Cessione di quote societarie a soci fittizi: conseguenze

 
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La cessione di quote societarie a soci fittizi rappresenta una fattispecie di abuso del diritto. Esempio pratico di come la realizzazione di operazioni prive di valide ragioni economiche possa essere contestata dall’Amministrazione Finanziaria. La conseguenza è il disconoscimento dell’operazione e la maggiore tassazione per i soci effettivi della società. 

La mia attività di Commercialista e di consulente aziendale mi porta molto spesso ad imbattermi in imprenditori che hanno adottato scelte imprenditoriali sbagliate.

Ovviamente tutti noi commettiamo errori, ma quando ci affidiamo a consulenti non preparati e non coscienti delle conseguenze molto spesso a rimetterci sono gli imprenditori.

In questo articolo voglio parlarti di un caso concreto che mi è capitato. Si tratta di una fattispecie molto comune di abuso del diritto, contestato dall’Amministrazione Finanziaria.

Mi riferisco alla fattispecie di cessione di quote societarie a soci fittizi. È una fattispecie ancora molto comune nella quotidianità di molte PMI e per questo voglio parlartene. Sono sicuro che ci troverai degli spunti interessanti.

Vediamo, quindi, le conseguenze a cui può portare una operazione societaria apparentemente banale come la cessione di quote societarie a soci fittizi.

CESSIONE DI QUOTE SOCIETARIE A SOCI FITTIZI: LA FATTISPECIE

Per analizzare questa fattispecie voglio parlarti di un esempio concreto che mi è capitato.

Voglio parlarti di Andrea e Michele, due imprenditori che qualche anno fa hanno aperto una SNC per la gestione della loro attività artigianale.

Dopo cinque anno di attività i nostri imprenditori hanno pensato di farti aiutare da un consulente che ha suggerito loro di far entrare in società altre due persone, mi riferisco ai loro padri, pensionati.

In pratica una SNC con due soci è divenuta una società con quattro soci. L’aspetto che voglio sottolineare adesso è che riprenderò più avanti è che questa operazione non è legata ad alcuna ragione economica.

I padri di Andrea e Michele sono pensionati e sicuramente disinteressati dall’effettuare o fornire un concreto apporto nell’attività imprenditoriale dei figli.

Tutto è andato bene, e di seguito ti mostrerò concretamente il vantaggio fiscale che si può ottenere con questa operazione.

Un bel giorno, però, arriva l’Agenzia delle Entrate e contesta alla SNC l’abuso del diritto per l’operazione di cessione di quote societarie a soci fittizi.

CESSIONE DI QUOTE SOCIETARIE A SOGGETTI FITTIZI: IL RISPARMIO FISCALE OTTENIBILE

Una operazione come la cessione di quote societarie in una società di persone ha delle conseguenze fiscali importanti.

L’ingresso di due nuovi soci in una SNC consente un importante risparmio fiscale.

Se non lo sai nelle società di persone l’intero reddito viene considerato come distribuito ai soci in relazione alle loro quote di partecipazione. In questo contesto Andrea e Michele con un reddito annuo di € 100.000 tassano ad IRPEF il 50% di questo reddito ciascuno.

L’inserimento di due ulteriori soci porta alla riduzione dell’imponibile su cui calcolare il reddito, ma anche i contributi previdenziali. In questa fattispecie vi è un frazionamento del reddito tra più soggetti con conseguente abbassamento delle aliquote IRPEF.

Prendendo in considerazione la tassazione IRPEF dei soci, vediamo numericamente il vantaggio che si può ottenere.

RISPARMIO FISCALE PER LA SNC AUMENTANDO LA COMPAGINE SOCIALE

Come detto, l’IRPEF viene calcolata in base all’intero reddito della società suddiviso tra i soci in base alle loro quote di partecipazione.

La situazione iniziale di Andrea e Michele è la seguente:

  • Socio Andrea – Reddito imponibile € 50.000;
  • Socio Michele – Reddito imponibile € 50.000.

L’IRPEF calcolata su € 50.000 è data da € 15.320

Questo significa che:

  • Andrea dovrà pagare € 15.320 di IRPEF;
  • Michele dovrà pagare € 15.320 di IRPEF.

Per un TOTALE di € 30.640.

