Assistenza sanitaria per gli iscritti all’AIRE: la guida

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Assistenza sanitaria per i soggetti espatriati iscritti all’AIRE: tutte le informazioni utili sulla sanità in Italia dei soggetti espatriati. Se vivi all’estero o se hai intenzione di trasferirti questa guida ti aiuterà a capire quali sono i tuoi obblighi e i tuoi diritti quando si parla di AIRE e di assistenza sanitaria nazionale. Vedremo le differenze tra espatrio in Paesi UE o Extra UE  e le regole particolari per l’assistenza sanitaria di soggetti distaccati all’estero.

Il problema che maggiormente tormenta i soggetti che vogliono trasferirsi all’estero è l’iscrizione all’AIRE.

L’AIRE, come saprete, è l’Anagrafe degli Italiani Residenti all’Estero. Ovvero un elenco di soggetti italiani che hanno deciso di trasferirsi stabilmente all’estero, cancellando la loro residenza in Italia.

Essere iscritti all’AIRE ha dei notevoli vantaggi, soprattutto dal punto di vista fiscale. Tuttavia, l’iscrizione porta con se anche il fatto di dover rinunciare all’assistenza sanitaria in italiana. Per questo motivo, l’iscrizione all’AIRE è motivo di preoccupazione per tutti gli italiani che vivono all’estero.

Considerata la mia esperienza posso dire che, sicuramente, la perdita dell’assistenza sanitaria in Italia rappresenta il principale motivo che trattiene gli espatriati dall’iscrizione all’AIRE.

In questo contributo ho deciso di fornirti una guida per spiegare meglio i concetti di AIRE ed assistenza sanitaria in Italia. Questo in modo da poter offrire un utile strumento per guidarti nel processo di trasferimento all’estero. Naturalmente effettuando la miglior scelta in base alla tua situazione personale.

Sei pronto?! Si comincia!


AIRE: cos’è e come funziona?

La sigla AIRE è l’abbreviazione per indicare l’Anagrafe degli Italiani Residenti all’Estero.

Essa rappresenta un archivio contenente i dati dei cittadini italiani che per qualsiasi motivo hanno deciso ditrasferire all’estero la propria residenza. Questi in quanto soggiornano extra confine per un periodo di tempo superiore ai 365 giorni.

L’AIRE è stata istituita nel 1990. Con l’emanazione della Legge n. 470/88 (“Anagrafe e censimento degli italiani all’estero“) e del DPR n 323/89, che regolamenta la materia degli italiani all’estero.

La tenuta dell’Anagrafe dei cittadini italiani residenti all’estero è di competenza dei vari comuni italiani.

Ogni Comune, infatti, ha il proprio registro, che contribuisce a formare il registro nazionale, chiamato comunemente AIRE. Esso non è altro che la sommatoria di tutti i registri comunali, ed è istituito presso il Dipartimento degli Affari Interni e Territoriali del Ministero dell’Interno.

E’ di competenza dei singoli comuni inviare periodicamente i dati delle proprie anagrafi al registro AIRE del Ministero dell’Interno.

Come iscriversi all’AIRE

Ogni soggetto di nazionalità italiana che decide di lasciare l’Italia in modo duraturo e stabile è tenuto ad effettuare l’iscrizione AIRE. Essa è un obbligo di legge ed un requisito indispensabile per ottenere agevolazioni fiscali, in caso di futuro rientro in Italia.

Per iscriversi all’AIRE vi sono due modalità:

  • Iscrizione diretta. Il soggetto che intende lasciare l’Italia per oltre un anno, chiede l’iscrizione AIRE al proprio Comune di residenza. Questo avviene tramite la cancellazione dall’anagrafe della popolazione residente e l’iscrizione all’AIRE. Operativamente la comunicazione avviene online tramite l’ambasciata o il consolato estero di riferimento;
  • Iscrizione d’ufficio. L’iscrizione d’ufficio viene effettuata direttamente dagli ispettori comunali. Si tratta di una procedura secondaria che avviene solo su segnalazione dei Consolati italiani all’estero. Questo per verificare l’effettivo trasferimento all’estero del soggetto italiano che ha chiesto l’iscrizione all’AIRE.

Un’aspetto importante che voglio chiarire è quello dell’obbligatorietà dell’iscrizione all’AIRE, per tutte le categorie di soggetti che possiedono i requisiti sopra citati.

I soggetti che non decidono di iscriversi spontaneamente all’AIRE, pur essendo in possesso dei requisiti, possono essere iscritti di ufficio nel caso in cui gli accertatori comunali, o l’Agenzia delle Entrate. Nel caso rendano conto del fatto che sussistono le condizioni idonee all’iscrizione.

