUTA PER LAVORO AUTONOMO DI TIPO OCCASIONALE

Prestazioni di lavoro autonomo occasionale: disciplina fiscale

Ai fini fiscali, il reddito derivante da prestazioni occasionali rientra nella categoria dei “redditi diversi“. Questo in base all’articolo 67, comma 1, lettera l), del DPR n. 917/86. 

I redditi da lavoro autonomo occasionale (anche quelli derivanti da attività occasionali), si determinano, secondo quanto disciplinato dall’articolo 71, comma 2, del DPR n. 917/86.

In pratica il calcolo è dato dalla differenza tra l’ammontare dei compensi percepiti nel periodo d’imposta e le spese specificamente inerenti alla loro produzione.

Da un punto di vista dichiarativo, i redditi derivanti da prestazioni occasionali devono essere indicati:

  • Nel quadro D del modello 730 oppure,
  • Nel quadro RL del modello Redditi Persone Fisiche.

Sia che si presenti il 730 piuttosto che il modello Redditi, quindi, è opportuno indicare nell’apposito quadro l’importo del reddito lordo percepito e dell’eventuale ritenuta d’acconto subita.

In questo modo il reddito percepito sconterà la tassazione IRPEF, facendo cumulo con gli altri redditi imponibili percepiti (lavoro dipendente, lavoro autonomo, etc).

Esonero dalla dichiarazione dei redditi

Aspetto importante riguarda la possibilità di essere esonerati dalla presentazione della dichiarazione dei redditi.

Possibilità che riguarda i soggetti che hanno percepito soltanto redditi da prestazione occasionale sotto i € 4.800 lordi annui.

In questo caso, il reddito può non essere indicato in dichiarazione. Infatti, fino al raggiungimento di questa soglia, vi è una specifica detrazione IRPEF che abbatte totalmente l’imposta dovuta.

Se ti trovi in questa fattispecie, il mio consiglio è quello di presentare comunque la dichiarazione dei redditi.

Infatti, se il committente (o i committenti)  ha operato delle trattenute sul compenso, il lavoratore può recuperare le somme trattenute soltanto attraverso la presentazione della dichiarazione dei redditi.

In tal caso, infatti, le ritenute in eccesso effettuate si trasformano in crediti d’imposta. Crediti che potranno essere sfruttati in compensazione dal lavoratore.

Lavoro autonomo occasionale: iscrizione alla gestione separata e contributi previdenziali

Nel caso in cui il prestatore di lavoro occasionale raggiunga nell’anno la soglia di € 5.000 lorde di prestazioni c’è l’obbligo di iscrizione alla Gestione Separata INPS. Con il contestuale obbligo del versamento contributivo.

Questo in base all’articolo 44 del D.L. n. 269/2003. Convertito dalla Legge n. 326/2003, a decorrere dal 1 gennaio 2004.

La soglia di € 5.000 lorde deve essere così conteggiata:

  • Prendendo a riferimento solo le pestazioni occasionali;
  • Sommando tutti gli importi lordi incassati nell’anno fino a quel momento;
  • Considerando tutti i committenti;
  • Escludendo tutti i redditi di altre categorie (es. lavoro dipendente).

Soglia di esenzione

I contributi devono essere versati solamente sulla quota di reddito eccedente la soglia dei € 5.000.

In pratica tale soglia funge da franchigia per i contributi previdenziali.

Attenzione, questa soglia non ha niente a che vedere con quanto abbiamo detto ai fini fiscali!

L’obbligo di iscrizione alla Gestione Separata è a carico del datore di lavoro e nasce nell’anno in cui il lavoratore supera il predetto limite di compensi.

Pertanto, i lavoratori autonomi occasionali con compensi fino a € 5.000 nell’anno solare non sono obbligati né all’iscrizione alla Gestione Separata. Nemmeno, al versamento di contributi previdenziali.

Comunicazione al committente del superamento della soglia di compensi annui con prestazione occasionale

Per i soggetti che superano la soglia di esenzione, l’imponibile previdenziale è costituito dal compenso lordo erogato al lavoratore, che supera la soglia annua di € 5.000. Compenso dal quale devono essere dedotte eventuali spese poste a carico del committente e risultanti da fattura o ricevuta.