Aggiungendo alla attuale compagine sociale i padri dei due imprenditori (soci fittizi in quanto non operanti), ogni socio avrà il 25% della società.

Quindi, con i 4 soci, i redditi risulteranno così ripartiti:

  • Socio Andrea – Reddito imponibile € 25.000;
  • Socio Michele – Reddito imponibile € 25.000;
  • Il Socio Padre di Andrea – Reddito imponibile € 25.000;
  • Il Socio Padre di Michele – Reddito imponibile € 25.000.

Calcoliamo ora quanto ognuno dei soci dovrà pagare di IRPEF. Il risultato è che ogni socio paga € 6.150 di IRPEF.

Il tutto per un TOTALE di € 24.600.

Il risparmio per la SNC è sicuro, ed è stato sufficiente soltanto aumentare la compagine societaria. Tra IRPEF ed INPS la situazione porta ad un risparmio di oltre € 15.000.

Quello che si può dire è che senza dubbio l’inserimento, seppur fittizio, di due soci nella SNC comporta dei risparmi fiscali ingenti facendo un’operazione di per se lecita.

Ma è proprio tutto regolare? Assolutamente NO!

CESSIONE DI QUOTE SOCIETARIE A SOCI FITTIZI: L’ABUSO DEL DIRITTO

L’operazione sopra descritta è da un punto di vista civilistico perfettamente lecita. Accanto a questo aspetto, tuttavia, occorre considerare anche l’aspetto fiscale.

Questo tipo di operazione sotto un profilo tributario configura una chiara ipotesi di abuso del diritto.

Un abuso del diritto di configura in tutti quei casi che portano a formare elusione fiscale.

Concretamente siamo di fronte all’elusione fiscale quando attraverso atti, fatti e negozi si riesce a produrre un vantaggio fiscale indebito per il contribuente. In pratica non si viola direttamente alcuna disposizione di legge, ma in pratica si sfrutta una norma a proprio vantaggio solo per ottenere un risparmio fiscale. Il tutto aggirando obblighi e divieti previsti dal nostro ordinamento.

L’abuso del diritto è una pratica non consentita e totalmente vietata. Per questo l’Agenzia delle Entrate e la Guardia di Finanza ogni giorno contrastano con ogni mezzo questo tipo di operazioni. Si tratta di fattispecie che, a parte l’esempio molto semplice, sono molto difficili da scovare.

E’ all’interno di questo contesto che deve essere letta la fattispecie ipotizzata ovvero la cessione di quote a soci fittizi. Naturalmente l’esempio è totalmente di fantasia, ma ti assicuro che ho ricevuto una richiesta di consulenza da parte di un imprenditore che realmente si è trovato in questa fattispecie. Il tutto perché ha dato ascolto ad un consulente che non meritava alcuna fiducia.

Uscire da questa situazione è purtroppo molto difficoltoso, anzi, alcune volte, come nel caso di questo imprenditore è stato impossibile. Questo in quanto si è visto recapitare un avviso di accertamento da parte dell’Agenzia delle Entrate.

DEFINIZIONE DI ABUSO DEL DIRITTO

In base all’articolo 10 della Legge n 212/00 l’abuso di diritto si configura un danno nei confronti dell’ordinamento tributario quando si compiono

operazioni prive di sostanza economica che realizzano essenzialmente vantaggi fiscali indebiti

in quanto si tratta di atti

inidonei a produrre effetti significativi diversi dai vantaggi fiscali

La norma afferma anche che non ricorre l’abuso di diritto quando l’operazione è qualificabile come legittima ricerca di un risparmio fiscale.

Oppure quando si tratta di operazioni che costituiscono “violazione di specifiche disposizioni tributarie“, in quest’ultimo caso infatti si parlerà di evasione fiscale e non di elusione.

Il discrimine tra operazioni legittime e abuso di diritto è la valutazione di  quando un’operazione sia da considerarsi “ricerca di un legittimo risparmio fiscale” e quando un “abuso di diritto“.

CESSIONE DI QUOTE SOCIETARIE A SOCI FITTIZI: LA MANCANZA DI UNA VALIDA RAGIONE ECONOMICA

Voglio farti capire adesso perché questo imprenditore la cui storia è sintetizzata nell’esempio, ha ricevuto un avviso di accertamento.

