Conto corrente estero: guida all’apertura

 
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Aprire un conto corrente estero è legale? Chi può farlo? Ci sono delle limitazioni? Come si dichiara in Italia un conto corrente estero? Sono residente in Italia, posso aprire un conto corrente all’estero? E’ legale? E’possibile aprire un conto cifrato? La risposta a tutte queste domande nel report seguente.

L’argomento che voglio affrontare con te in questo report è tra quelli che maggiormente sono oggetto di domande da parte dei miei clienti.

Mi riferisco alla possibilità di aprire un conto corrente in un Paese estero. Il principale dubbio che mi viene posto è se questa sia una operazione del tutto legale.

L’apertura di un conto corrente all’estero è un’operazione del tutto in regola con la normativa legale italiana

Nessuno può impedirti di aprire un conto corrente all’estero. Ogni soggetto ha facoltà di aprire all’estero un conto corrente per depositare i propri risparmi.

Il denaro che ogni soggetto legittimamente possiede è un bene mobile di sua proprietà e come tale lo può utilizzare come vuole, senza problemi di sorta.

Non vi sono limiti nell’utilizzo legale dei propri soldi. Naturalmente a patto che vengano rispettate le normative vigenti nello stato di residenza fiscale ed in quello ove i soldi vengono depositati.

Senza rispettare la normativa fiscale aprire un conto corrente all’estero diventa un operazione rischiosa. Infatti, in questo caso è possibile andare incontro a sanzioni per riciclaggio, per la normativa sul monitoraggio fiscale o per evasione fiscale.

Per questo motivo ho deciso di fornirti tutte le informazioni utili per aprire un conto corrente in un Paese estero. Se non dovessero esserti sufficienti al termine del report troverai tutte le informazioni per metterti in contatto con me e con il mio studio, per una consulenza personalizzata.

Conto corrente estero

PERCHÈ PENSARE DI APRIRE UN CONTO ALL’ESTERO?

Hai mai pensato a cosa potrebbe accadere ai tuoi risparmi se il debito pubblico italiano venisse declassato dalle agenzie di rating? 

Ti sei mai posto il problema di come tutelare i tuoi risparmi ed il tuo patrimonio in caso di default di un istituto finanziario italiano?

Se non hai ancora dato una risposta a queste domande, significa che probabilmente hai necessità di capire come rendere più sicuro e protetto il tuo patrimonio.

Oggi la sicurezza degli investimenti in un mercato finanziario globale è difficile da raggiungere ma è possibile utilizzare gli strumenti che abbiamo a disposizione per riuscire a tutelarci al meglio.

In Italia, per scarsa cultura finanziaria, non tutti sono a conoscenza che aprire un conto estero è perfettamente legale. Naturalmente la cosa deve essere fatta rispettando la normativa ma non ci sono limiti o preclusioni particolari.

Aprire un conto all’estero può essere un valido strumento per sentirsi garantiti in caso di perdita di valore dei titoli italiani, sia in caso di default del sistema finanziario nazionale.

Quello che voglio dire è che il principale vantaggio nell’apertura di un conto estero è insito, prima di tutto, per difendersi dal rischio Paese. Rischio che si identifica nella possibilità che la solidità del sistema finanziario nazionale possa divenire problematica.

Allo stesso tempo il conto estero può garantire, al titolare del conto, minori spese di gestione, burocrazia e maggiore redditività.

Se poi il conto estero è situato in un Paese con una diversa moneta, allora questo strumnto è capace anche di garantirti sia sul fronte dell’inflazione sia su quello di un investimento in valuta (vedi mercato del Forex).e

Vediamo, a questo punto come aprire un conto estero in modo del tutto legale.

COME APRIRE IL TUO CONTO CORRENTE ESTERO

L’apertura di un conto corrente all’estero, di per se, è una procedura legittima, a patto di rispettare alcuni requisiti:

  • I patrimoni che ivi vengono trasferiti derivino da fonti di reddito lecite e
  • Che tali redditi siano preventivamente passati attraverso la dichiarazione dei redditi, nel suo Paese di percepimento.

