Credito di imposta per redditi esteri per evitare la doppia imposizione

 
Condivisioni

Per evitare problemi di doppia imposizione per i redditi prodotti da cittadini italiani all’estero, il nostro sistema fiscale prevede l’applicazione di un credito di imposta per redditi esteri. Credito che consente di recuperare le imposte pagate fuori dai confini nazionali. Vediamo, in questo contributo come funziona il credito di imposta per redditi prodotti all’estero di contribuenti fiscalmente residenti in Italia.

La produzione di redditi fuori dai confini nazionali può generare problemi di doppia imposizione.

Si tratta di una problematica comune per tutti quei soggetti che percepiscono un reddito da un ente che ha sede al di fuori dei confini nazionali.

In questi casi, infatti, si assiste alla sovrapposizione delle pretese impositive in due differenti Stati.

Sovrapposizione che deve essere preventivamente verificata nella Convenzione contro le doppie imposizioni siglata tra i due Stati coinvolti.

In particolare si tratta:

  • Dello Stato in cui il reddito si è generato (“Stato della fonte);
  • Dello Stato nel quale è posta la residenza fiscale del soggetto percettore del reddito (“Stato della residenza”).

Per evitare al contribuente questa doppia tassazione il nostro sistema tributario prevede, solitamente, una via d’uscita.

La soluzione, è quella legata all’applicazione di un credito di imposta per i redditi percepiti all’estero.

Il sistema del credito d’imposta sorge proprio per rispondere al problema della doppia tassazione internazionale di uno stesso reddito, in due Stati diversi.

Ognuno dei due Stati, infatti, è in grado di esercitare sul soggetto percettore la propria potestà impositiva, in base al principio di territorialità (“Stato della fonte”), o sulla base del c.d. “world wide principle” (“Stato della residenza”).

Di seguito, quindi, tutte le condizioni e le modalità di determinazione del credito di imposta per redditi percepiti all’estero.

Credito di imposta

CREDITO DI IMPOSTA PER REDDITI ESTERI PER EVITARE LA DOPPIA IMPOSIZIONE ECONOMICA

Le persone fisiche considerate fiscalmente residenti in Italia, ai sensi dell’articolo 2 del DPR n. 917/86, sono assoggettate a tassazione sui redditi ovunque prodotti.

Al contrario le persone fisiche fiscalmente residenti in un Paese estero scontano l’imposta esclusivamente sui redditi prodotti nel territorio dello Stato italiano.

La qualificazione di un soggetto come fiscalmente residente in Italia, ed il conseguente assoggettamento ad imposizione dei redditi ovunque prodotti, non pregiudica, tuttavia, l’eventuale potere impositivo del Paese in cui il reddito viene prodotto.

Sono, infatti, le convenzioni contro le doppie imposizioni stipulate tra l’Italia e i vari Paesi esteri a stabilire in quali casi vi è tassazione concorrente tra due stati per uno stesso reddito.

Ad esempio, i redditi da lavoro dipendente percepiti da un soggetto non residente sono comunque soggetti all’applicazione di ritenute nello Stato della fonte. Ed allo stesso modo gli stessi sono tassati anche nello Stato di residenza fiscale del percettore.

Il credito di imposta per redditi esteri nasce proprio per arginare questi fenomeni di doppia imposizione.

Doppia imposizione che si determina quando il soggetto è chiamato a tassare tali redditi anche nel Paese di residenza fiscale, oltre che in quello della fonte.

Il nostro ordinamento riconosce, nel rispetto di determinati limiti e condizioni, la possibilità di detrarre dall’imposta netta le imposte pagate all’estero.

Imposte calcolate sui redditi che abbiano concorso alla formazione del reddito complessivo determinato ai fini IRPEF.

CONDIZIONI PER L’APPLICAZIONE DEL CREDITO DI IMPOSTA PER REDDITI ESTERI

La disposizione riguardante l’applicazione del credito di imposta per redditi esteri è contenuta nell’articolo 165 del DPR n. 917/86.

Essa si applica indistintamente a tutti i soggetti sia ai fini IRPEF, che ai fini IRES.

In particolare, ai sensi del comma 1 dell’articolo 165 del DPR n. 917/86, il credito di imposta è attribuito quando ricorrono congiuntamente le tre condizioni di seguito indicate.

