Affittacamere: guida all’apertura e adempimenti

 
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L’attività di affittacamere è una attività turistico extralberghiera. Adempimenti amministrativi fiscali e contributivi per avviare un’attività di affittacamere in modo professionale e non professionale. Tutto quello che nessuno ti ha ancora detto su questa attività.

Mettere a reddito un immobile nella forma migliore non è affatto semplice. Questo è quanto dico  a tantissime persone che mi contattano per questo tipo di attività.

Mettere a reddito una seconda casa sfitta non è semplice, ma soprattutto non è facile scegliere la forma migliore per metterla a reddito. B&B, case vacanza e attività di affittacamere vanno per la maggiore. Tuttavia, ti assicuro che scegliere la via migliore non è semplice ed è soggettiva.

Per questo motivo non puoi fare a meno di un esperto che ti assista in una simulazione.

Detto questo, oggi voglio parlarti in maniera approfondita di come aprire al meglio un’attività di affittacamere nel tuo immobile.

In generale ti consiglio l’attività di affittacamere se vuoi mettere in affitto una camera o alcune camere del tuo immobile. L’affitto deve essere per alcuni giorni, o per periodi più lunghi. Consigliabile sarebbe avere un bagno a disposizione di ogni camera.

Se il tuo immobile ha questi requisiti, oppure, pensi di poterli realizzare a questo scopo l’articolo seguente è fatto a posta per te!

Ti spiegherò tutti gli adempimenti indispensabili per avviare al meglio la tua attività di affittacamere.

Affittacamere

ATTIVITÀ DI AFFITTACAMERE: COS’È?

Il primo passo per avviare questo tipo di business immobiliare è capire cosa vuol dire avviare un’attività di affittacamere.

L’affittacamere è una struttura immobiliare extralberghiera composta da non più di dodici letti che fornisce alloggio a turisti o a chiunque ne abbia bisogno, in cambio, ovviamente, di un compenso in denaro

Più in dettaglio, la Legge n. 217/83 definisce l’attività di affittacamere come una:

Struttura composta da non più di 6 camere ubicate in non più di 2 appartamenti ammobiliati in uno stesso stabile, nei quali sono forniti alloggio ed eventualmente servizi complementari

Prima di proseguire, riteniamo utile precisare che i soggetti che effettuano attività di affittacamere e che oltre all’alloggio somministrano anche la colazione, possono assumere la specifica denominazione di Bed and Breakfast.

In sostanza ciò che differenza chi affitta camere da chi ha un B&B è il servizio di colazione.

Vediamo, a questo punto, in che modo può essere esercitata l’attività di affittacamere in Italia. In particolare ti indicherò in quali casi puoi avviare questa attività in modo non professionale, e quando invece occorre avviarla in modo professionale.

ATTIVITÀ DI AFFITTACAMERE NON PROFESSIONALE

L’attività di affittacamere può essere svolta sia:

  • A livello professionale, con obbligo di aprire partita Iva;
  • A livello non professionale, ovvero in maniera del tutto occasionale.

L’attività di affittacamere è di tipo occasionale quando l’attività viene esercitata nell’abitazione ove è situata la residenza e il domicilio del soggetto che intende svolgere l’attività.

Quando si parla di attività occasionale il soggetto che la esercita è esonerato sia dall’iscrizione al Registro delle Imprese tenuto presso la Camera di Commercio provinciale, che dall’apertura della partita Iva.

L’unico adempimento da porre in essere è la presentazione della SCIA (Segnalazione Certificata di Inizio Attività). Si tratta di una comunicazione da presentare presso il Comune ove è ubicato l’immobile, nel quale si intende svolgere l’attività.

La SCIA è un documento da inviare per via telematica, attraverso apposite piattaforme web messe a disposizione dai vari Comuni. All’interno della stessa devono essere indicati i dati identificativi dell’immobile e la presenza dei requisiti igienico sanitari e architettonici dell’immobile. Nonché il possesso dei requisiti morali del soggetto che avvia l’attività.

La SCIA deve essere firmata digitalmente ed inviata al Comune prima dell’inizio dell’attività.

Non preoccuparti per predisporre questo adempimento ci sono dei professionisti che possono aiutarti o a cui puoi delegare la presentazione di questo documento.

ESEMPIO PRATICO DI AFFITTACAMERE NON PROFESSIONALE

Per capire meglio in quali casi puoi avviare l’attività in modo non professionale ti propongo due esempi.

Vediamo il primo.