Classico caso è quello della famiglia che si trasferisce all’estero per seguire il componente della famiglia che ha trovato lavoro oltre confine.

In questi casi tende ad iscriversi all’AIRE soltanto il componente della famiglia che ha il contratto di lavoro. Mentre gli altri pur vivendo stabilmente all’estero non lo fanno, ma ne sarebbero obbligatoriamente tenuti.

Soggetti tenuti all’iscrizione all’AIRE

Sono tenuti all’iscrizione all’AIRE le seguenti categorie di soggetti:

  • Cittadini italiani che intendono trasferire la loro residenza dall’Italia ad un Paese estero per un periodo superiore a 12 mesi;
  • Cittadini italiani nati e residenti all’estero. Soggetti il cui atto di nascita è stato trascritto in Italia e la cui cittadinanza italiana sia stata accertata dal competente ufficio consolare di residenza;
  • Persone residenti all’estero, che acquisiscono la cittadinanza italiana.

Soggetti esonerati dall’AIRE

Sono esentati dall’iscrizione all’AIRE le seguenti categorie di soggetti:

  • Cittadini italiani che si recano all’estero per periodi inferiori a 12 mesi (per lavoro, per studio o per svago);
  • Lavoratori stagionali all’estero;
  • Dipendenti statali di ruolo in servizio all’estero;
  • Militari in servizio presso uffici esteri o strutture della Nato.

AIRE e Assistenza sanitaria degli iscritti: regola generale

Quali soggetti italiani espatriati all’estero (iscritti AIRE) hanno diritto all’assistenza sanitaria italiana? 

Partiamo con la risposta a questa domanda, che sicuramente è quella che maggiormente mi sento fare. Specialmente da soggetti che stanno pianificando il loro processo di trasferimento all’estero.

Vediamo chiaramente qual’è la regola generale, per poi andare ad analizzare le eventuali eccezioni.

I cittadini italiani che trasferiscono la propria residenza all’estero, con iscrizione all’AIRE, perdono il diritto all’assistenza sanitaria italiana.

La perdita dell’assistenza sanitaria avviene automaticamente nel momento in cui ci si iscrive all’AIRE.

Il Comune Italiano presso cui si era registrati (A.P.R) comunica alla ASL la cancellazione della residenza italiana.

In pratica, per essere diretti, l’iscrizione all’AIRE fa venire meno l’assistenza del medico di base!

Questo perché si presume il soggetto espatriato usufruirà dell’assistenza sanitaria di base nel Paese ove andrà a stabilire la sua nuova residenza.

Questo aspetto è fondamentale se stai pianificando un trasferimento di residenza all’estero.


Perdita dell’assistenza ospedaliera e ticket

Oltre alla perdita del medico di base il cittadino italiano iscritto all’AIRE perde anche altri due aspetti fondamentali del nostro sistema sanitario. Mi riferisco ai seguenti:

  • La possibilità di acquistare medicinali attraverso il Ticket;
  • Il diritto all’assistenza sanitaria ospedaliera tramite mutua.

La ratio di queste disposizioni è sempre la stessa.

Se ti sei trasferito all’estero, si presume che tu non debba acquistare medicinali in Italia. Allo stesso modo si presume che se hai bisogno di un ricovero ospedaliero tu non debba farlo in Italia, ma nel Paese della tua nuova residenza.

Per questo motivo Ticket dei farmaci e assistenza sanitaria ospedaliera sono negate agli iscritti AIRE.

Se rientri in Italia da iscritto AIRE, puoi usufruire dei servizi medici privati. Solo in alcuni casi, che ti spiegherò tra poco avrai diritto all’assistenza sanitaria italiana.


AIRE e Asssistenza sanitaria: le eccezioni

Dopo aver visto la regola generale che prevede la perdita dell’assistenza sanitaria per gli iscritti all’AIRE, vediamo, invece, le eccezioni.

Mi riferisco a quei casi in cui, viene comunque garantita l’assistenza sanitaria italiana per chi vive all’estero.