PRODUZIONE DI UN REDDITO ALL’ESTERO

Per individuare la nozione di reddito estero il DLgs n 344/03 ha previsto l’utilizzazione degli stessi criteri previsti per l’individuazione dei redditi prodotti in Italia.

Tuttavia, i trattati contro le doppie imposizioni stipulati dall’Italia, contemplano l’attribuzione del credito per le imposte assolte all’estero esclusivamente per le imposte elencate nel trattato stesso.

La stessa Agenzia delle Entrate ha confermato, con la Circolare n. 9/E/2015, che la definizione di reddito estero di cui al comma 2 dell’articolo 165 del DPR n. 917/86 si rende applicabile unicamente per i redditi assoggettati a tassazione in uno Stato estero per il quale non è in vigore una convenzione contro le doppie imposizioni.

TASSAZIONE DEL REDDITO PRODOTTO ALL’ESTERO IN ITALIA

La spettanza del credito d’imposta è subordinata alla condizione che il reddito estero concorra alla formazione del reddito imponibile in Italia. Questo ai fini delle imposte sui redditi.

L’Agenzia delle Entrate ha escluso la spettanza del credito d’imposta per le imposte assolte all’estero in relazione a redditi esteri assoggettati in Italia a ritenuta a titolo d’imposta o ad imposta sostitutiva.

Perciò, ad esempio, sono esclusi i redditi di capitale derivanti dalla partecipazione al patrimonio di società non residenti. Nonché i redditi di capitale percepiti direttamente all’estero.

Il credito deve essere riproporzionato qualora il reddito estero concorra parzialmente a formare il reddito imponibile in Italia.

E’ il caso dei dividendi, i quali se provenienti da società estere non Black list, concorrono a formare il reddito imponibile per il 5% del loro ammontare.

Di conseguenza anche l’imposta subita all’estero deve essere ridotta del 95%.

ATTRIBUZIONE PER COMPETENZA DEL CREDITO PER IMPOSTE PAGATE ALL’ESTERO

L’articolo 15 del DLgs n 147/15 ha modificato i commi 5 e 6 dell’articolo 165 del DPR n. 917/86.

La modifica ha uniformato l’attribuzione del credito per tutti i contribuenti.

In particolare, la detrazione per imposte estere e l’attribuzione del credito di imposta avvenga nel periodo di imposta in cui il reddito estero concorre a formare il reddito.

Questo a condizione che il pagamento a titolo definitivo delle imposte estere avvenga entro il termine di presentazione della dichiarazione relativa al primo periodo di imposta successivo.

Inoltre è stato esteso a tutti i contribuenti il meccanismo del riporto in avanti e all’indietro delle eccedenze di imposta estera.

Infine, il momento in cui l’imposta estera acquista “definitività” è quello del suo pagamento. Non il momento in cui l’impresa è venuta in possesso della relativa certificazione.

CREDITO DI IMPOSTA PER REDDITI ESTERI: IL FUNZIONAMENTO

Ai sensi dell’articolo 165 comma 1 del DPR n. 9147/86 in caso di redditi prodotti all’estero che concorrono a formare il reddito complessivo ai fini delle imposte dirette, le relative imposte  estere

sono ammesse in detrazione dall’imposta netta dovuta fino a concorrenza della quota di imposta corrispondente al rapporto tra i redditi prodotti all’estero ed il reddito complessivo”

Inoltre, “nel caso in cui il reddito prodotto all’estero concorra parzialmente alla formazione del reddito complessivo, anche l’imposta estera va ridotta in misura corrispondente“.

APPLICAZIONE DEL CREDITO DI IMPOSTA O DELLA DETRAZIONE

Questo inquadramento del credito d’imposta per i redditi prodotti all’estero si configura come detrazione o credito d’imposta vero e proprio a seconda del periodo d’imposta in cui va fruito.

Generalmente quello in cui è avvenuto il pagamento a titolo definitivo delle imposte estere:

  • Se va utilizzato nel medesimo periodo d’imposta a cui appartiene il reddito prodotto all’estero, si comporta come una detrazione. Non potendo essere maggiore dell’imposta netta italiana dovuta;
  • Se va utilizzato in un periodo d’imposta successivo a quello in cui appartiene il reddito estero, si comporta come un credito d’imposta. Nel senso che l’importo potrà eccedere l’imposta netta dell’anno di fruizione, ma sempre entro i limiti dell’imposta netta dell’anno di percezione del reddito estero.