Immaginiamo Marco che ha la propria residenza anagrafica nel Comune di Roma. Il suo appartamento è molto grande e quindi decide di metterlo a reddito, affittando due stanze che non sta occupando. In questo caso Marco può presentare nel suo Comune la SCIA per l’avvio dell’attività in modo non professionale.

Non ci sono altri requisiti o criteri da rispettare per avviare l’attività in modo non professionale. Tuttavia, questo tipo di attività potrebbero essere soggette ad obblighi di chiusura durante l’anno. Naturalmente se questo è previsto dalla Legge Regionale sul Turismo della tua Regione.

Vediamo adesso il secondo esempio.

Prendiamo a riferimento adesso la situazione di Andrea. Anche lui ha un immobile a Roma a disposizione, ma la sua residenza anagrafica è nel Comune di Milano, dove lavora. Anche Andrea decide di mettere a reddito il suo immobile di Roma. Tuttavia, rispetto a Marco, dovrà necessariamente avviare questa attività in modo professionale.

In questo caso, la residenza di Andrea non è nell’immobile romano, quindi l’attività dovrà essere esercitata professionalmente. Di seguito ti spiegherò come operare se devi aprire un’attività professionale.

AFFITTACAMERE NON PROFESSIONALE: LA DICHIARAZIONE DEI REDDITI

Attività occasionale significa essenzialmente semplificare di molto tutti i tuoi adempimenti fiscali.

Da un punto di vista fiscale, l’attività di tipo occasionale dà luogo in ogni caso a proventi che dovrai dichiarare nella tua dichiarazione dei redditi. Dichiarazione che a seconda dei casi può essere il modello Redditi PF o il modello 730.

Questi redditi trovano collocazione nella categoria dei “redditi diversi“, di cui all’articolo 67, comma 1, lettera i), del DPR n. 917/86.

Più in dettaglio, tali redditi devono essere inseriti all’interno del quadro RL della dichiarazione, che accoglie, appunto i redditi di cui all’articolo 67 del DPR n. 917/86.

Al fine di poter certificare l’incasso dei proventi derivanti dal servizio di affittacamere, il soggetto che esercita l’attività può rilasciare apposita ricevuta non fiscale ai clienti.

La ricevuta è un documento che non assume valore ai fini fiscali, ma che si rende opportuno emettere per certificare gli incassi percepiti, e per dare quietanza di pagamento al cliente.

Emettere la ricevuta non è obbligatorio (a meno di richiesta esplicita del cliente), ma è consigliabile per tracciare tutti gli incassi ricevuti.

La ricevuta deve essere emessa in duplice copia, l’originale per il cliente e la copia per il proprietario dell’immobile.

Sulla ricevuta, in originale, deve essere apposta una marca da bollo da €. 2,00 quando l’incasso percepito supera la soglia di €. 77,47.

Per quanto riguarda l’Iva i compensi derivanti da attività non professionale sono fuori dal campo di applicazione dell’Iva.

ATTIVITÀ DI AFFITTACAMERE PROFESSIONALE

Se non rientri tra i soggetti che possono avviare questa attività in modo non professionale non disperare.

Anzi per te si possono aprire possibilità interessanti. Primo perché non avrai mai obblighi di chiusura dell’attività durante l’anno. Secondo, potrai scegliere tra i regimi fiscali quello che meglio si confà alle tue caratteristiche personali. L’obiettivo è quello di garantirti il miglior risparmio fiscale possibile.

Vediamo la situazione con maggiore dettaglio, per capire quando sei tenuto ad operare professionalmente.

In particolare l’attività imprenditoriale deve essere avviata quando, alternativamente:

  • Intendi affittare appartamenti di proprietà, che superano il limite di 6 camere in più di due appartamenti, oppure
  • Intendi affittare camere in un immobile ove non risiedi anagraficamente.

Se ti trovi in una di queste due fattispecie devi operare professionalmente in modo obbligatorio.

APERTURA DELLA PARTITA PER AVVIO DI UN’AFFITTACAMERE PROFESSIONALE

Il primo adempimento che devi effettuare per avviare un’affittacamere professionale è aprire partita Iva.

Anche in questo caso non preoccuparti, se vorrai potrai affidarti a noi, per tutti gli adempimenti che riguardano l’apertura della tua attività.

L’apertura della partita Iva deve essere effettuata entro 30 giorni dall’inizio della tua attività. Contemporaneamente dovrai effettuare le apposite comunicazioni in Camera di Commercio, e dovrai provvedere al pagamento dei diritti annuali.