In particolare sono tutelate le seguenti categorie di soggetti:

  • I dipendenti delle Amministrazioni Statali.
  • Il personale militare italiano, anche di leva, in servizio all’estero.
  • Personale docente o non docente, di ruolo e non di ruolo. Personale in servizio presso le Istituzioni scolastiche e culturali italiane all’estero.
  • Il personale degli Enti pubblici che lavora presso gli uffici degli Enti stessi all’estero.
  • Impiegati con rapporto di lavoro regolato a legge italiana, o con contributi previdenziali italiani.
  • Familiari che seguono il lavoratore all’estero.
  • Lavoratori residenti all’estero che hanno un rapporto di lavoro disciplinato dalla legge italiana per lo svolgimento dell’attività all’estero.
  • Religiosi del clero che svolgono attività all’estero.
  • Collaboratori familiari al servizio delle rappresentanze diplomatiche e consolari.
  • Lavoratori autonomi che svolgono all’estero un’attività lavorativa per periodi di tempo limitato.
  • Titolari di borse di studio presso Università o Fondazioni estere legalmente riconosciute.
  • Cittadini temporaneamente all’estero, titolari di pensione corrisposta dallo Stato o da Istituti Previdenziali italiani. Questi cittadino devono documentare l’attività lavorativa all’estero per conto dello Stato italiano.
  • Invalidi di guerra o per causa di servizio residenti all’estero.

Per tutti questi soggetti l’assistenza sanitaria italiana è comunque garantita 365 giorni all’anno.

Per avere sicurezza della tua situazione personale ti consiglio di rivolgerti alla ASL competente per territorio.


Assistenza sanitaria e rientro temporaneo in Italia

Altra domanda che mi viene posta di frequente è:  

in caso di rientro temporaneo in Italia, come posso usufruire dell’assistenza sanitaria?

Un soggetto espatriato che rientra temporaneamente in Italia (per vacanze o visita alla famiglia di origine) ha diritto ad una assistenza sanitaria limitata.

Il Servizio Sanitario Nazionale o (SSN) offre l’assistenza sanitaria d’urgenza ai cittadini italiani iscritti AIRE e ai soggetti titolari di pensione italiana.

Attenzione però, l’assistenza sanitaria italiana è limitata:

  • Alle sole prestazioni ospedaliere urgenti;
  • Per un periodo massimo di 90 giorni annui (anche non continuativi).

Questo a condizione che l’espatriato non sia beneficiario di una copertura assicurativa (pubblica o privata).

In pratica, schematicamente, un espatriato residente all’estero che rientra temporaneamente in Italia ha diritto a ricevere assistenza sanitaria erogata dal servizio sanitario nazionale italiano (SSN).

Questo può avvenire con le seguenti limitazioni, seguendo questa procedura. Vediamolo schematicamente:

  • L’assistenza è assicurata per un periodo massimo di 90 giorni nel corso dell’anno solare.
  • La assistenza è limitata alle sole prestazioni urgenti ospedaliere di malattia, infortunio e maternità.
  • La assistenza specialistica è limitata alle visite ed accertamenti diagnostici nei presidi ed ambulatori pubblici.
  • L’assistenza ospedaliera è limitata alle prestazioni in forma diretta negli ospedali pubblici e strutture convenzionate.
  • I cittadini residente all’estero che desiderano ottenere le prestazioni sanitarie previste devono, all’arrivo in Italia, registrarsi presso l’Azienda Sanitaria Locale di temporanea dimora.

Cosa devi fare, quindi, se vuoi ottenere questi benefici?

E’ necessario ottenere una dichiarazione dello status di cittadino italiano residente all’estero.

Questa particolare dichiarazione viene rilasciata dal Consolato Generale Italiano nel Paese di espatrio. Oppure è possibile effettuare un’autocertificazione e con questa procedere alla iscrizione temporanea presso la ASL di riferimento.


Assistenza sanitaria e rientro temporaneo in Italia: situazioni particolari

Oltre alla regola generale ci sono alcune situazioni particolari legate ad una serie di variabili che andrò a delineare.

Si tratta di regole che possono portare a situazioni diverse legate alla possibilità di ottenere l’assistenza sanitaria italiana.

In particolare è possibile distinguere situazioni diverse a seconda che il soggetto espatriato sia:

  • Trasferito in Paesi dell’Unione Europea.
  • Trasferito in Paesi non appartenenti all’Unione Europea. A sua volta poi è necessario suddividere se il Paese di trasferimento:
    • Ha in essere un accordo bilaterale con l’Italia.
    • Non ha in essere un accordo bilaterale con l’Italia.

Assistenza sanitaria in caso di espatrio in Paese UE

Vediamo, quindi, cosa devi fare se sei un soggetto espatriato (iscritto AIRE) in un Paese dell’Unione Europea.

Tutti i soggetti iscritti al Servizio Sanitario Nazionale in Italia (SSN), hanno la Tessera Europea di Assicurazione Malattia (TEAM), che permette di accedere ai servizi sanitari nei Paesi dell’Unione Europea.

