Aprire un blog senza partita Iva e possibile?

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E’ possibile aprire un blog senza partita Iva? In quali casi la gestione di un portale web può essere effettuata in modo non professionale e senza adempiere agli obblighi fiscali? Quando si percepiscono guadagni derivanti da banner pubblicitari ed affiliazioni è obbligatoria la partita Iva? In questa guida vedremo le risposte a queste domande e i miei consigli.

Voglio partire dalla domanda posta da un lettore per approfondire gli aspetti legati alla gestione di un blog.

Se anche tu stai per aprirne uno o ne hai uno già aperto sono sicuro che almeno una volta ti sei posto questa domanda: è possibile aprire un blog senza partita Iva?

La maggior parte delle persone che gestiscono un sito web, oppure un blog, che contiene al suo interno banner pubblicitari o altre forme di advertisement (come le affiliazioni), vogliono sapere se e come gestire questi proventi. E se possibile dichiararli senza una partita Iva.

Stessa cosa se vuoi vendere libri o oggetti che produci con le tue mani. Il dubbio che ti stai ponendo è sempre lo stesso: quando è possibile operare senza partita Iva.

Se leggerai questo articolo scoprirai quali sono i casi in cui sei obbligato ad operare con partita Iva per la gestione del tuo blog. Qualsiasi sia la forma di monetizzazione che hai scelto.

Aprire un blog senza partita Iva

Aprire un blog senza partita Iva

Che tu sia un esperto di tecnologia, di giochi, o una fashion blogger all’Amministrazione finanziaria poco importa, l’aspetto fondamentale è che tu sappia che ogni guadagno effettuato tramite il tuo blog deve essere dichiarato e soggetto a tassazione.

Naturalmente ai fini delle imposte dirette.

Questo significa, indirettamente, che per gestire un blog senza partita Iva è necessario che lo stesso non preveda alcuna forma di monetizzazione, diretta o indiretta.

Aprire un blog senza partita Iva è possibile soltanto se si gestisce un c.d. “sito vetrina“, ovvero un sito web che parla di determinati argomenti senza proporre beni o servizi in vendita.

In pratica, non deve esserci al suo interno alcuna forma di monetizzazione, nemmeno indiretta, come forme di advertising (banner pubblicitari), oppure di affiliazione commerciale.

Soltanto in questi casi, ai fini della normativa fiscale è possibile aprire un blog senza partita Iva.

Aprire un blog senza partita Iva: esempi pratici

Per capire meglio, pensiamo al caso di un hobbista che produce oggetti fatti in metallo.

Nel suo caso è possibile aprire un blog senza partita Iva se all’interno del sito descrive i suoi oggetti e li mostra al pubblico senza indicare il prezzo di vendita e senza invitare i lettori all’acquisto.

Stessa cosa se invece, sei uno scrittore e stai cercando di promuovere il tuo E-book.

Tieni presente che questo ragionamento è valido qualsiasi sia la tua attività. Se utilizzi una qualsiasi forma di monetizzazione l’utilizzo della partita Iva è obbligatorio.

Disciplina fiscale dei guadagni sul web

Avere chiaro l’aspetto legato alla possibilità di operare senza partita Iva quando si gestisce un blog ci è di aiuto per andare a delineare la disciplina fiscale legata ai guadagni sul web.

Ho deciso, infatti, di scrivere questo contributo proprio per sciogliere molti dubbi. Sono infatti tantissime le domande che mi arrivano dai lettori sull’argomento.

Domande frutto della scarsa informazione che c’è, soprattutto online su questi argomenti.

Fidandosi di informazioni online senza fonti precise, spesso ci si affida al passaparola e si finisce con il commettere degli errori.

In altri casi, invece, si preferisce proprio evitare di monetizzare per la scarsa informazione e per le problematiche fiscali connesse.

Quello che pensano in molti è che l’aspetto fiscale sia molto complicato da gestire.

In molti casi questo non è vero.

Mancanza di una normativa dedicata

Quello che c’è da sapere è che al momento in Italia non esiste ancora una  vera e propria regolamentazione giuridica o fiscale che disciplini chiaramente come devono essere dichiarati i guadagni on-line.

Per questo su internet si trovano informazioni spesso non corrette. Frutto della confusione che ancora regna su questi argomenti.

Per questo, come sempre vi invito a seguire soltanto informazioni quanto più certificate e attendibili, specialmente su argomenti delicati come questo.

Fatta questa doverosa premessa, vediamo cosa fare quando decidiamo di passare da un sito vetrina, per cui non occorre operare con partita Iva, alla gestione di un blog commerciale.

Come detto le forme di monetizzazione attraverso un blog sono le più disparate. In particolare le principali sono le seguenti.

Vendita di servizi online

Se sei un professionista sicuramente aprire un blog può essere uno strumento utile per trovare nuovi clienti a cui offrire i tuoi servizi.

Nel momento in cui passi dalla gestione di un semplice blog, all’offerta di servizi online, inizia la fase di monetizzazione e con essa, anche l’obbligo di operare in regola con la normativa fiscale.

Probabilmente se sei un professionista che ha già avviato la sua attività hai sicuramente aperto partita Iva. Quindi per te sarà sicuramente più semplice adeguarti alla normativa online.

E-commerce e affiliazioni commerciali

Sia che tu sia un privato che un negozio fisico, se hai un blog dove offri dei beni in vendita ai lettori stai effettuando attività di E-commerce.