Se avvierai un’attività in forma individuale il pagamento dovuto alla camera di commercio è di meno di cento euro annue.

Come per l’attività di affittacamere non imprenditoriale, anche in questo caso si rende necessaria l’Autorizzazione di inizio attività (SCIA).

E’ la comunicazione da presentare allo sportello unico per le attività produttive (SUAP) del tuo Comune. La presentazione avviene con le stesse modalità viste in precedenza.

Tieni presente che si renderanno necessarie autorizzazioni e autocertificazioni da firmare, oltre al consueto pagamento di diritti e oneri comunali. In generale si tratterà di spendere qualche centinaia di euro.

CODICE ATECO AFFITTACAMERE

Per quanto riguarda l’attività degli affittacamere, il codice ATECO da utilizzare per l’apertura della partita Iva è il seguente:

55.23.50  – “Attività di affittacamere per brevi soggiorni, case vacanza”

Questo, in pratica è il codice che contraddistingue in modo univoco l’attività di affittacamere ed è il codice che dovrà essere presente anche nel modello di apertura della partita Iva.

ULTERIORI COMUNICAZIONI OBBLIGATORIE PER AFFITTACAMERE

Successivamente, è necessario avviare le pratiche per la classificazione della struttura e il monitoraggio e la comunicazione degli ospiti alle autorità di pubblica sicurezza.

La comunicazione all’autorità di pubblica sicurezza è obbligatoria per tutti i contratti di affitto della camera inferiore ai 30 giorni. Nella comunicazione dovrai indicare tutti i dati anagrafici dei clienti che hanno soggiornato nella tua struttura. Il termine per effettuare questo tipo di comunicazione è di 48 ore da quando gli ospiti sono arrivati nella tua struttura.

Al contrario per i contratti di affitto delle camere superiori a 30 giorni l’obbligo di comunicazione è sostituito dalla registrazione del contratto presso l’Agenzia delle Entrate.

PORTALE ALLOGGIATI-WEB PER LA COMUNICAZIONE DI PUBBLICA SICUREZZA

Per effettuare la comunicazione è necessaria l’iscrizione al portale della Polizia di Stato Alloggiati-Web per comunicare i nominativi degli ospiti.

Devono essere comunicati sia gli ospiti residenti in Paesi UE che Extra-UE, così come previsto dalla Legge n. 191/78.

Per iscriversi al portale è necessario recarsi presso la Questura competente territorialmente per chiedere i moduli per l’istanza di abilitazione al servizio di comunicazione delle presenze.

Accedendo al sito della polizia di stato dopo aver selezionato la Questura di interesse è possibile accedere all’area “Carta dei Servizi” della Questura.

Dal portale è possibile scaricare i moduli on-line e seguire le indicazioni per la trasmissione del modulo che può variare a seconda della Questura.

Successivamente verrà inserito nel database della Questura l’immobile e verranno inviate le credenziali di accesso al portale.

Dopo aver installato il certificato di sicurezza sul proprio computer, sarà possibile comunicare le presenze direttamente on-line.

Non preoccuparti, il sito Alloggiati-Web mette a disposizione numerose guide per gli utenti.




FATTURAZIONE E DISCIPLINA IVA

Arrivato a questo punto devi conoscere anche le modalità di fatturazione dei compensi.

Ogni volta che si conclude un servizio, ovvero al momento del check-out degli ospiti sarà tuo compito fatturare l’operazione.

L’attività di affittacamere professionale, infatti, costituisce un’attività di impresa.

Per questo motivo i compensi percepiti devono essere fatturati. Il compenso percepito è assoggettato ad Iva, con aliquota ridotta del 10%.

Questo cosa vuol dire?

In pratica se il prezzo di una tua camera a notte è di € 100,00, questo significa che  € 90,01 sono il compenso effettivo, e che € 9,09 è l’Iva. Iva che dovrai versare trimestralmente o mensilmente all’Erario.

Oltre all’applicazione normativa Iva, i redditi percepiti sono soggetti alla normativa sul reddito di impresa contenuta nel DPR n. 917/86.

In alcuni casi,  se ne detieni i requisiti puoi beneficiare di un regime fiscale molto vantaggioso. Si tratta del Regime Forfettario.

E’ un regime fiscale che non prevede l’applicazione dell’Iva e che semplifica di molto i tuoi adempimenti contabili. Ti consiglio di valutare attentamente con il tuo consulente la possibilità che tu possa operare con questo regime fiscale.