Quello che voglio farti capire è l’errore che non devi commettere quando ti affidi ad un consulente per la realizzazione di operazioni societarie.

Torniamo all’esempio.

In linea generale, come ti ho fatto notare, l’operazione di cessione di quote di SNC è totalmente regolare. Si tratta di un atto lecito e regolare civilisticamente.

Tuttavia la Guardia di Finanza potrebbe arrivare a contestare che questa operazione sia totalmente priva di alcuna ragione economica. L’unica ragione che ha spinto alla realizzazione di questa operazione è esclusivamente di natura fiscale e contributiva.

CONSEGUENZE DI UN ABUSO DEL DIRITTO

Quando viene contestato un abuso del diritto l’operazione non può essere invalidata, infatti, non vi è stata una violazione di una norma di legge.

In situazioni come questa l’Agenzia delle Entrate o la Guardia di Finanza partono sempre dai dati documentali. Quindi dall’atto di cessione di quote societarie. L’atto non può essere invalidato, e nemmeno può essere contestata la composizione della compagine societaria.

L’Amministrazione Finanziaria, tuttavia, ha la possibilità di disconoscere gli effetti dell’operazione. E’ possibile fare questo riuscendo molto semplicemente a dimostrare che i due nuovi soci (i padri di Andrea e Michele) hanno poco a che fare con la società.

Data l’età non sarà difficile per l’Amministrazione Finanziaria trovare prove che i due nuovi soci sono fittizi. Si tratta di due persone estranee alla società immesse al solo fine di consentire ai veri e propri soci lavoratori di dimezzare il peso dei contributi previdenziali e della tassazione IRPEF.

La conseguenza materiale di tutto questo è l’emissione di un avviso di accertamento a carico della società. Avviso che poi va a ricadere sui soci, chiamati a dover versare imposte (IRPEF e addizionali) e contributi INPS ricalcolati come se la società fosse costituita da soli due soci.

Ritorniamo un attimo a quanto detto prima in tema di abuso del diritto.

Voglio fare riferimento alla Corte di Cassazione affermando che:

“… il carattere abusivo di un’operazione va escluso quando sia individuabile una compresenza, non marginale, di ragioni extra-fiscali

Questo significa che, gli organi preposti al controllo (G.d.F. e Agenzia delle Entrate) per la tassazione, non devono fermarsi alla mera apparenza esteriore dell’atto. Essi sono chiamati a verificarne la sua sostanza e la sua utilità.

ELEMENTI CHE QUALIFICANO LA CESSIONE DI QUOTE SOCIETARIE A SOCI FITTIZI COME ABUSO DEL DIRITTO

Nell’esempio proposto l’attività economica artigiana è esercitata totalmente dai due soci principali Andrea e Michele. Sono loro che operano quotidianamente nella società. I due padri pensionati, invece, non hanno alcuna rilevanza imprenditoriale.

E’ relativamente palese come queste due persone siano state inserite nella compagine societaria e che vi restino in modo fittizio.

Una motivazione banale può essere contestata dall’Amministrazione finanziaria che potrebbe non considerare, a livello tributario, gli effetti di tale cessione.

L’unico modo per uscire indenni da una situazione come questa è arrivare a dimostrare una valida ragione economica che abbia portato all’inserimento dei due padri nella compagine sociale.

Motivazione che è realmente difficile da individuare. Per questo motivo, non vi sono possibilità di scelta, l’operazione rappresenta una fattispecie di abuso del diritto.

In generale quello che devi ricordarti è che una cessione di quote societarie a soci fittizi senza una valida ragione economica è senza dubbio abuso del diritto.

CESSIONE DI QUOTE SOCIETARIE A SOCI FITTIZI: LA LEZIONE DA IMPARARE

La storia che mi è servita come esempio per identificare l’imprenditore che ha chiesto il mio aiuto putroppo è finita male.

La conseguenza è stata la chiusura della SNC, inevitabile, dopo che l’Amministrazione Finanziaria ha inviato avvisi di accertamento anche per le annualità successive.

In pratica è stato meglio chiudere l’attività, e ripagare i debiti accumulati.

Naturalmente il nostro imprenditore non ha chiuso qui il suo business che è ripreso, ma con altre modalità, più sicure e consone, senza rischi di questo tipo.

