Titolare Effettivo di attività estere e quadro RW

 
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Compilazione del quadro RW per titolari effettivi di attività patrimoniali e finanziarie estere. Caratteristiche del soggetto titolare effettivo e modalità di compilazione del quadro del modello Redditi.

Il quadro RW del Modello Redditi, oltre che per l’indicazione di attività patrimoniali e finanziarie estere deve essere compilato anche dai soggetti titolari effettivi di partecipazioni.

La nozione di titolare effettivo, infatti, viene fatta discendere direttamente da quella prevista dalla disciplina antiriciclaggio.

L’articolo 4, comma 1, del DL 167/90, per effetto delle modifiche recate dal DLgs 90/2017, richiama infatti i:

titolari effettivi dell’investimento secondo quanto previsto dall’articolo 1, comma 2, lettera pp), e dall’articolo 20 del decreto legislativo 21 novembre 2007, n. 231, e successive modificazioni

Si pone quindi il problema di individuare i casi nei quali la norma prevede, per i titolari effettivi di attività estere, obblighi di indicazione delle stesse.

La corretta indicazione delle suddette attività nel quadro RW deve anche tenere conto di quanto viene comunicato, in senso inverso (ovvero, dagli intermediari esteri all’Amministrazione italiana), nel contesto delle procedure di scambio automatico delle informazioni finanziarie.

Attività ormai previste a livello pressoché globale, con poche eccezioni.

In caso di discordanza tra i dati ricevuti dall’Agenzia delle Entrate e quelli presenti nel quadro RW sono possibili attività di controllo. Proprio per cercare di prevenire tali problematiche è opportuno conoscere obblighi e modalità di compilazione del quadro RW per titolari effettivi di attività estere.

Quadro RW per titolari effettivi

QUADRO RW PER IL TITOLARE EFFETTIVO: QUADRO NORMATIVO

Il punto di partenza di questa analisi non può che essere la definizione che riguarda la normativa legata alla compilazione del quadro RW. Quadro legato al monitoraggio fiscale di attività patrimoniali e finanziarie estere da parte di soggetti residenti fiscalmente in Italia.

Le persone fisiche, gli enti non commerciali e le società semplici (…) residenti in Italia che, nel periodo d’imposta, detengono investimenti all’estero ovvero attività estere di natura finanziaria, suscettibili di produrre redditi imponibili in Italia, devono indicarli nella dichiarazione annuale dei redditi.

Sono altresì tenuti agli obblighi di dichiarazione i soggetti indicati nel precedente periodo che, pur non essendo possessori diretti degli investimenti esteri e delle attività estere di natura finanziaria, siano titolari effettivi dell’investimento secondo quanto previsto dall’articolo 1, comma 2, lettera pp), e dall’articolo 20 del decreto legislativo 21 novembre 2007, n. 231, e successive modificazioni.

Chi può essere definito titolare effettivo?

L’articolo 1, comma 2, lettera pp) del DLgs 231/2007 individua il titolare effettivo:

nella persona fisica o nelle persone fisiche, diverse dal cliente, nell’interesse della quale o delle quali, in ultima istanza, il rapporto continuativo è instaurato, la prestazione professionale è resa o l’operazione è eseguita

Quadro RW per titolari effettivi di società

E’ considerato titolare effettivo di società chi:

  • Costituisce indicazione di proprietà diretta una partecipazione superiore al 25% del capitale detenuta da una persona fisica.
  • Costituisce indicazione di proprietà indiretta una partecipazione superiore al 25% del capitale posseduta per il tramite di società controllate, società fiduciarie o per interposta persona.

Se, anche alla luce delle indicazioni di cui sopra, vi sono incertezze nell’assetto proprietario, il titolare effettivo coincide con la persona fisica (o le persone fisiche) cui in ultima istanza è attribuibile il controllo della società.

Questo in forza della maggioranza dei voti esercitabili nell’assemblea ordinaria, di voti sufficienti per esercitare un’influenza dominante nell’assemblea ordinaria o di vincoli contrattuali che consentono di esercitare un’influenza dominante.

OBBLIGHI DI MONITORAGGIO FISCALE PER IL TITOLARE EFFETTIVO

Il quadro RW è un quadro non reddituale della dichiarazione dei redditi.

All’interno di esso devono essere indicati le attività patrimoniali e di natura finanziaria detenute all’estero a titolo di proprietà o di altro diritto reale, indipendentemente dalle modalità della loro acquisizione.

