Bollo su Fatture e Ricevute Fiscali: le regole

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La disciplina fiscale prevede l’applicazione di una marca da bollo da €. 2,00 per le fatture e le ricevute fiscali di importo superiore a €. 77,47. Tutte le informazioni utili nella nostra guida per la corretta applicazione della marca da bollo su fatture e ricevute fiscali.

Quando ci troviamo a dover emettere una Fattura o una Ricevuta Fiscale dobbiamo fare attenzione ai casi nei quali è obbligatorio apporre la Marca da Bollo nella misura fissa.

Infatti, alcune tipologie di documenti, come le Fatture e le Ricevute Fiscali, in alcuni casi, possono essere soggette a tale imposta.

Le Fatture emesse da soggetti passivi del tributo (professionisti e imprese) sono soggette a imposta di bollo, quando non è prevista l’applicazione dell’IVA.

Per le Ricevute,  invece, soltanto quelle fiscali, emesse da operatori economici, sono soggette all’applicazione del bollo. In tutti gli altri casi, la ricevuta non fiscale non è soggetta ad applicazione dell’imposta di bollo.

In questo articolo voglio aiutarti a capire quando sei tenuto ad applicare l’imposta di bollo su Fatture e Ricevute Fiscali. Vedremo insieme come riaddebitare il costo del bollo al tuo cliente, e le eventuali sanzioni per la mancata applicazione dell’imposta di bollo.

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IMPOSTA DI BOLLO SU FATTURE E RICEVUTE FISCALI

L’articolo 13 della Tariffa allegata al DPR n.642/72, che disciplina l’imposta di bollo, prevede che siano assoggettate al tributo nella misura di €. 2,00 le seguenti categorie di documenti contabili:

  1. Le fatture, note, conti e simili documenti, recanti addebitamenti o accreditamenti, anche non sottoscritti, ma spediti o consegnati pure tramite terzi;
  2. Le ricevute e quietanze rilasciate dal creditore, o da altri per suo conto, a liberazione totale o parziale di una obbligazione pecuniaria.

 Mentre, al contrario l’imposta di bollo non è dovuta nei seguenti casi:

  • Quando la somma dei beni o servizi venduti non supera (complessivamente) la soglia di €. 77,47, a meno che si tratti di ricevute o quietanze rilasciate a saldo per somma inferiore al debito originario, senza l’indicazione di questo o delle precedenti quietanze, ovvero rilasciate per somma indeterminata;
  • Per la quietanza o ricevuta apposta sui documenti già assoggettati all’imposta di bollo o esenti;
  • Per le quietanze apposte sulle bollette di vendita dei tabacchi, fiammiferi, valori bollati, valori postali e dei biglietti delle lotterie nazionali.

Vediamo, quindi, i principi che regolano l’applicazione dell’imposta di bollo su fatture e ricevute.

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ALTERNATIVITÀ TRA IVA ED IMPOSTA DI BOLLO

L’imposta sul valore aggiunto (IVA) e l’imposta di bollo sono imposte tra loro alternative, come precisato dall’articolo 6 della Tabella (allegato B) al DPR n.642/72.

Quando le fatture, le ricevute, le quietanze, le note, i conti, le lettere e i documenti di addebitamento o di accreditamento riguardano pagamenti di corrispettivi assoggettati ad Iva, gli stessi sono esenti dall’imposta di bollo.

Al contrario, nel caso in cui il documento rechi una prestazione imponibile IVA, non deve mai essere applicata l’imposta di bollo. Questo come regola generale.

Ad esempio, prendi il caso di una fattura emessa da un soggetto che applica un regime fiscale per il quale non si applica l’IVA. Può essere il caso dei soggetti in regime forfettario. In questo caso l’imposta di bollo deve essere apposta sul documento da parte del soggetto passivo.

Stessa cosa nelle ricevute dei medici e dei soggetti che prestano attività sanitarie.