I lavoratori interessati devono comunicare tempestivamente ai propri committenti il superamento della soglia di esenzione e, solo per la prima volta, iscriversi alla Gestione. Questo a meno che non si tratti di collaboratori o soggetti assimilati già iscritti.

Di seguito puoi trovare il link per scaricare la dichiarazione dei compensi da comunicare al soggetto committente la prestazione (al superamento dei € 5.000).

Nella ricevuta il lavoratore si vedrà applicare la ritenuta previdenziale pari ad 1/3 del contributo dovuto. Questo in quanto i restanti 2/3 di contributo sono direttamente a carico del datore di lavoro.

Contratto di prestazione di lavoro autonomo e dichiarazione dei compensi percepiti nell’anno

Superamento della soglia di € 5.000 con il lavoro autonomo occasionale

Una delle domande che maggiormente mi arrivano riguarda il superamento della soglia di € 5.000 annui con le prestazioni occasionali.

Come ho già avuto modo di dire, questa soglia ha effetti soltanto previdenziali ed obbliga per gli importi superiori alla limite il versamento dei contributi previdenziali.

Come ti ho indicato si tratta di contributi dovuti alla Gestione separata INPS, e che sono suddivisi per in 1/3 a carico del lavoratore e 2/3 a carico del datore di lavoro.

Al fine di permettere al datore di lavoro di effettuare correttamente le trattenute previdenziali è necessario che il lavoratore comunichi allo stesso che a breve supererà la soglia  annua di €5.000 per tutti i committenti.

In questo modo il datore di lavoro sarà a conoscenza di dover effettuare i versamenti contributivi per la quota a lui spettante.

Se la comunicazione da parte del lavoratore non avviene non vi è alcuna responsabilità da parte dell’azienda committente.

In questo caso il lavoratore dovrà versare autonomamente tutti i contributi previdenziali dovuti (compresi quelli dell’azienda committente) nella sua dichiarazione dei redditi.

Lavoro Autonomo Occasionale e Superamento della soglia di € 5.000 e apertura della Partita IVA

Altro aspetto da chiarire riguarda la voce che vede che soglia di € 5.000 e partita IVA siano collegati.

E’ bene ribadirlo ancora una volta, non è così!

L’obbligo di apertura della partita IVA è indipendente dal volume di compensi raggiunto.

La partita IVA si apre quando una attività professionale diventa abituale e continuativa nel tempo.

Se ad esempio realizzi testi per testate giornalistiche e lo fai esclusivamente nel tempo libero o nel fine settimana, due volte al mese, anche se superi i € 5.000 euro non avrai obbligo di partita IVA.

L’attività esercitata non è abituale, ed in questo non influisce il volume dei tuoi compensi. Al massimo se superi di € 5.000 dovrai iscriverti alla Gestione separata INPS e versare i contributi.

Se, invece, l’attività di scrittura viene svolta tutti i fine settimana dell’anno, o anche durante la settimana, ecco che c’è una continuità dell’attività nell’anno.

A questo punto, sempre indipendentemente dal compenso percepito vi è obbligo di operare con Partita IVA.

Quello che posso consigliarti è di valutare sempre la tua posizione personale con un dottore Commercialista.

Non esiste infatti un metodo di giudizio unico per determinare se vi è obbligo o comunque convenienza ad operare con la partita IVA.

Per questo motivo il consulto con un esperto può essere importante per evitarti di commettere errori, che in caso di accertamenti si pagano cari.

Ricorda sempre che l’eventuale mancata apertura della Partita IVA è sempre una tua responsabilità. L’Agenzia delle Entrate se riscontra violazioni potrebbe contestarti e richiederti il versamento dell’IVA. Quindi attenzione!