Sono tenuti alla compilazione del quadro RW i soggetti residenti in Italia indicati dall’articolo 4 del DL 167/90, ossia:

  • Le persone fisiche (anche imprenditori e lavoratori autonomi);
  • Gli enti non commerciali, tra cui anche i trust;
  • Le società semplici e gli enti alle stesse equiparati (ex art. 5 del TUIR).

Sono tenuti alla dichiarazione delle attività detenute all’estero non solo i possessori formali delle stesse (persone fisiche, enti non commerciali e società semplici). Sono obbligati anche coloro che, pur non essendo i possessori diretti, sono considerati i titolari effettivi dell’investimento ai sensi della normativa antiriciclaggio di cui al DLgs. 231/2007.

Sono tenuti agli obblighi di dichiarazione i soggetti che, pur non essendo possessori degli investimenti esteri e delle attività estere, siano il titolare effettivo dell’investimento. Questo secondo quanto previsto dall’articolo 1 comma 2 lett. pp) e dall’articolo 20 del DLgs. n 231/2007.

OBBLIGHI DEL TITOLARE EFFETTIVO DI INVESTIMENTI ESTERI

Le persone fisiche, le società semplici e gli enti non commerciali residenti in Italia devono compilare il quadro RW anche se sono “titolari effettivi” di investimenti esteri.

La titolarità effettiva di attività finanziarie o patrimoniali estere prevede la compilazione del quadro RW. Questo nonostante dette attività risultino intestate a:

  • Società (di qualsiasi tipo) o ad
  • Entità giuridiche diverse dalle società (ad esempio, fondazioni o trust)

sempre se le medesime risultano riconducibili a persone fisiche, ad enti non commerciali o a società semplici ed equiparate.

Al titolare effettivo, invece, non competono gli obblighi di dichiarazione dei redditi prodotti dagli investimenti/attività. Essendo questi di esclusiva competenza del titolare diretto.

Adempimenti del titolare effettivo

Nel caso in cui il contribuente detenga investimenti o attività estere per il tramite di società o altre entità, la compilazione del quadro RW dipende dal veicolo attraverso il quale si realizza o meno il requisito della titolarità effettiva.

Qualora siano verificate le condizioni per integrare lo status di titolare effettivo:

  • Con riferimento alla partecipazione in una società estera localizzata in un Paese “collaborativo”, il contribuente è tenuto ad indicare nel quadro RW il valore della partecipazione detenuta nella società estera. Nonché la percentuale di partecipazione;
  • Qualora, invece, la partecipazione rilevante sia in una società residente o localizzata in Stati o territori diversi da quelli collaborativi. In luogo del valore della partecipazione, costituisce oggetto di monitoraggio il valore degli investimenti detenuti all’estero dalla società e delle attività estere di natura finanziaria intestati alla società. Nonché la percentuale di partecipazione posseduta nella società stessa.

In tal caso, quindi, si applica il c.d. “approccio look through” e devono essere monitorate anche le attività estere dei soggetti esteri “controllati” indirettamente. Attività per le quali il contribuente risulti titolare effettivo (sempre che si tratti di partecipazioni in società residenti o localizzate in Stati non collaborativi).

Titolare effettivo di fondazioni e Trust

Se il contribuente risulta titolare effettivo di attività estere per il tramite di entità, diverse dalle società, quali fondazioni e trust, egli è tenuto a dichiarare:

  • Il valore complessivo degli investimenti detenuti all’estero dall’entità e delle attività estere di natura finanziaria ad essa intestate;
  • Nonché la percentuale di patrimonio nell’entità stessa.

In questo caso, rilevano sia gli investimenti e le attività estere detenuti da entità ed istituti giuridici residenti in Italia sia quelli detenuti da entità ed istituti giuridici esteri, indipendentemente dallo Stato estero in cui sono istituiti. In sostanza, si applica l’approccio look through anche se il trust o la fondazione sono istituiti in Italia o in un Paese collaborativo.

APPLICAZIONE DELL’APPROCCIO LOOK THROUGH

Ai fini della compilazione del quadro RW della dichiarazione, l’approccio look through consiste nell’indicazione di tutti gli investimenti esteri effettuati dalla società, dal trust, dalla fondazione o da qualunque altra entità di cui si possiede la titolarità effettiva.

Tale approccio pone rilevanza principalmente alle attività patrimoniali e finanziarie situate all’estero rispetto alla partecipazione nel soggetto che ne risulta titolare di diritto.