Attività che deve essere gestita obbligatoriamente attraverso la partita Iva. Questo indipendentemente dal volume del fatturato annuo.

Fai attenzione! La maggior parte delle persone che mi contatta crede di poter vendere online senza dover operare professionalmente. Per questo è opportuno avere le giuste informazioni prima di avviare l’attività.

L’E-commerce prevede poi una precisa disciplina Iva. Disciplina piuttosto complessa per i non addetti ai lavori.

Inoltre, per questa attività è obbligatoria l’iscrizione anche alla gestione commercianti dell’Inps. Gestione che prevede il versamento di contributi minimi fissi. Questo a prescindere dal reddito effettivamente percepito dall’attività.

Per questo motivo, prima di intraprendere questo tipo di attività è consigliabile rivolgersi ad un dottore commercialista. Pianificare insieme l’avvio dell’attività, attraverso la redazione di budget, è fondamentale nella la fase di start-up. Anche per valutare opportunamente costi e benefici di tutta l’operazione.

In ogni caso, per maggiori informazioni ti rimando a questo contributo: “Aprire partita Iva per la vendita di beni in e-commerce“.

Anche la gestione di banner pubblicitari sul blog rappresenta una vera e propria forma di monetizzazione.

La vendita di spazi pubblicitari rappresenta una vera e propria attività commerciale.

Allo stesso modo dell’E-commerce è prevista l’obbligatorietà dell’esercizio con partita Iva. Questo in quanto la gestione dei banner avviene in modo continuativo ed abituale. Caratteristiche per l’Amministrazione finanziaria obbligano ad operare professionalmente.

Anche in questo caso la gestione con partita Iva prescinde dal volume di fatturato raggiunto nell’anno.

In ogni caso, questa forma di monetizzazione, è consigliata soltanto se si hanno qualche migliaia di lettori al mese. Altrimenti i guadagni sono davvero irrisori.

Aprire partita ha un costo, legato sia al Commercialista che vi seguirà per gli adempimenti fiscali periodici. Sia per quanto riguarda la tassazione e i contributi previdenziali obbligatori da versare (circa €. 3.200 annue). Si tratta di cifre che molti blogger non sono in grado di generare. In tutti questi casi aprire partita Iva non consentirà nemmeno di coprire tutti i costi legati alla gestione.

Quindi meglio lasciar perdere la pubblicità online?

Per guadagni esigui di qualche centinaia di euro all’anno sicuramente è la soluzione migliore.

Tuttavia quando i guadagni sono un po’ più alti e si inizia a percepire qualche migliaio di euro all’anno, si potrebbe pensare di tenere in sospeso i pagamenti (funziona disponibile sull’account Adsense), ed aspettare che questi raggiungano cifre più importanti.

Cifre tali da coprire tutti i costi inerenti l’apertura della partita Iva.

In ogni caso per approfondire questo argomento ti rimando a questo contributo: “Banner pubblicitari: guida al regime fiscale

Tipologia di attività e metodo di tassazione

Quelle che ti ho descritto sono le principali forme di monetizzazione di un blog. Forme che non ti permettono di aprire un blog senza partita Iva.

Quello che devi ricordarti è che prima di sbagliare è opportuno che tu ti affidi ad un consulente fiscale esperto.

Questo sia per capire il miglior regime fiscale applicabile per te. Ma soprattutto perché conoscere e stimare l’ammontare dei guadagni annui ci permette di stabilire quale sia il metodo di tassazione da utilizzare.

Ad esempio, per le attività di E-commerce può essere importante verificare di poter aderire al regime forfettario.

Il regime fiscale

Una volta aperta partita Iva si deve scegliere il regime fiscale da adottare.

Per i soggetti che aprono partita Iva per la prima volta, e che ne rispettano i requisiti di accesso, è possibile aderire al regime forfettario.

Un regime fiscale che consente di essere esonerati dagli adempimenti Iva, Irap e dalla compilazione degli studi di settore.

Si tratta di un regime fiscale di vantaggio che limita al massimo gli oneri fiscali per il contribuente, e che quindi si presenta un regime fiscale da sfruttare.

In pratica per i guadagni derivanti dall’attività commerciale, si fatturano sulla base dell’effettivo compenso versato sul conto corrente dai clienti.

Con la partita Iva ogni anno è necessario presentare la dichiarazione dei redditi.

Questo attraverso al compilazione del modello Redditi PF. Le nostre uscite saranno pari al 5% del reddito netto a cui dovranno aggiungersi i versamenti previdenziali Inps.

Per quanti di voi si chiedano quale sia il regime naturale nel momento in cui non è possibile accedere al regime forfettario,  la risposta è semplice.

Gli oneri a tuo carico aumentano in quanto si esce dal regime di vantaggio e si passa nel regime naturale della contabilità semplificata fino al raggiungimento di €. 700.000 annue di ricavi.

Questo vuol dire, adempimenti Iva, ma soprattutto la tenuta delle scritture contabili.

Aprire un blog senza partita Iva: consulenza

Se hai letto questo articolo probabilmente è perché hai un blog è vuoi sapere se riuscirai a gestirlo senza partita Iva.

Per qualsiasi informazione, dubbio, o domanda legata ai guadagni online ottenuti tramite siti web, contattami in privato!

Compila il form di contatto seguente e mettiti in contatto con me. Insieme troveremo la strada giusta per gestire correttamente da un punto di vista fiscale la tua attività online.

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