Approfondimenti sulle prestazioni occasionali

Per quanto riguarda la disciplina dei rimborsi spese del lavoratore autonomo occasionale vi rimando a questo articolo:

I rimborsi spese nelle prestazioni di lavoro autonomo occasionale

Per avere maggiori informazioni:

Domande e risposte sul lavoro autonomo occasionale



DISCIPLINA DEL LAVORO OCCASIONALE ACCESSORIO 2018

Dal 24 giugno 2017 è entrata in vigore la nuova disciplina del Lavoro Occasionale Accessorio.

Si tratta della disciplina che è andata a sostituire gli abrogati buoni-lavoro c.d. “Voucher Inps” e che come abbiamo visto riguarda le attività non abituali alle dipendenze di un committente.

Alle prestazioni legate al Lavoro Occasionale Accessorio possono fare ricorso:

  • Le persone fisiche, non nell’esercizio dell’attività professionale o d’impresa, attraverso il Libretto Famiglia;
  • Imprese, professionisti e PA per l’acquisizione di prestazioni di lavoro mediante il contratto di prestazione occasionale (PrestO’).

In particolare, il Legislatore ha introdotto il “libretto di famiglia” per le prestazioni occasionali rese ai privati e il “contratto di Prestazione Occasionale (PrestO)” per le imprese ed i professionisti.

Questo con il dichiarato intento di consentirne l’utilizzo per prestazioni occasionali o saltuarie e, nel contempo, garantire un minimo di tutele previdenziali, normative e assistenziali a favore dei prestatori.

Lavoro occasionale utilizzo

Privati e famiglie possono utilizzare il Lavoro Occasionale per svolgere:
  • Piccoli lavori domestici, inclusi i lavori di giardinaggio, di pulizia o di manutenzione;
  • Assistenza domiciliare ai bambini e alle persone anziane, ammalate o con disabilità;
  • Insegnamento privato supplementare.

Imprese e professionisti possono sfruttare il Lavoro Occasionale per effettuare attività occasionali nella generalità dei settori produttivi.

Infine, gli enti della Pubblica Amministrazione possono utilizzare questo regime nell’ambito dell’attività istituzionale, solo ed esclusivamente per:

  • Progetti speciali rivolti a specifiche categorie di soggetti in stato di povertà, di disabilità, di detenzione, di tossicodipendenza o che fruiscono di ammortizzatori sociali;
  • Lavori di emergenza correlati a calamità o eventi naturali improvvisi;
  • Attività di solidarietà. In collaborazione con altri enti pubblici o associazioni di volontariato;
  • Organizzazione di manifestazioni sociali, sportive, culturali o caritative.

Lavoro Occasionale Accessorio e divieti di utilizzo

E’ fatto divieto di utilizzare la disciplina del Lavoro Occasionale nelle seguenti fattispecie.

Per imprese e professionisti:

  • Con soggetti che abbiano cessato da meno di 6 mesi un rapporto di lavoro subordinato o di collaborazione col medesimo utilizzatore;
  • Da parte degli utilizzatori che occupano più di 5 lavoratori subordinati a tempo indeterminato;
  • Da parte delle imprese del settore agricolo con i braccianti agricoli;
  • Imprese dell’edilizia o esercenti l’attività di escavazione o lavorazione di materiale lapideo, delle imprese del settore delle miniere, cave e torbiere;
  • Nell’ambito dell’esecuzione di appalti di opere o servizi.

Per gli enti della Pubblica Amministrazione è fatto divieto di utilizzo di questa disciplina:

  • Oltre i vincoli previsti dalla vigente disciplina in materia di contenimento delle spese di personale;
  • Oltre il limite di 280 ore nell’arco dello stesso anno civile.

Lavoro Occasionale Accessorio: limiti economici da rispettare

Per tutte le categorie di utilizzatori valgono regole comuni.

La possibilità di attuare attività di Lavoro Occasionale Accessorio è ammessa per ciascun anno civile, entro il limite di:

  • € 5.000, per ciascun prestatore, con riferimento alla totalità degli utilizzatori;
  • € 5.000, per ciascun utilizzatore, con riferimento alla totalità dei prestatori;
  • € 2.500, per le prestazioni complessivamente rese da ogni prestatore in favore del medesimo utilizzatore.