Tale approccio si applica ai casi in cui il contribuente risulti titolare effettivo di una partecipazione localizzata in un Paese non collaborativo. Sono considerati Paesi Collaborativi quelli elencati nella White List di cui al DM 4.9.96. Si tratta di un Paese che comunque preveda un adeguato scambio di informazioni tramite una Convenzione per evitare la doppia imposizione, uno specifico accordo internazionale (TIEA). Oppure un Paese con cui trovano applicazione disposizioni comunitarie in materia di assistenza amministrativa.

In tal modo, superando la mera titolarità dello strumento finanziario partecipativo, si deve dare rilevanza, ai fini del monitoraggio fiscale, al valore dei beni di tutti i soggetti situati in Paesi non collaborativi e di cui il contribuente risulti nella sostanza titolare effettivo.

Tale criterio deve essere adottato fino a quando nella catena partecipativa sia presente una società localizzata nei suddetti Paesi non collaborativi. Sempreché risulti integrata la titolarità effettiva secondo la normativa antiriciclaggio. In altri termini, se un gruppo societario è integralmente detenuto attraverso una società italiana o una società white list l’approccio look through non opera.

Indicazione del valore complessivo delle attività e prospetto riepilogativo

Per esigenze di semplificazione, la Circolare n 38/E/2013 dell’Agenzia delle Entrate ha chiarito che, applicando l’approccio look through, il contribuente deve indicare nel quadro RW, per ciascuna società, il valore complessivo di tutte le attività.

In particolare tutte le attività finanziarie e patrimoniali di cui risulta essere il titolare effettivo.

Pertanto, non occorre compilare un rigo del quadro RW per ogni attività estera. Tuttavia, ma è sufficiente predisporre e conservare un apposito prospetto in cui devono essere specificati i valori delle singole attività. Detto prospetto deve essere esibito o trasmesso, su richiesta, all’Amministrazione finanziaria in caso di accertamento.

Esonero in caso di rapporto di amministrazione con un intermediario residente

Vi è una fattispecie di esonero dal monitoraggio fiscale per le attività estere affidate in gestione o in amministrazione ad un intermediario residente in Italia. Solitamente un istituto bancario che applica le ritenute alla fonte o le imposte sostitutive sui redditi derivanti dalle attività finanziarie o patrimoniali estere da esse derivanti.

Questo esonero è previsto anche con riferimento ai beni di cui il contribuente risulti “titolare effettivo” ai sensi della normativa antiriciclaggio. Sempreché la partecipazione nella società estera o nell’entità giuridica, per il cui tramite egli ricopre detto status, sia amministrata o gestita da intermediari residenti.

NOZIONE DI TITOLARE EFFETTIVO PER LE SOCIETÀ

Secondo l’articolo 20, comma 1 del DLgs. 231/2007, il titolare effettivo in caso di soggetti che non siano persone fisiche coincide con:

la persona fisica o le persone fisiche cui, in ultima istanza, è attribuibile la proprietà diretta o indiretta dell’ente ovvero il relativo controllo

Nel caso delle società di capitali, il titolare effettivo:

  • Costituisce indicazione di proprietà diretta la titolarità di una partecipazione superiore al 25% del capitale, detenuta da una persona fisica;
  • Costituisce indicazione di proprietà indiretta la titolarità di una percentuale di partecipazioni superiore al 25% del capitale, posseduto per il tramite di società controllate, società fiduciarie o per interposta persona.

Nelle ipotesi in cui l’esame dell’assetto proprietario non consenta di individuare in maniera univoca il titolare effettivo, occorre rifarsi a parametri quali:

  • La maggioranza dei voti esercitabili in assemblea ordinaria;
  • Il possesso di voti sufficienti per esercitare un’influenza dominante in assemblea ordinaria;
  • L’esistenza di particolari vincoli contrattuali che consentano di esercitare un’influenza dominante.

Il co. 4 dell’articolo 20 del DLgs. 231/2007 valorizza i poteri di amministrazione o direzione della società. In questo caso la titolarità deve essere attribuita agli amministratori che abbiano anche la rappresentanza della società.

TITOLARE EFFETTIVO E SCAMBIO AUTOMATICO DEI DATI DEI CONTI FINANZIARI IN AMBITO INTERNAZIONALE

Le indicazioni contenute nel quadro RW devono essere confrontate con quelle che l’Agenzia delle Entrate riceve, con cadenza annuale, dalle Amministrazioni estere.