Solo passando attraverso questi requisiti l’operazione si può reputare pienamente legittima.

La legittimità è confermata anche dalla stessa Comunità Europea, secondo la quale:

tutti i cittadini di uno Stato appartenente alla Comunità hanno il diritto di aprire un conto corrente bancario in qualsiasi altro Stato membro, ed anche in istituti finanziari di Paesi non appartenenti all’UE

Naturalmente il Paese dove puoi aprire il conto estero devi deciderlo, magari facendoti consigliare da un esperto, ma non devi fare riferimento solo ai Paesi UE. Ci so.no, infatti, tantissimi Paesi che possono offrirti garanzie e condizioni di gestione interessanti.

Naturalmente mi sto riferendo ai conti correnti messi a disposizione da Paesi Offshore. In questo caso occorre prestare maggiore attenzione, ma è assolutamente lecito pensare di aprire un conto Offshore in questi Paesi.

Consiglio di farlo solamente se si hanno somme ingenti da gestire, altrimenti ci sono tantissime soluzioni di conti esteri più semplici da gestire e con garanzie solide.

IN QUALI PAESI APRIRE UN CONTO CORRENTE ESTERO?

Quando si parla di conto corrente estero, fino a qualche tempo fa, sicuramente ti sarebbe venuto in mente come primo Paese la Svizzera.

Fino al 2016, la Svizzera è stato uno dei Paradisi per i soggetti che volevano avere un conto estero secretato al portatore. Una garanzia di sicurezza e riservatezza.

Adesso la Svizzera ha aderito a vari accordi relativi allo scambio di informazioni finanziarie. Per questo motivo, se vuoi aprire un conto in Svizzera devi renderti conto che nei confronti delle autorità finanziarie non c’è più anonimato.

Questo, sostanzialmente, se stai facendo le cose in regola non cambia niente. Quindi ancora oggi mi sento di consigliarti i cantoni svizzeri come luogo del tuo conto estero.

Se leggi online vedi che molti siti consigliano l’apertura di conti in Serbia o in Brasile. Perfetti che chi vuole scommettere il proprio denaro ed ama rischiare. Sicuramente non sono da prendere in considerazione se vuoi tutelare il tuo patrimonio.

Senza scomodarsi troppo due Paesi ove puoi pensare di spostare il tuo denaro, sono l’Inghilterra, e la sua sterlina forte. Oppure, puoi scegliere un Paese relativamente sicuro come gli Stati Uniti. Su questo però ti consiglio sempre di approfondire il discorso con un esperto.

Dici che ho dimenticato le Isole Caymann per il tuo conto estero? Assolutamente no!

Se stai pensando a questo Paese significa che molto probabilmente hai bisogno anche di costituire una società Offshore, e li le cose devono essere per forza analizzate singolarmente ed in dettaglio.




TRASFERIMENTO DELLE SOMME DI DENARO DALL’ITALIA ALL’ESTERO

Una volta individuato il Paese ove aprire il tuo conto estero, devi pensare la trasferimento delle somme.

Anche il trasferimento di somme di denaro sul conto corrente estero rappresenta un atto perfettamente legale.

Questo purché, chiaramente, le somme trasferite, che devono essere di provenienza lecita ab origine, vengano versate tramite canale bancario (senza alcun limite). Oppure in contanti entro il limite concesso per l’esportazione di valuta.

Ogni operazione legata al trasferimento di somme di denaro verso l’estero, infatti, è monitorata dall’Amministrazione finanziaria.

L’Agenzia delle Entrate, infatti, si pone l’obiettivo di reprimere ipotesi di evasione fiscale, ma anche di terrorismo e criminalità organizzata.

Per questo motivo, prima di aprire un conto corrente all’estero e versarvi delle somme è necessario verificare in dettaglio tutti i vari aspetti dell’operazione.

Questo non può che evitarti possibili controlli, o comunque, nel caso in cui vi fossero, di essere preparato con tutta la documentazione a tua difesa. Solo in questo modo potrai dimostrare che hai operato in tutta regolarità e trasparenza.