Con riferimento alla soglia di utilizzo relativa alla totalità dei prestatori, sono conteggiati al 75% del loro importo i compensi per prestazioni di lavoro occasionale rese dai seguenti soggetti:

  • Titolari di pensione di vecchiaia o d’invalidità;
  • Giovani con meno di venticinque anni di età. Se regolarmente iscritti a un ciclo di studi presso un Istituto scolastico di qualsiasi ordine e grado. Ovvero, a un ciclo di studi presso l’Università;
  • Disoccupati che abbiano reso la DID;
  • Percettori di prestazioni integrative del salario, di reddito di inclusione (REI) ovvero di altre prestazioni di sostegno del reddito.

In ogni caso non può essere superato il limite massimo di 280 ore lavorative nell’arco dell’anno.

Acquisto dei buoni e tracciabilità della prestazione

L’acquisto dei buoni deve essere effettuato sulla piattaforma Inps dedicata, con pagamento anticipato.

Il valore dei buoni acquistabili è di €. 12,00 lorde a cui corrisponde un entrata netta per il lavoratore di €. 9,00.

 Il buono deve essere attivato almeno 60 minuti prima dell’inizio della prestazione lavorativa.

Per l’accesso alle prestazioni di cui al presente articolo, gli utilizzatori e i prestatori sono tenuti a registrarsi e a svolgere i relativi adempimenti. Questo anche tramite un intermediario autorizzato ad intrattenere i rapporti con l’Inps. Come ad esempio un consulente del lavoro.

La comunicazione avviene all’interno di un’apposita piattaforma informatica, gestita dall’Inps, che effettua anche le operazioni di erogazione e di accreditamento dei compensi.

Piattaforma che si occupa anche di valorizzazione della posizione contributiva dei prestatori attraverso un sistema di pagamento elettronico.

I pagamenti possono essere effettuati anche utilizzando il modello di versamento F24.

Tuttavia, è esclusa la possibilità di compensazione con eventuali crediti. Le regole di registrazione sono diverse a seconda che si tratti di utilizzatore privato o professionale.

Lavoro Occasionale Accessorio: le sanzioni

Comune ad entrambe le tipologie, PrestO’ e Libretto Famiglia, è anche il regime sanzionatorio.

Rale regime prevede che, in caso di superamento, da parte di un utilizzatore diverso da una pubblica amministrazione, dei limiti di cui sopra, la trasformazione del rapporto da occasionale a rapporto di lavoro a tempo pieno e indeterminato.

In caso di violazione dell’obbligo di comunicazione ,e quindi di attivazione del buono, si applica una sanzione amministrativa pecuniaria.

Sanzione che prevede il pagamento di una somma da €. 500 a €. 2.500 per ogni prestazione lavorativa giornaliera per cui risulta accertata la violazione. Senza possibilità di diffida ad adempiere.

Libretto famiglia per il LAvoro Occasionale Accessorio

Le famiglie hanno a disposizione un libretto nominativo prepagato. Nello stesso sono titoli dal valore unitario di €. 10,00 da consegnare al prestatore d’opera per ogni ora di lavoro.

Il libretto nominativo, c.d. libretto Famiglia, è acquistabile presso la piattaforma telematica dell’Inps. Oppure presso gli uffici postali.

Il libretto famiglia è utilizzabile per il pagamento delle prestazioni occasionali.

Prestazioni che possono consistere in:

  • Piccoli lavori domestici. Inclusi lavori di giardinaggio, di pulizia o di manutenzione;
  • Assistenza domiciliare ai bambini e alle persone anziane, ammalate o con disabilità;
  • Insegnamento privato supplementare (ripetizioni private a studenti, ad esempio).

Come si è detto, il libretto Famiglia contiene titoli di pagamento dal valore nominale di €. 10,00. Ciascuno utilizzabile per compensare una prestazione di durata non superiore ad un’ora.

Per ogni titolo di pagamento sono a carico dell’utilizzatore gli oneri contributivi pari a:

  • €. 1,65 di contribuzione IVS, da versare alla Gestione Separata Inps;
  • €. 0,25 per l’assicurazione contro gli infortuni sul lavoro e le malattie professionali.