I paesi sono:

AustriaBelgioBulgaria
CiproCroaziaDanimarca
EstoniaFinlandiaGermania
GreciaIrlandaLettonia
LituaniaLussemburgoMalta
Paesi BassiPoloniaPortogallo
Regno UnitoRepubblica CecaRomania
SlovacchiaSloveniaSpagna
SveziaUngheria

Oltre a questi ci sono anche i paesi dello Spazio Economico Europeo ossia:

  • L’Islanda,
  • Liechtenstein,
  • La Norvegia e,
  • Per finire, la Svizzera.

Quindi, tutti i cittadini di questi Paesi hanno la TEAM. Sul retro della tua tessera sanitaria italiana c’è la TEAM, la tessera sanitaria per l’assistenza all’estero.

Possedere la TEAM consente di superare la regola generale di divieto di assistenza sanitaria nel Paese di espatrio. Questo in quanto il possesso della tessera TEAM consente a tutti i cittadini dell’Unione Europea, che si trovino temporaneamente in un altro Stato Membro, l’accesso ai servizi sanitari del Paese ospite. Naturalmente alle stesse condizioni dei residenti.

Ricordo che la Tessera Europea di Assicurazione Malattia ha valore anche in caso di:

  • Gravidanza e
  • Parto.

Essa copre quelle prestazioni prima e dopo il parto, che sono considerate medicalmente necessarie.

Cosa fare quando ti trasferisci (iscrizione AIRE) in un altro Paese dell’Unione Europea?

Per prima cosa ti dovrai iscrivere presso una cassa malattia dello Stato Estero in cui risiedi. 

In questo modo avrai l’assistenza sanitaria completa del Paese in cui vivi.

Ovviamente non potrai più utilizzare la TEAM italiana. Tuttavia, sarà il Paese in cui risiedi a rilasciarti la nuova TEAM che sarà valida in tutti i paesi, compresa l’Italia.

Quando richiedi di iscriverti presso la Cassa malattia estera, di un Paese UE, avrai bisogno di un modulo. Mi riferisco al c.d. Modello E104.

Vediamo, come si può reperire e a cosa serve il Modello E104.

Il modello E104

Il modello E104 È un modulo che serve a certificare i periodi di assicurazione sanitaria in Italia.

E’ un modulo necessario a fare in modo che la cassa malattia estera possa iscriverti all’assistenza sanitaria di quel Paese. Questo a partire dalla data in cui termina la copertura assicurativa italiana.

Puoi richiedere il modello E104 (che in Italia sta venendo sostituito dal modello SEDS) alla tua ASL di provenienza.

In pratica, quando richiedi il modulo E104, in automatico ti viene revocato il medico di base e la tessera sanitaria italiana non ha più valore.

Generalmente questo avviene al momento dell’iscrizione all’AIRE che, come abbiamo già detto, fa perdere la copertura sanitaria italiana. 

Quindi, quando rientri temporaneamente in Italia, devi presentare la TEAM rilasciata dall’Istituzione estera presso la quale sei assicurato.

Assistenza sanitaria in caso di espatrio extra UE con convenzione

Cosa accade, invece, se sei residente (iscritto AIRE) in un Paese fuori dall’Unione Europea che ha stipulato una convenzione bilaterale contro le doppie imposizioni con l’Italia?

I Paesi in cui è attualmente in vigore una convenzione bilaterale con l’Italia per l’assistenza sanitaria sono:

AustraliaBrasileSerbia-Montenegro
Bosnia-ErzegovinaPrincipato di MonacoRepubblica di Macedonia
Repubblica di San MarinoArgentinaCapo Verde
Città del VaticanoTunisia

Se risiedi in uno di questi Paesi, perdi anche il diritto alla Tessera Europea di Assicurazione Malattia (TEAM). Tessere che come ti ho spiegato garantisce assistenza sanitaria negli Stati membri dell’UE.

E quando rientri in Italia?

Se risiedi in un Paese fuori dalla U.E con convenzione bilaterale con l’Italia, quando rientri per un periodo, puoi iscriverti temporaneamente all’ASL.

In questi casi è necessario specificare che:

  • Se hai necessità di cure mediche che durino più di 30 giorni, puoi richiedere la re-iscrizione temporanea all’ASL con un’autocertificazione;
  • Se invece i giorni sono meno di 30 hai diritto a tutte le prestazioni sanitarie eccetto il medico di fiducia;
  • In caso d’emergenza per gravi malattie, puoi fare rientro in Italia. Ti dovrai cancellare dall’AIRE e riscrivendoti come residente in un Comune Italiano.

Questo perché quando si parla di reiscrizione temporanea è sempre importante attestare il proprio stato di emigrato!