Intanto ti lascio il link ad un articolo ove potrai approfondire questo regime fiscale: “Regime forfettario: requisiti di accesso“.

CONTRATTO DI LOCAZIONE PER GLI AFFITTACAMERE

L’attività di affittacamere riguarda prevalentemente locazioni della durata abbastanza breve probabilmente inferiore ai 30 giorni.

Questo significa che dovrai far firmare ad ogni ospite un contratto di locazione. L’obbligo di far firmare un contratto è di tipo civilistico e ti consiglio di non evitare questo adempimento.

La presenza di un contratto di locazione, infatti, sarà l’unico documento che potrà tutelarti nel caso in cui ci siano problematiche con l’ospite. Non sono rari i casi di ospiti che si trattengono oltre il dovuto o che effettuano danni nell’alloggio.

In questi caso il contratto di locazione è lo strumento più adatto per difendersi, eventualmente anche per vie legali.

Il contratto di locazione deve essere redatto per iscritto e fatto firmare al cliente prima di entrare nei locali. Nello stesso momento potrai anche raccogliere i documenti degli ospiti per la comunicazione di pubblica sicurezza.

AFFITTACAMERE E SOMMINISTRAZIONE DI ALIMENTI E BEVANDE

Le camere che offrirai agli ospiti possono essere sia ammobiliate che non. Inoltre è facoltà del gestore concedere anche ulteriori servizi come:

  • Il classico servizio di pulizia della stanza;
  • Il servizio di lavanderia;
  • La prima colazione etc.

La somministrazione di alimenti o bevande fa scattare l’obbligo alla richiesta di autorizzazione presso la ASL di competenza del comune ove è situata lo stabile.

L’autorizzazione della ASL competente dovrà giungere entro 60 giorni. Previa verifica dei presupposti all’esercizio dell’attività di affitta camere e voi potrete iniziare a ricevere ospiti.

Ti consiglio di non sottovalutare questo adempimento perché le sanzioni sono importanti.

GLI ALLOGGI E I REQUISITI

I locali destinati all’esercizio di affittacamere devono possedere idonei requisiti edilizi previsti per le case i civile abitazione.

Gli appartamenti utilizzati devono essere dotati di un servizio igienico sanitario, completo di wc con lavabo, vasca da bagno o comprese le persone appartenenti al nucleo familiare e conviventi.

Per le camere da letto, l’arredamento minimo deve essere costituito da letto, sedia o sgabello per persona, armadio, cestino rifiuti ed un tavolo.

Negli affittacamere devono essere assicurati i seguenti servizi minimi compresi nel prezzo:

  1. Pulizia giornaliera dei locali;
  2. Cambio della biancheria ad ogni cambio cliente e almeno una volta alla settimana;
  3. Fornitura di energia elettrica, acqua calda e fredda e riscaldamento;
  4. Addetto sempre reperibile.

COME VERIFICARE LA CONVENIENZA DI UN’ATTIVITÀ DI AFFITTACAMERE

La maggior parte delle persone che vogliono avviare un’attività di affittacamere si chiede se l’operazione sia per lui fattibile o meno.

La risposta a questa domanda è fondamentale, in quanto avviare un’attività senza avere idea dei probabili guadagni che si andranno a realizzare significa fare un vero e proprio salto nel buio.

Per evitare di fare un passo troppo grande è sempre opportuno realizzare un business plan legato all’avvio di un’attività commerciale.

In questo caso il business plan da realizzare andrà a prevedere l’andamento dei primi anni di attività per verificare la sostenibilità dei costi fissi e variabili da sostenere.

L’obiettivo è quello di andare a stimare i ricavi che si prevede di realizzare nell’anno e i costi che si dovranno sostenere.

Solo avendo ben chiaro questi aspetti si potrà verificare la fattibilità economica e finanziaria dell’operazione.




ATTIVITÀ DI AFFITTACAMERE: CONCLUSIONI

Se vuoi approfondire l’attività di affittacamere ti consiglio di approfondire ancora di più l’argomento. Essere a conoscenza di quante più informazioni possibili ti sarà di aiuto per capire come avviare al meglio la tua attività.

Per questo motivo posso consigliarti un libro che per me è stato davvero importante, e dove ho trovato informazioni davvero interessanti sull’argomento. Puoi trovarlo leggermente tecnico, ma ti assicuro che troverai tutte le info di cui hai bisogno.