Adempimenti per la famiglia

L’utilizzo dei buoni famiglia prevede alcuni adempimenti a carico della famiglia committente.

Entro il terzo giorno del mese successivo alla prestazione, il committente è chiamato a comunicare alcuni dati all’Inps. Si tratta dei:

  • Dati identificativi del prestatore d’opera;
  • Il compenso pattuito;
  • Il luogo di svolgimento;
  • La durata della prestazione.

Nonché ogni altra informazione necessaria ai fini della gestione del rapporto. Il prestatore riceve contestuale notifica attraverso comunicazione di short message service (SMS) o di posta elettronica.

La comunicazione dei dati avviene attraverso la piattaforma informatica Inps ovvero avvalendosi dei servizi di contact center messi a disposizione dall’Inps.



PRESTO’ – LAVORO OCCASIONALE ACCESSORIO PER PROFESSIONISTI E IMPRESE

Gli operatori professionali (imprese e professionisti) potranno retribuire prestazioni di lavoro occasionali o saltuarie di limitata entità utilizzando il contratto di prestazione occasionale “PrestO“.

Naturalmente osservando una serie di regole intese a garantire il monitoraggio del nuovo istituto dei buoni lavoro.

Sul punto ricordiamo che il ricorso al contratto occasionale tramite PrestO’ è vietato nei seguenti casi:

  • Soggetti che abbiano in corso o abbiano cessato da meno di sei mesi un rapporto di lavoro subordinato o di collaborazione coordinata e continuativa col medesimo utilizzatore;
  • Utilizzatori che hanno alle proprie dipendenze più di cinque lavoratori subordinati a tempo indeterminato;
  • Imprese del settore agricolo. Salvo che per le attività lavorative rese dai soggetti non iscritti nell’anno precedente negli elenchi anagrafici dei lavoratori agricoli;
  • In edilizia e settori affini:
    • Imprese esercenti l’attività di escavazione o lavorazione di materiale lapideo;
    • Imprese del settore delle miniere, cave e torbiere;
    • Nell’ambito dell’esecuzione di appalti di opere o servizi.

Importo minimo della prestazione

Ogni ora di lavoro deve essere retribuita con un importo minimo di €. 9,00. A questo devono aggiungersi:

  • La contribuzione alla gestione separata Inps, nella misura del 33% del compenso;
  • Il premio dell’assicurazione contro gli infortuni sul lavoro e le malattie professionali. Nella misura del 3,5% del compenso.
  • Infine, l’1% degli importi versati è destinato al finanziamento degli oneri gestionali.

I compensi sono corrisposti al prestatore direttamente dall’Inps e sono:

  • Esenti da imposizione fiscale;
  • Non incidono sul suo stato di disoccupato;
  • Sono computabili ai fini della determinazione del reddito necessario per il rilascio o il rinnovo del permesso di soggiorno.

Comunicazione della prestazione

L’utilizzatore del buono lavoro PrestO’ è tenuto a trasmettere, almeno un’ora prima dell’inizio della prestazione, con le medesime modalità, una dichiarazione.

Dichiarazione che deve contenente:

  • I dati anagrafici e identificativi del prestatore;
  • Il luogo di svolgimento della prestazione;
  • L’oggetto della prestazione;
  • La data e l’ora di inizio ed il termine della prestazione. Ovvero, se imprenditore agricolo:
    • La durata della prestazione con riferimento ad un arco temporale non superiore a tre giorni;
    • Il compenso pattuito per la prestazione, in misura non inferiore a €. 36, per prestazioni di durata non superiore a quattro ore continuative nell’arco della giornata.

Se la prestazione non è stata resa, è possibile trasmettere la comunicazione di revoca.

Comunicazione da trasmettere attraverso la piattaforma informatica Inps o avvalendosi dei servizi di contaci center messi a disposizione dall’Inps. Questo entro i tre giorni successivi al giorno programmato di svolgimento della prestazione.

PrestO’ per imprese agricole

Come regola generale le imprese del settore agricolo non possono utilizzare il contratto di lavoro occasionale.