Assistenza sanitaria in caso di espatrio extra UE senza convenzione

Cosa accade, invece, se sei residente (iscritto AIRE) in un Paese fuori dall’Unione Europea che non ha stipulato una convenzione bilaterale contro le doppie imposizioni con l’Italia?

Anche in questo caso, i cittadini italiani che trasferiscono la residenza in uno Stato con il quale non è in vigore alcuna convenzione con l’Italia, perdono il diritto all’assistenza sanitaria italiana. Questo all’atto dell’iscrizione all’AIRE, fatta eccezione per i lavoratori di diritto italiano in distacco.

Quando rientri in Italia, per ottenere le prestazioni ospedaliere urgenti è necessario presentare un attestato rilasciato dal Consolato competente che attesta lo stato di emigrato. Oppure puoi sottoscrivere un atto di notorietà in cui dichiari, oltre al tuo stato di emigrato, anche che non sei in possesso di una copertura assicurativa pubblica o privata contro le malattie.

Al momento del rientro dall’estero, puoi provvedere all’iscrizione temporanea presso la ASL. Per maggior info sull’iscrizone sanitaria ecco in link utile: “Iscrzione temporanea Asl“.

In particolare, se il periodo che trascorri in Italia è troppo breve per la reiscrizione nell’elenco del medico di fiducia, hai diritto all’assistenza medico-generica attraverso il sistema delle visite occasionali ed i servizi di guardia medica con oneri a tuo carico. Oneri per i quali potrai richiedere il rimborso.

Assistenza sanitaria per i lavoratori italiani in distacco all’estero

Sei residente all’estero (iscritto AIRE) ma sei un lavoratore Italiano in distacco oppure un pensionato che percepisce pensione italiana hai diritto all’assistenza sanitaria?

I lavoratori italiani in distacco all’estero sono quelli che dispongono di un contratto di lavoro dipendente in Italia e che percepiscono lo stipendio in Italia. Tuttavia, svolgono la propria attività in un paese estero.

Ecco le cose che devi sapere:

  • Se risiedi all’estero in un paese dell’UE, SEE e Svizzera e sei un lavoratore in distacco o pensionato, puoi usufruire della copertura sanitaria italiana. Questo alle stesse condizioni dei cittadini dello Stato estero in cui risiedi;
  • Devi richiedere alla ASL di ultima iscrizione in Italia il Modello S1. Questo modulo consente a te e ai tuoi familiari di usufruire dell’assistenza sanitaria all’estero. Al tuo arrivo nel paese ospitante, consegna il modulo S1 al servizio sanitario locale;
  • Se invece risiedi in uno Stato con il quale non è stipulata alcuna convenzione con l’Italia, e sei un lavoratore italiano in distacco, hai diritto al rimborso delle spese sanitarie sostenute nel paese in cui risiedi. Prima della partenza devi farti rilasciare dalla tua ASL l’attestato di diritto. Dietro presentazione della documentazione di lavoro all’estero. Quindi dovrai anticipare le spese per le cure sanitarie e chiedere il rimborso allo Stato italiano tramite l’Ufficio consolare all’estero;
  • In caso di rientro temporaneo in Italia, se sei un lavoratore in distacco, puoi richiedere l’assistenza sanitaria da parte della ASL di ultima residenza. Hai diritto a tutte le prestazioni di assistenza, ad eccezione del medico di fiducia. Qualora il temporaneo rientro sia per periodi superiori a 30 giorni, puoi invece procedere alla reiscrizione temporanea nella lista degli assistiti del medico di medicina generale.

Assistenza sanitaria per gli iscritti AIRE: consigli

Quello che ho cercato di spiegarti in questa guida sono le modalità con le quali viene assicurata l’assistenza sanitaria, seppur con gradi diversi, nei confronti di soggetti espatriati all’estero ed iscritti all’AIRE.

L’aspetto più importante che devi tenere a mente se sei residente all’estero, e decidi di rientrare temporaneamente in Italia, è quello di verificare la tua provenienza.

Provenienza che a seconda dei casi può darti diritto a diversi status di soggetto impatriato.

Ad esempio, vediamo alcune ipotesi:

  • Provenienza da Paesi UE e con assicurazione sanitaria. –> Accesso a tutte le prestazioni sanitarie necessarie;
  • Proveniente da Paesi extra UE convenzionati con l’Italia e con assicurazione sanitaria. –> Accesso a tutte le prestazioni previste dalle convenzioni;
  • Proveniente da Paesi extra-UE in Italia per lavoro e con contributi italiani. –> Accesso all’iscrizione temporanea al Servizio sanitario nazionale. Tessera sanitaria provvisoria, scelta del medico se il soggiorno supera i tre mesi;
  • Provenienza da Paesi extra-UE e emigrato/pensionato con pensione italiana. –> Accesso alle prestazioni urgenti. Tessera sanitaria provvisoria per un massimo di 90 giorni l’anno. Senza scelta del medico;
  • Provenienza da Paesi extra-UE e dipendenti di azienda italiana e con contributi italiani. –> Accesso all’iscrizione temporanea al Servizio sanitario nazionale. Tessera sanitaria provvisoria. Senza scelta del medico.