MONITORAGGIO FISCALE DEI CONTI CORRENTI ESTERI DETENUTI DA SOGGETTI RESIDENTI IN ITALIA

Il presupposto da cui bisogna sempre partire per aprire un conto corrente estero è farlo in sicurezza.

Questo significa rispettare la normativa è che ogni conto estero aperto da un soggetto residente in Italia deve essere sempre dichiarato all’Amministrazione finanziaria.,

Solo in questo modo un conto estero può essere considerato come un conto corrente detenuto legalmente.

La corretta esistenza e gestione di un conto corrente estero, comporta l’obbligo di compilazione del quadro RW del modello Redditi Persone Fisiche.

Il quadro RW è previsto dalla normativa che riguarda il monitoraggio fiscale delle attività finanziarie detenute all’estero da parte di soggetti fiscalmente residenti in Italia.

Oltre alla disciplina sul monitoraggio fiscale l’indicazione del conto corrente estero in dichiarazione dei redditi deve essere effettuata anche ai fini del pagamento dell’IVAFE.

L’IVAFE è l’imposta patrimoniale che colpisce i possessori di attività finanziarie detenute in Paesi esteri. Per i conti correnti l’importo dell’IVAFE da pagare annualmente (in dichiarazione dei redditi), è fisso e pari a €. 34,20.

La Legge n. 186/2014 ha previsto che l’obbligo di monitoraggio fiscale per le attività finanziarie detenute all’estero non sussista per i depositi e i conti correnti bancari costituiti all’estero il cui valore massimo complessivo raggiunto nel periodo di imposta non sia superiore a €. 15.000,00.

Tuttavia, l’obbligo di compilazione del quadro RW sussiste comunque laddove lo stesso sia obbligatorio ai fini del calcolo dell’Ivafe, e cioè nel caso in cui la consistenza media sia superiore a €. 5.000.

Di conseguenza, la compilazione del quadro RW potrebbe portare ad alcune situazioni particolari. Come ad esempio:

  • Conto corrente estero con giacenza media maggiore di €. 5.000 ma che, nel corso dell’anno, non ha superato come valore massimo i €. 15.000. Il quadro RW andrà compilato esclusivamente ai fini Ivafe;
  • Conto corrente estero con giacenza media inferiore a €. 5.000 ma che, come valore massimo, ha superato i €. 15.000. Il quadro RW deve essere compilato soltanto ai fini del monitoraggio fiscale.

Per approfondire: “Ivafe: imposta sulle attività finanziarie all’estero

I CONTI CORRENTI ESTERI SEGRETI

Un aspetto importante e frutto di molti dubbi ed incertezze è la possibilità di aprire un conto estero “segreto” (c.d. “conti cifrati“).

Ne ho accennato anche prima, ma arrivati a questo punto ritengo sia opportuno fare chiarezza.

Se per conto estero segreto intendi la segretezza dell’esistenza del conto stesso di fronte ai terzi privati la risposta è affermativa. In generale qualsiasi conto corrente Offshore garantisce, innanzi ai terzi privati una riservatezza assoluta, praticamente vicina al 100%.

Se invece per segretezza si intendi la mancata conoscenza da parte dell’Amministrazione finanziaria italiana dell’esistenza del conto estero stesso la risposta è assolutamente negativa.

Le Autorità Italiane debbono, obbligatoriamente, essere informate dell’esistenza dei conti detenuti all’estero da parte dei residenti fiscali italiani.

Questo per i conti correnti la cui movimentazione durante l’anno abbia superato la consistenza media di €. 5.000. Monitoraggio che avviene, tramite l’apposita compilazione del quadro RW nella dichiarazione dei redditi.

La mancata dichiarazione è fonte di gravi sanzioni in capo a colui che non effettua la dichiarazione.

Ora, anche volendo e riuscendo ad aprire questa tipologia di conto corrente estero, l’inconveniente a cui tutti non pensano è che l’utilizzo di tali somme, diviene poi quasi impossibile.

Chi crede che con l’apertura di un conto corrente estero si possa sfuggire ai controlli dell’Amministrazione finanziaria dovrebbe fare molta attenzione.