Si evidenzia al riguardo che le disposizioni presenti nelle convenzioni contro le doppie imposizioni siglate dall’Italia non prevedono vincoli procedurali o temporali. Mi riferisco ad eventuali limiti al diritto del contribuente di poter scomputare il credito d’imposta per le imposte pagate all’estero.

In particolare, la limitazione:

deve essere calcolata nella dichiarazione a cui appartiene il reddito prodotto all’estero

di cui al comma 4, dell’articolo 165 DPR n 917/86 non compare in alcuna Convenzione sottoscritta dall’Italia.

A parere di chi scrive, è pacifico ritenere che le norme convenzionali prevalgono su quelle interne.

Lo stesso articolo 169 del DPR n 917/86 ammette di fatto un’eccezione, stabilendo che la normativa nazionale si applica, se più favorevole, al contribuente, in deroga agli accordi internazionali contro la doppia imposizione.

REDDITI ESTERI PRODOTTI IN PIÙ STATI

Se alla formazione del reddito complessivo concorrono redditi prodotti in più stati esteri, l’ammontare della detrazione deve essere determinato separatamente per ogni Stato.

In altri termini, il calcolo per la determinazione del credito d’imposta spettante deve essere ripetuto tante volte quanto sono i Paesi esteri in cui si percepiscono redditi che concorrono alla formazione del reddito complessivo.

L’ammontare della detrazione ammessa è pari alla somma delle singole detrazioni determinate con riferimento ai diversi Paesi di produzione dei redditi.

CREDITO DI IMPOSTA PER REDDITI ESTERI: DEFINITIVITÀ COME ELEMENTO ESSENZIALE

In questa sede, appare opportuno concentrarsi sui presupposti di applicazione della norma, cui risultano strettamente connesse anche le cause di decadenza del beneficio stesso.

L’istituto in questione si rivolge a tutti i soggetti passivi d’imposta – siano essi persone fisiche soggette a IRPEF o giuridiche soggette a IRES – residenti nel territorio dello Stato ai sensi della normativa fiscale domestica.

Dal punto di vista oggettivo l’operatività dell’istituto è ancorata alla produzione di reddito in territorio estero, che a sua volta concorre alla formazione del reddito complessivo assoggettato ad imposizione in Italia, oltre che scontare l’imposizione del Paese della fonte.

Conditio sine qua non ai fini del recupero del credito d’imposta per il contribuente soggetto passivo della doppia imposizione, è la definitività dell’imposta estera versata.

Dall’analisi del dato letterale, si evince che la condizione imprescindibile per il riconoscimento del credito d’imposta è la definitività del pagamento dell’imposta estera. Imposta che deve essere versata e non ripetibile o modificabile a favore del contribuente.

Non rispettano quindi il requisito della definitività, le imposte pagate a titolo di acconto o quelle per le quali è ammessa, sin dal momento del pagamento, la possibilità di rettifica e di rimborso. Allo stesso modo non possono essere considerate ai fini della spettanza del credito, le imposte corrisposte in via provvisoria perché in pendenza di un contenzioso.

DEFINITIVITÀ DELL’IMPOSTA ESTERA NELLA PRATICA

Pensando ai risvolti pratici connessi a tale requisito, occorre constatare come l’elemento della definitività delle imposte estere non debba solamente sussistere al fine di considerare il credito spettante.

Tuttavia, esso deve essere anche dimostrabile tramite idonea prova documentale, in caso di controllo da parte dell’Amministrazione finanziaria.

Con la Circolare n. 9/E/2015, l’Amministrazione finanziaria ha chiarito quali documenti devono essere conservati dal contribuente ai fini della verifica della detrazione spettante.

Nell’elenco, oltre alle ricevute di versamento delle imposte, deve esserci anche copia della dichiarazione dei redditi presentata nel Paese estero e la certificazione rilasciata dal soggetto che ha corrisposto i redditi di fonte estera.

Emerge quindi come, nella prassi, il Fisco voglia appurare, in caso di controllo, il verificarsi della doppia imposizione in senso giuridico, oltre che economico, prima di confermare l’insorgere del diritto al credito d’imposta.