Salvo che per le attività lavorative rese dai seguenti soggetti purché non iscritti nell’anno precedente negli elenchi anagrafici dei lavoratori agricoli. Quindi si tratta dei seguenti soggetti:

  • Titolari di pensione di vecchiaia o di invalidità;
  • Giovani con meno di venticinque anni di età. Se regolarmente iscritti a un ciclo di studi presso un istituto scolastico di qualsiasi ordine e grado. Ovvero a un ciclo di studi presso l’università;
  • Persone in stato di disoccupazione;
  • Percettori di prestazioni integrative del salario, di reddito di inclusione (REI) ovvero di altre prestazioni di sostegno del reddito.

Il valore del compenso orario non è predeterminato. Bensì è pari all’importo della retribuzione oraria delle prestazioni di natura subordinata individuata dal contratto collettivo di lavoro.

Contratto che è stipulato dalle associazioni sindacali comparativamente più rappresentative sul piano nazionale.

Inoltre, nel settore agricolo il limite di durata non è fissato in 280 ore. Bensì è ricavabile dividendo l’importo massimo consentito con la retribuzione oraria come sopra individuata.

PrestO’ per amministrazioni pubbliche

Gli enti e le istituzioni pubbliche possono utilizzare le prestazioni di lavoro occasionale indipendentemente dal numero di dipendenti in forza.

Tuttavia sono previste occasioni specificatamente individuate per l’utilizzo dei buoni PresO’:

  • Nell’ambito di progetti speciali rivolti a specifiche categorie di soggetti in stato di:
    • Povertà;
    • Disabilità;
    • Detenzione;
    • Tossicodipendenza;
    • Soggetti che fruiscono di ammortizzatori sociali;
  • Per lo svolgimento di lavori di emergenza correlati a calamità o eventi naturali improvvisi;
  • Nell’attività di solidarietà. In collaborazione con altri enti pubblici o associazioni di volontariato;
  • Per l’organizzazione di manifestazioni sociali, sportive, culturali o caritative.

Fermo restando che è comunque richiesto il rispetto dei vincoli previsti dalla vigente disciplina in materia di contenimento delle spese di personale. Il mancato rispetto dei vincoli economici non comporta la trasformazione del rapporto in contratto di lavoro subordinato.

Anche se non sarà esente da eventuali azioni di responsabilità.

Voucher agli steward da stadio

E’ disponibile sulla piattaforma informatica dell’INPS la procedura che consente alle società sportive di utilizzare i voucher per retribuire le prestazioni occasionali rese dagli steward sui campi da gioco.

In caso di scelta del lavoro occasionale, la disciplina applicabile è quella del Libretto di famiglia. A ciascun prestatore potranno essere erogati compensi fino a 5.000 euro annui.

E` in tal senso elevato da 2.500 a 5.000 euro il limite dei compensi che possono essere percepiti da ogni singolo prestatore di lavoro occasionale per prestazioni rese in favore del medesimo utilizzatore, quando la prestazione è svolta a favore delle società
sportive per l’attività degli steward negli stadi.

Questa possibilità si applica solo per le prestazioni degli steward e non di altre figure che potrebbero essere impiegate dalle società sportive.

Inoltre, qualora venga superato il limite economico o, comunque, il limite di durata della prestazione pari a 280 ore nell’arco dello stesso anno civile, la prestazione lavorativa si trasforma in un rapporto di lavoro subordinato a tempo pieno e indeterminato dal momento
del superamento di uno di detti limiti.

Anche il prestatore non può superare la soglia di € 5.000 ma con riferimento alla totalità degli utilizzatori.

Prestazioni occasionali degli assistenti di stadio

Possono utilizzare i buoni-lavoro le società che gestiscono complessi e impianti sportivi con capienza superiore a 7.500 posti nei quali si svolgono partite ufficiali delle squadre di calcio professionistiche (decreto del Ministro dell’Interno 8 agosto 2007).

A questi soggetti non si applica il limite occupazionale dei 5 dipendenti a tempo indeterminato.

La legge prevede che agli steward possa essere affidato il controllo dei titoli di accesso, l’instradamento degli spettatori, la verifica del rispetto del regolamento d’uso dell’impianto, sotto la direzione ed il controllo da parte del responsabile per la sicurezza dell’impianto.