Si possono detenere i propri risparmi ovunque nel mondo: ma tali depositi devono essere dichiarati allo stato fiscale di residenza del proprietario delle somme. Se qualcuno vi dice il contrario, non fidatevi, non sono informazioni corrette!

Il conto corrente estero aperto da un soggetto residente fiscalmente in Italia obbliga alla dichiarazione nell’apposito quadro RW. Diversamente il conto corrente estero sarà causa di sanzioni e di notevoli problematiche che possono portare anche a risvolti penali.

Aprire un conto corrente all’estero serve a diminuire il rischio bancario del paese, non a trasferire illegalmente fondi.

Ricordalo sempre!

CONTO CORRENTE ESTERO: IL FUNZIONAMENTO

L’istituto finanziario estero che eroga interessi su un conto corrente di un soggetto appartenente all’UE o extra UE deve comunicare allo stato di residenza del contraente tutte le informazioni relative al suddetto conto corrente estero.

Come abbiamo visto, le operazioni di apertura di un conto corrente estero sono quindi, se correttamente effettuate da un professionista, operazioni perfettamente legali, molte volte consigliate.

Non bisogna poi dimenticare che la normale operatività bancaria viene correntemente effettuata come in Italia, con home-banking, carta di credito o di debito, e quant’altro di ordinario per la gestione del conto corrente estero stesso, con costi che, molte volte, sono anche di gran lunga inferiori a quelli praticati in Italia.

In definitiva avere un conto corrente estero garantisce la normale operatività bancaria come se si andasse nella banca sotto casa, con in più un maggior grado di tutela e riservatezza nei confronti dei privati. Grado ovviamente a seconda delle giurisdizioni ove si decide di aprire il conto corrente estero medesimo.

In definitiva è possibile affermare come l’apertura di un conto corrente all’estero è un’attività che molte volte è realmente redditizia in tema di minori spese, miglior gestione, maggiore sicurezza sugli investimenti e maggior riservatezza nei confronti dei privati.

Il tutto purché si sia accompagnati da un professionista che sia in grado di gestire nella massima correttezza legale e fiscale tali operazioni di apertura di un conto corrente estero.

INTERESSI SUL CONTO CORRENTE ESTERO

Il possesso di un conto corrente estero consente al titolare di percepire interessi calcolati sulle somme depositate.

Gli interessi costituiscono reddito di capitale, e come tali devono essere dichiarati nel Paese di residenza fiscale del soggetto che ha la disponibilità del conto corrente.

Questo significa che se possediamo un conto corrente estero, ogni anno in dichiarazione dei redditi ci troveremo a dover dichiarare gli interessi percepiti sul conto.

Tali interessi, tuttavia potrebbero essere già stati tassati dallo Stato ove è posto il conto corrente (magari attraverso l’applicazione di una ritenuta alla fonte).

Ebbene, in questo modo l’interesse finisce per essere soggetto ad una doppia tassazione: una nello Stato di Residenza del proprietario del conto e la seconda nel Paese della Fonte, ove il reddito è stato percepito.

Ai sensi dell’articolo 165 del DPR n. 917/86 è possibile evitare la doppia tassazione del reddito attraverso l’applicazione di un credito di imposta calcolato in base alle imposte estere pagate, in questo caso sugli interessi esteri.

In questo modo l’imposta effettivamente pagata in Italia, sarà pari esclusivamente alla maggiore imposta dovuta rispetto a quella già applicata all’estero.

Per ovviare a questo meccanismo, che a prima vista può sembrare macchinoso, è possibile chiedere all’istituto finanziario estero di trasferire l’interesse percepito su un conto corrente gestito da un intermediario finanziario italiano, in modo tale che questi effettui la ritenuta alla fonte su tali interessi (con aliquota del 26%).

In questo modo, non sarà necessario, per il soggetto titolare del conto estero, andare a dichiarare gli interessi percepiti in dichiarazione dei redditi.




COME APRIRE UN CONTO ESTERO?

Operativamente, la modalità di apertura di un conto corrente estero per un soggetto non residente sono complesse, in alcune giurisdizioni in maniera particolare.