Vi è l’obbligo di applicare l’imposta di bollo, su ogni documento (ricevuta) rilasciato ai clienti se supera la soglia di €. 77,47.

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IN QUALI CASI NON SI APPLICA LA MARCA DA BOLLO?

In particolare, l’esenzione dell’imposta di bollo opera:

  • Quando l’IVA è esposta sul documento;
  • Quando viene riportata una dicitura che affermi che il documento è emesso con riferimento al pagamento di corrispettivi assoggettati ad IVA;
  • Per le fatture relative a esportazioni di merci (sia dirette, sia triangolari);
  • Tutte le fatture relative a operazioni intracomunitarie;
  • Per le fatture con Iva assolta all’origine, come nel caso della cessione di prodotti editoriali;
  • Per le operazioni in reverse charge (Circolare n. 37/E/2006 Agenzia delle Entrate).

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QUANDO DEVE ESSERE APPLICATA L’IMPOSTA DI BOLLO SU FATTURE E RICEVUTE

Viceversa, sono soggette a imposta di bollo tutte le fatture (o documenti) emessi sia in forma cartacea sia in forma elettronica che abbiano un importo complessivo superiore a €. 77,47 non gravato da IVA.

Tra tutti questi documenti possiamo ricordare:

  • Le fatture fuori campo Iva, per mancanza del requisito oggettivo o soggettivo (articoli 2, 3, 4 e 5, DPR n.633/72);
  • Tutte le fatture fuori campo Iva, per mancanza del requisito territoriale (articolo 7 e seguenti, DPR n.633/72);
  • Le fatture non imponibili, per cessioni ad esportatori abituali, cioè relativamente ad operatori che emettono la c.d. “dichiarazione di intento” (articolo 8, comma 1, lettera c), DPR n.633/72); in tal senso, si veda la risoluzione n. 432734 del 22.7.1975;
  • Fatture non imponibili, in quanto operazioni assimilate alle cessioni all’esportazione, quali cessioni di navi, aeromobili, apparati motori o componenti destinati a navi e aeromobili e prestazioni di servizi destinati a questi ultimi (articolo 8-bis, DPR n.633/72);
  • Le fatture non imponibili, per servizi internazionali o connessi agli scambi internazionali (articolo 9, DPR n. 633/72). A tal riguardo, fanno eccezione e quindi sono esenti da bollo, le fatture relative a servizi internazionali che siano diretti esclusivamente a realizzare l’esportazione di merci (n.290586/78);
  • Le fatture esenti ex articolo 10, DPR n.633/72;
  • Fatture con importi esclusi Iva ex articolo 15, DPR n.633/72;
  • Le fatture emesse dai contribuenti in regime di vantaggio (c.d. “contribuenti minimi”), come chiarito dalla Circolare n. 7/E/08 Agenzia delle Entrate.

FATTURE MISTE

Se nella fattura sono esposti importi in parte assoggettati ad imposta sul valore aggiunto e in parte non assoggettati, ai fini dell’imposta di bollo si deve considerare l’importo non assoggettato ad Iva.

Se quest’ultimo è superiore a €. 77,47 bisognerà assolvere l’imposta (Risoluzione n. 98/E/01 Agenzia delle Entrate).

COPIE CONFORMI

Talvolta può capitare che per diversi motivi (mancato recapito, perdita, o altro) sia necessario inviare nuovamente un documento precedentemente emesso.

In tal caso, la “copia conforme” segue il medesimo trattamento del documento originale: se la fattura era assoggettata a bollo, lo sarà anche la copia, se la fattura non lo era, non lo sarà neppure la copia.

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RIADDEBITO DELL’IMPOSTA DI BOLLO SU FATTURE E RICEVUTE

In alcuni casi chi emette il documento non desidera sopportare il costo della bollatura, quando questa è obbligatoria.

Un diffuso comportamento è quello di inviare il documento privo del contrassegno. In tal modo, l’emittente obbliga il ricevente ad assolvere l’imposta mediante l’applicazione del contrassegno.