Informazioni che riguardano i conti finanziari dei soggetti residenti in Italia nel contesto delle procedure di scambio di informazioni su base mondiale che avvengono mediante l’utilizzo dello strumento tecnico del Common Reporting Standard (CRS).

Il 2017 è il secondo anno solare per il quale si attueranno le procedure in commento. Per il 2016, l’Italia ha ricevuto al 30.9.2017 i dati dei conti dei propri residenti e, con provv. Agenzia delle Entrate 21.12.2017 n. 299737 sono quindi state previste apposite comunicazioni a questi soggetti per promuovere la regolarizzazione delle violazioni reddituali e in materia di monitoraggio fiscale attraverso il ravvedimento.

E’, quindi, di tutto interesse avere contezza delle segnalazioni che gli intermediari esteri effettuano per le attività detenute all’estero sia dai possessori diretti, sia dai titolari effettivi.

Le eventuali discrasie, infatti, possono attivare le procedure di controllo in caso di difformità rispetto ai dati contenuti nel quadro RW.

Altre potenziali incongruenze possono derivare dalla non coincidenza delle informazioni contenute nel quadro RW con le segnalazioni che gli intermediari residenti sono tenuti ad inviare all’Amministrazione finanziaria ai sensi dell’art. 1 co. 1 del DL 167/90.

La norma prescrive che gli intermediari finanziari residenti sono tenuti a trasmettere periodicamente all’Agenzia delle Entrate i dati di cui all’art. 31 co. 2 del DLgs. 231/2007. Questo relativamente ai trasferimenti da/verso l’estero di importo pari o superiore a € 15.000,00 che abbiano interessato i soggetti tenuti alla compilazione del quadro RW. Ai fini dell’individuazione di quest’ultimo importo, devono essere considerate anche “più operazioni che appaiano tra loro collegate”.

STATI E TERRITORI INTERESSATI DALLE PROCEDURE DI SCAMBIO DI INFORMAZIONI

Le procedure di scambio automatico dei dati dei conti finanziari trovano origine:

  • A livello comunitario, nella direttiva 2011/16/UE;
  • A livello sovranazionale, nella Convenzione per la mutua assistenza ai fini fiscali e, limitatamente agli Stati Uniti d’America, nell’accordo FATCA.

PROCEDURE DI DUE DILIGENCE E DI REPORTING

Il Common Reporting Standard, strumento tecnico utilizzato per la raccolta e lo scambio dei dati sopra richiamati, prevede un approccio “a fasi” così sintetizzato:

  • Individuazione delle istituzioni finanziarie tenute al monitoraggio (Reporting Financial Institutions o RFI);
  • Individuazione dei Conti Finanziari (Financial Accounts) e, al loro interno, dei conti che devono essere monitorati (Reportable Accounts);
  • Attivazione delle procedure di due diligence;
  • Comunicazione dei dati dall’Amministrazione finanziaria, la quale provvederà alloro scambio con le Amministrazioni degli Stati di residenza dei titolari.

TITOLARE EFFETTIVI DI ATTIVITA’ FINANZIARIE ESTERE: CONSULENZA

Se rientri nella categoria di titolare effettivo sicuramente hai degli obblighi legati al monitoraggio fiscale a cui devi sottostare.

Come ho cercato di indicarti, non comunicare questi dati può essere rischioso in quanto ogni anno all’Agenzia delle Entrate arrivano i dati delle attività finanziarie estere segnalate nel CRS.

Per questo motivo, potresti incorrere nella segnalazione e quindi nell’invio di una lettera di compliance da parte dell’Agenzia delle Entrate. Cosa sicuramente non piacevole.

Per questo motivo, se hai dubbi che riguardano la tua situazione non esitare a contattarmi. Insieme valuteremo la tua situazione in consulenza e potrai risolvere i tuoi dubbi ed eventualmente segnalare tutte le attività estere di cui sei titolare effettivo.

About Federico Migliorini

Dottore Commercialista, Tax Advisor, Revisore Legale. Aiuto imprenditori e professionisti nella pianificazione fiscale. La Fiscalità internazionale le convenzioni internazionali e l'internazionalizzazione di impresa sono la mia quotidianità. Continuo a studiare perché nella vita non si finisce mai di imparare. Se hai un dubbio o una questione da risolvere, contattami, troverò le risposte. Richiedi una consulenza personalizzata con me.

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