Oltre che alle prestazioni di lavoro occasionale gli utilizzatori, così come le agenzie di somministrazione e gli istituti di sicurezza privati a cui la società potrebbe affidare il servizio, possono inquadrare gli assistenti di stadio (steward) con qualsivoglia contratto di lavoro subordinato.

Compreso il lavoro intermittente (legge n. 91/1981; decreto del Ministro dell’Interno 8 agosto 2007).

LAVORO AUTONOMO OCCASIONALE: CONSIGLI PRATICI

Stai per effettuare un’attività di lavoro autonomo occasionale? Vuoi applicare alla tua situazione la prestazione di lavoro autonomo occasionale?

Oppure se vuoi sapere se sei tenuto o meno all’applicazione delle prestazioni di lavoro autonomo occasionale, piuttosto che all’apertura della partita Iva? 

Contattaci compila il form di contatto seguente dedicato alla consulenza sulla prestazione di lavoro autonomo occasionale.

Altrimenti se vuoi condividere con noi la tua esperienza con le prestazioni di lavoro autonomo occasionale, lasciaci un commento.

Considerata la mole di commenti pervenuti, nell’articolo saranno pubblicati soltanto commenti che espongono problematiche non trattate in precedenza.

In tutti gli altri casi, se vuoi contattarmi sono a vostra disposizione, attraverso il servizio di consulenza online dedicato alla prestazione di lavoro autonomo occasionale.

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About Federico Migliorini

Dottore Commercialista, Tax Advisor, Revisore Legale. Aiuto imprenditori e professionisti nella pianificazione fiscale. La Fiscalità internazionale le convenzioni internazionali e l'internazionalizzazione di impresa sono la mia quotidianità. Continuo a studiare perché nella vita non si finisce mai di imparare. Se hai un dubbio o una questione da risolvere, contattami, troverò le risposte. Richiedi una consulenza personalizzata con me.

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377 comments

  1. Salve,
    Un contratto con una scuola statale della durata di 16 mesi per il monitoraggio di un progetto, potrebbe essere contratto di lavoro autonomo occasionale, o si inquadra meglio come co.co.co?
    Come attività sono previste: programmazione attività, monitoraggio in itinere e finale dell’attività, contatti con il docente coordinatore, rendicontazione finanziaria finale.
    Grazie!

     
  2. Un contratto prolungato non può essere una prestazione occasionale. Deve fare un contratto di co.co.co oppure di lavoro dipendente a tempo determinato.

     
  3. Avete fugato un dubbio che mi assillava.
    Io vi amo, sappiatelo.

     
  4. Buongiorno sono una lavoratrice dipendente che in questo periodo sta svolgendo un piccolo lavoro autonomo occasionale presso un privato, dell’ importo totale di 1500 euro. Il committente vorrebbe pagarmi in due rate ma mi pare di capire che per non far decadere il vincolo dell’ occasionalità io debba fare una sola nota di pagamento per anno solare ( senza ritenuta d’acconto essendo il committente un privato e senza trattenute previdenziali), è corretto? Non ho altre prestazioni da lavoro autonomo occasionale in corso ( ne ho intenzione di svolgerle in futuro) quindi mi sembra assurdo dover aprire partita iva per 1500 euro.
    Cordiali Saluti

     
  5. Può farsi pagare in due rate, ma la cosa importante è che l’attività non prosegua oltre l’attività che sta svolgendo attualmente.

     
  6. Buongiorno,
    sono dipendente di un ente pubblico e oltre a questo insegno ginnastica per 2 ore a settimana presso una palestra. Prima venivo pagata con i voucher, ora come lavoro autonomo occasionale ex art. 2222 c.c.
    Vorrei sapere se è corretto questo inquadramento, in particolare riguardo al requisito dell’occasionalità, e vorrei anche sapere con quale frequenza dovrebbero avvenire i pagamenti.
    Essendo dipendente di un ente pubblico non posso avere un altro rapporto di lavoro da dipendente né avere partita iva.
    Grazie in anticipo per la risposta!
    Cordiali saluti

     
  7. Questo non è il modo giusto per regolamentare l’attività, adesso le ASD devono fare contratti di collaborazione coordinata e continuativa per i propri lavoratori. Questo è quello che deve chiedere.