Deve desumersi in ogni caso, che le imposte possono considerarsi pagate a titolo definitivo nel periodo d’imposta in cui vengono versate al Fisco estero. Non essendo invece rilevante il momento in cui viene acquisita la certificazione attestante il pagamento, che ha valenza meramente probatoria.

Da ultimo, in tema di definitività, non è invece rilevante il fatto che l’imposta estera possa essere modificata a sfavore del contribuente. Come nel caso in cui la stessa sia inerente a redditi o periodi d’imposta ancora assoggettabili ad accertamento da parte dell’Amministrazioni fiscale estera.

CREDITO DI IMPOSTA PER REDDITI ESTERI: PRESCRIZIONE E DECADENZA

La formulazione letterale dell’articolo 165 del DPR n 917/86 permette  di desumere che l’ordinamento non preveda alcun termine decadenziale per il diritto di portare in detrazione il credito d’imposta.

L’unica preclusione attualmente ravvisabile nella normativa vigente è quella prevista al comma 8 dell’articolo 165, ove si specifica che:

la detrazione non spetta in caso di omessa presentazione della dichiarazione o di omessa indicazione dei redditi prodotti all’estero nella dichiarazione presentata

casi in cui il recupero del credito risulta di fatto totalmente precluso.

Sul punto deve essere presa in considerazione, inoltre, la pronuncia della Commissione tributaria regionale Lombardia n. 1443/2018.

Pronuncia nella quale i giudici, dopo aver correttamente ricostruito il rapporto tra fonti del diritto (nella fattispecie, la prevalenza delle Convenzioni tra Italia e Spagna ed Italia e Paesi Bassi sulla normativa interna), hanno affermato che:

[…omissis…] Né il quarto comma in discorso prevede che la mancata presentazione nella dichiarazione relativa al periodo di imposta cui appartiene il reddito prodotto all’estero comporti la decadenza dal diritto ad una non doppia imposizione

ISTANZA DI RIMBORSO DELLE IMPOSTE ESTERE

L’Agenzia delle Entrate con la Risoluzione n. 104/2001 ha fornito chiarimenti importanti.

In presenza di convenzioni contro le doppie imposizioni, qualora il prelievo sia stato effettuato nell’altro Stato contraente in misura eccedente l’aliquota prevista dal trattato, la maggiore imposta subita (vale a dire la differenza tra il prelievo effettivamente subito e l’aliquota convenzionale) non può essere recuperata attraverso il credito d’imposta.

Bensì mediante un’istanza di rimborso da presentare alle autorità fiscali estere con le modalità e i termini stabiliti dalla relativa legislazione.

INTERPELLO PER SITUAZIONI DI INCERTEZZA

Nel caso in cui sussistano obiettive situazioni di incertezza in merito alla natura di un tributo estero non oggetto di convenzioni contro le doppie imposizioni, è possibile intervenire.

In questo caso il contribuente può inoltrare all’Amministrazione finanziaria istanza di interpello.

Questo ai sensi e per gli effetti dell’articolo 11, della Legge n. 212/00. Il contribuente potrà presentare interpello nelle seguenti situazioni:

  • Esistenza di dubbi in merito ai nuovi tributi entrati in vigore successivamente rispetto a quelli nell’elenco originario della convenzione contro le doppie imposizioni;
  • Sussistenza di dubbi in merito alla natura del tributo estero qualora non sia stata stipulata una convenzione con il Paese estero.

CREDITO DI IMPOSTA PER REDDITI ESTERI: CONSULENZA

Hai un dubbio riguardante il credito di imposta per redditi esteri?

Vuoi avere un dottore commercialista esperto che può aiutarti nella presentazione della tua dichiarazione dei redditi?

Se devi calcolare il credito di imposta per redditi esteri, evita di commettere errori. Nella mia esperienza professionale ho aiutato tantissimi soggetti a predisporre correttamente la loro dichiarazione dei redditi.

Effettueremo insieme una consulenza preliminare in cui andrò ad individuare il reddito estero che hai percepito e ti indicherò se e come potrai utilizzare il credito di imposta per redditi esteri.

Ti spiegherò, infine, la documentazione che dovrai conservare per un eventuale controllo da parte dell’Amministrazione Finanziaria.