Senza un’adeguata due diligence anti riciclaggio diventa praticamente impossibile ottenere l’apertura di un conto corrente in una giurisdizione straniera seria.

L’opzione di aprire un conto corrente estero personalmente sussiste sempre, ma in pratica è difficilissimo che un istituto di credito estero apra un conto corrente ad un italiano senza conoscerlo, senza un’adeguata presentazione bancaria, senza referenze e senza aver saputo, da professionista qualificato, le motivazioni di tale richiesta di apertura di conto estero.

Anche gli istituti finanziari, oggi, hanno bisogno di fornire un’adeguata informativa alle autorità fiscali del proprio Paese quando si vengono ad aprire conti correnti da parte di soggetti residenti all’estero.

Le normative fiscali nazionali ed internazionali negli ultimi anni sono profondamente cambiate rispetto a quelle in vigore negli anni ’90.

CONTO CORRENTE ESTERO PER UNA SOCIETÀ

Aprire un conto corrente estero è possibile anche per una società. Naturalmente la procedura si complica ulteriormente rispetto a quanto abbiamo visto sinora.

In questi casi la due diligence ai fini anti riciclaggio deve necessariamente comprendere tutti i soci della società italiana, e le motivazioni connesse all’apertura del conto corrente societario devono essere ancora più stringenti ed accurate rispetto a quanto richiesto per l’apertura di un conto personale.

Inoltre, deve essere tenuto in considerazione che alcuni Stati non consento l’apertura di un conto corrente alle società straniere rispetto alla nazione in cui viene richiesta l’apertura del conto.

CONTO CORRENTE ESTERO: LA NORMATIVA INTERNAZIONALE

L’OCSE (Organizzazione per la Cooperazione e lo Sviluppo Economico) ha predisposto uno standard globale per lo scambio automatico di informazioni tra paesi (Automatic Exchange Of Information – AEOI) basato sul modello introdotto dagli accordi intergovernativi (IGA Model 1) stipulati da diversi paesi con gli Stati Uniti al fine dell’implementazione della normativa statunitense FATCA.

Lo standard OCSE, definito Common Reporting Standard (CRS), prevede, al pari di FATCA, lo scambio automatico annuale tra Autorità Fiscali di informazioni fornite dalle Istituzioni Finanziarie di ciascun paese.

L’impatto del CRS è esteso a numerosi paesi e più di 90 i paesi si sono già formalmente impegnati ad implementare il sistema di scambio automatico delle informazioni in relazione ai clienti persone fisiche ed entità fiscalmente residenti all’estero. Oltre 50 paesi, tra cui l’Italia hanno attivato gli obblighi CRS a partire dal 1° gennaio 2016.

Il che sta a significare che se anche uno stupidamente crede che il suo conto resti riservato (innanzi alle autorità italiane) in realtà non è così, annualmente la banca effettuerà, tramite la sua autorità fiscale, le debite comunicazioni all’Autorità Fiscale del paese di residenza del correntista straniero.

L’ISTITUTO BANCARIO ESTERO

La banca estera, di fronte alla nuova clientela (acquisita dopo l’entrata in vigore della normativa – a partire dal 1° gennaio 2016), la censirà sulla base delle attuali normative antiriciclaggio di adeguata verifica, a cui sarà aggiunta una certificazione e/o autocertificazione di residenza fiscale.

Non è prevista per la nuova clientela la classificazione High Value Account o Lower Value account tuttavia, allo stato attuale della normativa, è previsto un controllo annuale, in carico al responsabile del rapporto, che certifica eventuali specificità che, sulla base della propria conoscenza, possano avere causato la variazione dello status di residenza fiscale del cliente (“change in circustances“).

Sarete monitorati e segnalati.

Ma questo non è un problema per coloro che desiderano aprire un conto estero per motivazioni legittime.

QUALI PAESI ADERISCONO ALLO SCAMBIO AUTOMATICO DI INFORMAZIONI (CRS)?