In realtà, tale modo di agire non appare corretto, poiché il documento, se soggetto ad imposta di bollo, lo è sin dall’origine.

Altri soggetti, invece, preferiscono assolvere l’imposta di bollo, ma addebitandone l’importo in fattura al cliente.

Ciò è possibile, a patto che sia espressamente previsto nel contratto stipulato fra le parti. In tal caso non si tratta di una cessione di beni, indipendentemente dal soggetto che pone in essere la cessione (Circolare n.13/478125 del 30 gennaio 1993).

VALORI BOLLATI E IMPOSTE DIRETTE

I costi sostenuti per l’acquisto di valori bollati e postali sono deducibili dal reddito d’impresa o di lavoro autonomo,  se documentati e se correttamente indicati in Conto economico.

In tal senso, si dovrà ottenere dal cedente le marche da bollo apposita ricevuta/distinta con l’indicazione dei valori acquistati.

SANZIONI MANCATA APPLICAZIONE IMPOSTA DI BOLLO SU FATTURE

Per l’omesso, insufficiente o irregolare versamento dell’imposta di bollo dovuta, si applica la sanzione amministrativa prevista dall’articolo 25 del DPR n 633/72.

In caso di omesso, insufficiente o irregolare versamento dell’imposta di bollo dovuta, si applica la sanzione amministrativa, per ogni fattura irregolare, di un importo da 1 a 5 volte l’imposta evasa

Ti consiglio di tenere bene a mente non soltanto le regole su quando si applica la marca da bollo sulle ricevute fiscali, ma anche su quali sono le regole riguardanti la conservazione dei documenti da esibire in caso di controlli fiscali.

Oltre a dover applicare la marca da bollo da € 2,00 su ogni fattura o ricevuta fiscale originale consegnata al cliente, è necessario:

  • Fare una fotocopia di fattura o ricevuta fiscale soggetta ad imposta di bollo da conservare per la propria contabilità;
  • Conservare e registrare in contabilità la ricevuta di acquisto dei valori bollati riferiti alle marche da bollo applicate. Questo aspetto ti permetterà di poterti dedurre fiscalmente il costo di acquisto della marca da bollo.

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IMPOSTA DI BOLLO SU FATTURA ELETTRONICA DAL 2019

Dal 1° gennaio 2019 è esteso l’obbligo di fatturazione elettronica a una vasta platea di soggetti.

Una delle domande che sono state posto all’Agenzia delle Entrate nel corso di vari convegni riguarda la marca da bollo.

Infatti, in considerazione del fatto che sulle fatture elettroniche non è possibile apporre fisicamente la marca da bollo, per assolvere l’adempimento è necessario effettuare il versamento telematicamente.

Pertanto il cedente/prestatore dovrà valorizzare nel tracciato XML della fattura elettronica l’apposito campo e pagare l’imposta in modalità telematica.

È sufficiente che entro 120 giorni dalla chiusura dell’esercizio, il contribuente versi in un’unica soluzione, l’ammontare dell’imposta di bollo da assolvere, indicando nel modello F24 l’esercizio di riferimento ed il codice tributo 2501. 

Sulla fattura elettronica andrà indicata la dicitura “Imposta di bollo assolta virtualmente ai  sensi del DM 17.6.2014”.

In generale, con la circolare 16 E del 14/04/2015, l’Agenzia delle Entrate aveva già chiarito che la disciplina inerente l’assolvimento dell’imposta di bollo in modo virtuale, il D.P.R n° 642 del 26 ottobre 1972, non trova applicazione in merito ai documenti informatici.

In sostanza, l’assolvimento dell’imposta di bollo per le fatture elettroniche non richiede la preventiva autorizzazione, né gli altri adempimenti previsti dagli articoli 15 e 15-bis del DPR n. 642.