Ricordati, in ogni caso, che se trascorrerai all’estero un periodo inferiore ai 12 mesi non avrai l’obbligo di iscriverti all’AIRE. Mantenendo, quindi, l’assistenza sanitaria in Italia.

Infine, voglio consigliarti, prima di partire di visitare il sito del Ministero della salute, nella sezione Se parto per.

In questa sezione del sito potrai trovare altre informazioni riguardanti l’assistenza sanitaria in relazione al Paese estero ove soggiornerai.

In ogni caso ti consiglio sempre di contattare la ASL italiana di riferimento della tua zona per avere informazioni certe in relazione alla tua situazione personale.

Solo in questo modo potrai avere certezza dell’assistenza sanitaria di cui hai diritto in Italia.


Assistenza sanitaria e AIRE : consulenza fiscale

Stai pensando di trasferirti all’estero? Vuoi avere maggiori informazioni su vantaggi e svantaggi dell’iscrizione AIRE?

Se vuoi, puoi richiedere una consulenza personalizzata attraverso il nostro servizio di consulenza fiscale online.

Si tratta di un servizio dedicato al trasferimento di residenza all’estero e a tutte le sue conseguenze fiscali.

La consulenza consiste in una relazione dettagliata che prende in esame la tua situazione specifica e personale (ovviamente viene tutelata e garantita la privacy) e ti fornisce le risposte ai quesiti che poni.

Oltre ad un quadro generale che può chiarirti, con riferimenti normativi, come stanno le cose e come comportarti. Inoltre, se vuoi potremo fissare un appuntamento telefonico per chiarire ogni ulteriore dubbio.

Se, invece, qualcosa non ti fosse chiaro, lasciaci un commento qui sotto!

229 COMMENTS

  1. Salve, sono un cittadino italiano in pensione e nel 2017 mi sono trasferito in Portogallo , effettuato l’iscrizione all’AIRE e trasferito anche l’erogazione della pensione INPS su banca Portoghese. Ovviamente sono uscito dal SSN , ho disattivato la tessera sanitaria e quindi richiesto l’iscrizione al sistema sanitario Portighese
    A Dicembre 2018 sono rientrato in Italia ed ho subito richiesto la residenza a Roma presso gli uffici del Comune che pero’ necessitano di almeno 60 gg per concludere il cambio di residenza.
    Avrei bisogno subito della tessera sanitaria e volevo fare l’atTivazione online ma non vedo mai citato il caso in cui si rientra in Italia dall’estero-AIRE, potete darmi indicazioni?
    Grazie

  2. Le consiglio di recarsi direttamente presso la sua ASL di riferimento per chiedere l’attivazione della tessera sanitaria.

  3. Sono iscritto all’AIRE e risiedo in Spagna. Sono pensionato e non ho l’assistenza sanitaria italiana. Ogni tre/quattro mesi torno in Italia per una/due settimane per visitare parenti e nipoti. Cosa devo fare, vista la mia età (72 anni) e la possibilità di qualche malattia durante le mie permanenze italiane, per ottenere l’assistenza sanitaria e non solamente le visite ai Pronto Soccorso? Dove devo richiedere la re-iscrizione temporanea alla ASL e quanto dura questa re-iscrizione?
    Grazie

  4. Può pagare fino ad un anno di assistenza sanitaria, ma le consiglio di informarsi presso la sua ASL di riferimento in Italia.

  5. Buongiorno mi sono trasferita da 4 mesi in Francia e non ho ancora la tessera sanitaria francese perché ancora non lavoro ed è una procedura lunga.. Nel frattempo sono stata male e ho fatto un po’ di visite da un medico generalista che mi ha chiesto dai 50 ai 35 euro a prestazione. Io mi sto tenendo tutte le fatture ma posso scaricarle nella prossima dichiarazione dei redditi? Grazie dell’informazione.

  6. Salve Simona, per la dichiarazione dei redditi sicuramente potrà beneficiare della detrazione fiscale sulle spese sanitarie sostenute. Comprese quelle estere.