Praticamente tutte le nazioni rilevanti ed importanti del mondo:

Albania, Alderney, Andorra, Anguilla , Antille Olandesi, Argentina, Aruba, Austria, Bahamas, Barbados, Belgio, Belize, Bermuda, Cayman, Colombia, Corea, Croazia, Curacao, Cipro, Danimarca, Estonia, Filippine, Finlandia, Francia, Germania, Gibilterra, Grecia, Guernsey , Herm, Hong Kong, Islanda, Irlanda, Isola di Man, Isole Faroe, Isole Vergini Britanniche, Italia, Jersey, Lettonia, Liechtenstein, Lituania, Lussemburgo, Malta, Mauritius, Messico, Montserrat, Olanda, Norvegia, Polonia, Portogallo,

Regno Unito, Repubblica Ceca, Romania, San Marino, Slovacchia, Slovenia, Sud Africa, Spagna, Svezia, Svizzera, Turks e Caicos, Ungheria, Barbados, Cile, Dominica, India, Niue, Seychelles, Uruguay, Trinidad e Tobago, Arabia Saudita, Australia, Brasile, Brunei, Canada, Cina, Costa Rica, Dar es Salaam, Grenada, Emirati Arabi, Indonesia, Israele, Giappone, Isole Marshall, Macao, Malesia, Monaco, Nuova Zelanda, Qatar, Russia, Saint Kitts e Nevis, Santa Lucia, Saint Vincent e Grenadines, Samoa, Singapore, Sint Maarten, Turchia.

CONTO ESTERO ANONIMO: PERCHE’ NON APRIRLO?

Purtroppo questa domanda ci viene fatta spesso.

La risposta? NON aprirlo.

Innanzitutto perché così facendo violi la legge, secondariamente perché i paesi che non consentono lo scambio di informazioni bancarie sono caratterizzati da un altissimo rischio Paese, sino a giungere alla volatilizzazione dell’intero patrimonio, oltre che a dei costi di gestione che possono superare il 30% di ogni singola operazione.

Per farti un’idea ecco la lista dei Paesi ad oggi non collaborativi a livello di scambio di informazioni bancarie con l’Italia:

Barbuda, Brunei, Gibuti (ex Afar e Issas), Grenada, Guatemala, Isole Cook, Isole Vergini statunitensi, Kiribati (ex Isole Gilbert), Libano, Liberia, Maldive, Nauru, Niue, Nuova Caledonia, Oman, Polinesia francese, Salomone, Sant’Elena, Sark (Isole del Canale), Seychelles, Tonga, Tuvalu (ex Isole Ellice), Vanuatu.

Ora fatti una ricerca sulla solidità bancaria e finanziaria di quei luoghi e prova a pensare se ti sentiresti sicuro ad aprire un conto corrente in una di quelle giurisdizioni.

Non ci dilunghiamo neppure a spiegare il perché, è facilmente intuibile. I conti anonimi e non dichiarati non si aprono e, se uno è disposto a violare la legge ed a farlo, il rischio della perdita di tutto è molto alto. Evitate.




POSSONO PIGNORARE UN CONTO CORRENTE ESTERO?

In linea teorica nulla osta a che un creditore possa riuscire a pignorare il saldo attivo di un debitore estero.

Bisogna distinguere:

Creditore privato

Il creditore privato potrà tranquillamente pignorare il tuo conto corrente. Ma prima deve sapere dove lo hai, in che stato, in che banca.

Le possibilità sono molto remote, ed i costi che dovrà affrontare molto alti.

Ovviamente dipende sempre dall’entità del debito.

Un conto è intentare un’azione internazionale per pignorare per mille euro un conto per cento mila.

Creditore Stato

Non possiamo escluderlo, secondo quanto previsto dalla Direttiva 26 maggio 2008, n. 2008/55/CE e dal Regolamento 28 novembre 2008, n. 1179/2008. Poi sostituiti dalla Direttiva 16 marzo 2010, n. 2010/24/UE che è stata recentemente recepita dal Decreto legislativo 14 agosto 2012, n. 149.

Tale direttiva europea detta norme di mutua assistenza per il recupero dei crediti tributari sorti nel territorio nazionale o in un altro Stato membro della UE (disciplina applicabile con decorrenza dal primo gennaio 2012).