Contattami attraverso l’apposito servizio di consulenza fiscale online dedicato.

About Federico Migliorini

Dottore Commercialista, Tax Advisor, Revisore Legale. Aiuto imprenditori e professionisti nella pianificazione fiscale. La Fiscalità internazionale le convenzioni internazionali e l'internazionalizzazione di impresa sono la mia quotidianità. Continuo a studiare perché nella vita non si finisce mai di imparare. Se hai un dubbio o una questione da risolvere, contattami, troverò le risposte. Richiedi una consulenza personalizzata con me.

Check Also

ikea

IKEA un case study di international tax planning

Gli Argomenti del Post0.1 Chi è IKEA e perché è uno dei marchi più famosi …

Holding Societaria

Holding societaria: quando è indispensabile al business?

Gli Argomenti del Post1 Cos’è una Holding? Quando si costituisce un gruppo societario? Quali sono …

Lettere di compliance

Lettere di compliance sui redditi esteri: sei pronto?

Gli Argomenti del Post1 Lettere di compliance frutto dello scambio automatico di informazioni fiscali in …

Criptovalute

Criptovalute in dichiarazione dei redditi: guida pratica

Gli Argomenti del Post1 MANCANZA DI UNA NORMATIVA LEGALE SULLE CRIPROVALUTE1.0.1 RISCHI LEGATI ALLO SCAMBIO …

IVAFE

Ivafe – Imposta sulle attività finanziarie estere: informazioni generali

Gli Argomenti del Post1 Imposta Patrimoniale sulle Attività Finanziarie Estere – IVAFE2 Le attività estere …

Monitoraggio Fiscale

Monitoraggio fiscale delle attività estere: la guida

Gli Argomenti del Post1 Soggetti obbligati a sottostare alla disciplina sul Monitoraggio Fiscale delle attività …

18 comments

  1. Buongiorno ho fatto un mese di lavoro in Svizzera, ed è stato l’unico reddito del 2015. Ppsso chiedere rimborso tasse in Italia?

     
  2. Salve, lei dovrà pagare le tasse anche in Italia sul reddito svizzero e chiedere che le vengano messe a credito le imposte estere pagate.

     
  3. buongiorno,
    nel caso in cui il reddito estero è stato prodotto in una valuta diversa dall’euro, qual’è la data di riferimento per il tasso di cambio da applicare all’importo da utilizzare come credito di imposta?

     
  4. E’ il tasso medio annuo di cambio fornito dalla banca d’Italia.

     
  5. Buongiorno, mio figlio ha lavorato nel 2016 nel Regno Unito, in maniera non continuativa, per meno di sei mesi, percependo complessivamente 4.900 £. Deve fare la dichiarazione dei redditi?
    Nella mia dichiarazione dei redditi, devo indicare che mio figlio è stato a carico 6 mesi?

    Grazie

     
  6. Suo figlio per il 2016 deve presentare la dichiarazione in Italia, e per tutto l’anno non sarà a suo carico. Se vuole maggiori info mi contatti attraverso il servizio di consulenza fiscale online.

     
  7. Buongiorno,
    ho un dubbio. Nell’anno 2015 ho lavorato 8 mesi in Italia e 4 in Germania. Contestualmente al mio trasferimento in Germania mi sono iscritto all’AIRE e non possiedo nulla in Italia (beni, contratti, conti bancari, etc.).

    A quanto ho appreso, la mia situazione avrebbe previsto la dichiarazione dei miei redditi totali (Italia + Germania) in Italia tramite modello unico dove avrei dovuto portare in detrazione le tasse già pagate in Germania (evitando la doppia imposizione).

    Qui però sorge il problema. Dovendo fare la dichiarazione dei redditi in Germania, nel modello tedesco (ELStAM) ho indicato l’importo guadagnato e le tasse pagate in Italia, presentando come prova richiesta all’ufficio tedesco (Finanzamt) il mio CUD 2016.
    A questo punto hanno calcolato il totale del mio guadagno (italiano + tedesco), le tasse già pagate e mi hanno fatto pagare la differenza in tasse aggiuntive.
    Non ho quindi fatto nessuna dichiarazione dei redditi in Italia.

    Come posso regolarizzare la mia posizione? Fare una dichiarazione tardiva in Italia e richiedere i soldi pagati in più in Germania?