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IMPOSTA DI BOLLO SU FATTURE E RICEVUTE: CONSULENZA

Se hai un dubbio riguardante la corretta applicazione dell’imposta di bollo su una fattura o una ricevuta fiscale, contattaci attraverso il servizio di consulenza online.

Potrai contare sulla consulenza di un professionista preparato.

55 COMMENTS

  1. Buon giorno a tutti. Esercizio commercio abbigliamento al dettaglio in regime forfettario. E’ chiaro che sulle fatture e ricevute fiscali superiori a 77 va applicata la marca da bollo, ma se emetto solo scontrini con il registratore di cassa? come ci si comporta con gli scontrini che superano i 77 euro? com’è la regola in questo caso?

     
  2. Buongiorno, ho emesso 2 fatture a fine luglio 2017 ma esse non sono mai arrivate al mio cliente. Ora mi trovo nella condizione che devo rimandarle ma non ho Marca da Bollo antecedenti. La fattura è del 28 Luglio e le marche da bollo sono di settembre…che faccio? Sono passati 2 mesi. Appongo un doppio bollo? E le rispedisco?

     
  3. Buongiorno,
    emetto una fattura per prestazioni esenti Iva art.10 per € 100,00, applico il dovuto bollo di € 2,00, per un totale di €102,00.
    COn quale articolo di esenzione devo registrare in contabilità gli € 2,00 del bollo?

    Grazie.

     
  4. Buongiorno!
    Il dentista mi ha rilasciato diverse fatture del tipo: “acconto prestazione”…200 euro + 2 di bollo…tot 202. Solo ieri mi ha specificato che spetta a me apporvi il bollo. Il problema è che le marche da bollo che acquisterei oggi riportano una data posteriore a quella delle fatture. Posso apporre le marche di oggi (pur con data successiva) e portare in detrazione le fatture o incorro in sanzioni e se si di che tipo (considerando che l’importo complessivo delle prestazioni supera i 1000 euro potrebbe comunque valerne la pena). Grazie.

     
  5. Non è corretto quello che dice il medico. Il bollo è a carico congiuntamente di chi emette il documento (medico) e di chi lo riceve (paziente). E’ una facoltà del paziente chiedere al medico l’applicazione del bollo sulla ricevuta. Se il medico decide di non apporre il bollo, allora sarà onere del paziente apporlo con data precedente a quella di emissione del documento. Altrimenti ci sono le sanzioni indicate nell’articolo. Sanzioni che saranno comminate ad entrambi, perché entrambi sono responsabili del pagamento del bollo.

     
  6. Salve,
    gestisco un sito e-commerce di vendita indiretta con regime forfettario. Con la vendita telematica non sono obbligato ad emettere fattura salvo richiesta del cliente e devo annotare tutto nel registro dei corrispettivi.
    Il bonifico e gli altri metodi di pagamento telematici possono valere anche come ricevuta di avvenuto pagamento? In questo modo posso evitare l’emissione delle ricevute e di conseguenza anche l’imposta di bollo da 2 euro.

    Grazie

     
  7. Il consiglio che posso darle è affidarsi ad un Commercialista esperto nel settore in modo che possa indicarle come operare. Se vuole siamo a disposizione.

     
  8. Gentile Dott. Migliorini,
    il mio dubbio è se il bollo contribuisce al reddito del professionista (ad es. in regime dei minimi) o se è escluso.

    Grazie
    Francesco

     
  9. Salve Francesco, la richiesta del rimborso del bollo in fattura deve essere fatturata dal professionista. In regime dei minimi è poi possibile portare in deduzione dal reddito il costo della marca (attraverso l’apposita certificazione). In pratica il reddito tassato è al netto del costo. In regime forfettario non ci sono costi analitici, quindi il costo è quello forfettario.

     
  10. Buonasera. Ho un B&B non imprenditoriale a Roma ed emetto dunque ricevute non fiscali. Devo apporre marca da bollo su importi superiori a 77 euro? Grazie

     

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