  7. Salve sono inscritta all’aire in Argentina adesso sono in Europa per 3 mesi per visitare parenti. Sono incinta di 5 mesi vorrei capire se posso fare dei controlli in Europa e in Italia. Il mio partner è scozzese e in questi 3 mesi visiteremo parenti in regno unito Francia e Italia. Leggendo questo post capisco che ho perso anche il diritto alla Team ma vorrei capire se sono ancora in diritto di farmi dei controlli in alcuni di questi paesi. Ringrazio la informazione. Saluti

  8. I controlli dovrà farli esclusivamente in modo privato. Consiglio comunque di contattare gli uffici amministrativi dei vari enti sanitari, in Italia l’ASL per avere conferma di quanto le sto indicando.

  9. Grazie per questo articolo!
    Le chiedo una informazione specifica su cui sono rimasta confusa: sono iscritta all’AIRE e residente in Spagna. L’operazione per la cura della mia patologia non viene coperta dal sistema sanitario spagnolo, ma rientra invece nel prestazioni coperte dal ssn italiano: comunicando il mio ritorno temporaneo potrei farmi operare in Italia con la mia tessera Europea emessa dalla Spagna o no?

  10. Salve Chiara, teoricamente è un cosa possibile, ma consiglio di rivolgersi alla ASL italiana competente per territorio per avere conferme certe.

  11. E se un cittadino trasferito all’estero, iscritto all’ Aire, mantiene il proprio posto di lavoro in Italia al quale si reca giornalmente, ha diritto al SSN? È il caso di tanti frontalieri trasferiti in Austria, Slovenia, Svizzera o Francia….

  12. Salve Alessandro, l’assistenza sanitaria è garantita ai frontalieri italiani, ad esempio quelli che si recano giornalmente in Svizzera. Voi al contrario siete frontalieri esteri, quindi l’assistenza sanitaria è garantita nel vostro Paese di residenza fiscale, e non in Italia.

  13. Salve, grazie mille per questo utile docuemnto. Ma non riesco a capire un dettaglio. Mia figlia deve operarsi e vorrebbe farlo in Italia. Noi siamo espatriati in Svezia (iscritti Aire). Ci hannod etto che non può operarsi in Italia perchè ci vorrebbe una base di ricovero di un medico di base che ovvaimente non abbiamo in Italia. Quindi non abbiamo diritto all’assistenza come cittadini europei?
    grazie mille se qualcuno può aiutarmi

  14. Salve Marco, l’unica strada è quella di pagare una annualità di servizio sanitario nazionale. Per avere info dettagliate consiglio di parlare con l’ufficio amministrativo della ASL del suo ultimo comune di residenza italiano.

  15. Salve , ho letto con molta attenzione tutti i post ..
    una domanda come si fa a pagare un anno di servizio nazionale ?
    Lei ha delle assicurazioni mediche da suggerire ? Tutte quelle che ho visto su internet richiedono residenza in Italia …

  16. Salve Max, per pagare l’annualità di SSN deve rivolgersi agli uffici amministrativi della ASL di sua ultima residenza in Italia. Si parla si servizio sanitario nazionale, non di assicurazioni sanitarie private.

  17. Salve, sto seriamente pensando di venire a partorire in Italia perche’ non mi sento sicura nel Regno Unito, soprattutto per l’approssimarsi della Brexit. Il mio unico dubbio e’ come fare a registrare il bambino se entrambi i genitori sono iscritti all’AIRE. Quale sara’ la procedura?

  18. Salve Dottore,

    sono iscritto AIRE residente in paese UE. Lavoro presso privato e non ricado in nessuna delle eccezioni (categorie di soggetti tutelate).

    Ho bisogno di svolgere esami e possibilmente operazioni sanitarie che nel paese UE dove risiedo non sono coperte dal servizio sanitario nazionale ma che lo sono in Italia.

    Quale sarebbe la via migliore: richiedere e programmare visita/operazione per mezzo della TEAM o tramite pagamento di annualita’ al SSN?

    Grazie in anticipo per l’aiuto

    saluti

  19. Buongiorno e complimenti per il bel sito.
    Sto per iscrivermi all’Aire in Germania e contestualmente (dopo 1-2 giorni), devo rcarmi in Italia e adrò quindi alla ASL di Roma, dove risiedevo fino all’iscrizione AIRE, per chiedere il Mod. 104. Mi chiedo se risulterà già l’iscrizione, conoscendo i tempi della burocrazia, oppure se il rilascio è automatico, basta chiederlo. ;i conviene portare con me una ricevuta dell’iscrizione AIRE da mostrare all’impiegato? Come funzione in pratica l’annullamento della assistenza in Italia’ In poche parole: la ASL può dichiarare che la mia copertura Italiana è terminata anche se , come di fatto sarà, non ne ha ancora ricevuto comunicazione dal consolato tedesco? Grazie in anticipo per la cortese risposta.