     
  8. Per quesiti di carattere personale c’è l’apposito servizio di consulenza online dedicato ai redditi esteri.

     
  9. Buongiorno, mia figlia ha lavorato qualche mese in Svezia. Per verificare se rimane a mio carico devo considerare il reddito che ha percepito al lordo o al netto delle imposte estere?

     
  10. Articolo molto interessante ed esauriente. Mi piacerebbe anche qualche dettaglio pratico circa i quadri da utilizzare nei vari casi.
    Grazie per l’attenzione.
    Cordiali saluti

     
  11. Deve prendere in considerazione il reddito lordo percepito.

     
  12. Per maggiori dettagli c’è il nostro servizio di consulenza fiscale online dedicato ai redditi esteri.

     
  13. Salve, cercherò di spiegare la mia situazione nella forma più chiara possibile. Lavoro all’estero da gennaio 2015 ma ancora non sono iscritta all’Aire (lo farò a brevissimo). Ora ho paura di eventuali sanzioni perché non ho mai dichiarato i redditi in Italia dove effettivamente ho ancora la residenza. In realtà nemmeno qui in Spagna: non ce n’è stato bisogno perché finora non ho mai raggiunto la soglia minima. Iniziano le domande: è conveniente realizzare una dichiarazione tardiva? Essendo stato nel 2015 il mio reddito lordo 15 mila euro e nel 2016 17 mila euro, quanto mi farebbero pagare per regolarizzare la mia situazione? In Italia qual è la soglia sotto la quale non è necessario presentare la dichiarazione dei redditi? Esiste una convenzione bilaterale tra Italia e Spagna che possa giocare a mio favore evitando così la doppia tassazione? Ammetto di aver procrastinato e di aver trascurato questo tema ma ora ho l’ansia.

     
  14. Salve Franca, per questioni di carattere personale mi contatti attraverso il servizio di consulenza fiscale online dedicato, a questo link ove può scegliere il servizio di risposta che fa al caso suo. Consulenza fiscale online redditi esteri.

     
  15. Daniela Costantini

    Buonasera
    Lei ha indicato che L’Agenzia delle Entrate con la Risoluzione n. 104/2001 ha fornito chiarimenti importanti.
    In presenza di convenzioni contro le doppie imposizioni, qualora il prelievo sia stato effettuato nell’altro Stato contraente in misura eccedente l’aliquota prevista dal trattato, la maggiore imposta subita (vale a dire la differenza tra il prelievo effettivamente subito e l’aliquota convenzionale) non può essere recuperata attraverso il credito d’imposta.
    Bensì mediante un’istanza di rimborso da presentare alle autorità fiscali estere con le modalità e i termini stabiliti dalla relativa legislazione.
    Mia figlia, non iscritta all’AIRE, in Irlanda ha subito da un datore di lavoro, dove ha lavorato per soli 2 mesi contemporaneamente ad altro impiego, trattenute Emergency tax nella misura del 40% Dette ritenute possono essere portate quale credito d’imposta in Italia o devono necessariamente essere richieste a rimborso in Irlanda dove per il 2017 ha un credito annuale capiente? Nel trattato Irlanda Italia risalente al 1971 non ho trovato indicate aliquote d’imposta.
    Grazie
    Daniela

     
  16. Salve Daniela, prima di tutto occorre verificare se l’imposta rientra tra quelle delle convenzione. Solo in questo caso è ammesso il credito di imposta, altrimenti, se vi sono i requisiti potrà chiedere alle autorità Irlandesi, l’eventuale rimborso.

     
  17. Salve, nel quadro di una dichiarazione dei redditi in Italia, per evitare una doppia imposizione su un reddito estero (vivo in Germania) quali tasse possono essere “scalate”? Solo l’imposta sul reddito oppure possono essere calcolate anche l’addizionale di solidarietà, la tassa ecclesiastica, il fondo pensionistico, assicurazione medica ecc? Perché le cifre cambiano sensibilmente, e non mi è molto chiaro….
    Grazie

     
  18. Salve Marina, se non ha trovato tutte le info nell’articolo per risolvere quesiti di carattere personale mi contatti a questa mail: [email protected] per ricevere una consulenza personalizzata.

     

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.

Condivisioni