     
  8. Buongiorno!

    Ho iniziato a svolgere un’attività editoriale presso un’agenzia. Non ho partita IVA e ho proposto loro di iniziare facendo ritenuta d’acconto. Ho un paio di domande in merito.

    1. Il limite dei 5.000 euro si intende per la totalità dei committenti o per singolo committente? (Per intenderci: posso fatturare 5.000 euro con questa agenzia, 2.000 con un’altra agenzia, 1.000 con un’associazione?)
    2. Correggo bozze da casa (telelavoro): in che modo, in casi come il mio, è verificabile il rispetto della condizione di non continuità del rapporto? Se dovessi accettare altri lavori da loro, come faccio a capire quando sto superando i 30 giorni?
    3. Sono io, in questo caso, a dover produrre la ritenuta? E se sì, con quale data?
    4. Nel caso di redditi da lavoro occasionale all’estero (per esempio, una vendemmia in Francia), questi vengono calcolati sempre all’interno di quel tetto?
    5. I redditi sono calcolati per anno civile? Dunque la dichiarazione che presenterò a giugno 2019 sarà relativa a quest’anno corrente?
    6. Come funziona con redditi da lavoro occasionale all’estero (per esempio, un laboratorio)?

    Mi scuso per la valanga di domande, ma mi affaccio adesso a questo mondo e sento opinioni abbastanza discordanti. Perfino riguardo la prima domanda, che pretenderebbe una risposta chiara per tutti, ho versioni opposte: i miei amici, esercito della partita IVA, sostengono che si tratti di 5.000 totali; la persona che quest’anno si è occupata del mio 730 ha invece specificato più volte che si intende per committenti differenti.

    Aiutatemi!

     
  9. Alessandra non posso rispondere a tutte le sue domande in un commento. Se vuole mi contatti per una consulenza legata alla sua attività. Le sarò di aiuto anche per inquadrare nel modo corretto la sua attività.

     
  10. un lavoratore dipendente in congedo per maternità obbligatoria, può svolgere un’incarico di prestazione di lavoro autonomo?

     
  11. Il congedo per maternità non permette di effettuare prestazioni lavorative.

     
  12. Buonasera, mio figlio ha effettuato alcune prestazioni autonome occasionali (come musicista) con applicazione di ritenuta d’acconto al 20%. Il totale sarà nell’anno non piu di 2500,00 euro quindi rimarrà fiscalmente a mio carico. Potrà il prossimo anno richiedere il rimborso della ritenuta d’acconto applicata?
    Una borsa di studio percepita (reddito esente) non si somma al reddito, è esatto?
    Grazie mille

     
  13. Per chiedere il rimborso della ritenute suo figlio dovrà comunque presentare la dichiarazione dei redditi.

     
  14. Buongiorno, se dovesse esserci un controllo durante la prestazione di lavoro autonomo occasionale (musicista esente enpals), che tipo di documentazione dovrà essere esibita? Basta il contratto di cui parlate nell’articolo.? Grazie

     
  15. In caso di controllo la responsabilità è prima di tutto del committente e poi del musicista, che deve essere in possesso del contratto ed eventualmente della partita IVA, se viene riscontrata una attività abituale e continuativa.

     
  16. Buongiorno, lavoro per un’Associazione Culturale e in occasione di una mostra da noi curata, abbiamo commisionato 4 tavole ad un’artista che non ha partita iva. Oltre a specificare il numero di tavole nel contratto di prestazione occasionale devo indicare specificamente il numero di ore? O metto indicativamente due mesi, indicanti il tempo di prepararazione della mostra, non potendo quantificare effettivamente il numero di ore lavorato?
    Ringrazio anticipatamente,

     
  17. La ricevuta deve predisporla l’artista, non il committente. Quello che si deve descrivere è la prestazione svolta e non le ore lavorate.

     

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