Te lo segnalo di seguito, magari potrebbe essere di aiuto anche a te!

APRIRE UN’ATTIVITÀ di AFFITTACAMERE: CONSULENZA

affittacamereHo realizzato questa guida sull’avvio di un’attività di affittacamere in quanto oggi questa scelta è davvero molto gettonata.

Tantissime persone che hanno un immobile da mettere a reddito scelgono questa modalità di gestione.

Operare con un affittacamere ti permette una certa facilità di gestione, in quanto l’immobile frazionato in più camere può permetterti di gestire più prenotazioni contemporaneamente.

Naturalmente la scelta per la forma di attività migliore non può mai essere unica. Occorre sempre una valutazione personalizzata.

Per questo motivo se vuoi avviare un’attività di affittacamere e vuoi avere maggiori informazioni sulla effettiva fattibilità dell’operazione, contattami!

Oppure, se hai un’attività già avviata e cerchi l’assistenza di un dottore commercialista abilitato esperto in questo settore, ricorda che il mio studio è a tua disposizione. Riceverai un preventivo personalizzato e ti spiegheremo in che modo potremo aiutarti.

Non aspettare! Compila il form di contatto seguente.

Ti risponderemo nel più breve tempo e potrai contare sull’assistenza di un professionista preparato.

Locazioni turistiche: guida a gestione e intermediazione

Prestazioni di servizi: Iva nelle operazioni estere

About Federico Migliorini

Dottore Commercialista, Tax Advisor, Revisore Legale. Aiuto imprenditori e professionisti nella pianificazione fiscale. La Fiscalità internazionale le convenzioni internazionali e l'internazionalizzazione di impresa sono la mia quotidianità. Continuo a studiare perché nella vita non si finisce mai di imparare. Se hai un dubbio o una questione da risolvere, contattami, troverò le risposte. Richiedi una consulenza personalizzata con me.

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178 comments

  1. Buongiorno, avrei necessità di capire che tipo di documentazioni sono necessarie per l’apertura di un affittacamere, in termini di perizia statica del palazzo, abitabilità ecc.
    grazie in anticipo

     
  2. Dipende da cosa richiede il suo Comune per la SCIA. Se vuole possiamo verificarlo, ma le consiglio di chiedere direttamente in Comune.

     
  3. Buongiorno,

    nell’articolo viene indicato che nel caso in cui non si abbia domicilio nel comune dove si esercita l’attività di affittacamere allora non è possibile esercitare l’attività in forma occasionale. A riguardo, ho chiamato il SUAP del mio comune (regione Marche) e mi hanno detto che attività occasionale/professionale di affittacamere non è legato a vincoli di residenza e che quindi posso aprire un affittacamere occasionale anche se ho domicilio in un altro comune. Potrebbe essere che la cosa vari in base a Regione e Comune?
    Il SUAP mi ha detto inoltre che aprendo un’attività di affittacamere (anche occasionale) nell’immobile prima casa si perde il diritto di prima casa, mi conferma?
    Ringrazio e porgo cordiali saluti.

     
  4. Ha fatto benissimo a contattare il suo Comune perché ogni normativa regionale può variare su diversi aspetti.

     
  5. Buongiorno,

    ho una villa di proprietà in una città di mare nella quale ho residenza ma vivo a roma per lavoro con regolare contratto di affitto. Vorrei sapere: è possibile dare in affitto la villa (per esempio con contratto di locazione 3+2 e mantenendo la mia residenza) ad una società o persona con partita iva che la gestisca autonomamente come affittacamere? Quale tipo di contratto sarebbe meglio fare? Da proprietario risulto come se facessi un qualsiasi contratto di locazione e il pagamento delle tasse è quello standard o cosa mi cambierebbe?

    Grazie mille

    Chiara

     
  6. BuonaserA,
    complimenti per l’articolo e tutte le sue risposte.
    Ho un quesito:
    Vorrei sapere se posso dare un Trullo in affitto alla ragazza e lei subaffittare, Nello stesso tempo esercitando lavoro come bracciante agricolo, senza perde anni di contributi e disoccupazione annuale.
    In più cosa mi consiglia di avviare?
    La ringrazio in anticipo per la sua rispostaprima.
    Farebbe piacere se mi seguisse lei in tutto

     
  7. Salve Chiara, sicuramente posso aiutarla ad individuare la forma migliore con cui può mettere a reddito la sua abitazione. Quello che è sicuro è che mettendo a reddito l’abitazione non potrà più lasciarvi la residenza. In ogni caso, se vuole mi contatti in privato ed analizzeremo la sua situazione.