Ho voluto raccontarti questa storia e farti questo esempio perché tu possa capire quanto è importante affidarsi sempre a consulenti esperti nelle tue operazioni societarie.

La pianificazione fiscale è molto importante è bisogna affidarsi sempre a professionisti competenti.

Riassumendo, i presupposti affinché si possa parlare di abuso di diritto sono:

  • Esistenza di operazioni prive di sostanza economica;
  • Concreto ottenimento di vantaggi fiscali non spettanti al contribuente;
  • Tangibile essenzialità del vantaggio fiscale per il compimento dell’operazione.

L’abuso di diritto non si configura invece quando ad animare talune operazione, che possono anche comportare un risparmio fiscale, ci siano finalità e valide ragioni extra fiscali particolarmente rilevanti e non marginali.

RAGIONI ECONOMICHE RILEVANTI

Le ragioni economiche sono considerate valide, ed escludono l’abuso di diritto, quando sono, ad esempio, poste in essere per esigenze amministrative o organizzative.

Riprendendo l’esempio di questo articolo l’inserimento di due soci operativi in una SNC, se da un lato consente il vantaggio fiscale di frazionare su più soggetti il reddito di impresa, permette all’azienda di acquisire anche maggior forza lavoro e più elevate competenze.

Ecco che in un caso del genere non si configurerebbe abuso di diritto.

Questo perché la causa prima di tale operazione sarebbe da ricercarsi nel miglioramento strutturale o funzionale dell’impresa, o professionale del contribuente.

Riepilogando, quindi per l’escludere la fattispecie di abuso del diritto deve ricorrere una valida ragione economica a giustificazione dell’operazione.

Se l’operazione presenta i requisiti richiesti per configurare elusione fiscale (vantaggi fiscali indebiti, loro essenzialità, assenza di sostanza economica dell’operazione realizzata), non vi è alla base della stessa una solida ragione economica. Questo è il caso della cessione di quote societarie a soci fittizi.

Come vediamo, il confine tra operazioni lecite ed operazioni che potrebbero costituire abuso di diritto e quindi inquadrate come elusione fiscale, è molto labile e spesso difficilmente riscontrabile.

In generale, le operazioni più a rischio sono:

  • Operazioni straordinarie di scissione societaria;
  • Operazioni di trasformazione di società;
  • Le operazioni straordinarie di fusione tra società;
  • Cessione di quote societarie a soci fittizi;
  • Cessione di crediti;
  • Finanziamenti ai soci.

E tutte quelle operazioni che possono nascondere più o meno velatamente motivazioni di solo risparmio fiscale.

CESSIONE DI QUOTE SOCIETARIE A SOCI FITTIZI: CONSIDERAZIONI CONCLUSIVE

Come avrai capito una operazione societaria può comportare delle conseguenze a livello fiscale. Commettere una fattispecie di abuso del diritto può avere conseguenze gravi per qualsiasi imprenditore.

L’abitudine che devi avere e che deve avere soprattutto il tuo consulente fiscale è quella di ragionare sempre a due vie. La prima deve essere sempre la ragione economica fondamentale che giustifica l’operazione. Non è possibile, infatti, pensare infatti ad una operazione societaria guardano soltanto al suo lato fiscale. Solo in un secondo momento devi guardare al vantaggio fiscale.

Operando in questo modo i rischi sono molti. Oltre all’abuso del diritto ci sono tantissime altre fattispecie sanzionatorie.

Prima di compiere qualsiasi operazione societaria rilevante è opportuno analizzare bene il tutto sotto diversi punti di vista. Questo fino a quando l’operazione non sarà inattaccabile sotto il profilo economico.

Se hai bisogno di un professionista che possa aiutarti ad evitare problematiche tipo quella della cessione di quote societarie a soci fittizi, contattami!

Analizzerò la tua situazione e ti permetterò di avere un grado di compliance maggiore alla normativa.

About Federico Migliorini

Dottore Commercialista, Tax Advisor, Revisore Legale. Aiuto imprenditori e professionisti nella pianificazione fiscale. La Fiscalità internazionale le convenzioni internazionali e l'internazionalizzazione di impresa sono la mia quotidianità. Continuo a studiare perché nella vita non si finisce mai di imparare. Se hai un dubbio o una questione da risolvere, contattami, troverò le risposte. Richiedi una consulenza personalizzata con me.

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