  20. Buongiorno,
    grazie per tutto il testo, veramente chiaro e dettaglaito.
    Spero possa aiutarmi con la mia situazione: sono cittadino italiano ma da 4 anni residente in Spagna. Tornerò in Italia per motivi personali fino a fine anno, ma mantenendo la residenza in Spagna. Il mio problema è che ho smarrito sia la TEAM spagnola, ancora in vigore, sia la TEAM italiana, comunque scaduta da tempo. Purtroppo tutte le modalità per richiedere duplicati della TEAM spagnola consistono in presentarsi fisicamente in un ufficio in Spagna, ma io non avrò possibilità di tornare in Spagna fino a fine anno. Richiedere la TEAM Italiana non è possibile essendo residente in Spagna. Ossia, starò in Italia per circa 8-9 mesi senza nessuna TEAM. In caso di urgenza medica, sarei comunque preso in cura dal sistema sanitario italiano pur non potendo fornire nè subito nè in breve tempo una TEAM? Mi consiglia di fare una assicurazione di viaggio privata per non avere problemi in caso di infortunio grave? Grazie!

  21. Buongiorno,
    riguardo all’assistenza sanitaria temporanea di 90 gg per iscritti all’AIRE, mi potreste dare il riferimento normativo della parte “I cittadini residente all’estero che desiderano ottenere le prestazioni sanitarie previste devono, all’arrivo in Italia, registrarsi presso l’Azienda Sanitaria Locale di temporanea dimora.”?
    Abbiamo chiesto alle Asl di temporanea dimora per mio cognato (che deve rientrare per esami e cure urgenti) e ci hanno fatto storie dicendo che invece bisognava iscriversi all’asl di ultima residenza.
    Se potessimo riportare lo stralcio della normativa esatta ci sarebbe d’aiuto, grazie.

  22. Salve Lorenzo, se passa 8/9 mesi in Italia vedo delle problematiche di residenza fiscale. Comunque, nel caso che mi espone consiglio di contattare l’ASL italiana per il pagamento dell’annualità di SSN. Non vedo altre possibili soluzioni rispetto al rinnovo del TEAM in Spagna. Per approfondire l’aspetto residenza fiscale, se vuole sono a disposizione in consulenza.

  23. Salve, sono dipendente italiano distaccato estero (usa, quindi non mi pare convenzionato italia) da 3 anni con famiglia al seguito;per il discorso sanitario mi pare non possa perdere grosse coperture dal ssn Italiano, mentre per l’aspetto fiscale ricordo che prima della partenza chiesi al commercialista circa pro e contro iscrizione AIRE e mi sconsiglio’ per non entrare nel mirino di una sequela di controlli fiscali. Ora leggendo quanto scritto nella sua guida mi chiedo perche’ non mi sia iscritto prima a fronte di tante agevolazioni e nulla da nascondere!!!
    Domande:
    1)E’ plausibile una sensibile riduzione delle trattenute in busta paga (circa 2 terzi) nella quale rimangono comunque quelle a fini previdenziali?
    2)Se in italia rimanesse di proprieta’un’abitazione o due causa eredita’, le tasse come imu e tari sarebbero conteggiate come “lusso” cioe’ seconde case oppure si viene sottoposti ad un regime diverso da iscritti AIRE?

    P.S. sito FANTASTICO!!!
    GRAZIE TANTE.

  24. Salve Enrico, grazie davvero. L’AIRE è un obbligo di legge, non va dimenticato. Per la riduzione delle trattenute in busta è necessario che la sua azienda acconsenta dietro sua richiesta. Per le proprietà in Italia, l’aspetto è variabile, perché bisogna analizzare con più dettaglio la situazione personale per capire i legami effettivi con l’Italia che possono influenzare la residenza fiscale. Per gli immobili sfitti si paga IMU e TASI. Per maggiori info mi contatti a questa email: info@fiscomania.com per una consulenza personalizzata.

  25. Buonasera, mi permetto di sottoporre alla vs gentile attenzione il caso di mia Moglie, di nascita Madagascar, acquisizione della nazionalità italiana previa giuramento presso l’ambasciata di Pretoria, immediatamente iscritta all’albo AIRE , oggi in pieno cambio residenza in Francia. Mai avuto modo di ottenere la tessera sanitaria italiana, ora quale opzioni può avere per usufruire di una copertura sanitaria in Francia? Ringrazio anticipatamente per i consigli dei quali faremo tesoro. Cordialmente Gianluca Censi

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