     
  8. Salve Stefano, concedere in affitto il trullo non è sicuramente un problema. Per la sua ragazza la soluzione è quella di effettuare locazioni turistiche in forma privata. Questo a meno che non sia più conveniente operare come “casa vacanze” imprenditoriale. Le scrivo in privato per avere un primo contatto con noi.

     
  9. Buonasera,
    La mia situazione è seguente: sono disoccupata, non riesco trovare un lavoro già da tanto tempo. Ho la residenza e abito nell’apartamento dove vorrei svolgere l’attività di affittacamere NON professionale e al momento ho tre dimande:
    1) è sufficiente avere un bagno per quattro stanze da letto, una di cui è la mia e altre tre sarebbero destinati agli ospiti?
    2) devo avere per forza un lavoro per poter svolgere l’attività di affittacamere NON professionale?
    3) se la risposta è sì sulla domanda precedente, nel caso se continuo a non trovare un lavoro, cosa devo fare per aprire comunque l’attività di affittacamere NON professionale?
    La ringrazio.
    Buonanotte.
    Ps: i miei complimenti che rispondete a tutti! Grazie!

     
  10. Per la prima domanda, la risposta dipende molto dalla normativa regionale della sua regione. Deve essere analizzata quella per rispondere. Per la seconda domanda, no, non occorre un altro lavoro. L’attività non professionale è legata al numero di posti letto offerti. La cosa opportuna è affidarsi a qualcuno che possa aiutarla ad avviare questo tipo di attività occupandosi per lei di tutti gli adempimenti burocratici legati all’avvio, e che possa indicarla come gestire fiscalmente al meglio gli introiti che andrà a percepire con questa attività.

     
  11. Mi ha fatto tanto piacere leggere le risposte ai tutti commenti presenti qui. Sono poche le persone che sono così attente, gentili e professionali nel loro lavoro come Lei. La ringrazio ancora per la risposta è sopratutto per il consiglio, lo seguirò. …Magari se io avessi accanto una persona come Lei per gestire gli introiti! 🙂
    Buon lavoro!

     
  12. Grazie Cristina, cerco di fare il mio lavoro al meglio, anche sul blog. Se ha bisogno di un commercialista che gestisca gli aspetti fiscali e di business della sua attività, sono sicuramente a disposizione. Nel caso la contatto in privato.

     
  13. Salve, ho una casa dove abito con mio marito e mio padre. Vorrei affittare alcune stanze perché al momento sia io che mio marito siamo disoccupati. E’ interessante quello che ho letto finora per quanto riguarda l’affittacamere non professionale. Vorrei capire, però, se ci sono dei limiti nella dichiarazione di fine anno. Voglio dire quanto deve essere il reddito annuo?…Grazie!

     
  14. Rispettando quei requisiti non ci sono soglie di reddito annuo da non superare. Ovviamente aprire in modo non professionale espone alcune volte a limiti di apertura dettati da Leggi regionali o regolamenti comunali. E’ necessario fare una valutazione approfondita prima di aprire per evitare brutte sorprese. Per questo se vuole siamo a disposizione. Se vuole la contattiamo in privato.

     
  15. ho parlato ora con il consulente della A.N.B.B.A., l’Associazione nazionale che rappresenta i Gestori di Bed and Breakfast, Affittacamere, Case per vacanza e Locazioni turistiche.
    Mi ha riferito che nella Regione Lazio non è prevista l’apertura di Affittacamere in forma NON imprenditoriale, ma chi vuole aprire un Affittacamere deve obbligatoriamente aprire anche una partita IVA.

     
  16. Come indicato anche nell’articolo, la normativa è influenzata dalle varie Leggi Regionali sul turismo. Alcune delle quali non prevedono esercizio di attività non imprenditoriale.

     
  17. sono un ragazzo di 25 anni senza genitori, non trovo lavoro e vorrei acquistare un appartamentino di 40 mq uso investimento che comprende cucina, camera da letto e bagno.. al posto di affittarlo a famiglie x lunghissimi periodi vorrei provare ad affittarlo x brevi periodi, weekend o al giorno.. io ho la residenza in un paese molto vicino, vorrei pagare le giuste tasse, vorrei delle delucidazioni, la ringrazio anticipatamente…

     
  18. Mi scriva a questa mail: [email protected] riceverà un preventivo in relazione alle sue richieste.

     

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