La norma prevede uno scambio di funzionari delle autorità nazionali deputate al recupero dei crediti tributari, tra paesi membri della UE.

In teoria quindi, ma solo fra i paesi membri della UE, non è da escludere una cooperazione tra l’Agenzia delle Entrate e lo stato UE, per procedere al pignoramento dei beni intestati all’estero e del saldo presente sul conto corrente.

Tutto dipende dall’entità del debito, ovviamente. Per i conti esistenti in paesi extra EU diventa tutto molto più complicato.

CONTO CORRENTE ESTERO: CONCLUSIONI

In questo report ho cercato di spiegarti come funziona l’apertura di un conto corrente estero e quali adempimenti sono necessari per gestire questo tipo di conto.

Naturalmente fare da solo molto spesso non è conveniente. Se non sei esperto ma soprattutto se non hai un intermediario finanziario affidabile, potresti trovarti ad avere delle problematiche. Per questo motivo ti consiglio sempre di muoverti con un consulente esperto.

Considera che ci sono tantissime offerte in giro per aprire conti correnti all’estero, anche in pochi giorni e con pochi adempimenti. Ti consiglio di prestare la massima attenzione. La possibilità che dietro queste offerte ci siano conti pochi chiari, o condizioni diverse da quelle preventivate è reale.

Massima attenzione e cerca sempre intermediari certificati.

CONTO CORRENTE ESTERO: CONSULENZA

Hai altre domande o richieste di approfondimento in merito all’apertura di un conto corrente all’estero? 

Contattami attraverso la compilazione del seguente form di contatto.

In breve tempo potrai metterti in contatto con me e risolvere tutti i tuoi dubbi.

Non aspettare!



About Federico Migliorini

Dottore Commercialista, Tax Advisor, Revisore Legale. Aiuto imprenditori e professionisti nella pianificazione fiscale. La Fiscalità internazionale le convenzioni internazionali e l'internazionalizzazione di impresa sono la mia quotidianità. Continuo a studiare perché nella vita non si finisce mai di imparare. Se hai un dubbio o una questione da risolvere, contattami, troverò le risposte. Richiedi una consulenza personalizzata con me.

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4 comments

  1. Complimenti per il report chiaro ed esaustivo.
    Deduco che il cittadino Italiano che ha sempre usato il 730 per la sua dichiarazione dei redditi debba necessariamente utilizzare l’unico . È corretto ?
    Grazie per la risposta
    Marco

     
  2. Salve Marco, si è corretto, il modello dichiarativo è il Modello Redditi Persone Fisiche.

     
  3. Buongiorno, leggendo il suo articolo mi stavo facendo alcune domande a riguardo del conto che ho appena aperto tramite la banca N26 (Tedesca), che mette a disposizione l’apertura di un conto con carta di debito associata, inviando pochi e semplici documenti (selfie+foto fronte/retro della carta d’identità).
    Questo conto l’ho aperto semplicemente per avere la possibilità di utilizzare la loro carta che mette a disposizione la creazioni di “spazi” virtuali per organizzare meglio le spese.
    La mia intenzione è di tenere su questo conto delle cifre che mi serviranno per acquisti futuri, ben al di sotto di 5000€ e annualmente non arriverò mai a superare i 15000€.
    La domanda che pongo è la seguente, in questa mia situazione, devo muovermi in qualche modo per dichiarare allo stato italiano questo conto? Sono un lavoratore italiano e i soldi di che finiranno su questo conto saranno delle piccole cifre che preleverò dal mio conto e verserò in questo. Puntualizzo il fatto che questo conto corrente non genera interessi annui.
    Scusate il lungo post.

    Saluti,
    Daniele

     
  4. Salve Daniele, nella ipotesi prospettata non vi sono obblighi fiscali. Tuttavia, per la risoluzione di dubbi e problematiche personali mi scriva a questa mail: [email protected] per ricevere una consulenza personalizzata. Oltre a risolvere i suoi dubbi le indicherò i nostri servizi di assistenza fiscale continuativa che comprendono anche la dichiarazione dei redditi annuale.

     

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